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STORIA ECONOMICA 19/09/16

Da un'economia pre-industriale------->a un'economia industriale.

Rivoluzione industriale inglese (1760-70)=evento di partenza dello sviluppo.

Modernizzazione= processo di 3 rivoluzioni di @ine Settecento:

rivoluzione francese (dimensione politica--->democratizzazione)

• rivoluzione americana (dimensione sociale)

• rivoluzione inglese (dimensione economica--->industrializzazione)

• Differenze società

Pre-Industriale Industriale

Comunità Individuo

Scarsità (sopravvivenza) Produzione (surplus)

Istituzioni sia prima che dopo rimangono invariate.

Il sistema comunità si è andato ad inserire interamente nel sistema industria.

La vera differenza sta nel cambiamento dalla scarsità al benessere. 23/09/16

Il 1760 è l’anno con cui ebbe inizio il processo di modernizzazione portando il

cambiamento da società pre-industriale ad industriale. Se nella società pre-

industriale si viveva in comunità e si conduceva un certo tipo di vita rivolto alla

sopravvivenza dopo il 1760, invece, si pensava più individualmente. Ciò era

dovuto all’entrata in gioco della cosiddetta attività economica (ossia al binomio

produzione-consumo), alla nuova interazione tra paesi europei (spazio-

tempo), alle nuove qualità e conoscenze dell’uomo (lavoro, competenze,

@isiologia, psicologia) ed alla nascita delle Istituzioni (politiche e sociali).

Questione del benessere

Livello industriale pro capite(indice)

1750: MONDO=7, EUROPA=8, INGHILTERRA=10, TERZO MONDO=7

1860: MONDO=7, EUROPA=17, INGHILTERRA= 64, TERZO MONDO=n.c.

1913: MONDO=21, EUROPA=45, INGHILTERRA=115, TERZO MONDO=2

Da questo si può dedurre: che il Regno Unito economicamente parlando era la

nazione più avanti di tutte al mondo, che l’Europa era molto forte anche grazie

alla Francia e alla Germania, che nel 1913 l’incremento mondiale è avvenuto

soprattutto grazie allo sviluppo degli USA.

1

CAP.1. I RAPORTI PRODUZIONE-POPOLAZIONE PRIMA DELLA

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Prima dell’industria la maggior fonte di lavoro era l’agricoltura.

1 Rivoluzione Agricola ----> nel Neolitico (40000-10000 anni fa)

2 Rivoluzione Agricola ----> nel Medioevo si veri@ica un fenomeno eurocentrico

dove gli uomini da nomadi iniziano ad insediarsi e stanziarsi vicini in

comunità.

1.PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE ECONOMIE PREINDUSTRIALI

1.1.La scarsità, conseguenza dell’incremento della popolazione e della

bassa produttività

La crescita demogra@ica costringe l’uomo a trasformarsi in produttore.

Europa al centro perché:

demogra@ia sempre maggiore

• agricoltura

• città-campagne

• commercio (mercato di cereali e manufatti)

• dominio mari (nuove tecnologie)

• rivoluzione dei prezzi= meccanismo legato ai prezzi di sviluppo

• esempio: l’import in Spagna (kg) tra il 1500 e il 1600 di oro ed argento è

cresciuto fortemente poiché i beni materiali erano numerosi e siccome le

gerarchie sociali erano molto forti le ricchezze (in mano a pochi)

rimanevano sempre nelle mani dei più ricchi poiché investivano

solamente all’estero (dove invece anche la classe lavoratrice riusciva a

fare attività economica).

AUMENTO SCAMBI ECONOMICI -->AUMENTO PREZZI -->AUMENTO

PRODUZIONE

1.2.La disuguaglianza e il predominio di alcuni uomini sugli altri

Nelle società agricole del tempo la scarsità era causata non solo

dall’arretratezza delle tecniche e delle tecnologie ma anche dalle società

agricole diseguali nelle quali vi era una classe dirigente che non solo viveva del

lavoro degli altri ma spesso si appropriava della loro produzione. Esse erano le

società tributarie(dove la popolazione pagava determinate quantità di beni o

merci ai dirigenti), schiavistiche(dove i padroni usufruivano degli schiavi come

degli animali con voce) , feudali( dove i padroni esercitavano un egemonia sugli

uomini che li permetteva di vivere con la rendita feudale).

