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Lezione 2: La domanda (la popolazione)

Medioevo

Il Medioevo inizia con il 476 d.C. con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente causato dalle invasioni barbariche. Si suddivide in Alto Medioevo (476 - 1000) e Basso Medioevo (1000 – 1400, 1492 scoperta dell’America).

Età moderna

Inizia nel 1492 con la scoperta dell’America e le altre grandi scoperte geografiche. Si conclude nella metà del XVIII secolo (1700) con l’avvento della prima rivoluzione industriale. La data che viene presa come fine dell’età moderna è il 1789 (rivoluzione francese) per gli storici politici, mentre per altri viene preso il 1815, anno in cui si tenne il Congresso di Vienna (fine guerre napoleoniche).

Età contemporanea

Inizia nel XVIII secolo (1700 fino ad oggi).

Mercato

Luogo fisico o virtuale dove domanda e offerta cercano di incontrarsi.

Domanda e offerta

Domanda: quantità di un bene o di un servizio che un qualunque individuo è disposto ad acquistare a un certo prezzo in un certo momento.

Offerta: quantità di un bene o di un servizio che i produttori sono disposti a cedere in un certo momento ad un certo prezzo variabile che fa incontrare domanda e offerta.

Le scelte vanno temporalizzate e valgono in un determinato momento. Domanda e offerta si incontrano ad un determinato prezzo.

Keynes e la teoria economica

(1883 - 1946): grande economista John Maynard Keynes. Fino agli anni ’20 si credeva che tanto produci tanto il mercato assorbe perché ci fu un periodo in cui i consumatori erano disposti a comprare. Ma con la crisi del ’29 questo meccanismo si inceppa e non vale più. Quindi si capisce che è la domanda a sollecitare l’offerta e non il contrario. L’offerta si adegua alla domanda per Keynesiani e neokeynesiani (introdotte politiche che aumentano il reddito). Invece i liberisti e i neoliberisti credevano che l’offerta trascina la domanda e quindi la domanda si adegua (importanza di sollecitare la produzione).

Componenti della domanda effettiva

Popolazione: La influenza sia con la sua quantità sia con la sua struttura, il tipo di persone (ad esempio il numero di donne, uomini, bambini, adulti, classi di età).

Bisogni: I desideri, preferenze, gusti i bisogni espressi dalla popolazione. Elemento soggettivo.

Reddito reale: Esprime la capacità di spesa della popolazione. Reale: quantità di denaro che ciascuno ha a disposizione. È deflazionato, viene sottratta la variabile della variazione dei prezzi. È influenzato dalla distribuzione omogenea o frazionata fra gli individui.

Popolazione e demografia

I primi censimenti nazionali risalgono alla fine del ’700 (Spagna, USA, poi Inghilterra e Francia). Per i secoli dall’Alto Medioevo alla prima parte del XVIII sec. i demografi storici si affidano a fonti quali:

  • Testimonianze dell’epoca (poco attendibili ed esaurienti) che non si basano mai su dati quantitativi ma sono impressioni. Queste fonti hanno un raggio di osservazione molto ristretto.
  • Dati catastali (“fuochi” = le famiglie di una comunità; catasti = misuravano la proprietà fondiaria cioè terriera; non del tutto attendibili).
  • Dati parrocchiali (registri dei battesimi, delle sepolture, dei matrimoni, gli “stati delle anime”; di buona attendibilità). Con la nascita del regno d’Italia (1861) nasce l’anagrafe, prima era funzione della chiesa.

L’uomo era merce rara in età pre-industriale (1700). C’era bassa densità demografica. Nell’Europa pre-industriale la popolazione è scarsa (il paese più popolato è la Francia: meno di venti milioni di persone nel XVIII sec; Italia fra XI e XVIII sec: 5-13 milioni). L’andamento demografico è determinato dal tasso di natalità e dal tasso di mortalità. Quando si parla di tasso di natalità si intende il rapporto fra totale dei nati vivi e totale della popolazione in un anno di riferimento.

