Estratto del documento

Storia economica

Prof. Andrea Giuntini, anno 2017-2018

Appunti tratti dal volume "Storia Economica", Fanfani

Capitolo 1. Il mondo cresce

1.1 Premessa: l’oggetto della disciplina

  • La storia economica è "studio del passato materiale attraverso l’indagine sui rapporti delle strutture e dello sviluppo economico delle società".

  • La prima rivoluzione industriale, secondo gli storici, avvenne nel neolitico a seguito della crescita della popolazione che comportò:

    • Divisione del lavoro
    • Affermarsi della proprietà della terra
    • Forme primitive di controllo pubblico (dai villaggi fino allo stato, migliaia di anni dopo)
  • Molto più avanti nel tempo, la caduta dell’impero romano (culmine di progresso di quel tempo) provocò un regresso più che uno sviluppo, fino a quando la popolazione ricominciò a crescere nel X secolo:

  • Dal Medioevo in poi, i fattori determinanti di sviluppo economico furono la produttività agricola e la riduzione dei costi di transazione conseguenti all’azione favorevole delle istituzioni, innovazioni portate da Inghilterra ed Olanda fra il XVII e XVIII secolo.

1.1.1 L’imprevedibilità dello sviluppo

  • Alla fine del XVII secolo, l’Inghilterra non è tra i paesi più sviluppati, con 5 milioni di abitanti.

  • La situazione cambiò con la fondazione della Banca d’Inghilterra nel 1694 e con l’avviarsi della rivoluzione industriale, nel corso della seconda metà del Settecento.

  • Il primo elemento di discontinuità avvenne in agricoltura con il fenomeno delle recinzioni di terre agricole (enclosures) e la scomparsa di campi aperti.

  • La produzione agricola si razionalizza, ovvero i proprietari terrieri impiegano i loro campi per vaste estensioni produttive (più di tutte di cereali) che sostituiscono un sistema parcellizzato in piccolissimi appezzamenti. I risultati comportano:

    • Alta produttività
    • Prodotto orientato al mercato e non solo all’autoconsumo
    • Maggior disponibilità di foraggi per animali → più capi di bestiame da lavoro e carne
    • Più generi alimentari → miglior qualità di vita e aumento della popolazione
    • Forte incremento di produttività agricola, minor numero degli addetti → i contadini poveri, con piccole proprietà terriere, si rifugiarono nelle città per cercare di sopravvivere o facendo elemosine o cercando lavoro nelle nascenti industrie
  • Le nascenti industrie producono attrezzi agricoli in grado di velocizzare le produzioni nei campi.

1.1.2 La rivoluzione industriale

  • Fenomeno di discontinuità che consiste nel passaggio da un’economia prevalentemente agricola a un’economia fondata sulla trasformazione delle materie prime in prodotti finiti.

  • Il primo settore industriale a svilupparsi fu il settore tessile.

  • Con l’aumento della domanda e l’insufficienza della produzione artigianale a domicilio, questo settore trovò gradualmente l’industrializzazione in fabbriche organizzate nell’ultimo quarto del Settecento, dopo innovazioni tecnologiche quali la "Spinning Jenny", la "Waterframe", fino all’applicazione di una delle più grandi scoperte dell’umanità a quel periodo: la macchina a vapore di James Watt (1769).

  • Presto il cotone divenne uno dei simboli del processo d’industrializzazione inglese, aumentando la sua produzione di oltre cento volte.

  • La prima fabbrica tessile completamente meccanizzata venne inaugurata nel 1806 a Manchester, capitale mondiale dell’industrializzazione.

  • Le scoperte tecnologiche crearono connessioni fra tipi di industrie diverse: la crescita della produzione di tessuti di lana e cotone richiese lo sviluppo dell’industria chimica per la produzione di coloranti e sbiancanti.

  • Condizione necessaria per la rivoluzione industriale era la disponibilità in loco di carbone e di minerali ferrosi. Il carbone infatti fu la forma di energia maggiormente innovativa. Il maggior centro di produzione era Newcastle. Il carbone veniva maggiormente estratto dal sottosuolo attraverso impianti chiamati miniere.

  • L’estrazione e il trasporto in superficie richiedevano grande lavoro: il tributo in vite umane fu altissimo, fra cui specialmente donne e bambini sottoposti a 12-16 ore di lavoro.

