Appunti di storia delle assicurazioni e della previdenza
Indice
- Mutualità
- Assicurazione a premio
- Compagnie assicurative
- Lloyd’s di Londra
- Trieste
- Assicurazioni Generali
- INA
- Assicurazioni sociali
1. Mutualità
Il bisogno di sicurezza è innato nell’uomo, dalla società primitiva a quella odierna, tale bisogno ha accompagnato l’uomo nella sua evoluzione. Il bisogno di sicurezza ha trovato una prima soddisfazione nella società, quindi nell’unione di più soggetti esposti al medesimo rischio. Questa affermazione può essere ricondotta al concetto di mutualità. La mutualità è quindi un'unione di più individui vincolati dal bisogno di sicurezza. La mutualità sorge spontanea in una fase di economia naturale; la prima risposta a tale bisogno è la famiglia. Lo sviluppo della mutualità avviene tuttavia con il passaggio ad un’economia di denaro, dove ritroviamo nei patti associativi a scopo mutualistico una risposta al bisogno primario. Sfuma anche il concetto di mutualità, ridefinito come costo ripartito tra gli associati per risarcire il danno subito dal singolo. Secondo alcuni storici, dalla mutualità deriva l’assicurazione. Antonio La Torre distingue tre filoni di mutualità: assistenziale (da cui deriva il moderno sistema delle assicurazioni sociali), risarcitorio (origine dell’assicurazione a premio privata) e marittimo.
1.1 Mutualità assistenziale
Fin dai tempi dalla società primitiva, sono riscontrabili le prime forme di mutualità assistenziale (MA) in una pratica detta Affratellamento. La pratica si inquadrava come comunione tacita familiare. L’evoluzione passa per l’antica Grecia e Roma, dove sorsero delle associazioni di mutuo soccorso, denominate rispettivamente Eranoi e Collegia. Già in questa fase si inizia a distinguere la tendenza ad uscire dalla sfera della protezione familiare. Nel Medioevo, in Germania, prendono vita le Gilde che, in cambio di una contribuzione periodica, riconoscevano all’associato un diritto al soccorso. Le Gilde si diffusero anche in Inghilterra. Parallelamente, in Italia, si andavano diffondendo le Corporazioni di Arti e Mestieri che riunivano associati che praticavano la medesima professione. Anche queste avevano come finalità l’assistenza e la protezione degli associati mediante il reciproco aiuto.
Un forte impulso all’assistenzialismo fu dato dalla religione, anche se le tipologie di intervento risultavano ancora “ad personam” e rivolte a categorie di bisognosi. In primis con la diffusione in Europa del Cristianesimo, poi con la Riforma Protestante. L’assistenza cristiana veniva praticata dalle Confraternite e dalle Opere Pie. Nella Francia del '700 nascono le Confraternite Cristiane che miravano al duplice obiettivo di tutelare economicamente gli associati e di diffondere il Verbo di Cristo.
Le Opere Pie si diffondono in Italia nell’Età Medievale. L’origine delle Opere Pie risiede nel ceto mercantile, il quale, seguendo pedissequamente il messaggio evangelico, attraverso l’offerta “degli avanzi” ai poveri conquistava la salvezza. Di qui il contrasto con l’etica protestante. Nel 1517 Martin Lutero avvia la Riforma Protestante centrata sulla predestinazione dell’anima e quindi sulla negazione della salvezza attraverso la carità. L’etica protestante condanna il parassitismo ed individua nell’indigenza assoluta l’unico stato di povertà meritevole di assistenza. L’etica protestante è fondamentale nello sviluppo dell’assistenza in quanto muta l’approccio al problema della povertà, che dalla marginalità passa alla società: la povertà è un problema sociale.
