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I bizantini

Si dice che la nostra disciplina nasce nel 476 d.C.: in questa data viene deposto l'ultimo imperatore romano a Roma, il famoso Romolo Augusto. È una data importante, perché segna il confine tra il mondo antico e il medioevo. Nel 477 abbiamo una spaccatura politica dell'impero romano: il potere politico si trasferisce a oriente (Bisanzio) dove da ora in poi siederà l'imperatore (Costantinopoli). L'occidente perde di importanza politica e rimane ostaggio di varie dominazioni: questo non vuole dire, però, che l'imperatore d'oriente non abbia più nessun potere nell'occidente. È in Italia che la dominazione bizantina si fa sentire maggiormente (soprattutto a Ravenna, la capitale bizantina d'Italia e dove sta l'esarca; ma anche in Puglia = Capitanato; in Calabria; in Sicilia).

Esarca: rappresentante politico dell'imperatore bizantino d'oriente

L'imperatore bizantino d'oriente ha qualcosa di più rispetto agli altri imperatori, perché ha una sacra maiestas, che gli imperatori romani non conoscevano: a Bisanzio si crea una convergenza, tipica del mondo orientale, tra potere laico e potere religioso. Questo vuole dire che l'imperatore d'oriente è il capo delle istituzioni politiche e delle istituzioni religiose: infatti, si parla di cesaropapismo. L'esarca sta a Ravenna. Non esiste in questo periodo nessun tipo di separatezza di poteri: chi sta al vertice del potere politico racchiude in sé tutti i poteri. L'esarca è un capo militare, cioè comanda gli eserciti. Questa è un'epoca di guerra: la penetrazione politica di un'istituzione si misura sull'efficienza dell'esercito. Quindi, avere il controllo dell'esercito è un controllo politico, amministrativo e finanziario del territorio. Quindi, l'esarca è, prima di tutto, un capo militare.

Esarca = capo dell'esercito – rappresentante politico – capo supremo dell'amministrazione giudiziaria (della giustizia). L'esarca ha una sua burocrazia, dei suoi funzionari, comanda i vari duchi (capi dell'esercito). Anche il fisco è controllato dall'esarca. L'esarca nomina gli ecclesiastici (vescovi). L'esarcato viene istituito nel 584 e muore nel 751, con l'arrivo dei longobardi. Altra data storica molto importante è il 751 = cade Ravenna e cade tutta la dominazione bizantina in Italia. Importante è anche il 666 = Autocefalia = Ravenna diventa indipendente da Roma.

L'esarca non lavora da solo: egli ha tutta una serie di funzionari centrali (quelli che stanno a Ravenna con l'esarca). Questi funzionari sono (con riferimento alla giustizia):

  • Consiliarii (adsessores) = indicano l'attività dei consulenti giudiziari.
  • Cancellarii = coloro che mettono per iscritto gli atti giudiziari.
  • Notarii = coloro che conservano gli atti ed eventualmente ne fanno una copia. Sono sempre bilingue: devono sapere il latino e il greco.
  • Scholastici = coloro che istruiscono le cause: pongono in essere tutte quelle attività conoscitive utili per la decisione di merito.
  • Altri collaboratori per l'attività amministrativa: scribones, scriptores, scriptor, sacellarius.

Nel territorio italiano il secondo funzionario importante (sotto l'esarca) è il prefetto d'Italia = grande funzionario bizantino, ma di prestigio minore rispetto all'esarca. Ha grandi compiti, soprattutto quello che riguarda il fisco e le finanze ed è supportato da due vicari: uno a Roma e uno a Genova. Anch'essi, a loro volta, hanno dei funzionari inferiori (Palatini = uomini di palazzo, che si occupano delle spese pubbliche e delle spese private). Gli uffici sono chiamati Scrinia (= uffici finanziari).

