Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Le esplorazione del 1497 condussero alla scoperta delle coste dell’America settentrionale fatta da

GIOVANNI CABOTO (navigatore ed esploratore italiano, famoso per aver continuato l'opera di Cristoforo

Colombo iniziando la serie di grandi viaggi di scoperta verso il nord-ovest, in particolare per aver scoperto il

Canada).

1584 si fondò la PRIMA COLONIA INGLESE sulle coste dell’America settentrionale che chiamarono VIRGINIA

(in onore della regine vergine Elisabetta II stuart).

1591 venne armata la PRIMA SPEDIZIONE INGLESE PER L’INDIA. dovette fare i conti con l’Olanda e la

Spagna.

1651 furono stabiliti i PROTOCOLLI DI NAVIGAZIONE DI CROMWELL (prevedevano che i traffici

commerciali con le colonie fossero permessi esclusivamente alle navi inglesi che venivano riconosciute solo

se i 3/4 dell’equipaggio erano inglesi e il capitano era inglese, inoltre le merci furono sottoposte a doppi

dazi per le potenze nemiche in particolare per l’Olanda.

1654 OLIVER CROMWELL concluse la pace con il Portogallo con il dominio commerciale inglese.

1703 e ci fu il TRATTATO DI METHUEN dove il Portogallo concedette agli inglesi l’importazione dei panni di

lana che prima era vietata e i portoghesi a loro volta vendettero i loro vini un terzo in meno della tariffa

applicata ai francesi.

1783: 13 colonie si staccarono dall’Inghilterra e nacquero gli STATI UNITI D’AMERICA. I prodotti esportati

dall’America furono: la PATATA, POMODORO, CACAO, TABACCO, MAIS ,ZUCCHERO.

FORMAZIONE PROLETARIATO

Dove si erano concessi ai coloni piccoli appezzamenti di terra si era sviluppata una società di piccoli

coltivatori nella quale pochi lavoravano per un salario alle dipendenze altrui. Però porre il lavoratore in una

condizione di indipendenza porterebbe alla distruzione delle graduazioni sociali.

Gli industriali hanno bisogno di lavoratori fissi (uomini che non abbiano altro mezzo di sostentamento se

non il loro lavoro). La grande proprietà divenne adulta ingoiando al piccola.

MARX :Perché il sistema di produzione capitalistico giungesse a maturità dovevano trovarsi in contatto due

specie diversissime di possessori di merci:

-IL PROPRIETARIO DI DENARO E MEZZI

-OPERAI LIBERI ( VENDITORI DI FORZA LAVORO)

Si parla di ACCUMULAZIONE ORIGINARIA , cioè il processo storico di separazione dei produttori dai mezzi di

produzione( per dar vita alle industrie devi espropriare la gente dalle loro terre così sono costretti a

lavorare per gli industriali),questo avvenne attraverso l’espropriazione dei contadini e la loro espulsione

dalle terre. Questa è una CAUSA NATURALE(+popolazione=+bocche da sfamare = si trasferiscono nelle

città, perché al terra scarseggiava per tutti).

MOVIMENTO DELLE RECINZIONI(fine 1500 per poi intensificarsi con la rivoluzione industriale):ci fu la

distruzione di molte piccole proprietà o possessi in favore dei più grandi. Perché la gente fosse del tutto

sottomessa alla volontà dei padroni bisognava che venisse privata delle misere particelle di terra a cui si

aggrappava.

Nel periodo TUDOR la porzione delle terre recinte sfiorava il 10%, mentre nel XVI e prima metà del XIX la

percentuale delle terre recinte arrivò al 25-50% la rivoluzione industriale progrediva .

Nel 1700 gli effetti della recinzione sbarrarono la strada a qualunque occupazione che non fosse quella del

dipendente salariato. Oltre la ricerca dei lavoratori vi era il fatto che questi dovevano essere pagati e man

mano che la produzione aumentava, aumentavano i costi complessivi dei salari.

Per mantenere una produzione maggiore,ed avere a disposizione un numero di persone sempre più ampio

disposte a lavorare ma con costi ridotti si fissarono dei MASSIMI SALARIARI (senza fissare i minimi che

vennero fissati solo dopo con la legislazione elisabettiana).