2

2.L’EVOLUZIONE DELLA POPOLAZIONE NELLE SOCIETA’ AGRARIE

2.1.Il modello demograTico antico

Tutta la storia dell’umanità si può inquadrare in due modelli demogra@ici

(l’antico ed il moderno) intersecati da un periodo di transizione. Il modello

demogra@ico antico corrisponde all’insieme delle società preindustriali. I suoi

indicatori demogra@ici erano: nati (35-40%,dipendente da fattori culturali),

morti (30-35%,dipendente da fattori aleatori ed economici), nuzialità,

migrazioni.

2.2.Il tetto malthusiano (o trappola malthusiana)

La limitazione che la carenza di alimenti impone alla crescita demogra@ica è

stata oggetto di studio da un autore inglese di @ine Settecento, Thomas

R.Malthus, che espose la sa tesi nel “Saggio sulla popolazione” (1798).

La sua idea fondamentale è che la popolazione di una determinata area è

limitata dalla quantità di alimenti di cui può disporre: il limite è il cosiddetto

tetto malthusiano. Inizialmente si ha un aumento della produzione che ne

consegue un aumento demogra@ico e causa: una disponibilità pro capite

crescente, un aumento delle natalità e una diminuzione delle morti. Ma quando

le società si avvicinano al tetto malthusiano (senza raggiungerlo) entrano in

atto dei fattori che causano l’arresto della crescita della popolazione e la sua

diminuzione. Questi sono chiamati freni compulsivi (come la

sottoalimentazione, le epidemie, le guerre) funzionano automaticamente e

incrementano la mortalità, mentre i freni preventivi (come il ritardo del

matrimonio, l’aumento della singletudine) funzionano a seconda dei momenti

e dei costumi delle società e riducono la nuzialità e le natalità. Entrambi i

fattori arrestano la fase positiva e determinano la diminuzione della

popolazione nella cosiddetta fase negativa (o di ritorno).

2.2. Le grandi tappe dell’evoluzione della popolazione preindustriale

Nell’antico regime la popolazione europea venne colpita dall’epidemia della

Peste Nera tra il 1348 e il 1351 provocando la morte di circa un terzo della

popolazione europea. Con la Rivoluzione Industriale si dette il via ad un

processo di modernizzazione. Con il sistema industriale infatti dopo una

crescita demogra@ica seguita da: assenza di catastro@i, progresso tecnologico,

crescente disponibilità pro capite e progresso igienico si è arrivati ad una

stabile crescita economica.(No crescita economica senza una crescita

demogra@ica alla base)!

3.CARATTERISTICHE DELL’AGRICOLTURA TRADIZIONALE

3.1.Lavoro e produzione/3.2.L’organizzazione della produzione

Per diventare un’attività economica rimunerativa e stabile l’agricoltura dovette

attuare dei cambiamenti. Il valore da ricercare stava nella qualità e

nell’ubicazione dei terreni da coltivare e nelle innovazioni delle tecniche e delle

tecnologie.

3

3.3.Le società feudali

Il feudalesimo è il sistema politico, sociale ed economico predominante in

Europa @ino alle società industriali. Nel sistema feudale: la terra era

scarsamente sfruttata e lavorata ed era concentrata nelle mani di pochi ricchi

padroni, il capitale era scarso, il lavoro era tanto ma bastava solo per

sopravvivere.

3.4.Le forme di proprietà e di possesso della terra

Terre comuni= terre nelle quali il padrone lasciava la disponibilità di

raccogliere liberamente alla comunità (boschi, laghi) escluse le riserve(non si

sopravvive)

Uso comune della terra= terre lasciate in concessione ai contadini(si

sopravvive)

4.LA CRESCITA AGRARIA

Perché si arriva a recintare la propria terra (proprietà privata)?

Perché il singolo investe nella propria terra, per produrre per sé (surplus),

vendere e guadagnare. Da questo momento la sopravvivenza diventa mercato

(attività imprenditoriale). E chi acquisisce altre terre può scegliere se:

scambiarle, comprare le terre di mezzo per unirle, venderle.

4.1.La rivoluzione agraria

Si veri@ica, dunque, attività di mercato. Nasce una moneta comune. Vengono

attuate la rivoluzione agraria (sociale) che stabiliva la nascita della proprietà

individuale e sanciva nuove condizioni sociali, la rivoluzione agricola

(tecnologica) che presentava attrezzi innovativi e quella agronomica che

proponeva nuove tecniche per trattare al meglio le terre. 30/09/16

CAP.2.L’ECONOMIA URBANA PREIDNUSTRIALE

Tra il 500’ e il 700’ nella storia economica mondiale si è veri@icata una fase di

transizione che ha modi@icato: il rapporto tra città e campagna, il commercio a

lunga distanza, la produzione organizzativa (società) e tecnologica (strumenti),

il sistema feudale in capitalistico.

