Dispensa storia economica: perché l'Europa ha cambiato il mondo – Vera Zamagni
Capitolo I: Le civiltà agricolo-mercantili avanzate tra Medioevo ed età moderna (Zamagni pp.13-31)
L'umanità visse per decine di migliaia di anni in un regime economico basato sulla caccia, la pesca e la raccolta di frutti selvatici: si trattava di una popolazione caratterizzata da un'organizzazione sociale molto semplice, tanto che parliamo di società primitiva. A partire dal 9000 a.C. vediamo un'evoluzione di questo tipo di civiltà in una civiltà agricolo-pastorale, in cui si iniziava a coltivare la terra, allevare gli animali, una sorta di "rivoluzione agricola", che vide fiorire città e imperi, l'espansione della popolazione e la diffusione della cultura e della scrittura. In realtà però anche in questo tipo di civiltà la vita media era ancora molto bassa.
Per iniziare a intravedere dei cambiamenti dobbiamo aspettare la nascita della civiltà industriale, tra il XVI e il XVIII secolo d.C. in Europa, civiltà nella quale si registrano cambiamenti notevoli che dopo andremo ad illustrare. Si tratta di una vera e propria rivoluzione.
Effetti della rivoluzione industriale
Parole chiave: sviluppo, progresso, macchine, tecnologia. Non si tratta di qualcosa legato solo alla tecnologia: si tratta di cambiamenti socioeconomici.
Come cambia il mondo con la rivoluzione industriale?
La rivoluzione generalmente è qualcosa di improvviso, molto spesso legato alla politica come la Rivoluzione Francese o la Rivoluzione Russa. Al contrario, la Rivoluzione Industriale è qualcosa di differente. Gli storici non sanno con precisione quando nasce (si dice intorno agli anni 40/80 del 700, però non si tratta di una data precisa poiché questo è il momento in cui le cose iniziarono a cambiare, però ci furono molti cambiamenti per cui è difficile stabilire una data precisa), ma al contrario sanno solo quando finisce, con la Grande Esposizione nel 1851. Questa incertezza sulle date è data dal fatto che si tratta di un cambiamento, una rottura rispetto a quello che si faceva prima, per cui è qualcosa che implica del tempo.
Cosa cambia con la rivoluzione industriale (principali effetti)?
- Popolazione: oltre il vincolo Malthusiano. Prima il mondo riesce a sostenere un po' meno di 1 miliardo di persone, c'è questa crescita lentissima della popolazione - in maniera reversibile, poiché la popolazione cresce fino a quando arriva la carestia, epidemia, che riabbassano la popolazione. Questo è chiamato vincolo Malthusiano = vincolo popolazione/risorse. Questo perché man mano che la popolazione cresce, le risorse non tengono il passo, la terra non è in grado di produrre cibo sufficiente per tutti, quindi le persone iniziano ad essere malnutrite, sopravvivono meno bambini, ecc.
- Esempio: peste del 1300 che ha fatto scomparire la maggior parte della popolazione. Questo andamento è chiamato crescita/onda a dente di sega. Con la rivoluzione industriale questo vincolo è sparito. La popolazione smette di crescere in modo esplosivo, si ha una transizione demografica, ovvero uno spostamento dei tassi di natalità e mortalità, i quali entrambi si abbassano, quindi nascono meno bambini e quei bambini sopravvivono più a lungo.
- Speranza di vita alla nascita (x3). Prima della rivoluzione la speranza di vita era attorno ai 25 anni (età media, ovviamente c'era chi sopravviveva molto più a lungo). Si tratta di un cambiamento molto recente, infatti oggi la speranza di vita è molto più lunga.
- Aumento % popolazione urbana: un mondo di città. Prima il 70/80% della popolazione lavorava nei campi per produrre il cibo che bastava a sfamare chi lavora nei campi e quel 20% di popolazione che poteva permettersi di fare altro.
- Dopo la rivoluzione la maggior parte della popolazione inizia a vivere nelle città. Ogni città dipende dalle campagne circostanti. Oggi la popolazione agricola è il 3/4% della popolazione totale.
