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Storia economica

Appunti di Storia economica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Taccolini dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia economica docente Prof. M. Taccolini

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impedivano l'uso in siderurgia).Watt poi migliora la macchina di Newcomen e Boulton realizza la

definitiva macchina a vapore adatta per tutti i settori. Vengono introdotte turbine per l'energia

idraulica (acqua e vapore=combinazione energetica), nuove macchine utensili con parti metalliche

ed intercambiabili (quindi standardizzate) : ASM (american system of manufacturing=produzione

con standardizzazione prodotto e intercambiabilità parti meccaniche=presentato al' EXPO di Londra

1851), illuminazione a gas in Europa anche nelle piccole città.

L'introduzione principale nella 2 rivoluzione industriale è l'acciaio (ferro+ghisa=scoperte di

laboratorio=rapporto crescente scienza-industria), prodotto base dell'industria pesante x beni di

consumo e da molti vantaggi. Nel 1856 il convertitore di Bessemer abbassa il costo produzione

dell'acciaio. La ricerca scientifica fornisce inoltre la moltiplicazione dei prodotti chimici. Il carbone

viene sostituito dall'energia elettrica e la vita nelle città e nelle officine viene rivoluzionata. Vi sono

importanti novità anche negli altri settori : trattamento latticini, refrigerazione, macchina da

scrivere, rotativa x stampa, fotografia + trasformazioni culturali ed individuali (oltre che

economiche). L'imprenditore diviene il motore del sistema capitalistico (organizza, sceglie, investe,

assume lavoro=rischia=viene remunerato dal profitto x questi ruoli attivi). Con l'autofinanziamento

l'imprenditore investe il proprio capitale consentendo una concorrenza perfetta fra piccole-medie

imprese, ma con la crescita di esse si necessita di + credito esterno (banche, borse..). Per i primi

imprenditori (commercianti, innovatori, proprietari terrieri, artigiani..) si parla di un connubio

impresa-famiglia, ma le esigenze di finanziamenti esterni portano alla nascita di società anonime

(SPA=quote di società divise tra + soggetti capitalisti). Nascono concentrazioni industriali

(economie di scala=vantaggi x costi, potenza, contratti) e vengono ricercati accordi x spartizione

mercati (cartelli, trust=no concorrenza).

Attori di industrializzazione sono : banche (x credito) di deposito (breve/medio termine) o di affari

(lungo periodo), le quali hanno percorsi evolutivi diversi a seconda dei casi nazionali. Ad esempio

in UK e USA vi sono attori istituzionali pubblici come stato e collettività locali (+ autonomia

locale), mentre in Francia e Germania vi è un interventismo statale + apparati. Le politiche fiscali

sono mirate alla raccolta di risorse statali e volte a colpire + i consumi (imposte indirette) che i

redditi (imposte dirette= -individuabili). Inoltre una legislazione nazionale e locale può : favorire la

libera impresa, proteggere i brevetti, regolamentare sistema bancario, promuovere sviluppo

trasporti, aiutare imprese in difficoltà, municipalizzare servizi in aree urbane ecc. Vi è anche un

legame tra l'intervento pubblico ed educazione (formazione di capitale sociale/umano) : educazione

→ sviluppo, educazione → declino, educazione → cambiamento.

Nel XX secolo il primato industriale passa da UK a USA x la produzione industriale pro-capite,

mentre la Germania è al 2 posto. Il declino inglese è dovuto ad un naturale rallentamento tipico di

un'economia industriale matura (decadenza=4-5 stadio di Rostow) e viene interpretato con 2

modelli : motivi economici oggettivi e fattori di ordine sociale. Il Belgio invece è il 1 inseguitore

europeo per vari motivi : risorse naturali simili (carbone), tradizione manifatturiera (tessile),

ristrettezza territoriale, vicinanza a UK (spionaggio industriale), sistema bancario precoce

(capitalizzazione imprese).

Vediamo ora i casi di altri paesi europei. La Francia ha svantaggi ossia istituzioni non funzionali,

scarsità di carbone e agricoltura preminente/persistente (autosufficienza agroalimentare=freno allo

sviluppo), pertanto vi è un'evoluzione industriale diversa, nel settore cotoniero e nell'industria

pesante + una manifattura artigianale e domestica di carta, gomma, zucchero (piccole imprese). Il II

impero fornisce poi un forte intervento statale (innovazioni, finanziamenti, investimenti ecc...).

In Germania è importante il ruolo dello stato, si sviluppa la grande banca mista e vi sono molte

industrie pesanti. Viene approvato lo zolverein (abolizione dogane) e viene creata concentrazione di

impianti (cooperazione fra imprese dello stesso settore, legame scienza-industria=big

business=grandi imprese=ad ex Siemens). Austria – Russia – Spagna sono invece ritardatarie ed

attuano un'emulazione. Sono caratterizzate da : industria leggera, molta agricoltura e poca impresa,

istituzioni arretrate/regressive, centralità dello stato e dualismi regionali. In Russia la servitù della

gleba viene abolita solo nel 1861.

RIVOLUZIONE dei TRASPORTI e delle COMUNICAZIONI

Londra diviene ben presto una metropoli e il British Empire si estende in un triangolo che unisce

l'Inghilterra ai porti africani ed alla costa atlantica degli USA. Le prime ferrovie nascono nel 1825

(Stockton-Darlington) e nel 1830 (Manchester-Liverpool=+famosa). Il più facile viaggiare di gente

e merci + innovazioni nella comunicazione, grazie a scoperte tecniche e perfezionamento del

rendimento, producono una forte accelerazione ed espansione della rivoluzione industriale.

Le reti stradali vengono intensificate, ma vi è un arresto di investimenti per la costruzione di esse

che dura fino alla diffusione dell'automobile (poiché si dava + importanza alla ferrovia). La Francia

è il paese che investe di + in strade, in Italia (a parte al nord) il miglioramento è solo post-unitario.

Le reti ferroviarie contribuiscono a cambiare la geografia. Nel 1812 Stephenson inventa la

locomotiva e da allora la tecnica ha 2 scopi : la ricerca della velocità elevata e la ricerca del

massimo di energia per i trasporti di massa. In Italia si inizia ad investire nella ferrovia solo dopo

l'unificazione (prima vi era solo la Milano-Trieste). In Europa in 50 anni le reti si estendono da

7200 a 925mila km e vengono finanziate da enti pubblici (Belgio), privati (UK) o misti (Germania).

L'età d'oro della ferrovia è situata tra il 1850-70, in cui viene strutturata la rete continentale europea

e americana. Quella balcanica e mediterranea si svilupperà in seguito.

Per quanto riguarda la navigazione, il 1 vapore europeo è il Comet, costruito nel 1812. Già dal 1700

in Germania, Paesi Bassi e UK vennero fatti grandi investimenti x la realizzazione di canali. Infatti

fiumi e acque interne per secoli hanno rappresentato una via commerciale molto quotata. I canali

tuttavia risentono della concorrenza con la ferrovia e si sviluppano soprattutto nel nord Europa,

meno nei paesi mediterranei (+ aridi e con – fiumi).

Anche nei trasporti marittimi l'Inghilterra mantiene una supremazia assoluta fino alla 1GM. Nel

primo '800 x le rotte oceaniche vengono usati i clipper (leggere a 4 alberi), mentre il vapore viene

usato x i trasporti fluviali. Nel secondo '800 arriva la nave a vapore con velatura e a propulsione

mista. Nel 1860 il legno degli scafi viene sostituito da ferro e poi da acciaio, consentendo risparmi

sulla manutenzione ed usura. Nel 1880 scompare la velatura ausiliaria e vengono usate caldaie a

triplice/quadruplice espansione. I piroscafi hanno invece il monopolio per il traffico di migranti

verso gli USA ed ottengono la supremazia nel XX sec x il trasporto merci. Nel secondo '800

vengono inoltre aperti il canale di Suez e l'istmo di Panama (aperture decisive x la navigazione).

Lo sviluppo dei mezzi di trasporto ha delle conseguenze economiche evidenti, infatti essi agiscono

attivamente (promotori/moltiplicatori di sviluppo= - costi=+ risorse x beni di consumo) e

passivamente (trasferimento beni e persone= agevolazione scambi e modificazione equilibri

sociali). Un effetto negativo è rappresentato dal trasporto marittimo a basso costo che sconvolge il

mercato cerealicolo europeo (afflusso di grano americano). La ferrovia invece attiva una catena di

trasformazioni : integrazioni tra mercati nazionali ed internazionali, connessione a monte e a valle

con altri settori economici, crescita estensione mobilità dei mercati ecc.

Anche nelle telecomunicazioni vi sono innovazioni nel XIX sec : Morse inventa il telegrafo nel '35,

Bell il telefono nel '77, Marconi la radio nel '96.

