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LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Rivoluzione industriale

• Significato della terminologia

• I presupposti della rivoluzione industriale:

fattori esogeni (sviluppi appartenenti ad altri

a)

settori economici)

fattori endogeni (accumulazione del capitale,

b)

spirito d’iniziativa, investimenti, innovazioni) 1

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Rivoluzione agraria

• Open fields, common fields, common lands

• Leggi sulle recinzioni (Enclosures Acts)

• Lord Townshend ed il “sistema di Norfolk”

• Passaggio dalla rotazione triennale a quella

continua

• Allevamento stabulare

• Ruolo dei “gentleman farmer”

• Risultati 2

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Rivoluzione demografica

• Andamento della popolazione nelle economie

preindustriali

• Mutamento del regime demografico a partire

dalla metà del Settecento

• Processo di urbanizzazione

• Interdipendenze tra rivoluzione demografica e

rivoluzione industriale 3

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Sviluppi nelle vie di comunicazione e nei trasporti

• Nella seconda metà del ‘700: avvio della

costruzione di strade e canali

• Adozione del sistema delle strade a pedaggio

(turnpike roads)

• Atti di recinzione e costruzione di nuove strade

• “Febbre dei canali”

• Assenza del ruolo della ferrovia nella I fase della

rivoluzione industriale inglese 4

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Progresso tecnico

• Ambiente socio-economico e genesi delle

invenzioni

• Dal metodo prevalentemente empirico all’avvio di

ragionamenti rigorosamente scientifici (macchina

a vapore di James Watt)

• Invenzioni ed innovazioni 5

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

L’industria tessile

• Dal domestic system al lavoro di fabbrica

• Caratteristiche del cotone

• Sequenza “botta e risposta” nelle innovazioni del

comparto dell’industria tessile del cotone

• Navetta (fly shuttle) di John Kay nel 1733

• Tessitura molto più veloce della filatura 6

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

L’industria tessile

• Serie di innovazioni nella filatura: filatoio multiplo

(spinning jenny) di Hargreaves (1765), filatoio ad

acqua (water frame) di ArKwright (1768), filatoio

intermittente (mule-jenny) di Crompton (1779)

• Filatura più veloce della tessitura

• Telaio meccanico di Cartwright (1785) con

utilizzo della macchina a vapore di James Watt 7

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

La macchina a vapore

• Dalla pompa a vapore di Newcomen alla macchina

a vapore di James Watt

• James Watt, tecnico dell’Università di Glasgow

• Supporto dell’imprenditoria del comparto

• Passaggio dalla fase empirica a quella scientifica

• Perfezionamento progressivo della macchina

• Brevetto del 1781 8

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Progressi nel comparto siderurgico

• I limiti della produzione metallurgica fino agli inizi

del ‘700

• Utilizzo del coke per la produzione del ferro grazie

agli apporti di Abraham Derby e del figlio, tra il

1708 ed il 1748

• Combinazione del puddellaggio con la laminazione

(Henry Cort, nel 1783)

• Utilizzazione della macchina a vapore come fonte

di energia 9

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Conseguenze della rivoluzione industriale

• Risultati economici complessivi

• Mutamenti nella struttura produttiva

• Condizione operaia e luddismo

• Peggioramento delle condizioni abitative

• Incremento demografico 10

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Dal protezionismo al libero scambio

• Crollo dei prezzi del grano (1812-1815) e corn

laws

• Contrapposizione tra conservatori e radicali

• Adozione del sistema della scala mobile

nell’imposizione dei dazi protettivi sul grano

• Costituzione dell’Anti-corn-law-league (1838)

• Abolizione delle corn laws dopo i cattivi raccolti del

1844-45 11

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

La seconda rivoluzione industriale

• Massima esaltazione del liberismo

• Trionfo dell’economia urbana

• Scoperta di giacimenti auriferi in California e in

Australia, tra il 1848 ed il 1851

• Rivoluzione dei trasporti

• Capitalismo anonimo

• Aumento della produttività agricola

• Aumento demografico ed aumento del reddito pro

capite 12

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

La seconda rivoluzione industriale

• Crisi del 1873

• Fase discendente del ciclo Kondrat’ev (1873-1896)

