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STORIA DELL’ARTE MEDIEVALE

°Arte carolingia

°Arte ottoniana

°Il romanico in Europa e in Italia

°Il Gotico in Europa e in Italia

°Federico II

°Nicola Pisano, Giovanni Pisano e Arnolfo di Cambio

Nicola Pisano figura fondamentale perché nasce in Puglia alla corte di Federico impara

delle novità e poi si trasferisce in toscana dove con il figlio Giovanni trasforma l’arte

Toscana e da qui nascerà un cambiamento forte registrato da Cimabue e soprattutto

da Giotto, un cambiamento nel senso di una maggiore aderenza alla realtà, alla

plasticità e alla natura

°La pittura tra Due e Trecento

°Giotto e il recupero della realtà

°Siena nel Trecento: Duccio di Buoninsegna, Simone Martini

1. COSA STUDIA LA STORIA DELL’ARTE?

2. COSA OCCORRE PER STUDIARE LA STORIA DELL’ARTE?

3. PERCHE’ STUDIARE STORIA DELL’ARTE? le architetture, i

1.L’oggetto di studio della storia dell’arte è molto ampio, sono:

dipinti, la scrittura, i mosaici, i manoscritti, le miniature, i graffiti, i gioielli, arazzi,

tappeti, i vasi , gli abiti sia quello reale che raffigurato

storia periodo storico, le tecniche artistiche,

2.La è la base per studiare storia dell’arte,

i materiali, conoscere la letteratura sacra e profana

3. …. In seguito

AMBROGIO, MILANO.

La chiesa è un quadriportico, le due torri, le ansidi, la pianta ci da la possibilità di

capire l’insieme, pianta longitudinale o basilicale a 3 navate, centrale è quella più

ampia e le due laterali più ridotte. La x è utilizzata per la volta a crociera della navata

centrale più grande a cui corrispondono due volte a crociera più piccole nelle navate

laterali, lo spazio si chiama CAMPATA(CAMPUS=AREA) ad una campata corrispondono

due campate più piccole nelle navate laterali. I sostegni alternati, pilastro, colonna,

pilastro, alternanza perché c’è la diversa disposizione di pesi. La chiesa romanica è di

solito conclusa da ansidi semicircolari. Non sono due torri coeve tra loro, una è più

antica e una più recente, una più semplice, l’altra con un paramento murario simile al

resto della chiesa. Matroneo è una galleria superiore non solo riservata alle donne ma

anche agli uomini. Il matroneo serviva per liturgie che si svolgevano all’interno del

matroneo.

DUOMO DI MODENA.

Longitudinale a tre navate, volta a crociera, nel presbiterio vi è la cripta sottostante.

Modena è un edificio antico e nasce tutto insieme nasce nel 1099 trasformato in

seguito

SAN MARCO, VENEZIA.

Cultura completamente diversa, pianta centrale, a croce greca, 4 tracci uguali, prevale

la classe centrale. Guarda a Costantinopoli poiché riprende il modello della chiesa

degli apostoli di Costantinopoli. Venezia sceglie un modello orientale.

SAN NICOLA, BARI.

Occupa un’area: Cittadella di san Nicola, Cittadella bizantina abbandonata nel 1071

quando arrivano i Normanni, 1071 fine del potere politico Bizantino ma non fine della

cultura e della religiosità che permangono in Puglia a lungo. 1087 arrivano le reliquie

di san Nicola. Chiesa giusta, ma è obliqua la facciata, le torri sono diverse tra loro e

non allineate, vi sono degli spazi negli arconi laterali, da un lato 4 arconi dall’altro 5,

segno di una serie di difformità perché la chiesa nasce in un modo più razionale. La

basilica è cresciuta velocemente proprio perché ha analizzato strutture resistenti della

cittadella bizantina. Alla fine della navata centrale ci sono 12 medaglioni con il ciclo

dei mesi, mese di settembre con un contadino con dei bastoni, sta producendo vino, vi

è un cesto e un tronco, dietro vi è una figura femminile il segno della vergine, vi è

Novembre con lo scorpione.

Madonna con Bambino (Madonna di Ciurcitano, casale degli Ospedalieri) Bari

Pinacoteca provinciale, tempra su tela.

10/10/19

Lo stesso Carlo magno seguiva direttamente il lavoro dei copisti e dei miniatori

esigendo un prodotto di alta qualità, seguiva tutte le fasi.