Nel corso del XIV secolo, il pensiero protestante si diffonde in Europa e pianta in Inghilterra delle solide radici. La sensibilizzazione sociale del problema della povertà comporta una prima fase di Istituzionalizzazione della funzione assistenziale. Lo stato regola le forme di assistenza attraverso una “classificazione dei miserabili” e a seconda dello stato di povertà predispone dei mirati meccanismi assistenziali. Non solo, lo Stato desidera inoltre formare una coscienza collettiva del problema, come?
1601 Inghilterra, Atto di Elisabetta. Con questa legge, si obbligano i benestanti a versare un tributo allo Stato finalizzato al sostentamento dei poveri. Il concetto stesso di povertà muta e passa da indigenza assoluta a stato di bisogno. L’assistenza si configura come un dovere sociale che pone obblighi di contribuzione a carico delle classi sociali più abbienti e diritti alla prestazione assistenziale in capo ai bisognosi. Le riforme di Elisabetta, per quanto innovative e decisive, aprono la strada corretta da seguire, ma si riveleranno inadeguate in concomitanza della Rivoluzione Industriale.
Fra il XVIII ed il XIX secolo, prende piede la Rivoluzione Industriale (RI). Il movimento operaio pone in evidenza i nuovi problemi sociali apportati da RI, di conseguenza anche dei nuovi rischi, ai quali, il lavoratore è soggetto. Il movimento ha come obiettivo il riconoscimento, da parte dello Stato, del diritto all’assistenza. Lo Stato deve assumere la funzione assistenziale: non basta più lo Stato-Regolatore, è necessario lo Stato-Interventista alla base dei moderni sistemi assistenziali.
Art 38 Costituzione, Italia. Individua nell’assistenza e nella previdenza sociale dei diritti incomprimibili del cittadino. La previdenza è un diritto acquisito mediante contribuzione, l’assistenza, poggia sul principio di solidarietà, ed è un diritto subordinato allo stato di bisogno che prevede tre ambiti operativi: famiglia, povertà e disabilità. Assistenza e previdenza sono i due cardini su cui poggiano i moderni sistemi di assicurazioni sociali.
1.2 Mutualità risarcitoria
Anche in questo filone, la tradizione è millenaria. Le prime forme sono rinvenibili in Antico Egitto tra allevatori che si associavano per ripartire il rischio (e quindi il danno) della perdita del bestiame. Nel Tardo Medioevo, invece, ritroviamo delle associazioni di Armatori volte al contenimento del rischio di perdita del naviglio. Il denominatore comune è l’associazione tra “possidentes”. La mutualità risarcitoria tutela interessi patrimoniali, la funzione è quella di conservare il patrimonio dell’individuo. La solidarietà espressa da MR è tra “possidentes”, i quali, versavano un contributo periodico che alimentava un fondo di garanzia.
1.3 Mutualità marittima
Il filone della mutualità marittima segue lo sviluppo dei traffici commerciali via mare. Le prime forme di MM si riscontrano nel Conservagium e nella Contribuzione per le Avarie Comuni. Il Conservagium indicava un consorzio di armatori unito per formare un convoglio di navi mercantili che dovevano affrontare la stessa rotta. La costituzione del convoglio riduceva intrinsecamente i rischi connessi alla navigazione e quello di pirateria. La seconda tipologia di MM riguardava il rischio di “Getto” ovvero una serie di provvedimenti che il comandante era costretto a prendere in situazioni di emergenza per salvare nave, equipaggio e carico. La MM presenta una serie di peculiarità: la specializzazione per i trasporti marittimi, la transitorietà del rischio riconducibile ad un singolo viaggio, la finalità preventiva del rischio (e quindi del danno) e la ripartizione del danno in caso di sinistro.