SCAMBI MONETARI e SISTEMI INTERNAZIONALI

Europa ed economia mondiale

• liberismo

• ritorno al protezionismo

• colonialismo

• meccanismi di economia internazionale

• bilance di pagamento e gold standard

Analizziamo l'economia globale nel XIX sec : il mercato mondiale è dominato dall'Europa

(soprattutto da UK=stabilità sterlina) che istituisce una rete di scambi con USA, Asia ed Africa.

Su di essa influiscono 5 fattori : il progresso tecnologico, l'aumento delle risorse naturali

(importate), la rivoluzione di trasporti e comunicazioni, l'aumento demografico e migratorio,

l'accumulazione di capitali (in paesi inseguitori-investimenti esteri).

Nella 2 metà del 1800 si afferma un periodo di libero scambio, adottato per primo da UK

(Smith/Mill) x superare gli ostacoli naturali ed artificiali (dazi, proibizioni). Esso favorisce la

specializzazione nel lavoro aumentando la produttività globale. Avviene infatti una

multilateralizzazione del commercio : ogni paese compensa gli squilibri negli scambi con una

nazione, commerciando con un'altra. Nel mercantilismo precedente al contrario si necessitava di

una bilancia commerciale con saldo positivo (+ export, - import (regolate da dazi/proibizioni). Le

guerre napoleoniche e la restaurazione avevano rafforzato le forme protezioniste (Hamilton/List) e

UK aveva approvato le Corn Laws (no import di grano), poi abolite. Nel 1860 vi è l'accordo

commerciale Cobden-Chevalier con la Francia che stabilisce il libero scambio.

Negli anni '70 del 1800 vi è un ritorno al protezionismo derivante da 6 cause :

1. i ceti imprenditoriali vogliono protezione dei propri privilegi

2. afflusso grani americani a basso costo

3. grande depressione agraria (come conseguenza pt 2)

4. nazionalismo e imperialismo (occupazione di vaste aree nel globo) in Europa

5. colonialismo

6. abbandono progressivo del libero scambio

Il colonialismo segna l'età moderna ed è attuato soprattutto da UK, Francia, Spagna e Portogallo x

espandere i mercati (merci, capitali, acquisizioni materie prime=valvola di sfogo x popolazioni

crescenti). Francia e Germania inseguono UK, soprattutto x le colonie africane, in cui l'Italia fallisce

miseramente. Si verificano diverse esperienze di colonialismo nei vari paesi e si parla di : legami di

intervento, legami di dipendenza o tipologie di scambi.

L'espansione del commercio internazionale europeo struttura il sistema economico internazionale

(Europa al centro) in questo periodo storico come mai in passato. Il sistema delle relazioni

internazionali segue il modello centro(Europa)-periferia. L'industrializzazione europea crea

ricchezza, ossia sviluppo, ma anche dipendenza. Londra regola il mercato mondiale in quanto

deposito di materie prime e merci + titoli azionari e di stato (grande espansione finanziaria).

Per monitorare i rapporti commerciali viene utilizzata la bilancia dei pagamenti (indicatore

andamento dell'economia nazionale nel mercato internazionale) che riassume la somma di : bilancia

commerciale (import-export) + bilancia degli influssi (servizi, turismo, noli=prezzo x trasporto

merce) + bilancia delle rimesse (degli emigranti) + bilancia degli interessi e dei dividendi

(movimento capitali). Ogni paese presenta un equilibrio caratteristico del modello/grado di sviluppo

raggiunto. Il gold standard invece vede la sterlina come moneta di riferimento (unità di conto in cui

tutte le valute possono essere convertite) x la potenza economica/finanziaria inglese. Intanto nei vari

paesi le monete metalliche vengono progressivamente sostituite con le banconote, emesse dalle

banche centrali valutando il corso forzoso (banca deve avere una q di metalli preziosi sufficiente a

convertire le banconote, prive di valore reale) e legale (serve una disciplina rigorosa x emissione

moneta ed equilibrio bilancia dei pagamenti= x evitare inflazione e svalutazione). In Europa si

affrontano diverse esperienze di stabilità monetaria (sterlina, franco, marco, monometallismo,

bimetallismo..).

IL SECOLO BREVE : XX secolo – ROTTURA e PROSPERITÀ

inizio

• evoluzione dell'economia europea

• grandi tappe

• politiche economiche e sociali

Fino al 1914 l'Europa vive un periodo di prosperità (benessere si diffonde costantemente e reddito

pro-capite si alza ovunque) e globalizzazione (beni/servizi, capitali, uomini, informazioni circolano

nel mondo facilmente e a basso costo). Tale modello, guidato da UK, declina a causa di altri paesi :

Germania x guerra nel '14, Russia x rivoluzione nel '17, USA x isolazionismo nel '19. Il livello di

internazionalizzazione commerciale/finanziaria di inizio secolo verrà superato solo negli anni

'70-'90 e ciò dimostra che è servito un secolo (seppur breve) per tornare al punto di partenza : dal

primo dopoguerra alla crisi petrolifera vi è una frenata.

Nel corso del secolo il PIL europeo cresce di 7 volte (+2,31%), anche se meno di USA e Asia. Nel

'13 l'Europa emette il 47% del PIL mondiale, nel '98 scende al 26% (perché il resto del mondo

cresce di più). Il PIL pro-capite cresce + in Europa che nel mondo poiché la sua crescita

demografica è pari alla metà di quella mondiale. La popolazione cresce infatti di circa 300 milioni

(da 500m a 800m di persone) ed è divisa in 2 fasi : '13-'50 crescita contenuta x guerre (stagnazione

in Francia e Germania, perdita in Polonia e Cecoslovacchia) e '50-'98 crescita aumenta a parte in

Ungheria e Bulgaria (picco tra '50 e '73=1% annuo=miracolo economico in Italia). L'evoluzione

demografica consiste in abbassamento della mortalità ed allungamento delle aspettative di vita (fino

a 50 prima, fino a 78 a fine sec). Nel dopoguerra e negli anni '60 l'Europa occidentale diviene un

continente di immigrazione. Attualmente vi è un equilibrio demografico tra bassa natalità e

mortalità con un regime di stagnazione/lieve caduta in Europa est e più capacità di crescita ad ovest

(0,3-0,4%). Si sviluppa anche il potenziale economico e nel '13 l' 85% del PIL europeo è di Russia,

Germania, UK, Francia, Austria-Ungheria, Italia. Il PIL coloniale rientra nel potenziale economico

(fondamentale quello inglese) e questo mostra una dipendenza dalle risorse detenute all'estero.

Alla fine del secolo cambia tutto : Germania e Francia ai vertici, UK e Italia allo stesso livello,

URSS smembrata e Federazione russa al 5 posto.

Il reddito pro-capite cresce in Europa con tempi e geografia molto diversi : la crescita è moderata

fino al '50 ed elevata nella golden age (fino al '73) x l'ovest, mentre l'est vive la prosperità fino al

'50, un peggioramento dopo il '73 e crollo negli anni '90. Nel '13 il primato è di UK, Germania e

Francia, nel '98 passano avanti Norvegia, Danimarca, Svizzera, Olanda. Gli incrementi del reddito

pro-capite elevano e migliorano i livelli di consumo, soprattutto : alimentare, immobiliare ed

individuale + diffusione automobile (socializzazione tecnologica), televisione e PC (2 ondate di

progresso tecnologico). Con la grande guerra e la restaurazione tuttavia vi è un freno

all'innovazione e vengono fatti sempre più investimenti nelle tecnologie della 2 rivoluzione

industriale, mentre per la crescita economica è fondamentale investire in R&S (ricerca e sviluppo).

