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Appunti storia economica

Comprendere lo sviluppo economico

Perché l'Europa ha cambiato il mondo? Perché è stata l'Europa il luogo in cui è scaturito questo sviluppo economico?

Si inizia con una società nomade (cacciatori, uomini di Neandhertal) che passa ad una società agricolo-pastorale nel 7000 a.C. Questo passaggio porta con sé la costruzione di città, luoghi di costruzione e perfezionamento e di elaborazione.

Cominciano ad emergere così le grandi civiltà, specialmente, considerando temi religiosi e di organizzazione Cina, Europa e mondo musulmano. Nel tempo queste civiltà esprimono esigenze di espansione e cambiamento (pensiamo ad esempio ad Ulisse, esempio di curiosità e desiderio di conoscenza verso il viaggio e l’esplorazione, dal punto di vista sia spirituale che materiale).

Con una grande lentezza si arriva a grandi cambiamenti, che porteranno le tre civiltà a emergere e confrontarsi, con l’avvio di un percorso di sviluppo che sarà definito tra alto e basso medioevo e differenzierà le tre realtà. Qui intuiamo i cambiamenti nella società considerata per molti versi quella più debole e arretrata: la civiltà europea, la quale porterà a seguire, tra il X e XII secolo a seguire un percorso diverso.

Questo percorso diverso consentirà all’Europa di produrre il passaggio finale: la rivoluzione industriale. Si analizza quindi cos’abbia spinto l’Europa ad intraprendere un sentiero diverso. Diverse sono i fattori e le spiegazioni.

Risorse fisico-climatiche

  • L’Europa possedeva un clima accogliente a cui l’uomo doveva adeguarsi;
  • C’era una localizzazione favorevole con connessioni e vie di comunicazione (si pensi al Mar Mediterraneo, facilmente navigabile);
  • Il Mediterraneo possedeva anche risorse naturali/materi prime disponibili ed accessibili.

Queste disponibilità possiamo, tuttavia, trovarle anche nelle altre aree. Non bastavano queste risorse per spiegare lo sviluppo economico, nonostante fossero presupposti.

Elaborazioni culturali

Su questi presupposti si formano diverse elaborazioni culturali: il differente destino si è giocato sulle visioni filosofiche religiose e sull’organizzazione della società che ne è derivata.

Regole e istituzione per lo sviluppo economico e sociale

Secondo Duglass North la distinzione va individuata nelle regole/istituzioni adottate in Europa per gestire l’ambiente per trarne le risorse per lo sviluppo economico e sociale. Nella costruzione di queste modalità di organizzazione e di acquisizione delle risorse fu importante l’apporto delle idee, non solo la razionalità dei mezzi/fini.

Paul Devis definisce path dependance la catena degli eventi e la loro permanenza nel tempo, come nel comprendere il comportamento dobbiamo tener conto di come si sedimenta nel tempo.

Per l'Europa hanno assunto valore importante alcuni aspetti rilevanti di carattere culturale-filosofico-religioso:

  • L'identità si fonda sulla concezione della persona che deriva soprattutto dagli aspetti religiosi cristiani. La religione costruisce una società nella quale il fondamento aristotelico dell'approccio religioso è la persona umana. La conseguenza è includere la democrazia, la libertà nel disporre dei propri beni. Si attribuisce così la libertà, a cui si associa l'intraprendenza e la proprietà dei mezzi;
  • La razionalità come metodo di comprensione, che sta nel rapporto tra mezzi e fini;
  • Desiderio di conoscenza della natura e suo utilizzo ai fini dell'uomo.

La comparazione tra civiltà

L'Europa trasforma tutti i presupposti in modalità di comportamento e regole che regolano i rapporti tra gli esseri umani. I prodotti dei fondamenti sono:

  • Libertà: nella distinzione delle istituzioni si insinua la libertà di iniziativa, si genera la concorrenza e la competizione;
  • Ordine: perseguito dapprima con le città stato e poi con lo Stato nazione. Ordine vuol dire anche come si regolamenta e organizza la concorrenza (ad esempio le corporazioni);
  • Giustizia: Habeas corpus, ossia l'onere della prova, protezione della proprietà/della persona;
  • Beni pubblici: le infrastrutture dell'economia e della società quali ospedali, scuole, welfare, strade, tutto ciò che è di interesse pubblico;
  • Tassazione: no taxation without representation (coloro che verranno tassati vogliono essere rappresentati). Nasce la finanza pubblica, ovvero le modalità con cui un potere estrae risorse dalla società.

