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Studiare le tecniche artistiche

Argan afferma che il primo dato della realtà che si pone all'artista è la materia da cui deriverà l'opera. Si utilizzano tre tipi di fonti per studiare le tecniche artistiche:

  • Le fonti scritte/testuali, cioè qualsiasi documento scritto in cui si faccia riferimento a delle tecniche artistiche (es.: ricettari per preparare i colori in cui sono indicati gli ingredienti e i procedimenti, trattati che indicano come usare il colore per ottenere un determinato effetto come quello di Cennini, libri di spese, lettere e diari).
  • Le fonti iconiche, che possono essere miniature, rilievi scultorei, pitture vascolari che raffigurano l'atto di dipingere.
  • Le fonti materiali, cioè gli oggetti stessi.

La pittura secondo Cennini

"Il Libro Dell'Arte"

Capitolo I

"Io, Cennino Cennini, venni istruito su quest'arte per 12 anni dal mio maestro Agnolo di Taddeo da Firenze; il cui padre venne istruito da Giotto; il quale mutò l'arte del dipingere per trasformarla da greca a latina e infine moderna, ed ebbe delle capacità artistiche talmente grandi come non ebbe più nessuno".

Capitolo III

"I fondamenti di tutti i lavori manuali racchiusi nell'arte sono il disegnare e il colorire".

Capitolo XXVII

"Vedi di procurarti sempre il luogo (per dipingere) migliore e con miglior fama; ed andando là di giorno in giorno, risulterebbe contro natura se non ti abituassi a lui facendoti una mano atta a disegnarlo, poiché se ritratti oggi un'opera di un maestro, domani quella di un altro, non prenderai spunto per il tuo stile né dall'uno né dall'altro, e acquisirai per forza uno stile stravagante, dato che tutti e due gli stili ti rovineranno il tuo. Se ora imiti lo stile di questo (maestro), domani di quell'altro, non ti riuscirà in modo perfetto l'imitazione di nessuno dei due. Se (invece) imiti lo stile (solamente) di un maestro, continuando ad imitarlo la tua conoscenza di questo sarà talmente tanta che ne ricaverai qualcosa; poi potrà accadere che se la natura ti avrà concesso un pizzico di fantasia, adotterai uno stile tuo proprio, il quale non potrà essere altro che buono, perché essendo la tua mano abituata a copiare i grandi, non saprebbe fare qualcosa di brutto".

Capitolo XXVIII

"La guida più perfetta che tu possa avere è il ritrarre al naturale. Continuando ogni giorno a disegnare qualcosa senza mai saltarne uno, diventerai eccellente".

Capitolo XCVI

"Nella pittura su muro ti devi sforzare sempre di adornare con oro fine e con colori buoni, specialmente se si tratta della figura della Madonna. Se lavori bene e spendi tempo nei tuoi lavori e usi colori buoni, acquisti fama in un modo tale, che una persona ricca ti pagherà, e il tuo nome sarà così famoso per il fatto di usare colori buoni, che se un maestro ottiene un ducato per una figura, a te ne saranno offerti due".

Capitolo CIV

"(Devi) andare da un maestro, in bottega, che sappia lavorare in tutti i campi che appartengono alla nostra arte; e incominciare a tritare i colori, e imparare a cuocere le colle, e tritare i gessi, e imparare la pratica dell'ingessare le ancone, e rifinirle, applicare l'oro, granare bene, tutto ciò per sei anni. Poi per altri sei anni devi esercitarti a pitturare, adornare i mordenti, fare drappi d'oro, abituarti a lavorare sul muro, sempre disegnando, non abbandonando mai (il disegno) né nei giorni di festa né nei giorni di lavoro. E in questo modo la natura, con molto esercizio, si converte in buona pratica".

Cennino Cennini è un pittore toscano che mentre è a Padova (il luogo in cui il punto di riferimento per l'arte dell'epoca, Giotto, ha lasciato più il segno) scrive in volgare un manuale dedicato soprattutto alla pittura (in particolare, murale e su tavola):

  • Egli afferma che il fondamento dell'arte pittorica sono il disegno e "il colorire".
  • Dice che la pittura è il prodotto di una serie di operazioni compiute da più persone e, in particolare, è la combinazione di tre elementi, la cui combinazione forma le varie tecniche pittoriche:
    • I colori (pigmenti).
    • I supporti (superfici).
    • I leganti (sostanze che fissano i pigmenti sulle superfici).
  • L'effetto ottico, visivo viene definito importante e variabile a seconda del luogo di esposizione.
  • È considerato importante anche il committente.
  • Cennini afferma che per essere apprezzate e durare nel tempo le cose vanno fatte bene (es.: soggetti sacri in Medioevo) e la pittura dev'essere meticolosa.
  • Infine, Cennini afferma che però non si può imparare a dipingere solamente leggendo un libro ma occorre anche osservare il maestro in bottega (lui, infatti, si basa sull'esperienza dei pittori suoi maestri) e dice che l'assistente deve fare due cose principalmente:
    • Fungere da sostegno, supporto al maestro aiutandolo.
    • Fare pratica nel disegno.

