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LA RIVOLUZIONE AGRARIA

L’incremento demografica, lo sviluppo capitale, nuovi scambi internazionali e il moltiplicarsi degli scambi

interni, favorirono la trasformazione agraria e la rivoluzione industriale .

La prima espressione della rivoluzione agraria si manifesta nel profondo mutamento nel mercato dei cereali

e dalla trasformazione che ne deriva nella politica granaria. Frequentata da mercanti di ogni paese LONDRA

diventa un centro di consumo importantissimo. Tra il 500 e 600 i cereali destinati alla sussistenza o al

pagamento del signore diventano in misura crescente e divengono oggetto di scambio e fonti di lucro.

Abbiamo un mutamento radicale nella politica granaria (quando i prezzi scendevano sotto un determinato

limite era permessa e favoriva l’esportazione). L’importanza del commercio dei cereali era diretta ad un

duplice scopo:

AUMENTARE PRODUTTIVITA’ DELLE TERRE COLTIVALE e trasformare tutte quelle terre che erano state

lasciate incolte.

PERFEZIONAMENTO DELLA TECNICA AGRARIA con l’introduzione di nuove colture e trasformazione dei

vecchi sistemi di rotazione; il sistema prevalente era quello della rotazione triennale o dei tre campi dove

c’era:

1 anno: grano d’inverno

2 anno: grano di primavera o altre varietà di cereali

3 anno: a maggese (terre a riposo)

Poi si passò alla rotazione quadriennale ; abbiamo:

1 frumento 2 ravizzone 3 avena 4 trifoglio

Per quanto riguarda le terre a maggese (adibite al pascolo), infatti l’allevamento divenne stabile e si

costruirono stalle (si allevavano in prevalenza di bovini e ovini). Tutto ciò provocò la trasformazione radicale

della proprietà fondiaria, conducendo alla scomparsa delle terre incolte d’uso comune e delle terre aperte

con il predominio della grande azienda agricola e della proprietà.

BORGHESIA E CLASSE LAVORATRICE

IL BORGHESE in origine è il cittadino, l’uomo che abita la città e vi lavora sia come artigiano, mercante,

funzionario o intellettuale. A Parigi era sufficiente il soggiorno di un anno e un giorno per acquistare la

qualità di borghese. In altre città era necessario essere proprietari di un immobile o di terre.

Abbiamo 4 GRUPPI DI BORGHESI:

1 POSSIDENTI (non sono ne numerosi ne molto potenti, mancano di dinamismo e audacia e sono diffidenti

nei confronti degli investimenti industriali).

2 PERSONE CHE ESERCITANO UNA PROFESSIONE LIBERALE ( magistrato o altre funzioni pubbliche e non si

interessano molto all’industria).

3 BORGHESIA DEGLI AFFARI dove i suoi redditi sono superiori a quelli della nobiltà

4 BORGHESIA DEI GRANDI COMMERCIANTI E BANCHIERI dove è incentrata la grande industria.

LA CONDIZIONE DELLA CLASSE LAVORATRICE

La CLASSE LAVORATRICE copriva il 40% della popolazione. Nel 1817-18 il livello di vita scese costantemente,

il livello di vita dei lavoratori era molto basso per via di miserie, malattie, ignoranza (la media di vita era

intorno ai 20 anni ; i bambini lavoravano già da 3 anni e lavoravano 13 ore) ecc. queste difficoltà impedirono

alla massa operaia di divenire una classe organizzata e cosciente. Il lavoro delle macchine condizionò

l’organizzazione del lavoro da parte degli operai che dovevano sottostare alle rigide regole imposte e ritmi

di lavoro condizionati dai macchinari stessi.

TERZO LIBRO

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GRAN EBRETAGNA E IN EUROPA

La GRAN BRETAGNA è stato il paese guida perché le condizioni fisiche,sociali, culturali si sono mostrate

favorevoli all’azione delle forze economiche promotrici dell’industrializzazione. In Inghilterra nasce la

rivoluzione industriale. Le altre potenze europee come Francia e Italia hanno avuto un lento sviluppo

industriale.

In Italia era una nazione divisa, basava la sua economia su una vecchia struttura agraria (obsoleta).

