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Appunti di Storia delle istituzioni pubbliche comparate

Appunti del corso di Storia delle istituzioni pubbliche comparate presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Il file comprende sia il I semestre di corso della Prof.ssa Neri sia il II semestre di corso della Prof.ssa Bon.
Gli appunti sono completi e sufficienti per affrontare l’esame.

Esame di Storia delle Istituzioni Pubbliche Comparate docente Prof. E. Neri

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ESTRATTO DOCUMENTO

I fedelissimi dell’amministrazione seguono la Repubblica Sociale.

Periodo di innovazione → fabbrica sociale → salto in avanti rispetto il corporativismo.

Ognuna delle Repubbliche Partigiane ha ricostruito le istituzioni → alcune si sono date anche una

Costituzione.

Questo è il biennio determinante per il futuro dell’Italia, perché getta le basi dello Stato → Stato

Repubblicano.

Lo Statuto Albertino non è più in vigore → le istituzioni non ci sono più → il Governo esiste solo di facciata.

Fino all’aprile del ’44 → c’è una Costituzione provvisoria non ben definita.

In questi anni i governi sono provvisori.

Il Re Vittorio Emanuele III scappa insieme alla famiglia reale (solo il figlio Umberto II vuole restare a Roma

per proteggere la capitale ma è costretto su ordine del padre a seguire il resto della famiglia), a Badoglio ed

i Capi di Stato Maggiore.

Il fatto più scandaloso è la mancata difesa di Roma → che viene abbandonata totalmente a se stessa.

Tutte le informazioni ci vengono fornite dalla Commissione d’Inchiesta sulla mancata difesa di Roma →

trattasi di interrogatori e testimonianze → non vi sono documenti ufficiali scritti.

Patto di Salerno → stipulato tra i vari partiti antifascisti (CLN = Comitato di Liberazione Nazionale) e la

Corona nell’aprile del 1944 → si può definire come tregua istituzionale tra le parti.

1. Il Re Vittorio Emanuele III si ritira a vita privata → non abdica → e nomina suo figlio Umberto II

luogotenente del Regno → questo è stato imposto dagli alleati, perché il Re era troppo

compromesso con il Fascismo.

La vita della Prima Repubblica verrà condizionata dai Partiti che subito si affacciano in occasione di questa

tregua istituzionale.

2. Badoglio deve andarsene → viene sostituito da Ivanoe Bonomi, un prefascista → che diventa

Presidente del Consiglio e si ricostituisce il Governo.

3. Viene sospesa ogni decisione se l’Italia sarà una Repubblica o una Monarchia → decisione che sarà

rimandata alla volontà del popolo e non ai Partiti.

Fin dall’inizio emerge il fatto che l’Italia è una partitocrazia →lotta interna ai Partiti. Quindi,

importantissima la volontà del popolare → viene anche registrato un indebolimento della Monarchia.

Infatti, il Fascismo non cade per una sollevazione popolare o per volontà del Re che dimissiona Mussolini →

ma sono i fascisti stessi, i più stretti collaboratori di Mussolini che lo tradiscono e lo sfiduciano. Per questo

motivo, il Patto di Salerno vede l’indebolimento della Monarchia.

Non essendoci un Parlamento tutta la legislazione avviene per decreto, non essendoci Assemblee.

Il Re abdica il 9 maggio del 1946 in favore del figlio Umberto II nel tentativo di salvare la Monarchia in vista

del Referendum istituzionale del 2 giugno.

Nel 1944 → creazione della Commissione Forti che ha lo scopo di pensare alla futura amministrazione.

Due commissioni si dedicheranno al problema dell’amministrazione durante il biennio.

Si ha la massima discontinuità politico-istituzionale ma una continuità amministrativa → infatti, cambia

tutto da un punto di vista politico e istituzionale ma dal punto di vista amministrativo (amministrazione

centrale e periferica dello Stato), la discontinuità è minima.

Restano invariati → i Prefetti, i Ministeri e la distribuzione territoriale.

Dopo vent’anni di Partito Unico → con i Partiti di massa (comprensibile l’esplosione dei Partiti) → modifiche

della vita politica ed istituzionale.

I protagonisti della nostra Repubblica sono i Partiti → Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Liberale e

Socialista.

L’Italia non aveva mai avuto una vera esperienza associativa → l’esperienza delle corporazioni era stata

troppo breve. 9

Vista l’importanza dei Partiti si delinea il modello Parlamentare → scelto dalla Costituente.

Sarà il Parlamento a controllare il Governo con l’Istituto della Fiducia → modello Parlamentare puro →

emerge la centralità del Parlamento.

Referendum Istituzionale del 2 giugno del 1946 e elezioni per l’Assemblea Costituente → dove avrà la

maggioranza la Democrazia Cristiana seguito dal Partito Comunista.

Nel 1947, iniziano i lavori dell’Assemblea Costituente.

Nel 1948, entra in vigore la Costituzione Italiana.

La Costituzione Italiana si discosta molto dallo Statuto Albertino per diverse ragioni:

 È una costituzione garantista;

 Lunga;

 I Principi Fondamentali sono descritti dettagliatamente;

 Il processo di Revisione Costituzionale è di tipo rigido → mentre nello Statuto Albertino ere

flessibile → quindi, bastava una legge ordinaria per cambiare lo Statuto (Es. Fascismo).

La Costituzione Italiana è un momento di altissima riflessione e discussione. Della Costituente facevano

parte molti studiosi e menti brillanti, comprese alcune donne → prima volta che anche le donne hanno

diritto di voto.

La Costituzione Italiana è frutto di un compromesso tra le idee ed i valori della Democrazia Cristiana ed il

Partito Comunista.

La prima parte riguarda i diritti del soggetto/persona → termine cattolico/cristiano.

Non si garantiscono solo i diritti individuali ma tutta la società → quindi, visione collettiva.

La seconda parte riguarda l’ordinamento della Repubblica → riconosce la sovranità popolare, l’importanza

dei Partiti e la funzione di Governo.

I costituenti attribuiscono al Governo non una funzione di preminenza → il Governo non può e non deve

essere interprete della maggioranza ma è il luogo della compensazione/equilibrio della maggioranza e

sempre sotto il controllo del Parlamento.

Il Governo nella Costituzione è stato pensato come luogo di equilibrio. Infatti, non abbiamo un Capo di

Governo o una Cancelleria → espressione spesso utilizzata impropriamente nella Seconda Repubblica.

Dopo le elezioni è il Presidente della Repubblica che consulta i Partiti e nomina il Presidente del Consiglio.

Secondo giro di consultazioni per nominare i Ministri → tutto questo mette in luce la centralità dei Partiti.

La nostra forma di governo è la Democrazia Consociativa → continua mediazione tra i Partiti soprattutto

sui temi critici.

Le regioni ed enti locali sono riconosciuti dalla Costituzione → ma il loro ordinamento viene rimandato alla

legge ordinaria → metodo del rinvio.

A parte le regioni a Statuto Speciale (Es. la Regione Sicilia formata nel ’48 → Statuto Costituzionale) → le

Regioni Ordinarie saranno introdotte nel ’70.

Il ’68 sarà importante come movimento sociale anche per l’introduzione delle regioni.

Il metodo del rinvio verrà applicato per motivi politici, per non rischiare → quindi nel ’68, si pensa di

allargare la base della democrazia.

Per l’amministrazione centrale e periferica non c’è una grande discontinuità.

Commissione Forti → incaricata di stendere un primo piano per l’organizzazione amministrativa a cui

seguirà una seconda Commissione.

