Estratto del documento
Storia economica
Oggetto
- Oggetto della storia economica: fatti economici e politica economica nel breve e nel lungo periodo
- Sistema economico: organizzazione economica di una certa area, in un arco temporale determinato
- Riproduzione semplice di un sistema
- Riproduzione allargata di un sistema
- Postulati dell’analisi storico-economica:
- Conoscenza delle peculiarità mentali, sociali e culturali dell’uomo, a livello individuale e collettivo
- Adozione di un paradigma interpretativo per la classificazione degli argomenti secondo un ordine logico
Metodo
- Nascita della “scuola classica”, attraverso l’adozione del metodo logico-deduttivo nella teorizzazione dei meccanismi che avevano regolato la fase iniziale del capitalismo
- Fondatori della “scuola classica” e dell’economia politica (fine del XVIII sec. – albori XIX sec.): Adam Smith, David Ricardo, Thomas Robert Malthus
- Economisti della “scuola classica”: sostenitori del massimo liberismo e di leggi ritenute universali
- Paese oggetto di analisi degli economisti della “scuola classica”: l’Inghilterra durante la prima rivoluzione industriale e, quindi, in una fase di grande ottimismo
- Diffusione della dottrina della “scuola classica” anche in Francia (secondo Jean-Baptiste Say: le leggi dell’economia erano insite nella natura delle cose)
- Fondatori della “scuola storica” (metà del XIX sec. – albori del XX sec.): Frederic List (precursore), Hildebrand
- Metodo della storia economica, introdotto dalla “scuola storica”: metodo induttivo (osservazione sistematica dei fatti)
- Paese oggetto di analisi della “scuola storica”: una Germania ancora divisa in una miriade di piccoli Stati con assetti socio-economico-istituzionali spesso assai diversi
- Con la “scuola storica”: affermazione della relatività delle leggi economiche
- Caratteristiche delle leggi economiche secondo la “scuola storica”: legate a determinate contingenze storiche, nonché a specifiche condizioni ambientali, geografiche ed istituzionali
- Conseguenti periodizzazioni dello sviluppo economico
- Teoria degli stadi dello sviluppo di Frederic List (nel 1840): classificazione sulla base del livello di civiltà raggiunto da ciascuna comunità (cacciatrice, pastorale, agricolo-manifatturiera e agricolo-industriale-commerciale)
- Periodizzazione degli stadi della crescita di Hildebrand (nel 1860 ca.): rapportata alla tipologia degli scambi economici prevalenti (economia naturale; economia monetaria; economia creditizia)
- Nella seconda metà dell’Ottocento, attraverso gli studi della “nuova scuola storica”: perfezionamento del metodo induttivo, avvio del processo di affermazione della storia economica come disciplina autonoma e acquisizione di grande prestigio internazionale degli studi effettuati in Germania
- “Nuova scuola storica” tedesca: propugnatrice dell’intervento dello Stato nella vita economica
- Inoltre, a partire dagli anni ‘70 dell’Ottocento: recupero dell’ideologia classica ad opera degli economisti marginalisti (neo-classici)
- Studi dei marginalisti: analisi preferenziale della domanda rispetto all’offerta e conseguente sofisticata elaborazione teorica, attraverso modelli matematici
- Marginalisti: sostegno intransigente al metodo logico-deduttivo
- Attraverso Schmoller, importante esponente della “nuova scuola storica”: distinzione tra leggi morali, proprie dell’economia, e leggi naturali, peculiari della fisica
- Leggi morali: variabili in rapporto alla variabilità del sistema di riferimento, quindi inerenti allo sviluppo storico delle istituzioni economiche
- Leggi naturali: proprie della fisica, giungono a conclusioni di carattere universale
- Agli inizi del ‘900: filiazione della “nuova scuola storica” tedesca in Usa (dottrina “istituzionalista”)
- Diffusione delle prime riviste specialistiche di Storia economica e diffusione delle cattedre universitarie per l’insegnamento della disciplina, a dimostrazione dell’avvenuta conquista della sua piena autonomia scientifica e didattica
- A partire dagli anni ’20-’30 del ‘900: crescente intensificazione della collaborazione tra storici economici ed economisti (ad esempio, per l’elaborazione delle teorie sui cicli)
- Dopo la II guerra mondiale: riproposizione, in chiave moderna, della teoria degli stadi dello sviluppo (per lo studio dell’economia del sottosviluppo)
- Nella “New economic history”: recupero dell’approccio neo-classico, attraverso la costruzione di modelli matematici
Interdisciplinarità
- Economia: strettamente correlata con la storia economica che da essa è stata originata e della quale costituisce parte integrante e complementare
- Statistica: fornisce serie molteplici e più o meno complesse di dati, quantitativi e qualitativi, su: prezzi, corsi dei titoli, produzioni, salari
- Demografia: fornisce svariate informazioni di grande importanza, per gli indiscussi nessi tra popolazione e attività economiche (es. : teoria di T. R. Malthus, sul rapporto tra popolazione e risorse)
- Geografia: consente di accedere alle informazioni sui rapporti tra i comportamenti delle collettività passate e presenti e l’ambiente