In Francia

: abbiamo una mancanza di spirito concorrenziale e di rischio, dove la rivoluzione del 1789 aveva

conferito nuove terre ai contadini quindi ogni cittadino era indipendente (nel suo piccolo) quindi le grandi

industrie non si svilupparono rispetto all’Inghilterra. Il grande balzo in avanti richiese nuovi mezzi tecnici

per aumentare il rendimento e furono indispensabili nuove tecniche, macchine e risorse energetiche.

Abbiamo la figura dell’ IMPRENDITORE alla ricerca del PROFITTO grazie alle nuove tecnologie (-costi +

guadagni), era l’agente umano superiore e giudicava il mercato e le occasioni offerte, era il motore dei

fattori di produzione.

Negli altri paesi l’industrializzazione era ancora OBSOLETA, il lavoro della terra era considerato il fattore più

importante (sbagliato!). La disponibilità e le innovazioni erano minori rispetto all’Inghilterra. in Inghilterra si

parlava già di movimenti di capitale

In INGHILTERRA dopo l’inizio dell’industrializzazione vennero introdotte nuove tecniche e innovazioni

amministrative e organizzative.

Dopo la rivoluzione francese il nazionalismo fu una delle grandi forze della storia europea. Lo stato aveva il

compito di tutelare l’economia attraverso le sue barriere doganali, la sua unità monetaria e l’intero

ordinamento giuridico. Lo stato aveva il compito di proteggere i suoi interesse (contro gli stranieri).

L’

INGHILTERRA possedeva i fattori fisici (posizione insulare, miniere con alta presenza di carbone e minerali

alle quali vennero applicate le moderne tecniche di industrializzazione, porti, canali, fiumi favorivano il

commercio). I rapporti feudali nelle campagne iniziarono a dissolversi entro il 1500, le terre potevano

essere vendute o affittate al miglior offerente e divenne una proprietà individuale e un bene commerciale

per il fatto che venne usata ai fini della produzione mercantile.

Si sviluppava anche una parte di salariati senza terra , in quanto molti contadini venivano cacciati dai campi

dalle grandi forze di mercato (che favorivano i più grandi produttori piuttosto che i piccoli).

Si iniziò ad utilizzare il capitale commerciale nel settore industriale prima sotto forma dell’industria a

domicilio, dopo nell’industria mineraria o metallurgica.

Le industrie a domicilio viene definita dagli storici come proto industrializzazione (cioè una fase di

transizione distinta dall’industrializzazione) sottoforma di industrie rurali.

Punto centrale della rivoluzione industriale è il modo in cui il capitale industriale si impose a livello di

produzione soprattutto tessile. L’espansione del mercato incoraggiò nuovi investimenti e mise in luce i limiti

tecnologici ed organizzativi del sistema industriale.

L’industria a domicilio era tra le forme di transizione la più usata, permetteva la divisione del lavoro e senza

ingenti investimenti di capitale fisso; essa procurava anche svantaggi derivanti dalla mancanza di controllo

e regolarità rispetto alla quantità e qualità del prodotto.

Già dal 1700 fu quella di raggruppare quei lavoratori sparsi in grandi opifici dove potessero continuare a

svolgere le loro mansioni. I costi che derivavano dagli immobili, da quelli di direzione e sovraintendenza

erano compensati dal maggior grado di uniformità e miglior qualità del prodotto finito.

Nacque la figura dell’

operaio che utilizza i suoi attrezzi attraverso un meccanismo azionato da una forza

motrice.

La produzione tessile sarà la principale attività a svilupparsi al di fuori delle pareti domestiche. Il complesso

delle innovazioni meccaniche in questa industria costituiva l’anima di questo processo e le trasformazioni

tecniche furono apportate da degli inventori inglesi che in seguito riportarono il loro sapere anche in

FRANCIA.

L’ingegnosità tecnica introdusse migliorie nei macchinari utilizzando una forza motrice che incoraggiò la

produzione di macchine e utensili e si richiese l’impiego di vari prodotti chimici; infatti il suo sviluppo dipese

dall’industria chimica. Per il finanziamento, l’acquisto di materie prime, pagamento salari e circolazione

delle merci, si poteva usufruire di una vasta rete di CREDITO (impiego della CAMBIALE e ISTITUTI

SPECIALIZZATI).

