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Introduzione

Gli storici interrogano il passato a cominciare dai problemi del presente. La storia non è composta soltanto da avvenimenti (fatti che si esauriscono nel breve tempo) ma anche da fenomeni di lunga durata (durano per secoli e non subiscono trasformazioni - es. contratto di mezzadria 1400-1900).

Evoluzione della storia

La storia è il risultato dell’intreccio di avvenimenti e fenomeni. Gli avvenimenti servono a scardinare fenomeni di lunga durata (es. rivoluzioni). Da questo intreccio scaturiscono organizzazioni economiche e sistemi economici.

Le organizzazioni hanno lo scopo di produrre quanto serve per il consumo e per investire nel successivo ciclo produttivo. La base di questa organizzazione è sostanzialmente agricola e la divisione del lavoro non è ben definita (sistema feudale); i sistemi invece si basano sui rapporti di scambio sul mercato, quindi sull’incontro tra domanda e offerta, ovvero sul prezzo. Caratteristica dei sistemi è la privatizzazione delle risorse naturali e la crescente applicazione di tecnologie.

La storia economica si occupa proprio della definizione delle organizzazioni economiche e dei sistemi economici. Fernand Braudel, ad esempio, storico dell’età moderna, distingue la storia in tre tempi:

  • Tempo geografico, tempo lunghissimo e cambiamenti quasi nulli (cambiamenti climatici)
  • Tempo sociale, tempo delle organizzazioni
  • Tempo individuale, tempo che assume importanza soltanto per i soggetti colpiti personalmente dagli avvenimenti

Età neolitica

L'età neolitica (8000-3000 a.C.) fu la prima rivoluzione agraria in cui si passò dal nomadismo alla vita sedentaria nei villaggi, con una prima organizzazione politica e sociale. La rivoluzione è un avvenimento che porta grandi trasformazioni di durata variabile, nel caso della prima rivoluzione agraria le civiltà però restano ancora agricole dopo la rivoluzione.

Sistema economico

Un sistema economico può essere osservato sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta. La domanda è richiesta dei beni da parte dei soggetti, l’offerta invece è la produzione dei beni richiesti.

Sistema osservato dal lato della domanda

Per prima cosa bisogna distinguere bisogni dalla domanda effettiva. La domanda effettiva è determinata da:

  • Livello del reddito (salari, profitti e interessi, rendite). Reddito corrente e cumulato o patrimonio Potere d’acquisto.
  • Distribuzione del reddito
  • Livello struttura dei prezzi

Fino al XIX secolo, per la maggior parte delle persone, il reddito era rappresentato dal salario. Fino a quel periodo i redditi erano molto bassi, e servivano soltanto per soddisfare i bisogni primari, inoltre derivava soltanto dal capofamiglia. Nell’età preindustriale la povertà era a livelli enormi, e la distribuzione del reddito era ineguale. La massa dei poveri era fluttuante e ciò incideva molto sul livello della domanda. Il prezzo del pane rimaneva molto alto proprio perché era un bene indispensabile e di conseguenza il cibo, nel periodo preindustriale, acquisisce un valore simbolico poiché i poveri mangiano poco e quando possono.

Tipi di domanda

Prima classificazione: domanda di beni di consumo, domanda di servizi e domanda di beni capitali. Seconda classificazione: domanda interna privata, domanda interna pubblica e domanda estera.

Domanda privata

Più basso è il reddito disponibile e più alta è la percentuale di esso che viene destinata ai consumi di “prima necessità”. C’è una forte rigidità della domanda verso questi beni. Questa affermazione è denominata Legge di Engels. Tale legge dice che la percentuale della spesa in conto alimentazione sul totale della spesa aumenta quando il reddito diminuisce e diminuisce quando il reddito aumenta. La domanda dei poveri era totalmente verso l’alimentazione (poi il vestiario, poi l’affitto).

La domanda dei ricchi invece era varia e articolata (il ricco può risparmiare), vengono inoltre introdotte leggi dette santuarie per scoraggiare alcuni consumi dei nobili, in particolare sono leggi che proibiscono ai nobili di comprare tessuti pregiati e di indossare in pubblico vestiti prodotti con quei tessuti così da evitare le rivolte dei poveri.

Il risparmio è in funzione del reddito e della sua distribuzione, nell’età preindustriale il risparmio è minimo e quel minimo non veniva investito (tesoreggiamento). La domanda dei benestanti fu influenzata inoltre dai servizi domestici, religiosi, professionali ed alle prostitute.