Il colore

Capitolo XXXVI

"Sappi che i colori naturali sono sette, di cui 4 hanno una natura terrigna come il nero, il rosso, il giallo e il verde. Tre sono i colori naturali che vanno modificati artificialmente, come il bianco, l'azzurro oltremarino e della Magna e il giallorino".

Capitolo XXXVII

"Un tipo di nero si ricava da sementi di vite, i quali vanno bruciati; e dopo essere stati bruciati è necessario che vi sia buttata sopra dell'acqua e spegnerli [...] E questo un colore nero magro [...] Un altro nero si ricava dai noccioli di mandorle o di pesche bruciati; e questo è un nero sottile. C'è un altro tipo di nero, che si fa così: si riempie una lucerna di olio di semi di lino e la si accende. Poi la metti così a contatto con una superficie fredda. Il fumo che esce dalla fiamma batterà sulla superficie e formerà una patina [...] Con qualche cosa spazza questo colore, cioè questo fumo, sopra un foglio di carta o dentro un vasetto; e non è necessario tritarlo né macinarlo poiché è un colore sottilissimo".

Capitolo XXXVIII

"Rosso è un colore naturale che si chiama sinopia [...] E questo colore è magro e asciutto [...] Quanto più si trita tanto più viene fine. E' adatto ad essere adoperato su tavola [...] o su muro, a fresco o a secco".

Capitolo XXXIX

"Rosso è un colore che si chiama cinabrese chiara [...] Ed è perfetto per dipingere gli incarnati soprattutto su muro lavorato a fresco; per questa operazione il colore deve essere costituito dalla sinopia più bella e più chiara che si possa trovare, e questa viene mescolata e tritata con del bianco San Giovanni [...] e questo bianco è fatto con calcina ben pulita. E quando questi due colori sono ben tritati insieme, [...] fanne dei panetti piccoli come mezza noce e lasciali seccare. [...] Il suddetto colore ti è utile per colorare volti, mani e parti del corpo nude su muro, [...] e talvolta può rendere belle le vesti".

Capitolo XL

"Rosso è un colore che si chiama cinabro, e questo colore si fa per alchimia [...] Se vorrai affaticarti ne troverai molte di ricette, e specialmente se hai amici frati. Ma io ti consiglio [...] di prendere quello che trovi dagli speziali con il tuo denaro. [...] Compra sempre cinabro intero e non pestato, né macinato. [...] Perché il più delle volte viene corrotto con del minio o con del mattone macinato. Osserva il pezzo intero del cinabro, e dove si trova più nel punto più alto la vena della stratificazione più distesa e delicata, questo è il pezzo migliore. [...] Macinalo con acqua chiara quanto più puoi, che se lo macinassi ogni giorno perfino dopo vent'anni, sarebbe sempre meglio e più perfetto. Questo colore richiede più tempere, a seconda dei luoghi in cui lo devi adoperare [...] Si mantiene di più su tavola che su muro, poiché, stando molto tempo esposto all'aria, viene nero quando viene lavorato e messo su muro".

Capitolo XLI

"Rosso è un colore che si chiama minio, il quale viene creato per alchimia. Questo colore è buono solo per lavorare su tavola, perché se l'adoperi su muro, come è esposto all'aria diventa subito nero e perde il suo colore".

Capitolo XLIII

"Rosso è un colore che si chiama lacca, la quale è un colore artificiale. [...] Io ti consiglio, di comprare il colore per amore delle tue opere con il tuo denaro [...] Si ricava la lacca dal pelo di un drappo, ovvero di panno [...] Stai attento con questa, poiché ella ritiene sempre il grasso a causa dell'allume e non dura molto [...] e perde subito il suo colore. [...] Compra piuttosto la lacca che si ricava dalla gomma, ed è asciutta, magra, granellosa, che sembra quasi nera, ed ha un colore sanguineo. [...] Tritala e macinala con acqua chiara, ed è adatta alla tavola; e si adopera anche su muro con la tempera, ma l'aria è sua nemica".

