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Rapporto tra tipo di informazione e ricostruzione storica

Con Mediterraneo si intendono le coste, il mare, ma anche il Mediterraneo orientale che ora viene definito Medio Oriente (storia del vicino oriente antico). Di conseguenza bisogna parlare di vicino oriente. Per i greci la filosofia non era sganciata da un pensiero di tipo scientifico. Quando i greci arrivarono nel VI sec a.C. ad una letteratura, avevano già alle spalle un lungo periodo di trasmissione orale.

I greci hanno sperimentato tutti i modelli politici. Prima di loro si trovavano monarchie, loro stessi all’inizio della loro storia si rifanno alla persona singola con in mano il potere, ma poi varieranno. Hanno anche prodotto opere di politologia, per teorizzare le loro esperienze. Il primo dubbio che può venire è da dove partire. Partiamo dalla Grecia. Da quando?

II millennio a.C.

L’archeologia ci dice che ci sono già resti di insediamenti. A Creta ci sono evidenti tracce di civiltà. Civiltà minoica. Documenti scritti che non riusciamo a decifrare (lineare A). Documenti artistici a noi giunti (pittura e architettura). Non possiamo dire niente di questo periodo perché non abbiamo fonti scritte. I documenti artistici purtroppo non ci dicono niente di ufficiale.

Civiltà micenea

Insediamenti fortificati con un palazzo, ben protetto, con una manifestazione artistica (diversa da quella di Creta). Troviamo oggetti artistici simili qua e là. Si tratta della civiltà micenea. La lineare B è stata tradotta, grazie anche a cifrari. Sono state trovate tavolette di argilla cotte. Probabilmente sono state cotte accidentalmente, forse in incendi. Hanno quindi subito un destino che non era il loro, erano pensate per una scrittura temporanea. Erano elenchi di beni come alimenti, oggetti o altro, inventari. Al massimo troviamo qualche nome proprio di personaggi che hanno coperto una carica pubblica. Nomi di divinità che compaiono nelle tavolette faranno poi parte anche del pantheon greco.

In quegli insediamenti quindi viveva un popolo formato da greci. Ed è lo stesso popolo che troviamo nei secoli successivi perché condividono alcune divinità. Le tavolette vengono datate verso il 1400. L’arrivo dei greci viene datato al 1800. Erano tavolette per i contemporanei, per gli addetti ai lavori, quindi non sono narrative e non possiamo chiedergli informazioni diverse. Possiamo dire che avevano una struttura di tipo piramidale, avevano quindi un monarca. Abbiamo qualche idea sulle loro armi e sulla loro alimentazione (grazie alle tavolette). Sono stati trovati dei sigilli che fanno pensare a dei rapporti con la costa del mar Egeo. Ma questi diversi insediamenti erano autonomi o facevano parte di un unico stato o di una federazione? Condividevano solo il modo di vita, la scrittura e gli dei? Non possiamo rispondere con certezza.

Il nome della civiltà è un nome geografico, viene dalla città di Micene, nel Peloponneso. È stata la prima città di questa civiltà scavata, mentre si cercavano i luoghi dei poemi omerici. Il nome della civiltà è quindi sbagliato. Omero chiama questa popolazione Achei (se vogliamo usare i poemi omerici come una fonte storica). Per i greci di primo millennio i poemi omerici erano verità assoluta.

Insediamenti fortificati e civiltà micenea

Nell’area della penisola greca l’archeologia trova tracce di insediamenti fortificati. Non si riesce a datare i palazzi in sé, ma si datano oggetti trovati all’interno che appartengono al vicino oriente antico. Possiamo così dare una datazione relativa. Si tratta di insediamenti del II millennio. I greci sono arrivati più tardi rispetto alle popolazioni del vicino oriente. Queste popolazioni erano poi in contatto.

(Visioni di tavolette di argilla micenee) queste sono state trovate nella penisola greca, in quella anatolica, Cipro, Creta e Egitto. In questo periodo ci sono molti scambi commerciali. In questo periodo non esiste ancora una moneta, c’è ancora l’idea del baratto. In tutte queste località troviamo resti micenei e tavolette in lineare B. Ad un certo punto troviamo tavolette in lineare B anche a Creta, il che ci fa immaginare che i micenei siano arrivati anche lì. Il fatto che troviamo attestazioni micenee in quasi tutta la Grecia non vuol dire che questa fosse fittamente abitata.