Tanti erano gli imprenditori che avevano capitali da investire quindi abbisognavano di forte manodopera, a

i bambini in Francia con COLBERT

(ministro) venivano sfruttati per il lavoro nella produzione di pizzi e

merletti per via delle loro mani piccole (anche all’età di 4 anni)e i genitori erano obbligati a mandarli a

lavoro , pena una menda, inoltre si proibiva ai dipendenti di abbandonare la città o il comune di origine

senza una licenza scritta. (anche i carcerati venivano anche loro impiegati nei lavori più duri ad esempio

nelle miniere di piombo del Galles).

Il famoso statuto di Edoardo VI decretava che chiunque si rifiutasse al lavoro doveva essere marchiato con

un ferro rosso e aggiudicato come schiavo, per due anni alla persona che aveva denunciato il fatto, se si

provava a fuggire si veniva marchiati sulla fronte o guancia e reso schiavo a vita.

Nel continente la legislazione fu più dura, ad esempio in FRANCIA con COLBERT si organizzarono delle vere

e proprie cacce al bandito o latitanti perché dopo la loro cattura venivano impiegati nei lavori come schiavi.

In OLANDA e FRANCIA si chiese la schiavitù anche per reati secondari e multe severe colpirono i genitori

che non mandavano i loro figli a lavoro nelle industrie e si moltiplicarono le case di correzione.

FORME ATTIVITA’ MANIFATTURIERA

Riguarda la fase intermedia tra la bottega medioevale e l’industria vera a propria.

la nascita della manifattura è dovuta da:

1 EVENTI POLITICI CHE FAVORIRONO FLUSSI DI EMIGRANTI per la fondazione di nuove imprese e prodotti

2 AUMENTO DELLA CONCORRENZA INTERNA ED INTERNAZIONALE

3 AUMENTO QUANTITA’ DI CAPITALI FISSI OCCORRENTI PER IL FUNZIONAMENTO DELL’IMPRESA

L’EPOCA INTERMEDIA può riferirsi a quella dell’energia idraulica (dei fiumi) veniva impiegata nel campo

della molitura ma anche tessitura e metallurgia soprattutto fu molto utile per muovere i telai e filatoi.

Le macchine erano capaci di moltiplicare e sostituire la forza umana e capaci di trasformare il moto lineare

in un moto rotatorio.

furono i secoli di INVENTORI e PROGETTISTI (stampa a caratteri mobili, orologi portatili, cioccolata e

calzamaglia e le prime industrie belliche (di armi).

La figura affermata in questo tipo di industrie fu quella del MERCANTE IMPRENDITORE diede vita a nuove

officine per accentrarvi numerosi lavoratori. acquistò la materia prima, la fece trasformare a domicilio per

poi ricevere il prodotto finito. Il mercante imprenditore è diverso dall’ imprenditore che per certi casi visse

una nuova professione che consisteva nell’organizzare fattori della produzione e ottenere un reddito.

IMPRENDITORE colui che si immette nel mercato e rischia, immette tecnologia e nuove invenzioni con

nuovi sistemi produttivi e decide le sorti del mercato.

MERCANTE IMPRENDITORE non rischia , non immette tecnologia ecc.

LA FRANCIA fu la terra della manifattura per eccellenza fu oggetto di particolare cura da parte di COLBERT,

dove ci furono manifatture reali di proprietà statali incoraggiate dallo stesso stato e sovvenzionate. Dove

l’imprenditore lo ritenne conveniente si procedette alle prime concentrazioni di manodopera in uno stesso

ambiente.

1600: le imprese inglesi e francesi fecero lavorare in uno stesso luogo 200-300 operai.

Nell’arsenale veneziano lavorarono 1500-1800 operai.

Si combatté il vagabondaggio e lo si prevenne riunendo in case di lavoro sia i disoccupati che gli invalidi

mettendoli a disposizione delle industrie nascenti. Gli addetti alle industrie trasformatrici esercitate nelle

varie forme si divisero in categorie:

-LAVORATORI A DOMICILIO (per proprio conto);

-ARTIGIANI INDIPENDENTI

-LAVORATORI A DOMICILIO e ARTIGIANI DIPENDENTI dei mercanti imprenditori

-LAVORATORI DIPENDENTI DALLE MANIFATTURE

- “””””””IN OPIFICIO (stabilimenti appositi dove avviene il passaggio da materia prima a prodotto finito)

Solo questi ultimi furono veri e propri salariati corrisposti in parte in moneta o in parte in natura. In quanto

a sesso ed età non tutti i lavoratori furono maschi e adulti, diventò sempre più frequente che le donne e

bambini parteciparono ai lavori industriali dato il loro basso costo. In Inghilterra tra il 1500 e 1600 venivano

assunti anche bambini tra i 5 e 6 anni. La durata della giornata lavorativa andava dalle 13 alle 14 ore.