Nonostante l’impegno, i lavori di queste Commissioni non sono molto innovativi → vi sono sette

sottocommissioni, decentramento amministrativo, sindacalismo e giustizia amministrativa (quella del

Consiglio di Stato). 10

Viene rifiutata l’idea di pensare ai servizi amministrativi non per Ministeri, quindi per organi ma per servizi

→ quindi non più pensando prima all’istituzione e poi al servizio ma prima al servizio/funzione e poi creare

gli uffici → non più verticalmente ma orizzontalmente → determinando un notevole risparmio economico.

Le Regioni duplicano molti servizi dello Stato → quindi c’è un moltiplicarsi degli Uffici.

Novità in Costituzione → responsabilità collegiale per gli atti del Governo e individuale del Ministero per

settore dell’amministrazione.

Art. 97 → concorso pubblico → per accedere alla pubblica amministrazione.

Si auspica il buon andamento dell’amministrazione, dell’imparzialità amministrativa e della responsabilità

dei funzionari.

Art. 98 → i pubblici impiegati sono al servizio della Nazione e non dei Partiti. Si impongono dei limiti per

l’appartenenza ai Partiti politici per: magistrati, diplomatici, polizia e militari → che non possono essere

iscritti ai Partiti politici.

La nostra Costituzione costituzionalizza lo Stato Sociale → mette nella Costituzione tutti gli aspetti dello

Stato Sociale (Es. costituzionalizza tutto il nostro patrimonio come il paesaggio naturale e culturale, storico-

artistico, ricerca scientifica).

Lo Stato promuove l’economia, gestisce i servizi pubblici essenziali → per tutti questi servizi si creano dei

comparti amministrativi.

Il più importante è l’obbligo alla tutela della salute individuale, istruzione e assistenza sociale.

Le ASL saranno il primo esempio di lottizzazione dei Partiti → infiltrazione da parte dei Partiti. Lottizzare i

Ministeri è molto più difficile, perché in Italia non esiste lo spoil system → vince un Presidente che elimina

tutti i direttori ed esponenti delle opposizioni.

Per questo la lottizzazione dei Partiti è al di fuori dei Ministeri (Es. RAI e ASL).

Anni dell’epurazione dal Fascismo → cosa che non avviene davvero → poi c’è stata l’amnistia di Togliatti →

quindi una riappacificazione nazionale. Tuttavia, epurare l’amministrazione è difficilissimo.

L’importanza dello Stato Sociale → si creano associazioni ed enti. La vera innovazione sarebbe la Regione →

perché è ciò che mancava all’Italia da sempre.

Ci vorranno vent’anni perché le Regioni vengano applicate.

Il regionalismo italiano è asimmetrico → non tutte le Regioni sono trattate in modo uguale. Le Regioni a

Statuto Speciale hanno ampia autonomia a livello economico e amministrativo.

È asimmetrico per la presenza delle Regioni a Statuto Speciale.

La Regione da un punto di vista geografico e non amministrativo, è un luogo che per caratteristiche fisiche e

d antropologiche si differenzia dal territorio circostante indipendentemente dalle sue dimensioni.

In Italia, le Regioni coincidono più o meno con gli antichi Stati dell’Italia preunitaria.

Il fulcro dell’autonomia regionale è lo Statuto → con un grande differenza di autonomia tra le Regioni a

Statuto Ordinario e Speciale.

Le Regioni avrebbero potestà legislativa → fino al 2001 → lo Statuto ha competenza legislativa generale,

mentre le Regioni a Statuto Ordinario hanno competenza tassativa → indicata in Costituzione.

In caso di controversie prevale sempre la potestà legislativa dello Stato.

Dopo il 2001 → vengono indicate le materie in esclusiva dello Stato nella Costituzione, mentre tutto il resto

è di competenza delle Regioni.

Riforma Bassanini → autore dell’organizzazione del pubblico impiego, trasparenza della pubblica

amministrazione e degli atti amministrativi, autocertificazione che sgrava gli impiegati e ripone una

maggiore fiducia nei confronti del cittadino, migliorando i rapporti Stato/cittadini.

Decentramento di funzioni dallo Stato alle Regioni → detto federalismo amministrativo v non riguarda solo

le Regioni ma anche i Comuni e le Provincie. 11

Il decentramento fiscale e/o amministrativo non è federalismo → il federalismo nasce per unire parti

diverse che rivendicano una propria sovranità. Cristina Bon

BASI DEL METODO STORICO CLASSICO

Il metodo storico classico si basa su:

 Fonti primarie (documentazione archivista);

 Principio della causalità;

 Comprensione di un fenomeno nel corso del tempo → il tempo viene visto come uno strumento di

sviluppo → il preesistente contiene gli elementi per comprendere il nuovo → quanta parte del

vecchio contiene il nuovo e quanti elementi diversi (continuità nella diversità);

 Comprensione delle parti → si studiano tutti i fattori che hanno portato ad un determinato

elemento.

BASI DEL METODO DI STORIA COMPARATA

Il metodo di storia comparata si basa su:

 Fonti secondarie (letteratura) → tutto quello che è già stato analizzato di un determinato

fenomeno → bisogna comunque accertarsi che le fonti siano affidabili (scrematura);

 Attenzione alle somiglianze e differenze;

 Isolamento dell’oggetto di studio dal contesto;

 Necessità di un certo livello di astrazione.

Le peculiarità della storia comparata:

1. Numero minimo di casi;

2. Minimo livello di astrazione necessaria e massimo livello di dettaglio e contesto;

3. Importanza agli elementi di contrasto e alle differenze;

4. Possibile inclusione di un’attenzione alle trasformazioni nel tempo e alle dinamiche attraverso lo

studio di “processi” anziché “oggetti”.

La comparazione fa emergere l’unicità di un fenomeno mediante le somiglianze e le differenze.

Oltre al singolo fenomeno → posso analizzare anche un intero processo (Es. processi di migrazione).

Comparazione diacronica → potremmo isolare vari fenomeni rivoluzionari e politici e compararli con altri

fenomeni similari (Es. comparazione della rivoluzione francese con la rivoluzione cinese o russa).

La Pubblica Amministrazione si caratterizza per:

1. Aspetto funzionale → la PA è un procedimento di messa in atto di norme che vengono tradotte in

decisioni specifiche per casi singoli.

2. Aspetto strutturale → la PA è l’insieme di apparati di cui il governo si avvale per esercitare la

funzione amministrativa.

La burocrazia → è un’organizzazione (di persone) che serve per mantenere in vita l’amministrazione e ha

una struttura di autorità gerarchica → autorità tendenzialmente di tipo piramidale → fa uso di regole

impersonali ed universali.

La burocrazia sostiene il potere legittimo → legale-razionale.

Max Weber → i sistemi moderni si basano sulla credenza del potere legale-razionale.

Le burocrazie sono proprio tipiche dei sistemi di governo moderno.

Dal modello weberiano abbiamo due punti di vista della burocrazia:

1. La politica è superiore all’amministrazione → la politica esercita un potere predominante

sull’amministrazione → questo per il carattere neutrale e strumentale dell’amministrazione. 12

o Neutrale: il funzionario deve amministrare sine ira ac studio (senza collera o soggettività) →

un attore essenzialmente razionale.

o Strumentale: il funzionario deve eseguire un ordine anche se lo considera errato → il

funzionario non deve contraddire l’ordine.

Si pone l’attenzione sulle variabili esogene (sistema di governo, sistema dei partiti, ecc.) → studio

dei fattori che influenzano la decisione amministrativa.