Poemi omerici

I poemi omerici parlano di vicende di II millennio, ma sono stati messi per iscritto successivamente. Erano tanti i poemi riguardanti il periodo. Parlano della guerra di Troia, ma anche di periodi precedenti. Possono sembrare mitologia, ma sono i loro racconti del II millennio. Il VI sec a.C. è il secolo in cui c’è un passaggio da una conservazione orale a una scritta. Il termine con cui definivano questo passato è muthos, che in origine non voleva dire mito, ma racconto. Poteva essere un racconto vero come no, ma il termine era lo stesso. Con il tempo divenne un termine più sospetto. In una prima fase questi miti erano quindi il loro modo di raccontare il passato. Costituiva la memoria del loro passato.

Questione omerica

Chi è l’autore di questi poemi? Dal punto di vista storico non è così importante se l’autore è uno o più. Questi poemi non possono essere però voci di più autori senza che qualcuno desse a loro una fisionomia unitaria. Entrambi i poemi non hanno una struttura che narra dall’inizio alla fine, ma attraverso flashback. Non può essere il risultato di un caso, ma di una ricostruzione studiata.

La questione omerica la possiamo vedere anche dal punto di vista storico. La guerra di Troia viene datata verso il 1200. Che cosa ci rappresenta dal punto di vista storico? La situazione del II millennio o poco precedente del VI sec? Troviamo probabilmente un po’ di stratificazioni: caratteristiche più antiche insieme a caratteristiche più recenti. Anche dietro ai miti più irreali troviamo spiegazioni razionali.

Organizzazione nel mondo miceneo

Dalle tavolette vediamo una organizzazione piramidale. Una figura al vertice che non viene chiamata basileus, ma wanax, termine che non viene poi più usato. Non sappiamo bene se il potere fosse assoluto o un po’ condiviso. Non sappiamo il rapporto tra i vari sovrani delle varie città forse gli insediamenti micenei erano assestanti perché dopo il 1000 vediamo la Grecia stellata da villaggi autonomi. Il dopo ci fa immaginare il prima. L’unica ipotesi di unione la vediamo nella guerra contro Troia, dove le città greche si uniscono con un’alleanza sotto un capo egemone.

Distruzioni e fine della civiltà micenea

L’archeologia ci dice che questi insediamenti di II millennio subiscono distruzioni. Questo fenomeno è abbastanza generale. Questa fase di distruzione la vediamo verso il 1200. Dopo vediamo un impoverimento da vari punti di vista: economico, visibile in sepolture con corredi più poveri, cambio di gusto artistico, stile geometrico, più povero. Dopo la fine della civiltà micenea abbiamo tre secoli, XI-X-IX, definiti età oscura.

Ipotesi di caduta dei Micenei

  • Può essere che la fine della civiltà Micenea sia stata decretata dall’arrivo dei Dori.
  • La distruzione potrebbe anche essere provocata da guerre civili.
  • Periodo di scosse, essendo la Grecia terra sismica.
  • In questo periodo sia in Egitto che verso gli ittiti troviamo la presenza di popoli del mare: pirati nomadi che facevano scorrerie. Abbiamo documenti egizi che ci raccontano di queste popolazioni. L’Egitto riuscì a respingere questo nemico, mentre l’impero ittita no.

Invasione dei Dori

Invasione dei Dori: ritorno degli Eraclidi: tornano dove pensavano di avere il diritto di stare. Valore fondamentale dei greci -> autoctoni -> hanno sempre occupato la stessa terra. Inizialmente stavano più a Nord, poi si spostano a Sud. I Dori parlavano del loro arrivo e volevano si parlasse del loro arrivo -> come a dire “non siamo invasori”.

Età oscura

Età oscura -> Abbiamo pochi documenti. Non possiamo dire cosa non sia successo, ma solo che non abbiamo tracce di determinate cose. In tre secoli però non abbiamo trovato tracce di scrittura. Potrebbero aver scritto, ma non tanto perché si sia giunto. La lineare B era morta con i Micenei. La scrittura torna con altre “forme” nel XIII sec.

Archeologia e scrittura

L’archeologia ci mostra che esistono costruzioni di età arcaica (VIII sec), di solito costruzioni di tipo religioso. I templi sono molto grandi. Cominciamo a vedere statuaria (poco definita, ma è già una novità). Con il VI sec iniziano a mettere tutto per iscritto. (Poemi omerici) Visto come si sono rialzati va pensato che ci sia una fase oscura solo con noi, iniziano tardi a comunicare. Dal VIII troviamo epigrafi (iscrizioni funebri o dediche di oggetti nei santuari).

