FASI DI SVILUPPO
a) 753 a.C. – 226 a.C. (inizio guerre puniche): comune di Roma e diritto quiritario piccola città-stato a economia agRicola
con pochi istituti e negozi solenni verbali
Le città di una stessa stirpe sono unite in confederazioi di gentes e familiae
La fonte prevalente è la conseutudine + alcune norme giuridiche degli organi statali (lex)
b) 216 a.C. – 350 d.C.: Stato romano-italico e molteplicità di sistemi = epoca di masimo fulgore economia anche
mercantile, allargamento del sistema del diritto (ius civile + ius gentium + ius honorarium)
Il principe si pose come organo di produzione di norme
c) 350 d.C. – 565 d.C.: fase postclassica della monarchia assoluta centro di gravità dell’Impero: Costantinopoli
212 d.C.: estensione della cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’Impero, e loro inclusione nel ius civile + rivoluzione
religiosa causata dall’avvento del Cristianesimo
Le fonti del diritto solo la volontà imperiale (leges) e le opere della giurisprudenza da cui si desume l’antico diritto (ius
vetus)
Giustiniano = ritorno consapevol verso la tradizione romana + nuove tendenza processo di universalizzazione del
diritto romano PREMESSE GENERALI
Ogni norma contiene un comanda ed una sanzione: norme giuridiche, religiosa, del costume, morali,…
Ogni uomo ha bisogni, soddisfabili con beni = tutto ciò che presenta un’utilità e che serve a soddisfare i suoi bisogni interessi
individuali o collettivi a seconda che i bisogni cui si riferiscono siano soddisfabili mediante l’attività di un singolo, o mediante gli
sforzi di una collettività organizzata
I beni sono limitati conflitti di interesse risolvibili in maniera violenta, volontaria o autoritativa
Per attuare la composizione autoritativa è necessaria un’autorità che abbia il potere di comporsi, e un criterio secondo il quale
comportli, ossia che indichi quale interesse prevale e quale viene subordinato al primo
Norme giuridiche = coattive, coercibili, astratti, generali e positive norme di organizzazione + norme di composizione di conflitti
Qualsiasi collettività organizzata può porre in essere norme giuridiche ogni collettività organizzata costituisce un ordinamento
l’ordinamento giuridico per eccellenza è quello dello Stato e le norme giuridiche per eccellenza sono quelle poste/riconosciuta
statalmente
Possono comunque esistere altri ordinamenti giuridici, e lo Stato può disgregarli, ignorarli o riconoscerli = pluralità di ordinamenti
giuridici distinzione tra diritto pubblico (civitas) e diritto privato (familiae)
FONTI DEL DIRITTO:
a) fonti di produzione: modi attraverso ui la norme è posta in essere
- fonti autoritativa: norme posta in essere dall’attività di organi della collettività con competenza normativa
- fonti statuali : poste in essere da organi dello Stato con competenza normativa
- fonti non satuali: non poste da organi dello Stato
- fonti non autoritative: norme non poste in essere da organi delle collettività consueudine = elemento obiettivo
(comportamento costante dei consociati) + elemento subiettivo (convinzione di obbedire a una regola di diritto: opinio iuris ac
necessitatis) non è necessario che il comportamento duri da molto tempo, ma solo che non sia equivoco
b) fonti di cognizione: da cui si desume la conoscenza del diritto
FORME DI ORGANIZZAZIONE POLITICA DELL’ANTICHITA’
Due forme alternative di organizzazione politica:
1) Stato a grande estensione territoriale retto dalla monarchia assoluta (Egizi, Assiri, Babilonesi, Persiani,..): civiltà antiche
mediterranee o del vicino Oriente, prima dell’ascesa dei Romani: Impero di Alessandro Magno (conquistò un Impero dalla
Grecia all’India creando un grande Stato retto da monarchia assoluta, morendo poi nel 323 a.C. dalla sua morte: età
ellenistica fino al 146 a.C., fine delle poleis greche) + Roma nell’ultima fase della sua storia, fase postclassica: III-IV sec d.C.
