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Storia delle Istituzioni politiche e sociali - il trono di Napoli Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia delle Istituzioni politiche e sociali per l'esame della professoressa Bazzano. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la costituzione della polisinodia tra Carlo V e Filippo II D'Asburgo (l'ascesa al trono di Napoli).

Esame di Storia delle Istituzioni politiche e sociali docente Prof. N. Bazzano

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ESTRATTO DOCUMENTO

documenti. Tuttavia, essa può assurgere al rango di organismo consiliare qualora il re si trovi

a dover risolvere problemi di natura giudiziaria. Durante la trattazione di cause criminali, il

cancelliere, che in quanto ecclesiastico non ha facoltà di giudizio, è sostituito da un

vicecancelliere. Il quadro amministrativo, così come esso si consolida con le Ordinacions de

Cort, è completato da un ufficio di tesoreria, presieduto da un tesoriere generale, che

amministra le entrate e le uscite della corona, e supervisiona le tesorerie regie dei distinti

domini del re. Fra il XIV e il XV secolo il sistema definito dalle Ordinacions è protagonista

di alcuni mutamenti che vedono l’assimilazione del consejo nella cancelleria e la definizione

come organismo totalmente distinto dagli altri organi dell’amministrazione della tesoreria.

Motore della trasformazione sono gli uomini che si susseguono nel ruolo di vicecancelliere.

Costoro spodestano gradatamente il cancelliere, che il suo rango ecclesiastico situa in una

posizione sempre più marginale, e cominciano a occupare, in virtù di nomine regie, la

posizione di presidenti del consejo. L’aristocratico consejo real, presieduto dal

vicecancelliere, perde inoltre prestigio nei confronti della cancelleria anche per la crescente

complessità delle decisioni di natura giudiziaria rispetto a quelle militari . Se, infatti, in tutta

28

Europa, fra XIV e XV secolo, si assiste a un rinnovo del personale consiliare dei monarchi,

che affiancano alla nobiltà, di cui sono soliti ascoltare le opinioni in campo militare e

governativo, esperti di diritto e amministrazione, nei domini della corona d’Aragona la

necessaria conoscenza del diritto consuetudinario di ciascun territorio sul quale regna il

sovrano conduce a un vero e proprio protagonismo dei letrados. I letrados, infatti, sono fra i

pochi che si sanno muovere con una certa agevolezza nella selva intricata costituita da leggi e

consuetudini, non raccolte in forma ordinata e sistematica, ma formulate in maniera vaga e

spesso contraddittoria e sono gli unici a poter consigliare un monarca, come quello aragonese,

che in ogni territorio sul quale domina ha giurato fedeltà e rispetto al diritto vigente in sede

locale e ai privilegi concessi dai suoi predecessori, che in virtù della loro origine hanno valore

di norma legislativa. Le funzioni consiliari, in Aragona, trapassano così, in maniera graduale

ma irreversibile, dall’aristocratico consejo alla cancelleria, i cui componenti, i regentes, sono

gli autentici consiglieri del monarca. La prammatica del 19 novembre del 1494 che istituisce

il Supremo Consejo de Aragón sanziona questo trapasso e segna il momento finale del

processo di unione fra il consejo real e la cancelleria . Contemporaneamente e in maniera

29

28

J. L A , El Vicecanciller y la presidencia del Consejo de Aragón, in “Anuario de historia del

ALÍNDE BADIA

derecho español”, n. XXX, 1960, pp. 186-198.

29

M. R R , El Consejo de Italia y el gobierno de los dominios de la Monarquía hispana durante el

IVERO ODRÍGUEZ

Reinado del Felipe II, 1556-1598, tesi dottorale, Universidad Autónoma de Madrid 1991, pp. 33-34.

10

analoga, i Re cattolici, con le ordinanze del 1480, riorganizzano il Consejo de Castilla. “Nei

tempi passati esso era stato nelle mani dei Grandi, ma i re cattolici, seguendo le petizioni

delle Cortes, ordinarono che fosse composto da un prelato, tre cavalieri e otto o nove giuristi

(letrados). I Grandi che erano stati membri del vecchio Consiglio potevano partecipare alle

riunioni, ma senza diritto di voto” . La decisione di escludere l’aristocrazia dalle plazas

30

consiliari viene allargata anche all’organico del Consejo de Indias e del Consejo de

Hacienda. Lungo è tuttavia il cammino per giungere a occupare la prestigiosa carica di

regente consiliare. Condizione essenziale appare l’appartenenza all’hidalguía, la piccola

nobiltà . Gli hidalgos costituiscono il più basso ma anche il più numeroso gruppo nobiliare

31

nella penisola iberica. L’acuto senso dell’onore, che impedisce loro pur nell’estrema povertà

di dedicarsi alla mercatura o ad attività imprenditoriali, non preclude l’accesso agli studi

superiori, segnatamente nelle facoltà di diritto con la speranza di occupare una carica

all’interno dell’amministrazione regia. Le università di Salamanca, Alcalá de Henares e

Valladolid, nel corso del XVI secolo, sono affollate da un numero considerevole di studenti,

provenienti dal León o dalla Vecchia Castiglia che, più che essere assetati di cultura, sperano

di risolvere le loro difficoltà finanziarie tramite l’inserimento nelle strutture di governo dopo

il conferimento di una licenciatura . Conclusi gli studi intorno ai venticinque anni, il letrado

32

si dedica per alcuni anni all’avvocatura, per poi proporsi come lettore o insegnante all’interno

dei collegi universitari dove ha in precedenza seguito le lezioni. Solo intorno ai quaranta può

aspirare a una plaza di auditore o di fiscale in un’audiencia o in una cancelleria e da qui

qualche anno più tardi pensare ragionevolmente a una promozione all’interno degli organi

centrali di governo della Monarchia. La nomina a regente è dunque per il letrado il coro-

namento di una carriera lunga e faticosa , dove non ha però solo importanza il livello

33

30

J. B R , Premessa a H. G. K , L’esercizio, cit. p. 25.

ATISTA I OCA OENIGSBERGER

31

Durante il regno dei Re cattolici molti regentes erano di origine ebraica, conversos o nuovi cristiani.

