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Storia delle istituzioni politiche

Lezione 1 - 07/03/2018

Storia delle istituzioni politiche si riferisce alla storia delle istituzioni funzionali all’esercizio di un potere politico e alle funzioni di governo. Serve l’esercizio del potere e una struttura idonea all’esercizio di tale potere sul territorio.

Ordine diacronico

L'ordine diacronico spiega come il potere politico si è evoluto nelle varie forme nel tempo.

Suddivisione dei poteri

La suddivisione dei poteri garantisce un potere non arbitrario di un solo individuo.

Diritto costituzionale

Il diritto costituzionale stabilisce il funzionamento delle strutture portanti di uno stato (parlamento, governo e Presidente della Repubblica). Serve per studiare le istituzioni.

Storicizzare i fenomeni

Storicizzare i fenomeni significa leggerli con gli occhi del tempo, concettualizzarli nel contesto in cui sono stati elaborati. Le varie prospettive sono relative ai vari periodi storici.

Periodizzazione

- Dissoluzione dell’Impero romano d’Occidente 476 d.C.: sistema della diarchia. Disfacimento del sistema imperiale, unitario e territoriale, di alta cultura.
- 5/8 sec: Regni barbarici: piccoli regni seminomadi.
- 8/9 sec: Dinastia carolingia: Carlo Magno, dinastia dei Franchi che riunisce i territori nel Sacro Romano Impero.
- 9/10 sec: Feudalesimo: no autorità sovrana, monarchia feudale, parcellizzazione del potere.
- 1300/400: Grandi stati monarchici, potere assoluto, organizzazione piramidale del potere.
- Tramonto dello stato assoluto e nascita dello stato di diritto e liberale.
- Nascita dello stato nazionale sovrano.

Sovranità

Sovranità significa potere di comando in ultima istanza, supremo esclusivo e non derivato.

Medioevo

Nel Medioevo c'era la concezione patrimoniale dello stato, tutto apparteneva al re come proprietà, portando alla concezione privatistica e dinastica del potere.

Forme di stato

Le forme di stato si riferiscono al rapporto tra popolo, territorio e governo di quel territorio.

Forme di governo

Le forme di governo rappresentano il modello organizzativo che uno stato assume per gestire il potere.

- Prima forma di governo: monarchia assoluta, sovrano che esercita il potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
- Poi monarchia costituzionale:
- Pura: corona e parlamento senza istituto della fiducia (nessuna responsabilità politica).
- Parlamentare: corona, parlamento e governo, basato sulla fiducia tra parlamento e governo.

Costituzione

- Scritta: legge fondamentale dello stato che indica il funzionamento delle istituzioni politiche, contiene i valori e i diritti/doveri dei cittadini. La Corte Costituzionale si occupa della sindacabilità costituzionale.
- Non scritta: no documento unitario, ma una serie di norme consuetudinarie promulgate nel tempo.
- Ottriata: concessa unilateralmente dal sovrano (es. statuto albertino).
- Votata: votata dal parlamento.
- Rigida: prevista procedura aggravata per la modifica.
- Flessibile: ha la forma di una legge ordinaria (es. statuto albertino).
- Costituzione italiana del ‘48: lunga, scritta, votata e rigida.

Lezione 2

Impero

L'impero era una tetrarchia: 2 imperi, 2 imperatori.

Crollo dell’Impero romano d’Occidente

Le cause del crollo sono molteplici:

  • Gigantismo, autoritarismo e centralità dello stato: l’impero voleva regolamentare la totalità della vita dei cittadini, provocando problemi di controllo e comunicazione che necessitavano di un sistema amministrativo enorme con molti funzionari, causando costi elevati e aumento della pressione fiscale sui cittadini.
  • L’esercito: veniva allargato dalle popolazioni barbariche conquistate, aumentando i costi; i barbari non conquistati premevano sui confini, diminuendo il controllo sull’impero.
  • Cristianesimo: lotta contro l’uso degli schiavi nel sistema economico.

Eredità lasciata da Roma

- No concezione di stato centralizzato e universalismo, con tanti regni governati da capi degli eserciti invasori.
- No potere concentrato solo nelle mani dell’imperatore: esisteva il concetto di res publica, dove l’imperatore non possedeva l’impero, e c'era un insieme di beni, problemi e istituzioni che appartenevano al popolo.
- Stato come ente astratto e impersonale retto da persone che ricoprono una carica.

476 d.C.: deposizione di Romolo Augustolo da parte di Odoacre, che rimanda le insegne imperiali ad Oriente rispettando la “dignitas imperialis” e chiede all’imperatore d’Oriente di essere nominato patris.