Gli USA invece sono più innovativi : introduzione della catena di montaggio da Ford

(abbassamento costi) e crescita rapporto scienza-industria (fibre artificiali/sintetiche, industria

farmaceutica..). Dopo la 2 GM la trasformazione tecnologica attuata da USA (energia atomica x usi

produttivi) viene imitata dall'Europa (anni d'oro='50-'73). Cresce l'industria e il PIL da essa

prodotto, mentre decade l'agricoltura (entrambe superate dal terziario a fine secolo). La caduta della

popolazione agricola attiva si registra soprattutto dopo il '50 con differenti casi nazionali, con un

simultaneo aumento della produttività agricola (processo non lineare a causa GM). Negli anni

'50-'60-'70 gli agricoltori si aggregano all'aggiornamento tecnologico e capitalizzano le loro

attività : rivoluzione verde. Dalla metà degli anni '70 si avvia un processo di deindustrializzazione

(cambia localizzazione industriale) : nel '47 il Belgio è al 1 posto x industria, Svizzera Olanda

Svezia e Danimarca nei '60, Italia nei primi '70, Spagna Irlanda Grecia e Portogallo tra fine '70 e

inizio '80. Nel 1980 si crea un nucleo industriale europeo con Germania Cecoslovacchia Svizzera

Olanda Italia e Ungheria (UK era già in deindustrializzazione). L'industria manifatturiera è divisa in

6 settori : alimentazione/bevande/tabacco, tessile/confezioni, metalli, lavorazione prodotti metallici,

chimica, altro. I paesi emergenti divengono sedi di settori manifatturieri maturi, i paesi avanzati si

occupano di quelli più progrediti x cui è importante il capitale umano (passaggio da tessile ad

elettronica). UK e Germania sono sede di 14 colossi industriali (grandi imprese di settori dinamici)

ed all'inizio le tecnologie passate coesistono ancora con quelle nuove, che le sostituiscono solo dalla

2 GM (nascita di colossi imprenditoriali legati all'industria

automobilistica/chimica/elettricità/petrolio...). Dal '73 nascono imprese farmaceutiche (chimica

fine). A fine secolo Belgio Russia e Lussemburgo non sono più paesi di grande imprese industriali,

mentre sono tali Svezia Svizzera Olanda Italia Spagna e Finlandia. Successiva alla crescita

industriale vi è la crescita dei servizi (sottoposta a diversificazione) espressa dalla Legge di Clark in

fasi : nel XIX sec si sviluppano i servizi moderni (trasporto/comunicazione, bancari/assicurativi),

tra '13-'50 cresce la richiesta di servizi anche nell'impresa (ruoli amministrativi x donne..), anni

'50-'60 crescono benessere e status sociale (necessità di risorse umane=sanità, scuola..), anni '80-'90

vi è una rivoluzione informatica e nelle telecomunicazioni (terziarizzazione), ultimamente si sta

sviluppando una convergenza tecnologica fra i vari settori del terziario (ex. terziarizzazione imprese

industriali x immissione nuove tecnologie di informazione).

Vediamo ora le caratteristiche dei paesi di 1 industrializzazione : Inghilterra, Belgio + Olanda e

Svizzera (senza materie prime).

UK : primato nel '13 (crescita massima nella rivoluzione industriale), PIL cresce anche nelle GM

che affronta con esiti positivi, stagnazione economica del dopoguerra e decolonizzazione dopo 2

GM (negativa), reazione al crollo del '29 ed alla 2 crisi energetica dopo il '79.

Belgio : 1 inseguitore, difficoltà nelle GM, riprese nei dopoguerra, sofferenze crisi '29-'32, export di

carbone/ferro/acciaio/macchinari in Europa, non usa aiuti del piano Marshall, vantaggi nella CEE

(ancora oggi sede istituzioni europee).

Olanda : prosperità nel 1600 poi decadenza e recupero a fine 1800 (economia fiorente in età

moderna), 2 rivoluzione industriale, vantaggi x neutralità nella 1GM, accesso privilegiato ai mercati

tedeschi (Fiandre=petrolio), leadership negli elettrodomestici (Philips), dal '70 gas naturale estratto

dal Mare del Nord.

Svizzera : arricchimento senza risorse naturali proprie nella 1 riv, tessile/alimentare + sede di

imprese tedesche (rifugio x industrie e servizi=banche e finanza=flussi di denaro) nella 2 riv,

stagnazione dopo il '29, sviluppo nel 2 dopoguerra, sofferenza x crisi petrolifere, difficoltà x

deregulation finanziaria (rimozione di vincoli/restrizioni) recente e caduta muro di Berlino (capitali

tedeschi ad est).

I second comers : Germania, Francia, Italia, Russia.

Germania : protagonista 2 riv, penoso 1 dopoguerra, colpita dalla crisi del '29, recupero dagli anni

'50 e con adesione nella CEE (fondamentale), unificazione tra RFT e RDT nel '90.

Francia : persistente ruralità, vittoria guerre ma esperienze devastanti, stagnazione demografica e

recessione economica tra le GM (crescita +3%, in Germania +37%), crescita nel 2 dopoguerra x

ricostruzione/rimodernamento tecnologico e adesione alla CEE, disagio x svalutazione franco

rispetto al marco negli anni '80.

Italia : situazione favorevole a inizio sec, difficoltà fra le GM, aiuti del IRI nel 1 dopoguerra e del

piano Marshall fondamentali, grandi performance nel 2 dopoguerra, adesione alla CEE nel '57,

riflusso nel '62 (miracolo economico) e crisi dal '73, successo completo e superamento UK negli

anni '80, dal '96 decollo industriale, originali politiche economiche e di intervento pubblico.

Russia : fallimento Zarismo/rivoluzione politica, URSS tra '17-'91, comunismo di guerra tra '17-'21,

NEP fino al '27, piani quinquennali x industrializzazione (trasformazione economica) e riforma

sistema (fallita), sviluppo economico/sociale differente ed isolato dal resto dell'Europa, caduta muro

e URSS (sistema economico pilotato dal governo), confronto e necessaria transizione verso mercato

occidentale (difficile e disastrosa).

Le periferie : Svezia+Danimarca+Norvegia+Finlandia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia, Balcani,

Austria. Le prime 4 (paesi nordici) : crescita simile, parziale neutralità nelle GM, poco impatto

crollo '29, welfare anni '30, alta alfabetizzazione e forte sviluppo nella golden age (industrie e

servizi avanzati), coinvolgimento nelle crisi petrolifere.

Irlanda : indipendente dal '20, cresce come UK, nonostante la neutralità gode degli aiuti del piano

Marshall, autarchismo agricolo, entra nella CEE nel '73 con la crisi, è uno dei primi stati ad entrare

in crisi (x sviluppo economico recente).

Portogallo : dittatura repubblicana di Salazar '27-'74, supera crisi del '29, neutrale nella 2 GM,

aderisce a iniziative di cooperazione occidentale, dopo '74 rivoluzione dei garofani

(decolonizzazione=immigrazione dalle ex colonie), entra nella CEE nel '86.

Spagna : franchismo, neutrale in guerra ma guerra civile devastante (dilapida grande riserva d'oro),

forte ritardo nella ripresa, dubbi sulla stabilità della dittatura franchista frenano lo sviluppo,

importanti finanziamenti esteri da turismo + investimenti diretti stranieri, gravi ripercussioni x crisi

petrolifere, - industria e + edilizia (crisi + difficile da affrontare).

Grecia : storia politica complicata, grande risultato nel XX sec, negli anni '20 arrivano 2milioni di

greci in fuga dalla Turchia, distruzione nella 2 GM, guerra civile '45-'49, modello di crescita come

quello dei vicini mediterranei (turismo ed emigrazione con rimesse), entra nella CEE nel '80.

Balcani : marginalità assoluta, fallimenti, 4 imperi sconfitti (austroungarico, ottomano, russo,

prussiano), cercano struttura statale dopo 1 GM, rischi di dittature comuniste, sotto il controllo

sovietico dopo 2 GM (Patto di Varsavia).

Austria : sviluppo tardo, no risorse naturali, pessima tra le GM e con crisi '29, ricostruzione fino al

'53, sviluppo favorito da localizzazione sul confine fra aree occidentale sviluppate ed orientali

sottosviluppate, neutralità fra i 2 blocchi.

Per lo studio della storia economica '900esca è necessario analizzare il PIL dei singoli paesi tenendo

però conto di tutti i fattori che possono complicare la sua sintesi : cambiamenti di confini nelle GM,

interruzione raccolta statistiche durante disordini, difficile compatibilità tra varie contabilità

nazionali, diversi sistemi economici e politici.

Ecco qui le grandi tappe dalla grande guerra ad oggi :

1 GM e pace incerta

• gloriosi '20 e crollo '29

• 2 GM

• ricostruzione + divisione in 2 blocchi

• golden age

• crisi petrolifere e stagflazione

• caduta URSS e globalizzazione

Allo scoppio della 1 GM vi è un'immediata riduzione del PIL con un seguente forte crollo nel '18 a

causa degli ingenti costi bellici e ciò avvia un processo di trasformazione economica (rottura

radicale con il passato). Solo UK (già avanzata, non viene colpita sul territorio, sfrutta le risorse

delle colonie) e Italia (ancora arretrata e non competitiva=economia di guerra) si sviluppano ma dal

'19 entrano in una profonda crisi, causata dall'economia degli ultimi anni (cresciuta x la guerra e che

stenta un ritorno alla normalità). Emergono anche gli aspetti negativi della tecnologia, come un n di

morti elevato. Con il crollo dei mercati finanziari si sospende il gold standard e viene eliminata la

libera circolazione di persone/capitali all'estero (fattore mai + riportato come prima della 1GM). I

governi istituiscono un'economia di guerra : x fabbricare armi e produrre beni necessari ad esercito

e popolazione. Il governo diviene quindi un attore fondamentale anche per la produzione nazionale

(dirigismo economico=fine libero mercato). Alla fine della guerra vengono stipulate delle clausole

economico-militari che gravano sulla Germania (pesante umiliazione) la quale deve : ripagare i

danni di guerra, abolire il servizio di lena e la marina militare, ridurre consistentemente l'esercito,

cedere le sue colonie (a Francia, UK, Giappone), Alsazia e Lorena (alla Francia) e perde l'impero

asburgico (nascono Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia).

