Storia economica
Verso metà del 400 la popolazione mondiale ricominciò ad aumentare, ma ulteriori perdite si ebbero con la guerra dei 30 anni (1618-1648). Infatti, la crescita demografica si fermò. La densità della popolazione era collegata alla produttività agricola: il prezzo dei prodotti alimentari cresceva più velocemente dei salari monetari (rivoluzione dei prezzi). Ciò causò una redistribuzione del reddito e della ricchezza.
Espansione verso nuovi orizzonti
Le grandi esplorazioni ebbero successo grazie alle nuove innovazioni navali e alla polvere da sparo. Le principali potenze erano Spagna e Portogallo; l'Inghilterra stava appena emergendo dopo la guerra delle Rose (1455-1487) che decimò le schiere della nobiltà. Nel 1485 ci fu la dinastia Tudor, la quale dipendeva dalla piccola nobiltà che concedeva in cambio piccoli favori.
Dopo la peste, i commerci si concentrarono sulle rotte marine transoceaniche piuttosto che su via della terra. Soprattutto i portoghesi assunsero l’iniziativa delle attività marinare; Enrico, figlio del re di Portogallo, incoraggiò le esplorazioni della costa africana, colonizzando le isole atlantiche e disegnando le prime mappe delle zone appena conosciute. Colombo si fece finanziare dagli spagnoli (1492) e scoprì l’America; iniziò così la colonizzazione.
Il primo secolo di espansione sui mari
Nel XVI secolo, il primo secolo di espansione sui mari fu monopolio degli spagnoli e portoghesi, quest’ultimi furono i padroni dell’Oceano Indiano nel 1515. Essi non tentarono di conquistare o colonizzare l’interno dell’India ma controllavano le rotte marine in punti strategici e fortificati. Gli spagnoli invece cercarono oro e argento, colonizzando e insediandosi nei territori conquistati portando con sé tutte le tecniche europee con annesse religioni. Il problema è che portarono anche varie malattie, infatti la popolazione indigena si dimezzò. Per mancanza di manodopera portarono pure gli schiavi africani, che cedettero poi per contratto ai trafficanti di altre nazioni.
L'agricoltura in Europa
In Europa l’agricoltura continuava ad essere la principale attività economica (+ di 2/3 della popolazione). Avendo però molti addetti al lavoro della terra, si ebbe un aumento del prodotto totale che significò una produzione media inferiore per anno-uomo. Un altro problema è che si ridussero i pascoli per coltivare di più, ma questo ebbe un effetto di diminuzione del bestiame, consumo di carne e salute debole dovuta alla scarsità di letame.
L'Italia possedeva molte varietà di agricoltura come la Spagna (essa era la più bassa d’Europa); quest’ultimi grazie ai musulmani avevano l’arte dell’irrigazione, anche se ci fu una crisi dei cereali e dovettero dipendere dalle importazioni. Un problema che ci fu in Spagna fu la rivalità tra contadini e i proprietari dei greggi ("Mesta") perché praticavano la transumanza sulle terre. I sovrani diedero diritti speciali alla Mesta in cambio di alte tasse derivate dalla lana venduta delle greggi.
L'area agricola più progredita era nei Paesi Bassi, grazie alla specializzazione (+ letame, poi per esempio orzo, luppolo e fiori) produssero non il maggior numero possibile di merci necessarie al proprio consumo ma per il mercato.
Innovazioni e commercio
- Innovazioni: stampa a carattere mobile, il torchio tipografico, armi da fuoco.
- Industria metallurgica: rafforzata grazie all’invenzione dell’altoforno e migliorate le tecniche estrattive con una migliore areazione e pompaggio dell’acqua.
- Le attività tessili rimasero quelle con più addetti e le corporazioni si estinsero.
- Prevalevano i tessuti non rifiniti invece della lana.
Le importazioni inglesi includevano il legname, mentre le esportazioni erano principalmente di carbone, usato già a Londra come combustibile per industrie di alto consumo di energia.
Il primo "mercato organizzato" a Bruges rappresentava lo scambio merci o di strumenti finanziari riconoscibile da tre borsellini. Le merci non erano scambiate sul posto, ma si faceva l’ordine tramite dei campioni usando il credito o per trasferimenti bancari. Le banche furono per lo più private fino al 1609 con la Banca di Amsterdam (banca di cambio). Tutti i mercanti dovevano aprire un conto depositando monete per avere il credito.
