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Lunedi, 24.09.2018

Cos’è storia delle dottrine politiche? - Storia del pensiero politico sviluppatosi in

occidente a partire dagli antichi greci (In Occidente perché è lì che vediamo nascere la

politica e la democrazia degli antichi)

-Atene come città di esperimento democratico

avanzato.

(Politica: arte di governare; serie di riflessioni su quale

sia il modo migliore di governare)

Platone nasce ad Atene nel 428ac. Allievo di Socrate e nemico della democrazia (da

democrazia diretta

tempo ad Atene) in quanto quest’ ultima, a seguito di un processo,

mise a morte il suo maestro. Lascia la politica e si dedica all’insegnamento, pur

tentando di realizzare per 3 volte la sua idea di politica a Siracusa.

DEMOCRAZIA (potere al popolo)- democrazia antica, NON liberale

iper uranio

- Non sa che esiste l’

IDEA - realtà oggettiva che si trova in un altro mondo

(iperuranio) - solo i filosofi possono vederlo (Platone come

pensatore metafisico)

- i filosofi dovrebbero governare al posto della

democrazia

Platone e il suo pensiero politico

La ricerca di Platone consiste nel cercare di creare una NUOVA ARISTOCRAZIA in

quanto egli nemico della democrazia antica. La sua nuova aristocrazia non sarebbe

formata dai legami di sangue tra i componenti, ma fondata sul principio del sapere

(filosofi). Secondo Platone l’età giusta per poter governare sarebbe 50 anni, mentre

quella per avvicinarsi alla filosofia 30 anni.

Platone e Socrate contro i Sofisti

Sofisti - insegnavano agli aristocratici l’arte della

persuasione RELATIVISTI,

- erano cioè la realtà non ha un

fondamento (=idea) oggettivo LOGICO

Socrate - la realtà ha un fondamento (=idea)

ONTOLOGICO

Platone - la realtà ha un fondamento

(riguarda l’essere)

LA REPUBBLICA opera in 10 libri, sotto forma di dialogo, Platone descrive la sua idea

Stato ideale.

di

Tema principale: la giustizia (cos’è il giusto, chi è l’uomo giusto, chi è lo Stato giusto).

ORGANICISTA

Platone pensatore (società come organismo vivente, non ha parte

Polis

meccanica; la è come un uomo in grande e deve essere pensata/organizzata

come tale)

1° libro – tema: la giustizia; protagonista: Socrate (pensiero di Platone espresso

tramite Socrate).

Tornando da una festa, Socrate viene invitato ad un dibattito sulla giustizia:

Per i Sofisti:

a) la giustizia è l’utile del più forte

Per Socrate

b) (Platone) la giustizia deve essere esercitata nell’ interesse dei

governati, non dei governanti. L’ idea di giustizia esiste, è una, e bisogna

trovarla.

2° e 3° libro – tema: lo Stato ideale ispirato all’ idea di Stato. Platone parla delle

classi sociali e le funzioni che devono avere (3 come le parti dell’anima, pensatore

organicista, società come organismo vivente)

Lo Stato ideale si trova nell’ iper uranio, solo i filosofi possono vederlo e possono

ispirarsi ad esso (quindi lo stato non sarà mai perfetto).

I filosofi,

Classi sociali: 1. governano perché solo loro conoscono e

vedono le idee. i guerrieri,

2. proteggono l’interno e difendono dall’ esterno

3. i produttori, provvedono ai beni

Comunismo platonico - le classi governanti (filosofi e guerrieri)

devono pensare a governare senza distrazioni -> abolizione della famiglia come

soluzione ad un problema filosofico-politico

- le donne svolgono sia la funzione di governanti sia di

produttori

4° libro – tema: le virtù delle 3 classi sociali.

sapienza

1) Filosofi: per governare

coraggio

2) Guerrieri: temperanza

3) Produttori: per controllare gli impulsi (spirito anti-democratico di

Platone).

Se ogni classe rispetta i propri ruoli allora lo Stato può diventare giusto ed essere un’

armonia di virtù.

