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Youtube - Fratelli Dardenne: Chacun son cinéma - Sequenza: Dans l’obscurité

Le mani si incontrano con la colonna sonora di un film di Bresson, maestro del cinema. Il tema del ladruncolo è il riferimento al cinema di Bresson.

Il cinema delle origini

Che cos’è il cinema? C’è chi dice che il cinema è la pellicola. Definizione travolta dagli anni. Il supporto non definisce più che cos’è cinema e che cosa non lo è. Il cinema nasce il 28 dicembre 1895. Il cinema nasce per persone che non avevano esperienza visiva, che entravano in contatto con le immagini in chiesa, con le vite dei santi, le narrazioni seriali, con fotografie, con le immagini vendute nelle fiere. Nelle fiere ci sono spettacoli di lanterna magica. La lanterna magica è un visore che consente di proiettare immagini, facendole passare attraverso la camera oscura di Leonardo (Cinquecento), un fascio luminoso e una serie di specchi. Passano dei disegni, successivamente delle fotografie. Con la lanterna magica c’è un pubblico di persone, che condividono la visione. Una serie di generi già codificati prima dell’arrivo del cinema. Il cinema arriva, ma non è un’arte che si fa largo subito, è un linguaggio che assume elementi appartenenti a forme precedenti, li copia…

All’inizio, il cinema si chiama fotografia animata. Il cinema all’inizio fa vedere delle immagini. Vocazione mostrativa. Far vedere, documentare, quasi intervenire con un surplus di realtà a una nuova esigenza di sguardo dell’uomo di fine Ottocento. La belle époque è la prima epoca tecnologica, epoca di straordinari cambiamenti e invenzioni (auto, aeroplano, raggi x). Tutte invenzioni per aumentare la potenzialità del visibile. Successivamente, il cinema inizia a narrare. Insieme alla modernità, si modificano il senso dello spazio e del tempo (scandito, misurabile), cambiano i ritmi lavorativi, che iniziano ad alternare lavoro e riposo… La folla diventa un soggetto da mettere in scena, da ritrarre, da osservare.

Storia e linguaggi del cinema internazionale

Uscita della folla

50 secondi di cortometraggio. Uno dei primi cortometraggi dei fratelli Lumière. È una macchina che ci dà la possibilità di vedere le cose. Non dice niente, ma vedi, è la realtà. Prima proiezione per un pubblico pagante a un Café sul Boulevard des Capucines. Pubblico pagante, tecnologia, operatori che rendono possibile lo spettacolo. Concezione classica: il cinema è là dove c’è un pubblico tutto insieme. Cinema come dispositivo, come macchina che consente di fare certe cose, offerta a un pubblico pagante. I Lumière arrivano a oggettivare, con la loro invenzione, una serie di ricerche frutto di diversi esperimenti in tutta la nazione. In diversi paesi si inventano diverse macchine. La sensibilità è comune, si arriva sempre lì. Però, l’invenzione di Lumière consente la visione al pubblico, mentre la macchina di Edison, precedente, permette solamente la visione personale, così come altre macchine.

Il cinema dei primi tempi viene chiamato cinema primitivo o modo di rappresentazione primitiva (nome dato dallo storico Burch). L’uomo dell’Ottocento non sa nulla di montaggio ecc., non coglie la relazione di contemporaneità tra due immagini successive in scene diverse. Primitivo vuol dire tornare a un’idea di cinema prima del cinema, al grado zero della scrittura, a potenzialità che avrebbero potuto svilupparsi in modo diverso da com’è avvenuto. Per due anni e mezzo i Lumière non vendettero la loro invenzione, ma usarono il brevetto mandando in giro operatori che diffondessero il cinema in tutto il mondo.