  • Il carbone veniva impiegato per: industrie manifatturiere, uso domestico, produzione del ferro, alimentazione delle macchine delle miniere, produzione di gas o esportazione.

  • La produzione di carbon coke fu essenziale in quanto divenne un combustibile di elevatissime capacità caloriche, funzionali ai processi di produzione degli altiforni.

  • A partire dalla prima parte del XIX secolo, il ferro divenne il grande protagonista della rivoluzione industriale. Le innovazioni della famiglia Darby e la fondazione della Coalbrookdale Company portarono un grande sviluppo nella sua produzione.

  • Si scoprì che il ferro, riscaldato con carbone di legna allo stato liquido, produce un’acciaio, lega molto resistente. Furono adottati metodi sempre più innovativi per la produzione dell’acciaio in altiforni che raggiungevano temperature sempre più alte.

  • Tutto questo comportò lo sviluppo dell’industria siderurgica e dei trasporti, con l’avvento della ferrovia e della navigazione a vapore. L’acciaio divenne il materiale per eccellenza a vasto impiego.

  • L’Inghilterra, come già detto, è stato il primo paese a dotarsi di una banca centrale, la Bank of England, fondata nel 1694.

  • La BoE conquistò presto il ruolo di banca nazionale: il Governo, infatti, ne fece l’istituto di emissione per finanziare le attività proprie di uno Stato.

  • La BoE divenne inoltre l’unica società a responsabilità limitata dell’Inghilterra a quel tempo: ciò significa che i suoi azionisti ed investitori rispondevano delle obbligazioni sociali (debiti) soltanto con il patrimonio che conferivano all’istituto e non con loro sostanze personali esterne all’istituto. Ciò fece sì che molti imprenditori si imbarcarono in operazioni anche rischiose, ma che favorirono lo sviluppo economico inglese.

  • Furono inoltre create molte altre banche locali, quasi 400 alla fine del Settecento, che erano banche di deposito, con funzioni molto simili alle banche di oggi.

  • La democrazia nel campo del credito e della moneta (al contrario del concentramento di tale potere nelle mani dei sovrani) favorì l’espansione di un sistema finanziario coerente con lo sviluppo del Paese.

1.1.3 L’industrializzazione in Europa nel XIX secolo

Come già evidenziato, l’Inghilterra era il paese industriale numero uno al mondo. La produzione del settore della trasformazione inglese rappresentava circa il 25% della produzione mondiale. Era primo produttore di tessuti, ferro, carbone e acciaio, e aveva la rete di trasporti più efficiente al mondo (1830). Vediamo ora la situazione di altri paesi europei: Francia, Belgio, Germania, Italia.

Francia

  • Con la rivoluzione francese, le unità produttive vennero frammentate in piccole unità poderali. Fino al 1856 il 60% della popolazione era interamente impiegato nel settore primario.

  • Le piccole proprietà terriere non permettevano modernizzazione tecnologica o l’accumulo di capitale da impiegare nelle attività industriali.

  • Solo nella metà del XIX secolo, la crescita del reddito agricolo e l’aumento della popolazione portarono all’avvio del processo di urbanizzazione. La costruzione di nuovi canali, ferrovie e strade ampliò drasticamente i confini, la crescente domanda fu soddisfatta e i prezzi calarono.

  • La Francia, similmente all’Inghilterra, trovò sviluppo nel settore chimico e tessile, con i telai Jacquard, alimentati a vapore.

  • Il tratto distintivo della Francia, rimase, però, la costruzione di reti di comunicazioni sempre più fitte, e di grandi progetti il cui culmine si identifica con la costruzione del Canale di Suez, che collegava il Mar Rosso al Mar Mediterraneo.

  • Dal 1860, la Francia stipulò trattati commerciali bilaterali, a partire da quello con l’Inghilterra, interrompendo la politica economica protezionista adottata fino ad allora, e semplificando il libero scambio di merci con il paese anglosassone. Questi trattati si estero più tardi ad altri paesi europei in via di sviluppo.

  • Un ruolo di modernizzazione e di spinta lo diede la crescita del sistema del credito, che si formò attorno a pochi grandi gruppi, promossi da potenti banchieri.