È evidente l'impossibilità di tornare alla situazione economica prebellica. Tuttavia, durante la

depressione economica vissuta da UK e Italia, il PIL dei paesi vincitori/neutrali cresce e in Belgio e

Olanda vi è un boom produttivo, mentre Austria e Germania non raggiungono tali performance.

Keynes precedentemente al trattato di pace di Parigi scrive il trattato “le conseguenze economiche

della pace” in cui critica le condizioni imposte alla Germania e prospetta un futuro economico

difficile x l'Europa (governi alleati restano indifferenti).

Tra il '22-'29 prevale una prosperità ma non diffusa : i paesi sviluppati crescono rapidamente con

tendenza positiva, vi sono nuovi beni e servizi ma anche disoccupazione, le difficoltà economiche

restano x Austria e Germania. Per la Germania (in crisi finanziaria) nel '23 esce il piano Dawes (x

non farle pagare il totale delle spese) che migliora la ripresa e nel '29 il piano Young che determina

la fine dei pagamenti tedeschi. Nonostante l'apparente ritorno alla normalità, sussistono forti

squilibri nell'economia mondiale : vi è sovrapproduzione (x ristrutturazione produttiva) che genera

deflazione (diminuzione livello prezzi) ed isolazionismo in USA (no partecipazione alla società

delle nazioni, protezionismo). Delineiamo le origini del crollo : crescita produzione vs forte calo

domanda, indebolimento del gold exchange standard (trascina con sé le altre monete), crollo dei

titoli azionari di Wall Street (giovedì 24/martedì 29 nero, ottobre 1929) + diffusione crisi bancarie a

catena. Tra il '30-'31 il crollo americano colpisce tutti i paesi europei ed entra in crisi l'economia

reale : calo produzione, disoccupazione di massa (suicidi), crollo prezzi agricoli, dell'export e del

commercio mondiale. Le principali cause della crisi finanziaria consistono nella cattiva

distribuzione del reddito e struttura del sistema bancario + eccesso di prestiti x speculazioni (errata

scienza economica). Così reagisce l'Europa : +dazi, svalutazione moneta e abbandono gold

standard, investimenti in opere pubbliche (in Italia IMI e IRI, molte promosse dal Fascismo). UK

supera bene la crisi grazie a strategie economiche, mentre la Francia decide di svalutare il franco

tardi. In Germania Hitler adotta misure simili al New Deal (Reich=scelte economiche a carattere

autarchico + riarmo esercito). Così reagisce USA : New Deal di Roosevelt = politica di

interventismo statale (misure anti-americane=fine liberismo, Keynes) =abbandono gold standard,

prezzi minimi fissati su prodotti agrari, sindacati (contrattazione collettiva).

La 2 GM vede uno sforzo economico simile a quello della 1 GM ma molto amplificato. Tuttavia la

mobilitazione economica/militare amplia le capacità produttive dei paesi : USA presta risorse anche

a UK, poiché il 5 anni il suo PIL raddoppia (origini miracolo americano).

Lo sviluppo economico più straordinario di sempre si ha nella golden age ('46=piano Marshall-

'75= ultimo anno di prosperità mondiale) :

'46-'50 rapida ricostruzione

• '57 trattato di Roma e CEE

• '60-'64 Kennedy

• '69-'73 crescita

• '74 ultimo anno di crescita + brusca interruzione

Per la ricostruzione nel '44 viene fatto l'accordo di Bretton Woods (New Hampshire, USA) in cui si

stabiliscono regole (x tutela scambio) di comportamento economico mondiale x economie

occidentali libere (crisi aveva dimostrato incapacità del mercato di autoregolarsi). Vengono

confrontati il piano Keynes di UK (stanza di compensazione debiti-crediti in cui i paesi membri

versano quote in base al volume del loro commercio internazionale=tramite la moneta Bancor) e il

piano White di USA (FMI=fondo monetario internazionale + Birs=banca internazionale

ricostruzione e sviluppo + OCI=organizzazione commercio internazionale + Federal Bank Reserve

come banca centrale internazionale + dollaro come valuta di riferimento x exchange ). Viene

approvato il piano White. Dollaro a differenza del gold standard ha una convertibilità aurea fissata

(35 dollari l'oncia). Il nuovo sistema monetario internazionale contribuisce alla ricostruzione

postbellica ed al successivo boom.

Vi è sempre più collaborazione fra stati europei (UEP=unione europea pagamenti x finanziare

deficit bilance commerciali paesi x non ostacolare import-export + unione doganale italo-francese +

negoziati FRITALUX e FINIBEL + piani STIKKER, PELLA e PETSCHE presentati all'

OECE=organizzazione europea cooperazione economica). Con il trattato di Parigi del '51 nasce la

CECA (comunità europea carbone acciaio) con il trattato di Roma nascono CEE e

CEEA/EURATOM (comunità europea energia atomica). Per contrastare la CEE e la NATO (north

atlantic treaty organisation) l'URSS istituisce il COMECON. Il mondo è ora diviso in 3 blocchi

(evento unico) : economie capitaliste (USA, economia di mercato, proprietà privata, democrazia),

comunisti (URSS, pianificazione centralizzata, proprietà collettiva, dittature presentate come

“democrazie popolari”), terzo mondo (decolonizzazione, PIL cresce, alcuni con USA altri con

URSS).

Durante la golden age il PIL cresce in modo identico (+5/6%) in 4 diverse aree : paesi sviluppati

capitalisti (Europa + di USA x spinta CEE, adozione nuove tecnologie e rilancio RFT), area

sovietica (fattore lavoro fondamentale), paesi asiatici, paesi latinoamericani. Invece è diversa la

PTF (produttività totale fattori) da paese a paese.

Nel '71 Nixon pone fine alla convertibilità aurea del dollaro (con fine accordo di Bretton Woods) ed

ai cambi fissi → USA oppressi dal debito pubblico x la guerra in Vietnam. In Europa vengono

rafforzati i meccanismi di cooperazione e si adotta il serpente monetario (bande di fluttuazione

fissate x valute = possibilità di conservare un certo valore) → fallimentare.

Nel '73 scoppia la crisi petrolifera che si concluderà nel '76 : il prezzo del petrolio quadruplica in

pochi giorni x la guerra del Kippur (reazione paesi Opec=organisation of the petroleum exporting

countries) → Egitto e Siria vs Israele (sostenuto dai paesi industrializzati). [allora non si avevano

riserve di petrolio → attualmente sì]. Ciò causa una forte recessione produttiva per i paesi sviluppati

che porta alla stagflazione (non contemplata nel modello keynesiano) : stagnazione + inflazione →

calo produzione (x aumento disoccupazione) + aumento prezzi (con aumento offerta). Lo shock

petrolifero infatti moltiplica le spinte inflazionistiche già presenti. Tale fenomeno sembrerebbe un

paradosso infatti inflazione (eccessiva espansione produzione e aumento sproporzionato del potere

d'acquisto) e stagnazione (depressione, disoccupazione, stabilizzazione/riduzione prezzi) sono agli

antipodi. Come reazione alla crisi si adottano politiche di austerity (x risparmio energetico, ad ex

domeniche a piedi). USA e Russia soffrono meno x presenza di pozzi petroliferi (di solito comprano

il petrolio dagli altri x risparmiare il loro ed usarlo nei momenti di crisi).

Tra il '78 e il '79 vi è una 2 crisi petrolifera x la rivoluzione iraniana (di Ayatollah Khomeini) in cui i

prezzi crescono più che nella 1 ma gli effetti restano più contenuti x la maggiore preparazione

economica degli stati.

Il 1989 è l'anno di caduta dell' URSS (caduta muro e maggior parte delle dittature dell'Europa est) e

vi sono cambiamenti tra il '92 e il '94 : economie si aprono al commercio estero, emergono mercati

senza più controlli (soprattutto finanziari), società pubbliche vengono privatizzate → dura

transizione dal '90 al '98, soprattutto x i paesi che rimangono in 2 sistemi economici → disastro x

Russia : il commercio viene immediatamente e definitivamente liberalizzato, ma i mercato interni

sono ancora controllati da pianificazione → dal '85 riforma per libertà dei mercati (come la

Glasnost x l'informazione).

