Storia economica
Popolazione in età preindustriale
La popolazione dipende da:
- Natalità
- Mortalità
- Fertilità
Una popolazione è giovane se natalità e fertilità sono alte, mentre è ridotta se la mortalità è alta. In quest'età, una città di 50.000 abitanti era considerata una metropoli.
Stime della popolazione
Non esistevano censimenti, per questo ci si basa su altre fonti:
- Letterarie: (cronache di Villani: Firenze nel 1338 era una metropoli)
- Dichiarazioni fiscali: ogni capo famiglia dichiarava quanti erano i componenti della famiglia. Tuttavia, non tutti dichiaravano, il che genera un problema nell'interpretazione. (Es: catasto di Firenze giunto a noi completo)
- Domesday book, 1086, esempio di fonte fiscale
| Anno | Popolazione |
|---|---|
| 1000 | 30-35 milioni |
| 1340 | 80 milioni |
| 1348 e succ. | diminuzione |
| 1400-1600 | Ripresa e aumento fino a 100 milioni |
| 1600-1700 | Diminuzione (guerre) seguita da un forte aumento |
Fertilità e mortalità
La fertilità era maggiore di quella degli attuali paesi industrializzati, ma c'erano tuttavia dei freni:
- Tarda età al matrimonio (religiosi e intellettuali: celibato)
- Mortalità: in anni normali era del 30-50 per mille. Ma la mortalità infantile era elevata: 150-350 per mille nel 1° anno, 100-200 per mille dal 2° al 10° anno.
Si divide in:
- Normale
- Catastrofica: guerra, temuta anche per le conseguenze indirette (peste, carestia) oltre che per i morti in combattimento
- Carestia: determinata anche da problemi climatici
- Epidemia: (vd. Peste nera del 1348) determinata da guerra e carestia, oltre che dall'eccessivamente rapido aumento della popolazione
La trappola maltusiana
Malthus affermava che mentre la popolazione cresceva con progressione geometrica (1,2,4,8..), le risorse alimentari crescevano con progressione aritmetica (1,2,3,4,5,6…). Questo comportava una necessaria carenza di tali risorse nel medio-lungo tempo. "Una gran quantità di terra fertile, disponibile a basso costo, è un elemento che permette alla popolazione di superare ogni ostacolo" (Thomas Robert Malthus 1766-1834). Ma la popolazione aumenta troppo. Esistono dei freni all'incremento, divisibili in:
- Repressivi (vd. Guerre: sono più efficaci)
- Preventivi (vd. Politica anticrescita: meno efficaci)
Economia ↔ Popolazione: la popolazione è strettamente collegata con l'economia.
Peste nera
Si diffuse tra 1347 e 1352, proveniente probabilmente da Oriente attraverso l'Italia. Le stime sono molto diverse le une dalle altre. Era una peste bubbonica trasmessa da un parassita dei ratti. Se trasmessa da uomo a uomo si trattava di peste pneumonica. (Boccaccio: fonte letteraria) uccise in media il 40% della popolazione (Manzoni: fonte letteraria).
Peste del 1630-1631.
Reddito e consumi in età preindustriale
Reddito
Firenze: 1427 - forte disuguaglianza - il 60% della popolazione possedeva il 5% del reddito, il 30% ne possedeva il 27% e il 10% ne possedeva il 68%, ossia più dei 2/3 del reddito totale. Inghilterra: 1688 grazie al censimento di Gregory King sappiamo che con l'industrializzazione il reddito tendeva a distribuirsi in maniera più equa.
Consumi
Europa: XV-XVIII sec. I consumi erano di tipo primario, ovvero attinevano al vestiario, all'alimentazione e all'abitazione nella maggioranza dei casi. Tuttavia, per lo più spendevano in alimentazione, dal momento che le abitazioni consistevano nella maggioranza dei casi in singole stanze in cui vivevano intere famiglie e che i vestiti spesso non venivano neanche cambiati, fino al punto di utilizzare anche quelli dei morti.
Agricoltura in età preindustriale
Fino al 1750, ancora i 2/3 della popolazione erano impiegati nel settore agricolo. Caratteristiche:
- Principale fattore produttivo: soprattutto perché la prima preoccupazione era per tutti nutrirsi
- Politiche economiche: miravano all'aumento della produzione (ne sia esempio l'obbligo di coltivazione dei terreni)
- Terreni arativi/pascoli: gli animali concimavano il terreno e servivano per trainare gli aratri
- Bosco: forniva legname, combustibile fondamentale
- Trasformazioni: sempre molto lente (più dinamici erano i settori bancari e commerciali). Solitamente, maggiore era lo sviluppo di una regione, maggiore era lo sviluppo della sua agricoltura
- Proprietà della terra: le trasformazioni si riflettevano sulle proprietà. Fino al 1000 i terreni erano nelle mani di sovrani e enti ecclesiastici. Col tempo e le trasformazioni, le terre passarono anche nelle mani di alcuni contadini.