Capitolo XLV

"Giallo è un colore naturale, il quale si chiama ocra. Questo colore si trova nella terra di montagna, là dove si trovano le venature di zolfo [...] E' di due tipi: chiara e scura, ciascuna gradazione ha un suo proprio metodo per venire tritata, con acqua chiara, e bisogna tritarla molto, perché viene meglio. E sappi che quest'ocra è un colore diffuso, specialmente nel lavoro a fresco [...], perché come ti dirò, si adopera per incarnati, vesti, montagne e capigliature e, generalmente, in molte cose. E questo colore per sua natura è grosso".

Capitolo XLVI

"Giallo è un colore che si chiama giallorino, il quale è artificiale, [...] e duro da spezzare. Questo colore si adopera a fresco e dura per sempre, con la tempera su muro e su tavola. Questo colore deve essere macinato [...] con acqua chiara. Non necessita di essere tritato tanto [...] Ti conviene pestarlo con un mortaio di bronzo [...] Con questo colore, mescolato con altri colori, [...] si ottengono belle vegetazioni e il colore dell'erba".

Capitolo XLVII

"Giallo è un colore che si chiama orpimento. Questo colore è artificiale e creato con alchimia [...] ed è di un colore più somigliante all'oro che al giallo [...] E non è adatto per lavorare su muro, né a fresco, né con tempera, poiché diventa nero non appena viene esposto all'aria. E' molto utile per dipingere su palvesi e su lance. Questo colore si può renderlo verde adatto all'erba e alla vegetazione, mescolandolo con l'indaco abaccadeo. La sua tempera non deve essere costituita da altro se non colla. [...] E il suddetto colore è finora il colore più rigido da tritare [...] Quando lo si trita va a poco a poco allungato [...] mescolandovi insieme un po' di vetro di migliuolo rotto [...] Quando lo hai spolverato, mettici sopra dell'acqua chiara e tritalo quanto più puoi, perché se lo tritassi per 10 anni sarebbe sempre più perfetto".

Capitolo LI

"Verde è un colore naturale della terra il quale si chiama verdeterra. [...] Egli è un colore molto grasso. E' adatto a lavorare i visi, le vesti, a fresco, a secco su muro, su tavola e dove vuoi. Tritalo [...] con acqua chiara. E quanto più lo triti tanto diventa meglio [...] Con questo verdeterra puoi stendere l'oro".

Capitolo LII

"Verde è un colore il quale [...] si fa artificialmente, che si crea a partire dall'azzurro della Magna, e questo si chiama verde azzurro. [...] E' utile a secco, con tempera di rossa d'uovo, per fare alberi e vegetazioni, per campeggiare e schiarendolo con il giallorino. [...] E' grosso [...] Tritalo poco poco, [...] poiché se fosse macinato troppo, il suo colore diventerebbe stinto. Si usa tritarlo con acqua chiara".

Capitolo LVI

"Verde è un colore il quale si chiama verderame. E' molto acceso come verde, ed è artificiato con l'alchimia, cioè con rame ed aceto. Questo colore è adatto alla tavola, temperato con la colla. Guardati dall'avvicinarlo alla biacca, perché sono nemici mortali. Tritalo con aceto. [...] E' adatto più alla carta o bambagina o pecorina, temperato con rossa d'uovo".

Capitolo LVIII

"Bianco è un colore [...] artificiale, che si fa così: prendi della calce spenta con una quantità d'acqua, molto bianca. Ponila spolverata in un secchio, cambiando ogni giorno l'acqua chiara e rimescolando bene l'acqua e la calcina. [...] Poi fanne panetti piccoli; mettili al sole [...] e quanto più vecchi sono questi panetti tanto più il bianco risulta migliore. [...] Questo bianco si trita con acqua e necessita di essere macinato bene. E' adatto per lavorare a fresco, cioè su muro senza tempera".

Capitolo LIX

"Bianco è un colore alchimiato con il piombo, il quale si chiama biacca. Questa biacca è forte [...] ed è a panetti. [...] Questo colore quanto più viene macinato tanto più è perfetto; ed è adatto alla tavola. Si adopera bene su muro. Stai attento più che puoi, perché a lungo andare viene nera. Si macina con acqua chiara. Tollera ogni tempera".

Capitolo LX

"Azzurro è un colore naturale. [...] Nasce in abbondanza nella Magna e anche dalle parti di Siena. [...] Questo azzurro, quando devi campeggiare, si deve tritare poco poco e con poca acqua. Se vuoi adoperarlo per le vesti o per fare verdi, [...] deve essere tritato di più. Questo è adatto al muro, a secco e su tavola. Tollera la tempera".