5° libro - tema: uguaglianza tra uomo e donna (in tutte e tre le categorie: filosofi,

guerrieri e produttori)

7° libro – IL MITO DELLA CAVERNA schiavi incatenati,

Platone racconta che in fondo ad una caverna si trovano degli con

lo sguardo rivolto verso la parete. Dietro di loro un muretto, e dietro il muretto c’è un

fuoco. Sul muretto vengono fatte passare degli oggetti che gli schiavi non vedono, ma

le ombre realtà

ne vedono proiettate sulla parete. La loro quindi, ciò che vedono e ai

quali sono abituati, sono le ombre. Uno schiavo riesce a liberarsi, e nel momento in cui

si gira vede il muretto con gli oggetti e le ombre proiettate sulla parete. Capisce quindi

che ciò a cui sono sempre stati abituati a capire come la REALTA’ non è altro che una

proiezione. Brancola nel buio finchè non arriva alla fine della caverna. Con gli occhi

ancora chiusi ed intorpiditi vede un lago e quando si avvicina, ancora impossibilitato

dall’aprire gli occhi e guardare il mondo circostante, nota il riflesso del paesaggio

stesso nell’ acqua e lo prende ancora una volta come realtà. Quando finalmente riesce

ad aprire bene gli occhi, vede il sole e il cielo e capisce che i riflessi e le ombre non

sono la realtà. Decide quindi di tornare dentro al caverna per comunicare agli altri

schiavi quello che ha visto: il mondo reale. Gli schiavi però, abituati sin dalla nascita a

vedere quella realtà (le ombre proiettate sul muro) non gli credono, e lo schiavo viene

ucciso. (= il filosofo è lo schiavo, che non viene capito dalle altre persone. Per un

filosofo dire la verità risulta estremamente difficile)

Il mito dice che ci sono vari gradi di conoscenza umana. Questi sono tra di loro in

un rapporto gerarchico, ovvero certe si avvicinano e certe si allontanano dalla realtà.

Ciascuna conoscenza si visualizza nel mito:

1. Schiavo in fondo alla caverna, conoscenza più lontana dalla realta: conoscenza

dei sensi

2. conoscenza dell’ organizzazione dei dati, DOXA (opinione). Queste sono

forme di conoscenza che tutti possono sperimentare, cioè non necessitano di

grande elaborazione concettuale. La maggior parte delle persone non riesce a

elevarsi al di sopra.

3. Conoscenza scientifico-matematico: quando lo schiavo esce dalla caverna.

Comprende il dato empirico, non smentisce la conoscenza ma la trascende e

organizza e rende più certa. Elaborazione concettuale raggiungibile da un

numero più ristretto.

4. Conoscenza filosofica: conoscenza del vero e del giusto, al quale possono

accedere limitate persone attraverso un percorso. Possono accedere solo coloro

che sono in grado di vedere il mondo delle idee, cioè coloro che devono

governare lo Stato

(Il mito della biga alata e) il mito della caverna ci dicono molto sull’ atteggiamento

antidemocratica di Platone, visione di un aristocrazia del sapere e sulla sua idea che il

popolo deve essere guidato e governato, non governante.

POLITICA EUGENETICA: selezione fisica delle persone con handicap; al potere solo

coloro che hanno una natura razionale. Questo mette Platone nella condizione di

limitare il potere in quanto potrebbero andare al potere persone non preposte (filosofi

senza leggi -> non possono essere governati) il filosofi sono al di sopra di qualunque

legge perché devono i spirarsi all’ idea di stato quindi non esiste una costituzione alla

quale i filosofi devono attenersi.

Per Platone l’unica garanzie che governino bene è che si attengano alla visione del

bene della giustizia. La funzione principale per Platone non è quella legislativa ma

quella educativa.

Dopo aver scritto ‘’La Repubblica’’ capisce che la sua idea di stato sarà difficile da

realizzare. e’ davvero possibile realizzare questa idea di stato? Siamo sicuri che al

potere andranno sempre i filosofi? Elabora quindi una dettagliata politica eugenetica di

selezione della specie, secondo conformazione fisica volta a far si che le persone che

venivano educate andassero a svolgere il lavoro per cui la natura le aveva preposte. In

ogni caso poteva esserci un errore di programmazione, quindi che al posto di filosofi

andassero al potere persone non preposte per svolgere quel ruolo. Questo è uno dei

motivi che mette Platone nella condizione di pensare alla limitazione del potere. Infatti

egli descrive che nella sua idea di stato i governanti non devono essere sottoposti a

leggi in quanto l’unico loro criterio non è una norma scritta, ma la sapienza.

Riflessione sulla necessità di limitare il potere. Tema che emerge ne ‘’IL POLITICO’’.