Solitamente si sospendeva per mezz’ora a mezzogiorno e un ora alle 6 pomeridiane per la cena. Le regole

erano ferree ed era vietato conversare durante il lavoro. Gli stipendi (un conciatore di tetti prendeva 18

soldi al giorno con vino, operai agricoli 7 e 8 soldi al giorno se ricevevano il vitto e i pasti erano calcolati al

40 % del salario intero. Una lavandaia prendeva 3 soldi al giorno e con un salario così potevi comprare 5

uova); i lavoratori si trovarono a percepire salari reali sempre più bassi a partire dai primi del 500 fino ai

primi del 600.

LA RIVOLUZIONE AGRARIA

L’incremento demografica, lo sviluppo capitale, nuovi scambi internazionali e il moltiplicarsi degli scambi

interni, favorirono la trasformazione agraria e la rivoluzione industriale .

La prima espressione della rivoluzione agraria si manifesta nel profondo mutamento nel mercato dei cereali

e dalla trasformazione che ne deriva nella politica granaria. Frequentata da mercanti di ogni paese LONDRA

diventa un centro di consumo importantissimo. Tra il 500 e 600 i cereali destinati alla sussistenza o al

pagamento del signore diventano in misura crescente e divengono oggetto di scambio e fonti di lucro.

Abbiamo un mutamento radicale nella politica granaria (quando i prezzi scendevano sotto un determinato

limite era permessa e favoriva l’esportazione). L’importanza del commercio dei cereali era diretta ad un

duplice scopo:

AUMENTARE PRODUTTIVITA’ DELLE TERRE COLTIVALE e trasformare tutte quelle terre che erano state

lasciate incolte.

PERFEZIONAMENTO DELLA TECNICA AGRARIA con l’introduzione di nuove colture e trasformazione dei

vecchi sistemi di rotazione; il sistema prevalente era quello della rotazione triennale o dei tre campi dove

c’era:

1 anno: grano d’inverno

2 anno: grano di primavera o altre varietà di cereali

3 anno: a maggese (terre a riposo)

Poi si passò alla rotazione quadriennale ; abbiamo:

1 frumento 2 ravizzone 3 avena 4 trifoglio

Per quanto riguarda le terre a maggese (adibite al pascolo), infatti l’allevamento divenne stabile e si

costruirono stalle (si allevavano in prevalenza di bovini e ovini). Tutto ciò provocò la trasformazione radicale

della proprietà fondiaria, conducendo alla scomparsa delle terre incolte d’uso comune e delle terre aperte

con il predominio della grande azienda agricola e della proprietà.

BORGHESIA E CLASSE LAVORATRICE

IL BORGHESE in origine è il cittadino, l’uomo che abita la città e vi lavora sia come artigiano, mercante,

funzionario o intellettuale. A Parigi era sufficiente il soggiorno di un anno e un giorno per acquistare la

qualità di borghese. In altre città era necessario essere proprietari di un immobile o di terre.

Abbiamo 4 GRUPPI DI BORGHESI:

1 POSSIDENTI (non sono ne numerosi ne molto potenti, mancano di dinamismo e audacia e sono diffidenti

nei confronti degli investimenti industriali).

2 PERSONE CHE ESERCITANO UNA PROFESSIONE LIBERALE ( magistrato o altre funzioni pubbliche e non si

interessano molto all’industria).

3 BORGHESIA DEGLI AFFARI dove i suoi redditi sono superiori a quelli della nobiltà

4 BORGHESIA DEI GRANDI COMMERCIANTI E BANCHIERI dove è incentrata la grande industria.

LA CONDIZIONE DELLA CLASSE LAVORATRICE

La CLASSE LAVORATRICE copriva il 40% della popolazione. Nel 1817-18 il livello di vita scese costantemente,

il livello di vita dei lavoratori era molto basso per via di miserie, malattie, ignoranza (la media di vita era

intorno ai 20 anni ; i bambini lavoravano già da 3 anni e lavoravano 13 ore) ecc. queste difficoltà impedirono

alla massa operaia di divenire una classe organizzata e cosciente. Il lavoro delle macchine condizionò

l’organizzazione del lavoro da parte degli operai che dovevano sottostare alle rigide regole imposte e ritmi

di lavoro condizionati dai macchinari stessi.