1. Ci troviamo difronte a prodotti di straordinaria qualità

2. Destinati ad un elité economica, sociale e di cultura

Opere che rispondevano alla volontà di Carlo Magno di potenziare la cultura scritta e il

fine, rispondevano alla volontà di sganciarsi da quelle che erano le radici germaniche

di Carlo Magno per fondarsi sulle leggi romane e cristiane. Questi codici appartengono

alla scuola di corte che è un luogo non solo fisico ma anche ideale che raggruppa una

serie di opere databili tra il 781 e l’814. (scuola di corte ) comprendere un piccolo

gruppo di manoscritti strettamente collegati a Carlo Magno e alla sua corte, o

commissionati direttamente da Carlo Magno o destinati direttamente a lui.

Ad esempio, a questo gruppo appartiene l’Evangelario di Godescalco, SAN LUCA (781-

782 ). Sono miniature a piena pagina, c’è uno spazio nel quale l’evangelista è inserito.

EVANGELARIO DI ADA, LUCA, INIZI SECOLO IX , in particolare in questo caso

abbiamo l’evangelista luca con il suo simbolo in una prospettiva architettonica

spaziale molto più elaborata, spazio molto più complesso, arco a tutto sesto poggiate

su due colonnine tortili( si attorcigliano ) con uno sfondo architettonico, dai capitelli

dipartono elementi floreali sui quali ci sono degli uccellini motivo di abbellimento

naturalistico. Il colore nella miniatura è molto importante, in molti casi una valenza

simbolica, in questo momento comincia ad acquisire un valore simbolo e positivo il

colore blu, in realtà nel mondo greco e romano non era molto ben visto anzi, visto

come il colore da un lato visto con debolezza, in altri casi attribuito dai barbari. Nella

miniatura carolingia il blu comincia ad essere utilizzato, blu molto forte, quasi elettrico,

Il toro è il simbolo di luca.

la tunica di san luca è blu( elemento importante ). Sfondo

con una serie di aperture rettangolari e ad arco a tutto sesto.

EVANGELARIO DI ADA, SANMATTEO INIZI SECOLO XI : Il simbolo di Matteo è

dell’angelo. La postura rispetto a Luca è diversa, ma anche l’architettura è diversa.

Sfondo architettonico, la posizione : è curvo, con la testa girata, figura molto più

animata. Le colonnine hanno un effetto di finto marmo, di marmonizzazione. Si simula

in miniatura.

VANGELO DI LORSCH SAN MARCO 810 ca. : Vi è un trono, sedile in movimento

( modo di rendere la profondità) quasi obliquo, colonnine tortili molto accentuate, il

leone sembra atterrare anche questo in grande movimento.

VANGELO DI LORSCH SAN GIOVANNI 810 ca: molto più solida e più ferma,

interessante per la resa del cielo, l’aquila è il simbolo di san Giovanni. Il tavolino sul

quale poggia il calamaio, sta utilizzando per poter scrivere sul vangelo.

VANGELO DI LORSH 810 ca. Pergamene porpurea e la presenza del sole e della

luna, i gesti della vergine e di San Giovanni

VANGELO DI SAINT-MEDARD, SOISSONS inizi sec IX: inizi del nono secolo,

raffigurazione della fontana della vita, una piccola piscina in basso con colonne e

padiglione superiore sullo sfondo di un’abside( elemento semicircolare ). Sulla

copertura di questa edicola vi è una croce e intorno una serie di animali con i cervi che

sono animali cristologici. Il leone è un animale cristologico perché è forte, è a guardia

delle persone e delle chiese, ma perché i piccoli leoncini quando nascono sembrano

morti e solo attraverso le cure della madre che li lecca prendono vita, quindi diventano

simbolo della nascita e della rinascita. I cervi sono animali cristologici, quando si

tagliano le palme delle corna, rinascono, sono raffigurati nell’ambito della figura

razionale, simbolo dei cristiani che si attenuano alla dottrina. Miniatura molto bella che

presenta anche un rapporto con l’arte antica ( con i mosaici ellenistici e romani che

raffigurano spesso gli animali, anche in varietà diverse ). In questa miniatura vi è la

cornice raffinatissima, costituita da segmenti diversi, non unico elemento raffigurativi,

come la madre perla, scacchiera che viene ripresa con colori diversi. Una miniatura

che si rifa’ ad oggetti artistici raffinati.

BIBBIA DI CARLO IL CALVO, META IX SECOLO ( SCUOLA DI TOUR), SCENE

DELLA VITA DI GIROLAMO, foglio 423v: miniatura a piena pagina, raffigurata in

modo diverso, di modo narrativo. Miniatura divisa in 3 registri, con una storia che si

sviluppa, sono scesa della vita di san Girolamo, metà del nono secolo. Esempio

importante della cultura carolingia, entriamo nel vivo del racconto, miniato e in altri

casi più scolpito. Questo tipo di narrazione deriva dall’antico cioè dal modello della

narrazione continua come ad esempio a Roma narrazione continua: il racconto

prosegue senza delle separazioni nette , l’organizzazione è per fasce orizzonti,

all’interno il racconto scorre in modo continuo.