Fattori che influenzano la natalità e la mortalità

È influenzata da fattori naturali, sociali, culturali ed economici:

  • Diffusa tendenza al celibato/nubilato:
    • Uomini di chiesa: erano molti, la chiesa aveva un ruolo maggiore. La chiesa era l’unico rifugio per soggetti disagiati, in particolare per i figli illegittimi: infatti l’eredità passava solo al primogenito maschio e i figli per mantenersi o diventavano mercenari o andavano in convento (stessa cosa per le donne).
    • Mercenari: militari che non si sposavano.
    • Uomini di cultura dedicavano tempo allo studio.
  • Nascite illegittime (erano molte) non accettate dalla società. Figli venivano soppressi o portati ai religiosi in via anonima (sacra ruota).
  • Il matrimonio era ritardato, ci si sposava infatti in età avanzata a 25/30 anni perché vi erano problemi economici (l’età media era di 50 anni), ridotta fertilità e potenziale biotico. In campagna invece ci si sposava prima perché era più facile mettere su famiglia, si viveva in campagna con famiglie allargate e tutti i componenti lavoravano e producevano per la famiglia. Da sposati si restava quindi nel nucleo famigliare mentre in città non accadeva così e si dovevano trovare i soldi per una nuova casa.
  • Limitato ricorso a pratiche anticoncezionali. Non erano conosciute, favorisce la natalità e le nascite illegittime. L’atto sessuale aveva il fine di procreare, pressione ecclesiastica.

Quando si parla di mortalità si intende invece il rapporto fra totale dei morti e totale della popolazione in un anno di riferimento. Può essere:

  • Ordinaria: legata all’età o alle malattie.
  • Catastrofica: legata a qualcosa di violento e non previsto come epidemie, carestie o guerre (in età pre-industriale sono frequenti per la supremazia la politica nasce per trovare compromessi).

Epidemie frequenti portano ad una popolazione denutrita, con barriere immunitarie basse e scarsa igiene. Le carestie frequenti invece erano causate dal fatto che non c’era una selezione delle piante quindi non venivano scelti i semi delle piante più resistenti e a causa del sistema dei trasporti deficitario. Le carestie erano sicuramente più devastanti delle guerre.

In età pre-industriale le guerre venivano combattute da eserciti di mercenari su territori neutri quindi la popolazione civile era limitatamente coinvolta. Alto tasso di mortalità e natalità: la natalità nelle campagne è benedetta perché ci sono più braccia per lavorare i campi. La popolazione in età pre-industriale è molto giovane perché si muore presto e si fanno molti figli.

I flussi migratori in questa fase hanno limitato rilievo: sono comunque presenti senza però incidere in modo consistente sull’assetto europeo. Avvenivano per cercare terreni più fertili e per guerre religiose; ci si sposta poco a causa dei mezzi: non è possibile una migrazione come quella dell’800 con le navi.

Malthus e i fenomeni demografici

(1766 - 1834): dottore che si occupa anche di sociologia e che studia il fenomeno della peste nera avvenuta nel 1347 (era un protestante). Studia i fenomeni demografici influenzati da carestie e epidemie dice che questi funzionano come equilibratori del sistema cioè fanno tornare in equilibrio il rapporto tra popolazione e risorse (che derivano dall’agricoltura). Quando le risorse sono insufficienti c’è bisogno di una crisi per far tornare l’equilibrio.

Modello malthusiano – Teoria della lepre e della tartaruga

  • Popolazione: crescita in progressione geometrica (lepre) con il tempo si arriva ad una crisi.
  • Risorse alimentari: crescita in progressione aritmetica (la tartaruga).

Poiché non è possibile aumentare le risorse alimentari allora l’unica soluzione è il controllo delle nascite. Quindi quando la pressione sulle risorse diventa eccessiva, l’equilibrio può essere ripristinato solo attraverso il crollo repentino e drammatico della popolazione. Tipica crisi demografica pre-industriale la mortalità sale a causa di epidemie e carestie e la natalità scende per effetto indotto e risale con lentezza poiché i sopravvissuti sono dissuasi da fare figli. Questo è quello che accadde con la peste nera (1347-51) chi sopravvisse alla peste era vedovo e vedove senza partner e per il momento non potevano fare figli: ragione concreta per l’abbassamento del tasso di natalità. I contemporanei avevano paura perché non sapevano quando la peste sarebbe stata debellata.