L’insediamento capillare dei tribunali del Santo Ufficio della Suprema Inquisizione all’interno di quasi tutti i

territori di casa d’Asburgo modifica notevolmente la situazione. Le leggi del 4 e del 21 di settembre del 1501,

promulgate in Castiglia, proibiscono ai discendenti dei condannati o processati dai tribunali fino alla seconda

generazione in linea maschile e per la prima in linea femminile di occupare una plaza nel Consejo de Castilla, o

Consejo Real.

32

Sull’argomento al classico R. L. K , Students and Society in Early Modern Spain, London 1974, si sono

AGAN

aggiunti i più recenti A. M. C T , Colegios Mayores: centros de poder, Salamanca 1986 e D. D

ARABIAS ORRES E

L , Sobre las orígenes del burócrata moderno. El Colegio de San Clemente de Bolonia durante la

ARIO

impermeabilización habsgurguesa (1568-1695), Bolonia 1980.

33

J. B R , Prologo, cit., p. 37: “Prendendo il Consiglio delle Indie ad esempio, dei 19 consiglieri (su

ATISTA I OCA

un totale di 24) eletti durante il regno di Carlo V di cui si conosce la posizione che avevano occupato in

precedenza, 13 provenivano dalle cancellerie (10 da Valladolid e 3 da Granada). Su un totale di 39 che furono

nominati da Filippo II si conserva la documentazione precedente di 37. Di questi, 17 provenivano dalle

cancellerie e dalle audiencias […], 7 erano stati oidores dell’Erario (Contaduría Mayor), 6 fiscales nello stesso

11

professionale raggiunto e mantenuto durante gli anni di studio e di pratica, ma anche le

risorse del patronage che si è riusciti a controllare. La nomina di regente, infatti, matura

all’interno dello stesso consejo, che in occasione di una plaza vacante si riunisce e sottopone

al sovrano una terna di nomi fra cui scegliere il futuro collega. Sebbene il re sia totalmente

libero nella sua scelta e possa decidere di nominare all’interno della struttura consiliare

chiunque egli ritenga opportuno, solitamente la sua scelta si indirizza su uno dei nominativi

della rosa propostagli. Per il letrado che voglia entrare a far parte attivamente della

polisinodia, con una carica come quella di regente, generalmente vitalizia, più che necessaria

è, quindi, una accorta politica clientelare che ne guidi i passi durante la carriera e che lo

promuova all’interno dell’élite governativa, magari fino a giungere al gradino più alto

dell’amministrazione, costituito dal Consejo de Castilla o fino a un rango nobiliare di

prestigio e considerazione. Malgrado la preponderanza dei letrados all’interno della

polisinodia, l’alta nobiltà non è tuttavia totalmente esclusa dalla struttura governativa. Non

solo, come si vedrà, i suoi esponenti di maggior spicco siedono nel Consejo de Estado, ma

possono in diversi casi aspirare alle presidenze dei diversi consejos e quindi trovarsi in una

posizione di preminenza rispetto agli altri componenti dell’organismo, malgrado per il loro

rango e per la loro mancanza di preparazione non possano partecipare attivamente quando

viene trattata una questione di ordine giudiziario e non possano esprimere dopo la sua

disamina il loro voto. Tuttavia, il ruolo di presidente all’interno del consejo è quello che

detiene il maggior prestigio e autorità, a detta dei contemporanei:

A su cabeza llaman presidente, más porque preside a lo que se trata, y ordena lo que se ha de tratar, y

.

prohibe cualquier desorden

34

L’organico dei consejos è completato dai segretari, i cui compiti possono essere

estremamente variabili e andare, come si è detto, dalle semplici redazione e copiatura dei

documenti a uno speciale e riservato contatto quasi quotidiano con il sovrano .

35

Consiglio delle Indie e 4 membri del Tribunale delle Alcaldes de Casa y Corte”.

34

D. H M , Guerra de Granada (1627), a cura di B. Blanco Gonzáles, Madrid 1970, p. 105.

URTADO DE ENDOZA

35

“La estructura de los Consejos, como organismos pluripersonales, se ordena fundamentalmente en la triple

escala de presidentes - consejeros - secretarios”: J. A. E , Lo orígenes del Consejo de Ministros en

SCUDERO

España. La Junta Suprema de Estado, Madrid 1979, vol. I, p. 21.

