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L'avvio dell'espansione economica nell'Europa medievale: cause e fattori principali

Ripresa demografica e produzione agricola

Ripresa demografica (da 40 mln a 70 mln) sensibile aumento produzione agricola (che aiutò a diminuire la mortalità) grazie allo sviluppo di nuovi contratti (mezzadria), coltivazioni intensive (dal sistema a 2 campi si passa a quello a 3 campi) e bonifiche.

Ripresa degli scambi e urbanizzazione

Ripresa degli scambi a media e lunga distanza: la maggiore produzione agricola si riflette sulla ripresa degli scambi commerciali cosi si formano i primi poli commerciali e industriali (Italia centro-settentrionale, Germania settentrionale, Fiandre con le città di Lille e Bruges e la costa orientale spagnola con la città di Barcellona). Si formano cosi i mercati locali (si tenevano presso le dimore signorili o nei villaggi), i mercati urbani (periodici o permanenti che avevano luogo in città che erano nodi essenziali dei commerci) e i mercati interregionali (fiere movimentate da merci di “nicchia” per una clientela elevata).

Crescente urbanizzazione e nuove forme dell’economia cittadina: si svilupparono nuove figure professionali come i medici, gli avvocati e i giudici i quali, seguiti poi da mercanti e artigiani, si organizzarono in corporazioni che regolavano i conflitti tra i loro membri ma soprattutto controllavano il processo di formazione per accedervi e i criteri qualitativi delle merci prodotte; fissavano anche il loro prezzo cosi da evitare la concorrenza e controllare il mercato delle principali materie prime. Prende forma cosi una economia di mercato che distingue un mercato privato (mosso da grandi operatori economici tramite gli scambi a lunga distanza, era un mercato libero) e un mercato pubblico (dove i prezzi sono fissati dalle corporazioni e non dall’incontro tra domanda e offerta).

Innovazioni tecnologiche e istituzionali

Si sviluppano innovazioni tecnologiche e innovazioni di processo: nasce il mercante imprenditore che oltre a coordinare i commerci organizza anche la produzione; inizia il processo di delocalizzazione, vale a dire suddividere in più aree la propria produzione per ridurre il costo della manodopera.

Innovazioni istituzionali dello sviluppo medievale

Settore monetario e giuridico

Il settore monetario che, vista la ripresa degli scambi, si formò a discapito del vecchio sistema basato sul baratto; la moneta era di tipo metallico, coniata in oro, argento e rame (sistema monetario metallico); questo sistema si consolidò grazie ai sovrani Carolingi che fecero coniare solo monete in argento (sistema monometallico) ma alla caduta del loro Impero le grandi città si dotarono di una “zecca” (officina che conia monete) con la produzione di svariate monete che si riflette in una situazione di instabilità sui mercati internazionali; per risolvere ciò dalla metà del ‘200 si iniziò a cambiare monete d’oro.

La sfera giuridica vide il nascere del notariato (il notaio aveva capacità di dare certezza giuridica ai contratti con un conseguente miglioramento delle transazioni commerciali) e il diritto commerciale costituito da un corpo di norme che si erano dati i commercianti stessi e stabilivano come tenere i libri contabili, come si creavano le società commerciali e precisazioni sul fallimento; la loro applicazione fu affidata ai tribunali commerciali.

Forme di impresa e sistema creditizio

Le forme di impresa: nasce la commenda (un mercante o un gruppo fornivano il capitale a un altro mercante che di fatto intraprendeva l’operazione commerciale e ad operazione avvenuta il capitale veniva distribuito tra l’operatore e i fornitori; anticipa la società in accomandita) e la compagnia di negozio (inizialmente costituita tra membri della stessa famiglia per la produzione e i commerci via terra in cui tutti i soci rispondono personalmente delle attività sociali; anticipa la snc). Nacquero precise tecniche contabili, si passò ai numeri arabi e venne introdotta la tecnica della partita doppia.

Il sistema creditizio: nacquero le prime forme di prestito (visto malamente dalla chiesa), si formarono i primi depositi, i mercanti e i banchieri incominciarono un sistema di compensazioni (giri contabili tra debiti e crediti), comparvero le dilazioni di pagamento e i suoi principali strumenti come la lettera di cambio (moneta scritturale convertibile in moneta) e la lettera di fiera (moneta scritturale con la quale si garantiva il pagamento di merci acquistate ad una fiera alla fiera successiva).

