Perché l'Europa ha cambiato il mondo?
Cap. 1 Civiltà agricolo mercantili avanzate
1. Sviluppo economico del mondo e il ruolo delle istituzioni
Per comprendere la grande discontinuità apportata dalla rivoluzione industriale alla vita dell’umanità, occorre considerare il lunghissimo periodo. L’umanità visse a lungo in un regime economico basato sulla caccia, pesca e raccolta di frutti selvatici. Era una vita che non permetteva insediamenti stabili perché ciò che la natura offriva si esauriva rapidamente. La speranza di vita alla nascita (vita media) si collocava tra i 20 e 25 anni e la possibilità di moltiplicare la popolazione era bassa a causa delle precarie condizioni di vita.
Questa situazione, che è possibile definire come “primitiva”, ha dato in molte zone deboli segni di ripresa. Di contro, in alcune zone a clima più temperato (Asia, Europa, America) si determinò (9000 a.C.) un’evoluzione verso una civiltà “agricolo-pastorale” in cui si coltivava la terra ed allevavano gli animali. Questa civiltà vide il fiorire di città e imperi, l’espansione della popolazione e diffusione della cultura: si sviluppò la scrittura, l’amore per la conoscenza che si poteva tramandare tramite essa, e sorsero famose biblioteche.
Tuttavia, la bassa capacità di controllo dell’ambiente (eventi naturali, epidemie) tennero la vita media ad un livello non diverso da quello delle società primitive, anche se non vi era affatto confronto tra le due società: se la civiltà primitiva non sapeva sopravvivere, la civiltà agricolo-pastorale si rinnovò anche se questo significava incombere in difficoltà. Ci vollero millenni prima che la civiltà agricolo-pastorale si trasformasse in civiltà industriale: questa trasformazione, infatti, avvenne in Europa tra il XVI e XVIII secolo.
Con la civiltà industriale la speranza di vita si è triplicata, la popolazione ha oltrepassato i 7 miliardi, l’urbanizzazione si è diffusa, ma soprattutto mutarono i modi di lavoro e di vita. Tutto questo avvenne in un tempo assai più breve rispetto a quello in cui vissero le altre civiltà, per questo motivo questa capacità della civiltà industriale è stata definita “rivoluzione”.
Gli elementi che gli studiosi hanno definito come significativi e “elementi base” di una civiltà economicamente e socialmente “avanzata” sono stati i seguenti:
- Il clima
- La localizzazione geografica
- Risorse naturali
- La visione filosofico-religiosa del mondo
- L’organizzazione della società con la creazione di apposite istituzioni
Gli studiosi, in merito, hanno dimostrato come i primi tre elementi hanno svolto un ruolo facilitante, infatti le civiltà più dinamiche erano localizzate in aree dal clima mite, con acque che facilitavano il trasporto; ma anche molte erano le aree di questo genere che hanno visto uno sviluppo solo grazie all’immigrazione di gente da lontano, perché le popolazioni locali non erano state in grado di cogliere le opportunità offerte dal territorio e sfruttare le risorse in modo efficace. Dunque, il nucleo centrale del cambiamento è dato dagli ultimi due elementi; in particolare, con riferimento all’approccio istituzionale, Douglass North (storico economico americano) sostiene che la cultura da cui derivano le istituzioni vada ben al di là della “razionalità strumentale” (razionalità mezzi-fini).
A tal proposito occorre introdurre il concetto di Path dependance (dipendenza dal sentiero): un concetto sviluppato da Paul David secondo cui eventi passati possono avere conseguenze significative in tempi futuri.
2. Confronto istituzionale tra economie agricole avanzate
Il confronto istituzionale proposto considera: l’Europa (XI-XVI sec), il mondo islamico (VIII-XVI sec) e la Cina (VII-XVI sec). Mentre, le civiltà agrarie del Centro America (Incas, Aztechi e Maya) non sono state prese in considerazione perché isolate e poco mercantilizzate. L’India, invece, ha avuto una complessa civiltà agraria però non è stata in grado di autodifendersi contro la conquista della stessa, prima, dai musulmani, poi, dagli inglesi (con la East India Company).