IL FEDRO E IL MITO DELLA BIGA ALATA

Biga: - guidata da un auriga che tiene alle redini due cavalli, uno bianco

e uno nero - la biga ha due ali per poter volare verso l’ iper uranio

- il cavallo bianco tende verso l’alto, mentre il cavallo nero tende

verso il basso

I cavalli incarnano due facoltà diverse: quello bianco (i guerrieri) l’ anima irascibile,

mentre quello nero (i produttori) l’anima concupiscibile, che desidera, cioè legata al

mondo dei sensi. Il compito dell’ auriga, che ha facoltà razionale dell’anima, (filosofi) è

quello di bilanciare i due cavalli per raggiungere l’ iper uranio.

Rivediamo qui il concetto di politica di Platone: gerarchico e antidemocratico, in

quanto il popolo, i produttori, devono essere governati. La giustizia nell’uomo deve

essere razionale per governare l’anima irascibile e concupiscibile; la giustizia nello

stato deve essere guidata dai filosofi in quanto governanti. 02.10.2018

IL POLITICO, dialogo.

Platone inizialmente ribadisce la sua visione di un Re filosofo e la sua idea che il re

filosofo (governante) non sia sottoposto alla legge.

La politica descritta ne ‘’il politico’’ è vista come arte regia, e il politico stesso deve

essere come un medico e un marinaio, cioè non deve seguire la legge poiché la sua

unica ispirazione è la sua idea di Stato.

Come si distingue un buon governo da un cattivo governo? Per Platone un governo è

buono quando la legge è sovrana, mentre un governo è cattivo quando i governanti

non sono sottoposti alla legge.

(nel corso degli anni, Platone arriva all’ idea che i governanti devono essere sottostare

alla legge)

LE LEGGI, dialogo incompiuto, senza Socrate. (Platone muore)

I protagonisti di questo dialogo sono un ateniese, un cretese e uno spartano va a

rappresentare tre Costituzioni (riferimento al mondo antico, non carta dei diritti ma

norma che regolano la Polis).

Il cretese viene incaricato dal suo governo di organizzare e fondare una nuova città,

una colonia sull’ isola di Creta. Il cretese quindi ha un dialogo a riguardo con ateniese

e spartano su come costruire questa città ideale. I personaggi rappresentano un

modello politico, quindi utili a Platone in quanto servono ad esporre il suo punto di

vista (il quale approfondisce la sua svolta in senso moderato, riscontrato ne ‘’il

politico’’). In questo dialogo Atene, con la sua libertà e democrazia, viene nuovamente

condannata da Platone. Troviamo inoltre un’altra critica, forse meno in sintonia con il

pensiero del primo Platone, critica a Sparta che viene presentata come un opposto di

Soluzione politica ideale:

Atene (Atene troppa libertà, Sparta troppa autorità).

equilibrio tra autorità e libertà, quindi non troppo sbilanciata. A questo proposito,

Platone, in questo dialogo dice che questa nuova città dovrà contemplare l’esistenza

delle famiglie che della proprietà privata. Il comunismo platonico viene quindi

abbandonato e avviene quindi una sconfessione da quello che era il Platone de La

repubblica. Platone acquista una visione più moderata rispetto a quella

realista.

Platone ha avuto molti interpreti nel corso della storia del pensiero filosofico-politico.

Tra queste interpretazioni, nel 1900, una va ad accusare Platone di essere stato il

primo teorico del totalitarismo. In parte può essere vero, ma allo stesso tempo si deve

ricordare che i diritti individuali non esistevano, quindi si può dire che Atene sia

‘’totalitaria’’ in quanto il potere politico va a governare ogni sfera dell’attività umana.

Per i greci la libertà individuale non esiste, esiste quella del cittadino.

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Aristotele nasce nel 384Ac a Stagira, al confine tra Grecia e Macedonia. Figlio di un

medico importante questo lo indirizzerà verso un modo di porsi più realista. Andrà poi

a vivere ad Atene per studiare all’ accademia di Platone da straniero, in quanto le

persone venivano associate ad una città: sei cittadino quindi hai diritti di cittadino.

Successivamente viene chiamato alla corte di Macedonia dal re per istruire il figlio

Alessandro, grande conquistatore anche di Grecia che verrà unificata. Il potere

straniero va quindi ad unificare le poleis. Nel 330ac Aristotele fonda la sua scuola

‘’liceo’’ e qualche anno dopo, a causa della morte di Alessandro Magno, Atene si

rivolta al potere straniero, e caccia Aristotele in quanto finto ateniese, maestro di

Alessandro e finto greco.

Aristotele e il suo pensiero politico

LA POLITICA testo scritto nel corso di 30 anni, suddiviso in 8 libri del quale abbiamo

pervenuto solo appunti e lezioni interne. Pertanto non vi è un ero e proprio testo, ma

gli studiosi possono ricavarne una tesi:

libro 1: introduttivo

libri 2, 3, 7, 8: rivolti alla ricerca della forma migliore di governo (Stato ideale

astratto)

libri 4, 5: qual è la forma migliore di governo dal punto di vista storico

libro 6: forma migliore di governo più semplice da realizzare.