In GRAN BRETAGNA gli imprenditori rimasero nel complesso indipendenti dagli istituti bancari e forme di

finanziamento esterno. Ciascun imprenditore doveva reperire il suo capitale attingendolo dai suoi o dalla

sua famiglia precedentemente accumulati(si autofinanziava ).

Nell’ industria tessile l’investimento iniziale di capitale era modesto ed era possibile avviare un impresa con

pochi capitali, in quanto i filatoi o le atre macchine indispensabili per la produzione potevano essere

costruite direttamente sul luogo da operai specializzati.

Il periodi di formazione dell’ industria britannica fu caratterizzato dall’azienda famigliare nella quale la

proprietà e la direzione erano personificate dagli stessi individui.

L’adozione della ferrovia diede alla rivoluzione industriale inglese un vantaggio immenso rispetto al

continente, a causa delle lunghe distanze che era necessario coprire per collegare le fonti di materie prime

con i centri di produzione, il nuovo mezzo di trasporto era destinato ad avere un effetto ancora più

rivoluzionario. Le ferrovie abbisognavano di ingenti capitali iniziali che gli furono forniti dallo stato con la

cooperazione di operatori finanziari e bancari ( in quanto gli imprenditori inizialmente erano più diffidenti

nell’investire). L’arrivo delle ferrovie stimolò anche: la siderurgia, del carbone, dell’ingegneria meccanica

che fino ad allora erano poco utilizzati a causa degli ingenti capitali e dei costi connessi, la concorrenza era

debole e pochissime aziende dominavano il settore.

L’INGHILTERRA rimase un paese liberoscambista inoltre era entrata in possesso di un vasto impero

coloniale che assicurava ai suoi imprenditori sbocchi privilegiati agli investimenti, rifornimenti di materie

prime e mercati aperti ai loro prodotti industriali.

LA RIVOLUZIONE AGRARIA E L’INDUSTRIALIZZAZIONE

Una società preindustriale è formata da individui che si procurano da vivere mediante l’agricoltura e

allevamento . In Europa durante la fase preindustriale si osservò la trasformazioni strutturale

nell’agricoltura, che fu un presupposti necessari per l’industrializzazione.

L’agricoltura tradizionale mandata avanti dai contadini doveva essere rimpiazzata da un agricoltura

maggiormente commercializzata. Per secoli la storia preindustriale era fatta di comunità agricole stanziali

distribuite in Europa. Si formavano delle comunità rurali dove le persone vivevano di attività semplici come

l’agricoltura e l’allevamento, ciò che producevano lo destinavano ad una classe dominante di proprietà dei

guerrieri ( il feudalesimo). Si intensificò il feudalesimo che consisteva nell’imposizione signorile sulla

comunità di villaggio.

Nel feudalesimo agrario una classe dominante di proprietari terrieri preleva un eccedenza di produzione

dalla sottostante massa di coltivatori, gli abitanti godevano di protezione dai loro signori e in cambio

lavoravano per loro. In queste condizioni si poteva produrre poco e gran parte di ciò veniva usato per

mantenere i signori e il clero. Nell’economia del villaggio un ruolo indispensabile era svolto dagli animali

che offrivano forza lavoro, cibo e fertilizzante per la terra, anche se la metà o 1/3 delle terre venivano

lasciate ogni anno a maggese per permettere al suolo di recuperare la sua utilità; la mancanza di foraggio

invernale limitava il numero di animali che potevano essere allevati.

La varietà di colture era limitata giacché prima del 1800 erano sconosciute.

L’agricoltura europea era costituita da due distinti componenti:

.forniva ai signori strumenti agricoli per appropriarsi dell’eccedenza del prodotto agricolo

.offriva ai contadini sussistenza con bassi livelli tecnici

La modificazione della società rurale e la sua disgregazione fu dovuta a:

-sviluppo delle città e commercio

-estensione economia monetari

-desiderio dei signori di aumentare i propri redditi (occasioni di miglioramento individuale)

IN CHE MODO SI CAUSO’ L’ESTINZIONE DELLE PROPRIETA’ FEUDALI?