Iscrizioni prodotte da privati -> il monopolio della scrittura non è dello stato (come era per Micene -> per uso interno dei palazzi). Ora troviamo privati che vogliono lasciare traccia (le tombe Micenee non avevano pietre tombali). Nel vicino oriente si scriveva con una scrittura di tipo ideografico. La stilizzatura di queste forme aveva portato alla scrittura cuneiforme. Sono scritture professionali. La lineare B era una scrittura sillabica (un tipo di suono).

Scrittura alfabetica

Dal VIII sec in Grecia si usa una scrittura di tipo alfabetico -> con 20/25 segni si poteva esprimere qualunque suono. Tutti i Greci (che non andavano d’accordo su niente) adottano lo stesso alfabeto. I Greci importano questa scrittura dai fenici (i suoni erano diversi). I fenici (come gli ebrei) non usavano le vocali. Avevano una lingua molto gutturale. Erodoto definiva l’alfabeto “lettere cadmee” dal nome di un principe fenicio.

I primi contatti con questa scrittura sono probabilmente nel IX sec, che è ancora età oscura. Probabilmente era quindi un periodo preparatorio. Vasi micenei in giro per il territorio. Commerciavano loro o una terza parte? (Ad esempio i fenici?) I greci nel X sec fondano colonie. (Diverso dall’unificazione di Roma). Prendevano un po’ di terre qua e là. Sono state terre aperte all’ellenizzazione. Tutti questi insediamenti sono stati indipendenti (possiamo immaginare così anche i micenei). Avrebbe potuto essere una base per unificare il Mediterraneo ma non è andata così. Loro li chiamavano “viaggi”, non parlavano di colonizzazione -> Apoikia. Il temine colonizzazione è errato -> indica gli europei che conquistano l’oltremare e lo ponevano sotto il loro controllo. Qui non c’era dipendenza di tipo politico -> metropoli: città madre -> fra le due poteva non esserci rapporto, oppure collaborazione.

Evoluzione delle forme di governo

Dall’VIII sec si ha un passaggio dalla monarchia ad un governo formato da un gruppo, in particolare un gruppo di aristocratici. Isonomia: uguaglianza di tutti rispetto ad una norma, è l’allargamento dell’uguaglianza. Prima c’erano dei re (basileus), ora c’è un’aristocrazia. La figura del re perde gradualmente il proprio potere. La fase monarchica in Grecia non lasciò un ricordo negativo.

Aristos, Aristoi -> aggettivo superlativo di Buono -> Ottimo (a Roma saranno gli Optimati). Con questo termine i nobili definivano se stessi.

Requisiti per essere un aristos

  • Essere nato in una famiglia di aristoi: era fondamentale il sangue;
  • Un aristos era un proprietario terriero: la ricchezza si valutava in base ai possedimenti;
  • In caso di necessità combattevano per la difesa della propria terra e patria: erano cavalieri perché la ricchezza si dimostrava con la possibilità di comprare un cavallo e poterlo mantenere.

La ricchezza ti porta anche ad avere una preparazione culturale migliore. In questa fase l’aristocrazia ha avuto modo di governare in quanto categoria ugualitaria. Non erano alla base di un monarca, ma erano loro stessi in ugual modo un élite.

Strutturazione dello stato

  • Liberi
    • Aristoi
    • Categoria media formata da piccoli proprietari terrieri o artigiani e fabbricanti che possono avere piccole attività. Queste due categorie sono accomunati da essere proprietari di qualcosa, ma non fanno parte una élite
    • Abitanti che vivono del proprio lavoro. Lavoro manuale, venivano pagati di giorno in giorno per il lavoro che facevano. Non erano proprietari di nulla. Ciò non voleva dire che erano per forza poveri. Il lavoratore manuale è sempre richiesto
  • Non liberi
    • Schiavi

Ostacoli all'isonomia

  • Il sangue
  • Fino ad un certo periodo gli aristocratici erano gli unici a difendere il territorio.

Come i greci abitano il territorio?