Belgio

  • Durante il dominio napoleonico (fine Settecento ed inizio Ottocento), furono aboliti i vincoli feudali e i contadini avevano avuto la proprietà delle terre che coltivavano. Lo sfruttamento del sottosuolo e i risultati in termini di produzione meccanica e siderurgica rendevano il paese capace di esportare sia tessuti che macchinari e materie prime.

  • La popolazione crebbe ed in agricoltura si avviò una fase di modernizzazione caratterizzata dall’aggregazione di molte fattorie per l’ottimizzazione della distribuzione delle coltivazioni intensive, in un territorio pianeggiante, ricco di canali e di corsi d’acqua.

  • Il Belgio fu tra i primi paesi nell’Europa continentale ad industrializzarsi. Ciò avvenne principalmente grazie a due fattori: l’afflusso di esperti, ingegneri e tecnici inglesi che introdussero le varie innovazioni, tecnologie e metodi di produzione e il ruolo attivo del Governo, che privilegiò la trasformazione economica e la formazione di società capaci di raccogliere e mettere a disposizione enormi quantità di capitale.

  • Negli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento il Belgio divenne il primo paese europeo continentale più industrializzato; nel 1835 venne fondata la Banca del Belgio.

Germania

  • Il Congresso di Vienna portò alla divisione della Germania in regni, principati, granducati, ducati e città libere. La conseguente frammentazione geopolitica provocò un ritardo nella modernizzazione del settore agricolo tedesco e nel raggiungimento delle precondizioni dello sviluppo industriale. L’unità politica e territoriale venne raggiunta solo nel 1871. La Prussia era la regione agricola più avanzata.

  • I Junker erano la classe di proprietari terrieri, con spiccate derivazioni feudali: i loro contadini erano obbligati alle servitù personali, ovvero non potevano trasferirsi da una terra all’altra e dovevano giurare fedeltà al proprio signore.

  • Grazie alla Rivoluzione francese, si formano le proprietà contadine medio-grandi. Ciò comportò:

    • Migliori condizioni alimentari
    • Crescita della popolazione
    • Innovazioni tecnologiche
    • Incremento del commercio
    • Aumento degli investimenti in agricoltura e alcune colture come i cereali
  • I prerequisiti per la svolta all’industrializzazione tedesca si affermano a cominciare dalla Prussia, dove i capitali accumulati in agricoltura vengono impegnati per la costruzione di strade, canali, edifici, abitazioni per soddisfare la domanda provocata dall’incremento demografico.

  • Il settore tessile traina la prima fase dell’industrializzazione grazie alla disponibilità di manodopera provocata dalla razionalizzazione del settore agricolo.

  • Nasce il sistema scolastico e della formazione.

  • La popolazione cresce in maniera costante per la diminuzione del tasso di mortalità.

  • La Germania divenne la seconda potenza economica dopo gli USA all’inizio del XX secolo.

  • L’obiettivo governativo di costruire una grande e potente nazione dal punto di vista politico, sociale e militare.

  • La chimica, la meccanica, l’acciaio e gli armamenti furono il comparto pilota dell’industrializzazione tedesca.

  • Il processo di industrializzazione tedesca richiese una notevole disponibilità di capitali: la finanza ebbe un ruolo determinante e richiese una crescente integrazione tra banca e industria, che favorì le trasformazioni dei gruppi industriali in società per azioni.

  • Nella fase della depressione del 1873, in cui la Francia si trovò in difficoltà, il sistema finanziario e bancario svolse un ruolo attivo favorendo i rapporti tra Stato-Aziende e Banche-Imprese.

  • Si instaurò un sistema bancario con banche miste che conciliarono le attività di prestito e partecipazione diretta alla gestione delle attività delle imprese a quella di sportello e di servizio alla clientela dei piccoli risparmiatori.

  • Nel 1875 nacque la Reichsbank, la banca centrale, che ottenne l’emissione esclusiva della moneta.