LA COMUNITA’ CONTADINA VENNE SRADICATA?

I mutamenti avvennero sotto il controllo di STATO e NOBILTA’.

Alcune zone dell’INGHILTERRA durante il 1500 furono recintate specialmente i campi aperti e le

considerarono come proprietà private . i contadini vennero cacciati dai campi e divennero nullatenenti

,vendettero la loro forza lavoro per vivere. Gli imprenditori cominciarono a prendere lavoro rurale.

I proprietari terrieri fecero una trasformazione agraria secondo i loro interessi, ci fu uno sviluppo urbano e

un ampliamento dei mercati con innovazioni dell’agricoltura e dell’industria che venne stimolata dalla

tecnologia. Si introdussero nuove colture come:PATATA POMODORI, ZUCCHERO, CAFFE’, CACAO E

MAIS,fertilizzanti artificiali.

FRANCIA SVILUPPO ECONOMICO

L’economia francese si dimostrò una nazione che inizialmente aveva le basi per un grande sviluppo

industriale. Nel 1700 (prima della rivoluzione industriale)la Francia aveva delle città che prosperavano di

artigiani, intellettuali e zone rurali soggette alla proto industrializzazione.

Gli stabilimenti industriali erano controllati dallo stato e si produceva per un mercato di massa . I mezzi

strutturali erano arcaici e molto vecchi.

La cultura francese era tra le migliori in Europa(ricordiamo poi l’illuminismo nel 1700) .

Possedeva molte colonie anche se molte le furono sottratte dall’Inghilterra, (come India e nord America,

durante la guerra dei 7 anni).

La Francia sarebbe potuta diventare un leder nel settore mondiale, ma il processo fu ritardato dal periodo

prima della rivoluzione.

Nel 1500-600 la FRANCIA attraverso un periodo di crisi .

L’agricoltura aveva subito pochissimi cambiamenti prima del 1789, restando in mano dei contadini che

continuavano ad utilizzare antichi metodi di coltivazione e la gran parte della produzione era destinata ai

signori e al clero.

I NOBILI non prendevano particolarmente parte all’amministrazione della terra; (avevano una posizione

passiva e non apportavano migliorie). I CONTADINI non erano più schiavi dei loro signori, ma dovevano

comunque pagargli o con tasse o con parte del loro raccolto.

Abbiamo un mercato ristretto(tutti lavoravano la terra, i soldi non circolavano, l’industria non progrediva ;

nel mercato si producevano prodotti destinati alla sussistenza (prodotti per la casa o alimentari).

I MACCHINARI DI PRODUZIONE erano ceduti dagli inglesi( in quanto per loro ormai erano obsoleti).

Lo stato cercava di incentivare le industria e l’artigianato, (soprattutto con COLBERT), ma mancava lo spirito

di iniziativa e rischio degli imprenditori.

In alcune zone della Francia prevaleva ancora la vecchia struttura feudale (legata alle antiche strutture

agrarie). Infatti una delle cause del ritardo dell’industrializzazione. Se i contadini rimangono nelle terre è

evidente che possono avere di che vivere e non hanno bisogno di andare a lavorare alle dipendenze di altri.

1789: fu uno dei motivi di ritardo in quanto con la rivoluzione si distribuirono nuovamente le terre ai

contadini e questi non fecero altro che rimanere nelle campagne , utilizzando le terre in maniera poco

efficace coltivando ad esempio cereali in zone che era meglio adibire al pascolo.

Inoltre furono bloccati i collegamenti oltre mare dalla Gran Bretagna e le ingenti spese di guerra

soffocarono il mercato francese.

Poi ci fu un miglioramento dell’economia, la FRANCIA dato che non poteva competere con i bassi costi dei

prodotti inglesi, (soprattutto per il grano e le stoffe), decise di puntare sulla QUALITA’ DEL PRODOTTO (ad

esempio i vini ). Anche qui la forma di industria prevalente era quella tessile e gli imprenditori si

autofinanziavano dà se. Anche se gli imprenditori francesi non erano intraprendenti come quelli inglesi e

invece di concorrere nel mercato attraverso la produzione, chiedevano protezione allo stato facendo

applicare un aumento alle tariffe doganali per quanto riguardava le importazioni dei concorrenti.