I paesi della CEE dal '79 attivano un sistema monetario europeo (dopo il serpente) → SME, con

l'obiettivo di creare una zona di stabilità monetaria in Europa (margini di oscillazione ristretti fra le

monete), che prende l' ECU come riferimento monetario → paniere di monete della comunità

europea rispetto a cui ogni moneta definisce la propria parità (parità bilaterali fra 2 monete

qualsiasi). Tale sistema entra in crisi nel '92-'93 (anni delle privatizzazioni pubbliche).

In USA tra l' 80-85 il dollaro cresce con Reaganomics (insieme di scelte di politica economica

basate sul neo-liberismo → come la Tatcher). Tra l'81-88 il recupero nel PIL è modesto ma continuo

anche in Europa. Dal'85-86 inoltre i prezzi scendono e l'Arabia rompe il cartello dell'Opec ed

aumenta la produzione → fine stagflazione. Intanto la CEE lancia un Atto Unico x completare

l'unificazione del mercato europeo (necessaria di fronte a USA ecc..), applicato nel '87.

La RFT gode dell'economia più prospera dell'Europa est → centralità del marco (Kohl aumenta così

i tassi d'interesse della Bundesbank, attirando fondi da tutto il mondo x finanziare la ricostruzione

della RFT). Nel '92 vi è una crisi cambiaria e l'instabilità permane x tutto il '93 → nel '94 gli stati

europei riprendono la collaborazione con la creazione dell'Istituto Monetario Europeo (di cui l'euro

sarà la massima espressione). Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia affrontano una veloce

transizione verso il mercato liberale e dopo i primi anni di assestamento il loro PIL comincia a

crescere. Romania ed Ungheria invece non hanno lo stesso sviluppo. Nell'ex Iugoslavia tra il '91 e il

'95 si scatena una lunga guerra a causa delle spinte nazionaliste degli stati federati (guerra

d'indipendenza in Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina..) che si conclude con lo scioglimento

della Iugoslavia → tale guerra è stata ciò che non ha permesso il rilancio economico degli stati

(fatta parziale eccezione x la Slovenia).

Arriviamo dunque alla globalizzazione : ossia integrazione mondiale dei mercati attraverso fattori

politici, economici e tecnologici. L'Europa ha un ruolo sempre + marginale rispetto a prima. USA e

UK vanno incontro a deregulation. Negli anni '90 emerge una nuova economia legata ad internet.

Storia d'Impresa – Franco Amatori

Terziario senza industria? No terziario. (e viceversa).

Percorso in cui si incontrano 3 variabili : tecnologia, impresa, contesto locale.

Tecnologia : soggetta ad evoluzione (muta nel tempo e nelle decadi grazie all'azione dei soggetti e

dell'impresa). È un prodotto umano che presuppone conoscenze scientifiche, capacità tecniche ed

attitudini sociali → paradigma con elementi coordinati sistematicamente che ne generano un altro

al di fuori noi. I modelli tecnologici sono quelli della rivoluzione industriale, di cui la globalità è un

carattere intrinseco (tecnologie uguali dappertutto).

Impresa : sistema di uomini e macchine ordinati gerarchicamente. Esiste da sempre (anche senza

mercato) poiché è ciò che ci da da vivere, ma diventa più visibile con la 1 rivoluzione industriale →

si identifica con la fabbrica. Poi diviene più ingombrante e si divide in 3 grandi partizioni

economiche, di cui la + importante e dinamica è l'industria (+ importanti = metallurgica/siderurgica,

chimica, elettrica → settori dominati da poche grandi imprese=oligopolio).

Le grandi imprese sono determinanti per la ricchezza di una nazione → fulcro del progresso poiché

nesso di un sistema di piccole imprese e x investimenti, lavoro, conoscenza ed apprendimento.

L'impresa cresce grazie agli uomini organizzati in una gerarchia : lavoratori, manager, imprenditore.

Lavoratori → abilità tecniche/manuali, senso di appartenenza (legame con l'impresa). [lavoratori

giapponesi nel dopoguerra lavorano 24h].

Manager → “saper fare” tecnico grazie ad un apprendimento teorico/pratico (attività di

POSDCORB = planning/organising/staffing/directing/coordinating/reporting/budgeting), opera in

un segmento di autonomia operativa (diffusione del potere accettata dall'imprenditore).

Imprenditore → prende decisioni su cosa/come/dove/con quali risorse produrre (fissa il quadro in

cui agisce il manager), spesso non è un singolo ma uno staff (x finanziare e gestire) = socializzare

l'azienda (to go public) con azionariato diffuso = non semplice ma a volte necessario poiché in certi

settori l'impresa o è grande o non esiste (ad ex la FIAT).

Contesto locale (locale rispetto alla globalizzazione=nazionale) : ha 3 variabili → mercati

(grandi/uniti/dinamici – popolazione e reddito pro-capite), istituzioni e potere politico (stato

regolatore=soprattutto x competizione o stato imprenditore=interventi diretti), cultura (capacità di

accettare l'istituzione di mercato e l'istituzione universalistica=grande impresa).

Inizio della storia d'impresa

Nell'età preindustriale botteghe ed aziende contadine sono attive nelle manifatture, ma

semplicemente “isole nel mare dell'economia”. Con la 1 rivoluzione industriale la fabbrica diviene

luogo di produzione centralizzata → UK 1 paese a sviluppare industria ed officina (50% acciaio

mondiale, 70% carbone ecc..). Con la 2 rivoluzione industriale (ultimo ventennio del XIX sec) il

successo produttivo diviene continuo e veloce (energia..), UK resta più indietro poiché società

moderna (ha tutto e quindi cresce poco = no spazio x innovazioni) → 15% agricoltura, industria

funzionante, illuminazione a gas, grande mercato di coloranti. Al contrario la Germania si

modernizza → acciaio, prodotti chimici, urbanizzazione, ferrovia (uscita dal medioevo), banca,

industria → supera UK perché è più cooperativa = coralità aziendale=socializzazione tra aziende +

costruisce impianti, integra produzione e distribuzione (mobilitazione di esperti di marketing x

produzione e ricerca, che tornano in azienda ed informano i lavoratori).

USA tuttavia sono in testa → triplicano popolazione e reddito pro-capite (evento raro nella storia) e

vengono costruite + di 10000 miglia di strade ferrate in 1 anno (+ che in UK) → però c'è l'Antitrust,

ossia un sistema di leggi ed agenzie di controllo che frenano la crescita dell'impresa x motivi ideali

(stesse possibilità x tutti → ideologia democratica tipica in USA) [in USA era già raro per un

impresa raggiungere 1 milione di dollari di capitale, ma si arriva fino a + di mezzo miliardo →

crescita abnorme] e soprattutto x tutelare gli interessi dei commercianti (imprese invadono il campo

commerciale con cui vogliono mantenere un rapporto fluido → perché a causa dei loro costi elevati

devono produrre no-stop). Tuttavia l'Antitrust si rivela essere un paradosso : anzi che frenare

l'impresa, la accentua → poiché essa affina l'attività commerciale e cerca nuovi mercati,

aumentando la produzione.

Bisogna fare invece differenza fra il Trust che cerca potere di mercato e quello a servizio di tutti →

burocratizzazione della società americana = definizione di canali di comunicazione x partiti,

sindacati ed imprese. [In USA sono presenti tutti i valori di un contesto locale]. Ciò avviene tra il

XIX ed il XX sec, in anni fondamentali x il ribaltamento degli equilibri → produzione mondiale -

nel 1870 : 1. UK 2. USA 3. Germania, poi : 1. USA 2. Germania 3. UK (Germania - UK simili).

Inoltre compare una nuova figura → manager salariato diviene imprenditore, perché l'impresa è

cresciuta così tanto da non avere più un proprietario → insider directors (se ne intendono, fissano

un'agenda, designano i successori – ma non sono proprietari). Tale fenomeno si accentua nel 1

dopoguerra, quando vi è la prima saturazione del mercato seguita dall'istituzionalizzazione della

funzione di R&S → persone che entrano nell'industria x introdurre nuovi mestieri, invenzioni ecc...

(diversificazione produttiva correlata = si parte dal prodotto x invadere campi limitrofi) → impresa

multi-divisionale (quartier generale che si occupa del benessere a lungo termine delle imprese) +

divisioni (aziende sviluppate attorno ad un'area) → dialogo necessario tra i 2 elementi (questione

non sempre semplice x problemi di potere). [ex. Ford ha il 60% del mercato, ma vuole dirigere da

solo → licenzia manager e ricompra le azioni – capo della General Motors ha il 20% del mercato,

realizza forme multi-divisionali e capisce che il consenso è fondamentale nell'azienda → fa contratti

fittizi x decidere anche i manager delle divisioni = poi le % si ribaltano e Ford recupera solo

imitando la General Motors]. L'impresa multi-divisionale favorisce quindi l'avvento del capitalismo

manageriale (azionisti espropriati), ma ha 2 diverse concezioni : quella tedesca (studiata da

Rathenau, secondo cui dietro all'individuo c'è la proprietà nazionale) e quella americana (di patto

sociale – studiata da Locke, che auspica l'unione x difendere vita, proprietà...). Per entrambe le

concezioni la tecnologia è il dato fondamentale, uguale da entrambe le parti.