Re titolare della sovranità: la esercita e i poteri sono suoi, presi da solo o datogli dalla divinità: non riconosce la sovranità
del popolo, il quale ne è sottomesso
2) Città-stato : forma originaria di Roma nel 753 a.C., tipica della Grecia prima dell’avvento di Alessandro Magno
autonome città-stato, anche piccolissime con poche centinaia di abitanti
Anche l’Italia era una terra di città-stato, organizzazione tipica celtica
Nella città stato vi sono 3 diverse forme costituzionali:
- monarchia ( = una sola magistratura), del regno (rex = supremo magistrato) la cui degenerazione è la tirannide
nettamente diversa dalla monarchia assoluta degli Stati a grande estensione territoriale
La sovranità (complesso di poteri del sovrano) è del popolo che la assegna al monarca, il quale la esercita potere del
popolo, esercizio demandato al re: i membri del popolo sono in posizione paritaria (patrizi), e al di sotto di essi si ha una
massa di dominati (plebei)
Esiste la libertà dei cittadini, ma non l’uguaglianza
Viceversa, nella monarchia assoluta non c’è la libertà (sudditi del monarca), ma c’è l’uguaglianza (tutti uguali, tutti sudditi
del re: tutti privi di potere politico)
- aristocrazia: governo dei migliori, che degenera in oligarchia
- democrazia: governo di tutti, che degenera in anarchia popolare
Prima di queste forme, vi era la famiglia come centro dell’organizzazione politica, o raggruppamenti di famiglie, fino alle tribù (=
gruppo di famiglie non ancora organizzatesi in uno Stato stato tribale: tribù inferiori allo Stato-città
Anche a Roma prima tribù, poi Stato-città tribù esistenti anche dopo la fondazione di Roma come organizzazioni territoriali se
le tribù sono in uno stato arretrato: orde (= popoli che invasero l’Europa, gruppo di famiglie raggruppato a uno stadio più indistinto
rispetto alla tribù)
Prima delle città stato vi furono le tribù: Roma, Atene, Celti, Galli
CITTA’- STATO: 3 elementi necessari (rex + senato + comizi = gli uni, i pochi, i molti)
- magistrati: esercitano la sovranità per il popolo vitalizi o temporanei, elettivi o non elettivi, uno o più di uno
Quando c’è un magistrato solo, non elettivo e vitalizio, è il rex: dal 753 al 509 a.C. a Roma si ha un solo rex, poi si passa ad altre
magistrature repubblicane
Rex ≠ monarchia assoluta, in quanto il rex dipende sempre dalla collettività
- assemblea degli anziani: persone che assistono i magistrati; capi dei gruppi politici minori dello stato-città (a Roma: senato)
- popolo: si riunisce per prendere determiante decisioni, complesso dei cittadini aventi i diritti politici (a Roma il popolo riunito si
chiamava comizio non tutti i cittadini, divisi in classi)
Raggruppamenti di Stati-città in leghe o confederazioni in cui gli Stati-città sono in posizione paritaria: gli eventuali organi comuni
servono solo al coordinamento e all’esecuzione delle norme confederative
Demetrio, allievo di Aristotele, individua l’organo con il massimo potere in ogni forma di governo: nella monarchia prevale il rex,
nell’aristocrazia prevale il senato, mentre nella democrazia prevalgono i comizi: 3 forme di governo e 3 elementi costituzionali
prevalenti a seconda della forma presente
Vi sono poi alcuni popoli che non presentano nessuna delle forme esaminate, ma atraversano fani precittaine o premonarchiche,
aventi una tendenza verso una delle maggiori forme di organizzazione (Celti, Galli,..)
A Roma nel periodo del Regno vi è una monarchia, e prevale quindi il rex (non una tirannide: svolgimento ordinato, i re ricevono il
potere dal popolo,…) dalla monarchia alla repubblica dal 509 a.C. e la cacciata di Tarquinio il Superbo la forma di governo è
l’oligarchia a volte nascosta da democrazia: pochi ricchi potenti che controllavano il senato
In seguito finisce la città stato e si passa allo Stato a grande estensione territoriale con l’Impero e la monarchia assoluta
1: STATO-CITTA’ E DIRITTO QUIRITARIO
(dalla fondazione di Roma alle guerre puniche)
FONDAZIONE DI ROMA (753 a.C.)
Il primo re fu Romolo e gli abitanti di Roma sono i Latini = popolo indoeuropeo (popoli che migrano in massa dall’Asia centrale
verso il Mediterraneo intorno al 3000 a.C.) che si stanzia nel Lazio prima invasione indoeuropea nella penisola nel 1500 a.C.
