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STRUTTURA: base materiale costitutiva ed esplicativa della realtà. L’economia.

SOVRASTRUTTURA: insieme di religione, famiglia, Stati, diritto, scienza, arte; cioè il prodotto

dei diversi modi di produzione.

E’ chiaro che laddove questi modi di produzione siano alienati, la sovrastruttura finisca per

diventare l’artificio ideologico per compensare, attraverso astrazioni idealistiche, il disordine del

mondo. Per questo va data rilevanza sempre maggiore alla struttura economica: è l’unico modo per

far scaturire una prassi che riesca a far superare le contraddizioni di base.

PRASSI: in M. ha qualificazione materiale e anche storica, perché nella storia si formano le forze

critiche e di trasformazione dell’esistente.

Quando infatti nuove forme di produzione mettono in crisi le vecchie strutture ( che non ce la fanno

a contenerle ), la società entra in una fase rivoluzionaria e occorre una nuova sintesi dialettica.

3 borghesia e proletariato

M. riconosce alla borghesia di avere avuto nella storia una funzione rivoluzionaria: è stata

l’antagonista del mondo medievale e ha stroncato il feudalesimo, ponendo le basi per una profonda

trasformazione economica ( produzione e consumi cosmopolitici) e sociale ( fine dell’isolamento

dei popoli, rivalutazione del lavoro, grande impulso alla libertà creativa umana ).

Ma ciò non è la fine, perché la borghesia non riesce a rispondere ai problemi e a risolvere le storture

del capitalismo, in quanto ha violentato i tradizionali equilibri dell’uomo ( la cavalleria, etc ) e ne ha

sostituiti altri più contraddittori o comunque semplicistici, come la logica del pagamento in

contanti.

E’ nella stessa borghesia la matrice della sua senescenza, perché è basata sul dispregio dei valori

umani, sullo sfruttamento, su meccanismi perversi che vedono l’operaio sempre più povero più che

produce. Per esso il prodotto del suo lavoro è un estraneo e la produzione diventa dunque

un’espropriazione.

Inevitabile dunque, visto poi che la storia è sempre stata la storia di lotte di classe, lo scontro tra

borghesia e proletariato. La borghesia viene dunque criminalizzata, perché questo atteggiamento è il

presupposto del trasferimento dell’egemonia dalla classe sfruttatrice alla classe universale del

proletariato. Esso trionferà per rigenerare la società, perché infatti aspira a identificarsi con la

società tutta e diventare quindi una classe generale: M. lo definisce una classe-non-classe, perché lo

è adesso che il mondo è classista, ma smetterà di esserlo perchè ha vocazione universale.

Il proletariato affermerà il comunismo, che per quanto anche lo stesso M. non consideri il termine

dell’evoluzione umana, è comunque “il risolto enigma della storia”, la soluzione del contrasto tra

uomo e natura, essenza ed esistenza.

4 pauperismo e lotta di classe

Tre argomenti su cui M. basa la critica alla società borghese:

- lo sviluppo della borghesia provoca la miseria crescente e progressiva del proletariato. Per

questo la prima legittimazione del comunismo è spezzare questo meccanismo che fa

aumentare il divario tra ricchezza e miseria. La verificabilità empirica di ciò in M.manca,

anche se ce ne sarebbero i presupposti. Dando alla dimensione economica superiorità

rispetto alle altre, M. poteva utilizzare parametri economici per valutare le sue affermazioni,

ma non lo fa. E’ anche vero che al tempo di M. il capitalismo era degenerato, ma in seguito

ha conosciuto fasi con acquisizioni di vantaggi sociali effettivi. Comunque sia andata, M.

non ha dimostrato che il presente fosse peggiore del passato, al punto da riconoscere qualche

effetto positivo dell’avvento borghese al potere.

NB una parte dei marxisti di norma pone la questione internazionale, per la quale se il

capitalismo migliora le condizioni interne, di norma peggiora quelle dei paesi in via di

sviluppo. Questa tesi però non nega che lo stesso modello, importato nel paese in via di

sviluppo, possa portare vantaggi anche a quest’ultimo e il cerchio non si chiude.


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AUTORE

Moses

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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