Il risparmio

Il buon funzionamento di una economia richiede che:

  • Vi sia a livello di flussi di reddito una sufficiente formazione di risparmio
  • Che non rimanga tesoreggiato ma venga tradotto in domanda di beni capitali
  • E quindi permetta a livello della produzione fisica un’adeguata formazione di beni capitali

L’economia funziona bene quando c’è un’adeguata distribuzione del reddito, così da far formare una domanda più articolata. Il risparmio è condizionato nell’età preindustriale da:

  • Livello dei redditi
  • Mancanza o inadeguatezza di istituzioni per la raccolta del risparmio
  • Moneta in circolazione di oro e d’argento, poiché c’era la tendenza a tesoreggiare la moneta (risorse sottratte al sistema economico), e invece si deve tradurre questo risparmio in beni capitali.

L’Inghilterra aveva una ricchezza più equamente distribuita rispetto ad altri paesi europei (motivo per cui la rivoluzione industriale è partita da lì).

Reddito

La partecipazione di una persona e/o del suo capitale al processo produttivo dà luogo a una formazione di reddito. Il reddito può essere trasferito:

  • Trasferimento volontario: carità, donazione, dote e gioco.
  • Trasferimento coatto: imposizione fiscale, saccheggio, bottino di guerra, latrocinio e riscatto.

Domanda pubblica

È difficile distinguere tra domanda privata e domanda pubblica nell’età preindustriale. I sovrani europei non distinguevano il loro patrimonio con quello dello Stato. Il reddito del potere pubblico è in funzione del prelievo fiscale.

  • Il prelievo fiscale, però, ha un limite
  • E ci sono diverse modalità di formazione del reddito pubblico

Il reddito pubblico deriva da:

  • Trasferimento coatto del settore privato mediante l’imposizione fiscale
  • Trasferimento di reddito e ricchezza attraverso il prestito pubblico, cioè le “prestanze” (Prestiti chiesti ai mercanti, spesso è coatto). Questi trasferimenti furono causa di veri e propri dissesti economici.
  • Eventuale sfruttamento di un patrimonio demaniale
  • “Signoraggio”, cioè prelievo fatto sulla monetazione, era la tassa sulla coniazione di moneta.

I poveri venivano colpiti di più rispetto ai nobili (a volte esentati). Esenzioni e immunità avevano per conseguenze, non solo di limitare l’entità del prelievo fiscale, ma anche di obbligare i poteri pubblici a ricorrere all’imposizione INDIRETTA, gravando sui consumi di prima necessità.

I bisogni del potere pubblico

Erano la guerra e la difesa, l’amministrazione civile, la vita di corte, le festività che avevano scopi pratici e valori simbolici, ed altro come: istruzione, assistenza, opere per migliorare il territorio. Anche nel settore pubblico parte della spesa è destinata a soddisfare le esigenze alimentari della popolazione: venivano create le abbondanze e le annone, che erano delle scorte alimentari comunali, per evitare ribellioni in caso di carestia.

Domanda della Chiesa

La Chiesa nell’età preindustriale ricopriva un ruolo importante. Il reddito della Chiesa deriva in parte dall’amministrazione del suo patrimonio e in parte da continui trasferimenti di ricchezze a suo favore, volontari (donazioni e carità) e coatti (decime). Donazioni per conquistarsi il paradiso.

Domanda estera

Riguardano gli scambi, tra i diversi sistemi economici, di beni e servizi (importazioni ed esportazioni), trasferimenti gratuiti di ricchezza, movimento di capitali e di metalli preziosi. Il peso dell’import-export sul reddito nazionale è in rapporto all’estensione dello Stato. L’Europa soffre di una carenza cronica di metalli preziosi, la situazione cambierà dopo la scoperta dell’America azionando il motore della domanda estera.

I fattori produttivi

Un sistema produttivo prende questa denominazione quando vengono combinati insieme tra loro i fattori produttivi che sono:

  • Terra: proprietari fondiari-aristocrazia-rendita
  • Capitale: ceto medio-capitalisti-interesse/profitto
  • Lavoro: massa lavoratrice-salario

Lavoro

Tutti i componenti di una popolazione sono dei consumatori, ma non tutti sono dei produttori. Si definisce popolazione attiva, coloro che producono e consumano; si definisce popolazione dipendente invece, coloro che consumano soltanto. Il rapporto fra le due grandezze viene definito rapporto di dipendenza. Nel caso in cui questo rapporto è maggiore di 1 quindi il numero della popolazione attiva è maggiore e di conseguenza la popolazione viene definita dinamica.