Nel Medio Evo vigeva la società feudale tripartita (combattenti, oratores e lavoratori). All'interno di ogni categoria c'era una gerarchia. L'economia era basata sul sistema curtensse, diffuso più in certe zone e meno in altre. Esso era un modello tipico dell'Europa centrale, e vedeva il cuore del sistema nella curtis, autosufficiente e con scarsi scambi con l'esterno.
Il terreno era divisibile in:
- Pars dominica: castello e campi del signore lavorati dai contadini che vivevano nelle corti
- Pars massaricia: parte di terreno donata ai contadini in cambio del loro lavoro nella pars dominica (corvées) - Erano "campi aperti", di cui ogni contadino possedeva una parte e che spesso venivano lavorati a gruppi.
- Terre comuni: bosco, campi destinati al pascolo o che venivano lasciati incolti
Una simile organizzazione mirava essenzialmente all'autosufficienza da raggiungere anno per anno, senza pensare di creare riserve per momenti di carestia o tanto meno da destinare al commercio. La produzione agricola avveniva in funzione di:
- Ambiente
- Superficie sfruttabile
- Forza lavoro
- Bestiame
- Tecnologie
Tutti questi fattori si influenzano l'un l'altro in quanto coesistono sullo stesso piano nel sistema. Nota: le epidemie che colpivano gli animali erano tanto gravi quanto quelle che colpivano gli uomini.
Crisi del sistema feudale
Dovuta a:
- Aumento popolazione → sviluppo delle città → svuotamento della curtis → Peste Nera (svuotò sia campagne che città)
- Sviluppo del mercato: il sistema aperto del mercato non dava spazio a un sistema chiuso come quello feudale
- Differenze tra paese e paese: in un paese come l'Europa evidentemente tale sistema non era destinato a perdurare come invece in Russia
Conseguenze della crisi:
- Espansione dell'attività agricola
- Coltivazione di nuovi terreni
- Miglioramenti tecnici dovuti soprattutto al nuovo tipo di mentalità, più aperto e fertile
La situazione dopo la Peste Nera
La popolazione cominciò a riaumentare determinando una forte necessità di risorse primarie. Rivoluzione agraria: a partire dal '500 si cominciano ad utilizzare nuove colture e a importare prodotti come il mais e le patate dall'America.
Sviluppi e cambiamenti tecnologici
Non si tratta di vere e proprie invenzioni, ma piuttosto di lente assimilazioni:
- VI sec: mulino ad acqua (per macinare il grano)
- VII sec: aratro pesante (nel nord-Europa)
- VIII sec: rotazione triennale
- IX sec: zoccolo e nuovi metodi per bardare i cavalli
Aratro: inizialmente in legno, poi in ferro, serviva a scavare meglio il terreno. Veniva trainato da buoi o cavalli (+ efficienti ma anche + costosi e utili anche in guerra e nei trasporti). Uno dei problemi del cavallo era la bardatura. I primi collari utilizzati nell'Alto Medioevo complicavano il lavoro del cavallo rendendolo meno efficiente. Col tempo vennero modificati fino all'VIII-IX sec, durante i quali i collari poggiavano sulle spalle rendendo meno faticoso il lavoro dei cavalli.
Rotazione triennale: fu un'innovazione, in quanto sostitutiva di quella biennale (campo diviso in due, una coltivata, l'altra a riposo). In questa rotazione il campo venne diviso in 3 parti, una adibita alla coltivazione, l'altra ai legumi e l'ultima al riposo:
| Anno | Coltivazione |
|---|---|
| 1° anno | Erba, grano, legumi |
| 2° anno | Legumi, erba, grano |
| 3° anno | Grano, erba, legumi |
Altre innovazioni: utilizzo del ferro per gli strumenti agricoli, concime, maggior numero di tipi di colture.