2. L’amministrazione come sistema burocratico → come un sistema in grado di influenzare la politica.

Vi sono sistemi in cui l’amministrazione è posta come attore che può interpretare la norma →

apparato autonomo e che si interroga sulle condizioni in cui può sottrarre parte del potere

legittimo alla politica (Es. sistema delle agenzie statunitensi → agenzie spesso dotate di un potere

regolamentare autonomo → che sconfinano nella legislazione dello Stato).

I burocrati possono influenzare il processo del decision making.

Si pone l’attenzione sulle variabili endogene (origine sociale, status e indipendenza individuale,

organizzazione strutturale della PA).

L’amministrazione pubblica comparata → è un settore di studio specializzato della PA. Con l’aumentare

della complessità della PA è aumentata la necessità di studiare/analizzare la PA.

Mettere a confronto strategie istituzionali diverse, tenendo conto di tutte le variabili esogene ed endogene,

per confrontarle tra loro e trovare quindi, le soluzioni migliori e di conseguenza, migliorare anche i servizi.

Possibili ambiti di indagine sono:

1. Strutture istituzionali → accentramento o decentramento delle istituzioni amministrative oppure,

analizzare il rapporto Stato/amministrazione.

Criteri di organizzazione amministrativa (Es. organizzazione geografica del territorio o per

processi/per funzione).

2. Policy e performance di governo (Es. questione della spesa pubblica).

Il procedimento di bilancio determina il futuro dell’apparato amministrativo → come mantenere i

servizi.

Chi gestisce la spesa pubblica deve misurarsi con due problematiche principali:

o Macrostanziamenti: problema dell’assegnazione delle risorse → quali risorse sono

destinate al settore pubblico e quali a quello privato.

Una buona percentuale della spesa pubblica non dipende da decisioni politiche ma da

fattori democratici o sociologici che non sono o non possono essere calcolati da un anno

all’altro.

o Microstanziamenti: assegnazione di fondi → la determinazione di bilancio è stabilita dal

basso.

Ciascun ministero prevede un proprio bilancio di spesa → ma vi sono anche le commissioni

e sottocommissioni incaricate di individuare le priorità di spesa → si tratta di tecnici → è

importante avere un controllo effettivo delle priorità.

Un controllo effettivo per i diversi impieghi della spesa, da parte di un organo politico, è impossibile

→ per questo è necessario affidarsi ai tecnici dei diversi ministeri.

Lo status quo → dato il sistema di partenza → tendenzialmente la spesa pubblica tende ad essere

costante.

È molto difficile che la spesa pubblica subisca un taglio sostanziale.

Generalmente si tende ad incrementare i fondi per la spesa pubblica per quanto possibile e al netto

dell’inflazione.

Quindi per una questione fisiologica → la spesa pubblica tende a crescere.

Si tende a considerare accettabile una certa percentuale di crescita. 13

Problema della concorrenza tra i vari ministeri → perché i ministeri sono maggiormente esposti

all’opinione pubblica.

3. Organizzazione interna (funzionari).

Metodo di reclutamento dei funzionari: clientelismo, merito.

Grado di rappresentanza sociale della burocrazia, istruzione e formazione dei burocrati,

responsabilità amministrativa (com’è percepita, come si struttura ed il suo controllo).

o Modello francese → (ENA) scuola di formazione dei funzionari pubblici → sistema molto

centralizzato.

o Modello oxbridge → (LSE) sistema universitario di formazione dei burocrati → sistema

generalista.

o Modello americano → formazione sul campo.

4. Cultura politica → insieme di principi e di valori condivisi dai membri di una collettività

politicamente organizzata circa l’idea di “buon governo” e di “buona amministrazione”:

o Socializzazione politica;

o Fiducia nella politica;

o Fiducia verso terzi;

o Cultura linguistica.

Lì dove non c’è fiducia nei confronti della politica o terzi → l’amministrazione ha un elevato potere.

Nei paesi con alta fiducia verso terzi, l’amministrazione ha un basso livello di potere politico (Es.

Danimarca).

ORIGINI STORICHE DELL’AMMINISTRAZIONE COMPARATA

Si sviluppa negli anni ’60 negli Stati Uniti per sostituire gli studi classici della pubblica amministrazione con

studi comparati.

L’istituzionalismo ritiene che non solo ci siano una serie di variabili esogene, ma una volta creata

l’amministrazione gode di un po’ di autonomia.

Obiettivi dell’approccio comparativista → mettere a confronto le varie soluzioni della strategia istituzionale

nei Paesi occidentali.

MODELLI

Dal punto di vista del diritto amministrativo:

 Sistema a formazione comune → dominanti regole comuni per gli operatori privati e pubblici (Es.

sistema anglosassone).

 Sistema a formazione speciale → presentano regole esorbitanti rispetto al diritto privato (Es.

modello francese) → regole speciali, giurisdizione speciale e quindi tribunali.

 Modello anglosassone → le caratteristiche per il primato della politica e dell’economia

sull’amministrazione. Lo sviluppo di un’etica professionale e dell’autonomia individuale e di una

responsabilità.

Welfare state → originariamente ampio ma che storicamente si riduce per ridurre i costi.

 Modello continentale → primato dello Stato e dell’amministrazione sulla società. Sistema di regole

che determina il funzionamento del burocrate.

Welfare → contenuto → tradizione conservatrice.

 Modello scandinavo → primato dei diritti del cittadino sullo Stato.

LETTURA DI GUALMINI

1° fase: 1960 → creare dei modelli interpretativi generali (teorie funzionaliste) → AGIL.

2° fase: studi comportamentalisti → si perde l’idea del modello generale. 14

Anni ’70 → rapporto tra politica e amministrazione → il funzionario non deve essere completamente

neutrale → amministrazione costante → il funzionario deve sposare la causa politica → questo porta ad un

ricambio frequente → forte politicizzazione dell’amministrazione.

Individuiamo 4 modelli di burocrati.

4° fase: 1980-1990 → new public management → concetto di efficienza, di commisurazione → trasportare

quello che è un modello manageriale del sistema privato alla pubblica amministrazione.

5° fase: 1990 → neo istituzionalismo → permette di dare risalto alle differenze.

L’istituzione è anche un agente che sviluppa delle pratiche proprie agendo sul sistema e facendo pressione

sul processo di decisione.

LIMITI

 Identità di risposte di fronte a problematiche comuni → di fronte dei momenti di crisi si tende ad

elaborare risposte simili al di là del modello (quindi il modello anglosassone, scandinavo, centrale

non ci aiutano).

 De contestualizzazione → in realtà, ogni soluzione riformista deve essere contestualizzata →

possiamo adottare lo stesso strumento ma in base al modello abbiamo effetti diversi.

 Globalizzazione → tendenza ad uniformare le soluzioni (Es. nell’ambito della Comunità Europea,

abbiamo delle linee guida che vengono applicate a tutti i paesi membri).

I GOVERNI LOCALI

Si intende tutte le istituzioni che hanno il compito di governare in ambito locale (government).

Per governo locale si intendono tutte le attività che contribuiscono a formare e mettere in pratica le

politiche pubbliche locali (governance) → operano in un ambito territoriale ridotto.

I governi locali sono ad esempio, i governi municipali (città, paesi, villaggi), le provincie come in Italia, i

dipartimenti come in Francia, i circondari come in Germania o le contee come in America o Inghilterra.

I governi locali si distinguono ai governi regionali sulla base del ramo costituzionale → ovvero del tipo di

sovranità esercitata sul territorio.

In Italia, con l’espressione ente locale ci riferiamo ai comuni e provincie, la regione è ad un ramo intermedio.