Sito dell’Institut Lumière di Lione – Cronologia dei film proiettati la prima visione

  • Fratelli Lumière
  • L’enfant au ballon – Lumière
  • Repas du bébé – Lumière
  • Ouverture de l’usine – Lumière

L’Ouverture è un filmato di 50 secondi. Cinepresa ferma, in posizione angolata. Situazione di arrivo dei personaggi e di verticalizzazione dello spazio. Sia il bambino che gioca con il palloncino, sia l’uscita dalle fabbriche presentano un spazio attraversato in profondità dai personaggi, che arrivano e si avvicinano. Scelta che corrisponde alla capacità dei fratelli Lumière di cogliere il senso dell’inquadratura. Essi vendevano apparecchi fotografici e arrivano al cinema attraverso la comprensione delle inquadrature fotografiche. Osservare come quella che noi riteniamo una ripresa della realtà fenomenica sia in realtà una messa in scena della realtà. Con i fratelli Lumière, il cinema fotografa la realtà. È quello che chiameremmo un documentario. Con i Lumière si fotografa la realtà, che predomina sull’aspetto narrativo. La realtà viene registrata: antesignani del cinema del reale. Più avanti, con Méliès, nasce il cinema della finzione.

La storiografia attuale complica la divisione convenzionale. I fratelli Lumière erano molto avveduti nel proporre un tipo di inquadratura. Quella che vediamo sullo schermo non è la realtà che passa davanti ai nostri occhi, ma una messa in scena della realtà. La macchina da presa Lumière è una scatola, che non ha oculare. Questo tipo di macchina da presa ha un oculare interno. Quando devo scegliere, mi metto nel punto dove presuppongo ci sia un passaggio. Non è una realtà presa a caso, ma una realtà ricostruita e codificata in modo da prevedere del movimento. Perché lo spettacolo che reputano essere la forza del cinematografo è la rappresentazione del movimento. È così che si capisce la peculiarità di questa nuova macchina. L’uscita delle masse è il miglior esempio di movimento. Si mettono alla stazione, ma non a caso, a vedere il viavai della gente, ma mentre arriva il treno. Il treno sembra uscire, bucando lo schermo e arrivando verso gli spettatori. È una sorta di messa in scena del reale. Durata, macchina da presa fissa, quadro stabile: gli elementi del cinema primitivo. I bordi del quadro si perdono, ciò che esce è perso.

L’arroseur arrosé – Lumière

Il ragazzo fa lo scherzo, l’adulto lo scopre e lo rimprovera. Racconto.

Non esiste diritto d’autore

Film ripreso. Si continuano a rifare film sulla stessa cosa. Diritto d’autore dal secondo decennio del Novecento, per alcune opere più importanti. Milano: per l’Italia è il luogo in cui si codifica una società degli autori, che dalla letteratura arriva al cinema (Verga, scapigliati…), cercando di preservare il diritto d’autore.

Débarquement des Congressistes – Lumière

Sbarco dei congressisti della società fotografica dalla nave. Congrès des Sociétés photographiques de France – Juillet 1895. Nel contesto amatoriale c’è la possibilità di interagire con la telecamera. La stessa cosa avviene nel cinema primitivo. C’è un confronto esibizionista. Enfasi del cinema dei primi tempi sul tema del guardare. Arrivé d’un train dans à la Ciotat – Lumière

Fratelli Lumière visti come gli ultimi pittori impressionisti. Ciclo delle cattedrali di Rouen, 1894, di Monet. Posizione angolata, simile ai Lumière…. Continuazione tra il dinamismo dei Lumière e la necessità di fermare l’attimo della pittura impressionista. Dalla pittura alla realtà e dalla realtà alla sua rappresentazione. Arte che doveva bucare la tela verso una molteplicità di espressioni. Il cinema come somma delle arti dello spazio e del tempo. Idea che il cinema sia il nuovo linguaggio, capace di parlare all’uomo moderno, con una sintesi di linguaggi precedentemente sconosciuta.

Georges Méliès

Méliès incorpora nei propri spettacoli trucchi e fantasmagorie. Egli capisce che bloccando la macchina, spegnendola e accendendola, si può creare una nuova realtà. Cinema delle attrazioni. Egli si presenta sullo schermo come prestigiatore. Lavora con trucchi, mascherine e sovraesposizioni. Abbiamo poco perché le pellicole del tempo sono infiammabili e soggette a un rapido deperimento. Maggiore teatralità.

