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Storia delle dottrine politiche

Prove e lezioni

1 anno, II semestre, Michele Chiaruzzi. Sviluppo omogeneo aggregazioni umane. Misogino-bianco-americano. Siamo risultati lotta dottr politiche.

Prove: 11 mar, 8 apr, 23 apr. 10 domande in 45 min circa. 26 mar no lezione, max 4 assenze, libri che usiamo 1, 2 e 41 lezione 20/21.

Consiglio di Costanza

Inizia a maturare concetto di stato moderno. Inizia lenta disgregazione delle organizzaz eur politica e papato. Si frammenta unità politica europea, ovvero si frammenta la cristianità. Fase plurisecolare che matura con la pace di Westfalia (post x 30 anni).

Modelli di autorità politica

I modelli di autorità politica si fondano su 3 domande:

  • Chi comanda
  • Come comanda
  • Come si risponde al comando

Alla base sta sempre il potere.

I modelli di autorità imperiale

Imperiale 0-476

Imperatore → Popolo. Modello singolo, universale e centralizzato. Ma problemi: legati a centralizzazione (periferie) e universalismo (si espande, integrazione dei conquistati, no coesistenza, imperatore è Dio ed è sempre sopra).

Feudale 476-1648 (Westfalia)

Incrinata da Costanza e ucciso da Westfalia. Papa e Imperatore - Popolo. Bicefala, duplice autorità. Universale: si tende a rivendicare un potere senza limiti. Disperso: centri di potere sono plurimi, signori, signorotti conti, ecc. Violenza è dispersa e diffusa, no pace che regge.

Moderno 1648

Sovrano - Sudditi. Non riconosce nessun superiore a sé stesso, il max è la sua unità politica. Forma anarchica, no gov tra stati. Autorità parziale, chiesa è universale. Uso forza/violenza:

  • Esterno a stati → legale e legittima, caratteristica fondamentale dello stato, stato è tale se ha monopolio violenza e lo riconosce ad altri. Spetta solo agli stati, nessun altro la può esercitare.
  • Interno a stati → disgregante, lo stato si sviluppa per evitare violenza e per civile, che è morte stato. Stato: offre sicurezza in cambio di tasse. Molti vogliono accedere a violenza internaz es Isis (Daesh) ma è questione di autorità politica.

Politica e Machiavelli

Machiavelli: Realismo politico e autonomia della politica. Da origine al realismo, ne è il capostipite. Tutto secondo i posteri - introduce che osservando politica e analizzandola si può trarre una lezione pratica.

Osservazione realtà, si tenta portare alla luce il disegno di far emergere ciò che sotto all’apparenza politica, dedica vita a politica e alla pratica dell'apolitica. Nasce a Firenze → subisce torture a causa del ritorno dei Medici a Firenze. Segretario politico e diplomatico, racchiude esperienza politica all’interno della città. Il Principe del 1513

Contesto politico

Crisi politica italiana e debolezza stati italiani e loro alleanze, es discesa iniziata di Carlo 8 x regno di Napoli. Crisi politica ita → riporta vita politica a costante crisi. Dato importante per Machiavelli → stati italiani e stati nazioni come Francia: Italia non ha capacità organizzare fronteggi stati nazione come Spagna o Francia es punto di vista militare, sono stati che hanno raggiunto capacità organizzati a unitaria a differenza stati italiani - scrive e pensa durante un momento di crisi e disordine, politica di potenza, disunione e incapacità di fronteggiare nuova realtà politica. Necessità riflettere su questa condizione e pensare politica in termini compatibili. Ha influenzato tutto pensiero politico.

Il machiavellismo-realismo considerato da utopisti come miseria riflessione politica. Può apparire in diversi modi la sua teoria politica ma è quello che è. Tenere distinte categorie di oggi e quelle che emergono quando incontriamo connotati negativi, ricezione di Machiavelli è complessa.

Riflessione politica di Machiavelli

Speriamo dica cose utili. Riflessione politica - antropologia, percorso teorico, concezione dell’uomo → inteso come essere umano in politica. Ha questa concezione perché per costruire teoria politica è necessario costruire immagine uomo - per lui politica si radia nella natura umana → non mutevole sempre uguale a sé stessa. Non cambia, è regolare → ecco quindi si può individuare dato fisso. Uomo: egoista, desidera tutto, cupidigia e ambizione vuole tutto, ma in grado di conseguire poco e nulla, incapace di confrontarsi con complessità politica, non può fronteggiare costante crisi che politica rappresenta.

