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Lezione 1: la via della seta

La via della seta collegava Oriente e Occidente, ed è importante anche oggi. Per esempio, Hong Kong, città dell'incenso, riceveva l'incenso dalla Cina e lo trasportava fino all'Egitto.

Il Medioevo e la Piazza dei Miracoli di Pisa

Nei primi secoli dopo il Mille, in pieno Medioevo, nasce la Piazza dei Miracoli di Pisa. Ma perché costruire edifici di questa grandezza e bellezza? Era una dimostrazione di una società ricca e avanzata. Ancora oggi, i paesi avanzati si riconoscono anche da certi edifici simbolo, come palazzi e grattacieli. Per esempio, l'ISIS distrugge i palazzi per dimostrare la sua grandezza e potenza.

Il Rinascimento e l'avanguardia italiana

Durante il periodo rinascimentale, l'Italia, specialmente quella centro-settentrionale, era avanzata, all'avanguardia, ricca e moderna, eccellendo in molte opere d'arte e edifici costruiti. Questi dimostrano la grandezza dell'Italia di quel periodo. A Verona, le chiese e molte altre strutture architettoniche testimoniano questo retaggio.

Strumenti economici dell'età moderna

Molti degli strumenti e delle conoscenze della pratica d'affari nascono all'inizio dell'età moderna o alla fine del Medioevo. Abbiamo i registri contabili, probabilmente a partita doppia, nati in Italia nei primi secoli dopo il Mille. Esistevano anche i primi assegni, che costituiscono la base su cui si è potuta costruire la vicenda economica di questi secoli. Queste conoscenze posizionano l'Italia come uno dei paesi più avanzati, insieme ad altre città del nord Europa, come la Germania con la Lega Anseatica.

La supremazia europea e la grande divergenza

Queste innovazioni hanno portato alla supremazia europea dal XV al XVIII secolo (1400-1700), facendo decollare il continente e rendendolo l'area più avanzata e ricca. Questo è stato un passaggio importante perché ha portato allo sviluppo non solo dell'Europa, ma anche degli stessi paesi europei, che hanno potuto estendere il loro dominio anche al di fuori dell'Europa. Questo periodo è definito come la grande divergenza, quando i paesi europei hanno raggiunto, nel 1800-1900, la capacità di dominare e imporre la loro forza sul mondo.

Oggi, la distribuzione del reddito vede l'Australia, l'Europa e l'America del Nord come le più avanzate e ricche (dati del 2008). All'inizio del 1900, l'Europa era molto più avanzata, soprattutto rispetto all'Australia, che era una colonia inglese e rappresentava una prigione di guerra.

Discussioni storiche e teorie contrastanti

Se guardassimo oggi, la Cina è cresciuta come reddito medio. C'è una discussione tra gli storici sulle teorie contrastanti riguardo al momento in cui è iniziata la grande divergenza. Dopo la prima rivoluzione industriale, alcuni sostengono che la Cina e l'India fossero paesi molto evoluti, con progresso, stile di vita e benessere equivalenti all'avanzata Europa. La rivoluzione industriale ha permesso all'Europa di fare un salto avanti.

Non è solo questione di rivoluzione industriale che ha cambiato la prospettiva, ma ha accelerato il progresso dell'Europa, distaccandola da altri paesi. Anche prima della rivoluzione industriale, l'Europa ha iniziato a dominare e organizzare un sistema economico a livello mondiale, producendo ed esportando in funzione delle esigenze europee.

Questa europeizzazione del mondo è stata un fenomeno più lento e progressivo rispetto a prima. È un aspetto della critica storica rispetto agli avvenimenti. Questo fenomeno di grande divergenza è durato fino a due decenni fa, fino agli anni Novanta, quando il mondo ruotava in funzione dei paesi più ricchi. Ora vi è un fenomeno di convergenza, con economie sempre più integrate tra loro, coinvolgendo più paesi anche nella produzione dei beni più semplici.

La piccola divergenza e il declino demografico

Abbiamo un altro fenomeno che è comparso nello stesso momento: la piccola divergenza, un diverso sviluppo che avviene in età moderna in Europa. Alcuni paesi dell'Europa dominano l'economia, specialmente nella zona mediterranea, che continua fino all'inizio del 1600. L'Italia centro-settentrionale diventa una guida, ma poi viene soppiantata da Inghilterra e Olanda a causa della peste del 1630, che causa una forte discesa demografica in Italia. L'Olanda e l'Inghilterra prendono il suo posto nel trainare il mondo come paesi leader, oggi USA e Cina.

Il meccanismo demografico e i suoi effetti

Conoscere le entità di una popolazione è estremamente rilevante e importante nella storia economica, sia nel passato che nel presente. In passato, la demografia era uno degli elementi fondamentali e dinamici della società. Era importante, per esempio, in guerra, poiché avere più carte significava avere più possibilità di vincere. Era un simbolo di benessere di un paese.

