Istituzioni ed amministrazione in Cina: cenni storici
Fasi storiche della Cina
La Cina si configura storicamente in alcune fasi:
- Fino al 221 a.C. -> Pre-imperiale
- 221 a.C. fino al 1912 -> Cina imperiale
- Ricordiamo le ultime dinastie: Yuan dal 1271-1368; Ming dal 1368-1644; Qing dal 1644-1912
- 1912 fino al 1949 -> Cina repubblicana
- Dal ’49 ad oggi -> Repubblica Popolare
Denotiamo il periodo dal 1839-1949 come Secolo dell'umiliazione.
Eventi storici significativi
- 1900: Rivolta dei Boxer
- 1911: Fine dell’Impero, proclamazione Repubblica
- 1916-28: Signori della guerra
- 1919: Movimento del "4 maggio"
- 1921: Nascita del Partito Comunista
- 1928-37: Decennio di Nanchino
- 1934-35: Lunga Marcia
- 1937-1945: Guerra sino-giapponese
- 1945-1949: Guerra civile
- 1949 - oggi: Repubblica Cinese (Taiwan), Repubblica Popolare Cinese
Taiwan
La nascita di Taiwan nel ’49 avviene con la fuga di Jiang Jieshi a Formosa e con la legge marziale. Dal 1950 si instaura la Repubblica, con le prime elezioni locali; e nel ’69 si tenne la prima assemblea nazionale (Dangwai). Nel ’75, con la morte di Jiang Jieshi, viene eletto il nuovo presidente Jiang Jin Guo, e nel 1986 viene fondato il Democratic Progressive Party. Nel 1991 viene abolita la legge marziale. Le elezioni più importanti sono quelle del 1996 con Lee Teng Hui presidente (GDM), dal 2000 al 2004 Chen Shui-bian (DPP), e dal 2008 al 2012 Ma Ying-jeou. Nel 2004 si proclama indipendente a seguito di un referendum e nel 2008 ottiene il seggio all’ONU.
Approfondimento storico sulla Cina
L’esperienza cinese resta abbastanza isolata rispetto a quelle occidentali, in quanto dal 221 a.C. viene a costituirsi l’Impero che permarrà per un ampissimo periodo: fino al 1912.
Prima fase: confucianesimo e stati combattenti
Modernità: dal 1839, anno dello scoppio della prima guerra dell’oppio. Qui si ha il primo grande incontro tra l’Europa e l’Oriente con la penetrazione occidentale. È noto il viaggio di Marco Polo in Mongolia, ad esempio; altresì quello tra Matteo Ricci e la Dinastia Ming, da Ricci stesso prende il nome il confucianesimo!
Si ha quindi un incontro tra culture: la Cina (John Wo = Regno di mezzo) e quelli che erano definiti “barbari”. La Cina si definisce come centro e tratta gli altri stati come una sorta di satelliti da cui trarre tributi.
La guerra dell'oppio
La guerra dell’oppio scoppia a causa dei commerci inglesi di tale pianta che si coltivava in particolar modo in India; questo a causa dei problemi della bilancia commerciale, la GB inizia a smerciare l’oppio in un paese che già era in crisi a causa di esso. Comincia qui la fase detta “Secolo dell’umiliazione” (durata fino al 1 ottobre 1949).
I trattati ineguali permettevano ad altri stati (stranieri) di commerciare tramite delle concessioni territoriali, solitamente sulla costa, sulle quali vigeva una sorta di extraterritorialità, cioè qualsiasi reato commesso dagli stranieri qui veniva giudicato secondo le leggi dello stato con la tutela. Ad esempio citiamo Hong Kong e il tutorato britannico (isola+penisola) tuttora si parla inglese e vigono leggi particolari in una sorta di internazionalità.
Da qui inizia un graduale indebolimento della Dinastia Qing, che sfocerà nella rivolta dei Boxer, contro la dinastia stessa (in quanto non cinese ma manciù) e la presenza degli occidentali. Il crollo dell’Impero nel 1912 rappresenta uno shock culturale, ed al contempo si fonda la Repubblica di Cina, che permane tuttora nella città di Taiwan dominata dai nazionalisti del Guo Min Tang; tale partito nasce per mano di Sun Yat-sen, medico cantonese molto influente, sulla base di 3 principi chiave: nazionalismo spiccato, democrazia, benessere del popolo, da raggiungere per tappe: controllo militare, regime di tutela patrocinato dal partito, democrazia in un forte centralismo statale.
Contemporaneamente vi è il controllo della periferia da parte dei signori della guerra, il quale crea una divisione centro-periferia. Nel 1921 a Shanghai si fonda il Partito Comunista, che attraverserà alcune diverse fasi: dal ’21 al ’27 fase bolscevica con dettami marxisti. Il problema però è quello della rivoluzione operaia in quanto la Cina era agricola. Dal ’27: guerra civile tra socialisti e comunisti. 1934: attacco comunista, lunga marcia, come ritirata strategica: nei 12 mila km percorsi a piedi Mao decide di adattare il marxismo alla struttura agricola del paese.