Due città importanti: Roma e Venezia

Due città importanti, oltre a Ravenna, per i diversi destini che hanno sono Roma e Venezia:

  • Roma = è in picchiata verso il basso, non è più la grande Roma. Roma resta sempre, a livello culturale ideale, la capitale del mondo, ma a livello amministrativo burocratico troviamo poco: troviamo uno dei due vicari del prefetto d'Italia; il vecchio senato romano; il tribuno (capo della difesa militare); i vescovi e la curia dei vescovi; non si parla di chiesa e di stato della chiesa, ma si parla solo di "patrimonio di S. Pietro" = l'organizzazione ecclesiastica ha un patrimonio di terre private, quindi non è ancora un'organizzazione istituzionale pubblica.
  • Venezia = proprio in questi anni di predominanze ravennate emerge una città di grande fascino, che nasce come momento difensivo alle invasioni barbariche (infatti, proprio per motivi difensivi nasce sulla laguna). Qui c'è un duca a parte, il Doge. Venezia già in questi anni assume una sua particolarità: c'è un duca particolare che si autoeleggono loro e c'è una concia, cioè un parlamento. Venezia comincia ad assumere un ruolo di particolare autonomia che la farà poi diventare una città di grandissimo splendore. In questi anni, quindi, si pongono le premesse per una storia istituzionale a parte di Venezia.

Ancora, riguardo all'amministrazione della giustizia bizantina, si parla di Tema (= circoscrizione territoriale): ad esempio, c'è il tema di Calabria, c'è il tema di Sicilia, ecc. A capo del tema c'è lo Stratega (= capo del tema, ma anche capo militare).

Concludendo

Potere pubblicistico articolato e complesso dei bizantini vuole dire efficienza, complessità e articolazione. A Roma, invece, c'è l'emersione di un potere privatistico e conflittuale. Questo potere privatistico contro il potere pubblicistico dei romani lo si vede soprattutto a livello locale: emersione dei potentati locali, emersione di famiglie importanti che accumulano patrimoni immobiliari = da tutto questo si può capire come nasce la signoria territoriale, la signoria fondiaria e il feudo = nasce dall'evoluzione di questo sfaldamento dell'Italia amministrativa dell'epoca. All'epoca gli uomini importanti delle città si chiamano Boni Homines (= buoni uomini) = quelli che hanno grandi patrimoni immobiliari e hanno tutte cariche amministrative.

Dall'altra parte c'è l'oriente, c'è l'esarca. C'è un imperatore solo, che cerca di cambiare le sorti senza riuscirci, ed è Giustiniano. Giustiniano è un imperatore straordinario, di umili origini, portato al potere dallo zio Giustino, e ha un'idea fissa: vuole riportare l'oriente verso l'occidente (primi anni del 500) e fa questo in due modi:

  • Con le armi, cercando di riprendere i confini perduti e, soprattutto, instaurando in Italia la guerra gotico-bizantina (guerra che dura dal 535 al 553 che spopola quasi tutta l'Italia ed è un periodo di grande crisi politica, amministrativa e militare).
  • Operazione culturale giuridica (529-540 circa) sanziona una serie di raccolte normative straordinarie: il codex, i digesta, le institutiones, le novellae. Queste grandi compilazioni sono divise in due grandi categorie: Leges (= norme che vengono dagli imperatori) e Iura (= opinioni dei giuristi). (Digesta è una raccolta di iura; il codex e le novellae sono leges).

Una data molto importante è il 554 = abbiamo una Petitio (richiesta) di Papa Vigilio, il quale è indotto a chiedere a Giustiniano di estendere l'applicazione del corpus iuris civilis, cioè di tutte le norme giustinianee, anche in Italia. Nel 554 viene emanata la Pragmatica Sanctio = legge di Giustiniano con la quale si estende l'applicazione delle norme giustinianee anche in Italia (perché l'ha chiesto, appunto, Papa Vigilio). Dal 554 la compilazione giustinianea è applicata anche all'Italia. Però, la compilazione giustinianea in Italia la troviamo solo nelle zone più bizantinizzate.

I longobardi

568 d.C. = da un valico montano del Friuli venivano in Italia i longobardi (anche se come costituzione di regno i franchi sono più antichi dei longobardi, ma in Italia arrivano prima i longobardi). Da questa data, quindi, i longobardi invadono l'Italia, progressivamente, partendo dal Friuli e soprattutto nella zona settentrionale, conosciuta infatti come Langobardia (oggi, Lombardia). Il re a capo di questa spedizione è Alboino (= capo militare, più che un re vero e proprio).

I longobardi sono un popolo nomade che vive spesso della pastorizia e delle conquiste militari; perciò, i capi dei longobardi non possono che essere dei capi militari. I longobardi sono organizzati in Fare (singolare Fara) = Unità Familiare Economica Militare dei longobardi (famiglia allargata fatta da parenti sotto un unico capo, in cui le donne, i minori, gli anziani non hanno capacità giuridica anche se possono avere utilità pratica: chi ha personalità giuridica sono gli uomini in armi, cioè i combattenti che si riuniscono in clan).

