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Luca Mocarelli storia economica

Lez. 1 - Differenze tra economia e storia e tra economista e storico

La storia è caratterizzata dall’analisi dei fatti passati e viene detta cronica, mentre l’economia si occupa prevalentemente del presente o si occupa di fare delle previsioni (sincronica). L’economista prende in considerazione ciò che lo circonda cercando di semplificare le variabili e la realtà, al contrario dello storico che prende più variabili possibili in considerazione facendo riferimento al passato e alle fonti.

Le fonti

È compito dello storico trovare le fonti su cui basare le proprie ricerche. Esse possono essere trovate in modo casuale o possono non esserci e possono essere primarie (originali) o derivate (rielaborate). Lo storico deve prestare particolare attenzione alla cronologia delle fonti e all’autenticità oltre che all’attendibilità, decifrandole e interpretandole. La molteplicità delle fonti può essere un problema per gli storici che spesso studiano fonti attendibili ma quantitativamente imprecise (es. ISTAT e i migranti abusivi).

Lez. 2(3) - La crescita economica moderna

La crescita economica moderna inizia con la rivoluzione industriale. È una crescita molto forte ed intensiva che crea all’interno della società cambiamenti strutturali irreversibili. Un metodo che utilizzano i paesi per la misurazione della crescita produttiva è il PIL mentre per la misurazione dello sviluppo sociale si utilizza l’ISU.

  • PIL (Prodotto interno lordo): È l’insieme del valore di produzione in un anno di tutti i beni e servizi finali in un determinato territorio. Non tiene conto del benessere né dell’economia sommersa.
  • PNL (Prodotto nazionale lordo): È il PIL sommato ai redditi italiani all’estero.
  • PPP (PIL pro capite): Il PIL diviso il numero di abitanti = ricchezza media (non ponderata).
  • ISU (Indice di sviluppo umano): Misura gli indici di civiltà come sanità, istruzione e aspettativa di vita media.

Economia dello sviluppo, classici fino al 1850

Visione molto forte della portata della rivoluzione industriale. Sono economisti come Marx, Smith e Ricardo.

Economia duale, neoclassici

Teorie dell’equilibrio tra domanda e offerta, inizia nel 1850 lo studio dell’allocazione ottimale delle risorse date. Poi con l’evoluzione delle teorie neoclassiche si teorizza il risparmio del capitale umano e l’innovazione che porta alla crescita.

Età preindustriale

Componenti movimento naturale della popolazione:

  • Fame: Carestie che rendono deboli e vulnerabili alle malattie
  • Pestilenze
  • Guerra: La guerra incide soprattutto con i suoi effetti indiretti, gli eserciti confiscano i beni alimentari e sono vettori di malattie quando si spostano

Nuzialità: era un problema per la natalità perché si facevano figli solo dopo il matrimonio. In Europa occidentale le donne si sposavano tardi mentre in quella orientale si sposavano prima. In questo periodo notiamo una piramide della popolazione molto appuntita, speranza di vita molto bassa e quindi prevalenza di giovani; inoltre, la popolazione è in prevalenza rurale.

Alimentazione: Europa di mangiatori di pane

L’alimentazione è basata sulla coltivazione dei cereali che avevano molti vantaggi:

  • Conservabilità
  • Molti modi di preparazione
  • Economicità in relazione al valore calorico

La dieta a base di cereali (che porta la pellagra) inizia a cambiare solo con la scoperta dell’America quando di introducono il mais e le patate (prodotto rischioso; Irlanda 1850).

La proprietà terriera

Le terre coltivabili erano in mano a stato, chiesa e nobili. Raramente chi possedeva la terra la lavorava personalmente e quindi si ricorreva a forme contrattuali di affitto:

  • Di tipo capitalistico: C’era un imprenditore-fittavolo che affittava grandi terre e salariava i lavoratori; utilizzo di tecniche innovative.
  • Di tipo parassitario: Grandi terreni dove si mantiene una divisione in tanti piccoli appezzamenti, il proprietario si limita a percepire una rendita.

