Capitolo 1 – L’epoca economica moderna
1.1 -‐ LO SVILUPPO ECONOMICO MODERNO NEL LUNGO PERIODO
1.1.1 INDICATORI DELLA CRESCITA ECONOMICA
Il PIL è un indicatore statistico che misura il ritmo di crescita di un paese, ed è la differenza tra il valore dei beni servizi
e finali prodotti in un’economia meno le materie prime o servizi intermedi necessari per la produzione. Si dice infatti
che il PIL è una misura del valore aggiunto prodotto da un sistema economico nazionale.
Tuttavia è necessario misurare la crescita di un paese anche in relazione alla crescita demografica. Se la popolazione
cresce ad un ritmo diverso rispetto alla produzione (e quindi al reddito), il benessere dato dal PIL non sarà quello
effettivo. → Un indicatore più adeguato è il PIL PRO CAPITE (pil/n°popolazione) che indica la quantità media di beni e
servizi a disposizione di un individuo.
Quando un paese relativamente povero riesce a crescere più rapidamente di un paese più ricco, diminuendo il divario
di PIL PRO CAPITE tra i due, si dice che si verifica un processo di convergenza.
1.2 MOTORI DELLA CRESCITA
Esistono due tipi di crescita economica:
1) una dovuta all’aumento dell’utilizzo dei fattori di produzione ( terra, risorse naturali, lavoro, capitale). In questo
caso il tasso di crescita è destinato a rallentare nel lungo periodo ed infine a fermarsi a causa dei rendimenti dei fattori
produttivi decrescenti (all’aumentare della quantità di un input l’output aumenta ma in modo meno che
proporzionale), e quindi il prodotto marginale tende a diminuire. In questo caso l’unico modo per avere un tasso di
crescita costante o positivo anche nel LP è introdurre miglioramenti tecnici ed organizzativi ( progresso tecnologico (
applicazione di tecniche che migliorano l efficienza) ed investimenti detti anche “ fattori schumpeteriani”). Le
principali fonti degli aumenti quantitativi dei fattori di produzione sono l’accumulazione di capitale e l’espansione
dell’occupazione.
2) l’altra dovuta a incrementi della produttività totale dei fattori (PTF), ovvero l’efficienza con cui i fattori di
produzione vengono combinati. La principale fonte degli incrementi di PTF è identificata con il progresso tecnico (sia
innovazione nei processi produttivi o dei processi organizzativi della produzione).
I “ fattori shumpeteriani” sono i fattori considerati da Shumpeter fondamentali per la crescita di un paese:
Progresso tecnologico (innovazioni e invenzioni) = applicazione di nuove conoscenze scientifiche e tecniche
o nel processo produttivo. La promozione del progresso tecnologico, portata avanti dagli imprenditori,
consente di: ridurre i costi di produzione, aumentare la produttività, produrre nuovi prodotti (es: mezzi di
trasporto, nuove fonti di energie…)
Investimenti in capitale fisico = accumulazione di capitale
o
Quasi sempre nelle economie moderne il progresso tecnologico è il prodotto degli investimenti effettuati dalle
imprese nello sviluppo di nuove tecniche di produzione.
Distinzione tra innovazioni:
Innovazione NEI processi produttivi (es. introduzione di macchine che sveltiscono e rendono più economici
o alcune fasi del processo produttivo)
Innovazioni organizzative DEI processi produttivi = nuovo modo di organizzare il processo di produzione. (es.
o sistema americano di produzione = produzione di massa di beni standardizzati, basato sulla catena di
montaggio.)
1.2 – I MOTORI DELLA CRESCITA
1.2.2 MACRO E MICRO INVENZIONI
Distinzione tra le invenzioni:
macro invenzioni: invenzioni che segnano una netta discontinuità nella direzione del processo tecnico.
o Esempio classico è la macchina a vapore (trasforma energia termica in energia cinetica, calore in movimento)
à In merito all’invenzione della macchina a vapore si parla di
mutamento di paradigma tecnologico, poiché
fu un’innovazione che cambiò radicalmente il modo di organizzare e attuare la produzione. La macchina a
vapore è anche un esempio di TECNOLOGIA DI PORTATA GENERALE perché trova applicazione in più campi
differenti.
micro invenzioni : miglioramenti incrementali all’interno di una traiettoria tecnologica. Le microinvenzioni
o prevalgono sulle macro.