Ognuna di queste Fare (o clan) è comandata da un capo militare, che è in contatto con gli altri capi militari dei longobardi (quella che noi oggi chiamiamo tribù). Alboino era il capo di una di queste fare e gli altri capi lo hanno investito del potere militare per una certa spedizione: in altre parole, egli è un primus inter pares (tutti i capi militari hanno uguale dignità, però viene considerato primo, perché gli altri lo hanno investito di una particolare funzione strategica).

Quindi, vediamo una sovranità di grado molto basso e funzionale al potere militare: di regola (discorso a parte per i franchi) tutte le popolazioni barbariche, nomadi e in armi hanno una struttura familiare militare con un primo inter pares che funge da capo (poi diventerà re, ma il passaggio è graduale). I longobardi scendono in Italia, prendono le terre migliori e, in una prima fase, si insediano. Subito dopo Alboino – 574 = Clefi: le cose cambiano; egli dà una svolta alla dominazione longobarda (anche lui è un capo militare). Clefi rompe un po' questo equilibrio di invasioni e attua una spoliazione violenta dei possedimenti latini (chiese, ecc.).

Questa organizzazione di primo inter pares ha un grosso svantaggio, perché se i capi militari non vanno d'accordo tra di loro c'è l'anarchia più totale: in questa fase di spoliazione violenta succede proprio questo. Per accaparrarsi i beni da razziare i capi militari longobardi entrano in conflitto tra di loro e abbiamo così 10 anni di interregno: per 10 anni i longobardi non riescono a mettersi d'accordo su questo primo inter pares. Quindi, un periodo di grande frantumazione di questi clan.

Le cose cambiano ancora quando arriva Autari – 590 = segno del nuovo equilibrio. I capi militari si rendono conto che la dominazione in Italia può diventare instabile, senza un accordo fra i capi militari. E finalmente si mettono d'accordo su un nuovo primo inter pares. Con Autari i longobardi cominciano a territorializzarsi, cioè cominciano a fare la scelta di stare in Italia. Da popolo nomade cominciano a diventare popolo stanziale: ogni fara sceglie un luogo in cui stanziarsi. Poi capiscono, dopo 10 anni di interregno, che è necessario organizzarsi in modo più stabile e questa stabilità comincia proprio con Autari.

Forse con Autari possiamo parlare di regno. Autari resta sempre un primo inter pares. La piena ed assoluta maiestas, che avevano i romani, con i longobardi non esiste: è inconcepibile che un capo militare abbia la potestà assoluta su tutti i residenti o su tutti i militari. Resta sempre un capo militare con la dignità di un capo militare, ma niente di più.

Il cambiamento con Autari

Perché diciamo che con Autari le cose cambiano? Con Autari si ha un meccanismo misto: si ha una sorta di ereditarietà = segno di regalità maggiore perché toglie ai capi la scelta, però i capi hanno sempre il diritto di votarlo: il primo inter pares si sceglie nella discendenza di Autari. Autari e i suoi discendenti rimangono sempre in rapporto di coordinamento con gli altri capi, non di sovraordinazione.

Però, un sovrano per essere tale deve avere un patrimonio che gli permetta di amministrare il suo potere. E qui c'è un compromesso molto importante: i duchi (capi militari) si sono stanziati in varie parti d'Italia e si sono presi le terre (risorsa produttiva per eccellenza). I duchi, per assestare questo potere, e dopo la grande paura dell'interregno (dove si sono visti quasi sgretolarsi) decidono di dare metà delle loro terre da gestire al re. La sovranità non ha ancora le caratteristiche di un potere pubblico: è un potere militare. I duchi trattano le loro terre come se fossero, giustamente, le loro terre, poiché sono le terre che loro hanno conquistato in guerra. Di queste terre, metà le conferiscono al sovrano.

Quindi, abbiamo un territorio molto frazionato: non si può parlare di stato perché i duchi mantengono grandi territori autonomi e conferiscono metà di questi territori e delle loro ricchezze ad Autari, che le gestisce come re, ma il disaccordo fra gli storici è se egli le gestisce come re (come privato) o come re in veste di una funzione pubblica. Certamente non è un potere pubblico come lo intendiamo noi.

Il segno della sovranità e della pubblicità sta nel fatto che una parte di questi territori, dei duchi, vengono dati al sovrano in quanto sovrano, non in quanto privato: quindi, su questi territori c'è una marca di discrezionalità.