Non in grado di soddisfare desideri in politica → il suo egoismo lo porta a commettere il male. Questa concezione si riversa sul suo agire e sulla politica stessa, si struttura attorno a dialettica tra ordine e disordine, dove prevale dis. Società è composta da uomini di questa natura, meschina e egoista, uomo p dissimulatore in politica, non dice ciò che fa, considera altri uomini in modo strumentale, REI? Concezione pessimista uomo, capibile in vista del periodo CONTESTO storico, c’è crisi.

Realismo politico

Machia vuole dare tutto a politica ma ne riceve ostilità e isolamento, frustrazione.

Realismo: uno scarto analitico e cruciale: Mach decide che sua riflessione su politica deve considerare non dover essere, o mondi ideali → deve analizzare ciò che è, essere. Analisi e descrizione comportamento politico è come esso si realizza nei fatti, come esso si comporta alla realtà. Andare dietro a realtà effettuale, effettiva. Politica non può essere altro che studio di come essa è perché ha funzione pratica. Studio mezzi mediante il quale uomo può essere sottratto al disordine e portato all’ordine → ecco la politica. No speculazione su se stessa o ideali o immaginario → riflessione su realtà per trarre possibilità costruire mezzi e pensare accorgimenti con cui città o uomo possano essere sottratti al disordine e portati all’ordine politico → reso concreto dallo stato.

Il ruolo dello stato

Stato: autonomia e ragion d’essere. Stato compare in Machi: è pensiero fisso, sbocco per ordine politico, la comunità che può darsi ordine e autonoma ragion d’essere.

  • È forza: Forza è ciò che tiene unita soc e uomini, determina ordine politico
  • Dominio
  • Comando

2 e 3 si fondano su forza, natura umana insufficiente per ordine è irrigimentata da forza e comando, uomini non possono che essere tenuti uniti dalla forza. Si fonda sulla forza potere, dominio, forza: produce ordine politico e da capacità a com politica sovrana do esistere, no succube nemici.

Analisi del principato novo

Analisi principato novo: come dovrebbe essere organizzato stato che Machi ha in mente. Pensa a come debba costituirsi un principato nuovo che dovrà affrontare sfide politiche

Presupposto: azione politica che dovrebbe essere necessaria, indotta da contingenze e necessità, politico rischia di diventare prigioniero corso avvenimenti che lui stesso ha generato, non domina più ciò che genera. Le cose sono in movimento e non possono stare ferme, difficile che ragion possa indurre azione politica, è solo necessità, ciò che va fatto. Politica offre poche scelte necessarie.

Stati dovrebbero agire per conservarsi o stendere proprio dominio. Forza è ciò che tiene unita società e uomini, determina ordine politico. Costruire ordine politico in grado di strutturare spinta contingenze politiche, solo tramite ordinamento che politica può essere governata. Necessità di governare uomini e politica che ha sua logica, autonomia e dinamica. Autonomia della politica: polemica estenuante → significa che rapporti tra politica e morale, e ciò che si ritiene giusto, hanno dimensione eclatante.

Politica è autonoma in sé → riflessione trae strumenti da politica stessa, non da etica o reli, ecc, pk autonoma, nella pratica → analizzandola per ciò che è perché: chi agisce politicamente agisce partendo da contesto in cui politica si raccorda con azione umana, ovvero il potere. Politica ha a che fare con mezzi con cui si prende potere, riflessione politica fa una riflessione empirica della politica stessa, non trae strumenti da altro.

Per far sì che azione politica sia di successo → occorre evitare gli equivoci che portano a non considerare l’autonomia della politica. Se non pensi politicamente non distingui ciò che è decisivo nell’agire → il potere e non comprendi come agire politicamente.

Il Principe

Principe: cardinale evitare che principato nuovo cada nei vizi che fanno perdere il potere es non comprendere che politica è autonoma e avulsa da considerazioni morali. Prudenza: fondare potere sul timore invece che su amore, fatto che va compreso. Utile: ha a che fare con politica prima del giusto, cosa è utile per dare ordine, per governare se stessa e gli altri. Azione politica principe → deve avere come guida utile a città e governo.