Un altro sistema è quello della compartecipazione, o mezzadria, secondo il quale il contadino lavora con mezzi e attrezzi forniti dal proprietario alla fine si divide a metà il raccolto. La mezzadria è criticata perché il contadino non si impegna ad innovare con questo metodo che però aiuta alla formazione del capitale umano e la capacità imprenditoriale del contadino. Le terre venivano coltivate secondo due metodi, usati allo scopo di evitare la maggese (periodo di riposo dei campi). Sistema dei 2 e dei tre campi; il problema di questi sistemi era che bisognava avere più concime e se si aumentava il pascolo si toglieva terra alla stessa agricoltura, e se si allargavano i campi diminuiva la produttività (rendimenti decrescenti).

Le attività manifatturiere in età preindustriale

Attività che tendono a concentrarsi nelle zone dove si trovano le fonti primarie, quelle di energia e dove il mercato era più ampio. L’attività industriale si trova soprattutto in città con la figura dell’artigiano che spesso lavora per conto di un mercante, il quale gli fornisce le materie prime. Un altro tipo di attività era il lavoro a domicilio, in genere lavoro di tessitura svolto dalle donne. La manifattura accentrata invece richiedeva un controllo di tutto il processo produttivo soprattutto sulle fasi delicate (es. tintura).

Gran parte delle attività di questo tipo era gestita dalle corporazioni: associazioni di maestri lavoratori che svolgono funzione di sindacati, raggruppano i mercati di attività simili, tramite il bollo garantiscono la qualità del prodotto e mantengono le famiglie dei maestri defunti, inoltre grazie a loro si passano le conoscenze e il know-how. Le attività manifatturiere erano presenti anche in campagna, il contadino lavora in questo settore nel tempo libero (inverno) e produce per il mercante che principalmente mira a soddisfare la ristretta domanda di beni di lusso.

Legge di Engel

Stretta relazione tra consumo e reddito, al crescere del reddito diminuisce la percentuale di esso usata per i beni di prima necessità. Una situazione che non aiuta la meccanizzazione, soprattutto a causa della maldistribuzione del reddito.

I principali settori produttivi

  • Settore tessile: Molto importante, copre una grandissima quantità di domanda sia di beni poveri che di lusso, vasta gamma di prodotti.
  • Settore edile: Si collega con i vari settori, assorbe un gran quantità di mano d’opera e ha funzione di ammortizzatore congiunturale (da lavoro quando c’è crisi a lavoratori poco specializzati). Economicità dell’immobile, serve per accedere al credito ed è strumento di trasmissione della ricchezza.
  • Lavorazione dei metalli: Nasce da esigenza edile, di guerra e della zecca.
  • Settore alimentare: Importantissima l’attività di macinazione dei cereali e il mercato del sale.

Il progresso tecnologico

Tre grandi innovazioni cambiano il corso della civiltà: la stampa a caratteri mobili, polvere da sparo e gli orologi meccanici, inoltre si sviluppa l’attività manifatturiera con lo sfruttamento dell’energia idraulica. Per molti secoli si è sfruttata solo l’energia proveniente da movimento idraulico o del vento, mentre i combustibili (legno, carbone…) servivano solo alla vita domestica e alla produzione industriale. L’energia era quindi limitata e dipendeva dai capricci del meteo, limite allo sviluppo estensivo dell’industria dovuto ai limitati impianti.

I livelli di scambio

  • L’assenza di scambio e quindi l’autoconsumo: contadino che coltiva per la sua sussistenza.
  • Il mercato locale (cittadino).
  • I traffici a lunga distanza: commercio di alimenti, materie prime e prodotti manifatturieri.

Lo sviluppo commerciale in età preindustriale viene ostacolato dalla difficoltà nei trasporti (lenti e costosi). Successivamente i trasporti migliorano con le innovazioni in campo nautico: bussola, adozione del timone di poppa, redazione carte nautiche e progressi nella velatura. Innovazioni che permettono l’inizio delle esplorazioni, le quali porteranno poi alla casuale scoperta dell’America. Scoperta l’America Spagna e Portogallo applicano una politica di conquista e sfruttamento, ben presto però vengono scalzati (Portogallo piccole Spagna in crisi economica) da Inghilterra, Paesi Bassi e Francia. Tutto ciò porta ad una crescita dei paesi atlantici e ad un declino del mondo mediterraneo.

Inizia un’età d’oro del capitalismo commerciale che basa il guadagno sui differenziali di costi tra le varie aree, diventano importantissime le informazioni. Nascono le compagnie commerciali che riducono il rischio dei viaggi (che spesso andavano male) dividendo la capacità di carico in quote, meccanismo che permette a tutti di comprare quote e non solo ai mercanti (nascita azioni).