L'evoluzione dei longobardi

Perché succede questo? Perché i longobardi cominciano a rinunciare al loro nomadismo, si strutturano in un territorio e, quando un popolo si struttura in un territorio, fatalmente cambiano le sue strutture amministrative, perché quelle strutture amministrative di conquista non sono più funzionali. Se si rimane, bisogna gestire quello che rimane (terra, residenti, economia): quindi ci vuole un'organizzazione almeno gerarchica. E con Autari si comincia ad avere questa gerarchia.

Le due città più longobardizzate d'Italia sono Spoleto e Benevento: anche quando la dominazione longobarda finirà, queste due città rimarranno ducati longobardi autonomi, in cui ancora regnano dei duchi direttamente discendenti dagli antichi duchi longobardi. Altra città profondamente longobardizzata è Salerno.

Il re, Autari e compagni si stanziano a Pavia, nel pieno della pianura padana. A Pavia c'è il Palatium (palazzo del potere) dove sta il primo inter pares, il quale possiamo finalmente cominciare a definirlo un Rex, purché non gli attribuiamo piena ed assoluta maiestas.

Nel palatium c'è la Curtis regia (corte del re). Il re è circondato da Gasindi (fideles = fedeli del re): il re ha bisogno di persone fedeli, cioè di uomini che mantengano la parola, che gli siano fedeli in caso di guerra o di pericolo. La curtis regia è fatta di capi militari longobardi che sono fedeli del re.

Nel territorio ci stanno gli actores (agenti del re che amministrano le terre). Le decisioni importanti sono prese da un'assemblea formata dai capi militari = Gairethinks (assemblea degli uomini armati) che si riunisce, presieduta dal primo inter pares (re) per le decisioni importanti, appunto, (leggi, guerre, paci, grandi decisioni). Però il gairethinks serve anche ad un'altra cosa: per pubblicizzare un evento importante (come la vendita di una terra), si riunisce l'assemblea e tutti i capi militari fanno i testimoni a quell'atto formale. Questo assicura la pubblicità.

Il Rex

  • Ha i suoi fideles
  • Sta nel gairethinks
  • Ha i suoi actores
  • Riscuote le rendite immobiliari
  • Riscuote le imposte
  • Incassa le composizioni

Composizioni = ad un certo tipo di reato corrisponde la rifusione in termini di somma di denaro (tipica concezione barbarica del diritto penale) = idea di giustizia privata, ha la funzione di vendetta privata. Si deve pagare un guidrigildo (compositio) = si paga una somma di denaro il cui importo cambia a seconda del soggetto che viene ferito e a seconda della parte del corpo. Si tratta di un vero e proprio tariffario. Il Re impone questi tariffari, li fa approvare al gairethinks, dopo di che, una parte di questa somma si dà al clan della vittima e una parte la prende il re (è una sorta di tassa, perché garantisce l'ordine pubblico).

La legge dei longobardi

Chi sono i destinatari delle norme? Vige il principio della personalità della legge e non della territorialità. La legge è un attributo della persona e non del territorio. La legge è un attributo etnico. Parliamo di consuetudini (orali) quelle che i longobardi si portano appresso e che chiamano cawarfide. Questa situazione resta costante per tutti i longobardi, ma non immobile. Ci sono due tappe importanti da ricordare, con due sovrani molto importanti:

  1. Rotari (643) pubblica il primo editto: è una cosa rivoluzionaria per i longobardi, i quali da sempre si sono regolati con consuetudini orali. Rotari prende tutte queste consuetudini e le mette per iscritto, violando la consuetudine culturale del popolo longobardo, perché le mette per iscritto in lingua latina (lingua degli intellettuali dell'epoca).
  2. Liutprando (744) pubblica l'ultimo editto: Liutprando si converte al cattolicesimo e con lui tutta la popolazione. Liutprando e i longobardi hanno introiettato i valori culturali della latinità e della cattolicità: ad esempio, il sistema della faida con il cattolicesimo entra in crisi. Due esempi importanti: A) Faida (vendetta privata) = uno dei sistemi tipici della vendetta privata, garantita dalle cawarfide, è il duello o l'ordalia. Liutprando fa una norma nella quale dice che vorrebbe abolire il duello in quanto contrario al suo sentire di cattolico, ma non può farlo, perché è un'istit...
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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Trombetta Angela.
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