Grandezze macroeconomiche
Crescita economica
La crescita di un’economia è misurata attraverso l’investigazione dell’andamento in alcune variabili macroeconomiche come gli investimenti aggregati a livello nazionale oppure il Pil. L’andamento del Pil rappresenta un indicatore della crescita. La sua crescita viene identificata come la crescita economica in generale, quindi come il successo o l’insuccesso di un determinato sistema economico nazionale. Viene calcolato sulla base dell’anno solare e confrontato con la variazione da un anno all’altro.
Prodotto interno lordo (Pil)
- Prodotto = misura l’insieme del bene/servizio/spese governative/saldo della bilancia commerciale di una nazione misurate sulla base dei prezzi. Si parla di prodotto interno a prezzi reali se i prezzi che sono considerati sono depurati dall’inflazione corrente.
- Prezzi correnti: prezzi sostenuti oggi con inflazione
- Prezzi reali: si ottiene togliendo ciò che pesa sull’inflazione. I prezzi sono depurati dall’inflazione per confrontare meglio il Pil nei diversi anni.
- Interno = esprime la ricchezza che viene prodotta dall’attività degli attori economici all’interno di uno specifico stato.
- Lordo = non sono tolti gli ammortamenti (sono una fonte di capitali che vengono accantonati a fronte della progressiva obsolescenza di un determinato investimento per poter essere nelle condizioni di poter rifare questo investimento al momento in cui il macchinario smette di funzionare).
Il prodotto interno lordo è espresso dall’espressione: Y = C + G + I + (X - M) sono tutte grandezze aggregate
- Y = Pil
- C = consumi privati
- G = spese del Governo (consumi pubblici)
- I = investimenti
- X - M = esportazioni – importazioni (saldo della bilancia commerciale)
Se X - M è positivo esportazioni > importazioni (come economia il paese è creditore di altri stati che dovranno pagare al paese il di più che viene esportato).
Se X - M è negativo esportazioni < importazioni (si compra più merce di quello che si spende, si contrae un debito estero).
La bilancia commerciale è un documento contabile che fa parte del documento detto “bilancia dei pagamenti”. Riassume altri parametri oltre alle importazioni ed esportazioni, e misura le variazioni dell’importazione e dell’esportazione dei beni e dei servizi (misura le relazioni economiche che un paese ha con l’estero).
Il Pil misura solo le transizioni che passano attraverso il mercato perché ci sono i prezzi; non misura la ricchezza prodotta ed autoconsumata da un paese, la transazione a titolo gratuito, i ricavi provenienti da attività illecite, il benessere, la distribuzione della ricchezza perché il Pil pro capite (che è il rapporto tra il Pil e il totale della popolazione di un paese) è una media aritmetica semplice, ovvero dice solo che se la ricchezza di un paese fosse distribuita a tutta la popolazione in maniera uguale allora sarebbe quella.
Per calcolare il Pil, oltre ai consumi, servono le statistiche sociali, che esistono dagli anni '30 del ‘900 inizialmente solo negli Stati Uniti. Prima delle statistiche sociali il Governo aveva bisogno del censimento e delle tasse perché il Governo si alimenta raccogliendo dei fondi. Il Pil misura la crescita e non lo sviluppo di un paese. La differenza tra la crescita e lo sviluppo consiste nel fatto che lo sviluppo misura anche dei parametri qualitativi (sviluppo sostenibile, impronta ecologica), mentre la crescita si limita a misurare quelli quantitativi.
L’attuale rimbalzo del Pil non si accompagna a un uguale miglioramento della disoccupazione. Il Pil dipende anche da un’altra variabile, la produttività.
Produttività = è il rapporto tra l’output (risultato di un’attività economica) e tutti gli input usati. Es. la produttività del lavoro è il contributo che il lavoro dà per la produzione di un progetto.
Il mercato
Adam Smith ha scritto il libro “An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations” (1776) introducendo il concetto di “mano invisibile” che dovrebbe individuare il mercato, ovvero un’astrazione/modello/posto virtuale d’intersezione tra domanda e offerta (chi compra e chi vende) che porta alla determinazione di un prezzo, è un meccanismo impersonale, virtuoso (ottimale) per l’allocazione di risorse scarse, suscettibili ad usi alternativi. Tutti i determinatori del mercato sono troppo piccoli per avere ciascuno individualmente un’influenza sul prezzo. Le persone (individui economici) che si incontrano su questo mercato sono razionali (non reale), ovvero dispongono sempre di tutte le informazioni che servono per scegliere in modo corretto. Questa è un’ipotesi non realistica che serve, però, a elaborare un modello che può prescindere da tutto.