Malthus dice che il meccanismo si equilibra perché chi rimane ha più risorse a disposizione e sta meglio rispetto a prima. Perché sta meglio? Essendo in una società pre-industriale si è legati all’agricoltura quindi ci saranno più risorse e più terre. Quindi il contadino sopravvissuto può lavorare quanto prima perché i 25.000.000 abitanti morti liberano terre. Ora il contadino può scegliere terre più fertili e con lo stesso lavoro di prima produce di più.

Nel XVIII secolo (1700, rivoluzione industriale, età industriale) cambia la struttura demografica europea e diminuisce il tasso di mortalità. Cause:

  • Progresso in igiene e medicina: si riduce la mortalità ordinaria e catastrofica.
  • Aumento del reddito complessivo europeo e pro-capite come conseguenza si mangia di più e meglio e si muore più tardi.
  • Migliorano i trasporti nella navigazione e nelle strade e l’attrezzatura di bordo. Conseguenza: in caso di carestia è possibile rifornirsi da lontano.

Nel XIX secolo (1800), urbanizzazione, inizia a calare il tasso di natalità perché con l’industrializzazione e l’urbanizzazione i figli non sono più braccia per i campi ma bocche da sfamare (peso economico). Si diffonde un sentimento di affettività: il bambino viene considerato come essere a se stante e mai come adulto, per questo si fanno meno figli così da trattarli con più attenzioni. Si diffonde l’individualismo (borghese), concorrenza, ciascuno cerca di prevaricare sull’altro. L’obiettivo diventa avere successo e quindi tanti figli non sono gestibili.

Secondo Malthus ad un certo punto nel periodo della rivoluzione industriale la popolazione rallenta e le risorse crescono più velocemente. La tartaruga raggiunge e supera la lepre (cala il tasso di natalità e mortalità). Siamo in una fase di transizione demografica (inizio 800 – 1° metà 900) allungamento della vita espansione delle classi d’età superiori crollo della mortalità, riduzione della natalità, calano entrambi ma più la mortalità. La piramide dell’età preindustriale è diversa da quella del ‘900, cambia.

Lezione 3: La domanda (bisogni e reddito)

Bisogni e reddito

Stigler: “Noi tendiamo a considerare beni di lusso tutto ciò che vorremmo che gli altri non consumassero. Tendiamo a considerare bisogno tutto ciò che noi consumiamo”.

I bisogni sono difficilmente individuabili, sono desideri e necessità dell’individuo. In un sistema economico, il totale dei bisogni è determinato da:

  • La consistenza numerica della popolazione.
  • La struttura della popolazione (età, sesso, posizione lavorativa).
  • Le preferenze individuali.
  • Fattori geofisici e socioculturali (es. insularità, credenze, mode alimentari ecc.).

In un mondo dominato da scarsità di risorse, i bisogni non costituiscono di per sé domanda effettiva. Lo diventano nella misura della disponibilità del reddito e del patrimonio reali, ovvero del potere d’acquisto.

Corrente reddito nominale: (reddito + patrimonio) / livello generale dei prezzi. La domanda è in funzione del reddito reale cioè quello che posso spendere. La distribuzione del reddito nella comunità è molto importante. Il reddito è la remunerazione dell’attività produttiva. Solo una parte della popolazione produce, dunque percepisce reddito, è la popolazione attiva, che sostiene la popolazione dipendente. Popolazione dipendente: Nella società contemporanea, la popolazione dipendente è composta, per definizione, dagli under 14 e dagli over 65 (più i disoccupati della fascia mediana).

Non è così in età pre-industriale: infatti in età preindustriale già a 4-5 anni si lavorava in campagna. Non esistevano le pensioni (nascono alla fine dell’800). Si lavorava fino a quando le forze glielo consentivano poi o qualcuno ti manteneva o diventavi barbone.

Esistono tre tipi di reddito:

  • Salari (reddito da lavoro —> salariati).
  • Profitti e interessi (pagano attività imprenditoriale, interessi pagano attività finanziaria —> imprenditori e banchieri).
  • Rendite (quanto rende la terra per affittante —> proprietari terrieri).