Dalla crisi del '300 alle scoperte geografiche di metà '400

Aumento vertiginoso della popolazione non sostenuto dalla produzione agricola = carestie e peste bubbonica. Conseguente riduzione degli scambi, diminuzione dell’offerta e aumento del costo della manodopera; anche i grandi proprietari terrieri vengono indeboliti cosi si affermano le case regnanti con la nascita dei primi stati territoriali. Questi avevano grandi spese per la loro amministrazione ma nonostante ciò furono fondamentali per la ripresa economica, infatti diedero grande stabilità ai mercati determinando una ripresa degli scambi, un aumento demografico con connesso aumento della domanda e quindi dei prezzi. Sotto l’impulso del settore primario riprendono anche i mercati a lunga distanza mossi da prodotti di nicchia ma questi commerci erano ostacolati dall’impero Ottomano che, grazie alla capitale Istanbul, controllavano il Mediterraneo costringendo i mercanti europei a cercare rotte alternative per i loro commerci.

Il mercantilismo

Il mercantilismo identifica la ricchezza con la quantità di preziosi posseduti e con il saldo attivo della bilancia commerciale (esportazioni > importazioni) e il suo strumento principale è il protezionismo.

I primi a cercare nuove rotte commerciali furono i portoghesi e gli spagnoli; il Portogallo si proclama stato territoriale tra i primi all’inizio del ‘400, esplora la costa occidentale dell’Africa, le Indie e l’Asia del sud e scoprì il Brasile. Istituì la Casa delle Indie, importante organismo commerciale con il quale importava le merci in Europa e le dislocava ad Anversa dove nel 1531 venne creata la prima borsa. La Spagna esplora l’America del nord, del centro e del sud (Conquistadores) e grazie alle loro armi e cavalli conquistarono vasti imperi (Maia, Inca e Aztechi). Nelle colonie creano aziende (encomiendos) basate sulla coltivazione di caffè, cereali, cacao, canna da zucchero (economia di piantagione) sfruttando la manodopera locale che dopo qualche tempo venne meno visto gli sforzi fisici a cui erano sottoposti e cosi nasce la tratta degli schiavi neri. Dalle colonie importavano anche grandi quantità di preziosi poi immessi sui mercati europei tramite la loro conversione in moneta e utilizzati per i pagamenti; a causa di ciò e dell’aumento dei costi di produzione (principalmente manodopera) si arriva alla crisi cinquecentesca (crisi inflativa, i prezzi salgono). L’aumento dei prezzi causa grande povertà, in modo particolare penalizza chi ha redditi fissi e che percepisce lo stipendio.

Pauperismo

Pauperismo = aumento della povertà, del vagabondaggio e della criminalità. Per fronteggiare questo fenomeno nascono i primi ospedali e orfanotrofi, si distinguono i poveri veri (non in grado di lavorare) dai poveri oziosi ed in Inghilterra (poor laws) i poveri oziosi vengono costretti a lavorare con salari bassi per stimolarli al lavoro.

A metà ‘500 Spagna e Portogallo iniziano il loro declino a favore di una crescente potenza quale l’Olanda.

Olanda

Olanda = commercio di intermediazione sinonimo di libertà (giuridica, economica e religiosa) attuato tramite la ridistribuzione dei prodotti coloniali in patria; rifiuta politiche protezionistiche.

Francia e Inghilterra

Francia = economia in mano allo Stato tramite la legislazione che prevedeva pesanti dazi sull’importazione di manufatti e generi alimentari e il rafforzamento delle manifatture statali.

Inghilterra = economia prevalentemente in mano al Parlamento che emanò il 1 atto di navigazione (le merci importate dovevano essere trasportate solo da navi inglesi o dal paese esportatore) ed altri atti che miravano a colpire i commerci di intermediazione e quindi l’Olanda.

Innovazioni istituzionali del mercantilismo ('500)

Settore delle imprese e credito

Settore delle imprese: nasce la compagnia per il commercio estero (patto stipulato tra i mercanti e i loro governi che ricompensavano il rischio del mercante tramite la concessione di una serie di privilegi come la responsabilità limitata o il monopolio del commercio su determinati prodotti).

Settore del credito: i banchi pubblici si sostituiscono ai banchi privati ed danno continuità al sistema di compensazione, contribuiscono ai finanziamenti per agevolare il problema del debito pubblico, emettono certificati di deposito e moneta cartacea.

Settore della finanza

Settore della finanza: nascono i primi mercati finanziari organizzati in virtù di una mentalità volta alla speculazione, nascono le opzioni di vendita e di acquisto; nei mercati finanziari avveniva anche la pratica dell’innesto. Mercato finanziario più importante: Amsterdam.