TERZO LIBRO

INDUSTRIALIZZAZIONE IN GRAN EBRETAGNA E IN EUROPA

La GRAN BRETAGNA è stato il paese guida perché le condizioni fisiche,sociali, culturali si sono mostrate

favorevoli all’azione delle forze economiche promotrici dell’industrializzazione. In Inghilterra nasce la

rivoluzione industriale. Le altre potenze europee come Francia e Italia hanno avuto un lento sviluppo

industriale.

In Italia era una nazione divisa, basava la sua economia su una vecchia struttura agraria (obsoleta).

In Francia

: abbiamo una mancanza di spirito concorrenziale e di rischio, dove la rivoluzione del 1789 aveva

conferito nuove terre ai contadini quindi ogni cittadino era indipendente (nel suo piccolo) quindi le grandi

industrie non si svilupparono rispetto all’Inghilterra. Il grande balzo in avanti richiese nuovi mezzi tecnici

per aumentare il rendimento e furono indispensabili nuove tecniche, macchine e risorse energetiche.

Abbiamo la figura dell’ IMPRENDITORE alla ricerca del PROFITTO grazie alle nuove tecnologie (-costi +

guadagni), era l’agente umano superiore e giudicava il mercato e le occasioni offerte, era il motore dei

fattori di produzione.

Negli altri paesi l’industrializzazione era ancora OBSOLETA, il lavoro della terra era considerato il fattore più

importante (sbagliato!). La disponibilità e le innovazioni erano minori rispetto all’Inghilterra. in Inghilterra si

parlava già di movimenti di capitale

In INGHILTERRA dopo l’inizio dell’industrializzazione vennero introdotte nuove tecniche e innovazioni

amministrative e organizzative.

Dopo la rivoluzione francese il nazionalismo fu una delle grandi forze della storia europea. Lo stato aveva il

compito di tutelare l’economia attraverso le sue barriere doganali, la sua unità monetaria e l’intero

ordinamento giuridico. Lo stato aveva il compito di proteggere i suoi interesse (contro gli stranieri).

L’

INGHILTERRA possedeva i fattori fisici (posizione insulare, miniere con alta presenza di carbone e minerali

alle quali vennero applicate le moderne tecniche di industrializzazione, porti, canali, fiumi favorivano il

commercio). I rapporti feudali nelle campagne iniziarono a dissolversi entro il 1500, le terre potevano

essere vendute o affittate al miglior offerente e divenne una proprietà individuale e un bene commerciale

per il fatto che venne usata ai fini della produzione mercantile.

Si sviluppava anche una parte di salariati senza terra , in quanto molti contadini venivano cacciati dai campi

dalle grandi forze di mercato (che favorivano i più grandi produttori piuttosto che i piccoli).

Si iniziò ad utilizzare il capitale commerciale nel settore industriale prima sotto forma dell’industria a

domicilio, dopo nell’industria mineraria o metallurgica.

Le industrie a domicilio viene definita dagli storici come proto industrializzazione (cioè una fase di

transizione distinta dall’industrializzazione) sottoforma di industrie rurali.

Punto centrale della rivoluzione industriale è il modo in cui il capitale industriale si impose a livello di

produzione soprattutto tessile. L’espansione del mercato incoraggiò nuovi investimenti e mise in luce i limiti

tecnologici ed organizzativi del sistema industriale.

L’industria a domicilio era tra le forme di transizione la più usata, permetteva la divisione del lavoro e senza

ingenti investimenti di capitale fisso; essa procurava anche svantaggi derivanti dalla mancanza di controllo

e regolarità rispetto alla quantità e qualità del prodotto.

Già dal 1700 fu quella di raggruppare quei lavoratori sparsi in grandi opifici dove potessero continuare a

svolgere le loro mansioni. I costi che derivavano dagli immobili, da quelli di direzione e sovraintendenza

erano compensati dal maggior grado di uniformità e miglior qualità del prodotto finito.

Nacque la figura dell’

operaio che utilizza i suoi attrezzi attraverso un meccanismo azionato da una forza

motrice.