2.1.Città e Campagna

La città causa immigrazione ed economia (prime derrate, ingresso di materie

prime-commodity, mercato). Si genera così “surplus”. Un buon metodo di

cooperazione tra città e campagna è il mercato (più surplus si ottiene nelle

campagne= più produzione nelle città). Aumenta la specializzazione e di

conseguenza anche la produttività.

2.2. Il commercio a lunga distanza

Caratteristiche del commercio a lunga distanza:

prodotti di lusso (altrimenti non sarebbe stato conveniente)

• commercio lento e pericoloso

• necessità di comunicazione

4 trasporto costoso

Questo tipo di commercio implicava cambiamenti strutturali, cioè da una

dimensione estensiva si virò verso un’ef@icienza effettiva (esempio navi cinesi-

navi di Colombo). In Europa si registrò un forte aumento di produzione (dal

1651). L’Inghilterra (che aveva il predominio sui mari al tempo) si sentì in

dovere di attuare i cosiddetti “navigation acts” per protezionismo. Il

commercio, tuttavia, non diventa di massa ma si espande su scala.

La crescita e l’espansione del commercio non sarebbero state possibili senza le

azioni di una serie di istituzioni, strumenti e tecniche che ne hanno

migliorato l’organizzazione, ridotto i rischi, facilitato il credito e agevolato il

controllo degli affari. Fu stabilita una moneta comune di qualità e secondo

delle regole (cartamoneta). Furono @issati mercati e Tiere (punti d’incontro

prestabiliti tra venditori e compratori) che rappresentarono le prime

istituzioni importanti per il miglioramento del commercio. Per la crescita

mercantile, inoltre, furono essenziali gli apporti di credito e banca (ossia le

operazioni di cambio, deposito e prestito). Comparve la “tratta” (carta che ha

un impegno monetario) e le prime regole furono stipulate dalla Banca

d’Inghilterra (la più antica banca mondiale fondata nel 1694). Accanto alla

banca va citata anche la Borsa (prima la mondo= Anversa 1487): prevedeva

uno scambio (non @isico) di merci, segnato su tratta.

Si crearono forme di associazione e assicurazione che erano di fatto società

anonime sulla base di accordi di assicurazione. Nascono le prime società in

accomandita formate da un socio capitalista e da un socio gestore nelle quali il

primo apportava il denaro o le merci ed il secondo si occupava di portarle al

punto di vendita per tornare con i denari o altre merci; il capitalista si

riservava i ¾ del guadagno, pero se vi erano perdite andavano a suo carico.

2.3.Recupero e crescita della produzione artigianale

Le sinergie positive tra la città e la campagna fecero crescere l’attività

manifatturiera urbana. Gli artigiani si specializzarono e si associarono in

corporazioni. Da quel momento vi furono due tipi di realtà diverse: urbana (che

operano per il monopolio, per limitare la concorrenza, per aumentare la

qualità, per la mutualità) e di campagna (che operano per un mercato povero e

locale, per i contadini, per ciclicità). Ma quando città e campagna entrarono in

relazione ed iniziarono a cooperare (in Inghilterra) si gettarono le basi per lo

sviluppo della Rivoluzione Industriale e dunque per la costruzione delle prime

fabbriche.

2.3.5L’organizzazione della produzione

Il mercante diventa imprenditore; dalla campagna si emigra verso la città.

Le corporazioni in città producono poco ma con elevata qualità, mentre i

contadini ora iniziano a produrre enormi quantità con bassa qualità così il

mercante comprando da quest’ultimi riduce i costi, vende maggiormente e non

deve pagare i dazi delle porte della città.

5 Mercante diventa Imprenditore

Pregi:

Integra mercati: urbani/rurali, locali/internazionali

Circolazione moneta

Quantità maggiore/ Meno costi

Flessibile

(Caratteristiche della logica mercantile)

Difetti:

Qualità minore

Irregolarità nel tempo di produzione del prodotto

Produttività minore (Tecnologie arretrate)

Fattore di rischio 03/10/16

In molti posti d’Europa l’industria rurale non superò questo stadio di contadini

artigiani a tempo parziale, ma nelle zone di più intensa attività molte famiglie

arrivarono a tenere la produzione artigianale come attività principale

integrando i loro redditi lavorando la campagna solamente nei momenti di

maggiore domanda. E’ la cosiddetta protoindustrializzazione (cambiamento

mentalità contadina). Conseguenze sono: salari più bassi ma più numerosi,

specializzazione, incremento demogra@ico. Le aree che subiscono le maggiori

specializzazioni sono quelle appartenenti all’industria tessile (lana e cotone).