L'Italia agricola tra Medio Evo e età moderna
L'Italia si poteva dividere in due grandi zone:
- Centro-Settentrione: più sviluppato e ricco di mercanti, importava dal meridione i prodotti agricoli
- Meridione: zona prevalentemente a carattere agricolo e meno sviluppata
La produzione agricola italiana dal tardo Medioevo aumentò, ma non moltissimo. Le innovazioni erano arretrate rispetto al resto d'Europa. Dopo la metà del '600 la produttività del lavoro diminuisce in Italia, mentre in paesi come l'Inghilterra aumenta fino a triplicare quella italiana.
La rivoluzione commerciale
Determinò cambiamenti nella struttura economica. L'agricoltura era in ogni caso ancora il settore di base. Contemporaneamente alla rivoluzione commerciale ci fu:
- Aumento della produzione agricola
- Incremento demografico
- Città che diventano centro propulsore di questo cambiamento. Le città non sono più solo centri religiosi e amministrativi, ma anche commerciali.
Nota: la rivoluzione commerciale non può assolutamente prescindere dalla rivoluzione dei trasporti, settore che si incrementò moltissimo.
Il ruolo dei mercanti
Rappresentano la classe media trainante, sviluppatasi in maniera diversa a seconda del territorio e di fondamentale importanza all'interno della rivoluzione commerciale. Esistono diverse categorie:
- Ebrei: commercianti e banchieri, tramite tra la cristianità e il mondo esterno. Sono sempre stati oggetto di vessazione, motivo per cui erano spesso costretti a fuggire. La loro abilità in questo campo era dovuta alla loro educazione religiosa che li rendeva più propensi a saper leggere e scrivere, e dunque a tenere i conti. Inoltre, svolgevano attività che non erano accettate dalla Chiesa cristiana, come ad esempio l'usura.
- Italiani: la rivoluzione prese inizio nell'Italia settentrionale. Le vie marittime erano al tempo più sicure e agevoli di quelle terrene, motivo per cui le città portuali, di cui l'Italia era ricca, furono le prime ad arricchirsi e svilupparsi. Venezia godeva in più di una posizione geografica eccezionale, in quanto fungeva da ponte tra Occidente e Oriente, dal quale importava prodotti di lusso. Anche Amalfi si sviluppò a partire dall'anno 1000, ma dopo la conquista dei Normanni nel XII secolo andò decadendo. Poco più in là nel tempo si svilupparono anche Pisa e Genova, seguite poi anche da città dell'entroterra (vd via francigena, che collegava Roma con la Francia e lungo la quale si svilupparono numerose città). Dopo la battaglia di Legnano del 1176 le città del nord si svilupparono in maniera ancora più accentuata.
- Catalani
- Inglesi e Olandesi: gli inglesi esportavano soprattutto lana. Cominceranno ad avere forte importanza a partire dal '600 con la rivoluzione industriale
- Scandinavi: persero prestigio a causa dell'espansione dei mercanti tedeschi nella loro zona
In Europa le due zone più sviluppate erano Italia centro-settentrionale e Germania. Esistono tuttavia delle differenze:
- Tipo di commercio: i tedeschi commerciavano nel mare del Nord e nel mar Baltico, mentre gli italiani nel Mediterraneo
- Prodotti: gli italiani avevano una gamma di prodotti più ampia perché più ampio era il loro mercato, mentre i tedeschi commerciavano prodotti locali, legname, prodotti per l'agricoltura, lana inglese
- Organizzazione: gli italiani avevano un approccio più individualistico, i tedeschi invece tendevano a radunarsi in associazioni, tra le quali la più famosa è la lega anseatica, nella quale i mercanti erano legati da accordi di mutua tutela. Questo perché erano più deboli, soprattutto economicamente, ed associarsi riusciva a renderli maggiormente competitivi nel mercato
La rivoluzione urbana
La rivoluzione commerciale poté avvenire perché in concomitanza ci fu una rivoluzione urbana. Essa si espresse soprattutto in una crescita dell'economia di mercato, che portò le città a non gravitare più attorno a cattedrali o a piazze del comune, bensì attorno alle piazze del mercato che cominciarono a nascere proprio in questo periodo.
La rinascita delle città: varie teorie
Henri Pirenne: le città sono potute rinascere perché il portus si è espanso a tal punto da inglobare il nucleo fortificato feudale. Critiche: questa teoria può essere applicata all'area dei Paesi Bassi, ma non ad esempio a quella italiana.