UK resta indietro nella chimica ma si rifà costruendo una grande impresa (Taylor dice “There is one

best way”). USA dopo la 2 GM raggiunge il livello produttivo inglese del '800 ed occupa + del 10%

della popolazione mondiale → controlla 50% della produzione mondiale. Poi iniziano i guai :

1. Muta lo scenario competitivo internazionale → si attua Piano Marshall poiché è

controproducente impoverire i competitori / 2. Cambia la proprietà dell'azienda → fino al '50 il 4%

degli americani possiede azioni industriali e gradualmente i padroni dell'industria diventano i fondi

comuni (negli anni '60 bisogna produrre con risultati immediati a causa dell'inflazione x la guerra in

Vietnam) / 3. Emerge la figura del general manager → di ciò Harvard è cattiva maestra poiché

studia tutto con il metodo dei casi (fenomeno paradossale) : ad inizio secolo i manager sono

praticoni, poi diventano ingegneri, poi presuntuosi pretendenti di poter gestire tutto / 4. Cambia

l'Antitrust → punisce la dimensione, così nasce l'impresa conglomerata (diversi business sotto lo

stesso proprietario) x guadagnare e recuperare profitti (non più concessi da tal contesto).

Vediamo ora le performance di altri paesi : In URSS manca la comunità d'impresa → ossia la

piccola impresa che aiuta l'innovazione (essa può produrre anche un solo determinato bene richiesto

da una società/attività commerciale=ad ex Mc Donald's).

Il Giappone riesce a gestire la diversificazione (lavoratori stacanovisti), ha conglomerati con

quartieri generali non rigidi (ogni terzo giovedì del mese i capi si incontrano in un hotel di Tokyo

con i propri investimenti e necessità → partecipazioni incrociate=10% delle aziende è della banca,

il resto di manager e lavoratori). Inoltre gode di un formidabile rapporto stato-impresa.

USA si riprendono e nel '83 esce il libretto che li rende miliardari, di cui il messaggio fondamentale

è “Steak to the neat” (fai quello che sai fare). Poi esce un altro libro intitolato “Reingeniering the

Corporation” di Hammer e Champy, che auspica la riorganizzazione dell'azienda sfruttando sistemi

informativi (licenziamento di dipendenti).

Arrivano però i cinesi che, diversamente dal Giappone, non hanno uno stato interventista ed

attualmente si trovano nella posizione economica degli USA di inizio secolo. La Cina non teme gli

stranieri → ingresso di multinazionali (confinate però in determinate aree). Essa opera su tutto lo

spettro tecnologico e prende anche decisioni non del tutto trasparenti.

Politiche economiche e sociali

L'economia europea del XX secolo vede un crescente ruolo dello stato, per il quale analizziamo :

politiche dei diritti di proprietà

• interventismo pubblico

• politiche di spesa

• politiche commerciali

• politiche di stabilizzazione

• politiche di cooperazione

Alternarsi di politiche di statalizzazione e privatizzazione. Nel XIX sec vi era una concezione

liberale della proprietà privata, poi la rivoluzione russa del '17 vuole abolirla (socializzazione). La

social-democrazia difende la proprietà privata ma promuove statalizzazioni/nazionalizzazioni

(soprattutto dopo la grande depressione). Vi è una grande ondata di nazionalizzazioni (in

servizi/miniere/siderurgia/produzione elettrica = specifici settori x perseguimento finalità sociali) in

Europa dopo la 2 GM → UK, Francia e Italia hanno governi di centro-sinistra. Esistono 2 modelli

di impresa nazionalizzata : una a regime privato con gestori che rispondono all'autorità politica e

l'altra pubblica con dipendenze (servizio ministeriale) → soprattutto x ferrovie. Durante il Fascismo

invece si era assistiti a collettivizzazione. Dal '89 vi è però un forte impulso x le privatizzazioni a

causa delle crisi dei mercati petroliferi e della finanza pubblica → si costituisce un ampio stuolo di

possessori di titoli di proprietà di imprese private → forte impatto in sud America, estremo oriente

ed ex URSS.

Con la 1 GM gli stati intervengono nell'economia per garantirsi il successo militare. L'intervento

pubblico può avvenire in 3 modi : 1.politiche di pianificazione → osteggiate dai sostenitori del

libero mercato, si adattano all'economia usando tecnologia di grande scala con poche unità

produttive concentrate (UK e Germania fino 1GM, URSS e Fascismo fino 2GM, nel dopoguerra

Laburisti inglesi, Gallisti francesi, Piano Vanoni in Italia, nazionalizzazioni, 1 governo

Mitterrand=presidente socialista francese) / 2.politiche di sviluppo/strutturali → impulso pubblico

x sostenere sviluppo (creazione di infrastrutture x aumentare capitale fisico necessario alla crescita,

Piano Marshall, Banca Mondiale, OCSE, Cassa per il Mezzogiorno in Italia nel '50, politiche di

sostegno per settori e regioni dopo la crisi industriale anni '70) / 3.intervento nei mercati →

monetari (sospensione gold standard durante GM) e produttivi (mobilitazione industriale Italia

1GM = controllo statale su produzione armi e beni connessi, tesseramento x sistemi di

razionamento derrate=prodotti agricoli, politiche di fissazione di prezzi controllati).

Fino alla 1GM si parla di ortodossia finanziaria per il bilancio statale : spese pubbliche finanziate da

entrate corrispondenti e deficit nullo + burocrazie globali + stato solo per amministrazione/

promozione dei beni pubblici. Nel XX sec si assiste ad un ampliamento delle funzioni statali e ad un

incremento della spesa pubblica e delle entrate x finanziarla (cresce il peso dello stato

nell'economia) → processo accelerato dalle GM e mantenuto in seguito (spinta crescita spese

statali, oggi criticata). Le politiche di spesa sono necessarie a mantenere lo stato sociale (welfare

state) : complesso di spese non coperte annualmente da corrispondi entrate → gravoso ed attuale

problema del debito pubblico (introdotta imposizione sui redditi, prima erano su consumi e beni

immobili) x vastità e consistenza della spesa statale assistenziale rigida (stabile e non

ridimensionabile se non con costi politici/sociali rilevanti), mentre le entrate dipendono dal ciclo

economico.

Nel XIX sec sono frequenti le politiche commerciali (interventi su scambi commerciali), poi con la

1GM si introduce il protezionismo (con Guerra Sottomarina, protezione interessi industriali dopo

GM e crisi '29, politiche autarchiche fasciste e in URSS fino 2GM). Con gli accordi di Bretton

Woods del '44 si afferma che gli ostacoli al commercio sono sbagliati e la Dichiarazione de L'Avana

del '48 consente più liberalizzazione degli scambi nel commercio internazionale. Viene creata

un'organizzazione per il commercio internazionale che però fallisce → nasce la GATT (general

agreement on tariff & trade) che nel '95 viene formalizzata e denominata OMC (organizzazione

mondiale commercio) e che organizza dei Rounds (conferenze e negoziazioni) x accordi di

liberalizzazione periodici e modesti ma aperti a intese nuove e più ampie. Nel '97 inoltre nasce la

CEE in cui i paesi membri liberalizzano il commercio sempre di più.

Le politiche di stabilizzazione servono a ridurre la variabilità sui tassi di cambio e sul livello

generale dei prezzi. Erano automatiche con il gold standard (sospeso nella 1GM con conseguente

incremento della massa monetaria circolante=inflazione, graduale e sofferto ritorno tra le due GM,

riabbandono nel '31 da UK). Negli anni '30 si svaluta la moneta x non inflazionarla e x rendere le

produzioni più competitive sui mercati esteri. Non si adottano politiche di stabilizzazione nella

2GM, vi è inflazione nel dopoguerra e un lungo periodo di stabilità nel '50. Nel '71 viene sospesa la

convertibilità aurea del dollaro con crisi petrolifere e stagflazione. In Italia per contenere

l'inflazione si adotta la Linea Einaudi → + tassi d'interesse e – base monetaria.

Le politiche di cooperazione possono essere nazionali o internazionali. Nel primo caso vi sono

intermediazioni tra parti sociali per il conseguimento di accordi salariati (padronato-sindacati) →

nel 1 dopoguerra vi è una lotta di classe vinta dal corporativismo fascista, nel 2 dopoguerra si

afferma il modello contrattualista per le relazioni industriali (ruolo dei sindacati sempre più

complesso). Nel secondo caso le politiche di cooperazione sono più complesse ma efficaci →

società delle nazioni, dopo 2GM ONU, BIRS, FMI, GATT, negli anni '50 CECA, EURATOM,

CEE, poi G7 (di fronte a sfide petrolifere con paesi Opec e x tutela degli interessi convergenti dei

paesi sviluppati).