Classificazione dei governi locali:

1. Governi locali puri → sono quelli che sicuramente sono governi locali:

o Sono istituzioni territoriali → controllo su un determinato territorio;

o Istituzioni elettive → eletti periodicamente e direttamente dai cittadini;

o Generaliste → sul territorio della propria amministrazione si occupano di qualsiasi

problema → non sono specializzati;

o Autonome → carattere relativo rispetto al sistema politico-istituzionale → questi enti

possono imporre tributi e decidere delle proprie politiche pubbliche con un certo grado di

discrezionalità (Es. comuni e province italiane, comini e circondari tedeschi, contee e

distretti americani).

2. Governi locali di secondo grado:

o Sono generalisti;

o Non sono direttamente elettivi → ma designati indirettamente da altri governi locali (Es.

provincie spagnole e portoghesi e tutte le istituzioni locali che raggruppano degli enti locali

minori e svolgono delle mansioni più vaste (Es. le comunità montane in Italia, associazioni,

regioni inglesi, città metropolitane).

3. Agenzie locali specializzate → trattano una specifica funzione dell’ente pubblico → sono una

funzione di governo specializzata (Es. acqua, trasporti, scuola). 15

Queste forme di governo sono in alcuni casi direttamente elettive (Es. school districts in America)

→ sono dei tipi di agenzie fondate su organi collegiali eletti da cittadini che possono trascendere i

confini della contea → quindi operano su un territorio più vasto e generale → per questo alcune

forme di governo possono sovrapporsi.

Possono anche essere delegati dai governi puri o di secondo grado.

4. Apparti locali dipendenti dal centro:

o Autorità non elettive nominate dall’alto → danno attuazione a politiche di tipo nazionale o

regionale ma a livello locale;

o Funzione di controllo su governi locali (Es. prefetto, questore, soprintendenza per i beni

culturali).

Sono controllati dal centro ma dislocati sul territorio.

Parliamo di decentramento:

 Politico → definito come devolution → trasferimento di funzioni da un governo centrale ad un

governo locale;

 Amministrativo → detto deconcentrazione → affidamento periferico di competenze centrali → a

livello centrale ma viene svolta in periferia.

La moderna configurazione dei governi locali deriva dalla loro formazione e consolidamento → si intende

soprattutto dal periodo post rivoluzione francese (‘800).

Quest’assetto è stato definito mediante diversi modelli amministrativi nei rapporti centro-periferia.

Modello napoleonico (modello francese):

 Nasce dalla rivoluzione francese.

 Si caratterizza per un’amministrazione uniforme e comune → durante la rivoluzione vengono

abolite le corporazioni → l’Assemblea Nazionale era riuscita a facilitare l’esercizio di potere

attraverso l’adozione del principio di uniformità → in particolare, i dipartimenti.

 Crea una nuova rete di governi locali.

In particolare, il decreto relativo alle istituzioni primarie ed amministrative → ogni dipartimento è

diviso in distretti, ogni distretto in cantoni → misura anche contro le potenti istituzioni locali

autonome del feudalesimo medievale.

<<L’état est un>>

 Consapevolezza dell’accentramento amministrativo → introduzione dei prefetti → controllore dei

governi locali minori ed a capo del distretto → l’amministrazione resta comunque statale.

 Democraticità → garanzia costituzionale dei governi locali → modificare l’assetto del governo locale

significa agire sulla costituzione → modificare la costituzione comporta delle procedure aggravate.

In caso contrario, basterebbe una semplice legge ordinaria.

Consigli comunali elettivi.

 Uniformità.

 Intreccio tra Stato centrale e governi locali → apparati periferici dislocati sul territorio che

gestiscono un servizio di interesse nazionale.

L’amministrazione nazionale può intervenire sull’amministrazione dei governi locali perché siamo in un

caso di accentramento amministrativo.

Le regioni in Francia sono state introdotte nel 1956 → con lo scopo di pianificazione nazionale di tipo

economico.

Queste regioni sono dei raggruppamenti di dipartimenti e presiedute dal prefetto a tutti gli effetti.

In seguito, nel 1982 viene introdotto il decentramento amministrativo → il presidente della regione

sostituisce il prefetto, ente di tipo elettivo → la loro azione è comunque stabilita in accordo con la nazione.

16

Nel 2003 legge costituzionale → la Francia è una repubblica con un’organizzazione decentralizzata.

Introdurre un decentramento ha portato all’introduzione del principio della sussidiarietà → i poteri/

competenze pubbliche devono essere assegnate, possibilmente al livello di governo più basso possibile →

quello più vicino ai cittadini.

Lo Stato deve essere pronto ad intervenire qualora il governo locale non sia in grado di portare a termine il

compito → per questo lo Stato è sussidiario.

ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI DELL’INTRODUZIONE DELLE REGIONI

Rapporto tra regioni e dipartimenti → anche a livello economico → se inizialmente (anni ’60) i piani

vengono stabiliti dallo Stato → col tempo nascono dei piani di cooperazione Stato/regione (siamo già

nel ’90).

Quindi, da un approccio legislativo si passa ad un approccio giuridico → sussidiarietà, adeguatezza,

differenziazione.

Gli aspetti negativi sono pratici → a volte i governi francesi non rispettano questi termini soprattutto, per

quanto riguarda i finanziamenti → le regioni dipendono economicamente dai finanziamenti dello Stato

centrale.

Aspetto positivo → buon livello di rilancio di progetti a livello locale di ricerca e sviluppo.

L’introduzione delle regioni è stata incoraggiata dall’Unione Europea → perché i fondi per lo sviluppo

economico vengono erogati a livello regionale → quindi si è cercato di dare maggiori responsabilità e poteri

alle regioni come livelli di governo intermedi.

Tra regioni, dipartimenti e municipalità non c’è un rapporto gerarchico subordinazione → questo crea

difficoltà per capire chi ha una maggiore importanza.

Le regioni hanno aumentato le responsabilità per lo sviluppo economico → nei comuni il problema è nel

numero → alcuni sono fin troppo piccoli e per questo fanno affidamento al supporto dei dipartimenti.

Per questo possono nascere le associazioni comunali → organi indirettamente eleggibili.

La Francia diventa una repubblica con un maggiore livello di decentramento.

Lo Stato unitario resta tale → sovranità primaria a livello nazionale → tuttavia, è possibile pensare ad un

certo livello di decentramento.

MODELLI NON-NAPOLEONICI

Sono sistemi di governo caratterizzati da:

 Minor grado di uniformità → nei paesi non c’è stata la stessa opera di razionalizzazione del

territorio;

 Organizzazione territoriale di aree urbane o rurali (Es. Germania ed Inghilterra);

 Ruolo più esteso dei governi locali;

 Tre sottosistemi: modello anglosassone (britannico → self government ≠ statunitense → local

government), modello centro europeo, modello scandinavo.

SELF-GOVERNMENT BRITANNICO

1. Autonomia delle unità locali v governo centrale “non executant” → struttura che non eroga

direttamente alcun servizio ai cittadini.

I governi locali costituiscono il principale terminale governativo per l’attuazione di progetti e

politiche.

Deriva da un carattere storico fortemente identitario → assenza di volontà di controllo capillare del

territorio → si lascia ampia discrezionalità agli enti locali.

2. La sovranità del Parlamento → governi locali a competenza speciale. 17

Forza predominante del pubblico sui governi locali → perché in Gran Bretagna non esiste una

costituzione scritta che definisca i rapporti gerarchici dei livelli di governo, delle funzioni → ne

deriva la sovranità totale del Parlamento sui governi locali.