La produzione tessile sarà la principale attività a svilupparsi al di fuori delle pareti domestiche. Il complesso

delle innovazioni meccaniche in questa industria costituiva l’anima di questo processo e le trasformazioni

tecniche furono apportate da degli inventori inglesi che in seguito riportarono il loro sapere anche in

FRANCIA.

L’ingegnosità tecnica introdusse migliorie nei macchinari utilizzando una forza motrice che incoraggiò la

produzione di macchine e utensili e si richiese l’impiego di vari prodotti chimici; infatti il suo sviluppo dipese

dall’industria chimica. Per il finanziamento, l’acquisto di materie prime, pagamento salari e circolazione

delle merci, si poteva usufruire di una vasta rete di CREDITO (impiego della CAMBIALE e ISTITUTI

SPECIALIZZATI).

In GRAN BRETAGNA gli imprenditori rimasero nel complesso indipendenti dagli istituti bancari e forme di

finanziamento esterno. Ciascun imprenditore doveva reperire il suo capitale attingendolo dai suoi o dalla

sua famiglia precedentemente accumulati(si autofinanziava ).

Nell’ industria tessile l’investimento iniziale di capitale era modesto ed era possibile avviare un impresa con

pochi capitali, in quanto i filatoi o le atre macchine indispensabili per la produzione potevano essere

costruite direttamente sul luogo da operai specializzati.

Il periodi di formazione dell’ industria britannica fu caratterizzato dall’azienda famigliare nella quale la

proprietà e la direzione erano personificate dagli stessi individui.

L’adozione della ferrovia diede alla rivoluzione industriale inglese un vantaggio immenso rispetto al

continente, a causa delle lunghe distanze che era necessario coprire per collegare le fonti di materie prime

con i centri di produzione, il nuovo mezzo di trasporto era destinato ad avere un effetto ancora più

rivoluzionario. Le ferrovie abbisognavano di ingenti capitali iniziali che gli furono forniti dallo stato con la

cooperazione di operatori finanziari e bancari ( in quanto gli imprenditori inizialmente erano più diffidenti

nell’investire). L’arrivo delle ferrovie stimolò anche: la siderurgia, del carbone, dell’ingegneria meccanica

che fino ad allora erano poco utilizzati a causa degli ingenti capitali e dei costi connessi, la concorrenza era

debole e pochissime aziende dominavano il settore.

L’INGHILTERRA rimase un paese liberoscambista inoltre era entrata in possesso di un vasto impero

coloniale che assicurava ai suoi imprenditori sbocchi privilegiati agli investimenti, rifornimenti di materie

prime e mercati aperti ai loro prodotti industriali.

LA RIVOLUZIONE AGRARIA E L’INDUSTRIALIZZAZIONE

Una società preindustriale è formata da individui che si procurano da vivere mediante l’agricoltura e

allevamento . In Europa durante la fase preindustriale si osservò la trasformazioni strutturale

nell’agricoltura, che fu un presupposti necessari per l’industrializzazione.

L’agricoltura tradizionale mandata avanti dai contadini doveva essere rimpiazzata da un agricoltura

maggiormente commercializzata. Per secoli la storia preindustriale era fatta di comunità agricole stanziali

distribuite in Europa. Si formavano delle comunità rurali dove le persone vivevano di attività semplici come

l’agricoltura e l’allevamento, ciò che producevano lo destinavano ad una classe dominante di proprietà dei

guerrieri ( il feudalesimo). Si intensificò il feudalesimo che consisteva nell’imposizione signorile sulla

comunità di villaggio.

Nel feudalesimo agrario una classe dominante di proprietari terrieri preleva un eccedenza di produzione

dalla sottostante massa di coltivatori, gli abitanti godevano di protezione dai loro signori e in cambio

lavoravano per loro. In queste condizioni si poteva produrre poco e gran parte di ciò veniva usato per

mantenere i signori e il clero. Nell’economia del villaggio un ruolo indispensabile era svolto dagli animali

che offrivano forza lavoro, cibo e fertilizzante per la terra, anche se la metà o 1/3 delle terre venivano

lasciate ogni anno a maggese per permettere al suolo di recuperare la sua utilità; la mancanza di foraggio

invernale limitava il numero di animali che potevano essere allevati.

La varietà di colture era limitata giacché prima del 1800 erano sconosciute.

