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Il diritto naturale - Giusnaturalismo

Mentre Hobbes e Locke in Inghilterra mettevano in piedi il discorso sulla libertà e i diritti naturali, nell’area tedesca nacque una nuova tradizione di pensiero chiamata giusnaturalismo o dottrina del diritto naturale. Per Hobbes il diritto naturale era il diritto di tutti su tutto e per Locke il diritto alla vita, alla libertà, alla proprietà.

Il giusnaturalismo, che cominciò a svilupparsi all’inizio del ‘600 e durò almeno due secoli, è conosciuto anche come il processo di laicizzazione del diritto originato dal ripensamento del fondamento dell’obbligazione politica, scatenato dalla Riforma protestante. Infatti, il giusnaturalismo affermava l’esistenza di un diritto naturale (conoscibile razionalmente), inteso come sistema di norme di condotta intersoggettiva, diverso e precedente da quello costituito dalle norme stabilite dallo Stato. Tale sistema aveva validità per sé ed era superiore al diritto dello Stato.

I teorici del giusnaturalismo moderno

I teorici del giusnaturalismo moderno ponevano alla base dell’obbligazione politica il riconoscimento dei diritti naturali quali diritti innati, l’esistenza di uno stato di natura quale originaria condizione dell’uomo e la stipulazione di un contratto sociale fra gli individui. Lo stesso contratto trasformava l’obbligazione politica in Stato, pensato come l’opera volontaria della razionalità degli individui.

A differenza di quello antico degli stoici, il diritto naturale moderno voleva essere esplicitamente la fonte di legittimazione dell’ordine politico. Da ciò derivava la sua profonda contraddizione: pur essendo “naturale”, per essere effettuale non poteva fare a meno della politica, di cui era quindi critica ma anche fondazione del diritto positivo statuale.

Noi oggi apparteniamo alla tradizione gius-positivista, che afferma l’esistenza di un altro sistema di norme dello stato antecedente e valido indipendentemente dal sigillo dello stato. Da ciò emerge l’idea che ci possa essere una società internazionale dotata di regole proprie che valgono al di là dei singoli stati e che possono regolare la loro condotta e i loro rapporti.

Grozio

Ugo Grozio, filosofo e giurista olandese, visse negli anni delle guerre civili di religione. Importante esponente della dottrina del diritto naturale, nel 1625 pubblicò l’opera in latino “De jure belli ac pacis”, divisa in 3 libri, in cui esprime il problema di trovare un modo per regolamentare la guerra e di individuare la strada per la pace. Egli pose il diritto naturale quale fondamento del diritto riconosciuto valido fra gli uomini, dello Stato. Esso regolava i rapporti fra le persone.

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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