In Francia si cerca di risolvere il problema del debito pubblico affidando il compito a Laws, il quale si affida alla pratica dell’innesto convertendo i titoli del debito pubblico sotto alla pari in azioni della Compagnia della Louisiana alla pari emettendo carta moneta in grandi quantità; ovviamente la compagnia fallisce e il problema rimane irrisolto. Anche l’Inghilterra fa lo stesso: istituzione della Compagnia dei mari del sud che aveva enormi profitti visto la tratta degli schiavi e i titoli pubblici vengono convertiti in sue azioni determinando un ottimo momento per la finanza cosi nascono le bubbles (società senza scopi ben precisi) in quantità enorme; per arginare il fenomeno il parlamento disciplina la loro istituzione (bubbles acts) cosi gli azionisti di bubbles vendono le azioni e queste falliscono con conseguente perdita di fiducia nella finanza pubblica e privata.

Rivoluzione agronomica in Inghilterra (1700)

Corn act (provvedimento che prevedeva benefici per chi esportava cereali) Enclousers (recinzioni con obiettivo di creare grandi aziende agricole con l’impiego di lavoratori salariati) Meccanizzazione della produzione Coltivazione a rotazione.

Conseguenze: aumento della popolazione, miglioramento del tenore di vita, aumento della domanda di manufatti, aumento della domanda estera. Questi fattori determinano lo sviluppo del settore secondario (riv. Industriale): l’offerta interna non soddisfa la domanda cosi si cercano innovazioni che aumentino la produzione, innovazioni favorite anche dal calico acts che limitava le importazioni di cotone dalle colonie stimolando la produzione interna. I tre settori chiave della rivoluzione industriale: minerale, siderurgico (altoforno e tecnica del pudellaggio) e tessile.

Nel resto d’Europa la rivoluzione tarda a causa della mancata liberalizzazione dei fattori di mercato e del lavoro. I fisiocratici cercano di attuare questa liberalizzazione (laissez faire, tassazione del clero) applicando i criteri illuministi in campo economico ma a causa delle resistenze sociali falliscono e cosi si arriva alla rivoluzione francese.

Conseguenze nel settore economico della rivoluzione francese (1789)

  • Liberalizzazione del mercato della terra
  • Confisca e nazionalizzazione delle proprietà appartenenti alle corporazioni religiose e liberalizzazione del prestito ad interesse
  • Liberalizzazione del mercato del lavoro
  • Soppressione del monopolio statale sul commercio estero
  • Adozione sistema metrico decimale

Queste innovazioni si allargarono al resto d’Europa grazie alle conquiste napoleoniche. Napoleone inoltre promulgò due codici: il codice napoleonico che riconosceva la proprietà privata, la validità legale dei contratti, la regolamentazione del prestito ad interesse e strumenti creditizi come l’assegno e la cambiale, e il codice di commercio che regolamentava tre forme di società quali la società semplice, la società in accomandita e la società anonima (di capitali e per costituirla serviva una autorizzazione del governo).

Nel 1815 Napoleone cade vista l’enorme potenza militare degli avversari e cosi inizia la restaurazione. Nel 1800 la riv. Indust. Inglese si estende al resto d’Europa tramite due canali: assunzione di personale inglese specializzato e imprenditori inglesi che cercano fortune oltre i confini nazionali. In questo secolo le innovazioni tecnologiche nascono da uno stretto legame tra la scienza e il problema della produzione.

I principali settori sviluppatisi nel 1800

  • Siderurgico (produzione acciaio)
  • Trasporti e comunicazioni (ferrovie e applicazione del vapore ai trasporti via mare)
  • Industria meccanica (motore a combustione)
  • Chimico (esplosivi, farmaceutici, coloranti e sintesi dei composti organici)
  • Energia (estrazione e raffinazione del petrolio ed energia elettrica)

Innovazioni istituzionali ed economiche del 1800

Economie di scala (riduzione del costo medio unitario grazie alle maggiori dimensioni dell’industria) Economia di diversificazione (prodotti merceologicamente diversi) Ricorso degli imprenditori all’utilizzo di banche e dei mercati finanziari per poter accedere alle economie di scala visto che servivano ingenti quantità di capitali. Sistema creditizio e bancario (banche d’emissione con funzioni di banca delle banche, emissione carta moneta, banca dello stato, sorveglianza del sistema bancario, gestione riserve valutarie e controllo del mercato dei cambi; alta banca con funzione di consigliere del sovrano e intermediario del debito pubblico; banca commerciale che aveva come attività principale quella di investimenti volti all’attività industriale; credito mobiliare che agiva tramite emissione di azioni e obbligazioni volgendo i suoi interessi in investimenti pluriennali, banca mista che svolgeva operazioni commerciali sia a breve che a lungo termine e di fatto univa la banca di deposito con la banca d’investimento; casse di risparmio e banche popolari volte al sostegno dei piccoli artigiani) Sistema monetario (gold standard).