SALTERIO DI ZURIGO 810 ca. : Salterio libro dei salmi, copertina di un libro. Vi è

una cornice vegetale molto raffinata e all’interno vi è la storia. I materiali utilizzati : è

a rilievo, non è pietra, non è marmo, non è legno, ma è l’avorio resistente

materiale

e duro, difficile da lavorare, consente di realizzare degli effetti decorativi. L’avorio

circolava liberamente.

DINASTIA OTTONIANA: DAL 982 ALL’INIZIO DEL XI SECOLO

La dinastia Ottoniana si pone dal 962 fino all’inizio dell’XI secolo (1024). L’arte

ottoniana inizia prima, dall’887 ( 15 anni prima ) e si pone in stretto collegamento con

l’arte carolingia anche dal punto di vista geografico. Come i carolingi anche gli Ottoni

furono instancabili fondatori di chiese, sia abbazie che cattedrali caratterizzate da un

corpo occidentale, il vesberg contrapposto al posto orientale, un corpo sopra elevato

con tribuna con torri scalari. SAN CIRIACO A GERNRODE 960-965 (Pianta) come

nell’impero carolingio abbiamo una forte ripresa dell’antico, programmata e voluta. Un

periodo storico complesso e difficile dal punto di vista delle guerre, delle difficoltà e

delle eucarestie, caratterizzato da arrivi e massici delle popolazioni barbariche, un

periodo anche di contrasti all’interno della feudalità ma un periodo nel quale si

imposta quella che sarà la ripresa economica e sociale dell’11 secolo, secolo che vede

l’affermarsi del romanico.

Le chiese : a pianta longitudinale, San Ciriaco a Gernrode, in Germania. La

struttura è scandita in 3 parti, vesbebrg, corpo centrale con le 3 navate, il transetto e

l’abside, tre blocchi molto definiti e scanditi. Il vesberg ha una profonda abside su due

livelli e due torri scalari, con una scala a chiocciola , corpo centrale a 3 navate,

centrale laterale e laterale, con pilastri cruciformi che svolgono ruolo importante dal

punto di vista statico, due pilastri più semplici alternati a colonne. L’alternanza pilastro

colonna è un elemento nuovo che nasce in questo momento e si svilupperà nel

romanico, nel mondo romano ci sono solo colonne. Nasce l’alternanza perché comincia

a complicarsi l’architettura e si richiedono dei sostegni più importanti. Le murature

cominciano a diventare più robuste e i volumi cominciano a complicarsi.

SAN CIRIACO A GERNRODE 960-965 (ESTERNO) :

Il fianco , il transetto, la parte absidale e il vesverc

SAN CIRIACO A GERNRODE INTERNO: Interno che evidenzia dei caratteri nuovi,

alternanza colonna pilastro colonna pilastro, ma il matroneo e il claristorio superiore 

fila di finestre monofore di piccole dimensioni nella parte superiore , questa struttura è

quella che si consoliderà nell’architettura romanica, momento importante per capire

come si costituirà l’edificio romanico.

COLONIA, SANTA MARIA IN CAMPIDOGLIO, XI SECOLO: Chiesa interessante, nella

parte absidale vi è un deambulatorio con archi e finestre superiore che delimita la

parte presbiteriali. Un edificio che si comincia a complicare, si articola e diventa

sempre più complesso.

L’esempio ‘più importante di questo periodo è SAN MICHELE, HILDESHEIM: Chiesa

in abbazia benedettina molto ricca e potente in Sassonia cioè nella Germania centro-

occidentale ed è una chiesa caratterizzata da una st5ruttura longitudinale con

transetto e parte absidale. Le piante della fase ottoniana con un quadriportico è una

struttura molto semplice ma allo stesso tempo governata da un ritmo matematico,

molto preciso, da rapporti di misure, uno a due, uno a tre. Vi è un ritorno frequente al

tre, viene nelle misure e nelle forme ripreso molto frequentemente. Impianto

longitudinale, colonne alternate a pilastri, priva di matroneo, c’è il claristorio, struttura

semplice nelle navate. La zona del transetto diventa più articolata, diventano 4 nel

registro superiore e 6 nel registro più alto , rapporto numero perché la parte di san

Ciriaco era anche un musicista e teorico e aveva questa attenzione per i numeri.

HILDESHEIM, porta bronzea, 1008-1015: Porta bronzea in due battenti, il portale è

la struttura che la coglie. In questo battente c’è la raffigurazione del peccato originale,

la genesi, il frutto proibito, la cacciata dal paradiso terrestre, dalla parte destra invece

vi è il superamento del peccato, la salvezza, legata a Cristo. Sfondo piatto e delle

figure più plastiche ad alto rilievo che emergono da questo sfondo, opera dinamica.