2. Assicurazione a premio
La connotazione implicita del contratto di assicurazione è l’aleatorietà, ovvero, il rischio che costituisce l’oggetto del contratto. Le scienze statistiche ed attuariali permisero di trattare con specificità il rischio, in particolare, si giunse ad una previsione abbastanza precisa della frequenza dei sinistri riconducibili al rischio assicurato. Lo studio di tali scienze ebbe origine durante l’Illuminismo, tuttavia, l’attività assicurativa ebbe origine in Italia nel XIV secolo. Quindi, alle origini, AP si presentava come un contratto aleatorio trattato in modo specializzato, non professionale, in quanto mancavano le basi tecniche per lo studio e la gestione del rischio.
Il rischio veniva trattato in modo empirico sulla base di informazioni procurate all’assicuratore dai Sensali o dalla rete di commercianti e riguardanti: imbarcazione, itinerario, equipaggio, comandante. Il premio si calcolava in funzione delle informazioni pervenute e del valore assicurato. Il termine assicuratore è usato in modo improprio, perché tale terminologia è riservata ad operatori specializzati, mentre, i primi assicuratori erano gli stessi mercanti. Ciò nonostante il rischio di navigazione (caso atipico) si presentava come maneggevole anche con criteri meramente empirici. AP è nata in ambiente mercantile, più puntualmente nei trasporti marittimi.
Ipotesi su origine. Alcuni studiosi, come già detto, ritengono che l’assicurazione derivi dalla mutualità. Altri invece ritengono che la mutualità sia entrata in crisi alla fine alla fine del XV secolo a causa dei suoi impliciti limiti strutturali riconducibili al rapporto fiduciario che si indebolisce all’aumentare degli associati. La seconda ipotesi di origine nasce dalla convergenza di due fattori: bisogno di sicurezza ed intento speculativo. La distinzione è fondamentale perché la mutualità predispone uno schema di condivisione del rischio, mentre, l’assicurazione è un’operazione commerciale che trasferisce il rischio da un soggetto (assicurato) ad un altro (assicuratore).
Nascita. 1347 Genova, Penisola Italica. Bensa ritrova un contratto di assicurazione a premio riconducibile alla data appena riportata. Melis sostiene di aver trovato nell’archivio della Compagnia Dattini alcuni contratti antecedenti a quello di Bensa. Ad ogni modo, AP nasce in Italia nel XIV secolo, perché in Italia? Al tempo l’Italia ancora non esisteva in quanto frazionata in una moltitudine di stati sovrani. Il Mediterraneo è il baricentro commerciale del Mondo allora conosciuto. In Italia c’erano i principali porti dai quali le merci venivano ridistribuite in Europa, via terra o, di nuovo, via mare. L’assicurazione si evolve in parallelo all’evoluzione commerciale e si diffonde lungo le principali rotte commerciali.
Diffusione. Il momento fondamentale è il passaggio da un’economia chiusa di autoconsumo all’economia di mercato. Fra VIII e XII secolo in Europa ci sono due forze dominanti: Sacro Romano Impero e Stato Pontificio. L’economia del tempo è sofferente, chiusa e basata sull’autoconsumo. Fra XII e XIV secolo invece, si assiste alla Rivoluzione Commerciale che porterà all’economia di mercato. Quali cause hanno comportato la Rivoluzione?
- Aumento della popolazione: aumento demografico e nuovi popoli del Nord
- Urbanizzazione
- Passaggio all’economia monetaria
- Volume e qualità delle merci aumentano
- Aumento della produzione di metalli preziosi
- Nuove scoperte geografiche: passaggio africano per le Indie Orientali e scoperta delle Americhe
- Sviluppo tecniche commerciali: cambiali ed assegni
Il passaggio ad un’economia più florida comporta un aumento del bisogno di sicurezza, inoltre aumenta anche il numero di interessati ad una copertura assicurativa. A questo punto vengono evidenziati i limiti delle pratiche adottate fino a quel momento, vale a dire mutualità e altre forme di traslazione del rischio come il Prestito Marittimo (Foenus Nauticum). Il prestito marittimo venne proibito per usura.