Un nuovo modo di vita e lavoro
Prima il mondo era basato sul ciclo delle stagioni, la vita dei campi aveva un andamento ciclico (semina, raccolto, riposo), le persone avevano il problema di riuscire a mangiare più o meno tutti i giorni, l'obiettivo era riuscire a mettere qualcosa in tavola. Si tratta di un'economia di sussistenza (in cui è presente anche un gruppo di privilegiati, che però è una minima parte della popolazione). Esempio: Nell'Italia di fine 800 uno dei problemi sociali è la pellagra, soprattutto nelle pianure del nord, ovvero una malattia da carenza vitaminica, che viene se si mangia polenta di mais colazione pranzo cena per 7gg alla settimana. Oggi l'economia non si basa più su questa ciclicità delle stagioni, ma al contrario ha introdotto dei mezzi per far sì che si possa fare economia tutto l'anno.
L'antropocene e il cambiamento climatico
Con la Rivoluzione Industriale abbiamo iniziato a sfruttare le risorse energetiche, stiamo cambiando il pianeta perché abbiamo i mezzi per farlo, proprio perché il mondo è plasmato dall'uomo, e quindi siamo in grado di farlo. Antropocene: era dell'uomo in cui gli esseri umani hanno un impatto enorme su tutto l'ecosistema terrestre.
Tempo
Le ore prima della rivoluzione sono diverse da luogo a luogo, si tratta di qualcosa che viene misurato a spanne perché quel mondo non ha bisogno di orari precisi. Al contrario, oggi se si devono far viaggiare due treni sui binari, bisogna avere degli orari precisi per evitare incidenti. Avere un tempo standard.
Perché la rivoluzione industriale è avvenuta proprio in Europa e non in un altro continente?
Fino a qualche anno fa non ci si poneva questa domanda, però la storia cambia in risposta ai cambiamenti del presente, quindi l'obiettivo è rispondere alle nuove domande dell'oggi. Negli ultimi 20/30 anni si è iniziata sviluppare la Cina, un'altra realtà avanzata non di matrice europea (Stati Uniti alla fine possono rientrare nella matrice culturale europea, a differenza della Cina). In questo momento quindi dobbiamo capire perché è avvenuta in Europa e non ad esempio in Cina, dato che si è sviluppata così tanto. La risposta non è scontata.
Gli altri candidati: Cina e mondo islamico
Il mondo islamico fa da ponte tra Cina ed Europa, si tratta di un mondo che ha tradotto le conoscenze dell'antichità e le sta sviluppando. Esempio: le conoscenze del mondo greco a noi sono arrivate filtrate dal mondo islamico. L'Europa dell'anno mille è un territorio arretrato, a differenza della Cina e del mondo islamico, dove troviamo:
- Una popolazione molto sviluppata.
- Uno sviluppo della tecnologia, che permette di fare nuove scoperte e invenzioni.
- Esempio: carta, polvere da sparo, concetto di zero (arriva dalla Cina e poi viene filtrato dal mondo musulmano). Il PIL pro capite (indicatore generalmente utilizzato per esprimere il livello di ricchezza per abitante prodotto da un territorio in un determinato periodo, consentendo di operare confronti tra aree di dimensione demografica diversa) ci fa capire che l'Europa è arretrata.
Kenneth Pomeranz e la "grande divergenza"
Kenneth Pomeranz è uno studioso che parla del concetto di "grande divergenza", quindi ragiona su come mai l'Europa e la Cina che nel 1700 erano allo stesso piano, abbiano poi seguito percorsi differenti (Europa si sviluppa mentre Cina si ferma). Secondo lui una buona parte del merito lo ha l'espansione dell'Europa (espansione verso le Americhe) che ha permesso di avere risorse extra e quindi di cambiare il percorso europeo.
Perché in Europa? Fattori geografici e immateriali
Ci sono diverse opinioni. Sicuramente i fattori più incidenti sono stati il clima, la localizzazione geografica, le risorse naturali, la visione filosofico-religiosa del mondo e l'organizzazione della società, con la creazione di istituzioni apposite. Ma andiamo più nello specifico...
Fattori geografici
- Clima mite che permette allevamento e agricoltura, e inoltre evitava malattie.
- Risorse naturali: ricca di legno, metalli, carbone.
- Ruolo dell'acqua in termini di possibilità di irrigazione e di trasporto (fiumi europei sono molti, non si è mai lontani da una risorsa idrica). Inoltre, è circondata da mari, e questo la rende più difficile da invadere. Questo permette anche lo spostamento delle persone (immigrazione).