Barbari

I barbari non erano numerosi e si installarono gradualmente, nomadi, non legati al territorio ma al capo. Non avevano diritto scritto ma consuetudini, e l'emanazione delle norme era fatta dall’assemblea degli uomini in armi. Non c'era un legislator ma un garante del bagaglio legislativo del popolo. C'era una concezione patrimoniale dello stato, proprietario del regno, con il territorio dello stato come proprietà privata del re, con diritti di rendita e di amministrazione; concezione dinastica ed ereditaria.

Affermazione delle popolazioni romano-barbariche

- Regno dei Visigoti (Gallia meridionale – Spagna)
- Regno dei Burgundi (Ginevra-Valle del Rodano) - Burgundi assorbiti dal Regno franco nel 533
- Regno dei Franchi (Gallia settentrionale)
- Regno di Odoacre (Italia e Rezia, l'attuale Austria)

Occidente (penisola italica)

- 476-493: Regno di Odoacre (Eruli – Visigoti)
- 493-553: Ostrogoti – Teodorico
- 535-553: Guerra greco-gotica
- 553-567: Dominazione bizantina
- 568: Invasione dei Longobardi

Hospitalitas

- Grandi latifondi: proprietà terriera nelle campagne, il governo non poteva sempre garantirne la sicurezza, doveva pensarci il proprietario.
- Popolazioni germaniche si stanziavano su territorio privato dei cittadini e garantivano protezione militare. L’occupazione avveniva anche su terre di demanio imperiale.

Religione

- 313: Costantino legittima il Cristianesimo e lo rende lecito (collegium licitum), consente di emancipare gli schiavi durante eventi con rilievo giuridico; consente a chiese o parrocchie di diventare eredi o legatari di testamenti, permettendo alla Chiesa di avere un patrimonio (incameramento beni).
- 325: Arianesimo definito eretico dalla Chiesa
- 380: Teodosio il Grande rende il Cristianesimo religione di stato

Con l’arrivo dei barbari, la Chiesa resta una struttura che deve combattere con l’Arianesimo, la religione dei barbari. La visione politica era particolaristica, basata sulla comunanza etnica e legata al concetto di stirpe: no res publica. Il re dei barbari era un militare legittimato dal popolo. Con il loro arrivo, i barbari mantengono la loro organizzazione.

Applicazione della personalità del diritto e della legge

In uno stesso territorio vivevano soggetti seguendo il diritto della propria “natio” (leggi in base al popolo). Durante Roma si applicava il principio di territorialità della legge: in tutto un territorio veniva applicata la stessa legge. Quindi, no res publica, no centralismo politico, no unica autorità, no diritto romano ma norme consuetudinarie, no burocrazia.

Conflitti

Con la fusione delle due popolazioni che erano soggetti a due leggi diverse, si decise quale ordinamento applicare nelle controversie. Nel 506 il re dei Visigoti dà ai romani una raccolta di leggi “Lex Visigothorum Romana”. Nel 654 si promulga la “Lex Visigothorum” e si arriva all’applicazione del principio di territorialità del diritto.

Lezione 3 - "I Franchi"

Franchi

I Franchi erano stanziati nella Gallia settentrionale, con poca influenza di Roma perché lontana. Non si applicava il sistema di hospitalitas, appropriandosi solo delle proprietà demaniali imperiali. Il re Clodoveo (re tra 382-411) si converte al Cristianesimo. Alla sua morte divise il suo impero in 4 parti. Nel 532 i Franchi conquistarono tutta la Gallia, iniziando la dinastia dei Merovingi (da Meroveo).

Diritto pubblico sotto i Merovingi

- Governo del territorio: Re rex francorum, con legame con la popolazione (vincolo fiduciario personale che si esaurisce con la morte) non con il territorio.
- Non esiste più lo Stato, e il re non governa secondo la ragion di stato, cioè secondo l’interesse pubblico.
- Carattere padronale: il re è padrone ed esige obbedienza, ma fornisce protezione. L’obbedienza porta a un rapporto personale con i grandi del regno che richiedeva un giuramento di fedeltà (infedelitas era reato grave di tradimento).
- Carattere patrimoniale: il regno è proprietà familiare del re e anche tutti i diritti di natura pubblicistica come esazione delle imposte e amministrazione della giustizia. Non c’è distinzione tra pubblico e privato. La corona con Meroveo è ereditaria secondo un principio stabilito secondo la legge Salica (ereditarietà del regno non concessa alla donna), anche grazie alla sacralità conferitagli dalla Chiesa, anche se secondo la tradizione il re era designato dall’Assemblea degli uomini in armi.