  • Polis, Poleis -> Città stato

La forma di insediamento più caratteristica e più considerata. Non c’è un’origine sicura. I greci si riconoscevano nella polis. Aristotele (IV sec.) scrive “politica” studio dell’organizzazione politica, che per i greci voleva dire della polis. Il termine polis è il termine da cui per noi è derivato il termine politica, ma per loro era la forma organizzativa per eccellenza, quella che meritava di essere teorizzata. Per quanto riguarda i modelli urbanisti questi possono essere diversi. Ci sono polis con o senza fortificazioni, con o senza acropoli, in genere avevano una piazza, ma non c’è una strutturazione urbanistica d’obbligo, la maggior parte era sulla costa, quindi aveva un porto, ma non era necessario. Anche la grandezza può variare. Non è neanche il regime politico a definire una polis. Una differenziazione della polis rispetto all’altra forma di insediamento è una forte autocoscienza, identità cittadina, coesione interna. Gli abitanti della stessa polis si sentono una comunità identificata e contrapposta alle comunità delle altre polis greche. Era difficile per uno straniero prendere la cittadinanza di una polis diversa dalla sua. Gli stranieri in questo caso potevano essere anche altri greci (diversi da barbaros). Questa differenziazione era meno forte durante l’oligarchica perché gli aristocratici potevano interagire, unirsi o appoggiarsi anche tra diverse polis, riconoscevano cioè il proprio potere a vicenda (ospitalità, matrimoni misti, protezione). Questo non voleva dire che costituissero relazioni unitarie.

  • Ethnos, Ethne/ koinon, Koina -> stato federale regionale.

Due termini per chiamare la stessa cosa. Il primo termine vuol dire popolo, per accentuare il ceppo etnico regionale. Ad esempio una regione è la Tessalia, abitata dall’ethnos dei tessali. Il secondo termine significa comune, per accentuare la cosa comune a tutti gli abitanti di una regione. Dal punto di vista territoriale occupano alcuni territori al nord (ad esempio la Tessalia), buona parte dei territori al centro (resta fuori solo l’Attica) e anche parte del Peloponneso. Non ci sono stati federali al di fuori della penisola Greca. Modo di abitare il territorio molto presente in età arcaica, conosce un’eclissi con età classica e poi abbiamo un ritorno in età ellenistica. Caratteristiche fondamentali: consapevolezza di appartenere ad un gruppo etnico, scarsa gelosia della propria posizione, scarsa tendenza ad assumere grandi iniziative dal punto di vista politico. C’erano magistrati federali e un esercito federale. All’interno di queste regioni che abitavano la regione organizzata in modo federale il modo di abitare era sparso, per frazioni, piccoli insediamenti. I greci non hanno mai studiato o teorizzato l’organizzazione dello stato federale perché lo hanno sempre considerato meno pregevole della polis. Pochi autori della letteratura greca provengono dallo stato federale, forse perché la vita qui era meno vivace.

Colonizzazione

VII-VIII sec. Il termine come già detto non è propriamente corretto. Quello che i greci facevano era muoversi con spedizioni verso altre mete, come Italia meridionale, Francia meridionale, Iberia, Africa settentrionale, la zona degli stretti e il mar Nero. Non c’era acquisizione del territorio per le città di provenienza. Si dovrebbe quindi parlare di espansione etnica, di migrazione che porta i greci ad occupare nuovi territori. Gli insediamenti di nuova fondazione diventano autonomi, non si creano automatici rapporti, certo è che chi parte si porta dietro la propria lingua, le proprie abitudini, il proprio stile di vita e quindi rispecchiano i marchi della loro provenienza, ma questo non significa che ci siano vincoli prescritti.

Cause della colonizzazione

  • Aumento demografico. Ciò è difficile da dimostrare perché non abbiamo dati.
  • Componente socio-politica. Contrasti sociali, attriti o guerre sociali a causa del modo di governare degli aristocratici. A volte si arriva anche all’espulsione della parte perdente. Si potevano trattare anche di aristocratici caduti in disgrazia. Abbiamo un po’ di racconti di tensioni. Partire da una condizione negativa ed arrivare ad una condizione positiva.

Il fenomeno della colonizzazione greca è sicuramente positivo perché ha portato la grecità in giro per il Mediterraneo. Il punto di partenza però era negativo, la scontentezza. Gli aristocratici erano sensibili verso l’acquisizione di proprietà terriere, ma insensibili verso il mare e il commercio. Quando i piccoli proprietari terrieri andavano in rovina potevano rischiare di perdere il terreno o la propria libertà. Con l’età arcaica i greci sono più aperti verso il mondo esterno, quindi iniziano ad aprirsi anche verso il commercio. Si creano quindi ricchezze individuali derivate da attività di commercio.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

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