I tassi di natalità e mortalità, che nell’età preindustriale erano molto alti, l’immigrazione e l’emigrazione determinano insieme la struttura per età della popolazione. Nelle società industriali i giovani in età 0-14 rappresentano dal 65 al 70 percento della popolazione dipendente. Nelle società preindustriali rappresentano quasi il 90%, nelle società industriale il peso della dipendenza si sposta verso gli anziani, mentre nelle società preindustriali il problema maggiore è allevare una pesante massa di fanciulli con una speranza di vita estremamente limitata questa situazione trova espressione nell’elevato numero di bambini abbandonati. Nelle società preindustriali lavorano anche i fanciulli, anche i vecchi, insieme alle donne.

Agricoltura

Nell’Europa preindustriale, la popolazione attiva impiegata in agricoltura varia tra il 65 e il 90%. Nonostante ciò la produttività del settore rimane bassa, poiché i contadini non lavorano nei mesi invernali, inoltre i contadini svolgono più mansioni contemporaneamente, viene anche sfruttato il lavoro delle donne con varietà di mestieri nell’ambiente rurale. È un errore pensare che la popolazione impiegata nell’agricoltura coincida con la popolazione rurale. La domanda influenzava ovviamente la struttura della produzione, quindi il maggior lavoro era impiegato proprio nell’agricoltura perché la domanda di alimentari era quella più elevata per poi passare al vestiario e poi all’abitazione. Il reddito essendo basso si concentrava in questi settori.

Il grosso lavoro specializzato si concentra nelle città che richiamavano gli artigiani per favorire lo sviluppo. L’incidenza economica delle epidemie pesarono maggiormente sulle città più grandi.

Qualità e quantità del lavoro

La qualità e la quantità del lavoro dipendevano da:

  • Numero di giornate lavorative effettivamente impiegate
  • Condizioni fisiche e psicologiche dei lavoratori (stato di sottonutrizione e malnutrizione)
  • Grado di istruzione e preparazione tecnica dei lavoratori

Si sviluppano le cosiddette corporazioni, una sorta di sindacato dell’epoca, ma solo nell’ambiente urbano. Nel XIII secolo prevalgono le corporazioni mercantili, mentre nei secoli successivi diventano sempre più numerose ed influenti le corporazioni artigiane i lavoratori vogliono difendere i propri interessi, non solo organizzazioni del lavoro ma anche religiose, inoltre le corporazioni posso frenare lo sviluppo dell’economia di un paese.

Si lavora tanto con risultati minimi, le giornate lavorative erano ridotte dalle festività e da un ritmo di lavoro lento il lunedì. Elementi che portavano il lavoro ad essere molto improduttivo.

Capitale

Il lavoro è capitale umano. Il capitale fisico riguarda beni economici che l’uomo usa nell’attività economica. Il capitale riproducibile invece riguarda beni riproducibili dall’uomo, distinti dalla terra e dalle risorse naturali. Un’ulteriore classificazione è quella tra:

  • Capitale fisso ovvero beni prodotti dall’uomo ripetutamente usati nel corso di diversi cicli produttivi (macchine utensili, impianti di una manifattura, animali)
  • Capitale circolante che invece si sostanzia scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti

Nell'agricoltura

Il capitale fisso riguarda case coloniche, cascinali, attrezzi, canali, mulini, equini e bovini, che costituiscono un capitale essenziale per il lavoro, i trasporti e le materie prime (ovini). Il bestiame era particolarmente vulnerabile. Le epidemie contribuivano alla scarsità del bestiame, che incide sui ritmi produttivi delle campagne. Quando il bestiame moriva le conseguenze per l’economia del tempo erano molto gravi. Il capitale circolante invece riguarda sementi, riserve, scorte.

Il capitale fisso era molto importante anche nei trasporti via terra e via acqua, scarsa importanza invece del capitale fisso utilizzato nel settore manifatturiero prima della rivoluzione industriale, gli impianti sono molto ridotti, molta importanza era data ai mulini e alle gualchiere. Incide molto il capitale fisso nel settore delle costruzioni.