Éruption volcanique à la Martinique - Méliès (1902)

Riproduzione attraverso modellini, con colori… I colori sono un altro degli elementi di attrazione. Méliès ne fa molto uso. Il cinema nasce muto e in bianco e nero, ma ci sono tecniche di coloritura anche nei film dei primi tempi.

Tecniche di colorazione:

  • Pochoire: dipingere a mano con dei mascherini opportunamente ritagliati delle parti corrispondenti a un pezzo abbastanza ampio di pellicola. Tipo normografo. Lavoro fatto dalle donne in catena di montaggio. Su alcune superfici ampie (gonnellini).
  • Imbibizione e viraggio: pellicola immersa in una soluzione di sali, che fanno raggrumare parti della pellicola, facendo sì che essa trattenga parti di colori. I bordi rimangono neri o prendono diverse colorazioni, è la differenza tra imbibizione e viraggio.

Un homme de têtes – Méliès

Un homme à la tête de caoutchoucs - Méliès

Non esiste il primo piano, la macchina è posta in modo da inquadrare la scena completamente. Questa testa di caucciù che viene gonfiata diventa tanto grande da esplodere. È la testa che si avvicina per diventare più grande, non la macchina.

Non è un primo piano narrativo, ma voyeuristico. È curiosità, attrazione. Logica di esibizione. Esibisco il fatto che si possa vedere il volto umano molto più grande di com’è. Come se a vedere troppo si rischiasse. Celebrazione del potere dello sguardo: cinema come macchina che ci fa vedere di più. Inquadratura cinematografica sormontata a quella di un telescopio. Raddoppiamento dello sguardo, messa in scena dello sguardo. Tuttavia, questo sguardo è troppo forte e va talvolta punito.

Scuola inglese

Explosion of a Motor Car (1900) – Hepworth

Scuola inglese. Macchina da presa fissa, angolata. Molto vicino, troppo vicino, paura del primo piano. Il vigile spara in alto e riscendono i pezzi di macchina. Forte tradizione per la lanterna magica. Tutti gli operatori di lanterna magica passeranno al cinema. Smith, Paul, Hepworth…

Grandma’s reading glass

Le inquadrature alternano le riprese di bambino e nonna con ciò che il bambino vede con la lente. La visione viene presentata attraverso la presenza di un mascherino. Tecnicamente sarebbe una soggettiva (ciò che vede il bambino), ma non lo è del tutto, perché prima non abbiamo avuto la visione degli occhi del bambino (guardante identificato e poi mondo visto dal suo punto di vista). L’uso del primo piano non è narrativo, ma semplicemente attrazionale.

Méliès

Le voyage dans la Lune (1902)

Film più famoso. 12 minuti. Organizzato per quadri. Principio organizzativo del teatro, della drammaturgia… I seleniti (abitanti della luna) sono scimmie danzanti. I terrestri li incontrano. La navicella, poi, scende sotto il mare e torna in terra. Somiglia alla letteratura di Verne e Robida (illustratore). Parodistico rispetto all’ansia di conoscenza di inizio Novecento. Scienziati un po’ ridicolizzati. Tuttavia, egli è bonario, la finalità non è politica, è far vedere, far interpretare a degli uomini ciò che prima poteva solamente essere immaginato. Luna antropomorfica, con occhi che sbattono e bocca. Ci sono dei quadri. Scene svolte per quadri in senso unitario, poi collegati gli uni agli altri. Ciò darà, poi, luogo alle didascalie, che introducono i quadri per spiegarli. Tutti questi trucchi di Méliès finiscono per stancare. Morirà solo, fine ingloriosa, anche perché molto copiato.

Passioni di Cristo

Vie et passion du Christ

Numero impressionante di passioni di Cristo a inizio Novecento. Se mi occupo di cose serie, qualcuno si accorgerà di me, la Chiesa spezzerà una lancia in favore del cinematografo. Tali proiezioni avvenivano nelle chiese, prima che il Vaticano lo vietasse. 1909: la Federazione oratori di Milano usa il cinema. Motivo linguistico: usando una storia risaputa, si comunica con gli spettatori. Guazzabuglio di personaggi. Tuttavia, gli spettatori condividono la storia, la conoscono… ciò permette agli spettatori di interpretare la sintassi cinematografica. È consentita la linearizzazione narrativa, che focalizza l’attenzione su protagonisti ecc. Genere molto frequentato.