Nel presente, anche qui è un segno di benessere di un paese. Quando si studiano i fenomeni demografici, si tengono presenti quattro elementi: natalità, mortalità, immigrazioni e matrimoni.

  • Natalità: Un paese vitale ha molte nascite.
  • Mortalità: Un paese arretrato ha molte morti.
  • Immigrazioni: Un paese con immigrazioni ha uno stile di vita buono, è in crescita e avanzato.
  • Matrimonio: Questo è cambiato oggi, era fondamentale in età moderna e preindustriale, oggi non lo è più. Le persone convivono e non è più fondamentale sposarsi, neanche per avere figli, fino a circa il 1970.

Per valutare la natalità bisogna tenere presente il tasso grezzo generico di natalità: il rapporto tra il numero di bambini nati vivi in un determinato luogo, paese e tempo (1 anno) rispetto all'ammontare della popolazione.

Il quoziente specifico di natalità: rapporto tra i nati vivi e l'ammontare della popolazione femminile in età feconda. In età moderna, il tasso grezzo era intorno al 5%, si nasceva di più in rapporto alla popolazione. Oggi è dello 0,97%, si fanno meno figli, in Europa intorno a questi livelli. Poi da paese a paese all'interno dell'Europa questo numero cambia, è un dato generale europeo. Per esempio, in Francia si hanno più figli rispetto all'Italia.

Natalità e mortalità: segni di un paese

Una volta si facevano più figli perché si moriva di più, tra il 3% e il 5%. Oggi è 0,95%. In età moderna/preindustriale, la prevalenza di popolazione si dedicava all'agricoltura e al lavoro nei campi. Questo portava a una concentrazione della stagione in cui cresceva la natalità in maniera significativa, in altre diminuiva. Nascevano più bambini all'inizio della primavera o in autunno, quando il lavoro nei campi era più leggero. Oggi non ci sono più certi vincoli e si nasce allo stesso modo in tutti i mesi dell'anno.

Natalità e mortalità danno un segno di un paese: l'Italia è al secondo posto per longevità, ma ha poca natalità, il che porta a una società anziana.

Controllo sociale e matrimonio

In età moderna, la società esercitava un forte controllo sul comportamento delle persone. Il matrimonio era un'istituzione fondamentale. Il numero di figli fuori dal matrimonio era molto limitato, tra il 2% e il 5% (solo persone ai margini della società). Era importante perché dal matrimonio iniziava una serie di concepimenti. Il matrimonio era il fattore fondamentale della fertilità complessiva.

Collegato al matrimonio era il cosiddetto periodo di riproduzione feconda. Le ragazze, se si sposavano a 15 anni, avevano un periodo fertile fino ai 30 anni. Ma non è stato così nell'età moderna (nel 300-400) ci si sposava tardi per ridurre il periodo delle nascite, altrimenti era insostenibile per l'economia della famiglia.

Il matrimonio e l'abito religioso

Tra 8900 l'età del matrimonio nelle classi basse è diminuita. Famiglie con molti figli sopravvivevano e si abbassava l'età. Altro fenomeno: matrimonio combinato o libero?

I matrimoni nelle famiglie basse erano spesso liberi, mentre nelle famiglie nobili era importante che fosse combinato, per l'alleanza familiare, crescita e creazione di legami sociali. Era più facile che nel mondo nobiliare il matrimonio fosse combinato.

Non tutti si sposavano. Molti erano costretti ad abbracciare la vita religiosa. Il matrimonio, soprattutto tra nobili, era più limitato. Le femmine, per sposarsi, dovevano portare una dote, che pesava sul patrimonio di famiglia, e consentiva di alzare il proprio livello. La donna non sposava solo il marito ma anche la famiglia.

Circa il 40% prendeva l'abito religioso: conventi, monasteri, clero. Un esempio è la Monaca di Monza: donne costrette ad assumere questo tipo di decisione. Giovani educate nei conventi, si creava uno stile di vita che diventava più facile per loro adottare. Quindi era una costrizione, ma anche una consuetudine, perché erano state educate così.

Mortalità infantile e le sue cause

Verona nei primi anni 1800: rilevazione di persone che muoiono dalla nascita alla vecchiaia calcolata su 1000 nati.

  • Anno 0: 1000 nati.
  • Anno 1: 727 bambini restano vivi, circa un quarto muore nel primo anno di vita.
  • Anno 10: 504 bambini restano vivi.
  • Anno 11: 499, metà morti dopo 10 anni, mortalità infantile altissima tra 15-30%.

Oggi lo 0,66% di bambini muore nel primo anno di vita, oggi sembra inaccettabile, ma è sempre accaduto. Come per la natalità, c'era una stagionalità: malattie gastrointestinali d'estate, malattie respiratorie d'inverno.