12

Precise istruzioni redatte dal sovrano al momento della creazione o durante i primi

anni della sua esistenza regolano l’attività di ciascun consejo e prescrivono giorni e orari delle

sue sessioni. Sede delle riunioni dei diversi consejos è il palazzo regio:

Quel el Consejo Real [Consejo de Castilla] se haga siempre en palacio como se acostumbra, y

.

assimismo los Consejos de Estado, Guerra, Cámara y Hazienda, y el de Aragón, Ordenes y la Contaduría 36

Prescrizione unanimemente valida per i regentes è il silenzio all’esterno sulle

questioni trattate durante le sedute consiliari. Come scriverà Francisco Bermudez de Pedraza

nella prima metà del XVII secolo:

El ministro consejero del principe por naturaleza de oficio está obligado al secreto de lo que se trata o

comunica con él. […] El descubrir las acciones secretas del príncipe o su Consejo, los votos del, la consulta o

.

resolución, daña lo público y ofende lo particular 37

Unico mezzo di espressione consentito a un consejo è la consulta, un documento nel

quale l’assemblea presenta la sua opinione su una questione che le è stata sottoposta dal

sovrano o da privati che richiedono al consejo, previa espressione del suo parere, di inoltrare

una supplica al re. La consulta è articolata su uno schema definito, che presenta in maniera

ordinata la classificazione della questione esaminata, de oficio se riguarda questioni generali

sottoposte al giudizio dell’assemblea, de parte se attiene a petizioni di privati, l’esposizione

succinta ma chiara del problema che il consejo ha trattato e il parere che sull’argomento ha

dato in forma unanime o, in caso di disaccordo fra i diversi componenti, le distinte opinioni

espresse durante la seduta. Il documento si conclude con l’apposizione della data e delle firme

di tutti i presenti. Compito del segretario è farlo pervenire al monarca, che procede alla

risoluzione del caso proposto. Il sovrano, in caso di discordanza fra i regentes detiene

un’ampia gamma di possibilità di scelta , ma in nessun modo è vincolato a quanto espresso

38

dal consejo o dai suoi componenti: la sua decisione, presa nel chiuso del suo studiolo, è

annotata sul dorso del documento, in calce a un breve riassunto dell’argomento trattato, e

firmata. Un percorso inverso a quello condotto in precedenza conduce il documento

36

Corpus documental de Carlos V, vol. IV, p. 107. Lettera di Filippo II a Juana de Austria. La Coruña, 21 luglio

1544.

37

F. B P , El Secretario del Rey, Madrid 1620, pp. 58r-59v.

ERMUDEZ DE EDRAZA

38

J. B , Historia de la administración española e hispanoamericana, Madrid 1958, p. 353.

ENEYTO 13

nuovamente al consejo, che sulla base di quanto stabilito dal re redige il despacho. Il

despacho, ultima tappa del macchinoso processo decisionale che coinvolge le strutture

governative e il re, dopo essere stato firmato da tutti i componenti del consejo e dal sovrano

stesso, viene inviato a chi degli ordini in esso contenuti è il destinatario.

Ciascun consejo conduce una vita autonoma, pur intrattenendo relazioni con gli altri

organi della struttura polisinodale. I contatti possono essere stabiliti dalla presenza di un

medesimo consejero in due o più consejos, seppure con funzioni diverse all’interno di ciascun

collegio. Ciò può dar luogo al controllo da parte di alcuni consejos su altri. Il secondo

meccanismo di controllo deriva dalla convocazione di sessioni speciali congiunte di due o più

consejos, allo scopo di esaminare una determinata questione, oppure dall’inserimento

temporaneo all’interno di un consejo di elementi provenienti da altri organismi, convocati a

titolo personale, perché diano la loro opinione o prestino il loro aiuto in casi particolari.

Questi due mezzi di comunicazione, insieme al lavoro coordinatore svolto dal sovrano tramite

ordini e decreti ai differenti organi, promuove una coerenza, anche se a livello minimo,

dell’intero sistema . Non rari sono però i problemi di competenza che sorgono fra le diverse

39

strutture consiliari. Sebbene, infatti, ciascun organo veda delimitato il suo ambito da concrete

istruzioni, la vaghezza della normativa redatta dal re a questo proposito porta con sé la

conseguenza di frizioni e conflitti tra le diverse strutture, la risoluzione dei quali chiama in

causa nuovamente il sovrano. Ulteriori motivi di contrasto fra i principali organi di governo

della Monarchia possono sorgere per questioni di onore e di preminenza durante le cerimonie

pubbliche, durante le quali ciascun consejo reclama una maggiore importanza e richiede una

più distinta visibilità che lo distingua dagli altri, numerosi, organismi di governo.

Tredici sono, infatti, i consejos che nell’epoca di Filippo II compongono l’articolata

polisinodia. Essi sono nati o per derivazione da una struttura medievale preesistente o per

40

gemmazione da un consejo esistente o sono stati creati ex nihilo . Generalmente sono stati

41 42

classificati in due gruppi, il primo che riunisce gli organismi con giurisdizione territoriale

(Consejo de Castilla, Cámara de Castilla, Consejo de Aragón, Italia, Flandes e Portugal), il

39

F. B , El Consejo de Estado de la Monarquía española 1521-1812, Madrid 1984.

ARRIOS

40

È il caso del Consejo de Aragón e del Consejo de Castilla.

41

È il caso del Consejo de Indias che deriva dal Consejo de Castilla o del Consejo de Italia, parte dei cui

componenti prima della sua costituzione sedevano nel Consejo de Aragón.