L’agricoltura europea era costituita da due distinti componenti:

.forniva ai signori strumenti agricoli per appropriarsi dell’eccedenza del prodotto agricolo

.offriva ai contadini sussistenza con bassi livelli tecnici

La modificazione della società rurale e la sua disgregazione fu dovuta a:

-sviluppo delle città e commercio

-estensione economia monetari

-desiderio dei signori di aumentare i propri redditi (occasioni di miglioramento individuale)

IN CHE MODO SI CAUSO’ L’ESTINZIONE DELLE PROPRIETA’ FEUDALI?

LA COMUNITA’ CONTADINA VENNE SRADICATA?

I mutamenti avvennero sotto il controllo di STATO e NOBILTA’.

Alcune zone dell’INGHILTERRA durante il 1500 furono recintate specialmente i campi aperti e le

considerarono come proprietà private . i contadini vennero cacciati dai campi e divennero nullatenenti

,vendettero la loro forza lavoro per vivere. Gli imprenditori cominciarono a prendere lavoro rurale.

I proprietari terrieri fecero una trasformazione agraria secondo i loro interessi, ci fu uno sviluppo urbano e

un ampliamento dei mercati con innovazioni dell’agricoltura e dell’industria che venne stimolata dalla

tecnologia. Si introdussero nuove colture come:PATATA POMODORI, ZUCCHERO, CAFFE’, CACAO E

MAIS,fertilizzanti artificiali.

FRANCIA SVILUPPO ECONOMICO

L’economia francese si dimostrò una nazione che inizialmente aveva le basi per un grande sviluppo

industriale. Nel 1700 (prima della rivoluzione industriale)la Francia aveva delle città che prosperavano di

artigiani, intellettuali e zone rurali soggette alla proto industrializzazione.

Gli stabilimenti industriali erano controllati dallo stato e si produceva per un mercato di massa . I mezzi

strutturali erano arcaici e molto vecchi.

La cultura francese era tra le migliori in Europa(ricordiamo poi l’illuminismo nel 1700) .

Possedeva molte colonie anche se molte le furono sottratte dall’Inghilterra, (come India e nord America,

durante la guerra dei 7 anni).

La Francia sarebbe potuta diventare un leder nel settore mondiale, ma il processo fu ritardato dal periodo

prima della rivoluzione.

Nel 1500-600 la FRANCIA attraverso un periodo di crisi .

L’agricoltura aveva subito pochissimi cambiamenti prima del 1789, restando in mano dei contadini che

continuavano ad utilizzare antichi metodi di coltivazione e la gran parte della produzione era destinata ai

signori e al clero.

I NOBILI non prendevano particolarmente parte all’amministrazione della terra; (avevano una posizione

passiva e non apportavano migliorie). I CONTADINI non erano più schiavi dei loro signori, ma dovevano

comunque pagargli o con tasse o con parte del loro raccolto.

Abbiamo un mercato ristretto(tutti lavoravano la terra, i soldi non circolavano, l’industria non progrediva ;

nel mercato si producevano prodotti destinati alla sussistenza (prodotti per la casa o alimentari).

I MACCHINARI DI PRODUZIONE erano ceduti dagli inglesi( in quanto per loro ormai erano obsoleti).

Lo stato cercava di incentivare le industria e l’artigianato, (soprattutto con COLBERT), ma mancava lo spirito

di iniziativa e rischio degli imprenditori.

In alcune zone della Francia prevaleva ancora la vecchia struttura feudale (legata alle antiche strutture

agrarie). Infatti una delle cause del ritardo dell’industrializzazione. Se i contadini rimangono nelle terre è

evidente che possono avere di che vivere e non hanno bisogno di andare a lavorare alle dipendenze di altri.

1789: fu uno dei motivi di ritardo in quanto con la rivoluzione si distribuirono nuovamente le terre ai

contadini e questi non fecero altro che rimanere nelle campagne , utilizzando le terre in maniera poco

efficace coltivando ad esempio cereali in zone che era meglio adibire al pascolo.

Inoltre furono bloccati i collegamenti oltre mare dalla Gran Bretagna e le ingenti spese di guerra

soffocarono il mercato francese.

Poi ci fu un miglioramento dell’economia, la FRANCIA dato che non poteva competere con i bassi costi dei

prodotti inglesi, (soprattutto per il grano e le stoffe), decise di puntare sulla QUALITA’ DEL PRODOTTO (ad

esempio i vini ). Anche qui la forma di industria prevalente era quella tessile e gli imprenditori si

autofinanziavano dà se. Anche se gli imprenditori francesi non erano intraprendenti come quelli inglesi e

invece di concorrere nel mercato attraverso la produzione, chiedevano protezione allo stato facendo

applicare un aumento alle tariffe doganali per quanto riguardava le importazioni dei concorrenti.