• Posizione di primato economico mondiale fino al

1880

• Sorpasso della Germania e degli Usa in ambito

industriale (1880-1890)

• Contrapposizione tra rialzo delle retribuzioni e

ribasso dei prezzi 13

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

La seconda rivoluzione industriale

• Riduzione dei profitti e del ritmo degli investimenti

• Attivo della bilancia dei pagamenti

• Attivo decrescente nella bilancia commerciale per il

calo progressivo delle esportazioni

• Ricerca di nuovi mercati di approvvigionamento

e di sbocco

• Neo-colonialismo ed imperialismo

• Protezionismo e preferenze imperiali 14

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Terzo ciclo Kondrat’ev

• Ciclo caratterizzato dall’utilizzo di nuovi fonti di

energia (elettricità e petrolio)

• Settori traenti: chimica, aeronautica ed

automobilismo

• Scoperta di nuove miniere in Sud-Africa

• Avvio di nuovi programmi di armamento

• Gran Bretagna (sino al 1913): I potenza

commerciale e finanziaria, proprietaria della

flotta più importante e dell’impero coloniale più

esteso e popolato 15

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Terzo ciclo Kondrat’ev

• Economia di guerra

• Conseguenze del primo conflitto mondiale sul

capitalismo: fine del preesistente equilibrio politico-

economico e fine del capitalismo liberale

• Rapida ricostruzione degli apparati produttivi ed

instaurazione di nuovi equilibri

• Conseguenze della politica deflazionistica del 1920

• Riduzione della quota d’incidenza del PIL britannico

nel PIL mondiale 16

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Terzo ciclo Kondrat’ev

• Ripristino della convertibilità della sterlina (nel

1925, ad opera di Churchill)

• Stagnazione degli anni 26-29

• Ripercussioni della crisi del ’29 (ritiro dei capitali

americani)

• Emorragie di oro per le richieste di conversione

avanzate dalla Banca di Francia

• Insolvibilità tedesca 17

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

Terzo ciclo Kondrat’ev

• Andamento negativo della bilancia dei pagamenti

• Abbandono della convertibilità della sterlina (1931)

• Svalutazione della sterlina (per oltre il 30%)

• Conferenza di Ottawa (1932) e decisa ripresa

dell’economia, ad opera dei governi conservatori 18

LA GRAN BRETAGNA (1700-1900)

La seconda guerra mondiale e la ricostruzione

• Espansione del potenziale produttivo con

l’applicazione delle nuove scoperte scientifiche e

delle nuove tecniche proprie del quarto ciclo

economico

• Crescente indebitamento con l’Impero coloniale

• Ricostruzione post-bellica

• Nazionalizzazioni: Banca d’Inghilterra, industrie del

carbone, comparti dei servizi (elettricità, gas,

trasporti)

• Welfare State (entrato in vigore nel 1948) 19

LA FRANCIA

Rivoluzione del 1789 e blocco continentale

• Importanza dell’economia francese prima del 1789

• Abolizione della feudalità e liberalizzazione del

lavoro (1789-1791)

• Netta prevalenza della produzione agricola su

quella industriale

• Preminenza dei consumi alimentari

• Arretratezza dell’agricoltura 20

LA FRANCIA

Rivoluzione del 1789 e blocco continentale

• Abolizione delle barriere daziarie interne ed

adozione di tariffe protezionistiche nei rapporti con

l’esterno (1791)

• Ulteriore rafforzamento della protezione a favore

dei filati e tessuti di cotone

• Blocco continentale (editti del 1806-1807)

• Perdita delle colonie e decimazione della flotta

militare

• Perdita degli sbocchi per i manufatti di qualità 21

LA FRANCIA

Motivi del ritardo francese

• Minore disponibilità di risorse naturali

• Andamento demografico stazionario

• Scarsa propensione al rischio e scarso spirito di

iniziativa

• Mancato sviluppo rivoluzionario della produttività

agricola

• Dissesto delle finanze statali 22

LA FRANCIA

Decollo

• Dal 1815: adozione di un sistema protezionistico

con dazi progressivi al crescere della concorrenza

• Proibizionismo nel caso di concorrenza con prezzi

esteri inferiori ad un certo tetto

• Avvio della sperimentazione agraria

• Espansione delle superfici coltivate ed

intensificazione del loro sfruttamento 23

LA FRANCIA

Decollo

• Ruolo delle ferrovie e delle connesse reti di

collegamento stradale

• Ruolo della politica dei grandi lavori pubblici

• Trattato con l’Inghilterra del 1860

• Nascita della banca di affari con la creazione del

Credit Mobilier nel 1852, ad opera dei fratelli

Pereira (ebrei portoghesi)

