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Storia delle dottrine politiche - Weber

Appunti per l'esame di Storia delle dottrine politiche con analisi dei seguenti argomenti: Weber, realismo politico, scienze sociali, avalutatività, legittimazioni del potere, etica della convinzione, responsabilità, razionalità e disincantamento, valore del Parlamento.

Esame di Storia delle dottrine politiche docente Prof. P. Scienze Sociali

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Tra i secondi, distingue due categorie: quelli PER la Politica e quelli che vivono DI Politica.

Nella prima categoria sanno coloro che dedicano alla politica il massimo impegno di

conoscenza e responsabilità. Essi hanno qualità inequivocabili, come la passione politica

( educata però al controllo degli impulsi: prendono distanza dalle cose, lungimiranza, etc.. ),

l’istinto al potere in una logica di responsabilità e il senso del futuro.

Nella seconda stanno coloro che invece la sfruttano per avere rendite parassitarie, di potere e di

interessi personali e che si lasciano guidare dagli impulsi di dominio.

4 etica della convinzione e della responsabilità

Anche se la legge politica non è quella morale, la politica include l’idea di un orientamento etico.

L’ agire politico in senso etico oscilla tra due situazioni opposte:

- l’etica della convinzione, per la quale si agisce in base ad opzioni di valore a cui si

attribuisce una validità permanente che non può subire compromessi. Chi opera secondo

questa etica vorrebbe vincolare tutto a principi reputati i più coerenti, saggi, etc e si

comporta di conseguenza. Esempio è il cristiano che vuole operare da giusto applicando le

prescrizione religiose e rimettendosi nelle mani di dio per essere giudicato.

- L’etica della responsabilità, secondo la quale, poiché ogni azione ha delle conseguenze

prevedibili, bisogna risponderne a noi stessi e soprattutto agli altri. La scienza è previsione

dei comportamenti e di quanto incidono nel quadro complessivo. Questa etica non può non

essere utilizzata nelle situazioni reali della politica, sempre condizionate da limitazioni,

incompiutezza e presenze diaboliche. E’ proprio di chi opera secondo questa etica sapere

che essa può sì controllare le conseguenze delle sue azioni, ma che in fondo la politica mette

comunque in pericolo la salute dell’anima.

NB queste due etiche sono in perenne contrasto, ma possono riconciliarsi in momenti emergenziali

che impongono atti supremi di scelta ideale, come ad esempio quando il politico che pondera ogni

conseguenza si sente costretto a puntare i piedi.

5 razionalità e disincantamento

la crescente razionalizzazione della società moderna non ci dà maggiore sicurezza, non rende

impeccabili i nostri comportamenti, non accresce il dominio dell’uomo sulla realtà.

Ogni equilibrio e dunque anche quello politico invecchia e deve essere superato: non è mai un

sistema compiuto.

E su questa base che W., pur combattendo l’irrazionalismo, prende le distanze dal materialismo

storico, perché se anche riconosce l’importanza della dimensione economica nella vita sociale,

ritiene che condizionamenti economici e forze spirituali siano inestricabilmente mescolati e dunque

non riducibili al dominio di un unico fattore.

Questa razionalizzazione moderna crea secondo W. il Disincantamento del Mondo, cioè la perdita

del fascino mistico e religioso delle grandi connessioni cosmiche della vita. Ciò avviene anche

grazie alla scienza, che rifiuta i vincoli religiosi, non riconosce miracoli e verifica verità.

Sparisce dunque il senso del mistero: magari lo si cerca nelle relazioni interpersonali più ristrette,

ma resta sempre il dubbio se questo ripiegamento sia una nuova acquisizione spirituale oppure un

mero ripiegamento su valori precari senza verità.

6 il valore del parlamento

E’ dall’autonomia delle funzioni del parlamento che dipende il futuro dell politica.

Esso deve essere libero:

- dall’eredità politica di Bismarck, cioè dall’idea che alla Nazione debba sostituirsi il grande

uomo di stato ( con conseguente inebetimento della Nazione stessa, che resta, dopo questo

trattamento, senza educazione e senza volontà )

- dai condizionamenti della burocrazia. Il funzionario specializzato non deve determinare la

politica, perché fallisce e si corrompe facilmente. San Burocrazio non deve dominare il


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AUTORE

Moses

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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