Fattori immateriali
Douglass North, un economista convinto che si pone il dubbio che quello che ha imparato a livello economico forse non basta. Lui è convinto dell'idea che bisogna guardare anche alle istituzioni, alle regole formali e informali che le società si danno, le sanzioni, i meccanismi che fanno funzionare una società in modo diverso da un'altra società, non si tratta quindi solo di scelte razionali, si va oltre. Ci sono anche dei vincoli religiosi che possono frenare o aiutare lo sviluppo economico. Le istituzioni quindi complicano il quadro, perché si tratta di capire come una società si è organizzata, ed è qualcosa di più complicato da gestire. Spostare un modello di società che funziona e impiantarlo in un altro paese non è così facile, perché dipende dall'interazione tra gli abitanti di quel paese, dagli equilibri che ci sono.
Path dependance (la "dipendenza dal sentiero")
Paul David, altro economista, introduce la dipendenza dal sentiero, la path dependance, ovvero che la storia ha un peso, le scelte possibili in un certo momento dipendano da ciò che è successo in passato. Proprio per questa ragione, molte delle configurazioni tecnologiche ed istituzionali possono essere riconducibili a un determinato percorso storico.
- Esempio 1: Tastiera Qwerty, nasce con i tasti messi in modo che una dattilografa inglese veloce a scrivere non vada ad accavallare i martelletti. Non era la tastiera più efficiente, ma le altre facevano accavallare i martelletti. Oggi come oggi si potrebbe cambiare questo tipo di tastiera con un nuovo tipo più efficiente, ma sarebbe una cosa molto complicata, e proprio per questo il ruolo della storia è fondamentale.
- Esempio 2: Ferrovie, le prime hanno i binari stretti, i treni sono piccoli, però cambiare tutti i binari, allargare tutte le gallerie, ecc. diventa costoso. In questo caso però il cambiamento è indispensabile. Da qui capiamo che possiamo del ruolo del "tempo storico" come qualcosa di dinamico.
Legato a questo concetto di path dependance c'è il fatto che una società con i suoi costumi non può essere spostata da un luogo all'altro, si tratta di qualcosa di molto più complicato. Ma ancora, per capire come mai proprio l'Europa, possiamo fare un confronto tra civiltà agrarie avanzate. Per fare questo confronto prendiamo in considerazione solo tre aree: l'Europa, il mondo islamico e la Cina.
Altre aree non considerate
- Centro America: non viene preso in considerazione perché le civiltà sono poco alfabetizzate e poco mercantilizzate, e inoltre sono dominate dagli europei.
- India: non possiede una capacità di autodifesa politico-militare delle sue tradizioni culturali e della sua economia, e proprio per questa ragione subì la conquista musulmana. Al contrario, le tre civiltà di cui abbiamo parlato sopra erano molto più sviluppate (scrittura, attività manifatturiera e commercio).
Ma allora torna sempre lo stesso dubbio, poiché non ci è chiaro perché poi tra le tre ebbe la meglio l'Europa. Per comprendere le ragioni della "grande divergenza" di cui ha parlato Pomeranz, dobbiamo attuare un confronto tra alcune dimensioni che stanno alla base delle società.
Il ruolo delle istituzioni
Come abbiamo detto, il ruolo delle istituzioni gioca un ruolo molto importante. Tra queste, dobbiamo far riferimento alle radici religiose e filosofiche, un terreno abbastanza scivoloso, secondo il quale l'Europa aveva una diversa concezione della persona umana, e questo incise molto sul modello di governo che si andò a creare. Esso, infatti, prima si basava sul censo, infatti nel momento dell'Unità di Italia il potere stava nelle mani di poche persone, che dovevano pagare un censo per poter votare (ovviamente solo se maggiorenni). Dopo un po' il censo si estese, arrivando ad un governo democratico.
Tutto ciò, secondo qualcuno, è legato ad una concezione della persona:
- L'uomo è immagine di Dio (libertà, giustizia, uguaglianza): questa visione ha delle conseguenze in termine di libertà e di uguaglianza, quindi essendo tutti uguali, dovremmo avere tutti accesso alla giustizia. In questo modo diventa più difficile, ad esempio, giustificare la schiavitù.
- L'immagine di dio è legata a conseguenze anche sul lavoro. Esempio: Nell'antica Grecia il lavoro è qualcosa da servi, non da cittadini. Al contrario, i cittadini devono pensare, elevare la città attraverso attività più alte del lavoro. Oggi, ovviamente, non è più così: dal primo articolo della costituzione capiamo che importanza oggi ha il lavoro. Il lavoro nasce in epoca medievale, legato alle vecchie regole monastiche: il lavoro è ora et labora, come una sorta di strumento per avvicinarsi a Dio. Questa nuova concezione del lavoro, quindi, è qualcosa che alla lunga avrà un impatto sullo sviluppo economico.
