Storia economica
La problematica
Storia economica → Storia delle vicende economiche a livello individuale, aziendale o collettivo.
Vicende economiche → Vicende che hanno a che fare con:
- Cosa produrre
- Come produrre
- Quanto produrre
- Come distribuire il prodotto
Preludio
L'universo esiste da 15 miliardi di anni, la terra esiste da 4 / 4,5 miliardi di anni, le prime forme vegetali hanno fatto la loro comparsa 2 miliardi di anni fa, le prime forme di vita animali sono comparse 500 milioni di anni fa, i primi umanoidi (simili alla specie umana) compaiono 20 milioni di anni fa, l'homo sapiens (specie razza umana) esistono da 500.000 anni. Le prime civiltà sono apparse 6000 anni fa e con loro anche il problema della produzione.
3 grandi trasformazioni economiche
Rivoluzione agraria (o neolitica, o prima agricola)
10.000 anni fa, nascita linguaggio simbolico con conseguente capacità di depositare e trasmettere informazioni. Porta alla nascita delle città.
Rivoluzione industriale (prima)
250\200 anni fa (seconda metà 700), in Inghilterra.
Rivoluzione industriale attuale (seconda)
Seconda guerra mondiale a oggi.
Controversia: Le rivoluzioni industriali sono 2 o 3? Prof. Rinaldi → 2, alcuni studiosi 3 (una rivoluzione tra fine 800 e prima guerra mondiale).
Rivoluzione agraria 10.000 anni fa
Contrassegnata dalla nascita dell'agricoltura e dell'allevamento. Prima le comunità si limitavano a raccogliere ciò che la natura spontaneamente dava loro e praticavano caccia pesca. Vi era un'economia di prelievo, ora le comunità imparano ad intervenire sull'ambiente che li circonda per sfruttarne le risorse a pieno, in particolare impararono a coltivare la terra e ad allevare il bestiame. Si passa così da un'economia di prelievo ad un'economia di produzione. Aumenta così anche il volume delle risorse a disposizione.
Rivoluzione industriale inglese 200\250 anni fa
È caratterizzata dall'utilizzo delle macchine capaci di svolgere un gran numero di operazioni finora svolte soltanto dall'uomo a mano. I contadini diventano operatori alle macchine. Si ha un aumento notevole della produttività totale e di conseguenza anche un incremento del mercato di beni a causa della produzione di beni oltre alle necessità per la sopravvivenza dei prodotti stessi. Si tende a produrre per il mercato assecondandolo nelle richieste. Vi è di conseguenza un aumento della popolazione molto più rapido che nei secoli precedenti alla prima rivoluzione industriale. La rivoluzione industriale ha avuto inizio in Inghilterra per poi espandersi in Belgio, Germania, USA, Francia e Svizzera. Agli inizi del 900 in Scandinavia, Russia, Italia, Giappone. Negli anni successivi anche in Asia e Sudamerica (solo alcune zone).
Rivoluzione industriale attuale (Seconda guerra mondiale - oggi)
Inizia negli USA nella seconda guerra mondiale, è basata sull'avvento di nuove macchine (computer, elettronica informatica). Sono macchine diverse da quelle della prima rivoluzione industriale perché hanno la capacità di svolgere un complesso di operazioni che in precedenza erano svolte dal cervello umano e non dalla mano dell'uomo, come calcoli, elaborazione e trasmissione dati.
Prima rivoluzione agraria
Economia di prelievo → Economia di produzione. Gli uomini iniziano a riconoscere i cereali più utili e nondistruggere le loro coltivazioni, viene costruito il primo attrezzo agricolo che è l'antenato del falcetto messorio ed è costituito da una lama (no metallo fuso) di pietra o denti di animali su un manico di legno\osso. Impararono inoltre a conservare i chicchi dentro appositi silos di argilla, impastarli, cucinarli e cuocerli. Inoltre le comunità impararono ad addomesticare le coltivazioni e la vegetazione spontanea ovvero a riprodurle anche in altri terreni preparati appositamente (puliti) e a difenderli dagli animali vaganti. Le comunità iniziarono anche a costruire i primi rudimentali attrezzi utili per scavare il terreno e per la semina dei cereali come la zappa; usata anche per fabbricare i canali dove imbrogliare l'acqua per irrigare durante le stagioni aride.