42

È il caso del Consejo de Estado, che però da più punti di vista costituisce un eccezione nel panorama

polisinodale; del Consejo de Portugal, creato al momento dell’incorporazione del Portogallo fra i domini della

Monarchia; del Consejo de Cruzada, formato per dare risposta a una serie di nuove e gravose necessità

amministrative. 14

secondo che raccoglie le strutture con competenze specifiche (Estado, Guerra, Inquisición,

Hacienda, Ordenes e Cruzada). Questa suddivisione non è però del tutto soddisfacente, in

quanto induce a credere che i consejos con competenze specifiche esercitino la loro autorità

sul territorio dell’intera Monarchia, mentre alcuni di questi organi de iure sono istituzioni

amministrative esclusivamente castigliane. La struttura polisinodale può quindi essere

ripartita in tre grandi settori . Il primo è costituito da quei consejos che godono di un raggio

43

di azione che abbraccia tutti, o quasi, i territori della Monarchia: il Consejo de Estado, il

Consejo de Guerra e il Consejo de la Suprema Inquisición . Al compito precipuo di

44

consigliare il monarca, il Consejo de Guerra e il Consejo de la Suprema Inquisición

affiancano una notevole attività giudiziaria, in quanto corti supreme d’appello. Nel secondo

settore confluiscono i consejos di governo dei diversi territori della Monarchia, che oltre a

offrire il loro parere al sovrano su questioni attinenti ai territori di loro competenza,

esercitano all’interno di essi funzioni amministrative e operano come tribunali supremi nel

rispetto del diritto consuetudinario locale . Il Consejo de Ordenes, il Consejo de Cruzada e il

45

Consejo de Hacienda sono responsabili, per l’ambito specifico che amministrano, solo

all’interno del regno di Castiglia, sebbene possano intervenire in questioni inerenti al governo

generale della Monarchia.

All’interno della struttura polisinodale sopra una inattaccabile posizione di

preminenza riposa il Consejo de Estado, presieduto dallo stesso sovrano:

En los [consejos] desto reynos sólo el de Estado y el de guerra no tienen presdiente, porque destos

.

especialmente lo es Su Magestad y, aunque también lo es de los otros, asisten en su lugar los presidentes 46

43

J. B R , Prologo, cit., p. 22.

ATISTA I OCA

44

Il Consejo della Suprema Inquisición non ha però alcun potere nelle Fiandre, nel ducato di Milano e nel regno

di Napoli.

45

J. L A , Vida judicial y administrativa en el Aragón Barroco, in “Anuario de historia del derecho

ALÍNDE BADÍA

español”, n. LI, 1981, pp. 488-489: “[El Consejo de Aragón] si en Valencia, Baleares y Cerdeña, es órgano

judicial supremo, en tanto entiende de las causas en apelación o suplicación, en Cataluña su intervención judicial

se reduce a la cuestiones patrimoniales y a las "interpretatione privilegiorum", y en Aragón parece que no llega

ni a eso, pues en las Cortes de Catalayud de 1626 se declara que lo que trata "son materias de estado, gracias,

govierno, y guerra, y ninguno de justicia". En Aragón es pues un Consejo de tipo político y administrativo, o

mas bien administrativo, pues, como se ha dicho, es evidente la superioridad de otros Consejos, especialmente,

del de Castilla”.

46

BL, Egerton 338, documento 23. Origen del Consejo de Estado, su autoridad, prerrogativas y manejo de

negocios, pubblicato in F. B , El Consejo de Estado, cit., p. 463.

ARRIOS 15

Nato nel 1522 per volontà di Carlo V, dietro suggerimento di Mercurino Arborio,

marchese di Gattinara, il Consejo de Estado sin dai primissimi anni della sua esistenza si

consolida come struttura di primaria importanza nel governo della Monarchia. Come riferisce

Gasparo Contarini ai senatori della repubblica di Venezia:

Verrò ora alla seconda parte, che era di dir degli instrumenti, con li quali Cesare governa questi suoi

regni. Questi come dissi, sono quelli del suo consiglio, senza il quale Cesare non ispedisce mai cosa alcuna

.

pertinente allo stato. Questi consiglieri sono ora più e ora meno, secondo pare a lui 47

Se impreciso appare il numero dei componenti al momento della sua strutturazione, e

tale rimarrà nei secoli di esistenza dell’organismo, più definite sono le qualità che essi

dovrebbero possedere:

Ministros que tengan práctica de las cossas por averlas visto y enbegecídose en ellas; gente noble,

sabia, discreta, que haya leydo y andado diferentes provincias y que se hayan criado […] en guerra o en el mar,

y tenido los oficios menores y mayores en ella, o sido embaxadores o virreyes, o tenidos otros cargos de

ymportanzia en diferentes reynos y provincias y en la corte de Vuestra Magestad; de manera que, si es posible,

tengan noticia de todas las cosas y del sitio de las tierras, costumbres, leyes y manera de gobierno destos reynos

.

y de las demás desta corona 48

Di fatto solo alcuni scelti componenti dell’alta nobiltà entrano, per elezione del

sovrano, a far parte del Consejo de Estado, il cui compito precipuo è di consigliare il sovrano

su tutto ciò concerne le Case reali, il governo politico e militare dei possedimenti della corona

degli Asburgo e le relazioni con le potenze straniere. Tuttavia, la capacità di fornire un

consiglio saggio e spassionato non è l’unica né la più importante delle caratteristiche richieste

a chi voglia entrare a far parte del ristretto consesso. La nomina a una plaza del consejo è

“una forma de canalizar la gracia real, instrumento básico para la gobernación de los reinos” ;

49

essa viene utilizzata in alcune occasioni per “investir de un cierto prestigio a personajes que,

elegidos para cumplir misiones en el exterior, carecían por su sangre de la suficiente

47

G. C , Relazione di Gasparo Contarini ritornato ambasciatore da Carlo V, letta in Senato a di 16 di

ONTARINI

Novembre 1525, in Le relazioni, cit., vol. II, p. 54.