Oltre alla mortalità ordinaria (malattie...), c'era quella catastrofica: guerre, epidemie e carestie. Le carestie nei paesi meno sviluppati si verificavano a causa dell'esaurimento dei pozzi e l'agricoltura arretrata che non riusciva a sostenere la popolazione. Avveniva spesso per periodi piovosi o siccità, che portavano a una mancanza di gran parte dei cereali. Inoltre, la società non disponeva di una certa organizzazione per far fronte a queste emergenze.

Lezione 2: demografia

La demografia riguarda quattro aspetti: nascita, morte, immigrazioni e matrimoni.

  • Nascite: Popolazione più giovanile, più creativa, più vitale, rende di più, favorisce lo sviluppo.
  • Mortalità straordinaria: Tipo oggi Covid, mortalità catastrofica, straordinaria, epidemie.

Esempi di mortalità catastrofica/straordinaria sono la guerra e la carestia. C'era questo detto/preghiera: "A fame, a bello, a morbo libera nostro domine", che significa "Signore, liberaci da guerre, epidemie e carestie", elementi più difficili da gestire nel passato.

  • Carestie: Le campagne non riescono a produrre cibo sufficiente per tutta la popolazione, soprattutto quando c'è sovrappopolazione. I cereali erano la base e spesso non bastavano, la carne era un lusso.
  • Epidemie: Quelle che hanno segnato di più la storia sono la peste nera del 1348 (quella del Boccaccio, lo scrive mentre era contemporaneo) e quella del 1630 (descritta da Manzoni, non era contemporaneo, ma lo fa con uno spirito storico, è un romanzo storico, sì è una storia di fantasia ma lo sfondo è ben definito).

La peste nera/bubbonica era un'epidemia favorita da scarsa igiene (colera, tifo, morbillo...) e non poteva essere combattuta da medicinali o vaccini. Il modo di difendersi era debole. Si manifestava con più bubboni, febbre, perdita di conoscenza, delirio e morte rapida. Boccaccio riporta che questi segni erano segni di sicura morte, normalmente entro 3 giorni, segnando un brusco ridimensionamento della popolazione.

Come Covid, si diffonde nei circuiti mercantili e nei porti, nasce nel centro dell'Asia negli anni 20, seguendo le vie carovaniere, arriva ai porti in tempi lenti ma poi si diffonde velocemente. Si sapeva che la vicinanza trasmetteva la malattia, ma i motivi non si conoscevano. Boccaccio racconta che facevano distanziamento sociale: come nel Decamerone, vanno in isolamento, mentre altri, pensando che si rischiava in ogni caso, si davano a festeggiamenti.

La peste porta a una diminuzione radicale di popolazione, circa del 30% della popolazione europea. Tra il 1000 e il 1300 la popolazione aumenta di oltre il 7%, da 40 milioni a 70/80 milioni grazie a crescita di produttività e miglioramenti delle tecniche agricole (nuclei urbani erano ben distinti dalle campagne, la popolazione in campagna aveva una densità piuttosto contenuta).

La peste dura fino al 1350, superata abbastanza tranquillamente. Dopo la peste, la popolazione recupera rapidamente i livelli precedenti, è una stasi, ma una stasi temporanea, al contrario di quella del 1630. La peste come malattia è stata identificata con un punto di vista scientifico e si è scoperto il vaccino nel 1884. Ancora oggi esistono focolai, ma la medicina di oggi permette di curarla velocemente.

Veniva trasportata nella pelliccia dei topi con le pulci che passavano dal topo all'uomo. Non avveniva per via aerea, quindi meno pericolosa, ma c'era meno igiene e condizioni di vita senza disinfettante. Esisteva solo la medicina naturale che non poteva curare tutte le malattie.

Andamento demografico in età moderna

Tra l'11° secolo e il 14° secolo, abbiamo un incremento della popolazione. Tra l'inizio del 1550 e il 1700, la popolazione arriva a 170 milioni di abitanti, quasi triplica. Questo corrisponde a una crescita dell'1% per ogni anno. È una media, non è un andamento costante e continuo. L'andamento è molto altalenante. In realtà, ci sono fasi di crescita e fasi di crollo e recupero. Oggi siamo a 747 milioni.

L'andamento demografico europeo non si discosta dall'andamento del resto del mondo, come in India, Cina e Giappone. Questi tre paesi avevano un tenore di vita simile a quello europeo. Non ci stupisce che questi paesi abbiano avuto un'espansione considerevole e analoga a quella che avviene in Occidente.