2.4.La transizione dal feudalesimo al capitalismo

Le trasformazioni economiche sono legate a doppio @ilo con una serie di

cambiamenti sociali e politici:

→ passaggio dalla fase preindustriale a quella industriale è anche un passaggio

dal feudalesimo al capitalismo

→ transizione lunga e lunga convivenza fra i due sistemi

2.4.1.Ascesa della borghesia e abolizione feudalesimo

L’ascesa della borghesia possiamo caratterizzarla in 3 tappe:

• subordinazione politica-sociale della borghesia sempre meno sostenibile

• controllo dell’operato della monarchia tramite il sistema parlamentare

• istituzione dello stato borghese (con abolizione o meno monarchia)

2.4.1.1. Il mercantilismo

L’azione economica sovrana sviluppò il mercantilismo, ossia la “prassi”

secondo cui la ricchezza del sovrano dipende dalla quantità d’oro che si ottiene

tramite commercio. Il sovrano per avere più ricchezze e potere deve

incrementare il commercio del suo popolo.

Sono attuate:

1.Economia politica protezionistica (con i “navigation acts” in Inghilterra)

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2.Concezione statica dell’economia (uno guadagna, l’altro perde=no aumento

produzione)

La logica protezionistica ha un effetto protettivo: monopolio navi, tasse e

proibizioni sulle importazioni, guerre commerciali, concessioni di monopoli.

Anche se sono regole drastiche, hanno un effetto protettivo sul commercio

della nazione; conseguenza, sfavorevole per i consumatori, è l’aumento dei

prezzi interni (cambiamento non incentivato).

2.4.2.La nuova mentalità razionalistica e il liberalismo economico

Il sistema politico ed economico feudale fu fortemente attaccato dal punto di

vista @iloso@ico dal razionalismo secondo il quale l’applicazione della ragione

deve essere il principio direttivo dell’attività umana. Il principale divulgatore di

questa idea fu Adam Smith. La razionalizzazione è un ideale al quale si tende e

che coinvolge con diversa intensità paesi e regioni. Dal punto di vista

economico la libertà d’impresa comportava il liberalismo, contrapposto

all’intervenzionismo statale che rappresentava il mercantilismo. La creazione

di un’ideologia economica alternativa, il liberalismo economico, furono opera

di Adam Smith. All’interno di questa teoria c’è la “mano invisibile”(del

mercato) che si esprime tramite la libertà personale e d’impresa, il diritto

alla proprietà (premessa per la libertà) ed il mercato.

Il sistema economico migliore pertanto è quello che permetta a tutti di agire

senza impedimenti.

Di seguito si formò un grande divario tra Europa e resto del mondo.

2.5.Il ruolo dell’Europa nel mondo nell’epoca preindustriale

Alcuni economisti si esposero per quanto concerne il progresso delle economie

europee rispetto al resto del mondo.

Ad esempio Pomeranz (2000) contraddisse la grande divergenza fra i due

ranghi nell’epoca preindustriale affermando che in Oriente (specialmente in

Cina) la crescita, la produttività e la rendita erano di pari livello con quelle

europea prima della Rivoluzione Industriale, dopo la quale

- afferma Pomeranz - una serie di fattori naturali/casuali (disponibilità di

miniere di carbone), tecnologici e di dimensione/forza resero possibile la

crescita esponenziale europea.

Da un altro lato l’economista Van Zanden (2009) affermò che la Rivoluzione

Industriale in Europa fu possibile grazie a fattori promotori già instaurati nella

società: il quadro istituzionale (l’insieme delle leggi, costumi e credenze) ed il

modello demogra@ico (aumento popolazione a causa della maggiore libertà).

E’ evidente che la grande divergenza che si creò non fu la causa di alcuni fattori

bensì la conseguenza di divergenze che cominciarono molto prima e che

avevano le radici nella natura politico-sociale-economica.

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CAP.3.LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

3.1.Che intendiamo per Rivoluzione industriale?

Chiamiamo Rivoluzione Industriale la mutazione e l’inizio di un processo

irreversibile ed autosostenuto che implica cambiamenti strutturali e di

sviluppo.

“La Rivoluzione industriale fu una rapida trasformazione (1

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emma.r8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Carera Aldo.
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