Italia

  • L’industrializzazione avvenne solo negli ultimi anni del XIX secolo e all’inizio del XX (come Spagna, Paesi Scandinavi…). Nei paesi come l’Italia il ritardo fu causato da:

    • La disponibilità di materie prime (ferro e carbone)
    • La posizione geografica
    • La facilità o meno delle comunicazioni sia interne che verso i mercati esterni
    • La democrazia economica → libertà di azione per gli imprenditori rurali e urbani
    • L’abolizione di qualsiasi retaggio di vincoli feudali
    • L’azione dei governi nella costruzione delle infrastrutture
    • Legislazione per la finanza e per la formazione di società per le azioni
  • Il periodo napoleonico causò guasti all’economica degli antichi Stati italiani e bloccò sul nascere importanti esperienze di ordine industriale anche se aveva prodotto una marcata modernizzazione nei rapporti economici e sociali.

  • Con la Restaurazione, molti degli eredi delle antiche dinastie furono reinsediati.

  • Si ebbe una fase di crollo dei prezzi + violenta carestia e furono ripristinate le barriere doganali, le divisioni nelle unità di moneta, peso e misure. La maggior quota di attività derivava dall’agricoltura.

  • Si ebbero nel Nord e Centro piccole e medie proprietà + forte estensione della mezzadria mentre l’agricoltura del Sud vedeva vaste estensioni di terre non coltivate e vasti latifondi lavorati da braccianti.

  • Gli insediamenti industriali all’inizio dell’800 erano sporadici e l’unico settore dove vi erano forme di organizzazione produttiva moderna era il tessile.

  • Il peso dell’industria era modesto: i panni italiani non venivano esportati, essendo l’Italia tagliata fuori dai traffici internazionali, mentre la produzione nelle campagne era prevalentemente destinata all’autoconsumo.

  • All’epoca erano assenti gli istituti di credito ordinario. Dagli anni ’20 nacquero numerose Casse di risparmio, strumenti per educare al risparmio le categorie più deboli e migliorare le condizioni di vita; nascono le banche popolari che intercettarono la domanda di credito da parte delle categorie urbane degli artigiani, piccoli imprenditori e commercianti; nonostante ciò, il sistema bancario non era ancora in grado di stimolare la transizione verso un percorso industriale.

  • Nel 1839 fu inaugurata la prima ferrovia italiana: Napoli-Portici, voluta dal Re di Napoli per collegare la sua residenza estiva con la reggia in città.

  • La divisione in piccoli Stati non facilitava il disegno di coordinamento necessario alla realizzazione di una rete ferroviaria efficace per affrontare i problemi di creazione di un vasto mercato.

  • Con Cavour, si ebbe una svolta nella modernizzazione poiché voleva realizzare un’istituzione capace di mobilitare i capitali necessari per avviare l’industrializzazione → fu così che nacque nel 1850 la Banca Nazionale degli Stati Sardi.

  • La centralità degli investimenti fu nel settore dei trasporti, che si attivò grazie anche ai contributi di investitori francesi e inglesi.

  • Dal 1850-1858, il Regno di Savoia triplica il volume del commercio con l’estero.

  • Con l’Unità diventano evidenti i diversi stadi di crescita economica tra Italia del Nord-Sud, dualismo che nacque:

    • Dalla diversa politica fiscale e daziaria
    • A causa dell’unificazione nazionale del sistema daziario e fiscale imposto dal Re, che provocò danni irreparabili all’economia del Sud, poiché le manifatture locali furono estromesse dai mercati per la concorrenza delle più efficienti manifatture e delle industrie del Nord.
    • A causa della mobilitazione delle risorse finanziarie per avviare la modernizzazione attraverso miglioramenti nella produzione dell’agricoltura e con la costruzione di ferrovie.
  • I primi governi si posero l’obiettivo del pareggio di bilancio, che comportò un drastico incremento delle imposte/tasse → vi furono importanti rivolte popolari.

  • Nel 1876, dopo la Depressione del ’73, avvenne un cambiamento politico: dai governi della destra storica (focalizzati sul risanamento dei conti pubblici, sulla costruzione di reti ferroviarie e stradali efficienti e sul potenziamento dell’attività agricola) ai governi della sinistra storica (orientati anch’essi al risanamento + costruzione di infrastrutture ma investendo di più nel settore della trasformazione come strumento di crescita del Paese).

  • Il governo divenne il committente principale o spesso...

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 19
Storia Economica Pag. 1 Storia Economica Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Economica Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Economica Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Economica Pag. 16
1 su 19
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessio.giolitto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Giuntini Andrea.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community