Crisi odierna

Cipolla → Saggio sull'Economia Italiana, 1950 :

I prodotti italiani sono qualitativamente superiori ma + costosi x rigidità sul mercato del lavoro

(persistenza del sistema corporativo che ostacola l'innovazione). Le altre economie intanto si

sviluppano in modo diverso con flessibilità prezzi e lavoro (soprattutto paesi del nord). Se un paese

non riesce ad innovare, investire in R&S e trovare nuovi mercati, dovrà ridurre il livello di

occupazione e lo standard di vita → decadimento.

Europa : 30 anni gloriosi dopo la 2GM → poi esce dai parametri nella Golden Age. Tuttavia fino a

metà anni '90 la CEE a 15 paesi è la prima potenza mondiale (x tasso incremento annuo di

produttività). A fine anni '90 Europa ha smesso di crescere consistentemente e di essere

produttiva/innovativa → sviluppo rallenta. La crescita del 2 dopoguerra si basava su un modello

capitalistico con caratteristiche redistributive, fondato sull'impiego della spesa pubblica (x

miglioramento infrastrutturale e incremento welfare) + pressione fiscale intensa → sostegno alle

fasce deboli, ai territori arretrati, ad indigenti/disoccupati/inoccupati (attenuando disagi e

garantendo standard minimi di benessere) → sistema generoso (+ di quello statunitense) ma molto

costoso → attuabile solo se intero sistema genera surplus di ricchezza in grado di finanziare

politiche redistributive. L'Europa continua a spendere molto anche se si sta arrivando ad una

situazione di crisi finanziaria → si cerca di controllare il deficit → riduzione della spesa tramite

riforme del mercato del lavoro, azioni sui salari pubblici ecc.. Dopo alcuni fattori negativi, se ne

vedono di positivi : economie emergenti immesse nella UE, Europa mantiene il proprio ruolo

politico/culturale in un modo in cui globalizzazione riesce ad attutire le tensioni, persistenza di un

sistema produttivo costituito da un'ampia varietà di attori all'interno degli stati membri.

Europa=impresa → la % di grandi imprese europee fra le principali al mondo rimane pressochè

immutata (nel 2010 il 25% secondo il Financial Times), muta invece la produzione nell'impresa,

l'Europa resta radicata nel settore automobilistico – bancario/assicurativo – chimico/farmaceutico –

costruzioni – telefonico – bevande e tabacco, imprese molto legate alla borsa, specializzazione

settoriale orientata verso i settori della 2 riv industriale ed i settori di massa.

STORIA DEL TURISMO

UNWTO (united nations world tourism organisation).

Turismo = fenomeno sociale/culturale/economico che implica il movimento (in un tempo + o –

lungo ma sempre limitato) di persone (visitatori= turisti, escursionisti, studenti, businessmen,

residenti e non..) verso nazioni/luoghi esterni al loro ambiente usuale. Esso è un insieme di

molteplici fattori ed ha impatti sull'economia, sull'ambiente (naturale o edificato) e sulla

popolazione (locale o turisti). Tuttavia non basta la somma di essi per ottenere un risultato di

monitoraggio, sviluppo e gestione ma vi è la necessità di un approccio olistico (proprietà di un

sistema non possono essere spiegate solo tramite le sue componenti, ma bisogna analizzare la sua

biologia) x formulare/attuare politiche nazionali/locali x il turismo o accordi internazionali o altri

processi.

Trappole cronologiche

Vi sono spesso fraintendimenti nella distinzione fra viaggiatori del passato e viaggiatori di oggi, che

in realtà non sono così diversi e lontani fra loro. Si pensa che i primi cerchino solo avventura e

conoscenza ma in realtà non sono così sprovveduti e che i secondi siano consumisti alla ricerca di

ambienti standardizzati ma in realtà non sono così insensibili.

Un altro mito da sfatare riguarda il turismo di massa (con standardizzazione dei servizi), il quale

avrebbe creato un'offerta sempre più omogenea → in realtà il XX sec ha conosciuto un'enorme

differenziazione dei servizi turistici e delle esperienze di viaggio.

4 epoche

1. proto-turismo (antichità) : riservato all'élite, assenza di strutture specializzate (esistono solo

pubblici esercizi x viaggiatori occasionali, quindi con pessima reputazione), autoconsumo di

servizi (ad ex romani alloggiano nelle loro ville).

2. turismo moderno (nasce in UK nel 1600-1700 x località termali/balneari e si diffonde in

Europa grazie agli inglesi in cerca di nuove mete) : ancora riservato all'aristocrazia, +

bisogno di strutture ricettive adatte a tale ceto sociale (nasce economia turistica).

3. turismo di massa (XX sec) : turismo=bene di consumo x tutti i ceti, servizi si amplificano e

diversificano grazie soprattutto a progressi nei trasporti, non + solo vacanze ma studi

all'estero/turismo sportivo/altre forme, élite cercano nuove mete (turismo si diffonde in tutti

i continenti).

4. turismo postmoderno (epoca odierna) : non ci sono nuovi luoghi da scoprire, non contano

più le mete ma le esperienze da vivere, turisti sono accomunati da classe sociale/capacità di

spesa/esperienza che si vuole vivere.

profili nazionali dell'offerta

Il settore turistico è molto sviluppato in Italia, Francia, USA e nei paesi del 3 mondo. In Italia si

fonda sulla piccola-media impresa, vi è una rete di associazioni+amministrazioni pubbliche

interventiste, in alcune aree il turismo ha avuto un impatto economico più contenuto sebbene vi

siano comunque strutture ricettive/stabilimenti/impianti. Anche in Francia si fonda sulla piccola-

media impresa e su un'amministrazione pubblica interventista che crea sistemi turistici integrati x

raggruppare servizi/attrazioni di diverse località ma omogenee fra loro. In USA invece grandi

società private guidano la formazione di bacini turistici integrati di dimensione regionale.

fattori di sviluppo

Sono principalmente 2 : la conquista del tempo libero (da parte di fasce sempre + ampie della

popolazione) e il reddito disponibile.

definizione di turismo

La UNWTO si occupa della promozione di turismo responsabile, sostenibile ed universalmente

accessibile x le nazioni unite.

TURISMO e SVILUPPO ECONOMICO

Fattori che hanno stimolato domanda : aumento reddito pro-capite (curva di Engel), + disponibilità

di tempo libero (nell'antica Roma l'otium è dato dallo status quo, nell'alto medioevo è visto come la

causa dei vizi umani e sopravvive solo il pellegrinaggio religioso), urbanizzazione (generatore del

desiderio di vacanza), prezzi relativi (soprattutto nel turismo internazionale, x

svalutazioni/rivalutazioni monete). La spesa turistica diviene importante quando supera un certa

soglia (variante da paese, epoca e tipo di turismo) e grazie all'industrializzazione ed incremento del

reddito nazionale vi sono + fasce sociali in grado di superarla.

Fattori che hanno stimolato l'offerta : crescita del consumo dei servizi turistici (poiché + nazione è

ricca + è bassa la proporzione di generi alimentari nella spesa totale → declino agricoltura a favore

dell'industria → declino industria a favore dei servizi). La domanda di essi ha pertanto anche

un'elasticità molto elevata rispetto al reddito → turismo moderno nato come bene di lusso nel 2

dopoguerra, ma poi si è trasformato in un bene normale (quasi di 1 necessità) → segmentazione del

mercato (segmentazione dell'offerta).

Moda, cultura e ciclo di vita delle località : andamento ciclico (modello di Butler – 1980, simile agli

stadi di Rostow) →

1. esplorazione : pochi turisti pionieri, no attrezzature precise, no appartenenza a circuiti,

molto contatto con popolazione locale, difficoltà nelle vie di comunicazione.

2. Coinvolgimento : pubblicità fatta dai pionieri, costruzione/miglioramento infrastrutture →

domanda stimola offerta (tramite capitali locali).

3. Sviluppo : n di turisti aumenta (spesso supera la popolazione, come in Italia), investimenti

esterni → momento d'oro ma insidioso (investimenti possono deteriorare l'ambiente

naturale e privarlo della sua particolarità, senza il controllo locale/nazionale)

4. Consolidamento : località completamente affermata, tasso di crescita turisti diminuisce.

5. Stagnazione : eventuali problemi ambientali, non più di moda, non + nuovi turisti ma

clienti abituali. A questo punto si aprono due possibilità : declino (flussi solo nei fine

settimana, come x località termali + impianti turistici destinati ad altri usi) o rinnovamento

(2 ciclo da inventare → creazione di un centro inedito di attrazione, come x Rimini.