I primi due cereali furono il grano e l'orzo (9000 a.C.), i legumi (7500 a.C), l'ulivo e la vite (7000 a.C), il miglio (6000 a.C.) e infine riso e lino (5000 a.C.). Contemporaneamente le comunità imparavano ad addomesticare bestiame, il primo e più docile fu la pecora (9000 a.C.) rendendo così disponibili carne senza andare a caccia e di lana per produrre gli abiti. Alla pecora seguì la capra (7500 a.C.), il maiale (7000 a.C.), i bovini (5500 a.C), i cavalli e gli asini (3000 a.C) e la gallina (2000 a.C.).
All'incirca 5000 anni dopo l'invenzione della zappa viene ideato l'aratro neolitico (4000 a.C.) dalla popolazione dei Sumeri (Mesopotamia attuale Iraq) ottenuto unendo la zappa a un manubrio e attaccando il manubrio una copia di animali. L'aratro dell'epoca era ancora molto rudimentale, non era in grado di risvoltare la terra ma solo di scavarla tuttavia questo attrezzo velocizza il processo rispetto alla zappa, nello stesso tempo si lavorava quattro volte il terreno normale. Contemporaneamente nacque anche la metallurgia ovvero la lavorazione dei metalli.
Il primo metallo fu il rame perché la sua temperatura di fusione è più bassa (6000 a.C. in Medioriente e 4000 a.C. in Europa). Il rame viene seguito dal bronzo che è una lega di rame e stagno (3000 a.C.) La nascita della metallurgia del ferro e invece molto più recente (1000 a.C.). Queste innovazioni rendono possibile utilizzare delle parti metalliche degli attrezzi agricoli come ad esempio il vomere che la punta dell'aratro.
L'avvento della rivoluzione agraria porta novità in due modi, un cambiamento nei riguardi dell'ambiente e uno nei riguardi della vita sociale. Il primo cambiamento riguarda la conquista dell'ambiente a partire dalla coltivazione delle piante con la conseguente necessità di eliminare gli elementi naturali considerati inutili e della protezione di questo terreno e da inondazioni con dighe e canali. Inoltre gli uomini iniziarono ad esportare le specie vegetali ed animali per poterle riprodurre.
Le tribù\gruppi erano di tipo comunistico ovvero le risorse erano condivise da tutti i membri in base ai bisogni. L'avvento della rivoluzione agraria sostituisce alla caccia l'agricoltura come metodo di sostanziamento principale e rende possibile la proprietà privata in unità economiche quasi autosufficienti; questo permette di aumentare il volume delle risorse disponibili facendo sì che nascessero le prime differenze sociali. Le famiglie più ricche potranno barattare scorte con utensili e armi che li rafforzeranno maggiormente. La rivoluzione agraria trasformò tribù comunistiche in realtà molto diverse, questo fornirà basi per il nascere delle grandi civiltà (mesopotamica, egizia, greco romana). Inoltre la rivoluzione pose le basi della vita urbana nelle città con la costruzione di case templi e palazzi silos, ecc...
Ciò produsse la possibilità di commerciare tra le città e le campagne e di far nascere la figura del mercante. Per difendersi inoltre non bastano più i maschi adulti contadini ma nasce la figura del soldato professionista e gli interventi di bonificazione ormai sempre più complessi necessitavano di ingegneri specializzati (anche di modifica acquedotti monumenti ecc..). Il capo tribù non riesce più a governare una civiltà così complessa e nasce la necessità di un sovrano affiancato da un apparato amministrativo per le imposte e un apparato burocratico statale.
Le rotazioni agrarie
Conseguenza della prima rivoluzione agraria: Dopo anni di sfruttamento della terra vi era il problema della perdita di fertilità; le principali rotazioni sono:
- 1 anno Grano Maggese
- 2 anno Maggese Grano
La rotazione biennale prevalente in Grecia e Roma, questa dà un raccolto all'anno che alternava grano e maggese che significa a riposo ("a maggese"). Questa aveva rese molto basse (quattro sementi per ogni chicco di grano seminato) ma ogni anno si aveva un raccolto senza compromettere la fertilità del terreno, ogni anno si poteva però solo coltivare la metà della terra disponibile e questo in caso di calamità naturali poteva provocare un grande rischio di carestia.