Dunque, le tre civiltà analizzate avevano sviluppato da tempo la scrittura, l’attività manifatturiera ed il commercio. Esse erano basate su religioni e filosofie diverse che condividevano la fiducia nella razionalità dell’uomo. Il periodo storico diverso, preso in considerazione, è prova del fatto che la caduta dell’impero romano aveva creato in Europa un ritardo che solo con fatica venne colmato. La letteratura, infatti, spiega che: Cina e mondo islamico erano fino all’XI secolo aree più avanzate rispetto all’Europa, poiché dotati di macchine militari complesse, attività mercantili fiorenti e manifatture di pregio, ma ebbero una diversa capacità di tenere il passo dello sviluppo.
Per comprendere le ragioni che portarono a queste differenze tra le tre società consideriamo 5 dimensioni:
- Forma di governo: libertà o assolutismo. In Cina ha sempre prevalso un governo assoluto che proteggeva i sudditi, la presenza di caste e un governo unificato e rapace ma non sempre contrario allo sviluppo. Sicuramente, la libertà goduta dagli individui nelle società con governi rappresentativi è incomparabile rispetto a quella permessa in società con governi assoluti. Il mondo islamico si caratterizzava per un governo teocratico, frammentazione politica prima dell’impero ottomano e con mercanti senza potere politico, mentre l’Europa si costituiva di città-stato autogovernate dai mercanti e frammentazione politica. Inoltre, nei governi assoluti si creano istituzioni “estrattive” a danno di quelle “inclusive” molto più facilmente che in altri governi. Il contrasto è dovuto al fatto che le prime si mettono al servizio dell’arricchimento di pochi il sovrappiù economico prodotto, mentre le seconde permettono ad un gran numero di persone di partecipare all’attività economica traendone vantaggi con pari opportunità.
- Ordine: discende direttamente dalla prima. Grandi entità statali come la Cina hanno molte risorse interne, il che le porta ad isolarsi e sfruttare il proprio esercito solo a scopi difensivi. D’altra parte, il perenne stato di guerra dell’Europa è stato un costo che il paese ha pagato a causa della frammentazione dello stesso che ha generato, al tempo stesso, maggiori incentivi alla crescita economica del paese rispetto alla Cina. Infatti, il continuo stato di guerra ha aumentato l’incentivo all’uso di tecnologie a scopi militari e imposto dei sistemi finanziari sempre più efficienti per poter sostenere le imprese belliche. Riguardo il mondo islamico, nelle guerre di conquista è stato molto più simile all’Europa, anche perché è stato a lungo frammentato (prima dell’impero ottomano), ma la sua posizione geografica non gli è mai stata d’aiuto. Esso si è, da un lato, scontrato con gli europei, dall’altro con l’India e popolazioni asiatiche.
- Giustizia: dipende dal tipo di governo. Se assoluto, la giustizia sarà arbitraria; se rappresentativo e poi democratico sarà “uguale per tutti” e non darà adito a privilegi.
- Tassazione beni pubblici: con le ultime due dimensioni si arriva al ruolo dello stato. L’Europa si segnala per una più elevata tassazione, necessaria per scopi militari, ma utilizzata anche per una maggiore produzione di quei beni e servizi che non era conveniente far produrre a privati (c.d. beni pubblici). Proprio per l’elevatezza delle tasse richieste dagli stati europei, la popolazione finì per imporre un controllo su di esse secondo la celebre formula coniata dalla Gran Bretagna “no taxation without representation”.
Quello che emerge dal confronto tra le tre civiltà è che l’Europa si presenta come l’area dove le libertà individuali vennero maggiormente tutelate. È proprio la libertà di pensiero ed intrapresa che permette un continuo miglioramento e sviluppo economico. Quindi, sicuramente, l’Europa seppe sviluppare un ambiente favorevole all’innovazione. Inoltre, i fondamenti filosofico-religiosi d’Europa si sono mostrati strategici nel sostenere questa dinamica. Essi si possono riassumere in 4 punti:
- Il primo fondamento sta nella definizione di “persona umana come unico valore assoluto”. Secondo il cristianesimo l’uomo è stato creato ad immagine di Dio ed è fatto di corpo (materia) e anima (spirito) che convivono. Quanto più questo principio si è affermato, tanto più si sono abbandonati assolutismo e schiavismo e si è proclamata l’uguaglianza di tutte le persone.
- Il secondo fondamento discende dal primo: se ogni uomo è a immagine di Dio, allora la relazione tra le persone è orizzontale, di fraternità, solidarietà e fiducia.