Come si distilla rapporto principe e sudditi: principe capace di capire che:

  • Politica si svolge sulle passioni e non su altre
  • Forza e accortezza ciò a cui ispirarsi

Passioni che muovono politica disciplinate con forza, accortezza e prudenza. Due modi per governare: con le leggi o forza. Entrambi a che fare con politica, no in contrapposizione o esclusivi. Gov con leggi (uomini) → no sufficiente a volte. È necessario modo di governare delle bestie → forza. Principe è necessitato di saper usare la forza, deve tener a mente interessi politici necessità → parte realtà politica, se è necessario ingannare si inganna, se porta a bene comune politico sovrano, perché mantiene ordine tutto diventa politicamente consono.

Utile politico non ha a che fare con moralità, ha a che fare con politica e successo, raggiungimento fine, netta separazione. Il principe, governante no pietoso, umano, religioso o fedele sono considerazioni morali che non hanno a che fare con politica, deve sembrare tutto questo, dissimulando, ma non lo deve essere. Se ne è capace, e la maggioranza dei politici non sanno distinguere tra ciò che appaiono e ciò che sono. Principe deve vincere e arrivare al successo. Se il successo è conseguito i mezzi saranno sempre onorevoli e lodati, si guarda il fine politica. Politica no immorale, essa è autonoma.

Autonomia della politica

Per fare politica bisogna entrare nel male, in politica no ospitalità per morale cristiana e umana, regno della politica si entra nel male, ci sono qualità etiche, ma non interseche altre sfere.

Utile in politica no bene morale, la morale del sovrano è giudicata dal successo, il suo essere giusto dipende dalla capacità di acquistare la propria forza. Chi governa è al di sopra della morale comune, è ALTROVEM arriva a questo osservando i suoi sovrani, chi aveva successo si comportava in modo amorale, chi agiva secondo la morale falliva.

Il mondo della morale personale vs il mondo della politica, sono 2 alternative, con sistemi di valore in conflitto, ma no veramente autonome. Bisogna agire che chi vuole essere buono deve uscire da politica, essa riguarda altro. Il prezzo che si paga è il fallimento in politica, amorlità politica no immorale, è astratta da altre considerazioni, trattata come fine a se stessa. In questo ambiente dominano logica specifiche, politica è regno della necessità, regno contingenza, dove agiscono forze superiori alla forza umana, imprimono a modo della storia percorsi che uomo no in grado di dominare.

Fortuna e virtù

Necessità: fronteggiare politica in quanto tale. Fortuna ha qualità della donna → volubile, si prende gioco degli uomini, confrontata con timore incapacità di poterla comprendere, è parte ingovernabile della vicenda storica, ciò che accade a prescindere dalle intenzioni politiche, è la provvidenza il caso o destino MA no positiva per Machiavelli.

È dispettosa, può imprimere direzioni ingovernabili a storia, che uomo non può comprendere o prevedere. Effetto perverso, ad azione non corrisponde intenzione, tentativo di produrre risultato genera effetti contrari, possono risultare negativi. Politica maligna → imprevedibilità e indeterminazione. Politico può porre argini ad azioni fortuna, ha virtù → ciò che si contrappone a fortuna, argine a ciò che non può essere governato.

Fortuna è fiume in piena, motore forza, conta per metà → influenza la metà, il resto ha a che fare con argini che uomo politico può porre. L’altra metà è la virtù degli uomini politici. Metà ingovernabile e imprevedibili, l’altra metà di cui l’uomo può essere artefice, la virtù.

Libertà e ordine nello stato

Grande dualismo: coscienza concezione della storia di Machiavelli. Libertà come ideale → no fautore tirannia, viva la repubblica, angoscia per Italia e crisi che ha come risultato posizione soggiogata a straniero. No confondere realtà con tentativo di cambiarla, antropologia pessimista, no morale politica, fortuna, contingenza. Nello stato si produce ordine e quindi libertà, stato ordinato è libero, ha forza e armi.

Decisivi, senza armi politica non può dare forma a ordine, senza esse stato non si può difendere. Capacità stati nazionali europei di darsi armi, no dei mercenari ma al servizio dello stato ha fatto la differenza, grande incapacità dei principati italiani, armi sono decisive. Politica di potenza ha sua caratteristica → ci sono stati nazionali grandi e potenti perché hanno armi e eserciti la possibilità di imporsi nella rete internazionale, incapacità di costruire eserciti popolari, creare senso patriottico.