Per favorire il commercio ci fu un forte INVESTIMENTO FERROVIARIO

(finanziato dallo stato).

Nel 1842 fu promulgata una legge che prevedeva un allestimento di varie linee ferroviarie per la quale il

governo doveva terreni e infrastrutture e materiali. I costi ricaddero sull’erario e molte imprese anche

estere fecero a gara per finanziare. Nel 1848 erano in funzione 1800km di ferrovie.

Nacquero nuovi ISTITUTI FINANZIARI e tra i più importanti ricorda diamo la CREDIT MOBILIER una banca

che ebbe il compito di rastrellare denaro tra il pubblico per effettuare degli investimenti in imprese

industriali e commerciali (diede fiducia alla borghesia).

Ci furono una serie di trattati che promossero l’avvio alla produzione e scatenarono la concorrenza:

-IL TRATTATO ANGLO-FRANCESE(1860) prevedeva che gli inglesi potessero importare le materi e che alla

dogana non dovessero pagare più del 25% delle tariffe. Fu visto in malo modo dagli imprenditori francesi

abituati al protezionismo doganale nei confronti della concorrenza,ma ciò spronò gli imprenditori francesi

che diedero testa agli inglesi e migliorarono la loro produzione e le loro tecniche produttive.

-GUERRA FRANCO-PRUSSIANA(1870-71) che provocò alla Francia la perdita dell’ Alsazia e della Lorena .

(i costi della guerra incisero fortemente sull’economia).

-PLAN FREYCINET(1878) si finanziavano linee ferroviarie e furono emessi dei prestiti dallo stato per

sviluppare maggiormente l’economia e l’industria.

-SISTEMA TARIFFARIO MELINE(1892) che offrirà protezione ai produttori di cereali e agli industriali (contro

i bassi costi dei cereali russi e dei prodotti americani).

Però il protezionismo dei prodotti agricoli fece restare i contadini nelle campagne e nulla fece per

modernizzare l’agricoltura. Per le industrie il protezionismo poteva suonare come un invito a continuare a

farsi proteggere dallo stato e quindi a procedere con le vecchie consuetudini.

ITALIA:

Svantaggi del ritardatario

L’ITALIA basava la sua economia prevalentemente nell’

agricola (tecniche arretrate) .

Politicamente era divisa in piccoli stati che si combattevano tra loro.

L’occupazione NAPOLEONICA aveva portato sistemi giuridico-amministrativi avanzati e accelerato l’idea

dell’unità, ma i suoi effetti economici furono disastrosi. Le esazioni delle forze francesi e l’interruzione dei

normali vincoli commerciali, unite alla disorganizzazione danneggiarono l’Italia.

il paese era povero di minerali (ferro e carbone che servivano come base per le nuove tecniche industriali).

Per i NAZIONALISTI la causa dell’arretratezza era la divisione politica e nell’influenza austriaca;

Abbiamo un elevato costo dei trasporti e le barriera appenninica che ostacolava i collegamenti.

I governi poi in alcune regioni (regno delle 2 Sicilie )erano di estrema oppressione e corruzione.

L’Italia settentrionale fu influenzata maggiormente dal processo di industrializzazione in quanto era più

vicina al resto d’Europa e aveva collegamenti con Germania, Francia ecc.

Il commercio nel settentrione era più sviluppato, date le influenze intellettuali provenienti dall’estero.

I produttori italiani non potevano fronteggiare la concorrenza straniera, in quanto i loro costi erano molto

alti data la grande fatica con cui producevano le loro merci.

L’agricoltura era rudimentale con sistemi primitivi di coltivazione; si produceva pochissimo, quasi al di sopra

del livello di sussistenza . quello che i contadini non producevano andavano a scambiarlo attraverso il

baratto all’interno del villaggio o nel mercato locale e quindi possiamo dire che l’incentivo a investire sulla

produzione era minimo. Questa poi era la situazione che continuava a prevalere nel mezzogiorno.

In Piemonte le idee di liberalismo economico progredirono di pari passo a quelle del nazionalismo.

Cavour conscio che le ferrovie fossero importanti e favorissero i rapporti commerciali con altri paesi ,

contribuì alle costruzione ferroviarie.