Si passa da un mercato non completamente libero a un mercato più libero ma dominato dall’economia reale. La piena finanziarizzazione dell’economia si ottiene con:
- L’abbandono degli americani del sistema monetario internazionale nel 1971 (abbandono Bretton Woods nel 1944) i capitali hanno iniziato a circolare liberamente. Prima questo non era possibile perché i governi del secondo dopoguerra avevano deciso che l’obiettivo principale da perseguire era quello della piena occupazione promettendola a coloro che erano stati mandati in guerra. La piena occupazione ha bisogno che uno stato sia pienamente sovrano sul territorio, ovvero che sia capace di obbligare le imprese di fare tutto il possibile per ottenere la piena occupazione. Questo è possibile se i capitali non possono cercarli nei profitti per le banche altrove (se il lavoro in un luogo costa di più si spostano le imprese in un altro, questa libertà di disinvestire senza che la politica possa esercitare il suo controllo implica che l’obiettivo della piena occupazione non è più perseguibile).
- La caduta dell’URSS e la fine del comunismo.
Si passa da un mondo basato sull’economia reale e sull’industria a mondo economicamente dominato dalla finanza.
Stato e mercato nell’antico regime
Nel basso medioevo (1400) la modernità è rappresentata dalla città perché questa in alcune aree dell’Europa è più diffusa rispetto ad altre ed è un mondo che non vive di agricoltura; ma chi vive in città non è autosufficiente e le persone devono comprare ciò che serve come sul mercato oggi. La presenza di numerose città è un indice dell’efficienza dell’agricoltura: fino al ‘700 inoltrato la popolazione era in maggioranza rurale (oltre il 75%). Questo significa che l’agricoltura è inefficiente e la produttività della terra è bassa. Il sovrappiù agricolo rispetto a quello che serve per l’autosufficienza è poco, producendo poco di più rispetto a ciò che si consuma significa che ci sono pochi spazi per commerciare.
In questo mondo la ricchezza è molto sperequata (molti sono poveri e pochissimi sono ricchi). Siccome le persone avevano disponibilità economiche limitate, il mercato era sottile, ovvero un mercato dove il numero di transazioni è limitato o occasionale ed è dominato dall’incertezza. Il concetto di incertezza è stato introdotto dall’economista Knight nel 1921 ed ha un significato diverso rispetto al rischio.
- Rischio: presuppone che ci sia a spanne una possibilità di calcolarlo oppure si pensa di poterlo calcolare.
- Incertezza: rappresenta uno scenario economico tipico dell’antico regime in cui le persone non sanno cosa possa succedere e non si può calcolare scommettendo su qualcosa; dunque, le cose vengono fatte allo stesso modo per dare sicurezza.
Il fatto che ci fosse un sovrappiù agricolo limitato ed il rischio che questo non ci fosse era elevato, faceva sì che chi governava avesse una grande attenzione nei confronti dell’approvvigionamento alimentare. Il mercato non può essere lasciato libero di formare un prezzo siccome l’economia non lo permette, perché il prezzo deve essere una condizione che stabilisce la politica per poter continuare a governare anche nei rapporti sociali. Dunque, il prezzo non è l’intersezione domanda-offerta, ma è determinato a monte delle transazioni dall’autorità politica. L’efficienza del mercato viene sacrificata: è più importante tenere in piedi la coesione sociale (evitare che le persone si ribellino) piuttosto che lasciare che il mercato faccia la sua funzione perché la legittimazione della classe politica derivava dalla sua capacità di garantire un livello accettabile dei prezzi dei beni primari. Le autorità che seguivano l’approvvigionamento delle città ed il controllo dei prezzi per regolamentare il mercato si chiamavano “autorità annonarie”.