Poteri del re:

  • Mundium: potere di protezione e giustizia, che consente di avere il dovere di dare protezione e quindi anche di amministrare la giustizia.
  • Potere di battere moneta e di esigere le tasse.
  • Bannus: potere di ordinare, comandare, su questioni civili e militari.

Il re non era assoluto, ma sottoposto alle consuetudini e durante le assemblee poteva modificare o promulgare le leggi, ma non erano fatte da lui, erano frutto di un rapporto tra il sovrano e il popolo. Presiedeva il tribunale del re "placitum".

Società

- Uomini liberi: in armi con capacità giuridica. Esisteva una categoria con dei privilegi (ancora non aristocrazia).
- Servi: potevano essere affrancati e poi avere diritti di proprietà.
- Soggetti senza diritti giuridici e di proprietà.

Governo centrale

Le istituzioni collegate al sovrano erano la curia regia, che assisteva il sovrano nell’esercizio delle sue funzioni e si spostava con lui. Non c’era una sede fissa. I consiglieri consigliavano il sovrano ed erano laici o ecclesiastici. I ministeriali includevano il Maior domus (ministro più importante) e le guardie del corpo.

Governo locale

Il comes era un grande proprietario terriero a capo di ogni distretto territoriale, amministrava la giustizia, garantiva l’ordine pubblico e aveva poteri di carattere giurisdizional, amministrativi e militari. Non aveva stipendio, ma teneva una parte delle imposte. Presiedeva il tribunale del popolo "mallus".

Diritto e processo penale

Oggi, il diritto penale è parte del diritto pubblico, in cui lo stato legifera sui reati e sottopone coloro che violano le leggi ai tribunali. Nei Franchi, l’azione penale era rimessa ai privati e vigeva la legge del "taglione", non era una prerogativa di natura pubblicistica cioè non del re. C'era la concessione dell’istituto della faida e della vendetta privata. Con lo stanziamento e l’arrivo di altri principi, arrivarono grandi problemi di ordine pubblico che portarono alla "compositiones", un elenco con una serie di soggetti e situazioni e valore attribuito ai danni subiti. Il privato convocava la controparte di fronte al giudice, cioè il comes. Si istituzionalizzò la compensazione pecuniaria, portando al superamento della faida. I mezzi di prova legittimi erano l’ordalia (giudizio di Dio) e il duello giudiziario (chi delle parti vinceva il duello aveva ragione).

Decadenza dei Merovingi

I "re fannulloni" affidavano i compiti, anche i più importanti, ai "maggiordomi di palazzo", ex Carlo Martello nel 732. Era l'idea che il re dovesse essere in battaglia.

Longobardi in Italia

Dopo la guerra greco-gotica e la dominazione bizantina, la divisione dell’unità territoriale dell’Italia, i Longobardi, conquistatori e dominatori, spazzarono via le istituzioni romane. La società era organizzata in farae (gruppo familiare unito da vincoli di consanguineità), arimanni (uomo libero in armi). Le farae si insediavano in un territorio e designavano un Duca (periodo di anarchia).

- Nord: pressati dai Franchi
- Sud: Impero Bizantino

I duchi eleggono un re per essere più forti contro i nemici e ogni duca dà parte del proprio territorio al re per creare un fondo del re. Viene eletto Autari, che amministra la giustizia solo nel suo territorio (curtis regia: amministrata dai funzionari del re). La curtis ducale è amministrata dai duchi.

643: Editto di Rotari, legge germanica composta da 388 capitoletti prevalentemente di materia penale. L’efficacia è limitata nei confronti della popolazione germanica (principio di personalità della legge). Regno di Liutprando (712-744): unificazione tra curtis regie e ducale che sono tutti collegati alla corona con funzionari di fiducia regia. L'Editto di leggi di Liutprando supera il principio della personalità della legge rivolgendosi a tutta la popolazione. Il potere era legato alla ricchezza fondiaria ma non c'era un regno unitario. Concezione pattizia della legge: legge frutto di un accordo tra il sovrano e la popolazione. Con il rafforzamento del potere del re, si arriva a un'idea di re legislatore.

Liutprando restituì al papa il Castello di Sutri dopo averlo conquistato, e da qui può avere inizio lo Stato Pontificio. In realtà, si è originato dalle donazioni dei Longobardi delle terre sottratte all’Impero di Bisanzio (Oriente).