• Accelerazione del tasso di crescita, incremento

demografico ed aumento dei consumi pro capite 24

LA FRANCIA

Conseguenze della guerra franco-prussiana

• Guerra franco-prussiana (1870)

• Conseguenze del Trattato di Francoforte del 1871:

pagamento di una gravosissima indennità alla

Prussia ed amputazione dell’Alsazia e della

Lorena

• Alsazia: regione progredita, con moderne industrie

cotoniere

• Lorena: regione ricca di bacini carboniferi e di

miniere di ferro e di sale 25

LA FRANCIA

Grande depressione

• Pagamento dell’indennizzo alla Prussia attraverso

l’emissione di titoli di Stato

• Pagamento degli interessi ed ammortamento del

debito attraverso l’utilizzo della gran parte delle

entrate fiscali

• Crisi agricola dei primi anni ’70 e fillossera

• Passaggio al protezionismo dopo la parentesi

liberista

• Dal 1892, politica di isolamento (tariffa Méline e

denunzia dei trattati di commercio) 26

LA FRANCIA

Grande depressione

• Riduzione dell’incidenza della popolazione

francese su quella mondiale (dal 16% al 10%, tra il

1880 ed il 1900)

• Destinazione del 50% del risparmio cumulato agli

investimenti esteri (in Russia, Paesi Balcanici,

America Latina, America del Sud, Egitto e colonie

francesi)

• Ruolo delle banche di affari, delle banche locali e

regionali e delle casse di risparmio 27

LA FRANCIA

Seconda industrializzazione (1895-1914)

• Ammodernamento dei metodi di produzione,

progressivo aumento della capacità degli altiforni

ed utilizzo crescente dell’energia elettrica anche

nel comparto industriale

• Aumento dei prezzi, dei profitti e degli investimenti

• Produzione di ghisa x 3; produzione di acciaio x 6

• Alla vigilia del I conflitto mondiale: riduzione delle

distanze con la Gran Bretagna e la Germania 28

LA FRANCIA

Il primo dopoguerra

• Gravi perdite demografiche ed economiche

• Perdita degli investimenti in Russia

• Ricostruzione e ripresa

• Poincaré e la stabilizzazione del franco

• Ulteriore incremento del PIL fino al 1929

• Stagnazione (1929-31)

• Crollo della produzione (1932-1934) e declino

delle industrie obsolete

• Indebolimento del tasso di sindacalizzazione e

abrogazione delle assicurazioni sociali 29

LA FRANCIA

Dagli accordi di Matignon al riarmo (1936-1939)

• Affermazione delle sinistre (1936) e accordi di

Matignon: aumento salariale (+12%), settimana di

40 ore, congedo pagato di 2 settimane,

generalizzazione della contrattazione collettiva

• Conseguenze degli Accordi di Matignon

• Intervento dello Stato attraverso una politica di

riarmo ed elaborazione di un piano triennale

• Instaurazione di un’economia mista di guerra 30

LA FRANCIA

Il secondo dopoguerra

• Rivendicazioni salariali e spirale inflazionistica

• Programma di De Gaulle (1945): nazionalizzazioni

ed esteso programma di previdenza sociale

• Nazionalizzazioni: Banca di Francia, industrie

energetiche, principali banche di deposito

• Programmazione economica: da misura di

emergenza ad istituzione permanente

• Realizzazione di elevati tassi di sviluppo e

riconquista della potenza e della competitività 31

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Economia nei primi decenni del XIX secolo

• Situazione della zona orientale (scarsità della

popolazione e prevalenza della grande proprietà

terriera coltivata da servi)

• Situazione della zona occidentale (notevole

diffusione della proprietà frazionata

• Manifatture a domicilio nelle campagne

• Artigianato nelle città (regolamentato dalle

corporazioni

• Primi insediamenti industriali nei settori traenti 32

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Economia nei primi decenni del XIX secolo