comprendenti anche Celti: in questa fase si stanziarono i Latini e varie altre stirpi tra cui i Siculi in Sicilia
Dopo qualche secolo, l’Italia vide una seconda invasione di popolazioni italiche (Umbri, Sabini, Sanniti, Volsci, Lucani,..) che si
stanziarono sull’Appennino
Una terza iasione indoeuropea di Illirici si diffuse in Italia, di cui un residuo attuale sono gli Albanesi anche i Greci erano di razza
indoeuropea, e costituirono in Italia varie colonie
Tra le popolazioni preindoeuropee vi erano gli Etruschi (Tusci), abitanti della Toscana, che si unirono ai Romani e portarono in Italia
la civiltà greca grazie alla loro attività marina e alla loro cultura e struttura avanzate rispetto ai Romani che vivevano ancora in tribù
Tutte le varie popolazioni dell’Italia antica erano ordinate in Stati-città per ragioni geografiche, che non permettevano agevoli
rapporti tra città e città e favorivano invece la formazione di organismi politici autonomi di scarsa estensione territoriale
- Etruschi e Latini: magistratura unica, vitalizia (Etruschi) o temporanea (Latini)
- Sanniti e Umbri: magistratuale disuguale
- Sabini: magistratura collettiva e paritaria
In Italia ebbero ampio sviluppo le leghe la più importante fu la duodecim populi (contenete 12 popoli) che sopravvisse a
Costantino: si riunivano a Voltumna e a capo della lega politica vi fu un re, mentre a capo della confederazione religiosa un dictator
o sacerdos
Un’altra lega fu quella Latina, comprendente anche Roma, tenuta da un dictator Latinus, mentre il culto delle divinità avveniva nel
tempio di Giove laziale e la cui capitale era Alba Longa ciascun latino aveva capacità di diritto privato: commercium + connubium
+ testamenti factio (= poter essere istituito erede) + una limitata capacità di diritto pubblico + ius migrandi (= diritto di acquistare la
cittadinanza di altra città tramite trasferimento di residenza)
La leggenda di Romolo raccontata da Livio si ispira alla realtà: discendente di Enea che arriva dall’Oriente dopo la fine della guerra
di Troia
Intorno al 753 a.C. la tradizione colloca la fondazione di Roma: città-stato latina retta da un re (magistrato unico e vitalizio), dove i
Latini derivavano da Alba Longa nasce dall’unione di varie tribù (gruppi gentilizi): da stato tribale a stato cittadino tribù dei
Ramnes, dei Tities e dei Luceres = antiche tribù dalle quali nasce Roma, che non scompaiono ma rimangono come distretti
amministrativi aventi una certa importanza
Tutti i romano sono latini, ma non tutti i latini sono romani Roma è solo una delle tante città stato del Lazio, come Albalonga,
Tuscolo,..
Subì fin dal periodo antico varie infiltrazioni di altri popoli, come narra la leggenda nel ratto delle Sabine, tra cui i potenti Etruschi e
la loro potente città di Veio Roma si rafforza unendosi a alcune persone appartenenti al popolo Sabino (Rieti): unione tra romani
e sabini
Il primo re che fu Romolo, condivise il regno per 5 anni con Tito Tazio, re Sabino e il secondo re Numa Pompilio non era Latino ma
Sabino: i primi re furono alternativamente Latini o Sabini, e gli ultimi tre re dopo Anco Marzio furono di stirpe etrusca perché
intorno al 600 a.C. gli Etruschi a nord del Tevere iniziarono un’invasione verso sud e conquistarono Roma arrivando sino a Napoli,
ma fu una dominazione breve di circa un secolo: nel 509 a.C. vi fu la cacciata dell’ultimo re etrusco da parte dei Romani e iniziò la
repubblica romana le gentes di Roma si unirono in Stato-città per combattere l’invasione etrusca
TRE PERIODI STORICI:
1) 753 a.C. – 509 a.C. = periodo del REGNO
- 753 a.C. 617 a.C.: monarchia romano sabina (I fase)
- 617 a.C. – 509 a.C.: monarchia etrusca (II fase)
2) 509 a.C. – 27 a.C. = periodo della REPUBBLICA (133 a.C. = comparsa dei Gracchi)
- 509 a.C. – 133 a.C.: I fase repubblicana
- 133 a.C. – 27 a.C.: crisi della Repubblica
3) 27 a.C. – 565 d.C. = periodo dell’IMPERO (235 d.C. = morte di Alessandro Severo)
- 27 a.C. – 235 d.C.: principato
- 235 d.C. – 565 d.C.: dominato
395 d.C. = anno della morte di Teodosio I il Grande che divide l’Impero in due parti: Impero d’Occidente e Imper
d’Oriente ai suoi due figli Arcadio ed Onorio
476 d.C. = anno della deposizione dell’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augustolo
PERIODO DEL REGNO
1) I FASE: Monarchia romano-sabina: 753 – ca.600 a.C.
Rex avente tutte le funzioni che lo Stato demanda al magistrato:
- potere militare capo dell’esercito e di difesa dall’esterno
- ordine interno del potere di polizia : coercitio (= potere di vita e morte dei cittadini, imponeva multe e si occupava dei processi
civili e penali,…)
- culto (il rex compire gli atti di culto come pater gentis e solo autorizzato)
- giurisdizione civile (intervento del capo nelle controversie, come arbitro, per porre l’ordine) e penale (repressione delle offese
fatte alla comunità) reati = quelli considerati dal ius sacrm, che attentavano la pax doerum: la giurisdizione penale doveva
eliminare la vendetta degli dèi dalla civitas (esilio, morte,..)