I distretti e le contee non possono intraprendere qualunque iniziativa che ritengo nano utile per la

propria comunità → non sono garantiti costituzionalmente sul raggio d’azione all’interno della

comunità.

I governi locali sono soggetti alla clausola “ulta vires” (oltre le proprie forze) → ogni iniziativa locale

deve essere autorizzata dal Parlamento.

Il modello del rapporto centro-periferia è di tipo agency o stuardship.

Oggi, per quanto riguarda lo sviluppo economico, i governi locali hanno autonomia in ambito

generale.

3. Dual polity → questa contraddistinzione tra l’autonomia e la totale sottomissione al Parlamento ha

origini storiche → duplice sfera politica → politica nazionale e politica locale sono indipendenti →

senza interferenze.

C’è una separazione delle carriere politiche → è difficile che ci sia pressione degli interessi nazionali

a livello locale.

Il self-government o dual polity → duplice sfera politica.

La conseguenza si può notare nei provvedimenti adottati negli anni ’70 → si assiste ad una progressiva

centralizzazione, una generale e continua ristrutturazione, un complessivo taglio delle spese

nell’amministrazione.

Questo ha impedito alle autorità locali di poter reagire a queste riforme del governo centrale → questo

perché non c’è una garanzia costituzionale per gli enti locali a livello storico → Local government acts 1888

e 1895 → sono delle leggi ordinarie emanate dal Parlamento britannico che avevano lo scopo di

razionalizzare un sistema estremamente caotico.

C’è la necessità di razionalizzare ma la tradizione storica britannica è diversa da quella francese, perché

diffida del principio di uniformità applicato in maniera così rigira → sostanzialmente si cerca di tenere conto

delle differenze territoriali, in particolare: tra aree urbane (città) e aree rurali (campagna).

Vengono organizzati i governi locali delle aree urbane in modo diverso rispetto i governi locali delle aree

urbane.

Per cui per le aree rurali prevedono un sistema di governo su due livelli:

1. Contee;

2. Distretti.

Nelle aree urbane vengono create delle contee urbane i cosiddetti, country borough → contee e distretto

allo stesso tempo → le esigenze delle aree urbane portano ad individuare un unico livello di governo che ha

la dimensione della contea.

Questo sistema permane fino agli anni 70 del ‘900 → fino a quando il Parlamento decide di accorpare i

distretti → lo scopo fondamentale è quello di ridurre il numero e creare dei grandi governi comunali (più

ampi anche demograficamente).

Per cui oggi, la Gran Bretagna presenta la minore articolazione di governi territoriali ed il più basso numero

di governi locali → anche se a livello geografico non c’è uniformità territoriale.

- Anni ’60 → le prime proposte da parte dei laburisti → per la soppressione delle contee e la

creazione di un sistema di governo locale basato su un unico livello di governo → i distretti.

- Nel 1965 → abbiamo la creazione della Greate London Council → il primo vero governo a livello

metropolitano nell’area di Londra. 18

- 1972 – ’73 → il governo conservatore realizza solo parte della proposta laburista → mantiene le

contee e sopprime quasi 1.000 governi comunali (ovvero governi di distretti) → si creano le

cosiddette contee metropolitane.

Vengono mantenute le contee per ragioni puramente politiche → le aree rurali e soprattutto le

contee nelle aree rurali avevano una maggioranza di conservatori → quindi in caso di elezioni

politiche rappresentavano una circoscrizione elettorale di tendenza conservatrice.

- 1986 → il governo Thatcher agisce contro il livello di governo metropolitano → sopprime sia le

contee metropolitane (istituite precedentemente) sia il governo della Grande Londra (nato sotto

l’impulso laburista).

- 1994 → il governo Major elimina il secondo livello di governo in Galles (le contee) e in Scozia (le

regions) → allo stesso tempo, in Inghilterra, continua il processo di razionalizzazione ed

accorpamento → vengono creati 46 governi comunali che prendono il nome di unitary authority →

questo livello è sottratto al controllo delle contee.

- 1999 → il governo Blair punta sul livello intermedio → quindi riforma il sistema di governo

periferico britannico → istituisce governi regionali elettivi in Galles e Scozia (possono così dotarsi di

proprie assemblee elettive ed avere una certa potestà legislativa) e restituisce un secondo livello di

governo per il governo metropolitano londinese (Great London Authority). Vengono istituite in

Inghilterra anche delle autorità regionali non elettive → le regioni costituiscono delle circoscrizioni

elettorali per l’Unione Europea, perché servono anche a veicolare i fondi europei.

La tendenza storica è quella di accorpamento (riuscita nel caso britannico ma non in Francia o in Italia)

perché il governo britannico può intervenire dall’alto per modificare le circoscrizioni locali senza chiedere il

consenso alle autorità locali.

Inoltre, non esiste la figura del prefetto che svolge una funzione di controllo del territorio ma anche di

salvaguardia degli interessi → minor grado di influenza nazionale dei governi locali.

Il grado di frammentazione (la ripartizione della popolazione tra i comuni) è basso → nel senso che, oggi,

tutti i governi municipali sono piuttosto omogenei per quanto riguarda il numero di abitanti che è alto

(circa 100.000).

A livello di contea, la Gran Bretagna ha cercato di risolvere i problemi di conflitto tra il livello di contea e

quello di distretto → in quanto, nelle aree urbane, le città sono scorporate dal territorio provinciale in

modo tale che il governo delle città svolga le funzioni di un governo intermedio.

A livello regionale abbiamo diversi tipi di governo intermedio → tra il 1994 e il 2011, in seguito alle riforme

del governo Blair, in Gran Bretagna, sono state sperimentate tutte le forme di governo. Le regioni finché

sono esistite (fino al 2011) hanno avuto un potere consultivo nei confronti di queste agenzie regionali che

erano state costituite in ciascuna regione al fine di sviluppare dei progetti per lo sviluppo economico del

territorio.

Quindi, in Gran Bretagna fino al 2010 si sviluppa un regionalismo asimmetrico.

Regionalismo asimmetrico

Il territorio di uno stesso paese viene suddiviso in aree governate da istituzioni che hanno un

diverso status giuridico e diversi poteri.

Il Regno Unito ha creato questi governi regionali di diversa natura che esercitano un certo grado di

sovranità ed hanno una certa capacità legislativa sul territorio (Scozia e Galles) e poi abbiamo delle regioni

19

che hanno solo una funzione consultiva e non hanno organi direttamente elettivi, sono solo circoscrizioni

puramente formali per scopi statistici.

Mentre un parlamentare inglese non può interferire nelle questioni regionali di Scozia e Galles → i

parlamentari rappresentanti di Scozia e Galles nel Parlamento inglese, possono dare il proprio voto → in

questo modo, si crea anche una sorta di asimmetria politica.

Dott. Buttarelli

EVOLUZIONE DELLA CITTÀ METROPOLITANA DI LONDRA

Fino alla fine dell’800, parlando di Londra ci si riferiva solo alla City of London che ha più o meno lo stesso

perimetro di oggi.

Al di fuori della City, la suddivisione amministrativa era divisa in parrocchie, distretti governati da volontari

→ quindi, la corruzione era elevatissima → perché queste persone si proponevano come amministratori

locali senza competenze ed approfittavano di quelle occasioni in cui era possibile guadagnare in modo

illecito.