Nei paesi orientali, diversamente da quelli in Europa dove i cereali sono il cibo fondamentale, il cibo base è il riso. La differenza sta nelle rese: per un chicco di frumento si riuscivano ad ottenere 5/6 chicchi. Per avere altro frumento, un po' di questi chicchi doveva essere messo da parte per la semina, quindi le rese erano molto limitate. Il riso, nonostante la coltivazione più complessa, dava più resa e quindi più popolazione.

Teoria di Malthus: La crescita di popolazione è strettamente legata alla produzione.

Crisi di sussistenza e carestie

Altalenante: È la fase tra il 1630 e il 1680. Ci sono numerose crisi di sussistenza e carestie, dovute al fatto che le risorse, come campi da coltivare, non erano sufficienti per tutta la popolazione. Si andavano a coltivare i terreni meno fertili. Ma questi terreni non hanno un andamento costante, sono più sensibili e questo porta a crisi di sussistenza. Per esempio, nel 1817 c'è stata una delle carestie più gravi della storia, a causa dell'eruzione del vulcano Tambora in Medio Oriente, che ha sputato polveri in tutto il mondo. Queste polveri hanno coperto il sole, causando scarsa insolazione e scarso sole per le colture, che non arrivano a maturazione.

Per risolvere queste crisi è necessario avere un rifornimento di generi alimentari. In età moderna era difficile procurarsi grandi quantità di cibo, difficile rispondere a questo tipo di esigenza. Gli stati se ne occupavano perché, se c'era carestia, allora c'erano sollevazioni popolari contro i governi. Manzoni documenta la popolazione milanese che assalta i forni e si ribella alla dominazione spagnola.

Guerra dei Trent'anni: Si muovono gli eserciti, portano in giro la peste. Questa guerra blocca la Germania anche dal punto di vista demografico.

Motivi religiosi e spostamenti di popolazione

Motivi religiosi incidono sugli spostamenti della popolazione.

  • Esempio: La Spagna occupata dagli arabi prima del 1000. Nel 1492, subito prima della scoperta dell'America, la Spagna viene riconquistata, gli arabi sono cacciati e viene insediata una monarchia su tutto il territorio spagnolo. Gli arabi rimasti su questo territorio avevano mantenuto la religione musulmana. Nel 1500 o vanno via o vengono forzatamente convertiti al cattolicesimo, la religione di stato.
  • In età moderna vigeva il concetto che il regnante stabiliva la religione del suo popolo. Vigeva il principio "cuius regio, eius religio", che deriva dal problema di cristianesimo luterano e cattolico in Inghilterra. La popolazione seguiva la religione di chi la governava. Ricompare l'intolleranza religiosa nel 1600 e i moriscos devono essere cacciati, circa 270000 cacciati dal territorio spagnolo.
  • Esempio: La Francia prevalentemente cattolica. Enrico IV aspirava al trono ed era protestante. Per governare la Francia, accetta di diventare cattolico, ma è più tollerante e accetta di mantenere dei nuclei protestanti. Oppure, persone venute in contatto con più culture che avevano deciso di avere una fede diversa da quella di stato erano comunque accettate. Sovrano più illuminato e tollerante. I suoi successori però li cacceranno, come Richelieu, e questi andranno a finire in Olanda.
  • Esempio: Gli ebrei vengono perseguitati e cacciati.

Abbiamo massicci spostamenti sia all'interno che all'esterno dell'Europa che incidono molto. Restando sul caso della Francia, i protestanti che scappano erano soprattutto artigiani e portano le loro competenze in Olanda, il che favorirà l'Olanda dal punto di vista produttivo. La Francia ne risente di questa perdita.

Spagna: erano soprattutto mercanti. La Spagna perde il tessuto delle relazioni commerciali.

Peste del 1630: differenze tra Europa settentrionale e meridionale

La peste del 1630 porta a una differenza tra la crescita di popolazione tra Europa settentrionale e quella meridionale. In Italia, l'economia italiana dopo la peste ne risente fortemente, subisce danni devastanti, soprattutto nella parte centro-settentrionale, che era la più avanzata, produttiva e con maggiori relazioni internazionali.

Come nel Boccaccio, le città dell'Italia moderna erano molto più affollate rispetto alle campagne, generalmente città più affollate, minore distanziamento sociale e minore igiene in città importanti, comportando maggiori danni.

Città con intensa attività manufatturiera in Italia:

  • Bologna: Importantissima per la lavorazione di seta, in particolare dei veli di seta, città ricca e molto popolata. Prima della peste 62.000 abitanti, dopo la peste 15.000.
  • Venezia: Da 140.000 a 46.000 abitanti.
  • Verona: Importante nell'ambito della lana e poi in quello della seta: da 54.000 a 31.000 abitanti.
  • Milano: Da 130.000 a 65.000 abitanti.
  • Vicenza: Importante anche questa per la seta, da 35.000 a 20.000 abitanti.

Ma chi muore? La g

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AriannaMarconi2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Ferrari Maria.
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