Politica come forza, forza è necessaria, armi diventano necessarie. Necessità per principe di avere buone armi al servizio dello stato. Incapacità principi di governare con successo e critica a incapacità di comprendere che forze francesi è quella di avere esercito nazionalizzato, equipaggiato e ben organizzato. Le altre sono opportunistiche, antipatie di Machiavelli vs i nobili che sostengono milizie mercenarie perché loro interessi contrari a quelli del popolo. Popolo per Machiavelli è savia.

Passione di Machiavelli è rivolta vs Italia stessa, contrario al realismo politico, no freddo e crudo nella sua analisi. Politica del suo tempo è passaggio di crisi in crisi, pensiero di una crisi, è apparso cinico ma c’è slancio verso libertà e soggiogazione, grazie allo stato disciplinati, grazie al principe che lo sa guidare, popolo è parte decisiva.

Risposte intellettuali a Machiavelli

Risposte intellettuale a Machiavelli:

  • Ha a che fare con DIMENSIONE ESISTENZIALE
  • Storia di lotta e confronto tra autori che sono ATTIVI POLITICAMENTE

Conflitto e politica

Conflitto: rompe ancoraggio e salpa verso → elogio conflitto, come momento positivo storia e politica SOLO SE porta a unione e se governato. Diversamente da come era la tradizione maggioritaria precedente → concordia come bene principale. Grandezza Roma → canalizza conflitto che produce valori altamente positivi.

Religione: per Machiavelli funzione pratica-civile → religione svolge ruolo nel mantenimento ordine politico, permette che società abbia una vis legata a quest’altra dimensione. Dalla religione dipendono buoni ordini e buone leggi. Si deve tener conto nell’analizzare a fare la politica.

Politica del suo tempo è corrotta perché è corrotta la religione → colpa chiesa romana che si è allontanata, no più valori etici e politici di un tempo. La crisi deriva dalla corruzione chiesa romana, perdita religiosità.

Utopia come reazione a Machiavelli

Erasmo da Rotterdam: Occorre rigenerare uomo, recuperare dimensione superiore della religiosità uomo che è stata ridotta a affare mondano dagli ecclesiastici. Crea una visione utopica, ciò che bisognerebbe raggiungere. Principe di Erasmo ha in comune con governante Machiavelli.

Egli deve avere tutte le virtù che può trarre se educato da maestro, no solo una virtù, quella per fronteggiare fortuna. Felicità pubblica dipende da perfezione morale principe, no interessa utile o dissimulazione. No 2 morali una per sudditi e principe, bisogna rendere a dio gli stessi conti dei servi, principe deve essere giusto, in grado di pagare prezzo che concetto giustizia impone in politica. Meglio essere giusto che essere reputato ingiusto.

Rovesciamento completo rispetto a Machiavelli, se Machiavelli si interessa delle armi Machiavelli elogia conflitto se canalizzato, pensando a incapacità stati italiani di fronteggiare grandi potenze, milizie mercenarie dannose, popolo diventa arma principe. Guerra è guerra, no giusta o sbagliata, è solo un fatto.

Erasmo: idea pace come idea assoluta, protettrice di tutte le cose buone, guerra è causa ogni disastro, scandalo la guerra fra cristiani, è cupidigia, attribuisce pessimismo antropologico di Machiavelli sull’uomo alla guerra. Mai un buon affare, mai giusta, subita dal popolo. Ha in mente unità genere umano, è contro la guerra.

Tommaso Moro e l'utopia

Tommaso Moro: Critica politica di potenza. Scrive utopia perché preso alla gola dalla miseria crescente, per Thomas Moore insostenibile. Grande disparità nella società. Moro propone proposte utopiche, politica fondata su ragione.

Ora politica umana è quello che dovrebbe essere, ovvero fondata sulla ragione, che porta alla radice dei mali nelle società → proprietà privata. Se non la si sradica no possibile regolare rapporti umani, se no ugualitari e no fondati su ragione. Uguaglianza: tutto governato da istituzioni, equa distribuzione risorse, indissolubilità matrimonio, abiti uguali per tutti. Fondare politica internaz su benevolenza popoli, naturale se tutti i rapporti si basassero su principi DELLA MORALE.

Giusta morale permetterebbe di trasmutare un territorio di guerra in comunità in senso stretto, giusta, fondata su naturale benevolenza popoli. Abitanti utopia orrore guerra: niente di più inglorioso della gloria della guerra. Distanza abissale tra chi considera guerra un fatto, guerra è va fatta e va vinta. Moro anticipa concezione stato come sistema oppressivo da cui...

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziape di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Chiaruzzi Michele.
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