Lezione 4 - "L’Impero Carolingio"

Nel 714, Carlo Martello muore e Pipino III detto il Breve diventa maggiordomo di palazzo con un regno unito, e inizia un rapporto con il papa Zaccaria che gli permette di spodestare i Merovingi, perché il re era chi svolgeva i compiti regnanti, cioè combatteva le guerre.

Nel 751, Pipino il Breve spodesta i Merovingi e con l’assenso dei grandi del regno diventa il re con la benedizione del Papa. Inizia la dinastia dei Carolingi che continua a mantenere rapporti stretti con la Chiesa. Con questo rapporto, i Franchi intervengono in Italia contro i Longobardi e si arriva al Sacro Romano Impero.

Chiesa

Nel 313, con l'editto di Costantino, la Chiesa diventa lecita. Nel 380, con l’editto di Tessalonica di Teodosio il Grande, diventa religione di stato, e l’istituzione della Chiesa diventa pubblica, permettendo all’imperatore di intervenire nell’istituzione, essendo un "ramo" dello stato, ma anche in questioni dogmatiche.

Principio Gelasiano

Papa Gelasiano stabilisce la distinzione tra potere temporale e spirituale, che devono essere due dignità distinte equiparabili. Al potere temporale erano sottoposti tutti, fedeli e cittadini e il Papa; al potere spirituale erano sottoposti tutti i cittadini, anche l’imperatore.

Imperatore d’Oriente

Inizia la lotta all’Iconoclastia, culto delle immagini: scontri armati tra Papa e l’impero d’Oriente. Nel 768, Carlo Magno diventa re dei Franchi e nel 774 sconfigge i Longobardi in Italia, e questi territori diventano Regnum Italiae.

Nel 800, il Papa incorona Carlo Magno come "imperatore del Sacro Romano Impero", anche se il Papa non aveva il potere giuridico di incoronare l’imperatore, perché questo doveva essere incoronato dall’Imperatore d’Oriente. Come giustificazione, il papa sostiene che l’Impero d’Oriente era governato illegittimamente da Irene, che aveva ucciso il precedente imperatore. Per rimediare giuridicamente alla controversia si tenta di far sposare Irene e Carlo Magno, ma non si sposano.

Nel 812, con la Pace di Aquisgrana, il papa si sente legittimato a conferire una dignità imperiale.

Caratteristiche del Sacro Romano Impero

Il Sacro Romano Impero è un’istituzione sovranazionale: Impero + Chiesa. Carlo Magno non è più solo re dei Franchi, che traeva legittimazione dalla sua popolazione e sottoposto a essa e alle sue consuetudini, ma è Imperatore con potere universale al pari della Chiesa, da cui trae legittimazione per il suo potere legislativo, poiché il suo potere è "autorizzato" direttamente da Dio. Inoltre, è anche protettore della Cristianità.

- Stato come esercito: giuramenti di fedeltà, rapporti personali con il sovrano.
- Stato come patrimonio: stato come proprietà privata e indistinzione tra ricchezza pubblica e patrimonio regio. Alla morte dell’Imperatore il regno si tramanda tra gli eredi, ma l’imperatore resta uno solo, con un ruolo sovraordinato (dignitas imperiale inscindibile: l’istituzione comincia a diventare astratta).
- Forma di governo autocratica.
- Potere di banno fondamentale.
- Forma personale del potere: il sovrano esigeva giuramenti di fedeltà dai Grandi del regno e anche dal popolo.
- Le donazioni alla chiesa diventano "un obbligo imposto dallo stato" per i cittadini.
- Conia moneta.

  • Centralizza l’amministrazione e il governo che diventa stabile ad Aquisgrana, che diventa capitale del regno.
  • Palatium: funzionari più stretti intorno al re.
  • Le assemblee politiche diventano istituzioni di governo che si tengono due volte all’anno e una prende il nome di "Placitum Generale" dei grandi del regno con funzione consultiva, ovvero l’imperatore ne tiene molto di conto ma può agire come gli pare.
  • Due Missi dominici: laico ed ecclesiastico di alto rango, per verificare che i funzionari locali governassero secondo le regole dell’Imperatore.

Amministrazione locale

Nel ex regno dei Longobardi (Italia), Carlo Magno lascia le istituzioni esistenti. Sugli altri regni si organizzano le:

  • Contee: distretti territoriali presieduti dal Comes, il conte, nominati a vita, retribuiti con parti delle imposte raccolte.
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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola1234 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle Istituzioni politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Ferreri Tiziana.
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