• Prevalente arretratezza delle economie cittadine

• Città economicamente vivaci: Francoforte, Lipsia,

Amburgo e Monaco

• Popolazione cittadina: ¼ di quella totale

• Limitatezza degli scambi: principale ostacolo allo

sviluppo industriale

• Accentuato frazionamento politico 33

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Economia nei primi decenni del XIX secolo

• Trattato di Vienna del 1815 (riconoscimento di 39

Stati tedeschi)

• Frazionamento economico (ampie autonomie nel

campo della politica economica ed esistenza di

barriere doganali tra gli Stati e, talvolta, anche

all’interno dei singoli Stati, tra le diverse province)

• Ruolo della Prussia nella costruzione delle basi

per la creazione di un’ampia area di libero

scambio 34

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Economia nei primi decenni del XIX secolo

• F. List e prime adesioni al sistema doganale

prussiano (1819-1929)

• Creazione, nel 1833, dello Zollverein (Unione

doganale)

• F. List e l’attività di propaganda sull’utilità del

protezionismo temporaneo

• Rinnovo dello Zollverein nel 1842 (con rinnovo del

protezionismo a vantaggio delle imprese

industriali) 35

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Costruzione delle vie di comunicazione

• Avvio di una coraggiosa politica di costruzioni

stradali e primi investimenti in costruzioni

ferroviarie, quale necessario complemento dello

Zollverein

• Predisposizione di un piano generale di costruzioni

ferroviarie (metà degli anni ‘40)

• Ruolo egemone della Prussia nelle costruzioni

ferroviarie (I posto nel continente per sviluppo

chilometrico e per l’efficiente distribuzione) 36

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Rapporti Prussia-Austria

• Deterioramento dei rapporti a partire dal 1818

• Competizione politica ed economica per la

conquista di un ruolo egemonico

• Guerra del 1866

• Sconfitta dell’Austria

• Egemonia della Prussia sul piano economico e

sul piano politico 37

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Trasformazioni in agricoltura

• Recupero del gap con la Francia tra gli anni ‘40 e

gli anni ’60

• Produzione di strumenti agrari sempre più

perfezionati (a partire dagli anni ’40), fino alla

produzione di macchine agricole

• Diffusione delle conoscenze agrarie

• Sfruttamento industriale di nuove colture (es.

barbabietola)

• Livelli record degli investimenti (1860-1864) 38

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Sviluppo industriale tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70

• Crescente sfruttamento dei vantaggi del late

comer ed avvio di importanti sviluppi nelle

industrie del carbone, del ferro, dell’acciaio e nelle

industrie meccaniche

• Apporti finanziari degli organismi statali,

dell’aristocrazia fondiaria, degli investitori stranieri

(inglesi e belgi), del sistema creditizio

• Formazione di un proletariato urbano sempre più

consistente

• Riconoscimento legale dei sindacati (1869) ed

evoluzione della disciplina del lavoro 39

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Sviluppo industriale tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70

• Risultati sorprendenti in un tempo molto breve

(grazie ai meccanismi dello Zollverein)

• Accelerazione del ritmo medio annuo delle

costruzioni ferroviarie (tra il 1850 ed il 1870: pari a

Gran Bretagna + Francia)

• Binomio ferrovie - industria pesante

• Crescente accumulazione capitalistica ed

intensificazione degli investimenti in vari settori

• Notevole incremento del numero delle S.p.A. e

nascita del mercato azionario

• Nascita delle prime banche miste 40

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Accelerazione del processo di crescita (1871-1914)

• Risultato favorevole del conflitto con la Francia

• Annessione dell’Alsazia e della Lorena e

riscossione di una consistente indennità di guerra

• Unificazione politica con la pace di Versailles del

1871 e costituzione dell’Impero (1872)

• Crisi e ristagno sino agli anni ’80

• Effetti positivi dell’introduzione del metodo Gilchrist-

Thomas 41

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GERMANIA

Accelerazione del processo di crescita (1871-1914)

• Consistente e rapida ripresa tra il 1880 ed il 1896

(grazie al notevole aumento della domanda di

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Non --.
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