Londra ed i sobborghi diventavano negli anni sempre più grandi ma non collaboravano → perché la City ha

sempre voluto mantenere la propria indipendenza → che ottenne nel 1319 attraverso la Great Charter →

nella quale, vennero stabiliti i tre organi della City of London che ancora oggi esistono:

1. Court of Common Council – la Camera Bassa:

o Sistema di nomina definito sulla base dei 24 ward (quartieri) nei quali era divisa la City;

o È composto da un numero di membri che è variato nel corso dei secoli → Liverymen,

Aldermen (sono membri più partecipanti perché hanno una sorta di funzione esecutiva) →

nel 1996 si è stabilito a 100 il numero dei membri;

o Funzione di controllo sulla tassazione ed approvazione del budget della City.

2. Court of Aldermen è composta da 24 membri (uno per ogni ward) e il Lord Mayor che presiede

anche la Court of Common Council.

o È l’organo esecutivo;

o Si riunisce quasi ogni giorno per l’amministrazione ordinaria;

o Sono cariche a vita → inoltre, ogni ward propone dei candidati e poi sono gli altri Aldermen

a scegliere la persona che sarebbe diventato nuovo membro.

3. Lord Mayor che presiede la Court of Aldermen è oggigiorno, una figura cerimoniale → esiste solo a

Londra perché è stata una concessione della Corona.

Il sistema elettorale della City è diviso sia per abitanti sia per lavoratori (come se facessero ancora parte

delle corporazioni).

Il Municipal Corporation Act (1835) è il primo grande atto che va a definire le istituzioni metropolitane

londinesi → istituisce una commissione per studiare la situazione dei sobborghi amministrativi di Londra.

Si stabilisce che il modello corporativo della City non deve essere applicato al resto del territorio, perché

presenta numerosi problemi: corruzione, appropriazione delle cariche.

Allo stesso tempo, la City risponde a questa provocazione politica migliorandosi.

Tra il 1850 ed il 1900 → esplosione demografica attorno Londra → inoltre, la rivoluzione industriale porta la

popolazione dalle campagne verso Londra che accentra il commercio → si passa da 2,3 milioni di abitanti

fino a 7,5 nel 1921.

Nel frattempo, erano state create oltre 250 leggi per l’amministrazione dei sobborghi, più di 100 enti locali

ad hoc, 10.500 commissari nelle parrocchie → generando ancora più confusione.

Metropolis Local Management Act (1855) che è stato il risultato della commissione creata nel ’35 → infatti,

è stata creata una geografia di Londra che è andata avanti fino al 1963.

 Vengono create 23 grandi parrocchie e 15 Discrict Boards → vi è anche qui una certa titubanza nel

cambiamento perché le parrocchie portavano voti soprattutto ai conservatori.

 La City of London resta indipendente.

 Nasce il primo organo metropolitano → il Metropolitan Board of Works → la prima necessità era

quella di gestire i lavori pubblici. 20

o 45 membri nominati dalle parrocchie ed i distretti → la mancata eleggibilità senza turnover

portò alla corruzione.

o Compito di pianificazione urbana, gestione del territorio e ridistribuzione delle risorse

finanziale → molto importante perché significa governare un territorio.

o Si trattava (caso 4) di un governo non direttamente elettivo che ha un’associazione

obbligatoria, in questo caso, le parrocchie ed i distretti che ne fatto parte e che dispone di

una propria fiscalità.

Nel 1887, ci si rende contro che questo sistema iniziava a vacillare → venne creata la prima Royal

Commision → per analizzare il malfunzionamento del Metropolitan Board of Works → perché la

corruzione e la mancanza di cariche elettive iniziavano a creare qualche problema.

La soluzione è quella del London County Council → quindi contea.

o Stesse competenze e confini del Metropolitan Board of Works → però si inizia a parlare di

Contea di Londra, Consiglio della Contea di Londra.

o Le cariche diventano elettive ogni tre anni → di conseguenza, diventa anche una carica

politicizzata → ciò si può ripercuotere anche sulle politiche nazionali → dal momento che

Londra è capitale.

o Vi sono ancora gli Aldermanni → carica di consiglieri più presenti rispetto agli altri (non era

ancora una professione quella di politico locale).

o La Royal Commission propose un sindaco a capo dell’assemblea ma il Parlamento ne ebbe

paura, creando un organo locale potente quanto lo stesso Parlamento → quindi fu

proposto un Chairman eletto tra i membri dell’assemblea.

Il London County Council nasce alla fine dell’800 in un periodo di crisi economica cui segue la prima

guerra mondiale che porta ad un altro periodo di crisi economica cui segue la seconda guerra

mondiale.

Il Greater London Act (1963) si ritorna a ragionare su Londra attraverso la Royal Commission che ha il

compito di creare un’amministrazione locale efficiente e vicina alla popolazione ovvero, di facile

comprensione.

 Cambia la geografia di Londra, tuttora esistente → una geografia concentrica: la City, vengono

creati 32 boroughs → non sono tutti uguali, sono divisi in Inner-London (sono quelli che

costituivano il vecchio sistema del London County Council) e Outer-London.

 È un organo metropolitano → ricollegabile (caso 3) ad un’assemblea metropolitana eletta

direttamente dai cittadini e con un maggior potere.

 Assemblea metropolitana composta da 100 membri eletti ogni tre anni → divisi in commissioni →

erano a capo del dipartimento esecutivo del governo locale → non abbiamo un esecutivo

monocratico.

Nel 1986 il Greater London Council muore.

I distretti dell’Inner-London operavano in maniera più stretta rispetto a quelli dell’Outer-London (Es.

l’educazione).

Allo stesso tempo, nacque la London Borough Association → un organo metropolitano per gestire tutte le

competenze che gli consentiva la legge.

Il Greater London Council aveva fallito nei compiti che gli erano stati assegnati → gestione del territorio e

housing sociale → quindi il governo Thatcher colse l’occasione per eliminarlo.

All’epoca il Chairman era Livingstone che trasformò la carica di fatto in un sindaco, contrapponendosi a

livello politico alla Thatcher → la Thatcher lo eliminò subito nel 1983 con la legge e nell’86 muore la Città

Metropolitana di Londra e si ritorna a delle agenzie speciali → ognuna delle quali si occupava di fornire un

servizio (Es. trasporto pubblico, gestione dei rifiuti, gestione del Tamigi) → tutto questo, per non dare

un’unità politica a Londra.

In questo caso, siamo di fronte (caso 6) ad un sistema di agenzie funzionali di scala metropolitana.

Il Local Govenment Act (1985) creò un pesante deficit democratico → Londra alla fine degli anni ’80 non ha

un governo eletto dai cittadini → soprattutto perché il Regno Unito ha inventato la democrazia

parlamentare. 21

I laburisti sfruttano la questione per risorgere nella metà degli anni ’90 con Tony Blair → accusando il

governo Thatcher di aver distrutto il paese e Londra, togliendogli ogni concetto democratico.

Così Tony Blair ottenne un grande consenso da parte dei cittadini di Londra che sentivano l’esigenza di

esprimersi a livello locale.

Nel 1997, Tony Blair viene eletto primo ministro.

Nel 1998, viene fatto un referendum per chiedere ai cittadini di Londra se volevano un governo

metropolitano eletto → 34% di affluenza, di cui il 72% si espresse a favore → il partito laburista propose

così la Greater London Authority istituita nel 1999 → creò due organi metropolitani:

 London Assembly:

o Elezioni dirette di 25 membri non divisi tra i borough → il voto è disgiunto. Se il sindaco

cade, la London Assembly continua ad operare.

o Pochi poteri → monitorare l’operato del sindaco attraverso interrogazioni e gestisce il

budget → il sindaco fa le proposte ma è la London Assembly che deve approvare.