Questo tipo di mercato è pubblico, trasparente (tutti sanno qual è il “giusto prezzo”) ed è regolato (non può fare ciò che vuole). Un’altra preoccupazione era la preservazione di un adeguato livello di popolamento e di capitale umano (persone che apportano ricchezza, perciò le autorità cercavano di aumentare l’immigrazione di manodopera qualificata, persone che qualificazioni tecniche). Queste persone erano importate anche durante le epidemie. Nelle circostanze più critiche veniva approntato una specie di welfare (insieme di servizi sociali garantiti che lo Stato offre ai propri cittadini) per i cittadini disoccupati a causa dell’epidemia.
Struttura della spesa della famiglia alla fine del XVI secolo
Il 50% dei soldi era speso per il pane e derivati, se il prezzo del pane fosse aumentato non si sarebbe comprato il resto in quanto bene primario, di conseguenza si controllavano i prezzi dei beni di prima necessità.
Le curve di Engel
Il comportamento del consumatore di fronte alla possibilità di acquistare beni diversi dipende dai suoi gusti, ma soprattutto dipende dal reddito.
- Bene inferiore = bene non di prima scelta, ma necessario per la sopravvivenza; infatti, non è mai uguale a zero. All’aumentare del reddito si arriva ad un punto in cui la domanda di questo bene diminuisce perché può essere sostituito con un bene normale.
- Bene normale = bene migliore del bene inferiore, ma non è mai uguale a zero perché è necessario. All’aumentare del reddito si arriva ad un punto in cui gli acquisti di questo bene rimangono uguali e non crescono più (funzione asintotica).
- Bene Status = bene non necessario alla sopravvivenza, quindi può essere zero. Al crescere del reddito aumenta la domanda di questo bene.
La propensione al consumo del reddito di cui si dispone è più alta se il reddito è più basso. I beni si distinguono anche sulla base della domanda:
- Domanda elastica rispetto al prezzo = domanda sensibile, cambia rapidamente al cambiare del prezzo.
- Domanda rigida rispetto al prezzo = la domanda non va sotto un certo livello al variare del prezzo.
Le corporazioni artigiane
Le corporazioni sono gruppi di persone che esercitano lo stesso lavoro oppure sono gruppi di persone che lavorano all’interno della stessa filiera produttiva oppure sono gruppi di persone che si mettono insieme per fare massa anche se fanno lavori diversi. Le corporazioni dovrebbero filtrare le persone che esercitano un determinato lavoro mantenendo al loro interno quelle che dimostrano di fare questo lavoro bene in modo tale che sia in grado di dare delle garanzie ai consumatori. Questa selezione vuole tutelare sia i membri delle corporazioni sia i consumatori dando loro una garanzia (tutela interna e limitazione concorrenza, tutela esterna e garanzia del consumatore).
Anche in questo mondo il mercato non può svolgere la sua funzione perché siccome il mercato è sottile (la domanda è bassa) bisogna regolare l’offerta per far sì che tutti abbiano il proprio salario di sussistenza: si ripartisce il mercato in quote e ognuno ha diritto ad un pezzo della domanda del mercato. Es. oggi esiste l’antitrust che serve evitare che si formino degli accordi limitativi della concorrenza che sono rappresentati dai cartelli (come una corporazione è un accordo che serve a limitare la concorrenza per garantire delle quote di mercato, oppure sono degli accordi sul prezzo).
Il mercato dell’antico regime
Abbiamo detto che il mercato dell’antico regime è un posto dove non è vero che il prezzo si forma sulla base dell’incontro della domanda e dell’offerta, ma sono le autorità pubbliche che per diversi generi primari fissano il prezzo a monte (sono fissati prima degli scambi). Nell’antico regime, però, c’erano cose che funzionavano in modo simile a come funzionano oggi nel mondo occidentale: la proprietà privata e la certezza del diritto. La proprietà privata è un diritto pieno ed esclusivo di poter disporre della cosa che abbiamo in nostro possesso. Nell’antico regime si distingueva tra un proprietario del suolo ed un proprietario dell’immobile presente sul terreno, ma la proprietà privata era abbastanza tutelata, per cui si era sicure che se una cosa fosse stata di una determinata persona, la legge le avrebbe garantito di usarla e di possederla. Dal punto di vista degli economisti, garantire la proprietà privata significa creare degli incentivi per essere operosi.