Nella società pre-industriale la distribuzione del reddito fra queste categorie è molto diseguale e questo crea tensioni sociali. La distribuzione del reddito è una variabile della domanda, era polarizzata, ossia nelle mani di pochi.

Gregory King: prime stime sulla distribuzione del reddito (Inghilterra, 1688: il 5% della popolazione controlla il 28% del reddito totale). Il reddito non è solo distribuito ma può anche essere redistribuito (trasferito). Nell’Europa pre-industriale i trasferimenti di reddito erano:

  • Volontari (carità, donazioni, formazione di doti, gioco).
  • Coatti (fiscalità, saccheggi ecc.).

Non conosciamo l’entità complessiva di questi trasferimenti. È dubbio, inoltre, il segno complessivo del loro intervento sull’equità della distribuzione del reddito.

Lezione 4: La domanda (privata, pubblica, della chiesa, estera)

Tipologie di domanda

La domanda può distinguersi in base all’oggetto ed è:

  • Beni di consumo: di oggetti che acquistiamo e usiamo una volta, non si possono utilizzare per produrre altro (a differenza dal bene capitale).
  • Servizi: di azioni non materiali, è una prestazione d’opera.
  • Capitale: di beni che servono per realizzare altri beni. Si distingue in due categorie:
    • Fisico: scorte e macchinari.
    • Finanziario: denaro, ciò che ti permette di acquistare capitale fisico.

Oppure in base al soggetto che la esprime ed è:

  • Privata: domanda interna che tutti esprimono nel sistema economico.
  • Pubblica: domanda interna del governo che presiede, dello stato.
  • Della chiesa: oggi peso del tutto irrilevante; non sappiamo se sia soggetto privato o pubblico in età pre-industriale, anche se si comporta come pubblico.
  • Estera: proviene dall’esterno della comunità ma ci viene chiesto di soddisfarlo.

Domanda interna privata

Legge di Engel: (1857): la quota del reddito spesa da una famiglia per beni di prima necessità è inversamente proporzionale al reddito. Questa legge trova applicazione nelle città e nelle campagne, ma stando meglio in città (che nelle campagne) la percentuale usata per beni di prima necessità è più bassa.

Trappola dell’età pre-industriale: instabilità dei raccolti, carestie. I trasporti carenti non facilitavano gli scambi e quindi di conseguenza OSCILLAZIONE DEI PREZZI = i prezzi con la scarsità di beni si impennano. La domanda del bene è inelastica, non reagisce all’aumento del prezzi il reddito scende sotto la soglia della sussistenza per i poveri.

FAME: situazione endemica nella società pre-industriale. È la prima linea di confine fra poveri e abbienti: loro non soffrono la fame limite di sussistenza. I ceti abbienti avevano una domanda diversa la prima voce di spesa è comunque legata ai beni di prima necessità (30% reddito dei ricchi, 50% benestanti).

Tutto il resto è bene voluttuario: non capricci ma (Veblen) oggetti il cui consumo vistoso compito è quello di sorprendere gli altri per identificare il proprio status nella società (gioielli, castelli...).

Contro il consumo vistoso le autorità pubbliche (i comuni) promulgano le leggi suntuarie che prevedono sanzioni contro il lusso (vengono riprese dai romani) con lo scopo di non mescolare i ceti per ridurre l’acquisto i borghesi in ascesa ostentano ricchezza ma questo non sta bene ai nobili che non vogliono mescolare le classi. La Chiesa si schiera sul piano etico dalla parte dei nobili.

Sombart: I ricchi servono per attivare l’economia. “Le spese in beni di lusso sono state il volano dello sviluppo dei sistemi economici”. Lusso = motore dello sviluppo pre-industriale. I ceti abbienti esprimono un’elevata domanda di servizi (indisponibili per i ceti più bassi):

  • Domestici (camerieri, domestici, balie).
  • Legali, notarili: i primi sono particolarmente richiesti nel Nord, mentre i secondi nel Sud, che fa da intermediario per rendere validi i contratti per conto dell’amministrazione centrale.
  • Di istruzione: i ceti alti avevano possibilità...
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fabiola.mattei.9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Giulianelli Roberto.
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