- Sociologia: fornisce ausilio per la comprensione dei comportamenti di gruppi e classi
Le origini dei sistemi economici
- Definizione di sistema economico (insieme di istituzioni, norme, consuetudini, strutture sociali e forme di organizzazione della produzione che regolano l’attività economica)
- Teoria di Maurice Dobb
- Sistemi economici originari: costituiti dalle formazioni comunitarie, tributarie e schiavistiche
- Formazione comunitaria: proprietà collettiva della terra e produzione di sussistenza (senza surplus)
- Formazione tributaria: monopolio della terra nelle mani della casta dominante, percettrice di tributi dai contadini; produzione di surplus solitamente poco consistenti
- Formazione schiavistica: combinazione del lavoro libero con quello coatto; produzione di surplus
L'economia medievale
- Inaugurazione del sistema feudale: a seguito delle invasioni barbariche e del conseguente accelerato processo di ruralizzazione dell’economia (retrocessione rispetto al precedente sistema schiavistico)
- Caratteristiche prevalenti del sistema feudale, tra l’VIII ed il XIII sec.:
- Struttura gerarchica della società
- Organizzazione della produzione fondata sulla combinazione di terra signorile e lavoro servile
- Feudalesimo fino all’XI sec.: economia chiusa, con scambi in natura all’interno del feudo (sistema a riproduzione semplice)
- Latifondo feudale suddiviso in pars massaricia e pars dominicale
- Pars massaricia: divisa in appezzamenti (mansi) distribuiti ai contadini in cambio della corresponsione di prodotti e servizi, nonché dell’effettuazione di prestazioni obbligatorie a favore del signore (corvées)
- Pars dominicale: coltivata dai contadini, con le prestazioni obbligatorie, nell’interesse del signore
- Nel XII sec., con la cessazione delle invasioni barbariche: avvio di importanti mutamenti ed inizio della disgregazione del sistema feudale
- Dal XII sec. alla metà del XIV: crescita accelerata della popolazione quale causa-effetto dell’incremento della produzione agricola (per effetto dell’espansione della superficie coltivata, della scelta di terreni migliori, del migliore sfruttamento di strumenti e tecniche produttive)
- Trasformazione della rendita in natura in rendita monetaria: per effetto del comune interesse del signore e del contadino alla produzione di eccedenze da destinare agli scambi, in risposta alle crescenti esigenze della popolazione urbana
- Controllo dei feudatari: esercitato sulla maggior parte delle città, dalle quali riscuotevano tributi in cambio di protezione
- Contrapposizione tra l’organizzazione gerarchica dei feudi e l’organizzazione orizzontale delle città (corporazioni)
- Fuga dei contadini dalle campagne per il peggioramento delle loro condizioni. Conseguente contrazione della produzione agraria e della rendita dei feudatari
- Falcidia della popolazione europea nei secc. XIV e XV, in seguito alle guerre, alle carestie ed alle epidemie (quali la peste del 1347)
Mercantilismo
- Sistema economico mercantile: dominante tra la fine del sec. XV (dopo le grandi scoperte geografiche) e la seconda metà del XVIII (fino alla vigilia della rivoluzione industriale inglese)
- Ricchezza degli Stati, secondo la teoria dei mercantilisti: dipendente dalla quantità di metalli preziosi incamerati
- Progressivo rafforzamento degli Stati nazionali
- Riforma protestante: introduzione di nuovi valori (lavoro, parsimonia e operosità)
- Adeguamento della Chiesa cattolica alle nuove esigenze della società, con la revisione dei principi cattolici sul giusto prezzo e sull’usura
- Nuova concezione del giusto prezzo: copertura dei costi di produzione + copertura dei guadagni dei mercanti
- Superamento del divieto dell’usura, eccependo il danno emergente (per la mora del rimborso) ed il lucro cessante
- Crescente prestigio dei mercanti e conseguente massima espansione del sistema economico mercantile (politica statale sempre più funzionale alle esigenze del commercio)
- In seguito alla scoperta dell’America: nuove rotte dei traffici e nuovi equilibri economici internazionali
- Strumenti operativi del mercantilismo: colonizzazione ed intervento dello Stato nell’economia mediante la creazione di monopoli, privative e barriere protezionistiche
- Nei vari Stati: adozione di politiche mercantili più o meno nettamente differenziate
- In Spagna:
- Obiettivo teorico: arricchimento progressivo attraverso la tesaurizzazione dei metalli preziosi importati dalle colonie e di quelli incamerati mediante l’attività di scambio
- Risultati realmente conseguiti: assai diversi da quelli auspicati, per i gravi processi inflativi e per le continue emorragie di metalli preziosi
- In Inghilterra: crescente impulso all’attività mercantile e progressivo potenziamento della struttura produttiva
- In Francia, ad opera di Colbert:
- Emanazione di 150 regolamenti di fabbrica, per garantire una produzione di elevata qualità
- Creazione di importanti società commerciali
- Adozione di una rigorosa politica protezionistica
- In Olanda:
- Piena libertà di esportazione di capitali, funzionale all’importante ruolo di intermediazione finanziaria ricoperto sino agli inizi del ‘700 (per l’affidabilità della sua moneta e per l’efficienza della Borsa di Amsterdam)
- Progressiva retrocessione della sua posizione economica rispetto all’Inghilterra, a causa del suo minore impegno nel potenziamento della struttura produttiva
- Teoria dei mercantilisti: fondata sull’errata identificazione della ricchezza con il possesso della moneta (o di metalli preziosi), senza cognizione delle possibili implicazioni di una loro esagerata presenza, nel caso di mancato adeguamento della struttura produttiva
- Infatti, circolazione monetaria in eccesso = rialzo dei prezzi = perdita di competitività sui mercati esteri
- Tra basso medioevo ed inizio dell’età moderna: dominio crescente delle corporazioni dei mercanti su quelle degli artigiani e conseguente progressivo scadimento del ruolo del maestro artigiano ad un ruolo subordinato, abbinato al progressivo smantellamento del sistema corporativo
- Nell’ambito del sistema mercantilistico, quale prodromo del sistema capitalistico: introduzione e diffusione del putting-out
- Putting-out (da to put it out = dare fuori): nuovo modo di produrre i panni lana, con l’inserimento del mercante nell’ambito del ciclo produttivo (introdotto dai mercanti-imprenditori fiamminghi)
- Divisione internazionale del lavoro nel putting-out:
- Acquisto (da parte dei mercanti-fiamminghi) della lana grezza prevalentemente in Inghilterra
- Vendita della suddetta lana grezza alle famiglie contadine dei Paesi Bassi, perché la filassero e tessessero
- Riacquisto, non obbligato e, quindi, alle migliori condizioni, dei semilavorati ottenuti dalle suddette famiglie contadine
- Follatura, tintura e finitura in loco, utilizzando, per lo più, lavoranti non inseriti nelle corporazioni; in alternativa, vendita dei semilavorati ai mercanti italiani che li affidavano a maestri particolarmente esperti per le fasi finali della lavorazione (lavorazione di elevata qualità)
- Smercio anche nelle città mussulmane del Mediterraneo
- Domestic system (nelle campagne inglesi): organizzazione domiciliare della produzione, anch’essa prodromo del sistema capitalistico industriale
- Nel domestic system: il mercante-imprenditore, proprietario della materia prima e degli strumenti della produzione, affidava il tutto, alle famiglie contadine, per la produzione dei panni lana presso il loro domicilio
- Nel domestic system: introduzione di una remunerazione commisurata alla quantità di prodotto consegnata al mercante (salario a cottimo)
- Tra il ‘500 ed il ‘600, in Inghilterra, nascita del factory system (sistema della manifattura), con l’accentramento dei telai prima presso le abitazioni dei capitalisti, poi in appositi edifici
- Diffusione del factory system anche in altre nazioni europee
- Esempi di manifatture artigianali di Stato in Francia (tappezzeria Gobelins di Parigi) ed in Russia (cartiere, arsenali e fabbriche di armi), qui, però, con reclutamento di manodopera non sempre qualificata e non sempre salariata
- In questa fase di proto-industrializzazione: utilizzo di attrezzature ancora modeste, spesso di proprietà dello Stato e non adeguate a favorire una produzione di massa
- Primo sviluppo delle banche nei secc. XVI e XVII (sia come imprese individuali e familiari, che come società): ma preminentemente funzionale alle esigenze dell’attività commerciale
- Nel ‘700, con i fisiocratici francesi (Quesnay e Turgot): mutamento del concetto di ricchezza per la sua identificazione nella produzione agricola, ritenuta l’unica in grado di creare un surplus (prodotto netto)
- Successiva evoluzione del pensiero economico con l’identificazione della ricchezza nell’attività produttiva
Sistema capitalistico
- Capitalismo industriale: sistema basato sull’economia di mercato, sulla proprietà privata dei mezzi di produzione, sull’attività imprenditoriale, sull’accumulazione di capitali e sul loro investimento produttivo, sulla libertà del lavoro e sulla sua divisione internazionale
- Avvio del capitalismo industriale: nella seconda metà del ‘700, con la rivoluzione industriale inglese
- Con il passaggio dalla proto-fabbrica alla fabbrica: inizio della produzione di massa (per un mercato in ampliamento continuo)
- Nascita della “scuola classica” e formulazione delle prime teorie sul sistema capitalistico ispirate ai principi di libertà propri dell’ideologia e della cultura dell’epoca
- Piena accettazione, da parte della “scuola classica”, del principio dell’ordine naturale, propugnato dai fisiocratici, sintetizzato nel celebre motto laissez faire
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Scienze economiche e statistiche
SECS-P/12 Storia economica
I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del
Publisher melody_gio di informazioni
apprese con la frequenza delle lezioni
di Storia economica dell'età moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione
dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale
dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Muto Giovanni.