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Rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale è un insieme convergente e cumulativo di rivoluzioni, l'apice di una serie sequenziale di cambiamenti che hanno determinato un aumento di produttività e consentito un cambiamento strutturale dell'economia a livello di:

  • Incremento del tasso di occupati (aumento tasso attività femminile)
  • Ridimensionamento del peso del settore primario per occupati
  • Avanzamento del peso del settore secondario e terziario

Questi cambiamenti hanno permesso il passaggio da una società rurale a una industriale.

Tipi di crescita economica

Si individuano due tipi di crescita economica:

  • Estensiva: Maggiore apporto di più fattori produttivi, quindi più produzione per l'introduzione di più fattori (con il tempo si avranno rendimenti di scala decrescenti); questo modello è pre-industriale.
  • Intensiva: Tramite un aumento di produttività dei singoli fattori di produzione (innovazioni tecnologiche, migliore organizzazione del modo di produzione), basata quindi su una migliore efficienza dei fattori di produzione; si tratta di sviluppo (land e labour saving).

Si passa quindi da un'economia di sussistenza soggetta a vincoli malthusiani, dove è possibile aumentare la produzione solo con l'aumento dei fattori produttivi, ad una crescita economica autosostenuta fondata sullo sviluppo e aumento della produttività.

Società pre-industriale

La caratteristica di fondo della società pre-industriale è la base agraria, un'economia caratterizzata da un regime agrario poco produttivo che condiziona le dinamiche demografiche.

A partire dal ‘700 in Inghilterra si inizia a sviluppare una rivoluzione agricola. Si sviluppa qui perché all'adozione di alcune innovazioni si accompagna anche un processo di trasformazione del regime giuridico della terra. I fattori concomitanti e prerequisiti per la rivoluzione agricola includono:

  • Diffusione su vasta scala dell'agricoltura mista (high farming=rotazione continua), tecniche di coltivazione land saving come high farming, nuove foraggere, cambiamento varietà piante e razze animali allevate più adatte ai diversi tipi di clima e terreni (mais, patata, barbabietola, vacche da latte, buoi da macello, prodotti chimici come fertilizzanti e concimi).
  • Innovazioni labour saving come perfezionamento attrezzi in ferro (aratri, falci) e macchine sostitutrici dell'uomo (trebbiatrici e mietitrici, 900 trattore).

L'agricoltura più efficiente rende meno vulnerabile la popolazione da carestie, quindi dal 700 inizia una forte crescita demografica. Anche in Inghilterra anticipa tale tendenza: ha inizio la transizione demografica, cioè il passaggio dal modello malthusiano (media-alta natalità ed alta mortalità) al nuovo modello demografico caratterizzato da bassa mortalità ed alta natalità.

L'Europa ha la crescita più dinamica rispetto ad altri continenti, anche se in termini assoluti è meno popolata, ne deriva una lenta crescita del reddito pro capite.

Innovazioni tecnologiche della rivoluzione industriale

Durante la prima e seconda fase della rivoluzione industriale si assiste a numerose innovazioni tecnologiche, tra cui:

  • Settore tessile
  • Settore siderurgico: Fusione della ghisa con coke Darby 1709, fusione del ferro con coke Cort 1783.

L'evoluzione della tecnologia a vapore inizia nel 1698, quando Savery brevetta un congegno per eliminare l'acqua dalle miniere. Nel 1705 Newcomen realizza una macchina a vapore utilizzata per pompare acqua dalle miniere, che ebbe successo e si diffuse in diversi paesi di Europa e USA in poco tempo. Nel 1769 Watt migliora l'efficienza di questa macchina a vapore, adottata nelle miniere, ferriere e filature, e nel 1781 brevetta il movimento rotatorio. Così la macchina a vapore diventa macchina motrice e trova applicazione nell'industria e nei trasporti, generalizzandosi e superando l'impiego dell'energia idraulica dopo il 1850.