- In questo periodo si sviluppa anche una nuova idea di fraternità, siamo tutti figli di dio. Si tratta di una relazione orizzontale, la quale chiede di sviluppare la fiducia, e quindi di fare affari anche al di fuori della famiglia. In Europa si diffonde la famiglia nucleare, si tratta di una famiglia diversa dal clan, che può arrivare fino a qualche migliaio di membri. Questa famiglia non è autosufficiente, ma al contrario deve aprirsi all'esterno, interagendo con membri delle altre famiglie. Questo porta allo sviluppo di meccanismi di tutela, come leggi, regole, e meccanismi per farli valere: proprio per questo nascono i tribunali di commercio, basati su regole comuni che devono essere rispettate dai mercanti. Nasce inoltre la figura del notaio, il quale certifica un accordo, rendendolo vincolante per le parti, ufficiale ed applicabile (es. artigiano).
- Legato al concetto di fraternità c'è anche l'idea di bene comune: nell'Europa del medioevo diventa un modo per superare i freni sociali all'arricchimento, infatti la ricchezza inizia ad essere vista come qualcosa di positivo se migliora la comunità. In questa società, il benessere collettivo domina su quello individuale, ci sono regole comuni. Il meccanismo per fare accettare la figura del mercante è legato al fatto che lui crea ricchezza per tutti, con la sua attività aiuta ad arricchire tutta la comunità, perché porta allo sviluppo dell'artigianato, e quindi porta benessere comune. Si tratta dell'idea dell'economia civile, l'idea che mercanti ed artigiani siano a servizio della città. Solo questa è la condizione per essere accettati. Anche questo aspetto è qualcosa che poi si rivelerà come qualcosa di positivo per la crescita economica.
- Un'altra idea fondamentale che si sviluppa è quello della razionalità, che porta allo sviluppo della scienza, dell'istruzione e dell'homo faber, quindi della tecnica. Questo porterà poi alla lunga alla separazione dei poteri, tra potere civile e religioso, quindi Chiesa e Stato iniziano a viaggiare su binari separati. Da questa separazione poi ci sarà la separazione tra potere legislativo, giudiziario ed esecutivo. Da qui c'è lo sviluppo dei corpi intermedi, tutto quello che c'è di mezzo tra lo Stato e l'individuo (es. famiglia, corporazioni, che sono quelle che governeranno la città, il governo dei mercanti, degli artigiani).
Conseguenze di questo tipo di sviluppo
- Le persone sono più libere, hanno libertà che nel resto del mondo sono impensabili.
- Le istituzioni appoggiano le iniziative economiche. Esempio: Se le attività dei mercanti veneziani coincide con il governo di Venezia, esso li aiuterà, mettendo navi in mare che possono agevolare la loro attività di commercio. Si tratta di promozione, quindi la città promuove il lavoro dei mercanti, e quindi lo sviluppo economico; la tutela, quindi una sorta di protezione; il brevetto, ovvero l'idea che un inventore deve avere per qualche anno il monopolio sullo sfruttamento della propria invenzione, mettendo in tasca i frutti della sua invenzione: questo è qualcosa che lo incentiva a innovare.
- Pluralità, anche culturale. L'Europa, per la sua conformazione geografica, è un continente fatto di tanti stati, e in quell'epoca può essere qualcosa di positivo. Vediamo la nascita di università libere nelle quali si sviluppa un sapere critico, quindi si inizia a mettere in discussione quello che si è sempre creduto. Questo porta maggiore innovazione nelle istituzioni e nelle tecnologie.
In questa situazione, tutti gli stati sono sempre in equilibrio precario, non è una situazione stabile, proprio per questo nasce una sorta di gara tra stati, un equilibrio instabile.
Un confronto istituzionale
Tutto questo si traduce in diversi stili di governo. Conosciamo un volume dal titolo "Perché le nazioni falliscono", nel quale l'idea centrale sta nel fatto che la ricchezza e la povertà di uno stato derivano in gran parte dall'equilibrio di governo. Essendoci un equilibrio abbastanza instabile, ci sono due modelli di governo:
- Governo estrattivo: basato sulle rendite, quindi il sovrappiù prodotto dalla società viene estratto e messo a beneficio di pochi. Sviluppo limitato.
- Governo inclusivo: tutti hanno opportunità, tutti possono partecipare alla vita economica con varie opportunità. Sviluppo sostenibile.
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