Per favorire il commercio ci fu un forte INVESTIMENTO FERROVIARIO

(finanziato dallo stato).

Nel 1842 fu promulgata una legge che prevedeva un allestimento di varie linee ferroviarie per la quale il

governo doveva terreni e infrastrutture e materiali. I costi ricaddero sull’erario e molte imprese anche

estere fecero a gara per finanziare. Nel 1848 erano in funzione 1800km di ferrovie.

Nacquero nuovi ISTITUTI FINANZIARI e tra i più importanti ricorda diamo la CREDIT MOBILIER una banca

che ebbe il compito di rastrellare denaro tra il pubblico per effettuare degli investimenti in imprese

industriali e commerciali (diede fiducia alla borghesia).

Ci furono una serie di trattati che promossero l’avvio alla produzione e scatenarono la concorrenza:

-IL TRATTATO ANGLO-FRANCESE(1860) prevedeva che gli inglesi potessero importare le materi e che alla

dogana non dovessero pagare più del 25% delle tariffe. Fu visto in malo modo dagli imprenditori francesi

abituati al protezionismo doganale nei confronti della concorrenza,ma ciò spronò gli imprenditori francesi

che diedero testa agli inglesi e migliorarono la loro produzione e le loro tecniche produttive.

-GUERRA FRANCO-PRUSSIANA(1870-71) che provocò alla Francia la perdita dell’ Alsazia e della Lorena .

(i costi della guerra incisero fortemente sull’economia).

-PLAN FREYCINET(1878) si finanziavano linee ferroviarie e furono emessi dei prestiti dallo stato per

sviluppare maggiormente l’economia e l’industria.

-SISTEMA TARIFFARIO MELINE(1892) che offrirà protezione ai produttori di cereali e agli industriali (contro

i bassi costi dei cereali russi e dei prodotti americani).

Però il protezionismo dei prodotti agricoli fece restare i contadini nelle campagne e nulla fece per

modernizzare l’agricoltura. Per le industrie il protezionismo poteva suonare come un invito a continuare a

farsi proteggere dallo stato e quindi a procedere con le vecchie consuetudini.

ITALIA:

Svantaggi del ritardatario

L’ITALIA basava la sua economia prevalentemente nell’

agricola (tecniche arretrate) .

Politicamente era divisa in piccoli stati che si combattevano tra loro.

L’occupazione NAPOLEONICA aveva portato sistemi giuridico-amministrativi avanzati e accelerato l’idea

dell’unità, ma i suoi effetti economici furono disastrosi. Le esazioni delle forze francesi e l’interruzione dei

normali vincoli commerciali, unite alla disorganizzazione danneggiarono l’Italia.

il paese era povero di minerali (ferro e carbone che servivano come base per le nuove tecniche industriali).

Per i NAZIONALISTI la causa dell’arretratezza era la divisione politica e nell’influenza austriaca;

Abbiamo un elevato costo dei trasporti e le barriera appenninica che ostacolava i collegamenti.

I governi poi in alcune regioni (regno delle 2 Sicilie )erano di estrema oppressione e corruzione.

L’Italia settentrionale fu influenzata maggiormente dal processo di industrializzazione in quanto era più

vicina al resto d’Europa e aveva collegamenti con Germania, Francia ecc.

Il commercio nel settentrione era più sviluppato, date le influenze intellettuali provenienti dall’estero.

I produttori italiani non potevano fronteggiare la concorrenza straniera, in quanto i loro costi erano molto

alti data la grande fatica con cui producevano le loro merci.

L’agricoltura era rudimentale con sistemi primitivi di coltivazione; si produceva pochissimo, quasi al di sopra

del livello di sussistenza . quello che i contadini non producevano andavano a scambiarlo attraverso il

baratto all’interno del villaggio o nel mercato locale e quindi possiamo dire che l’incentivo a investire sulla

produzione era minimo. Questa poi era la situazione che continuava a prevalere nel mezzogiorno.

In Piemonte le idee di liberalismo economico progredirono di pari passo a quelle del nazionalismo.