Capitale circolante

Nell’Europa preindustriale, la percentuale di capitale circolante sul totale di capitale esistente era molto più elevata rispetto ad oggi (scorte di materie prime, di semilavorati, prodotti finiti). Questo perché c’era la costante fluttuazione dei raccolti, insicurezza ed elevati costi dei trasporti, continue carestie, epidemie e guerre.

Come già detto per il settore manifatturiero e quello dei commerci il capitale circolante aveva una percentuale molto maggiore, infatti ad esempio l’artigiano non aveva un magazzino di scorte e materie, ma era il mercante che commissionava il lavoro allo stesso artigiano, Il mercante era l’unico che aveva un magazzino (che si trovava all’ultimo piano della casa così da diminuire il rischio dei furti e per minimizzare i danni causati dagli incendi).

Risorse naturali

Riguardano capitale non riproducibile (bosco, intensamente sfruttato nella storia). Nell’età preindustriale la risorsa naturale per eccellenza è la terra (terreno coltivabile e depositi minerari). Ma la risorsa terra poteva essere utilizzata soltanto in aree collinari, infatti la terra poneva limiti allo sviluppo della popolazione e determina la distribuzione della produzione. Le principali fonti di energia disponibili sono le piante e gli animali, e l’utilizzo dell’energia eolica e idrica.

Organizzazione produttiva

Perché si attui una qualsiasi produzione il capitale e il lavoro devono essere combinati insieme in forme organizzative che variano a seconda dei livelli culturali e tecnologici, dell’ampiezza dei mercati e del tipo dei prodotti. Nell’agricoltura, prima dell’anno 1000 la forma prevalente di organizzazione nel settore agricolo è il sistema curtese: parte del dominus assegnato al signore (cultura estensiva a bosco e pascolo) e mansi affittati ai servi, costretti alle corvées, era un’economia autarchica, si produce quello che si consuma (feudo).

Dopo l’anno 1000 prevalgono nuove forme di conduzione della terra: affitto e mezzadria. Erano le prime forme di contratto, i servi diventavano cittadini liberi e il lavoro della terra era remunerato. Nel sistema mezzadrile rimangono ancora alcuni aspetti del feudo.

Nell’artigianato e nel settore manifatturiero l’unità tecnica di produzione è la bottega. La concentrazione di lavoro e capitale è minima e il lavoro salariato è scarsamente rappresentato le maggiori caratteristiche sono proprietà, tempo, commesse. Ruolo del mercante è fondamentale, è colui che passa le commesse all’artigiano, anticipando il capitale circolante (materie prime). È il mercante ad avere l’onere del magazzino. FONDACO DEL MERCANTE

Le ricchezze più grandi sono il risultato della commercializzazione dei beni e non della produzione degli stessi, le speculazioni saranno elemento costante del commercio. Organizzazione produttiva → due poli → bottega dell’artigiano e fondaco del mercante.

Produttività e produzione

Il processo economico è un problema di scelte, considerando che le risorse sono limitate rispetto ai bisogni. Il livello della produttività resta basso per tutta l’età moderna nonostante le innovazioni tecnologiche del medioevo. Le risorse naturali disponibili erano limitate al fattore terra che, per deficienza di concimazione e di conoscenze e attrezzature, aveva una redditività molto bassa. Con la rivoluzione industriale la produttività schizza alle stelle causando però nuovi problemi (inquinamento).

Il sistema feudale

Le città dell’Europa medievale risorgono dopo la decadenza alto-medievale. (periodo primitivo) La caduta dell’Impero romano si ripercuote negativamente soprattutto sulle attività mercantili e sull’uso della moneta. Le città si spopolano e si indeboliscono (indebolimento dovuto anche alle incursioni dei barbari) economicamente. Dopo l’ultima incursione degli ungari le città tornano a crescere. Insieme al declino economico che caratterizza l’alto medioevo si registra anche un peggioramento del clima (inverni più freddi, terreni abbandonati per via del clima che impedisce la coltivazione) e la popolazione diminuisce. Intorno all’anno mille il clima muta e porta condizioni favorevoli per la produzione alimentare e di conseguenza la popolazione torna a crescere.

Dopo la caduta dell’impero l’attività prevalente non è più il commercio ma l’agricoltura che assume un ruolo più centrale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nico_paoletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Ciuffetti Augusto.
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