‘L’uomo è un animale politico per natura in quanto ha la ragione’’

Potenza – atto Materia-Forma Causa- Finale

Per Aristotele la polis non c’è sempre stata, essa è frutto di una evoluzione storica.

Aristotele non concepisce individui singoli ma gruppi, come famiglie, in quanto

l’individuo singolo non può soddisfare i bisogni. Egli quindi crede nei gruppi, nelle

famiglie unite, cioè i villaggi, che andranno poi a soddisfare più bisogni e formare le

Poleis. La famiglia per Aristotele non è una questione politica, ma una questione in

atto, in potenza.

Analogia tra CICLO VITALE (seme – pianta) e POLEIS (famiglia – polis) in quanto

entrambi sono naturali e necessari. La polis come forma politica autosufficiente , le

famiglie in quanto unite per soddisfare bisogni complessi, unendosi in polis. Cosi

facendo Aristotele va a criticare il Platone de ‘’La Repubblica’’ in quanto egli abolì la

famiglia nelle classi governanti. Per Aristotele non si può abolire la famiglia in quanto

sta alla base della Polis. La proprietà privata viene concepita come estensione della

famiglia, per tanto

FAMIGLIA + PROPRIETA’ PRIVATA + LIBERTA’= STATO GIUSTO dove libertà si riferisce

all’ idea occidentale legata alla proprietà privata.

La Polis in potenza contiene RAPPORTI DI POTERE:

1) MARITO E MOGLIE: dove il marito è superiore alla moglie. Quest’ ultima ha delle

libertà ma viene limitata.

2) PADRE E FIGLI: rapporto di potere gerarchico, dove non vi è però un potere

schiavistico antico. Somiglia di più al rapporto tra re e sudditi.

3) PADRONE E SCHIAVO: schiavitù come istituto diffuso nei tempi antichi (e nell’

era dei totalitarismi) paragonato da Aristotele come il rapporto tra despota e

sudditi.

DISPOTISMO: secondo Aristotele il dispotismo può esistere in tema famigliare perché i

greci non sono un popolo schiavista. Secondo il suo punto di vista infatti è una forma

legittima di monarchia per i popoli orientali, schiavi per natura retti da un rapporto

dispotico (soprattutto per i Persiano, nemici dei greci).

CONCETTO DI DISPOTISMO ORIENTALE: in queste civiltà non esiste la libertà

individuale. Questa espressione è servita nei secoli per descrivere il dispotismo NON

come forma di governo. Questo termine è stato ‘’squalificato’’ perché non valeva in

Occidente.

Aristotele era a favore della schiavitù delle intelligenze. Lo schiavo ha bisogno di un

padrone che lo guidi perché non sa pensare. Egli non è d’accordo con la schiavitù del

lavoro.

Forme di governo, Aristotele classifica i governi a seconda di quante persone vengono

governate:

1) Governo di UNO che si suddivide in MONARCHIA (buon governo) e TIRANNIA

(cattivo governo);

2) Governo di POCHI: ARISTOCRAZIA

3) Governo di molti: POLITEIA (buon governo) e DEMOCRAZIA (cattivo governo)

Un buon governo è il governo che vuole il bene comune, cioè il bene della collettività.

Un cattivo governo è quello che fa l’interesse dei governanti, quindi ha un interesse

personale. 08.10.2018

D: qual è il governo migliore? Ci sono varie risposte in ciò che resta de ‘’LA POLITICA’’,

in quanto non vennero trovati resti compatti di opere esterne, ma appunti e lezioni di

studenti di Aristotele. In questo caso la domanda trova diverse risposte ne ‘’la

politica’’ perché varia il significato di migliore.

- libri 2-3-7-8 il governo migliore in assoluto, astrattamente considerato, è una forma

di aristocrazia del sapere oppure una monarchica del Re filosofo. (ragionando un pò

nei termini del Platone della Repubblica);

- i libri 4-5, non in astratto ma da un punto di vista STORICO la risposta è’’

relativista’’ in quanto il governo migliore è quello che meglio risponde alle esigenze

del tempo storico in cui si trova (può essere ill governo di uno solo, di pochi o di tanti);

- libro 6 ‘’qual è il governo migliore nel senso il più facile da realizzare&rsquo

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher naomi-anselmi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Berti Francesco.
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