Questi aspetti si affermano soprattutto in Europa e costituiscono la grande divergenza del mondo europeo dal XI secolo rispetto a quello della Cina e del Mondo islamico.

Le istituzioni inclusive contro quelle estrattive secondo Acemoglu concorrono a spiegare come la frammentazione europea sia stata nel lungo periodo un vantaggio.

Queste sono le condizioni che consentono lo sviluppo economico con la creazione di un ambiente favorevole all'innovazione, nel suo più ampio significato, fondato sul rispetto e difesa della persona e delle sue prerogative ad intraprendere nuove rotte. Il tutto si può tradurre in:

  • Rispetto della persona;
  • Relazioni paritarie e universalistiche;
  • Spirito come razionalità: la scienza;
  • Poteri separati.

Nel crogiolo delle iniziative intraprese dai poli europei nel medioevo

Fiandre città anseatiche, città italiane si esplorarono terre, spazi inediti in un ordito di traffici e in rame di affari che produssero e consolidarono le innovazioni/istituzioni più efficienti ed efficaci nel catino dell'Europa.

Le innovazioni si trasformano in istituzioni. Le più significative e simboliche sono:

  • Banca e pratiche bancarie del secolo XIV. Prendono origine soprattutto nelle grandi case di banchieri fiorentini e milanesi (ricordiamo ad esempio i Medici, grandi banchieri europei). Per riuscire a creare questa repubblica del denaro si ha bisogno di banche e istituzioni finanziarie.
  • La partita doppia perfezionata da Fibonacci nel 1202 a Pisa con l'adozione dei numeri arabi. La banca ha bisogno di uno strumento di comunicazione per potersi diffondere: la contabilità. Per questo viene elaborata la partita doppia da Fibonacci, la quale fornisce uno strumento di razionalità a entrate e uscite.
  • La assicurazioni, Venezia secolo XII. Sono strumenti protettivi per i rischi legati ai grandi traffici commerciali.
  • La commenda nel secolo XII che evolve poi nel XVII nella società di capitali.
  • La lex mercatoria: i codici di commercio. Disciplinano tutte le attività economiche.

L'insieme delle innovazioni si sprigiona dalle città italiane al resto dell'Europa con un cambio di passo tra XV e XVI secolo, sempre con lentezza ai nostri occhi.

Lo spostamento al Nord produsse affinamenti quali la borsa ad Anversa nel 1531, il servizio postale, il brevetto in Gran Bretagna 1624 dalla durata di 14 anni, il servizio postale.

L'ampliamento degli spazi: le esplorazioni dei secoli XV e XVI, dal Mediterraneo all'Atlantico, risultati nuove coltivazioni (mais, patate) e metalli preziosi/moneta. Nasce la grande impresa di navigazione e commercio e i grandi imperi coloniali.

In contemporanea progredisce la tecnologia hardware, tra cui l'energia idraulica.

La rivoluzione industriale: perché la Gran Bretagna fu la prima?

Il cambiamento non è repentino ma è l'esito di un processo affinato nei secoli.

Si considerano le condizioni fisiche favorevoli; il clima e il territorio (ad esempio il carbone) favorevoli ad accogliere le istanze innovative europee. Si parla, infatti, di rivoluzione agricola.

Considerando le innovazioni e istituzioni che hanno contraddistinto l'Inghilterra:

  • La Magna Charta del 1215 è il fondamento su cui la Gran Bretagna fonda il suo stato. Limita il potere della monarchia (inviolabilità delle persone, limitazione nell'esercizio del potere);
  • Cronwell e la Glorio rivoluzione nel XVII secolo: architettura istituzionale del potere monarchico;
  • La prima banca centrale nasce in Inghilterra nel 1694. Questa banca assume anche il compito di regolamentare il mercato monetario e garantire il valore della moneta, che prima era in gran parte lasciato all'agire dei piccoli banchieri;
  • Il sistema del diritto di Common Law è flessibile e accoglie come norme quelle che sono prodotte dal comportamento della società. È più rapida nell'accogliere consuetudini e innovazioni della società;
  • Navigation acts (provvedimenti mercantilistici): sono atti che disciplinano soprattutto i commerci in entrata e uscita da Gran Bretagna. Implica che le navi debbano essere sempre inglesi. Favorisce una grande produzione cantieristica;
  • Colico acts: aprono al tessile con la tessitura del cotone, poiché proibiva l'importazione di cotone lavorato all'estero.

Il denaro ha bisogno di istituzioni che lo facciano circolare: nascono country banks e merchant bank, che favoriscono la circolazione dei capitali e degli investimenti.

