Dottrine politiche
Introduzione a Constant
In passato considerato solo un autore di pamphlet, oggi viene considerato un liberale padre del costituzionalismo, pensatore di maggiore spessore e nonché moderno. Nasce a Losanna nel 1776, poi acquisisce la cittadinanza parigina. Vive in Francia in un periodo caotico, quello compreso tra la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione del 1830 (anno in cui muore). Constant non si occupa di politica solo in modo teorico, poiché cerca di parteciparvi attivamente (viene anche eletto). Nel “I principi di politica”, 1806, scrive la sua opera maggiore, tuttavia non lo pubblica subito ma ne fa uscire alcuni estratti; è pubblicato poi nel 1815. Nel 1819 scrive “Discorso sulla libertà degli antichi e dei moderni”.
Critica di Rousseau
- Egli rilegge la Rivoluzione Francese e ritiene che questa sia stata positiva, tuttavia ritiene che il periodo del Terrore abbia come padre teorico la teoria di Rousseau del contratto sociale e della volontà generale.
- Constant non critica l’idea di volontà generale, che è a suo dire positiva, tuttavia ritiene che per Rousseau la volontà generale non faccia altro che annullare i diritti di tutti.
- Al contrario, per Constant la volontà generale deve proteggere i diritti delle persone. Inoltre, la volontà generale non è altro che il consenso, che rappresenta una tacita approvazione da parte della società nei confronti del governo.
- Constant critica inoltre la nozione di democrazia diretta: per Rousseau, infatti, tutti gli individui devono cedere i propri diritti, dunque essi non hanno più la libertà di cui la volontà generale deve essere garante.
- Il problema risiede dunque nel patto che ipotizza una democrazia diretta, che per Constant è impossibile, sia a livello teorico che pratico, perché non tutti possono o sono disposti a votare su ogni singola decisione da prendere.
- Quella che dovrebbe essere una democrazia diretta diventa il potere di una minoranza su una maggioranza, poiché è solo una minoranza ad occuparsi delle questioni politiche. Tale visione quindi degenera in una forma di dispotismo.
La rappresentanza secondo Constant
Constant contrappone dunque l’idea della rappresentanza a quella della democrazia diretta, in antitesi con Rousseau. Quest’ultimo infatti parla di autorità sociale, mentre per Constant il consenso deriva dal basso, dai cittadini, ed è contrapposto ad un potere che viene dall’alto e che domina i cittadini, come visto in Rousseau.
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