48

AGS, Diversos de Castilla, legajo 8, documento 106, pubblicato in F. B , El Consejo de Estado, cit., p.

ARRIOS

466-467.

49

S. F C , Los Consejos de Estado y Guerra de la Monarquía hispana en tiempos de Felipe II

ERNÁNDEZ ONTI

1548-1598, Valladolid 1998, p. 241. 16

reputación para ejercerlas con la dignidad apropriada” ; oppure può essere talvolta una

50

moneta di scambio, “una compensación para convencer a cortesanos reticentes a aceptar

determinados puestos o situaciones no demasiado gratas” ; il rinnovamento periodico dei

51

consiglieri è sempre il segnale inequivocabile dei cambi di ordine fazionale all’interno della

corte, “la caída de viejos patronos y el surgimiento de nuevos ministros en la cúpula

política” .

52

I medesimi consejeros che convengono nel Consejo de Estado, qualora non portino

l’abito ecclesiastico, entrano di diritto a far parte del Consejo de Guerra, che può essere

quindi considerato, salvo alcune apparenze formali e la presenza di un segretario specifico

incaricato di registrare e archiviare discussioni e deliberazioni, come una appendice del

massimo organismo collegiale della Monarchia . Tuttavia, durante il regno di Filippo II, il

53

suo organico si amplia a contenere personaggi che del Consejo de Estado non fanno parte e la

sua attività diviene maggiormente specifica. Mentre il Consejo de Estado si limita all’attività

consiliare, non disponendo di alcuna giurisdizione effettiva da esercitare, il Consejo de

Guerra, dovendo sovrintendere a questioni relative all’amministrazione della giustizia in

ambito militare, sebbene non venga in nessun momento precisamente delineato il suo campo

d’azione e ciò favorisca gli scontri con altri tribunali e segnatamente con il Consejo de

Castilla, dà luogo alla formazione di un apparato burocratico imponente, capace di

confrontarsi e di resistere agli attacchi che provengono da altre strutture di governo della

Monarchia.

Un numero ingente di funzionari al proprio servizio presenta, durante l’epoca di

Filippo II, il Consejo de la Suprema Inquisición, che presenta, rispetto agli altri componenti

della polisinodia, alcune anomalie. Fondato nel 1483 con funzioni consultive , acquista

54

progressivamente competenze e s’impone come vertice incontrastato di una struttura

capillarmente diffusa in quasi tutti i domini della Monarchia, che può contare su migliaia di

impiegati. Ne dirigono l’attività due figure, l’inquisitore generale e il presidente, la cui

50

Ibidem.

51

Ibidem.

52

Ibidem.

53

Sulla formazione del Consejo de Guerra come derivato del Consejo de Estado si legga S. F C ,

ERNÁNDEZ ONTI

El gobierno de los asuntos de la guerra en Castilla durante el reinado del emperador Carlo V (1516-1558), in

Instituciones y elites de poder en la monarquìa hispana durante el siglo XVI, a cura di J. Martínez Millán,

Madrid 1992, pp. 47-105

54

P. H C , La etapa inicial del Consejo de Inquisición (1483-1498), in “Hispania sacra”, a. XXXVII,

UERGA RIADO

n. 76, 1985, pp. 451-463. 17

differenza salariale comporta non di rado invidie e gelosie , che coordinano il lavoro di sei

55

membri, cinque regentes e un promotore fiscale, scelti dal re su indicazione dell’inquisitore

generale. Due segretari, l’uno per la corona di Castiglia, l’altro per la corona di Aragona, in

ricordo di un momento storico in cui all’interno della polisinodia erano presenti due consejos

inquisitoriali specializzati territorialmente, sovrintendono all’attività dei diversi funzionari

che popolano le segreterie e curano i rapporti amministrativi con la corona. Il Consejo de la

Suprema Inquisición mantiene in maniera permanente un agente presso la corte papale per

sostenere dinanzi al pontefice le ragioni della politica che il consejo attua nei territori su cui

ha giurisdizione, ma il papa non ha alcun controllo sull’organismo ispanico che dipende

interamente dalle direttive del Re cattolico. Per volere del re, infatti, sin dalla sua istituzione,

il consejo accoglie nelle sue sessioni in cui non vengono trattate questioni di natura

meramente religiosa anche due membri laici provenienti dal Consejo de Castilla. La presenza

di regentes laici è resa necessaria dalla natura del Consejo, che agisce anche come alta corte

d’appello dei tribunali inquisitoriali locali i quali, oltre a essere competenti per i reati di

natura religiosa, amministrano giustizia ai funzionari appartenenti all’istituzione, i familiares,

fungendo loro da foro privilegiato. La consuetudine di ammettere nelle riunioni del Consejo

della Suprema Inquisición membri provenienti da quello de Castilla viene legalizzata nel

1567 da una cedola reale, che pur sollevando aspre proteste da parte dei componenti

ecclesiastici del consejo che non ritengono opportuna la presenza di laici durante la

discussione di casi di eresia, non verrà mai abolita fino alla fine dell’esistenza dell’istituto . Il

56

lavoro dei consejeros viene così a essere bipartito: ogni settimana, nelle tre assemblee

mattutine aperte esclusivamente ai membri ecclesiastici vengono esaminate le questioni di

fede, mentre nelle due sessioni pomeridiane, cui convengono anche i membri laici, sono

trattati tutti gli altri problemi giudiziari e amministrativi .