Dibattito ideologico. Fra il XIV e il XVI secolo, il contratto di assicurazione trova opposizione e forti scetticismi da parte dei cultori ideologici cristiani ed i giuristi conservatori. In un ambiente condizionato dalla religiosità, la “salvezza” che l’assicurazione offriva era considerata sacrilega. Non solo, il contratto presentava carattere usurario che andava contro l’etica cristiana, lo si affiancava ad una “scommessa sulle umane sventure”, un gioco orrendo. Passando a questioni meno religiose, l’assicurazione attribuiva un ingiusto beneficio all’assicurato in caso di sinistro, ed un immeritato guadagno dell’assicuratore nel caso il sinistro non si verificasse. I toni del dibattito si smorzarono quando si prese coscienza della funzione di pubblica utilità del contratto: l’assicurazione favoriva il commercio e quindi il benessere della popolazione.
Dibattito giuridico. I primi contratti non sono giuridicamente classificabili in quanto non ancora contemplati dalla dottrina dell’epoca, spesso assumono carattere accessorio. Nonostante questo, la rilevanza dell’attività assicurativa è tale da indurre le autorità locali ad una immediata legiferazione in materia. I primi provvedimenti giungono già nel XIV secolo con finalità di ordine pubblico rivolte ad arginare il gioco d’azzardo. I primi provvedimenti organici in materia assicurativa sono riconducibili alle Ordinanze Barcellonesi tra il 1334 ed il 1384. Le assicurazioni marittime giungono al riconoscimento della propria individualità ed autonomia solo a fine del XVIII secolo. Si giunge a tale riconoscimento sulla base di due lavori portati avanti da Baldazar Emerigon nel 1783 (Tratte Des Assurance) e Pompeo Baldassero nel 1789 (Trattato sulle Assicurazioni Marittime). L’assicurazione come istituto generale è concepita nel 1882, vale a dire nel momento in cui il volume d’affari di altri rami supera quello delle assicurazioni marittime.
3. Compagnie assicurative
Come già detto l’assicurazione si diffonde lungo le principali rotte commerciali. Le nuove scoperte geografiche, avvenute nel XV e nel XVI secolo, spostano il baricentro commerciale dal Mediterraneo alla costa atlantica. Tale spostamento decreta il declino della Penisola Italica come principale mercato commerciale, eccezion fatta per Venezia da dove partono le carovane che raggiungono l’Estremo Oriente. La decadenza della Penisola è totale, anche il mercato assicurativo accusa la contrazione. Parallelamente si sviluppano i porti situati lungo la costa atlantica, dove l’assicurazione è già diffusa. Le nuove potenze commerciali sono Francia, Inghilterra e Olanda. Nel XVII secolo, Amsterdam diviene il principale polo assicurativo mondiale (principale polo commerciale anche). In sintesi, possiamo affermare che l’assicurazione nasce in Italia, ma si sviluppa all’estero.
Nel corso del XV secolo si riscontrano già delle forme di associazione tra assicuratori. Gli assicuratori si riuniscono temporaneamente per assicurare un particolare rischio ritenuto potenzialmente molto dannoso. Questa forma è detta Coassicurazione, ed è una forma di assicurazione con radici nella pratica commerciale di diversificazione dell’attività. I commercianti attraverso una diversificazione dell’attività comprimevano anche il rischio operativo. L’assicurazione era percepita come un’attività molto rischiosa, perciò, il rischio veniva sottoscritto pro quota da una moltitudine di mercanti. Nel 1424 a Genova, Dondi dà vita ad una associazione duratura di assicuratori che prende il nome di Compagnia di Assicuratori.
Tra la fine del XVII e gli inizi del secolo successivo, in Olanda, Inghilterra e a Venezia, avvengono i primi tentativi di costituzione di Compagnie Assicurative sotto forma di società anonime (Società di Capitali). Le società si caratterizzavano per specializzazione e volumi, tuttavia non andarono a buon fine. La costituzione delle prime compagnie di st...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.