- amministrava il patrimonio comune dei consociati
non emanava norme giuridice: non aveva il potere legislativo
Rex (unico, vitalizio e irresponsabile) non eletto dal popolo: alla sua morte, i senatori a turno per 5 giorni a testa avevano la carica
di inter-rex dal senatore più anziano al più giovano fino al nuovo rex, probabilmente indicato dal predecessore in una lista di
senatori che dovevano passare l’esame degli aùguri-sacerdoti che li portavano in cima al Campidoglio e prendevano gli auspici
osservando il volo degli uccelli, stabilendo se il candidato era o meno degno di diventare rex; lo portavano poi nei comizi al popolo
davanti ai patres e qui i patres gli davano il potere conferendogli la sovranità uno ad uno
Popolo: Il complesso dei cittadini non comprende l’intera popolazione, ma solo i patrizi partecipano alla vita politica = appartenenti
alle gentes (raggruppamenti di familiae, organizzazioni preciviche: individui che discendono da uno stesso capostipite comune)
nobili, importanti nella forma precittadini, raggruppamenti di gentes formavano tribù)
I plebei non erano parte di gentes e non partecipavano né al senato né ai comizi gens = centro dell’organizzazione civica,
raggruppamenti di famiglie che comandano nella città detenendo il potere
Solo i patrizi esercitano i diritti politici di cittadinanza
Come si è arrivati a questa distinzione? Varie teorie, ma non esistono dati certi
- patrizi come seguaci di Romolo da Albalonga alla colonizzazione, soldati che fondano Roma; plebei come indigeni del posto
sottomessi dai colonizzatori
- patrizi come indigeni e plebei come stranieri che si installano da un’altra città come esiliati o cacciati
- i patrizi sono Latini; plebei sono Sabini (Roma nata dalla fusione di Latini e Sabini)
Infine, i clientes sono i sudditi della gens, estranei anch’essi alle gentes
Dalla fondazione della civitas, esistono forte distinzioni tra patrizi e plebei il rex può essere solo patrizio, così come anche i
sacerdoti e gli amministratori del culto cittadino; hanno anche divinità diverse (i patrizi venerano Giove e Minerva e Giunone,
mentre i plebei adorano Cerere e Libero, divinità legate all’agricoltura)
Distinzione geografica: i patrizi risiedono nei colli centrali (Palatino, Esquilino, Quirinale,..) mentre i plebei risiedono sull’Aventino
I plebei sono poveri, mentre i patrizi sono ricchi; solo i patrizi combattono nell’esercito, i plebei non vi partecipano
Distinzione derivante dall’organizzazione precivica gentilizia
In Senato ci sono i capi delle gentes, o i più importanti patres delle familiae di patrizi: sono un centinaio, e hanno 3 funzioni
- funzione consultiva al rex: i senatori sono come dei pari del rex, il quale si appoggia al consiglio degli anziani per prendere
decisioni importanti influenza pesante del Senato
- funzione interregnum: per 5 giorni alla morte del rex, dal più anziano al più giovane, ricoprivano la suprema magistratura, in
attesa del responso degli àuguri
- funzione di ratifica (auctoritas) degli atti compiuti dai comizi: approvavano tutti gli atti (controllo di legittimità e di merito)
I comizi si chiamavano comizi curiati : curia = raggruppamento di gentes, indicava il luogo dove le gentes vicine si radunavano per
trattare affari di interesse comune: erano 30 curie raggruppate in 3 tribù
Non solo i patres, ma tutti i patrizi maschi adulti raggruppti in 30 curie – raggruppamenti in base all’appartenenza alle gentes
(familiae gentes 30 curie 3 tribù), rappresentante il popolo dei cittadini avente determinate funzioni:
- approvazione del rex: lex Curiata de imperio (ciascuno si presentava davanti al rex e dava la sua approvazione) lex deriva da
legere = dire, in quanto lo approvavano verbalmente
Non avevano competenza legislativa: la lex in questione era l’unica del periodo e non rientrava assolutamente nelle
fonti del diritto: le leggi non esistevano ancora come fonte di produzione del diritto
- i testamenti calatis comitiis si svolgevano davanti ai comizi oralmente, in caso di persona senza figli
- adrogatio: un pater adottava un altro pater davanti ai comizi curiati, in caso di mancanza di figli
- estinzione del culto familiare della famiglia estinta per adrog
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