La moneta

Prima della moneta vigeva il baratto che però era poco efficiente e richiedeva una coincidenza di bisogni, il che richiedeva lavoro di ricerca. La moneta è una grande innovazione che diminuisce i costi di transazione ma anche simbolo di identità politica. Utilità della moneta:

  • Mezzo di scambio
  • Misura e assegna un valore
  • Riserva di valore per accumulazione/conservazione

Svolge la funzione di intermezzo nello scambio ed è accettata da tutti, il bene che fa da moneta deve avere un valore unitario, deve essere conservabile e divisibile in sottomultipli. Si afferma una moneta merce dotata di valore intrinseco.

  • Moneta effettiva: Monete alte d’oro e d’argento per le grandi transazioni. Moneta di segno invece di valore più basso e sono in rame.
  • Moneta di conto: Moneta a cui viene attribuito un valore nominale (nostre banconote).

La zecca decide il valore facendo: M(moneta)= P(prezzo pagato per il metallo)+F(spese di fabbricazione)+S(imposte di signoraggio). In questo periodo instabilità monetaria e dei cambi. Legge di Gresham: “moneta buona scaccia moneta cattiva” a parità di valore nominale vince quella con più valore intrinseco. 1500: Rivoluzione dei prezzi dovuto o all’afflusso dei metalli preziosi dal Sud America che indebolisce il potere d’acquisto o ad una tensione fra domanda e offerta dovuta ad un aumento della produttività.

La moneta merce metallica comincia a diventare scomoda, anche perché dipende dalla produzione mineraria e quindi vengono inventate la lettera di cambio (promessa del debitore) e la carta moneta (moneta fiduciaria senza valore intrinseco). Si diffondono grazie a:

  • Il riconoscimento dei contratti scritti
  • Formazione del mercato in cui si possono negoziare titoli
  • Istituzioni che preservano la fiducia della moneta (banche di emissione)

Età preindustriale, economia stazionaria? Boh leggi parte slide

La prima rivoluzione industriale: una svolta senza precedenti

Perché l’Inghilterra è il primo paese industriale?

  • Condizioni ambientali favorevoli, sia perché essendo un’isola non viene invasa e sia dal punto di vista di clima, suolo e materie prime.
  • Ordinamento giuridico e istituzionale favorevole, limitazione del potere del sovrano (Magna C.).
  • Common law, modello giuridico flessibile
  • Stato e classe nobile che non ostacolano lo sviluppo commerciale e le attività economiche
  • Grande tradizione filosofica ed empirista, nasce l’economia politica (Adam Smith)

La little divergent prova a spiegare lo sviluppo di Inghilterra e Paesi Bassi guardando la produzione libraria ma senza tener conto di cosa parlano i libri, delle esportazioni di essi e del learning by doing rispetto alle semplici tecnologie dell’epoca. Solo con la seconda riv. il capitale umano qualificato diventa fondamentale.

Rivoluzione o no? Teoria gradualista

Visione che dà importanza al cambiamento dello stile di vita e quindi al cambiamento della domanda più che dell’offerta. La rivoluzione provoca un allargamento del divario tra paesi che si sviluppano e quelli che non lo fanno (Cina e India).

Cambiamenti fondamentali

  • Rivoluzione agraria che sposta le persone dalla campagna all’attività industriale, e aumenta la domanda di beni non solo alimentari.
  • Invenzione dei motori aumenta le risorse energetiche a basso costo.
  • Invenzione della macchina a vapore e innovazioni in campo tessile e siderurgico

In settori come tessile e della lavorazione del metallo aumenta la produttività, nel 1705 viene introdotto il carbone come combustibile che si espande grazie a coke. Nel 1769 Watt sviluppa la macchina a vapore che trasforma l’energia termica in energia meccanica riducendo i consumi ed aumentando i rendimenti.

Dal 1770 vi sono molti progressi frutto di processi svolti anche da chi non era neanche istruito come molti artigiani, ma in questi anni si diffonde l’illuminismo scientifico e la volontà di voler controllare la natura, nasce la società scientifica e il dibattito sui brevetti e la tutela, oltre che l’incentivo agli inventori.

