Storia economica (2° parziale – Opzione A)
Capitolo VIII
Paragrafo 1 – La seconda rivoluzione tecnologica
2° Rivoluzione Industriale: 1870-1973 (prima crisi del petrolio). Importanza alla ricerca scientifica.
Acciaio: collegamento tra 1° e 2° Riv. Ind.; scoperto un nuovo modo per ridurre i costi di produzione.
Alluminio: prima considerato prezioso, poi prodotto per elettrolisi in maniera economica.
Industria chimica: cemento, fertilizzanti artificiali, derivati di caucciù, Aspirina (1893).
Chimica Organica: nasce in Gran Bretagna ma le scarse risorse fanno sì che lo sviluppo avvenga in Germania. Produzione di coloranti artificiali, esplosivi, vernici, celluloide, fibre artificiali.
Petrolio: più versatile e manipolabile del carbone. Conosciuto sin dal 1870, diventò importante quando si scoprì come raffinarlo in benzina e gasolio.
Motore a combustione interna: inventato da N.A. Otto (Germania, 1876). I primi erano fissi in quanto progettati per funzionare a gas, il motore a scoppio è più gestibile del motore a vapore e di gran lunga più potente (potere calorifico del petrolio è doppio di quello del carbone).
Motore a benzina: inventato da Rudolf Daimler e Karl Benz (GB e Germania, 1885).
Motore Diesel: 1895.
Autovettura: apice della 2° Rivoluzione Industriale (come fu la ferrovia nella 1° Riv. Ind.). Richiese l’invenzione del carburatore, dei cuscinetti a sfera, delle candele e delle ruote di gomma. In seguito nacquero gli autobus e i camion (trasporto di persone e merci), i trattori (uso agricolo) e fu utilizzato anche nella navigazione.
Aviazione: sviluppo legato alla possibilità di costruire motori in alluminio.
L’aumento del prezzo del carbone aiutò la diffusione del petrolio, principale fonte energetica mondiale fino al 1973 quando, a causa della guerra arabo-israeliana, i prezzi triplicarono e allora si cercò la diversificazione energetica. Un esempio è il gas naturale, idrocarburo più economico e meno contaminante del petrolio.
Telegrafo: prima applicazione pratica dell’elettricità.
Telefono: A.G. Bell, 1876. Molto importante fu la telegrafia senza fili che permise la comunicazione con le navi in alto mare (G. Marconi, 1895) e poi la comunicazione libera con l’invenzione della radio (1920). Negli anni ’30 apparve la televisione ma senza trasmissioni.
Elettricità: principale innovazione energetica grazie al suo uso nell’illuminazione, motore elettrico e elettrochimica. C’era bisogno di un motore per produrre elettricità.
Dinamo di Gramme: primo generatore efficiente, 1872.
Turbina a vapore di Parsons: migliorò la produzione di elettricità, 1884.
Energia idraulica: prima salti d’acqua, poi grandi cascate. Il problema era la perdita di fluido elettrico. Quando si scoprì che l’Alta tensione risolveva il problema (la perdita del fluido elettrico è inversamente proporzionale alla tensione alla quale viene trasmesso) si costruirono le prime linee (Germania, 1891).
Centrali nucleari: sfruttano l’energia liberata dalla fissione dell’atomo di Uranio. Si iniziarono a costruire a partire dalla metà degli anni ’50 e si diffusero negli anni ’60 e ’70. Sono care, molta manutenzione, richiedono misure di sicurezza, danneggiate da catastrofi naturali, scorie radioattive.
Generatori eolici o fotovoltaici: evitano gli inconvenienti delle centrali nucleari. I vantaggi sono la flessibilità, la trasmissibilità e la divisibilità.
Lampadina elettrica: inventata da Edison nel 1879 a completamento dell’arco voltaico.
Motore elettrico: applicazione più importante dell’elettricità. Molto versatile in quanto può essere costruito di ogni dimensione.
Tram: prima applicazione del motore elettrico. Inventato da Siemens (Germania, 1879). Metropolitana: linea ferroviaria sotterranea. Sviluppata a Londra (1890) e Parigi (1898).
Il motore elettrico ebbe una forte incidenza sull’industria: si può montare ovunque ci sia elettricità e si può adattare ad ogni macchina. Permise la differenza tra officina e fabbrica ovvero la specializzazione in attività ad alta intensità di capitale (fabbrica) o di lavoro (officina).
Forni elettrici: capaci di produrre temperature più alte di qualsiasi fonte di calore.
Elettrolisi: capacità dei poli elettrici di scomporre sostanze o di realizzare reazioni chimiche nuove.