 Mayor of London → governa Londra governando le agenzie speciali:

o Nomina i membri delle varie agenzie.

o Stabilisce il budget delle agenzie.

Il Mayor of London per svolgere i suoi compiti ha bisogno di collaboratori (dinamiche

amministrative simili al modello statunitense a livello federale).

Ci troviamo nel (caso 3) governo metropolitano eletto nel quale il sindaco è la figura di riferimento

sia politicamente sia a livello di rappresentanza (essendo eletto dai cittadini) ed è a capo

dell’esecutivo → nonostante continuino a permanere i borough.

LOCAL GOVERNMENT AMERICANO

Come nel sistema britannico, abbiamo due livelli di governo locale: contea e governo municipalità.

Tuttavia, ciò che distingue i due sistemi è la forma di governo → se il Regno Unito è uno stato unitario (con

alcune forme di autonomia come Scozia, Galles e Irlanda del Nord), gli Stati Uniti sono uno stato federale.

Gli Stati Uniti presentano delle distinzioni a livello amministrativo:

1. Assenza di un livello amministrativo intermedio costituito dagli Stati membri → i quali hanno

sovranità assoluta sulla rispettiva amministrazione locale (anche se vi possono delle eccezioni con

delle limitazioni alla sovranità).

2. I rapporti fra governo nazionale e governo degli Stati sono cambiati nel corso del tempo →

partiamo da un federalismo duale → in cui Stati e Federazione assumono idealmente lo stesso

ruolo e competono fra di loro per l’esercizio delle funzioni conferite dalla Carta Costituzionale →

fino ad arrivare ad un federalismo cooperativo (1932) all’inizio del New Deal “Nuovo Patto” con

Roosevelt in cui Stati e Federazione sono in cooperazione → oggi invece, ci troviamo nel cosiddetto

federalismo coercitivo (1962) in cui vi è stato un progressivo predominio del governo federale nei

confronti della sovranità degli Stati.

A livello federale, i governi locali non godono di alcuna protezione costituzionale (nel caso britannico,

l’assenza di garanzie costituzionali non era dovuta alla forma di governo ma alla mancanza di una

Costituzione scritta) → in questo caso, la mancanza di garanzia, è dovuta alla struttura stessa → abbiamo

una Costituzione che non arriva (perché non può) a controllare il governo locale → però esiste, a

discrezione degli Stati, la possibilità di inserire all’interno delle Carte Costituzionali una qualche protezione

costituzionale per i governi locali.

Le protezioni costituzionali sono riservate agli Stati → perché gli Stati esercitano sovranità sul proprio

territorio → all’interno abbiamo anche il controllo sull’amministrazione locale.

Tutti i governi locali sono sottoposti al principio ultra vires → quindi di norma, non possono prendere

decisioni che non hanno un fondamento in una norma di legge (leggi ordinarie degli Stati).

Non esiste un sistema prefettizio.

Dillon’s Rule (1868) → stabilisce il principio secondo cui gli Stati hanno una sovranità assoluta sui propri

governi locali, il governo federale non può intervenire (siamo ancora nell’ambito del federalismo duale). 22

Questo significa che non esiste un principio di uniformità → anche se tradizionalmente, a livello di

struttura abbiamo sempre questi due livelli di governo: contee e municipalità. Non vi sono schemi

predefiniti (Es. modello francese).

Possono esistere regole differenziate → lo Stato può applicare delle regole differenziate alle diverse realtà

locali → questo significa che i governi locali possono richiedere delle condizioni di speciale autonomia

(definita home rule) che gli consentono di acquisire maggiori competenze.

Esistono anche un numero considerevole di Special Districts e School Districts (gestione delle scuole

pubbliche che hanno generalmente un Consiglio scolastico di tipo elettivo) → che hanno una natura un po’

ibrida → sono fortemente specializzati (Es. acqua, trasporti, rifiuti). In parte sono direttamente elettivi → in

altri casi, sono emanazione di governi locali, quindi sono governi di secondo grado eletti indirettamente.

Questa sovrapposizione e varietà di livelli di governo, rimanda ad un’idea di confusione ed assenza di

razionalizzazione → ma fin dalle origini è volto a favorire e garantire la partecipazione dei cittadini.

Il sistema americano non deriva direttamente da quello britannico ma piuttosto, è conseguenza della

dominazione coloniale britannica in Nord America → origina dall’esperienza coloniale.

Le due forme di governo applicate dalla Gran Bretagna al Nord America sono caratterizzate da una forte

autonomia → si tratta di compagnie i cui consigli di amministrazione si occupavano non solo di questioni

commerciali ma anche di questioni amministrative → si sviluppa un tipo di organizzazione dal basso:

1. Chartered Companies → prima forma di amministrazione locale in Nord America.

2. Royal Colonies and Proprietorships.

Divisioni amministrative:

 Country (contea):

o Si occupa dei servizi pubblici, controllo del territorio e sicurezza pubblica, salvaguardia della

memoria storica, alcuni servizi sociali.

o Forma di governo → generalmente abbiamo un Consiglio elettivo ed un Presidente del

Consiglio.

 Municipality (municipalità) → il livello di governo più basso, quello più vicino al cittadino →

giurisdizione limitata alle aree urbane.

Mayor Council → abbiamo un Sindaco ed un Consiglio eletti dai cittadini → può dare origine a dei modelli

più o meno forti, possiamo avere delle forme di:

 Strong Mayor Council → (Es. New York) il sindaco è titolare esclusivo del potere esecutivo, è un

organo monocratico forte, direttamente elettivo, dispone del comando diretto

sull’amministrazione comunale quindi, ad esempio, può nominare e revocare i capi dipartimento a

proprio piacimento attraverso il sistema dello spoil system, ha anche diritto di veto sulle

deliberazioni del Consiglio. È molto simile al sistema presidenziale applicato a livello locale.

Questa forma di governo ha portato alla destabilizzazione dei partiti.

 Weak Mayor Council → abbiamo un sindaco debole che è assistito da dei magistrati anch’essi eletti.

Movimento progressista → movimento per le riforme amministrative (fine ‘800) per la lotta contro la

corruzione anche all’interno della pubblica amministrazione → vista come sotto il dominio dei partiti

attraverso le elezioni → sono a favore della figura del City Manager ovvero, l’applicazione di un sistema

aziendalistico/manageriale nel settore della pubblica amministrazione, attraverso la figura di un

progressista.

 Council Manager → uno dei sistemi di governo maggiormente sostenuti dai progressisti ed è

basato sulla figura del City Manager → una delle prime forme è il governo di Staunton in Virginia

(1908) → oggi questa forma viene adottata generalmente dalle municipalità che hanno almeno

2.500 abitanti ed in cui si possono effettivamente realizzare delle forme di governo cooperativo →

abbiamo sempre un Consiglio di dimensioni molto ridotte (max 10) ed un Sindaco → tuttavia, tutti i

compiti di carattere esecutivo sono delegati al City Manager → nominato dal Consiglio (che può

anche revocarne la nomina) a tempo interminato → ha un controllo esecutivo sull’amministrazione

comunale → quindi, nomina i dirigenti dei vari dipartimenti, controlla il bilancio che deve

comunque essere approvato dal Consiglio in qualità di organo politico, effettua materialmente le

spese. 23

Il Consiglio controlla l’operato del City Manager ma non hanno modo di controllare direttamente i

funzionari che rispondono solo al City Manager.

Questa forma di governo è detto governo aziendale → può funzionare in città medio - piccole,

perché necessita di una base sociale che non preveda grosse conflittualità di carattere politico.