In Spagna il commercio con le colonie era simile; il monopolio era della Casa del Contratacion a Siviglia; tutte le spedizioni partivano da lì in dei convogli, che servivano a proteggere il rifornimento di metalli dai corsari.
Politiche economiche e nazionalismo
Smith classificò le politiche economiche della sua epoca sotto un’unica rubrica: il sistema mercantile. Le politiche adottate interferivano con la libertà naturale con annessa mal distribuzione delle risorse. Le nazioni pensavano di arricchirsi a seconda di quanto vendevano all’estero; furono influenzate dai mercanti del consiglio di stato.
Il nazionalismo aveva, nei primi stati-nazione, un fondamento di classe, per esempio in Francia con le monarchie assolute. In Inghilterra, dopo le rivoluzioni del 1688-89, i rappresentanti dei maggiori mercanti presero potere nel parlamento. Le manifatture nazionali furono incoraggiate ad esportare, senza importare nulla o pagare alte tariffe protezionistiche, tranne se le materie prime scarseggiavano. Si incoraggiò la pesca, come ad esempio delle aringhe olandesi.
Spagna nel XVI secolo
Nel XVI secolo in Spagna il "bullionismo" mirava ad accumulare il più possibile oro e argento senza esportarlo. Essendo pochi gli stati che avevano miniere di tali metalli, la conquista di colonie dove c’erano esse, era di importanza enorme. Molte colonie inglesi, francesi e olandesi producevano pochi metalli preziosi, quindi si affidarono al commercio.
Nel 1519 Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero, voleva riunificare l’Europa cristiana e combatté i turchi. Abdicò nel 1556, e suo figlio Filippo II continuò le crociate. Per finanziarle si affidarono alle tasse, che in Spagna erano le più pesanti d’Europa. Le entrate non pareggiavano mai con le uscite, portando al prestito dalle altre nazioni. Carlo V sospese i pagamenti, ponendo le premesse per le bancarotte future. Si utilizzavano asientos (prestiti a breve) e juros (obbligazioni a lungo termine).
Con l’aumento dei prezzi il governo spagnolo rispose imponendo nel 1539 dei prezzi massimi sui cereali, portando all'importazione di cereali esteri. Questo causò lo sconforto dei produttori e la Spagna divenne uno stato importatore regolare di grano dall’estero. Una cosa simile successe al panno di lana: nel 1548 furono aboliti i dazi sul panno estero, nel 1552 fu proibita l'esportazione, che fu revocata nel 1555, portando la Spagna a diventare importatrice del panno fino al XIX secolo.
Religione e società in Spagna
Religiosamente, l’Inquisizione con Ferdinando ed Isabella si rivolse contro i conversos (ebrei convertiti di fatto o nominalmente), che emigrarono portando via molte ricchezze. Dopo il 1492, fu decretato che tutti gli ebrei dovevano convertirsi; una cosa simile fu adottata anche per i musulmani nel 1502. Alcuni non poterono emigrare e si convertirono, ma nel 1609 un altro governo ordinò l’espulsione. Nel 1501 agli stranieri non era possibile stabilirsi nelle colonie. Nel 1524, il governo permise ai mercanti di commerciare con l’America senza stabilirsi; tutto questo monopolio incoraggiava il contrabbando.
Portogallo e il suo commercio
Il commercio estero del Portogallo era di seconda importanza, con esportazioni di prodotti primari e importazioni di grano e panno. Ci fu scarsa attenzione ai possedimenti africani e americani. Dopo il 1530, tuttavia, fu allarmata dai francesi sulle coste del Brasile e si insediò. Dopo il 1580 passò alla Spagna. Il commercio delle spezie, degli schiavi, oro e avorio non riuscì a mantenere un volume di scambi alto perché le navi erano poche e la corona appaltava una parte agli ufficiali regi. Quest’ultimi, non essendo ben pagati, si davano a commerci illeciti. Quello che non riusciva a monopolizzare veniva tassato, come ad esempio lo zucchero. Data l’inefficienza degli ufficiali regi con un’imposizione fiscale molto alta e un’evasione molto forte a causa di quest’ultima, i sovrani dovettero chiedere prestiti. Religiosamente, l’Inquisizione portava i cittadini a denunciarsi a vicenda.