Tutto ciò è accompagnato dall'illuminismo scozzese che produsse Adam Smith (fondatore dell'economia politica) e David Hume (uno dei protagonisti dell'illuminismo in Europa).

I tassi di crescita

  • 1760 - 1780, 0,6%
  • 1780 - 1801, 1,4%
  • 1801 - 1831, 1,9%

L'imitazione continentale: le teorie

I paesi che a fianco della Gran Bretagna osservano i cambiamenti e si preoccupano di imitare e importare i processi sperimentati da essa e incamminarsi su quella strada.

Il continente è contagiato, preso in un vortice di concorrenza favorita da:

  • Vicinanza e similitudini (fondamenti religiosi, illuminismo..);
  • Effetto dimostrazione;
  • Competizione.

Teoria dell'imitazione senza differenze

Imitazioni senza differenze, ossia imitare il paese più avanti e con i dovuti aggiustamenti adottarlo come modello dominante e vincente. Es: da Marx a Rostow con la teoria degli stadi (dopo la metà del 900 si ripropone un modello simile con gli USA).

La teoria degli stadi afferma che ci sono degli stadi che i paesi devono percorrere per raggiungere i paesi avanzati:

  • Società tradizionale vive nella stagnazione, al più conosce la crescita;
  • La transizione: inizia il cambiamento;
  • Il decollo o take off, sviluppo autosostenuto;
  • Maturità: tutta l'economia è coinvolta nella trasformazione;
  • L'età del consumo di massa: gli effetti benefici si estendono anche al consumo con i mercati e le produzioni di massa.

Critiche al modello di Rostow: i passaggi di stadio e il differenziale della contemporaneità come problema.

Teoria dell'imitazione con differenze

Il russo Alexander Gerschenkron, uno storico, ha sollevato delle critiche al modello di Rostow. Centra la sua analisi sulla transizione: cosa consente a un paese di passare dallo stato tradizionale a quello di transizione?

Avendo vissuto la rivoluzione russa proviene da un contesto fortemente arretrato caratterizzato da contadini e villaggi, con la presenza di una servitù della gleba. Si sposta poi in Europa ed infine negli USA, con un viaggio nello spazio e nel tempo.

Tutto questo viaggio, da Russia a Europa e poi in America, lo spinge a riflettere sui passaggi della transizione e del decollo. Cerca di spiegare questi passaggi.

Comincia a parlare di un'arretratezza relativa: l'arretratezza va misurata rispetto ai prerequisiti dello sviluppo: non tutti i paesi sono arretrati nello stesso modo, sempre misurati rispetto alla Gran Bretagna.

Egli nota l'esistenza dei fattori sostitutivi: da questi originano le differenziazioni nei processi di industrializzazione: la rapidità del decollo sarà determinata dai vantaggi dell'arretratezza. Questi fattori sostituiscono intervengono perché i paesi che vogliono imitare non possono permettersi di realizzare le loro trasformazioni secondo le modalità della Gran Bretagna. Essa infatti non aveva nessuna pressione competitiva della concorrenza, che, al contrario, tutti gli altri paesi hanno.

L'arretratezza può essere un vantaggio: si possono evitare, ad esempio, tutti gli errori svolti dal primo paese che si è sviluppato, si prende la soluzione già finale.

L'Europa dopo la seconda guerra mondiale accede alla dispensa degli USA e copia tutto ciò che quest'ultima aveva perfezionato dalla fine dell'800 agli inizi degli anni '50. Un esempio è la catena di montaggio (da Ford a Taylor), da cui l'Europa importa la soluzione finale.

Fattori sostitutivi e i vantaggi dell'arretratezza consentono ad alcuni paesi di accelerare il loro processo di recupero (il catching up degli economisti, passaggio per agganciare i paesi più avanti). I primi non sono sempre primi e gli ultimi viceversa: nessuna leadership è permamente.

È importante distingue le innovazioni dalle imitazioni. Se è facile imitare, diverse sono le condizioni per favorire le innovazioni.

Pollard guarda all'intero processo europeo e osserva che l'intera unità di misura spesso è errata. Utilizza come unità di misura economica non la nazione ma la regione attorno ad un centro propulsivo. L'altro aspetto interessante è l'interferenza, che determina i differenziali della contemporaneità e le ferrovie oppure più recentemente il digitale. Ad esempio le ferrovie, arrivarono in Gran Bretagna dopo le Rivoluzioni Industriali, e in Germania ne determinarono il percorso di sviluppo.