57

Doppia giurisdizione, ecclesiastica e temporale, possiede anche il Consejo de

Cruzada: l’organismo, che sovrintende alla riscossione nei territori della Monarchia delle

imposte ecclesiastiche della cruzada, del subsidio e dell’excusado, viene organizzato nel

55

Il primo ha un salario di 20.000 maravedís, il secondo di 15.000. Nel 1598 la figura del presidente verrà

eliminata.

56

R. L V , Estruturas administrativas del Santo Oficio, in Historia del Inquisición en España y America,

ÓPEZ ELA

a cura di J. Perez Villanueva, B. Escandell Bonet, vol. II, Estruturas del Santo Oficio, Madrid 1993, p. 86.

57

J. R. R B , Notas sobre la estructura y funcionamiento del Consejo de la Santa, General y

ODRÍGUEZ ESNÉ

Suprema Inquisición, in La Inquisición española. Nueva visión, nuevos horizontes, Madrid 1980, pp. 61-65; J.

A. E , Los orígenes del "Consejo de la Suprema Inquisición, in Inquisición española y mentalidad

SCUDERO

inquisitorial, Barcelona 1984, pp. 82-122; J. M M , T. S R , El Consejo de Inquisición

ARTÍNEZ ILLÁN ÁNCHEZ EVILLA

(1483-1700), in “Hispania sacra”, a. XXXVI, n. 73, 1984, pp. 71-193.

18

1554, sulla base di una preesistente struttura, la comisaría general, sorta in maniera informale

in occasione dei privilegi concessi da Clemente VII nel 1529 ai sovrani della Monarchia

cattolica .

58

I consejos territoriali presentano differenti caratteristiche, derivanti sia dall’iter che

hanno seguito nel tempo sia dalla natura della sovranità che il re esercita nei domini cui fanno

capo. Il Consejo de Castilla, o nuestro Consejo come amano dire i sovrani di casa Asburgo,

dopo le riforme in esso attuate dai Re cattolici, con l’esclusione della nobiltà dai seggi

consiliari, non subisce ulteriori cambiamenti ; il consejo, tuttavia, non gode di un’autorità

59

incontrastata sull’amministrazione degli affari castigliani, in quanto all’interno della

polisinodia sono presenti altre strutture, la Cámara de Castilla, il Consejo de Ordenes e il

Consejo de Hacienda, specializzate in determinate sfere amministrativa.

La Cámara de Castilla è un’emanazione del Consejo de Castilla, con il quale ha in

comune il presidente, coadiuvato nelle sessioni da tre consejeros, scelti fra coloro che hanno

prestato servizio più a lungo fra gli ufficiali della corona. La Cámara è essenzialmente un

mezzo per la distribuzione delle risorse di cui dispone il re in Castiglia: essa, infatti, propone i

candidati per i vescovadi, le abbazie e i benefici ecclesiastici castigliani che ricadono sotto il

patronato regio. Interviene inoltre per sollecitare la concessione di encomiendas degli ordini

militari di Calatrava, Alcantara e Santiago, di pensioni gravanti sulle rendite ecclesiastiche e

di privilegi, quali la hidalguía, l’istituzione di maggiorascati, la legittimazione di figli naturali

o l’abilitazione a determinati uffici. Inoltre, alla Cámara spetta di consigliare il re per la

nomina degli ufficiali del governo locale castigliano, i corregidores e gli oidores di

chancillería e audiencias . Tuttavia, durante il regno di Filippo II, la Cámara perde la sua

60

funzione precipua di canalizzazione della gratia regia, che viene progressivamente usurpata

dai privados, non presenti al suo interno . Le ordinanze prodotte nel 1588, che regolamentano

61

le sue funzioni, attestano la perdita di podere decisionale per la nomina a benefici vacanti e la

58

J. M M , C. J. D C M , Les orígenes del Consejo de Cruzada (siglo XVI), in

ARTÍNEZ ILLÁN E ARLOS ORALES

“Hispania”, vol. LI, n. 179, 1991, pp. 901-932.

59

Cenni biografici sui componenti del consejo sono presenti in P. G G , Los Presidentes del Consejo de

AN IMÉNEZ

Castilla (1500-1560), in “Chronica nova”, n. 1, 1968, e in I ., El Consejo Real de Castilla. Tablas cronológicas,

D

in “Chronica nova”, n. 4-5, 1969.

60

Sull’origine della Cámara e sulle sue funzioni si veda S. D D , El ejercicio de la gracia regia en Castilla

E IOS

entre 1250 y 1530. Los inicios del Consejo de Cámara, in “Anuario de historia del derecho español”, n. LIX,

1990, pp. 323-351.

61

C. J. D C M , J. M M , La administración de la gracia real: los miembros de la

E ARLOS ORALES ARTÍNEZ ILLÁN

Cámara de Castilla (1543-1575), in Instituciones y elites de poder, cit., pp. 25-45.