- Il terzo fondamento è “l’esaltazione dello spirito come razionalità”, da cui discende la nascita della scienza, diffusione dell’istruzione ma anche la superiorità dell’uomo sulla natura.
- Quarto fondamento: “la separazione dei poteri” per evitare la concentrazione degli stessi in poche mani e permetterne il controllo. In primo luogo avviene una distinzione tra potere civile e potere religioso; in secondo luogo si è avuta un’articolazione delle società in corporazioni che godevano di vaste autonomie. In seguito, si è arrivati alla distinzione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Furono queste le caratteristiche capaci di offrire un vantaggio all’Europa già prima della rivoluzione industriale.
Cap. 2 Dalle città – stato italiane alle esplorazioni geografiche
1. Il nuovo sistema cittadino europeo
Le città che si vennero a formare in Europa dall’XI secolo avevano caratteristiche diverse dalle città islamiche e cinesi, erano agglomerati di popolazione per lo più dedicata ad attività economiche non agricole in cui i mercanti avevano un ruolo economico predominante. Esse in Europa erano anche comunità che godevano o di totale indipendenza politica o di vaste autonomie, per questo motivo campeggiava spesso la parola “libertà”.
Il sistema economico della città si fondava su due piloni: le corporazioni degli artigiani produttori e le Camere dei mercanti. Le prime normalmente producevano su mandato dei mercanti, si veniva così a creare un rapporto stretto tra mercanti e artigiani. A partire dal XII secolo la produzione manifatturiera godette di importanti innovazioni, ad esempio con l’applicazione della forza motrice idraulica nella lavorazione del ferro, segatura del legname, lavorazione della carta. Ma i due ambiti in cui si registrarono importanti sviluppi furono: la navigazione e l’orologeria.
Nella prima si adotta per la prima volta la bussola magnetica ed avviene anche la redazione di carte nautiche e compilazione di tavole trigonometriche. Nella seconda, tradizionalmente il tempo si era misurato attraverso clessidra o meridiana, ma dal XIII secolo nacque in Europa l’orologio meccanico (invenzione originale e non nota altrove). Le aree europee leader nello sviluppo manifatturiero furono l’Italia centro-settentrionale e i Paesi Bassi. In particolare, l’Italia trasse vantaggio dalla sua posizione geografica che la rendeva ponte naturale tra Europa, Nord Africa e Vicino Oriente. Furono soprattutto i mercanti italiani che svilupparono nuove vie del commercio. Gli italiani, particolarmente veneziani, pisani e genovesi si aprirono imponenti varchi nel Mediterraneo, cercando di tenere a bada altri competitori.
Inoltre, la grande libertà di cui godevano i mercanti generò innovazioni importanti anche nel campo delle istituzioni economiche, contratti e gestione del denaro. Fra le più importanti vi sono:
- La commenda: permetteva a chi non desiderava lavorare direttamente in un’impresa di finanziarla, anticipando una parte del capitale necessario e ottenendo un’adeguata remunerazione; è da qui che prese avvio la pratica di raccolta dei capitali sino ad arrivare alla creazione di s.p.a.
- L’assicurazione: per la prima volta prevista dalla Repubblica marinara di Venezia per affrontare i grandi rischi degli armatori che trasportavano le mercanzie per mare
- La banca: luogo in cui ebbero origine operazioni finanziarie, che nelle città medievali era legata all’attività del mercante
- La partita doppia: un modo di tenere la contabilità redigendo libri-giornale in cui si annotavano entrate e spese per poter capire meglio come andavano gli affari (metodo già conosciuto nel mondo islamico)
- Il diritto commerciale: la moltiplicazione dei commerci fece aumentare le controversie tra gli operatori economici e rese possibile la creazione di un insieme di leggi volte a controllare e vincolare i rapporti.
Le innovazioni istituzionali delle città italiane continuarono anche quando esse entrarono in crisi, attraverso l’ideazione della borsa (luogo di operazioni commerciali e finanziarie), il servizio postale, il brevetto e i codici di commercio. La nascita della rivoluzione industriale in Europa venne determinata non solo da queste invenzioni, ma anche da una serie di “esplorazioni geografiche”.