Europa centrale, settentrionale e orientale
Gli stati tedeschi erano troppo piccoli per divenire autosufficienti, ma ci furono casi di accrescita del potere, come la Prussia degli Hohenzollern nel XV secolo. Estesero i propri domini per via ereditaria e per via della Guerra dei 30 anni Federico Guglielmo nel 1640 trasformò il Brandeburgo-Prussia in una delle nazioni più potenti dell’Europa, creando uno stato efficiente con attenta riscossione delle imposte e parsimonia sulle spese, tranne per l’esercito.
Nel 1795, la Polonia venne spartita tra Prussia, Russia e Austria a causa di debolezze politiche, come l’autorità regia elettiva e il liberum veto, oltre all’arretratezza dell’economia. La maggior parte della popolazione era povera, con 3/4 dei servi legati alla terra.
La Russia aveva pochi scambi di lunga distanza e un’agricoltura di sussistenza. Nel 1696 Pietro I divenne unico sovrano con un potere senza rivali e attuò una politica di modernizzazione portando dall’occidente i processi industriali. Concesse ad imprenditori stranieri di stabilirsi in Russia. Il suo desiderio era di trasformare la Russia in una potenza militare, costituendo una grande flotta e un efficiente sistema tributario. Con la sua morte, quasi tutto cadde in rovina, ma con Caterina ci furono due innovazioni: accensione di prestiti all’estero e l’eccessiva emissione di moneta.
La Svezia aveva un’abbondanza di risorse naturali ed era una grande potenza politica e militare. Abolirono i dazi e misero in atto un sistema di tassazione uniforme. Nel XVIII secolo divenne il principale fornitore di ferro.
L'Italia fu esclusa dal nazionalismo economico perché fu vittima delle rivalità delle grandi potenze, tranne la Repubblica di Venezia che riuscì a conservare l’indipendenza politica fino al 1797.
Francia e le politiche economiche
Il nazionalismo economico in Francia con Luigi XIV e il primo ministro Colbert (colbertisme) fu un fallimento a causa dello sperpero sulle guerre e sulla lussuosa vita del sovrano, che portò a prestiti. Il principale obiettivo di Colbert era di rendere la Francia autosufficiente economicamente; nel 1664 furono introdotti dazi protettivi e nel 1667 tariffe ancora più alte. Ci fu un conflitto con gli olandesi nel 1672 che terminò con una situazione di stallo ritornando alle tariffe del 64. A partire da Francesco I (1515-47) i debiti entrarono a far parte del sistema fiscale; creò uffici privi di funzioni dannosi per le masse, portando a inefficienza e corruzione, costringendo lo stato ad affidarsi all’iniziativa privata. Quest’ultimi pagavano delle somme allo stato in cambio del privilegio di riscuotere delle tasse (aides e gabelle).
L’Ordonnance du Commerce di Colbert nel 1673 codificava il diritto commerciale e creò società azionarie monopolistiche per gestire i commerci con le Indie. Colbert appoggiava la tolleranza degli ugonotti (lui era cristiano), ma dopo la sua morte il suo successore volle sradicare quest’eresia, portando alla fuga degli ugonotti. Dopo Colbert, si cercò di migliorare la produttività dell’economia con la proliferazione di corporazioni e sussidi alle manufactures royales.
Paesi Bassi e Gran Bretagna
Nel 1579, l’Unione di Utrecht fu un’alleanza difensiva contro la Spagna; tutte le decisioni dovevano essere raggiunte con accordo unanime e ogni provincia disponeva di un voto. Gli stati provinciali erano dominati dalle maggiori città, che avevano consigli cittadini composti da veri signori dell’oligarchia borghese. L’agricoltura nei Paesi Bassi era la più produttiva d’Europa; importavano materie prime e prodotti semilavorati. Ebbero molti profughi che scappavano per motivi religiosi. Si opposero alle pretese spagnole, inglesi e portoghesi di controllare i mari, insistendo sul loro diritto di neutrali per trasportare merci a tutti i belligeranti. Non vi erano dazi per le esportazioni ma solo tariffe e tasse sui generi di prima necessità. Amsterdam, con la sua banca e borsa, divenne l’emporio mondiale dell’oro e argento. C'era libertà nell’industria tranne per la pesca delle aringhe (collegio della pesca). Delegarono i poteri del governo a società per azioni di proprietà privata (compagnia delle indie orientali e occidentali).
Nel 1688, la Gran Bretagna divenne una monarchia costituzionale parlamentare.
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