- Rotazione triennale prevalente nel medioevo, è caratterizzata dalla rotazione dei terreni suddivisi non più in due ma in tre parti. In questi venivano alternati cereali invernali come frumento e o segale a cereali primaverili legumi (no mais ma orzo e o avena fagioli ceci ecc..). I legumi avevano la proprietà di donare nuova sostanza nutritiva al terreno (l'azoto) grazie al loro apparato radicale in grado di reimmettere l'azoto atmosferico nel terreno. Diminuisce così però l'espansione del terreno a maggese e la diversificazione della coltivazione diventa maggiore; conseguentemente anche la dieta diventa più variegata e il contadino ora può avere due raccolti nel caso il primo non dia buoni frutti.
- 1 anno Cereale Inv. Cereale Prim\Leg Maggese
- 2 anno Cereale Prim\Leg Maggese Cereale Inv.
- 3 anno Maggese Cereale Inv. Cereale Prim\Leg
Le corporazioni artigiane
I primi artigiani erano ambulanti che si movevano una da un posto all'altro, con il passare del tempo il mercato di questi prodotti artigiani crebbe ed essi si stabilirono perciò in città aprendo le loro botteghe presso le proprie case. Ora a viaggiare erano i prodotti e non più produttori. Accade che gli artigiani esercitanti lo stesso mestiere si stabilirono negli stessi quartieri, questi artigiani in questo modo erano favoriti dei rapporti con i clienti (che trovavano varietà in un posto sempre stabile). Questo portò anche la nascita di una nuova forma istituzionale ovvero la corporazione artigiana.
Nell'antichità classica le funzioni svolte delle corporazioni erano prevalentemente due: Una di carattere religioso e una di carattere sociale. La funzione religiosa consisteva nella funzione di ministro del culto; ogni corporazione aveva il proprio Dio da venerare protettore dell'oggetto prodotto e dell'artigiano (vigevano il paganesimo e politeismo). La funzione di carattere sociale era una funzione di mutua assistenza a beneficio degli artigiani associati che consisteva nell'erogare sussidi a beneficio dell'artigiano in caso di malattia o infortunio debilitante o alla vedova ed eventuali figli quando questo moriva.
Durante gli anni della crisi dell'impero romano e crollo (caduta età classica-primi anni del medioevo) vi fu una grandissima decadenza dell'attività urbana, le città erano spopolate e vi era una re-ruralizzazione della società e dell'economia che colpì anche le corporazioni artigiane e i mestieri degli artigiani. Durante il basso medioevo invece (1000-grande pestilenza della metà del 1300) si ebbe una nuova espansione dell'economia europea riguardante tutti settori ma soprattutto l'agricoltura grazie la sostituzione della rotazione biennale con la rotazione triennale. Le attività urbane manifatturiere, il commercio locale a lunga distanza, la cultura e le arti favorirono di questa crescita (Dante, Boccaccio Giotto, Cimabue).
Questa crescita porta anche la crescita delle cooperazioni artigiane che ora riconoscono il loro massimo sviluppo. La crescita di mercato consente una maggiore specializzazione dei mestieri artigiani (esempio artigiani del legno divisi in vari mestieri specializzati come I Carpentieri che costituiscono gli infissi delle case, I Falegnami che usavano strumenti più leggeri più precisi dei carpentieri per fare i mobili e le sedie, Gli Intagliatori del legno, ecc..). Ora ciascuno di questi mestieri specializzati si dota di una propria corporazione che svolge funzioni diverse da quelle delle corporazioni antiche. Le corporazioni medievali perdono la funzione religiosa in quanto scompare il paganesimo e si afferma il cristianesimo cattolico e la funzione è svolta dalla Chiesa romana con a capo il sommo pontefice.
Le cooperazioni conservano però la loro funzione sociale e acquisiscono quella di regolamentazione della produzione. Le cooperazioni iniziano a dotarsi di propri statuti e regolamenti che regolano minuziosamente la produzione e il mestiere stabilendo con grandissima precisione quali dovessero essere materie prime e semilavorati che gli artigiani dovevano usare e le caratteristiche degli strumenti di produzione. In questo modo diventa impossibile introdurre delle nuove lavorazioni nei metodi di produzione dei prodotti senza l'approvazione della corporazione o cambiare orari di lavoro. Anche l'attività commerciale e la vendita erano regolate potevano infatti avvenire solo in bottega e non in strada o porta a porta (impedito distarnutire e il prezzo dei prodotti).
Perché fanno questo? → Per evitare che si creassero delle sperequazioni economiche troppo forti tra artigiani. I membri delle cooperazioni erano suddivisi in:
- Maestri artigiani: Persone in cui avevano affidato la capacità dell'arte.