19

concessione dei mercedi e prescrivono quale funzione precipua dell’organismo, privo di

iniziativa politica, il compimento burocratico di operazioni decise altrove .

62

Il Consejo de Ordenes funge da alta corte di giustizia per i cavalieri degli ordini

militari di Calatrava, Alcantara e Santiago, sulle cui questioni di ordine temporale è arbitro il

sovrano di Castiglia, in seguito alla bolla pontificia emessa il 12 maggio 1522 da papa

Adriano IV . Il suo presidente sottopone al re i nominativi di coloro che possono aspirare a

63

ottenere gli incarichi e i benefici più importanti all’interno degli ordini militari, mentre il

consejo, costituito da quattro cavalieri degli ordini militari, può autonomamente provvedere

alla scelta di coloro che occuperanno cariche di minor peso. Le encomiendas sfuggono al

controllo del consejo, in quanto assegnate tramite la Cámara, tuttavia non è ben chiaro

l’apporto delle due strutture nella decisione della nomina a un’encomienda, in quanto esse

hanno in comune, per molto tempo, il secretário .

64

Fino al 1523 gli organi superiori castigliani specializzati nel controllo delle finanze

erano state le Contadurías mayores, l’una chiamata de hacienda, che amministrava gran parte

delle entrate provenienti dall’arrendamento delle rendite regie, l’altra detta de cuentas che

controllava la gestione delle entrate e la loro distribuzione e fungeva da ufficio di ragioneria.

La fondazione del Consejo de Hacienda, composto da un presidente, un nobile proveniente

dai Paesi Bassi, e da cinque consejeros, comporta una riorganizzazione del sistema

amministrativo e l’istituzione di una Tesoreria generale. Alcune riforme concepite fra il 1554

e il 1568 stabiliscono l’organico definitivo del consejo, che annovera come componenti un

presidente, tre consejeros procedenti dal Consejo de Castilla, detti oidores, e tre contadores

mayores de hacienda . Anche nel caso della maggiore struttura finanziaria della Monarchia,

65

“las modificaciones administrativas en el ámbito hacendístico se manifestaron

primordialmente como una vertiente de las maniobras que emprendían las facciones

cortesanas para mantener, alcanzar o emplear el control de los recursos pecuniarios” .

66

62

Fuentes para el estudio del Consejo Real de Castilla, a cura di S. De Dios, Madrid 1986, pp. XLIII-XLV.

63

L. C , Storia degli ordini cavallereschi esistenti, soppressi ed estinti presso tutte le nazioni del

APPELLETTI

mondo, Livorno 1904.

64

L. P. W , Gli Ordini militari nella società spagnola del Cinque e Seicento. L’incarnazione istituzionale di

RIGHT

una tradizione storica, in Le origini dell’Europa moderna, cit., pp. 97-147; E. P C , Honor y

OSTIGO ASTELLANOS

privilegio en la corona de Castilla. El Consejo de las Ordenes y los caballeros de Hábito en el siglo XVII,

Madrid 1988.

65

M. U , La hacienda real de Castilla en el reinado de Felipe II, Roma 1963, pp. 29-32.

LLOA

66

C. J. D C M , El Consejo de Hacienda de Castilla, 1523-1602. Patronagzo y clientelismo en el

E ARLOS ORALES

gobierno de las finanzas reales durante el siglo XVI, Ávila 1996, p. 219.

20

Il Consejo de Aragón, al contrario del Consejo de Castilla affiancato da consejos

specifici, non subisce, invece, all’interno della polisinodia alcuna concorrenza nella totale

amministrazione degli affari che riguardano i territori della corona d’Aragona. Esso,

analogamente al Consejo de Castilla, è formato solo da letrados; in seguito alle riforme

condotte successivamente agli interventi di riordinamento di Pedro il Cerimonioso, in esso

siedono un vicecancelliere, che presiede l’assemblea, un manipolo di regentes, esperti in

diritto, il tesoriere generale della corona d’Aragona, un protonotario assistito da un

luogotenente, che sovrintendono alla cancelleria e un avvocato fiscale, che rappresenta,

durante le discussioni di natura giuridica, gli interessi della corona. Tesoriere, protonotaro e

avvocato fiscale non hanno, nelle sessioni in cui il consejo agisce come tribunale, diritto di

voto. Completano l’organico tre segretari, uno per ogni dominio peninsulare della corona

d’Aragona . Mentre il re può scegliere liberamente all’interno di tutti i suoi domini le persone

67

che occuperanno i seggi di tesoriere e di presidente, e di fatto sceglierà ordinariamente ma

non sempre nobili castigliani , i regentes devono appartenere ai tre paesi che formano la

68

corona aragonese, Aragona, Valencia e Cataluña. Fino alla fondazione del Consejo de Italia

accanto a loro siedono regentes napoletani e siciliani. I consejeros tuttavia non sono

rappresentanti dei diversi territori, ma esperti conoscitori del diritto locale e in quanto tali

possono meglio consigliare il monarca sulle maniere di agire all’interno delle diverse

province in modo da non ledere lo ius consuetudinis e la tradizione pattizia. Il consejo

analizza relazioni, petizioni e lamentele delle autorità locali e di privati, sottopone le sue

risoluzioni al sovrano e agisce come legame privilegiato fra i territori della corona d’Aragona

e il loro sovrano; tuttavia, deve la sua principale importanza al ruolo di tribunale d’appello

che ricopre. Grazie ad esso, e al pari in questo al Consejo de Castilla, nelle pubbliche

cerimonie, invece di precedere il re come tutti gli altri consejos, di cui il Consejo de la

Suprema Inquisición era l’ultimo in segno della sua importanza, cammina al suo lato .