Organizzazione scientifica del lavoro: saggio di Taylor in cui teorizza la catena di montaggio. Consiste nell’analizzare le operazioni di montaggio e dividerle in movimenti semplici e della stessa durata. Fu applicata prima nei macelli di Chicago e poi nella fabbrica di automobili di Ford.
Pezzi standard: ogni pezzo è uguale ad un altro, ma dovevano essere montati a mano.
Meccanizzazione del montaggio: le macchine assemblano i pezzi.
Normalizzazione dei pezzi: normative internazionali impongono le caratteristiche di alcuni materiali (viti, bulloni...).
Grande impresa: per la prima volta compaiono grandi industrie grazie alla possibilità di accedere a nuovi mercati.
Consorzi (o cartelli): la priorità era quella di restringere la concorrenza, quindi si creano insiemi di industrie che costituiscono una centrale di vendita comune.
Organizzazione aziendale complessa: con la nascita di grandi imprese nasce il bisogno di gestire e organizzare queste aziende dal punto di vista economico e finanziario.
Teoria della contabilità: nasce il bisogno di creare dei criteri unici per gestire la contabilità di un’impresa. All’inizio del XX secolo la contabilità divenne materia universitaria. Nel 1900 la GB dichiarò obbligatoria la revisione esterna dei conti.
Agricoltura orientata al mercato: sparisce l’agricoltura di autoconsumo e nasce quest’agricoltura che fa uso di capitali esterni. Conseguente aumento della produttività (dal 1870 al 2000 la produzione è aumentata di 7 volte).
Aumento della resa della terra e della produttività del lavoro: fenomeno legato a innovazioni tecnologiche.
Selezione delle sementi: si iniziano a produrre sementi ibride che resistono ai parassiti e rendono di più. Vengono introdotte negli USA a partire dal 1930 e si diffusero in Europa dopo la 2°G.M.
Risparmio del lavoro: metodo per rendere più efficiente il lavoro nei campi.
Trattore: introdotto negli USA nel 1905, in GB dopo la 1°G.M. e in URSS e Germania nel 1930. Mietitrebbie: macchine raccoglitrici che vennero introdotte in USA nel 1916.
In questo contesto la produzione di cereali superava la domanda obbligando gli Stati a intervenire sui mercati.
Estensione della coltura di prodotti tropicali:
- Cotone: dagli USA a Egitto, Brasile, Cina, India e Russia.
- Zucchero: da Cuba, Porto Rico, Hawaii e Java al resto del mondo.
- Caffè: dal Brasile a Caraibi e Colombia.
- Tè: dall’India allo Sri Lanka.
- Caucciù: dal Brasile all’Indocina.
- Oli vegetali: nei paesi del golfo di Guinea.
Paragrafo 2 – Il culmine della rivoluzione demografica
Ciclo demografico moderno: nuovo ciclo caratterizzato da bassi tassi di natalità e mortalità.
Diminuzione della mortalità: principale differenza tra vecchio e nuovo ciclo demografico. Avvenuto in 3 fasi:
- Piccoli cambiamenti nell’alimentazione, progressi igienici...
- Incremento del reddito
- Miglioramento della sanità
Metodi anti-concezionali o aborto: metodi per controllare le nascite.
Rapida crescita popolazione mondiale: cresciuta di 7 volte dal 1830 (1 Mld) a oggi (7 Mld).
Paesi ricchi e paesi poveri: classificazione per distinguere due diversi modelli demografici.
- Paesi ricchi
Bassa natalità: principale causa dei problemi demografici dei paesi ricchi. Dopo la caduta degli anni ’70 si iniziò a pensare in modo diverso alla famiglia e al lavoro. Cresce la singletudine e le unioni senza figli. I risultati sono: invecchiamento della popolazione, immigrazione (per fare lavori che i giovani non vogliono fare), declino della domanda, diminuzione sul tasso di accumulo del capitale.
- Paesi poveri
Alta natalità: tassi doppi rispetto ai paesi ricchi. Questo porta a una popolazione giovane che impedisce lo sviluppo economico e abbassa il reddito pro-capite. Complesso equilibrio tra difficoltà e opportunità: teoria di Wrigley, secondo la quale un’elevata densità demografica crea economie di scala, l’urbanizzazione e l’educazione permettono una visione critica sulla diminuzione delle nascite.
Paragrafo 3 – Una crescita economica discontinua e mal distribuita
La crescita economica beneficiò tutte le economie anche se in maniera molto diseguale. Nonostante le due guerre mondiali la crescita globale è notevolissima. In 140 anni il reddito mondiale per abitante si è moltiplicato per 9 volte.
1950-1973: anni d’oro, periodo di massima crescita.
1929-1950: periodo di maggiori difficoltà dovute anche alla crisi degli anni ’30 e alla 2°GM.