Evidenze del processo di industrializzazione inglese

  • Interdipendenza tra tasso di crescita e diffusione dell’industrializzazione
  • Aumento della divergenza dal modello britannico
  • La disponibilità di materie prime è fondamentale e fa sì che l’industrializzazione si sviluppi su base regionale
  • Nei paesi ritardatari le materie prime vengono sostituite da prodotti agricoli esportabili
  • Gran Bretagna a parte, tutti gli stati sono intervenuti nell’industrializzazione dei paesi

Le altre rivoluzioni: transizione demografica, rivoluzione agraria e dei trasporti

Malthus formula una teoria sulle proporzionalità di crescita tra reddito e popolazione, la natalità è ai massimi livelli quando il reddito è elevato perché non ci sono vincoli economici e diminuisce al diminuire del reddito per i freni preventivi presi dalle popolazioni e i freni repressivi (malattie, carestie…). Però non tiene conto:

  • Del progresso dell’agricoltura
  • Considera un’economia chiusa (no specializzazione e scambi)
  • Non considera le logiche delle scelte della fecondità

Malthus faceva riferimento solo alla quantità di terre coltivabili ma tenendo conto di indici di raccolto e rendimenti decrescenti, nonostante una diminuzione delle terre pro capite la produzione può aumentare nel lungo periodo. Malthus riteneva che sui regimi di fecondità influisse molto la bassa speranza di sopravvivenza dei bambini e i regimi ereditari. L’uomo crea progenie per istinto. Ma la transizione demografica smentisce Malthus: Crescita che avviene grazie alla diminuzione delle morti perché:

  • Ci sono meno carestie grazie alle innovazioni nell’agricoltura
  • Alimentazione più varia grazie a nuove culture e trasporti
  • Maggiore igiene grazie a nascita fognature e acquedotti
  • Sparisce la peste in favore di malattie meno gravi progressi della medicina (vaccino)
  • Cambiamenti militari; meno guerre e più igiene.

Nonostante i redditi aumentino, al contrario della teoria di Malthus, non si fanno molti figli.

La rivoluzione agraria

Stravolgimento organizzativo rispetto all’agricoltura tradizionale dovuto soprattutto alla diffusione dello spirito capitalistico e alla crescita della classe borghese che comincia a possedere le terre. Periodo che si distacca da quello precedente e vede la libera circolazione di persone, merci e terre che non sono più di proprietà dello stato o della chiesa, ampliamento della proprietà privata.

Razionalizzazione dell’attività agricola: nel 1700 in Inghilterra inizia un nuovo metodo di coltivazione dei terreni che vede le terre divise in rotazione quadriennale con l’eliminazione della maggese (ma 1/4 è prato), si coltivano anche legumi, tuberi e foraggi (prato). Così facendo aumenta la superficie coltivabile, quella di pascolo e cresce la fertilità del terreno. A questo si aggiungono le innovazioni in campo di attrezzi agrari e irrigazione. L’aumento agricolo produce a sua volta una diminuzione di impiego di gente in campagna che può darsi all’industria, aumento del tenore di vita, crescente domanda di beni non alimentari e la formazione del risparmio dei privati.

Rivoluzione dei trasporti

Elemento fondamentale della prima riv. Modifica il commercio e come ci si sposta, grazie all’applicazione del vapore ai trasporti prima via acqua e poi ferrovia (la prima linea in Inghilterra). Età d’oro della ferrovia dopo la metà dell’800 periodo in cui si sviluppano anche i trasporti su acqua con nuovi scafi in acciaio, superamento della vela e sviluppo commerci atlantici.

La seconda rivoluzione industriale

In questo periodo il processo di industrializzazione inglese continua ad autoalimentarsi ma a partire dalla fine del 19° secolo la Gran Bretagna comincia a perdere terreno in favore dei protagonisti della seconda rivoluzione: Germania e Stati Uniti. Perché questo?

  1. Perché ha avuto un “early start” ed è quindi rimasta indietro avendo fortemente innovato negli anni precedenti adesso invece si ritrova ad avere prodotti e modelli poco perfezionati e obsoleti, inoltre tarda ad adeguarsi.
  2. A causa delle rigidità istituzionali
  3. Il peso della leadership

Grande cambiamento tecnologico

In questo periodo diventano fondamentali le conoscenze scientifiche e si sviluppa la qualità del capitale umano (nascita dei politec...).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher thenickx1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Mocarelli Luca.
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