69

Il Consejo de Italia comincia a definirsi intorno al 1555 , per volontà di Carlo V , che

70

allontana dal Consejo de Aragón i consejeros napoletani e siciliani per costituire una nuova struttura

67

Prima delle istituzione del Consejo de Italia i segretari ammontavano a quatttro, in quanto all’interno del

consejo vi era una segreteria per gli asuntos italiani e sedevano nelle assemblee regentes di origine italiana.

68

Carlo V, ad esempio, pone a capo del consejo nel 1522 Mercurino Arborio. Il seggio sarà anche ricoperto da

Antoine Perrenot, cardinale di Granvelle.

69

Sul Consejo de Aragón si veda C. R G , El Supremo Consejo de Aragón en el reinado de Felipe II,

IBA ARCIA

Madrid 1914.

70

C. G , Sul governo centrale spagnolo e sull’anno di fondazione del Supremo Consiglio d’Italia, in

IARDINA

“Archivio storico per la Sicilia”, vol. IV-V, 1938-1939, pp. 521-526.

21

indipendente. “La divisione del Consiglio d’Aragona, che vede limitata la propria competenza

all’Aragona, Catalogna, Valenza, Baleari, Corsica e Sardegna, e la conseguente istituzione del

Supremo Consiglio d’Italia per gli affari dei regni di Napoli e di Sicilia e del ducato di Milano è tutta

opera di Carlo V” . La formazione dell’istituto viene però portata a termine negli anni successivi da

71

Filippo II, che nel 1557 richiede a Juan de la Cerda, duca di Medinaceli, che si appresta a raggiungere

la Sicilia in qualità di viceré, la segnalazione di persone atte a ricoprire il delicato ruolo di consejeros

per le questioni relative al regno. Nel 1558 Filippo II nomina i regentes per il regno di Sicilia. Nel

gennaio dell’anno successivo elegge un segretario per la nuova struttura e dopo molti mesi detta le

Instrucciones che essa deve seguire per un ottimale svolgimento delle sue mansioni. “Questa attività

del figlio di Carlo V da un lato ci mostra l’opera compiuta nel dar vita organica al Consiglio e

dall’altro ci lascia sospettare che in quel primo quinquennio di assestamento il nuovo corpo consultivo

non abbia potuto svolgere in modo regolare le proprie funzioni. E ciò viene confermato dal fatto che

la prima istruzione è del dicembre 1559, come dettata per porre riparo ad alcuni inconvenienti” . La

72

pianta del consejo, così come essa appare nel primo ventennio della sua attività, comprende un

presidente , scelto fra i nobili presenti alla corte, sei regentes, due per ogni provincia amministrata

73

dall’organismo, di cui tre "naturali", ossia nati rispettivamente nei regni di Napoli, di Sicilia e nel

ducato di Milano, e tre stranieri, generalmente castigliani, il tesoriere del Consejo de Aragón che

ricopre la medesima funzione anche nel Consejo de Italia e un segretario . Sede delle riunioni

74

consiliari, che si svolgono regolarmente, è il palazzo regio, come recitano le Instrucciones dettate nel

1559: Que se junten en Palacio, en la Cámara que se le señalare los lúna, miércoles, y viérnes de cada semana

[a la mañana], en invierno desde ántes de las ocho hasta las diez, y que no se deje de hazer esto así aunque haya

pocos negocios que tratar, pero quando los negocios fueren tantos que no bastasen los tres dias, se juntarán los

75

que fueren menester para que sean despachados sin fatiga, y costa de las partes .

Le Instrucciones dettano le regole che il consejo deve seguire, ma non specificano le singole

mansioni di ciascuno dei componenti, dandole per sottintese, segno probabilmente dell’esperienza

71

C. G , Il Supremo Consiglio d’Italia, in “Atti della R. Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti di

IARDINA

Palermo”, vol. XIX, fasc. 1, 1934, p. 6.

72

Ibidem, p. 7.

73

Nell’attesa di nomina di un nuovo presidente o in caso di una sua prolungata assenza a partire dai primi anni

del Seicento viene nominato un governatore a presidere temporaneamente il consejo. Ibidem, pp. 13-16.

74

A partire dal 1598 i segretari del consejo saranno tre, uno per ciascuna delle provincie italiane. A questo

proposito si veda la División de la secretería de Italia con el nombramiento de los secretarios y oficiales que ha

de haver y la orden que sendos ellos han de guardar en lo que les toca. La instrucción de los Secretarios de

Italia conforme a la nueva división que se ha hecho, pubblicato in C. G , Il Supremo Consiglio d’Italia,

IARDINA

cit., pp. 142-150. L’organico sarà definitivamente completato nel 1579, con la nomina di un conservatore

generale del patrimonio e nel 1634, con l’elezione di un avvocato fiscale.

75

Instrucción que dió Felipe II á los del Consejo de Italia en Toledo a 3 de diciembre de 1559, pubblicato in C.

G , Il Supremo Consiglio d’Italia, cit., p. 129.

IARDINA 22


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

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