Le economie, però, sono cresciute in maniera diversa: India e Cina dal 1870 al 1973 sono cresciute pochissimo rispetto alla media mondiale, da quel momento fino al 2007 sono cresciute di 10 volte. Dopo la crisi del 1970 per circa 30 anni i paesi asiatici hanno accorciato la distanza con i paesi ricchi.
Industrializzazione concorrente e di rivalità: nuova fase del capitalismo dopo la depressione del 1870. Le ragioni sono:
- Incremento della capacità di produzione: portava a crisi di sovrapproduzione come quella degli anni 1930.
- Aumento del potere dello Stato: lo Stato interviene sempre di più nella vita economica e industriale e acquista peso crescente nell’offerta di occupazione e nella domanda di beni e servizi.
In definitiva, la lotta per i mercati, le crisi di sovrapproduzione, i conflitti tra Stati e popoli e le lotte sociali provocarono dei grandi conflitti. Lo scopo era quello di appropriarsi della maggior parte degli utili derivanti dalla seconda rivoluzione tecnologica.
Dal 1870 ad oggi si distinguono 4 cicli principali:
- 1870-1918: crisi, recupero, e scoppio della 1°GM
- 1939-1950: periodo tra le due guerre, primo dopoguerra, Grande Depressione e 2°GM
- 1950-1973: epoca d’oro, tassi di crescita più alti della storia
- 1973-oggi: diminuzione della crescita economica, USA principale potenza mondiale
Prima Guerra Mondiale: 1914-1918, causata dagli scontri che si verificarono per il controllo dei territori colonizzati, soprattutto nei Balcani e in Medio Oriente.
Pace tributaria: determina la fine della 1°GM in cui i vincitori obbligano i vinti a pagare.
Rivoluzione Russa: determina la nascita dell’URSS (Stato marxista).
Movimenti fascisti: nascono in opposizione a quelli comunisti soprattutto per paura che questi ultimi potessero prendere il sopravvento sulla situazione economica mettendo a rischio il capitalismo.
Crisi del 1929: crollo borsistico che determina la Grande Depressione, causato dalla polarizzazione del reddito e dall’ossessione di reinstallare il sistema monetario aureo.
Seconda Guerra Mondiale: 1939-1945, guerra di ideologie: l’obiettivo era liquidare un’ideologia (comunista e fascista), causa la fine della crisi (grazie all’aumento della spesa pubblica).
Secondo dopoguerra: gestito in collaborazione tra tutti gli Stati (a differenza del primo dopoguerra). Rimane fuori l’URSS.
Epoca d’oro: 1950-1973, caratterizzata da una crescita economica senza precedenti.
Stato del benessere: boom economico a livello globale e interessa tutte le economie, anche quelle comuniste (economie pianificate).
1973: fine dell’epoca d’oro e crisi del petrolio, diminuisce la crescita economica, fine della seconda rivoluzione tecnologica senza che ci siano i benefici di nuove innovazioni.
Prospettiva politica: scomparsa dei regimi comunisti e nascita di movimenti fondamentalisti islamici. Il loro scopo è la protesta contro la preminenza dell’Occidente e la corruzione nei loro stessi Paesi. L’ascesa della Cina come prima potenza mondiale mette in dubbio gli USA sia economicamente che dal punto di vista dei diritti umani e democratici.
Capitolo IX
Paragrafo 1: il conflitto e le sue conseguenze
Cause della guerra:
- Guerra franco-prussiana: 1870-1871, non risolse i conflitti tra le principali potenze europee.
- Rafforzamento degli eserciti: successivo alla guerra, fu caratterizzato dall’introduzione di numerose applicazioni tecnologiche in ambito bellico (artiglieria pesante, esplosivi, carri armati, aerei ecc.).
- Occupazione degli ultimi spazi coloniali e formazione di aree di rilevanza economica:
- Tunisia, 1881: Francia vs Italia
- Sudan, 1898: Francia vs GB
- Libia, 1912: Italia vs Turchia
- Marocco, 1906: Germania vs Francia vs Spagna
- Medio oriente: Germania vs Francia e GB
- Distribuzione dei territori che stava perdendo la Turchia: disputa tra impero tedesco, austriaco, russo e turco.
- Rivendicazioni:
- Alsazia e Lorena: della Francia vs Germania
- Alto Adige e Trieste: dall’Italia vs Austria
- Isole dell’Egeo: dalla Grecia vs Turchia
Dal punto di vista economico:
- Aumento di produzione e produttività: provoca una lotta per i mercati mondiali.
- Prodotti tedeschi minacciavano il primato britannico.
Questo provocò la divisione in due gruppi delle potenze:
- Imperi centrali: Germania e Austria con l’aiuto di Turchia e Bulgaria.