Stati Uniti

Cinema alla vigilia di una crisi a inizio secolo per una ripetitività dei soggetti. Si cerca di raccontare qualcosa di diverso.

The great train robbery (1903) – Porter

Porter è uno dei primi registi. Il film conteneva una sottosequenza sganciata dal resto del racconto, con uno dei due banditi che carica la pistola e spara in macchina. Attira l’attenzione, colpisce. Atto molto forte. Si usa ancora una volta il primo piano senza funzione narrativa. Il testo non è ancora stabile, la sequenza è talvolta all’inizio, talvolta alla fine.

Il cinema delle origini

Il cinema comincia a codificare un proprio linguaggio. Siamo passati a 12, 20 minuti… Siamo passati a quadri (funzione unitaria), concatenati da una sorta di paratassi. Prende dal teatro. 1907/08 c’è già una crisi di questo tipo di cinema. Dal 1905 iniziano a diffondersi le prime sale cinematografiche. Se c’è uno spazio apposito, significa che c’è anche uno spettacolo che inizia a codificarsi. Non è più lo spettacolo messo in coda a qualcos’altro, inizia a essere autonomo. Cinema delle origini: grado zero, cinema delle molte possibilità. Come vedeva e cosa capiva la gente. (CAPITOLI I E II DI BORDWELL)

Stati Uniti

Il cinema è in cerca di una chiarezza narrativa. Vuole muoversi con una serie di regole. Il linguaggio cinematografico si codifica principalmente in America, con un pubblico popolare, composto prevalentemente da immigrati. Cinema americano: dal basso, senza tante velleità artistiche, con mezzi che consentano di raccontare qualcosa. Lo scopo è farsi comprendere, farsi cogliere dallo spettatore. Cinema come industria. Obiettivo: vendere. Il cinema nasce già con caratteristiche di industria, di sistema economico. In Europa, invece, ci si pone il problema della capacità artistica. In America, il film deve funzionare, se è artistico tanto meglio.

The lonely Villa – Griffith

P. 27 Bordwell Esempio di montaggio alternato. Ricorrente in Nascita di una nazione (seminario). Avvicinare spazi differenti, che stanno tra di loro in un rapporto di contemporaneità. Il cinema primitivo è impacciato, non sa rendere la contemporaneità. Si cominciano a sperimentare soluzioni di montaggio alternato. Si capisce che c’è contemporaneità tra i due spazi. Rapporti di contiguità. Anche far uscire da una porta e farlo rientrare dalla parte giusta nell’inquadratura aiuta. Continuità spaziale.

Francia e Italia

Le cheval emballé – Pathé (1907)

Ancora una volta viene mostrata la capacità del montaggio di produrre significato. Durata e giustapposizione degli spazi. Linearizzazione anche negli inseguimenti, tutti nella stessa direzione. Raccordo di direzione, sennò si ha la percezione che si torni indietro. In Francia c’è già la presenza di alcuni comici.

Raccolta di un’eredità popolare: il comico era al circo, negli spettacoli… al cinema, egli dà vita a un personaggio riconoscibile, seriale.

Cretinetti – Le delizie della caccia (1910)

André Deed È un comico francese che lavora anche in Italia. Surreale. Situazioni quotidiane. Realtà non irrisa socialmente, ma canzonata. Non è una satira politicamente impegnata. Satira facilmente capita dallo spettatore. Lo spettatore semplice vede i rituali di classi sociali più alte. I comici erano anche spesso acrobati. Le comiche avranno grandissima diffusione in Italia e le comiche italiane avranno successo in tutto il mondo. Personaggi riconoscibili: Polidoro ha il ciuffo, Cretinetti uno sguardo particolare… spesso.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kia.kiaretta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e linguaggi del cinema internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Mosconi Elena.
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