HILDESHEIM, COLONNA TRAIANA BRONZEA 110 -113 d. C: riprende nel motivo a

spirale del racconto del modello romano, con questo nastro a spirale. la colonna

traiana narra le riprese di traiano. Un nastro che si avvolge continuo con questa

narrazione senza interruzioni con uno sfondo abbastanza piatto, e delle figure a rilievo.

Nella colonna le figure sono molto più plastiche rispetto alla porta, maggior effetto di

chiaro- scuro.

NOZZE DI CANA: anfore, vi è l’aureola con la croce che nasce per distinguere Cristo dai

santi, le anfore elemento più importante.

REGISTRUM GREGORII, L’IMPERATORE OTTONE II in trovo circondato dalle

province dell’impero, 983: raccolta di lettere di san Gregorio Magno arricchita da

due miniature a piena pagina,. La prima miniatura vede Ottone seduto in trono con il

scettro lungo in una mano , il globo Clucigero , segno di potere universale, ai lati le

raffigurazioni allegoriche delle 4 province dell’impero che rendono omaggio

all’imperatore. L’imperatore è in trono, sotto un’edicola con un arco a tutto sesto, i

capitelli e le colonne con una piccola incertezza prospettica. Le 4 figure non sono tutte

sulla stesso piano, due sono avanti un po’ più basse e due dietro, come se si

disponessero a corona.

Registrum gregorii, san Gregorio, ispirato alla colomba, detta allo scriba 983

ca: san Gregorio detta allo scriba. Opera molto elaborata, composizione dell’immagine

come viene organizzata. Con un arco a tutto sesto che fa da sfondo, un edificio che

richiama la chiesa, l’edificio viene quasi scardinato. Spazio diviso in due, spazio

centrale un separé che divide e separa Gregorio dallo scriba. San Gregorio figura

elemento solenne e pacata con un libro nella mano e nell’altra mano vi è un legiio, lo

scriba è più piccolo e inchinato, figura subalterna. Il color verde che ritorna nella

tavoletta cerata dello scriba e ritorna nel cuscino nel falvistorio, caratterizza l’arco, il

candelabro che penda come una corona in asse e perfetta e perpendicolare con san

gregorio, l’aureola, la coperta del libro, e il falvistorio il trono mobile, questo ha teste

leonine, in parte coperta dalla tende e dal velo, le pantofole di san gregorio. Miniatura

molto raffinata

VANGELO DI OTTONE III, L’imperatore Ottone II in trono circondato dai grandi

l’impero, fine X secolo: qui ci sono i potenti dell’impero che rendono omaggio

all’imperatore e sono tutti sullo stesso piano, la stessa altezza, uno dietro l’altro. Vi è

la stessa organizzazione dell’immagine di san Gregorio, non come l’altro imperatore,

edificio aperto sul fianco, dove si appoggia il trono dell’imperatore. Vi è un elemento

che è ripreso dall’antico che ritroviamo in Puglia che è il capitello con le teste angolari,

con volute e foglie, da cui fuoriescono delle teste.

VANGELI DI OTTONE III SAN MATTEO, SEC X, fine : Portata in trionfo dagli angeli,

portata da una visione molto particolare, evangelista san Matteo con l’angelo oppure

San luca con il toro alato.

VANGELI DI OTTONE III, SAN LUCA, SEC X .

CODICE AUREO DI SPIRA, 1045- 1046, ENRICO II E Cunigonda offrono il libro alla

vergine: da parte di ENRICO II e sua moglie , la vergine raffigurata su una chiesa

aperta, chiesa ottoniana e carolingia con le tre navate, la parte absidale e aperta,

come sfondo al trono della vergine

L’EUROPA ROMANICA

Il romanico occupa un periodo compreso tra l’XI secolo e la prima metà del XII secolo,

( 1050-1060 e il 1140), la realtà è sempre più complessa perché ci sono aree come la

puglia perché il romanico perdura molto più a lungo, in puglia per tutto il XII secolo e

XIII secolo. In un’area che interessa tutta l’Europa cristiana, il romanico è un fenomeno

che potremmo definire di massa che investe tutta l’Europa, con aree in cui è

maggiormente presente, con qualche area dove invece arriva meno, ma riguarda tutta

l’Europa. In un periodo che è il periodo di RIPRESA ECONOMICA perché ci sono una

serie di miglioramenti nell’agricoltura, ci sono delle innovazioni delle cultura, nel

perfezionamento di alcuni attrezzi agricoli quindi aumenta la produzione di grano .

cereali, olio e questo produce un miglioramento della vita

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher smartis99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Bianco Rosanna.
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