- Apprendisti: Un giovane ragazzo assunto con impegno\scopo del maestro di trasmettergli il mestiere.
- Valletti: Che aiutavano i maestri a fare lavori di fatica, non erano qualificati e il maestro non gli trasmetteva il mestiere.
La corporazione regolava in maniera minuziosa l'apprendistato (durata, numero di apprendisti, ecc..) per ridurre e la potenziale concorrenza di artigiani. L'apprendista era obbligato a pagare una tassa al sovrano per la licenza di artigiano e sostenere un esame per dimostrare di saper produrre un capolavoro (un prodotto del suo mestiere che ne dimostrasse l'abilità). Le corporazioni cercarono di evitare anche le sperequazioni economiche eccessive tra artigiani ma alcuni riuscirono ad arricchirsi evitando di rispettare gli statuti che erano imposti in modo rigoroso in città ma per forza di cose meno nelle campagne in quanto più lontane da raggiungere. La corporazione vietava di subappaltare lavorazioni o fasi a lavoratori e contadini in campagna ma ciò avveniva comunque e portò le corporazioni a smettere di imporre questa regola.
Questo sistema si aveva nei tempi morti del lavoro agricolo con il lavoro a domicilio nelle campagne a basso costo. Il Pulling Out System trasformò l'artigiano in imprenditore\mercante. Il POS è molto importante nello sviluppo nel settore della produzione dei panni di lana nelle Fiandre che erano un bene leggero poco deperibile e molto richiesto. L'Inghilterra forniva la lana, essendo una zona arretrata dell'Europa dove l'attività principale era l'allenamento di ovini dai quali si otteneva una grande quantità di lana grezza; soprattutto grazie al clima. L'Inghilterra non disponeva però di un'industria manifatturiera per lavorare la lana grezza che veniva quindi venduta ai mercanti\imprenditori fiamminghi che a loro volta la vendevano ai lavoratori rurali "la davano fuori" (put it out) che la lavoravano e la tessevano. Il lavorante a domicilio produceva quello che veniva chiamato il panno grezzo che veniva ricomprato dal mercante imprenditore.
Il mercante imprenditore ora doveva sottoporre il panno grezzo alla lavorazione della follatura (lavorazione per ripulire il panno dalle impurità e a renderlo più compatto. L'operazione richiede che il panno venga posto/pigiato da operatori umani con i propri arti corporei → inferiori dentro una vasca piena di una speciale miscela liquida fatta di acqua, argilla e altre sostanze minerali per assorbirle. Tuttavia gli artigiani fiamminghi costruirono un congegno che permetteva di meccanizzare la lavorazione della follatura la → Gualchiera (gualchiera vicino a corso d'acqua, ruota idraulica aziona un albero a canne che sollevano e lasciano cadere questi due enormi martelli di legno che penetrano in una vasca in cui sono posti i panni grezzi e la miscela, questa caduta consente la pigiatura di quest'ultimo e quindi la follatura. La gualchiera non poteva essere posta nelle case dei contadini ma i mercanti imprenditori lo ponevano nei propri laboratori; qui il merc./impr. poteva anche tingere il panno.
Accadeva che i mercanti portassero i panni presso la regione francese della champagne dove si svolgevano delle fiere permanenti, qui vendevano i panni di lana ai mercanti italiani che li portavano nella penisola dove venivano sottoposti ad ulteriori lavorazioni tipo tintura, rifinitura e ricamo nelle principali città manifatturiere italiane (Firenze, Genova, Venezia) commerciati attraverso i porti di Venezia e Genova per arrivare alla loro destinazione finale (soprattutto città bizantine mediterraneo orientale).
Rivoluzione agronomica (seconda rivoluzione agricola)
La rivoluzione agronomica precede ed accompagna la prima rivoluzione industriale. La rivoluzione ha avuto inizio intorno alla metà del 1650 e termina intorno al 1800. In talune occasioni la rivoluzione agronomica ha registrato significativi progressi soltanto dopo che la rivoluzione industriale aveva reso disponibili i mezzi e gli strumenti per un ulteriore progresso dell'agricoltura. La rivoluzione agronomica consiste in 5 novità nell'agricoltura inglese di cui le prime 4 sono di carattere tecnico mentre la quinta di carattere istituzionale (attiene alle forme di proprietà dei terreni) queste sono:
- La scomparsa del maggese sostituito dalla rotazione continua delle colture.
- Introduzione di nuove colture che ora occupano terreni prima a maggese.
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