Impiego del vapore nei trasporti

L'impiego del vapore si diffonde rapidamente nel settore dei trasporti, portando a una vera e propria rivoluzione dei trasporti:

  • Prima fase (1770-1830): Miglioramento della navigazione interna con costruzione di un fitto sistema di canali (si abbassa il costo del trasporto di materie prime e prodotti finiti) e sviluppo di strade a pedaggio (nuovo sistema di manutenzione).
  • Seconda fase (dal 1830): Sviluppo della locomotiva, navigazione transoceanica, strade ferrate; si sviluppa la ferrovia (combinazione di elementi già in uso: binari delle gallerie, carrelli e macchina a vapore); nel 1825 Stephenson perfeziona la locomotiva a vapore per il trasporto delle merci e persone tra Liverpool e Manchester.

Si individuano tre fasi nelle costruzioni ferroviarie:

  • 1830-50: affermazione delle costruzioni ferroviarie in Inghilterra, alcuni paesi europei e USA per le grandi distanze
  • 1850-70: l'età d'oro delle reti continentali europee e nordamericane
  • Fine ‘800: realizzazione dei collegamenti internazionali in Europa e transcontinentali in Nord America, Asia e America Latina

L'affermazione della nave a vapore fu più graduale della ferrovia; nel 1807 si sviluppa il battello a vapore per la navigazione interna, in mare aperto si svilupperà con il passaggio all'elica che sostituisce le ruote e con una maggiore efficienza del motore che porterà al trasporto di merci pesanti e determinerà la definitiva sostituzione della navigazione ad elica che era poco efficiente con quella a vapore, grazie anche ad un abbassamento del costo dell'acciaio che sostituisce il legno, diminuendo quindi le spese di manutenzione.

Dopo il 1840 la navigazione transoceanica si afferma per il trasporto di passeggeri e merci leggere, e dopo il 1870 si generalizza per il trasporto di mezzi ingombranti, grazie anche all'apertura del Canale di Suez nel 1869 che collega l'Europa con il Mar Rosso, una via strategica per l'Inghilterra verso l'India.

La rivoluzione dei trasporti porta trasformazioni che accelerano il trend di crescita dell'economia: riduzione dei costi e tempi di trasporto, aumentando la possibilità di movimento delle persone e agevolando gli scambi, i rifornimenti, la colonizzazione e l’integrazione dei mercati (grazie anche al libero scambio 1850-73). È anche motore dello sviluppo economico stimolando l'industria siderurgica, meccanica e del lavoro per le imprese ferroviarie nascenti.

Caratteristiche delle innovazioni della prima rivoluzione industriale

In questa fase, le innovazioni non sono frutto di ricerca scientifica, ma consentono un aumento della produttività soprattutto nel settore tessile (labour saving). L'energia idraulica rimane la fonte principale d'energia fino alla diffusione generalizzata della macchina a vapore nel 1850; il tutto in un tradizionale sistema di produzione dell'industria a domicilio, con conseguente scarsa dimensione delle imprese e predominanza di piccole medie imprese di stampo familiare (costanti fino al 19° secolo). Quindi in questa prima fase la domanda di capitali è limitata perché non c'era bisogno di grandi capitali per avviare un'impresa e una scarsa propensione all'indebitamento predomina la richiesta di credito a breve termine. L'Inghilterra era in grado di soddisfare tale tipo di domanda avendo un sistema bancario più evoluto rispetto agli altri, con le banche di provincia del 1750 (Banca di Sconto e di emissione di biglietti) che assicuravano tale capitale.

La caduta dei prezzi del 1870 stimolò una nuova fase di innovazioni tecnologiche, fase in cui le teorie scientifiche diventano il fondamento delle innovazioni. Aumenta l'importanza delle economie di scala con un conseguente aumento delle dimensioni degli imprevisti e quindi il superamento del connubio famiglia-impresa con una diffusione delle SPA (grazie anche alle concessioni degli stati 1856, Eng Companies Act) e delle concentrazioni industriali, quando le innovazioni diventano più complesse e sia più richiesta di capitale di credito a lungo termine.