Cavour conscio che le ferrovie fossero importanti e favorissero i rapporti commerciali con altri paesi ,

contribuì alle costruzione ferroviarie.

Il 60% della popolazione era analfabeta e composta da contadini che lottavano per la sussistenza.

Dal punto di vista economico il RISORGIMENTO produsse ad un unico codice civile, unico sistema

amministrativo ed un'unica moneta.

Questi cambiamenti furono introdotti dalla classe dirigente settentrionale e non poterono che provocare

ingenti danni alle aree meno sviluppate come il sud.

l’industria meridionale si trovo esposta alla concorrenza forte del nord.

l’unificazione aveva creato un forte debito pubblico (istruzione, infrastrutture e altri settori finirono in

secondo piano)e il prelievo fiscale era sempre più elevato. Il governo si vide costretto ad alienare alcune

proprietà ecclesiastiche e cedette le linee ferroviarie statali a gruppi privati. Questo debito pubblico fece

nascere quello che chiamiamo il CORSO FORZOSO: inconvertibilità della cartamoneta in equivalente in oro

per via del grande debito pubblico dato dall’unificazione, (quindi i titoli finanziari persero molto valore).

All’estero cadde la fiducia dei titoli di stato e sulla cartamoneta italiana.

1866: ci fu una corsa alla liquidità nei maggiori centri finanziari della penisola, ma il governo fece ricorso al

decreto della cartamoneta inconvertibile permettendo il diffondersi dell’inflazione durante il periodo del

corso forzoso che va dal 1866 al 1881.

Nel mezzogiorno le forze della tradizione si dimostrarono molto restie ai cambiamenti;

gli agrari trascurarono l’agricoltura e si interessavano poco ai fenomeni economici che percorrevano il resto

del parse. Non vi erano stimolo ad investire in un paese dove regnava la povertà e l’arretratezza.

Lo stato finanziò l’industria metallurgica e siderurgica.

Negli anni 80 i 2/3 del sistema ferroviario erano nuovamente di proprietà dello stato.

l’Italia era ancora priva di industrie pesanti (la maggior parte dei materiali doveva essere importato).

1878 e 1887 divenne una nazione protezionista, (fu creata un industria metallurgica e siderurgica

soprattutto con l’inaugurazione dell’acciaieria di terni nel 1886).

Ci fu la diffusione dell’energia elettrica mediante le centrali idroelettriche; l’Italia inoltre essendo ricca di

coste e si cominciò a puntare sull’industria navale. Ma abbisognava delle competenze di Francia e

Inghilterra.

GERMANIA

La Germania si trasformo (da vari staterelli arretrati economicamente) in un impero unificato con un

industri in via di espansione e una grande tecnologia. Grazie ad una politica militare avanzata e un

nazionalismo esasperato.

La Germania del 1600 aveva contribuito al patrimonio della tecnologia moderna europea; i suoi porti, le sue

città mercantili e la cultura intellettuale(ricorda che nel 1800 la Germania era la culla del romanticismo)

erano molto ferree.

A livello di STRUTTURA SOCIALE E POLITICA era più vicino alla Russia zarista che non all’occidente :

nei regni e nei principati i rapporti erano ancora di tipo feudale o semifeudale (Es. nei domini tedesco

orientali degli Hohenzollern), dove le tenute degli Junker(una casta militare di proprietari terrieri),

venivano coltivate mediante prestazioni di lavoro obbligatorie da contadini e servi.

All’ovest e in centro la servitù era scomparsa verso la fine del 1700 ; anche se i contadini continuavano a

pagare in denaro. I poteri e i redditi dei signori erano rimasti elevati grazie al surplus che essi guadagnavano

dai contadini che non avendo capitali da investire non potevano migliorare la loro condizione economica e

tecnologica.

I SIGNORI non erano grandi proprietari , ma si dedicavano alla coltivazione delle loro terre per poter

incrementare i loro redditi e diventavano degli imprenditori agricoli che vendevano sul mercato le

eccedenze del raccolto o le trasformavano sul luogo in beni di consumo vendibili.