2. Le esplorazioni geografiche
Le esplorazioni europee per mare non solo allargavano gli orizzonti, ma i confini del mondo apparivano ormai definiti e misurabili. Le nuove scoperte geografiche alterarono innanzitutto gli equilibri raggiunti in Europa. In primo luogo, l’Italia venne tagliata fuori dallo sfruttamento coloniale delle nuove terre. I motivi furono sostanzialmente due: le posizioni acquisite dalle repubbliche marinare italiane erano così confortevoli che non vi era incentivo a cambiare e la dimensione delle città stato era troppo piccola per attraversare gli oceani.
Per il Portogallo fu, invece, un’opportunità unica. La sua posizione l’aveva tagliato fuori dalle correnti di traffico europee e con queste nuove scoperte geografiche riuscirono ad uscire da quella situazione così marginale. Quanto alla Spagna, il lungo confronto con gli arabi l’aveva abituata ad un continuo stato di guerra. Tentò la fortuna con Cristoforo Colombo e quando videro i primi risultati si diedero all’avventura con un approccio di conquista. Oltre a generare grandi mutamenti di equilibri in Europa, le esplorazioni geografiche elevarono un continente: l’America, che era stato del tutto isolato dal resto del mondo e che pose fine al semi-isolamento dell’Asia, reso possibile anche grazie alle navi europee che arrivarono direttamente nell’oceano indiano.
Perché non fu la Cina a esplorare e colonizzare il mondo? Secondo lo studioso Daniel Headrick esistevano 5 tradizioni marinare, fra cui quella cinese che era senza dubbio la più avanzata. I cinesi avevano costruito potenti navi “le giunche” che erano capaci di imbarcare 1.000 uomini e 1.000 tonnellate di carico. Esse utilizzavano la bussola magnetica ed il timone a poppa ed erano le navi più avanzate del tempo, che avrebbero potuto varcare facilmente il Pacifico.
In particolare, esiste un episodio storico che evidenzia la capacità in campo navale dei cinesi: nel XV secolo l’imperatore cinese dell’epoca decise di inviare nell’Asia sud-orientale ed oceano indiano una flotta di 317 navi con al comando l’ammiraglio Zheng He. Le navi più grandi superavano di 5 volte la lunghezza della nave più grande di C.C. (la Santa Maria). Altre spedizioni seguirono ma i successivi imperatori non ritennero di continuare per questa strada, così il commercio con l’estero venne drasticamente limitato, le “flotte del tesoro” furono distrutte e venne emanato il divieto di costruirne delle nuove.
Questo successe, secondo alcuni studiosi, per il fatto che la dimensione dell’impero cinese favoriva sicuramente una mentalità di auto sufficienza e che non si voleva insidiare in avventure fuori dal territorio. Le tradizioni marinare europee erano due:
- La mediterranea: dove a causa dei venti imprevedibili si è preferita una nave a vela con rematori. La “galea” era la nave tipo, con cui veneziani e genovesi si erano spinti fuori dal Mediterraneo. Queste però non erano adatte per il mare grosso e non potevano trasportare provviste per più di qualche giorno.
- La nord-europea: che sviluppò le “cocche”, navi robuste e molto alte, senza rematori, con una capacità di carico anche di 300 tonnellate, che non erano però facilmente manovrabili.
Fu il Portogallo il primo paese europeo a sviluppare imbarcazioni più adatte ad una navigazione in mare aperto. Queste furono le “caravelle”, una via di mezzo tra galea e cocca, senza rematori, con vele miste e con un ponte. Esse erano veloci e manovrabili, potevano stare in mare a lungo, ma non erano adatte per trasportare carichi pesanti, così vennero costruite anche navi più larghe “le caracche”; fu con questi due tipi di nave e con la bussola che si effettuarono le esplorazioni decisive.
Dopo la circumnavigazione portoghese dell’Africa e la traversata oceanica di C.C., la certezza di poter fare lunghe navigazioni diede il via ad una lunga catena di esplorazioni da parte degli europei. Le navi vennero ulteriormente perfezionate sino ad arrivare al “galeone” (il modello più diffuso), così chiamato perché era un’evoluzione della galea (senza rematori) e vantava una stazza tra 200 e 2.000 tonnellate potendo quindi stare in mare per mesi e permettendo finalmente di incrementare le attività commerciali. Furono aperte nuove rotte.
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