Il 60% della popolazione era analfabeta e composta da contadini che lottavano per la sussistenza.

Dal punto di vista economico il RISORGIMENTO produsse ad un unico codice civile, unico sistema

amministrativo ed un'unica moneta.

Questi cambiamenti furono introdotti dalla classe dirigente settentrionale e non poterono che provocare

ingenti danni alle aree meno sviluppate come il sud.

l’industria meridionale si trovo esposta alla concorrenza forte del nord.

l’unificazione aveva creato un forte debito pubblico (istruzione, infrastrutture e altri settori finirono in

secondo piano)e il prelievo fiscale era sempre più elevato. Il governo si vide costretto ad alienare alcune

proprietà ecclesiastiche e cedette le linee ferroviarie statali a gruppi privati. Questo debito pubblico fece

nascere quello che chiamiamo il CORSO FORZOSO: inconvertibilità della cartamoneta in equivalente in oro

per via del grande debito pubblico dato dall’unificazione, (quindi i titoli finanziari persero molto valore).

All’estero cadde la fiducia dei titoli di stato e sulla cartamoneta italiana.

1866: ci fu una corsa alla liquidità nei maggiori centri finanziari della penisola, ma il governo fece ricorso al

decreto della cartamoneta inconvertibile permettendo il diffondersi dell’inflazione durante il periodo del

corso forzoso che va dal 1866 al 1881.

Nel mezzogiorno le forze della tradizione si dimostrarono molto restie ai cambiamenti;

gli agrari trascurarono l’agricoltura e si interessavano poco ai fenomeni economici che percorrevano il resto

del parse. Non vi erano stimolo ad investire in un paese dove regnava la povertà e l’arretratezza.

Lo stato finanziò l’industria metallurgica e siderurgica.

Negli anni 80 i 2/3 del sistema ferroviario erano nuovamente di proprietà dello stato.

l’Italia era ancora priva di industrie pesanti (la maggior parte dei materiali doveva essere importato).

1878 e 1887 divenne una nazione protezionista, (fu creata un industria metallurgica e siderurgica

soprattutto con l’inaugurazione dell’acciaieria di terni nel 1886).

Ci fu la diffusione dell’energia elettrica mediante le centrali idroelettriche; l’Italia inoltre essendo ricca di

coste e si cominciò a puntare sull’industria navale. Ma abbisognava delle competenze di Francia e

Inghilterra.

GERMANIA

La Germania si trasformo (da vari staterelli arretrati economicamente) in un impero unificato con un

industri in via di espansione e una grande tecnologia. Grazie ad una politica militare avanzata e un

nazionalismo esasperato.

La Germania del 1600 aveva contribuito al patrimonio della tecnologia moderna europea; i suoi porti, le sue

città mercantili e la cultura intellettuale(ricorda che nel 1800 la Germania era la culla del romanticismo)

erano molto ferree.

A livello di STRUTTURA SOCIALE E POLITICA era più vicino alla Russia zarista che non all’occidente :

nei regni e nei principati i rapporti erano ancora di tipo feudale o semifeudale (Es. nei domini tedesco

orientali degli Hohenzollern), dove le tenute degli Junker(una casta militare di proprietari terrieri),

venivano coltivate mediante prestazioni di lavoro obbligatorie da contadini e servi.

All’ovest e in centro la servitù era scomparsa verso la fine del 1700 ; anche se i contadini continuavano a

pagare in denaro. I poteri e i redditi dei signori erano rimasti elevati grazie al surplus che essi guadagnavano

dai contadini che non avendo capitali da investire non potevano migliorare la loro condizione economica e

tecnologica.

I SIGNORI non erano grandi proprietari , ma si dedicavano alla coltivazione delle loro terre per poter

incrementare i loro redditi e diventavano degli imprenditori agricoli che vendevano sul mercato le

eccedenze del raccolto o le trasformavano sul luogo in beni di consumo vendibili.

Nessun cambiamento introdotto da FEDERICO IL GRANDE riuscì ad intaccare i loro privilegi anche se lui

stesso seguiva punti di vista conservatori.

L’INDUSTRIA e il COMMERCIO furono sottoposti ad un grado di controllo e direzione burocratica.


PAGINE

25

PESO

180.71 KB

AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Ferrai Cecilia.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in economia e finanza

Macroeconomia - Appunti
Appunto
Lezione del 07/03/2018
Appunto