Nessun cambiamento introdotto da FEDERICO IL GRANDE riuscì ad intaccare i loro privilegi anche se lui

stesso seguiva punti di vista conservatori.

L’INDUSTRIA e il COMMERCIO furono sottoposti ad un grado di controllo e direzione burocratica.

Lo stato diede vita a varie iniziative industriali e i suoi funzionari fecero le veci di imprenditori in assenza di

iniziativa privata. Crediti furono concessi all’industria mineraria dove iniziativa pubblica e privata

coesistevano fianco a fianco.

La politica di FEDERICO (non tanto nello sviluppo industriale)ma a servire gli interessi della monarchia con

una politica di pesanti tasse, tariffe protettive e conservazione della servitù in favore dell’esercizio e della

guerra.

Per gli stati tedeschi la guerra aveva provocato delle perdite tutti i settori erano nel caos. Durante il periodo

napoleonico il BLOCCO CONTINENTALE ridusse i rapporti commerciali con la GRAN BRETAGNA esponendo i

produttori locali alla concorrenza francese.

Dopo il 1815 fu necessaria una manovra che inducesse alla ripresa economica( ma i mercati inglesi

minacciavano di travolgere l’industria tedesca).

Questo ispirò il “SAGGIO DI FRIEDERICH LIST”che indicava le cause di un sistema nazionale in grado di

proteggere le industrie nascenti con TARIFFE DOGANALI e costruzioni di LINEE FERROVIARIE.

L’occupazione francese portò il CODICE NAPOLEONICO e l’ondata rivoluzionaria che indusse in nuovi

orizzonti incentrati negli affari e nell’economia.

1700: abbiamo 2 VARIETA’ DI FEUDALESIMO AGRARIO:

-PARTE OCCIDENTALE: le terre venivano coltivate dai contadini del villaggio, i SIGNORI si limitavano a

riscuotere imposte in denaro o in prodotti naturali. L’occupazione francese di questa regione durante il

periodo rivoluzionario completò la DISTRUZIONE dei REGIMI FEUDALI, ma non vi fu la ridistribuzione delle

terre ( il proprietario continuò a ricavarne l’affitto).

-PARTE ORIENTALE: abbiamo ancora la vecchia struttura fondiaria basata sul territorio.

Nel 700 fu concesso ai SERVI di acquistare le proprie terre .

STAIN e ADEMBERG(1807) fecero la riforma dei rapporti agrari in PRUSSIA con l’abolizione della servitù

personale e permise una vendita più semplificata dei POSSEDIMENTI NOBILIARI.

i servi e i loro figli non erano più vincolati al signore .

Ai proprietari interessava che la loro forza lavorativa non si disperdesse. Fu necessario mantenere nelle

terre una certa quantità di manodopera.

Gli EDITTI ( del 1811 , 1816 e 1821) fecero in modo che i contadini potessero tenere parte dei loro poteri a

titolo di proprietà privata, a patto che ne cedessero una parte ai signori(1/3 se eredito o di 2/3).

I primi in alternativa potevano acquistare il loro fondo pagando un equivalente dell’affitto per 25 anni. Per i

piccoli contadini era un problema, in quanto possedevano poche terre per mantenere se stessi e la loro

famiglia.

Per i SIGNORI fu una riforma vantaggiosa , e utilizzarono ciò come riserva finanziaria per acquistare nuove

terre o investire i titoli di stato.

La RIFORMA AGRARIA si protrasse per le lunghe:

i contadini (per una riforma del 1816) che non possedevano terre del villaggio furono esclusi dalla riforma;

e lo JUNKER dominava la scena rurale e possedevano varie terre e di mano d’opera assicurata; fu in grado

di operare come imprenditore rurale e produttore cerealicolo su larga scala.

(I CONTADINI ANCHE SE NON ERANO PIU’ SERVI PAGAVANO LA LORO LIBERTA’ A CARO PREZZO)

NEL 1815 miglioria la situazione sociale, permettendo un forte INCREMENTO DEMOGRAFICO .

Nelle REGIONI ORIENTALI = (incremento demografico,+ piccoli proprietari, + salariati rurali,+ artigiani,+

forza lavoro industriale).