- Triplice Intesa: GB, Francia e Russia con l’aiuto di Italia, Romania, Portogallo, Grecia e Giappone. In guerra ci fu l’appoggio degli USA.
Prima Guerra Mondiale:
- Costi più alti: applicazione di nuove tecnologie e produzione di armi.
- Spesa militare:
- GB: dal 4% al 38% del PIL
- Germania: 53% PIL
- Collasso economico: la fornitura civile e militare obbligò il Governo a intervenire sui prezzi fino ad arrivare al razionamento.
- Russia: 1917, rivoluzione rovescia lo Zar e forza la ritirata dal conflitto
- Cechia, Serbia, Polonia: 1918, insurrezioni nazionalistiche
- Germania, Austria: 1918, insurrezioni operaie
Lo scoppio di queste rivolte portò i vincitori a mantenere l’esercito tedesco che veniva mantenuto da chi l’aveva sconfitto. Tutto questo favorì la nascita di partiti nazionalistici.
Guerra lunga e sanguinosa: la guerra durò 4 anni, richiese 65 milioni di soldati e provocò 8 milioni di vittime e 7 milioni di invalidi. La maggior parte dei morti formavano il settore più produttivo della popolazione.
Popolazione: dopo la guerra rimase la stessa del 1913 a fronte di una crescita attesa di 22 milioni.
Caduta di importanza dell’economia europea: il conflitto fece calare la partecipazione dell’Europa alla produzione mondiale dal 43% al 34% e quella al commercio mondiale dal 59% al 50%. La guerra favorì le economie di USA, Canada, America del Sud, domini britannici e Giappone.
Malessere sociale: guerra combattuta da contadini e operai che si trovarono senza lavoro alla fine della guerra. Il contatto con persone diverse in trincea favorì una massiccia mobilitazione politica alla fine della guerra che diedero vita a governi più democratici e società meno diseguali.
Finanziamento guerra:
- Aumento imposte
- Indebitamento del governo
- Saccheggio dei territori occupati
Di questi modi per finanziare la guerra, il più importante è sicuramente l’indebitamento, sviluppato in tre forme:
- Collocamento di debito pubblico interno
- Prestiti dai Paesi alleati
- Anticipi di liquidità dalle rispettive banche centrali
L’idea che sarebbe stata una guerra lampo fu la causa di una poca previsione finanziaria. Alcuni Paesi ricorsero alle riserve auree (Francia e Russia), altri all’aumento delle tasse (GB e Germania).
Circolazione fiduciaria: principale forma di finanziamento della guerra, consiste nell’aumentare il valore nominale delle banconote. Molti Paesi rifiutarono il cambio. Da questo momento la moneta cessò di rappresentare l’oro per diventare fiduciaria.
Inflazione: la conseguenza di questa manovra fu una forte inflazione (aumento delle banconote e restrizione dell’offerta). Questa causò un deprezzamento della moneta e una fluttuazione delle quotazioni delle valute. La questione era la nuova parità di ogni moneta rispetto all’oro.
Debito interalleato: prestiti che i Paesi alleati fecero ai Paesi in guerra. Ora ne pretendevano la restituzione immediata senza tenere conto delle condizioni di fine guerra. Gli USA erano creditori per circa 12 Mld e la GB per 6,4 Mld. L’Europa propose di legare i debiti alle riparazioni che dovevano pagare gli sconfitti, ma gli USA non vollero. Alla fine recuperarono solo il 47% del credito totale (ca. 5,6 Mld).
Trattato di Versailles: stipulava la pace con la Germania. Gli aspetti erano due:
- Sanzioni economiche.
- Modifiche delle frontiere.
Sanzioni economiche: la Francia si vendicò delle sanzioni che dovette pagare alla Germania dopo la guerra franco-prussiana, chiedendo la riparazione delle distruzioni fisiche e delle pensioni a invalidi, vedove e orfani di guerra. Solo che la Francia pagò il 25% del suo PIL, alla Germania era chiesto il 125%.
- Pagamenti in natura: intanto che si decideva l’importo, alla Germania fu chiesto di iniziare a pagare in carbone, oro, materiale bellico, navi da guerra e mercantili, 5.000 locomotori e 150.000 vagoni (tutto questo rappresentava già il 20% del PIL tedesco nel 1921).
L’importo approvato fu di 31,5 Mld di dollari (ca. 47.000 tonnellate d’oro). Si chiese il pagamento immediato del 38% del totale e la restante parte da pagare in 42 anni con consegne fatte dal Governo e con l’aumento dell’imposta sul valore delle esportazioni tedesche.
John M. Keynes: economista britannico che ne “Le conseguenze economiche della pace”
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