Edith Ennien: la sua teoria afferma che esistono 3 forme di urbanizzazione in Europa occidentale:
- Ita-Fra-Spa: città decadute ma sempre esistite
- Eng-Fra. Sett.-Paesi Bassi-Germ. Mer.-Austria: città scomparse con la caduta dell'Impero Romano
- Germ. Sett.-Scandinavia: città mai esistite
Critiche: non è possibile generalizzare date le troppo ampie differenze esistenti tra città e città.
Città e campagna
Ennien affermava che città e campagna erano aspetti del tutto separati, come si poteva ben vedere dalla presenza di mura che dividevano il mondo urbano da quello agricolo. La popolazione tendeva a migrare verso le città dove si sperava di far fortuna. Nei paesi europei al di là dell'Italia vi era una netta separazione fra i nobili che risiedevano in campagna e i mercanti che risiedevano in città. In Italia tale divisione era molto meno marcata e si assisteva anzi ad una forte promiscuità con la conseguente nascita di conflitti fra le diverse classi sociali. Spesso infatti anche i nobili effettuavano operazioni commerciali.
Mondo feudale: organizzazione sociale verticale
Mondo cittadino: organizzazione sociale orizzontale, fondata sulla cooperazione tra uguali. Maggiore era la partecipazione alla vita politica.
Vita urbana
Mediamente nell'Europa del XVI secolo la popolazione urbana rappresentava il 5,6% del totale con picchi molto più alti nei Paesi Bassi meridionali (l'attuale Belgio), Paesi Bassi settentrionali (l'attuale Olanda) e nell'Italia centro-settentrionale.
| Paese | % della popolazione urbana sul totale della popolazione nel 1500 |
|---|---|
| Paesi Bassi meridionali | 21,1% |
| Paesi Bassi settentrionali | 15,8% |
| Italia | 12,4% |
| Spagna | 6,1% |
| Francia | 4,2% |
Popolazione Italiana
Dopo la peste nera la popolazione diminuì sensibilmente.
Le vie di comunicazione
Strade
L'impero romano aveva costruito strade efficienti, tuttavia quando decadde esse scomparvero, a causa soprattutto del loro uso sporadico dovuto all'autonomia delle comunità. Da allora ci furono strade locali e pessime, a causa delle quali il trasporto era lento. Il costo elevato dei trasporti consentiva il trasporto delle sole merci preziose. Risultarono quindi molto importanti anche al fine di diminuire i rischi e i costi di tale via di comunicazione invenzioni quali il collare, il ferro di cavallo, la disposizione orizzontale delle bestie da traino, la disposizione delle ruote su unico asse ecc. Una importante opera per quanto riguarda il trasporto terrestre fu rappresentata dal Ponte del Diavolo nella località del San Gottardo che costituì un fondamentale passaggio attraverso le Alpi.
Fiumi e canali
Questa via di comunicazione era praticata al centro-nord d'Europa (Paesi Bassi e Germania), dove si sfruttavano le caratteristiche territoriali.
Vie marittime
Fu di gran lunga la via di comunicazione più utilizzata. Proprio per questo motivo per tutto il medioevo il bacino del Mediterraneo fu di fondamentale importanza e grande prestigio raggiunsero le figure degli armatori. Il trasporto marittimo era fra tutti il meno caro poiché la grande quantità di merce che poteva essere caricata riduceva il costo del trasporto da addebitare a ciascun prodotto.
Le navi potevano essere:
- A remi: erano generalmente le più veloci poiché disponevano di una forza motrice costante, ma lo spazio destinato ai rematori e alle provviste per tutto l'equipaggio molto numeroso riduceva lo spazio a disposizione per le merci
- A vela: le galee erano generalmente meno veloci poiché soggette alle condizioni meteo e quindi ad una forza motrice non costante. D'altro canto il minor equipaggio di cui necessitava lasciava molto più spazio a disposizione per le merci.
Le navi potevano trasportare sia merci preziose che non, spesso anche nello stesso viaggio. Era solito vedere la nave principale accompagnata da una più piccola che sarebbe venuta in soccorso della prima per approdi difficoltosi.
Un periodo molto importante per questo tipo di trasporto fu rappresentato dall'ultimo ventennio del XIII sec quando grazie a dei miglioramenti tecnici dei marinai genovesi riuscirono a creare un collegamento costante fra Genova e le Fiandre che rappresentava un importante polo a livello commerciale. Tale collegamento prevedeva il passaggio dallo stretto di Gibilterra e la circumnavigazione di Spagna e Portogallo. Tale collegamento era sempre stato difficoltoso per le condizioni molto più rischiose dell'Oceano Atlantico.
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