Nelle REGIONI OCCIDENTALI prevaleva l’agricoltura e l’aumento demografico diede origine ad una forte

pressione sulla terra e sulle risorse alimentari.

Le TRASFORMAZIONI AGRICOLE si ebbero quando i CONTADINI si adeguarono alle forze di mercato che

incrementando la produzione agricola (vennero coltivate nuove terre principalmente FORAGGI,

BARBABIETOLE, PATATE, ORTAGGI,ecc. e ci fu un forte incremento commerciale; anche l’allevamento subì

un forte incremento in particolare l’allevamento SUINO).

Gli UTILI ricavati dalle esportazioni vennero impiegati nell’acquisto di MATERIE PRIME, MACCHINARI

necessari all’economia in via di sviluppo.

I CAPITALISTI tedeschi erano diffidenti ad investire i loro capitali in INVESTIMENTI AD ALTO RISCHIO.

Il mercato è INTERNO e la crescita lenta, la maggior parte della popolazione era formata da contadini con

un basso potere d’acquisto e le loro necessità potevano essere soddisfatte dagli artigiani locali.

Nel 1840 LE RIFORME AGRICOLE avvicinarono contadini e proprietari terrieri ad una economia monetaria

con ELIMINAZIONE DI BARRIERE DOGANALI INTERNE ed il MIGLIORAMENTO DEI TRASPORTI e la situazione

economica inizia a migliorare. ( anche se un problema principale della Germania era la CARENZA DI

CAPITALI).

ZOLLVEREIN (1834) è un unione doganale creato tra 38 stati della Confederazione Tedesca durante la

Rivoluzione industriale per incrementare flusso commerciale e ridurre la competizione interna . (escluse

l'Austria a causa dell'alto protezionismo delle sue industrie). (ebbe ORIGINI PRUSSIANE).

Rese possibile la libera circolazione delle merci e grazie ai rapporti tra una regione e l’altra rafforzando il

nazionalismo.

Si migliorarono i TRASPORTI INTERNI grazie anche alle ferrovie .

FERROVIE e INDUSTRIA PESANTE erano alla guida dell’industrializzazione tedesca.

I CONTRIBUTI STATALE rafforzarono le FERROVIE per favorire i rapporti commerciali con i paesi esteri.

Vennero impiegati ingenti capitali e sostenuti enormi rischi.

Così come fu raggiunta da BISMARCK l’unificazione significò la conservazione sia della monarchia e della

classe dei proprietari fondiari tedesco orientali.

Il LIBERALISMO ECONOMICO favoriva gli interessi di BISMARCK e degli affaristi

- + commercio con altri paesi

-IL LIBERO COMERCIO era aperto a tutti coloro che possedevano delle potenzialità di intermediazione

-nel NUOVO REICH (1870-71)abbiamo sia un incremento del SETTORE INDUSTRIALE ( ferro- carbone), e un

influente ARISTOCRAZIA AGRARIA (JUNKER).

L’INDUSTRIA PESANTE cercò protezione (contro la concorrenza inglese)sul mercato interno tedesco;

I CONTADINI chiedevano protezione rispetto ai bassi prezzi del costo dei cereali di RUSSI E AMERICANI

(sanzionata con tariffe doganali del 1879).

Da una parte l’industria progrediva, mentre l’artigianato arretrava.

LEGGE TARIFFARIA (1879 ) tra AGRARI e INDUSTRIALI, secondo BISMARCK doveva trattarsi di un

adattamento delle vecchie strutture alle mutate condizioni che permettevano alla classe dominante e alle

vecchie strutture di sopravvivere al nuovo sviluppo.

La POLITICA TARIFFARIA diede a BISMARCK l’indipendenza finanziaria e puntava su:

-DIFESA PROPRIETA’ PRIVATA

-SISTEMA DI PREVIDENZA SOCIALE (a tutela dei lavoratori)

-CONTROLLO FERREO SULLE FERROVIE ( controllavano le tariffe ferroviarie quindi il mercato interno

difendendolo e incentivando le esportazioni).

La modernizzazione 2libro fine

Industria bellica italiana 3libro

L’industria navale in italia 3libro


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Ferrai Cecilia.

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Lezione del 07/03/2018
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