Capitolo LXI

"Per l'azzurro che è sbiadito, si prende l'indaco baccadeo e si trita finissimamente con acqua, e si mescola con esso un po' di biacca su tavola, e su muro un po' di bianco San Giovanni. [...] Deve essere temperato con la colla".

Capitolo LXII

"Per l'azzurro oltremarino pesta il lapislazzuli in un mortaio di bronzo coperto. [...] Tritalo senza acqua. [...] Setaccialo e ripestalo [...] Quanto più lo triti tanto più viene sottile l'azzurro, ma non con una bella sfumatura di viola; vero è che sottile è più utile ai miniatori e per colorare delle vesti bianche. [...] Metti sei once di resina di pino, tre once di mastice, tre once di cera nuova per ciascuna libbra di lapislazzuli in un pentolino nuovo, e falli sciogliere insieme. Poi avvolgili in una pezza bianca di lino e cola queste cose in una ciotola. [...] Poi aggiungi una libbra di lapislazzuli e rimescola bene insieme ogni cosa, [...] e per poter lavorare il suddetto impasto usa dell'olio di semi di lino e mantieni sempre le mani ben unte di quest'olio. Devi mantenere così questo impasto per almeno tre giorni e tre notti, rimescolando ogni giorno un po'. [...] Quando tu vuoi togliere l'azzurro da lì [...] dividi in due un'asta robusta, né troppo grossa né troppo sottile, e lunghi un piede ciascuno. [...] Con questi due bastoni, uno per mano, rivolgi e premi e lavora questo impasto. [...] Puoi lavorare le vesti bianche e campeggiare con acqua molto chiara".

Capitolo CLX

"Se vuoi dipingere con l'oro su tavola, o su carta, o su muro, ma non dipingendo uno spazio pieno così come un campo d'oro; o vuoi dipingere qualche albero, che sembri uno degli alberi del paradiso, prendi pezzi di oro fine, tanto quanto il lavoro che vuoi fare. [...] Con chiara d'uovo sbattuta trita bene il suddetto oro; e poi [...] mettici tanta tempera. [...] Oppure lo puoi macinare con della gomma arabica su carta. E se dipingi foglie d'alberi, mescola a quest'oro un po' di verde, macinato molto sottile, per le foglie scure".

Con colore si possono indicare molti elementi:

  • Pigmenti, sostanze organiche (es.: rocce o pietre) che vengono macinate su una pietra dura, il porfido, con una sorta di scodella in porfido e dell'acqua (a seconda della tecnica e del colore i metodi cambiano, es.: l'azzurrite se macinata troppo perde colore).
  • Coloranti, sostanze solubili in acqua estratte da elementi organici molto delicate che, per alcune tecniche, necessitano la trasformazione in lacche, delle sostanze insolubili.
  • Colori naturali, già pronti in natura (es.: ocre) o difficili da lavorare (es.: lapislazzulo).
  • Colori artifiziati, che hanno una base naturale (es.: legno, bacche) ma devono essere trattati (sono anche in parte artificiali).
  • Colori archimiati, che nascono in laboratorio attraverso combinazioni chimiche le cui istruzioni possono essere fornite da ricettari (scritti inizialmente dai monaci), dove è spiegato anche come ricavare un dato colore se non si ha la possibilità di comprarlo (es.: la porporina è molto simile all'oro).

Gli strumenti del mestiere che riguardano i colori sono:

  • La tavolozza per mescolarli tra loro.
  • Dei vasellini di terracotta per conservarli.

All'epoca di Cennini i pittori compravano i colori dallo speziale ed egli dette alcune indicazioni sul loro utilizzo:

  • Egli afferma la necessità di usare dei colori buoni come l'oro vero almeno per rappresentare la Madonna, in quanto se il livello di qualità è alto aumenta anche il livello della fama.
  • Insegna a riconoscere i colori dello speziale (es.: il cinabro rosso è bene non comprarlo macinato perché potrebbe essere polvere di mattone).
  • Cennini dà indicazioni a proposito dell'impossibilità di usare tutte le materie disponibili in qualsiasi situazione (es.: la biacca, che contiene piombo, si ossida se impiegata per affreschi come quelli di Cimabue).

Delle analisi scientifiche sono effettuate sulle opere d'arte durante i restauri per determinare la natura dei materiali usati.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aurora.ferraro.af di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle tecniche artistiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Laskaris Caterina Zaira.
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