Fino a quando il comunismo non è crollato, la proprietà privata non era garantita ed in qualsiasi modo si lavorasse si veniva pagati allo stesso modo (no incentivo a lavorare meglio). L’altro elemento che aiuta gli scambi in economia, e quindi favorisce la sua crescita, è la sicurezza materiale. Anche queste garanzie erano offerte dalle persone che governavano le singole città. Si era capito che dare delle garanzie materiali favoriva i commerci, ovvero si garantiva quello che i sociologi chiamano “fiducia impersonale” (propensione che le persone hanno a fare affari con terzi anche se non le conoscono). Anche le leggi sono fatte affinché le persone siano tutelate.
Il mercato urbano si caratterizzava per l’esistenza della divisione del lavoro: secondo Adam Smith questa è uno degli elementi alla base della produttività che permette la specializzazione delle persone facendo al meglio il proprio lavoro e di conseguenza si aumenta la produttività. Questo determina ciò che il sociologo Durkheim chiama “solidarietà organica”: siccome nessuno è autosufficiente si deve appoggiare agli altri, e questo fa sì che si sia più portati a collaborare. Un’altra cosa fondamentale è la libertà di iniziativa, è la possibilità di intraprendere un’attività senza che lo Stato netta troppi vincoli giuridici. Ad esempio, nella Russia zarista i servi della nobiltà della gleba e della corona potevano fare gli imprenditori se avevano l’autorizzazione del padrone. Tutti i contratti, però, erano a nome del padrone; quindi, i servi non erano comunque padroni di niente e se il loro padrone avesse avuto interesse nei beni di cui disponevano, glieli avrebbe potuti sequestrare.
Bisogna precisare che anche il mercato smithiano non è mai esistito nella sua forma più pura, è solo un modello, ovvero una costruzione teorica che è stata ideologicamente esasperata.
Il capitalismo
Il mondo inizia a cambiare nella zona di mercato relativa alle transazioni di beni di lusso (commercio di generi voluttuari), beni non necessari e quindi non regolati dalle autorità. I beni voluttuari si trovano presso gli operatori che esercitano il commercio a largo raggio (distant trade) perché così gli operatori possono sfruttare la differenza di prezzo tra il mercato di acquisto e di quello di vendita dei beni perché non c’è trasparenza. Gli acquirenti non sapevano il prezzo d’acquisto da parte dell’operatore; dunque, il margine di profitto applicabile era alto. Inizia a nascere il concetto di rischio. I mercati dove intervenivano gli operatori professionali e non i consumatori si chiamavano “fiere” (mercati dedicati agli operatori professionali di una determinata manifattura).
Le fiere erano uno strumento per ridurre i costi transazionali (costi che un operatore economico deve sostenere per portare a termine una transazione/affare). Ne esistono tre tipi:
- Costi di ricerca: costi che persona deve sostenere per trovare controparte con cui fare l’affare.
- Costi di contrattazione: costi che operatore sostiene per definire una cornice contrattuale/insieme di norme che lo tutelino (si creano delle tipologie contrattuali, es. compravendita).
- Costi di contenzioso: costi che si sostengono quando una delle due parti del contratto non adempie/onora la sua obbligazione.
Sono costi che riducendosi agevolano gli scambi. Esempi di costi transazionali: infrastrutture e trasporti, denaro (rappresentava una misura comune di scambio confrontando i prezzi senza la necessità del baratto). Nelle località di fiera, per evitare di portare troppo in giro il denaro e i metalli preziosi, c’erano dei banchieri che conteggiavano i debiti e i crediti di ciascuno in maniera che si dovesse avere solo il saldo. In generale in questa fase, il credito serviva a risparmiare del metallo.
Abbiamo detto che un uomo razionale è un uomo che ha tutte le informazioni che gli servono per conoscere esattamente le condizioni migliori per concludere un affare. Nella realtà ci sono in sede contrattuale delle parti che hanno più informazioni delle altre, sono delle disparità chiamate “asimmetrie informative”, sfruttate da chi operava sul distant trade. Si parla di arbitraggio, si sfrutta la differenza di prezzo nello spazio. È una speculazione, ma in realtà la speculazione scommette sul tempo, per cui si compra sullo stesso mercato per poi rivendere.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.