Nel primo ‘800 tutti gli stati adottano politiche protezionistiche per agevolare le loro neonate aziende proteggendole dai prodotti d’importazione inglese ma in seguito al trattato anglo-francese del 1860 politiche liberiste prendono piede in tutta Europa.

Ondate industriali

1 ondata industriale (1830-1870): Francia, Germania, U.S.A. 2 ondata industriale (1870-1910): Svizzera, Russia, Italia, Giappone.

Caratteri della prima ondata industriale:

  • Larga disponibilità di materie prime
  • Sviluppo di una rete ferroviaria a livello nazionale
  • Banche commerciali sotto forma di spa che rendevano disponibili grandi capitali alle industrie.

Dal 1865 (fine guerra di secessione) anche gli Stati Uniti si avviano all’industrializzazione dove, vista la larga disponibilità di materie prime, nascono grandi imprese siderurgiche, meccaniche e automobilistiche protette dalla politica protezionistica del Congresso. In Russia e in Giappone lo stato svolge una parte molto importante.

1873-1896: La grande depressione (crisi deflativa)

I caratteri

  • Cadono i prezzi agricoli a causa della diminuzione dei costi di produzione e di trasporto, c’è un problema di sovrapproduzione a causa dell’immissione sui mercati europei di cereali russi e americani che causano emigrazione e riconversioni colturali
  • Cadono i prezzi industriali a causa delle economie di scala, della concorrenza tra le imprese e del mercato interno ridotto. Gli stati cosi adottano politiche protezionistiche, politiche sociali e politiche imperialistiche e nascono nuove forme di organizzazione dell’impresa.

Lo stato inizia ad affiancare le classi sociali più disagiate con le prime forme di previdenza sociale, iniziano a ritornare nelle vecchie colonie o ne cercano delle nuove (Africa) con lo scopo di allargare i propri mercati e di collocare la popolazione in esubero. Nelle imprese compaiono le catene di montaggio e la retribuzione a cottimo, nascono le intese di cartello e le trusts, si verifica una scissione tra la proprietà e la gestione dell’impresa e la finanza d’impresa subisce grandi cambiamenti: ricorso alla borsa, si diffondo l’azionariato, nascono le holdings (sistemi orientati al mercato), ricorso al credito e stretti rapporti tra imprese (sistemi orientati agli intermediari).

Dal 1897 i prezzi incominciano a risalire grazie soprattutto all’adozione da parte di Inghilterra, USA e Giappone del Gold standard.

Caratteri della grande guerra

  • Guerra di logoramento
  • Economie di guerra degli stati belligeranti (tutte le risorse sono volte alla produzione bellica, sospensione dei meccanismi di mercato, lo stato aumenta la spesa pubblica, fissa i prezzi, fissa orari di lavoro e salari e distribuisce i beni di prima necessità. Gli stati per far fronte ai deficit si indebitano verso l’estero e verso l’interno inoltre stampano carta moneta con la conseguente sospensione del gold standard.

Nel 1917 la guerra termina grazie alle rivolte popolari, ed in modo particolare in Russia dove il partito bolscevico va al potere con Lenin ed in seguito ad un colpo di stato instaura una dittatura di partito unico nel quale il mercato e la moneta vengono soppressi visto che l’economia è totalmente in mano allo stato.

Conseguenze del conflitto

  • L’Europa perde il suo potere in favore degli Stati Uniti
  • Le colonie delle potenze europee iniziano ad emanciparsi
  • Scomparsa dell’impero turco e dell’impero austro-ungarico
  • Crisi demografica
  • Crisi agricola
  • Crisi industriale (difficoltà nel convertire le produzioni)
  • Crisi del commercio (la rete di scambi era stata distrutta)
  • Crisi finanziaria (aumento del debito pubblico)
  • Crisi monetaria (crollo della moneta e dei paesi sconfitti)
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Scienze economiche Prof.
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