1949: la Cina si libera dal Giappone, unificazione del paese sotto il dettame comunista. I due partiti saranno in perenne lotta se non in due precisi momenti storici, di coalizione alla fine degli anni ’20 per ottenere l’unità e nel ’37 per la presenza dell’invasore giapponese.
Altri momenti storici
4 maggio 1919: prima forte protesta contro la pace post prima guerra mondiale, si cede lo Chang Dong al Giappone. Da qui inizia l’ascesa di Mao Tse-tung. La penetrazione giapponese in Cina porta alla coalizione dei partiti, che durerà fino al ’45, anno in cui dopo i bombardamenti il Giappone batterà la ritirata. Nel ’49 Mao dichiara la nascita della Repubblica Popolare Cinese e la fuga a Taiwan, una piccola isola, di Chang Kai-shek. Inizialmente non si dichiara l’indipendenza di Taiwan in quanto si riteneva che fosse solo una questione di breve tempo; perdurerà fino agli anni ’90 con la fase marziale imposta dai comunisti. Qui però a causa delle condizioni favorevoli si instaurò la presenza degli imprenditori, e di conseguenza del potere economico. Nasce il DPP, Partito Democratico Progressista, degli imprenditori, il quale è principalmente votato dai giovani, che non vogliono assolutamente la riunificazione con la Cina. Oggi Taiwan non è riconosciuto dalla Cina che lo addita come una provincia ribelle.
La storia della Cina contemporanea
La storia della Cina contemporanea va divisa in due fasi:
- Dal 1941 al 1979 -> Fase socialista
- Dal 1979 ad oggi -> Fase di apertura e riforme
Fase socialista
Negli anni ’50 Mao non era solo: si allineava con l’URSS (fino al ’57 difatti le istituzioni cinesi erano speculari a quelle sovietiche). Dal punto di vista economico realizza il primo piano quinquennale ad economia pianificata, che nella guerra fredda concorse all’allontanamento dei due stati. Nuova campagna culturale “Nascano 100 fiori, rivaleggino 100 scuole”: si vuole un confronto, ma questo divenne un mezzo per eliminare i concorrenti politici, le “destre”. La “rivoluzione culturale” pernia sui giovani, facilmente indottrinabili, si vuole un completo cambio di mentalità, con la folle distruzione di tutto ciò che “era vecchio”, e legato all’Impero, così come gli anziani, il confucianesimo (insegnanti picchiati selvaggiamente, anziani uccisi in piazza; monaci e templi bruciati in Tibet) per opera delle guardie rosse. Vennero eliminati anche i concorrenti di partito mediante il bombardamento della sede centrale. Si elimina il substrato tra vertice e popolo, instaurando un nuovo modello organizzativo: la linea di massa, contatto diretto tra il leader e la folla.
Nel 1958 si ha uno shift strategico: “Grande balzo in avanti” per lanciare l’economia, particolarmente l’industria pesante. Vuole divenire il primo paese al mondo per la produzione di acciaio, attua una mobilitazione globale (ogni cittadino doveva avere una fornace in casa, con premi per la produzione ed obiettivi sempre più ambiziosi); questo porta però alla forte carestia del ’59 con numerosi morti per malnutrizione, l’agricoltura era stata totalmente abbandonata, nonostante si dette la colpa alle condizioni meteo. Mao viene messo da parte e si ha un risollevamento dell’economia. Questo in quanto ormai anziano, il potere viene preso dalla moglie e da altri 3 suoi discepoli = “La banda dei quattro”.
Fase di apertura e riforme
Importante avvicinamento nel 1976 agli USA, con Nixon, ed al consiglio di sicurezza dell’ONU, con conseguente assegnazione di quello che era il seggio occupato da Taiwan (motivo per cui tuttora tale stato non viene riconosciuto e non ha il seggio: la Cina pone il veto!).
Già iniziata nel ’76 con l’apertura di Deng Xiao Ping, con la politica del cambio e riforme, nonostante egli non rivesta figure di ruolo è molto influente per tutti gli anni ’80: un leader formale. L’apertura si attua con un baluardo di libero mercato, per attrarre gli investimenti esteri. Si chiude l’economia pianificata.
Dal ’79 al ’93 si ha una prima fase: riforma agricola. Si attua una decollettivizzazione, con obiettivi di produzione lasciando però il surplus al contadino che può decidere di venderlo = “dual truck”. I prezzi vengono fissati solo per gli obiettivi, il resto è variabile. Si attua anche un decentramento e nascono le prime imprese private = townships. Si procede altresì a regolamentare il sistema legale = rule of law.
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