Commission → abbiamo delle piccole municipalità, un solo organo direttamente elettivo la Commission

appunto (non abbiamo sindaci), formata da un numero ristretto di consiglieri → svolge compiti deliberativi

(regolamenti interni alla comunità), consultivi e controlla effettivamente il governo municipale → anche

questa forma di governo può essere applicata solo su scala ridotta (una piccola comunità o comunque un

territorio limitato).

Town meeting → assemblea di tutti i cittadini → si riuniscono due volte l’anno → approvano il bilancio ed

eleggono i responsabili amministrativi → forma di governo che può essere applicata solo a piccole comunità.

CASO NEW YORK

Città metropolitana → fondata nel 1653.

La prima Carta Coloniale che sancisce New York come città è del 1683 → nasce come città ma è inserita

all’interno di una contea → infatti, il governo metropolitano di New York ha il rango di contea.

Le contee dei vari Stati sono già presenti durante e prima della rivoluzione e rivestono un ruolo

importantissimo per la sicurezza pubblica → questo compito era svolto dagli sceriffi che avevano una

nomina temporanea ed erano sotto il controllo del governatore.

La Federazione americana nasce dal movimento di unione di una pluralità di Stati → questo significa che gli

Stati esistono ben prima della Federazione → dandosi prima una costituzione e poi cedendo una parte della

sovranità alla Federazione.

New York come contea preesiste alla fondazione dello Stato di New York ed è la stessa Costituzione a

riconoscerla → quindi è garantita costituzionalmente.

Nell’800, le contee dello Stato di New York sono il braccio amministrativo dello Stato → hanno il compito di

conservare gli archivi, fanno eseguire le leggi dello Stato, gestiscono le consultazioni elettorali, svolgono

tutte le funzioni che lo Stato attribuisce loro.

Solo a partire dal ‘900, le contee diventano dei veri e propri governi locali autonomi → un cambiamento

reso possibile da una legge dello Stato di New York del 1959 che permette alle contee di strutturare i

governi nella forma che preferisco → ciò porta ad una forte urbanizzazione, la possibilità di adottare una

propria home rule (per dotarsi di competenze e forme di governo autonome), lo sviluppo del sistema

democratico nel suo complesso (il principio di una persona un voto).

Oggi, le funzioni delle contee sono aumentate enormemente → le principali sono:

 Assistenza economica → programmi di aiuti sociali ed economici.

 Controllo del sistema educativo → community college, primary school.

 Funzione di polizia e sicurezza.

New York è stata originariamente concepita come forma di governo di rango più elevato rispetto quello di

una città, potrebbe essere concepita come un governo di carattere regionale → perché si trova su un’ampia

area che coinvolge i territori di altri Stati limitrofi (New Jersey, Connecticut).

Nel 1898, New York diventa effettivamente una città metropolitana ed inizia il movimento annessionista →

la città metropolitana di New York si sviluppa per annessione → abbiamo 5 borough che vengono inglobate

nell’area metropolitana e soppresse come municipalità.

Nella seconda metà del ‘900, si interrompe il trend annessionistico, perché si interrompe lo sviluppo

urbano a raggiera dovuta all’industrializzazione delle aree periferiche.

Ma già negli anni ’30, lo sviluppo urbano negli Stati Uniti diventa più complesso → sviluppo dei trasporti

pubblici → le città si svuotano e le classi medie si trasferiscono nei sobborghi quindi, di fatto, la città a

livello demografico cambia → il centro è abitato dalle persone più povere mentre dei sobborghi le famiglie

più ricche.

I riformatori mettono sotto accusa la grande frammentazione amministrativa derivante dal processo

annessionistico che aveva creato varie unità di governo → difficoltà per un unico governo centrale di

controllare tutto → portando alla corruzione e difficoltà a livello gestionale. 24

La frammentazione crea problemi anche di tipo fiscale → la città si svuota, quindi le entrate fiscali sono

maggiori nei sobborghi rispetto al centro che però è quello che offre i principali servizi.

Si arriva ad una proposta di riforma che punta ad una maggiore cooperazione in modo da ristabilire

efficienza e controllo del territorio.

Attualmente, la forma del governo di New York è quella dello Strong Mayor Council Government →

abbiamo un Sindaco di durata quadriennale ed ha il potere di nomina e revoca di tutte le posizioni

amministrative non elettive, un esecutivo monocratico elettivo, il governo è organizzato per dipartimenti,

uffici e commissioni. Il Sindaco è affiancato da un Consiglio → che è l’organo legislativo direttamente

elettivo → emana le leggi locali ed ha il potere di emendare, di proporre delle revisioni alla Carta Cittadina,

può emanare anche degli home rule messages (petizioni allo Stato per ottenere maggiore autonomia).

Anche i deputati del Consiglio hanno una durata quadriennale e vengono eletti a livello di distretto →

quindi la prima divisione a livello territoriale del governo metropolitano è quella dei distretti → che sono

solo circoscrizioni elettorali.

Abbiamo anche le originarie 5 boroughs (le contee originarie) → ognuna di queste contee è presieduta da

un Presidente eletto e il borough board (una commissione) → commissione formata dai rappresentanti del

distretto presso il Consiglio, dal Presidente del borough e dal Presidente del community board con funzioni

prettamente consultive (all’interno dello Stato di New York sono 59 i community board distribuiti sui 5

boroughs).

Community board → sono una specie di comitati di zona che svolgono principalmente una funzione

consultiva nei confronti della commissione → suddivisione territoriale, progettazione comunitaria,

consulenza per il coordinamento dei servizi municipali, budget. Ogni borough ha le sue priorità in termini di

budget e lavori pubblici.

I borough non possono essere considerati dei veri e propri governi → ma hanno un Presidente e il borough

board:

 Il Presidente → lavora in stretto contatto con il Sindaco della città metropolitana per il budget.

Vi sono anche delle agenzie specializzate (Es. Metropolitan Transportation Authority → una delle più

importanti agenzie governative, istituita con una legge dello Stato di New York per provvedere ai trasporti

di tutta l’area metropolitana, non è direttamente elettiva → è il Governatore dello Stato di New York che

nomina il Presidente di questa agenzia).

GOVERNI DI RANGO REGIONALE

Sono livelli di governo intermedi → possono essere considerati enti federati degli Stati federali → sono

garantiti dalla costituzione.

Stati federali

Sono quegli Stati in cui abbiamo due o più livelli di governo ed operano sia all’interno di istituzioni di

cooperazione comune pur continuando ad esercitare una propria competenza sul territorio.

Negli Stati Uniti, le regioni non hanno sempre lo stesso status giuridico → possono avere rango

costituzionale e potere legislativo, oppure possono avere solo funzione amministrativa ma essere

comunque elettivi, possono avere semplicemente delle capacità funzionali e possono derivare da elezioni di

secondo grado.

(Es. nel Regno Unito fino al 2011, erano presenti tutte le forme di governo regionale; in Belgio sono state

create regioni ma anche comunità (di carattere linguistico) → due livelli di governo paralleli, entrambi

elettivi e con potere legislativo ma in ambiti diversi → le regioni si occupano principalmente di: ambiente,

utilizzo del territorio, divisione del territorio, edilizia, sviluppo economico, trasporti, energia → mentre le

comunità (francese, fiamminga e germanofona) si occupano di questioni prettamente culturali: scuola,

iniziative e attività culturali, servizi alla persona, sanità). 25


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rosea

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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche europee ed internazionali
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle Istituzioni Pubbliche Comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Neri Enrica Patrizia.

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