Teoria delle istituzioni e path dependance

Douglas North afferma che le istituzioni che abbassano i costi di transazione e che, al pari delle tecnologie, vengono imitate. A questa si abbina la path dependance, o sentiero dello sviluppo suggerita da Paul David. I rischi del locked in, ossia essere ingabbiati nel proprio passato.

Il ruolo dello stato nell'economia

  • Stato minimale: law and order, più beni pubblici - difesa e moneta. È lo stato tipico del processo industriale inglese, in cui lo stato si limita a presidiare una cornice all'interno della quale gli agenti economici intraprendono attività;
  • Stato e economia mista: si ampliano i beni pubblici e ruoli di supplenza, quali i monopoli, i fallimenti, le assenze dei mercati. Lo stato si fa carico di avviare attività;
  • Stato massimale. Ingerenza: lo stato è tutto;
  • Welfare state europeo.

Reddito pro capite in alcuni paesi avanzati (dollari - 1990)

A partire dalla rivoluzione industriale del 1820 cominciamo ad avere delle serie statistiche più accurate, possiamo così comparare i diversi paesi.

Aspetti da evidenziare

  • Il Regno Unito inizia subito un processo di distanziamento nello sviluppo rispetto agli altri paesi dalla metà dell'800;
  • La differenza tra Regno Unito e altri paesi tende progressivamente nel tempo a ridursi;
  • Il processo non è irreversibile (prendiamo come esempio l'Italia). Con il tempo notiamo la difficoltà e arretratezza nel percorso dell'Italia;
  • Per L'Italia l'aspetto più interessante è che ad un certo punto il processo si inverte: tra 1992 e 2007 si vede come l'Italia ha perso dinamicità;
  • Giappone e Stati Uniti assumono un ruolo di protagonismo economico: non c'è più una visione eurocentrica (gli Stati Uniti assumono la leadership per tutto il 900).

I casi di industrializzazione riusciti

Il periodo per definire il confronto è la prima guerra mondiale che diviene uno spartiacque che distingue le economia approdate alle rivoluzioni industriali e quelle di un secondo girone.

Belgio

Risorse simili alla Gran Bretagna, tradizione mercantile, porto di Anversa. Piccolo paese aperto in entrata e in uscita. Diventa uno stato autonomo nel 1830.

Comincia con la lana a Verviers a fine '700, poi le miniere, poi le macchine filatrici introdotte da William Cockerill, promotore della più grande impresa siderurgica. Il cotone a Gand fino alla chimica con la Solvay nel 1862, prima chimica industriale. Le banche industriali dal 1822 poi dal 1830 la Société générale de Belgique (holding finanziaria), poi nel 1935 replicata in una seconda banca ad orientamento industriale (Banque de Belgique). La rete ferroviaria promossa dallo Stato.

Francia

Si differenzia rispetto all'imitazione belga, tanto da essere stata trascurata a lungo e sottovalutarne il successo.

Seppure favorita già nel Settecento, per estensione, popolazione, ricchezza, rimaneva più arretrata per cultura, accentramento del potere, stabilità sociale e conformismo aristocratico, attaccamento alla terra con lenta crescita demografica.

Eccessivi conflitti con la monarchia e Rivoluzione francese contribuirono al ritardo. I costi delle istituzioni, come pure alcune condizioni fisiche d'inferiorità.

In sintesi diverse arretratezze istituzionali rallentarono le mutazioni della Francia e nei cruenti anni della Rivoluzione francese con le successive guerre 1790 - 1815 ne influenzarono il lento sviluppo.

Settori: seta a Lione, moda a Parigi, cotone, siderurgia fino alla Belle Epoque. La finanza internazionale: nascono banche come il Credit mobilier dei fratelli Pereire, Paribas 1872. Lo stato più con le scuole di ingegneri che con un intervento diretto. Industria delocalizzata, distribuita, idro indipendente. Ampia presenza nelle infrastrutture, specialmente nelle reti ferroviarie. Industria più polarizzata attorno a Parigi e con dimensioni inferiori a quella inglese.

I consumi francesi sono soprattutto aristocratici: si pensi ad esempio alla seta, avente un modello organizzativo diverso. La Francia impone così dei modelli (eleganza, moda) che verranno esportati nel resto d'Europa.

La Francia dispone di limitati giacimenti carboniferi: le manifatture francesi si basano sull'energia della forza idrica (caduta delle acque). Questo sfruttamento doveva essere fatto in loco. C'è perciò una distribuzione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lorenxmalaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Varini Valerio.
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