Importante è la collaborazione fra pubblico e privato).

Contributo allo sviluppo economico : il turismo è da sempre molto importante x la crescita di un

paese (soprattutto in Italia e Spagna x il pareggio della bilancia dei pagamenti in anni di

industrializzazione) e fa da volano x i paesi in via di sviluppo → turismo=servizio da esportare (con

importazione di valuta pregiata → spesso il flusso di import è così elevato da neutralizzare l'effetto

positivo sulla bilancia → ciò avviene se un paese è costretto ad importare tutto x fornire servizi).

Il turismo fa da moltiplicatore del reddito, ma x paesi con alta % di stabilimenti/lavoratori stranieri

occorre ridurre il reddito prodotto x tenere conto di salari/profitti diretti all'estero → il reddito non

rimpatriato viene invece usato x analizzare l'effetto prodotto dal suo impiego x acquistare

beni/servizi finali. Più un'economia riesce a fornire beni/servizi turistici, + è alta la spesa iniziale

che poi si trasformerà in reddito x quel paese (valore alto del moltiplicatore indica una struttura

economica solida e diversificata). Al contrario, le regioni che dipendono dagli import avranno

coefficienti + bassi e + fuoriuscita di reddito. Inoltre in molti paesi arretrati il turismo straniero

(investimenti) si è diffuso in anticipo sulla domanda locale, generando problematiche

economiche/sociali.

Studio UNCTAD (united nation conference on trade and development) : vengono rintracciati 3

elementi positivi importanti riguardo agli investimenti stranieri x turismo → 1. presenza di

investimenti stranieri non elevata, 2. frazione molto piccola dello stock e del flusso di essi,

3. maggior parte delle attività ricettive/ricreative è detenuta da investitori nazionali.

[Turismo (come l'industria) può modernizzare le istituzioni economiche/sociali, tuttavia nessuna

economia (a parte quella nelle piccole isole) può reggere nel lungo periodo se costruita su un unico

settore → esso da solo non può portare un paese dall'arretratezza allo sviluppo].

I PRIMORDI del TURISMO (villeggiatura o viaggi)

Vacanze Romane : mare (costa campana, pace interiore+divertimento sfrenato, ville

• private=centri di vita mondana non accessibili a tutti) o campagna (serenità, mediazione tra

ozio e lavoro, in sintonia con le filosofie dominanti=Epicureismo=uomo deve sfuggire al

dolore e cercare il piacere dell'anima, giardino di Epicuro + Stoicismo=vita appartata,

emancipazione da desideri umani ma perfetta libertà), le ville sono attrezzate x attività fisica

e cura del corpo (giardini, vasche d'acqua fredda/tiepida/calda, ippodromo, sferisterio=gioco

a palla). Fattori di sviluppo turismo nell'antica Roma → tranquillità/sicurezza resa dalla pax

romana, aumento tenore di vita x sviluppo, alta concentrazione ricchezza e popolazione,

infrastrutture+mezzi di trasporto (Raeda, Carpenta) propri o a noleggio, Itineraria (guide con

informazioni/notizie relative a distanze, strade, regioni/centri).

Terme : abitudine romana e greca, accompagna la nascita del turismo moderno, moda dei

• bagni pubblici (momento di svago/cura del corpo accessibile a tutti + abitudine all'igiene),

terme e palestre attrezzate (giochi con la palla, ginnastica lotta → poi sauna e bagno). Epoca

si chiude con diffusione Cristianesimo (da bellezza e cura del corpo a spirito e

mortificazione della carne) = ruralizzazione della vita quotidiana (scomparsa impero

romano). Bagno sopravvive solo nelle classi popolari → tornerà nel tardo medioevo

(rivalutato da religione e medicina=trattati) in quanto purificazione dell'anima. Le stazioni

termali tornano, oltre che come luogo di piacere, come luogo di terapia.

Turismo Religioso : praticato in tutte le grandi religioni, 1 forma di turismo (già nelle

• società tribali di tutti i continenti), visite ad altari/oracoli/luoghi sacri ecc. Pellegrinaggio

cristiano → 3 mete fondamentali (Gerusalemme, Roma, Santiago de Compostela), x

diffondere nel mondo la fede cristiana, dai Vangeli (Angelo invita le donne a cercare Gesù

fino al sepolcro). Gerusalemme → S.Sepolcro, uomini spirituali ripercorrono le vie di Gesù

e cercano pace con contatto con Dio (fede+sentimento antiurbano+ricerca interiore), poi

anche avventurieri, Crociate nel XI sec (crociati perdono Gerusalemme → Terra Santa

sempre + pericolosa da raggiungere → si riparte nel 1800). Roma → martirio di Pietro e

Paolo, pellegrinaggio x devozione, imperatori costruiscono basiliche/infrastrutture/spazi x

visitatori, vengono organizzati spazi+tempi (calendario delle feste x disciplinare affluenza

pellegrini), grande fama x l'anno santo dopo il '300. Santiago de Compostela → tomba di S.

Giacomo maggiore, fama grazie al papato che vuole la conquista cristiana della Spagna,

simbolo della lotta contro i mori (meta x chi ha combattuto contro i musulmani), nel 1100

periodo d'oro, nel 1600 perde importanza x presenza di altri corpi di santi in Spagna e per la

perdita delle reliquie (nascoste e mai più ritrovate), cattedrale ristrutturata con gusto barocco

, fama ad andamento ciclico ma mai completamente offuscata.

Medioevo – apogeo del pellegrinaggio cristiano (XII-XIII sec) : sempre + fedeli,

• pellegrinaggio=pratica di forte prestigio sociale (istituzione), anche pena inflitta dai tribunali

civili x chi commette eresie, severe punizioni x chi deruba i viaggiatori, possibilità di fare un

testamento prima di partire, forma penitenziale x espiare colpe e trovare salvezza eterna

(nascita Purgatorio), escono le prime guide (itinerario di Einsiedeln con luoghi di

devozione) → poi nel '300 secolarizzazione in Europa → viaggi non + imposti x sentenza,

meno appoggio, + x puro piacere → nel '500 protestanti vs pellegrinaggi (sottrazione di

tempo al lavoro e incentivo x mercato indulgenze), nel '600-'700 chiesa frena il fenomeno

(illuminismo, riv.industriale) → pellegrinaggi=unico scopo di avvicinarsi a Dio con lo

spirito.

Luoghi dei Pellegrinaggi : scoperta di una nuova meta è legata ad eventi straordinari e

• casuali (reliquie/santi/apparizioni/miracoli/..) spesso inventati o falsificati xche incidono

sulle presenze dando impulso all'economia, programmazione di interventi precisi da parte

delle istituzioni religiose, longevità del turismo religioso, devozione popolare,

Roma=palcoscenico dell'evento religioso cristiano → anno santo (rete di enti ed impegno

finanziario notevole, 2 cerimonie di apertura/chiusura della porta santa + riti ordinari +

predisposizione di vitto e alloggio).

Giubilei e Riduzione delle Pene : 1300 Papa Bonifacio VIII 1 giubileo (dopo la sistemazione

• stradale) con significato politico (chiesa afferma il potere spirituale universale sull'autorità

dei regnanti europei) → trionfo del papato medievale, nel 1350 Clemente VI 2 giubileo con

1 differenziazione dei ceti sociali (poveri in massa e ricchi con + comfort o esonerati in

cambio di denaro), nel 1450 Nicola V stabilisce 25 anni di intervallo fra giubilei + chiesa

debole x letto intestine, nel 1500 giubilei risentono della riforma protestante, nel 1575-1650

nuova fioritura con la controriforma (importante ritualità collettiva), 1600 guide di chiese e

reliquie, 1700 importanza dei giubilei diminuisce (molte critiche e meno affluenze) → nuovi

viaggiatori vanno a Roma x amore di arte e cultura, 1825 unico giubileo del XIX sec e

ultimo proclamato dal papato (rete stradale ben organizzata, apertura di nuovi valichi,

alberghi ed analoghe guide), 1900 giubileo importante x riaffermare la cristianità di Roma

(Regno d'Italia → nuovo governo laico). I giubilei ora appartengono ad una nuova epoca

turistica (agenzie di viaggi/treni, pullman, aerei/durate brevi conciliabili con lavoro/alloggi

organizzati), 2000 durante il giubileo Papa chiede perdono x i peccati passati/presenti della

chiesa + annullamento debiti dei paesi poveri (significato originario del giubileo ebraico).

Epoca dei “Grandtouristi” : 1400 Umanesimo e Rinascimento = ruolo nuovo di

• arte/cultura/scienza + centralità individuale → formazione letteraria-artistica diviene


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Esperto Linguistico per il Management e il Turismo
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eugeniacassani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Taccolini Mario.

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