1.2.3 ACCUMULAZIONE DI CAPITALE
L’accumulazione di capitale consiste in un incremento del fattore di produzione del capitale. L’accumulazione di
capitale è il secondo fattore fondamentale per la crescita, ed è strettamente legato al primo, il progresso tecnologico.
L’accumulazione di capitale deriva da investimenti:
-‐ effettuati da imprese private, decisi sulla base dei profitti attesi e del costo di indebitamento
-‐ effettuati dallo stato (es. in infrastruttura pubbliche, soprattutto dal XX sec.)
Quasi sempre nelle economie moderne il progresso tecnologico è il prodotto degli investimenti effettuati dalle
imprese nello sviluppo di nuove tecniche di produzione.
1.2.4 ISTITUZIONI E CAPITALI SOCIALI
Capacità sociali = insieme di fattori di natura legale, istituzionale, e sociale che influenzano l’efficienza e la crescita di
un sistema economico. Tra questi fattori viene fatta un’analisi particolare sul
capitale umano. Non essendo il capitale
umano quantificabile in maniera diretta si preferisce considerare il “livello di istruzione” (percentuale di popolazione
alfabetizzata sul totale o anni medi spesi a scuola dalla popolazione ). Tuttavia un’analisi condotta sui paesi della
periferia europea degli anni 1870-‐1914 ha dimostrato che il livello d’istruzione non sembrava aver svolto nessun ruolo
di rilievo, questo non implica però che ci possa essere una relazione positiva tra capitale umano e crescita economica.
In via generale un livello elevato di istruzione implica una maggiore efficienza nel funzionamento delle istituzioni.
1.2.5 L’ESPANSIONE DEL COMMERICIO
I fattori schumpeteriani consentono di ampliare il potenziale produttivo di un’economia e la sua efficienza, tuttavia la
crescita economia dipende anche dall’allargamento dei mercati, sia a livello nazionale sia a livello internazionale.
L’allargamento dei mercati si verifica tramite: intensificazione degli scambi, divisione del lavoro.
Adam Smith nella sua opera “la ricchezza delle nazioni” fu il primo a parlare degli effetti positivi del commercio
internazionale sulla crescita economica → L’allargamento dei mercati viene nominato fattore smithiano. Questa
visione di commercio si basa sull’idea di economia di scala (cresce il volume prodotto, diminuiscono i costi per
produrre, aumentando cosi efficienza e produttività). L’idea smithiana è rappresentabile dalla seguente catena
causale:
→1)allargamento dei mercati → 2)crescita dimensionale delle imprese → 3)economia di scala
→4)riduzione dei costi medi a parità di volume del prodotto → 5)aumento di efficienza e produttività
Il principio smithiano fu alla base delle politiche economiche commerciali liberiste.
Tuttavia, nella storia Europea, il legame tra commercio internazionale e crescita economica non si è rivelato cosi
diretto come si era ipotizzato. Nell’epoca d’oro delle politiche liberiste (1860-‐90) in Europa fu registrato un
rallentamento significativo del tasso di crescita, mentre dopo l’attuazione di politiche protezionistiche 1892-‐1913) ci
fu una crescita rapida sia dell’economia che del commercio internazionale.
Si evince che: è la più la crescita economica che stimola il commercio internazionale piuttosto che il contrario.
1.3 – CRESCITA E TRASFORMAZIONI STRUTTURALI
1.3.1 PROCESSO DI INDUSTRIALIZZAZIONE
Il costante aumento del PIL PRO CAPITE verificatosi nei paesi occidentali è stato reso possibile da una trasformazione
profonda delle caratteristiche strutturali del sistema economico. Questi mutamenti derivano dal processo di
industrializzazione, motore dello sviluppo economico moderno.
Il processo dell’industrializzazione è interpretato dagli storici secondo due correnti.
1. Rostow, Gerschenkron e Shumpeter, pur avendo formulato modelli differenti, condividono l’idea che lo
sviluppo economico derivi da una “ rottura” improvvisa di uno stato di equilibrio. Questa rottura si esplicò
grazie alla continua promozione da parte degli industriali di innovazioni e invenzioni tecnologiche.
2. A queste visioni tradizionaliste si è contrapposta tuttavia una visione “ evoluzionista” che ha rifiutato l’idea
dell’industrializzazione come rottura ma piuttosto ha enfatizzato le caratteristiche di continuità del processo
economico (storico Clapham).
1.3.2 IL MUTAMENTO STRUTTURALE
Per mutamento