Con il procedere dell'industrializzazione cresce anche il bisogno di credito commerciale, nacquero nuove istituzioni bancarie (nuove tecniche di raccolta) e si imposero le banche per azioni e le banche private come Banche di deposito (Westminster Bank) che si finanziano con la raccolta di deposito e finanziano prevalentemente credito a breve termine. La Legge del 1844 estende il monopolio dell'emissione dei biglietti alla Banca d'Inghilterra su tutto il territorio facendo così uscire di scena le banche di provincia.

L'Inghilterra raggiunge il massimo della sua industrializzazione nel ventennio 1850-70 con il libero scambio.

Principali innovazioni tecnologiche della seconda metà dell’800

Tra le innovazioni tecnologiche della seconda metà dell'800 si annoverano:

  • Acciaio: Vantaggi del ferro e della ghisa insieme, prodotto base dell'industria pesante a basso costo.
  • Chimica: Chimica di base e organica (coloranti e fertilizzanti).
  • Elettricità: Già agli inizi dell'800 primi esperimenti di illuminazione e motore elettrico confinati nel campo della telegrafia; nella seconda metà diventa di uso corrente cambiando la vita quotidiana delle persone, delle strutture delle officine e delle aree urbane con centrali idroelettriche e lampadine verso il 1880, quindi illuminazione e trasporti urbani più rapidi con tram e metro.
  • Motore a scoppio 1885
  • Telefono 1878
  • Radio 1896
  • Telegrafo: Viaggia in simbiosi delle ferrovie, nasce per l'esigenza di mettere in comunicazione le linee ferroviarie, tale simbiosi estende poi i suoi effetti anche agli altri mercati.

Dopo il 1870 si verifica un rallentamento della crescita industriale inglese (mantiene primato finanziario indiscusso fino alla Prima Guerra Mondiale, con la sterlina come valuta chiave poi sostituita dal dollaro). Le cause furono: obsolescenza dell'apparato produttivo, fallimento della strategia imprenditoriale con conseguente ripiegamento degli imprenditori verso valori tradizionali e conservatori, forti investimenti di capitali all'estero e scarsi investimenti interni con un'eccessiva insistenza dell'industria in produzioni tipiche della prima fase della rivoluzione, domanda delle colonie di prodotti meno sofisticati, arretratezza del sistema educativo.

Industrializzazione nei vari paesi

Dopo il 1850 il processo di industrializzazione avanza in altri paesi:

Belgio

Primo paese europeo che si industrializza sul modello inglese: ha tradizione industriale (le Fiandre) e disponibilità di materie prime come carbone e minerali ferrosi, beneficia durante le guerre napoleoniche dell'inserimento nel sistema continentale francese che mette l'industria nazionale al riparo dalla concorrenza inglese. Dal 1822 beneficia del sostegno finanziario della Société Générale (banca d'investimento organizzata in SPA) e 1835 Banque de Belgique. Dal 1830 indipendente dall'Olanda e lo stato promuove costruzione di ferrovie e forte impulso all'attività siderurgica metallurgica e attività mineraria, polo laniero più potente sul continente.

Francia

Ha un modello atipico di industrializzazione rispetto a quello inglese per una relativa insufficienza di materia prima, scarsa organizzazione e prevalenza del primario fino al 1850, lenta crescita demografica; anche se è il più popolato, i tassi di incremento sono modesti per l'esigenza di non frazionare la proprietà fondiaria fra troppi eredi. Prevalenza di imprese di piccole e medie dimensioni, i ¾ della popolazione industriale proviene dalla manifattura artigianale e domestica per prodotti di lusso e alto valore. Grazie alle esportazioni nell’800 è la seconda potenza commerciale dopo GB. I maggiori progressi sono durante il secondo Impero 1850-70 grazie a trasformazioni del settore finanziario, costruzioni ferroviarie, industria pesante e liberalizzazione delle SPA. Dopo il 1870 rallenta con la sconfitta della guerra franco-prussiana, la perdita dell'Alsazia e Lorena, riparazioni alla Germania e crisi agraria degli anni 70-80.

Germania

Parte da una posizione di forte arretratezza, ma nel 1914 è la più industrializzata in Europa (seconda al mondo). Abolizione della servitù della gleba 1807, Zollverein 1820; incentivo a costruzioni ferroviarie quindi all’industria siderurgica e meccanica; inoltre abbondanza di materie prime soprattutto carbone (Ruhr) e miniere di ferro della Lorena dopo il 1870; Forte legame tra banca-industria e liberalizzazione delle SPA 1869, unificazione politica 1871, grande impulso all’economia dal pagamento di 5 miliardi dalla Francia. Primato nella ricerca scientifica che gli dà un privato nei settori innovativi chimici (coloranti, farmaci, fertilizzanti) e elettromeccanici, ciò consente anche molta esportazione di tali prodotti. Si affermano grandi concentrazioni industriali (Siemens, AEG) ad elevata intensità di capitale fisso e economie di scala, e cooperazione tra imprese dello stesso settore soprattutto in industria meccanica, pesante, metallurgica, chimica. (Capitalismo manageriale cooperativo: trust e cartelli).

USA

Dal 1890 gli Stati Uniti sono la principale nazione industriale grazie a: forte crescita demografica, aumento dell'immigrazione (grazie a sviluppo navigazione transoceanica e libertà di immigrazione), abbondanza di terra e risorse rispetto alla popolazione, salari più elevati, enorme mercato interno senza barriere doganali, diffusione di innovazione labor saving, crescita di grandi imprese nei settori strategici dello sviluppo. Il miglioramento dei trasporti favorisce la crescita di scambi commerciali e stimola la produzione di acciaio e l’industria siderurgica che diventa la prima industria USA. Sistema americano di produzione (standardizzata e di massa tayloristica). L'industria è caratterizzata da grandi dimensioni e diversificazione, impresa multidivisionale e multiprodotto sono la principale forza. Capitalismo manageriale competitivo: divieto di accordi collettivi... Antitrust 1890.

Russia

Il processo di industrializzazione inizia dopo la guerra di Crimea 1856, abolizione della servitù della gleba nel 1861. Ruolo molto attivo dello Stato nel promuovere lo sviluppo economico attraverso la costruzione di ferrovie che si intensificano nell'ultimo ventennio dell'800 e stimolano l'industria siderurgica e meccanica. Grande dotazione di materie prime: carbone e ferro e giacimenti petroliferi. Buoni livelli di produttività nell'industria ma molto bassi nell’agricoltura. Bassi redditi pro-capite. Nel 1914 è la quinta potenza industriale, con la rete ferroviaria più sviluppata d'Europa e produce elettricità e acciaio su larga scala.

Italia

Nel 1861 predomina ancora il manifatturiero, impresa a bassa tecnologia e di piccole dimensioni. Tra il 1860 e 1880, il liberismo doganale e affida la costruzione di ferrovie a SPA e per lo più a capitali stranieri, ciò non dà impulso all’industria pesante come altrove.

Dal 1880 ruolo più attivo dello Stato: protezionismo con tariffe doganali 1878-1887, nazionalizzazione delle ferrovie 1905, Banca D’Italia 1893. Tra il 1888 e 1896 anni più neri: crisi agraria, speculazione edilizia; crisi bancaria (portò alla Banca d'Italia); superata tale fase inizia il decollo dell’industria 1896-1907: avanzano nuovi settori a più alta intensità di capitali: siderurgia, elettricità, automobili (Fiat 1899), si concentra nel triangolo industriale che accentua uno squilibrio regionale già vivo.

La moneta venne legata al gold standard, preminenza della Banca Nazionale nel Regno d'Italia, ma rimasero in vita banche di emissione di alcuni stati preunitari. Tuttavia, erano poche quelle costituite in SPA e finalizzate allo sviluppo industriale, tra queste le due più importanti erano il Credito Mobiliare e la Banca Generali che (banche d'affari alla francese).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 18luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof D'Errico Rita Maria Michela.
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