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Architettura – edifici a pianta basilicale e centrale

Mentre i riti pagani venivano celebrati all’esterno dei templi, i riti cristiani si svolgevano al chiuso e in presenza della comunità di fedeli (ecclèsia). La basilica cristiana in generale ha un andamento longitudinale, con ingresso sui lati minori. La basilica è preceduta da un quadriportico, spazio rettangolare con porticato su tutti i lati; la parte che corrisponde alla facciata della basilica è detta nartèce. L’interno della basilica è diviso in navate, in genere 3, e da serie di colonne; la navata centrale è in genere più grande e alta di quelle laterali e finisce con un abside. L’abside si compone di un semicilindro, sul fondo, con sopra un quarto di sfera, detto catino absidale; spesso il corpo longitudinale è tagliato perpendicolarmente da un’altra navata detta transetto.

Tipologie di croce

La basilica è:

  • A croce latina se i due bracci del transetto sono più corti rispetto alle navate
  • A croce greca se i bracci sono uguali e al centro delle navate

La croce può essere:

  • Immissa nella croce latina, se il transetto è a 2/3 del corpo longitudinale
  • Commissa nella croce latina, se il transetto è in fondo, detto anche pianta “a T”

Il posto riservato al clero è detto presbiterio, in fondo alla navata principale di fronte all’abside, è solitamente rialzato e separato dalla navata con un recinto in marmo detto transenna o pluteo. L’arco trionfale è quello che congiunge la navata centrale al transetto; come copertura la basilica di solito ha capriate lignee con cassettoni di legno.

Insieme a questo tipo di edificio a forma basilicale, si sono sviluppati edifici a pianta circolare o poligonale, per esempio adottati sul luogo di un martirio di un santo o sulla tomba; successivamente vengono impiegati anche i battisteri, riservati al rito del battesimo.

Esempi di basiliche cristiane

  • Basilica di S. Pietro edificata sul luogo di sepoltura dell’apostolo Pietro; la costruzione è voluta da Costantino nel 310-322, completata nel 329. È un edificio preceduto da quadriportico e diviso in 5 navate; un transetto precedeva l’unica abside. La tomba di S. Pietro è ospitata nel transetto ed è protetta da un baldacchino con 4 colonne tortili, dette salomoniche (perché tradizionalmente ritenuti provenienti dal Tempio di Salomone).
  • Basilica di S. Maria Maggiore a Roma edificata nel pontificato di papa Liberio, viene ricostruita o ristrutturata con papa Sisto III. L’interno è diviso in 3 navate, le pareti della navata centrale sono forate da finestre; l’arco trionfale e il muro tra la cornice e le finestre sono ricoperti da mosaici. Ha proporzioni armoniose.
  • Basilica di S. Sabina a Roma eretta fra il 422 e il 432, con 3 navate, e maestosa abside; l’edificio è completamente spoglio, la struttura muraria è composta da mattoni del II sec. e anche le colonne sono dello stesso periodo. I costruttori hanno adottato l’arco a tutto sesto sopra le colonne.

Edifici a pianta centrale

  • Mausoleo di Santa Costanza eretta intorno al 350, come mausoleo di Costanza o Costantina; presto trasformata in battistero e in chiesa a metà del 1200. Interamente di mattoni, l’edificio ha pareti perimetrali con nicchie; lo spazio centrale è coperto da una cupola su un tamburo sorretto da archi, che poggiano su un anello di colonne binate (accoppiate). Al centro del mausoleo, c’è un pesante sarcofago in porfido rosso, immerso nella luce proveniente dall’alto.
  • Il Battistero lateranense fondato attorno al 315 da Costantino, è a pianta ottagonale, al centro c’è una cupola che sta sopra un doppio ordine di colonne. Sotto la cupola, al centro dell’edificio, vi è il fonte battesimale.
  • S. Stefano Rotondo edificato da papa Simplicio tra il 468 e il 483, ha pianta complessa; vi era un grande spazio centrale, coperto da una superficie conica, con 4 cappelle in senso radiale collocate lungo gli assi longitudinali.
  • Basilica di S. Lorenzo a Milano ha pianta centrale preceduta da un quadriportico; la forma esterna è un quadrato; negli angoli vi sono torri, mentre la copertura del vano centrale è a cupola. A est c’è la cappella ottagonale di S. Ippolito, a nord, quella di San Sisto, a sud quella di S. Aquilino.

I mosaici di Roma e Milano

Al 390 risale il mosaico del catino absidale di S. Pudenziana a Roma: lo spazio è delimitato da un porticato a semicerchio, il Cristo è in trono, in posizione centrale e sopraelevata, gli Apostoli, assieme a S. Paolo, gli stanno ai lati e in primo piano. Pietro e Paolo, i più vicini al Cristo vengono incoronati da due figure femminili, l’Ecclesia derivante dal mondo ebraico e da quello pagano. Al di là del porticato, si intravede Gerusalemme; al centro della città, sul Golgota, c’è una croce gemmata, simbolo di Cristo. La croce è circondata dai simboli dei 4 Evangelisti (o tetramorfo): l’angelo, il leone, il toro e l’aquila (rispettiv. Matteo, Marco, Luca, Giovanni). Appartiene probabilmente ad una corrente artistica aulica.

I mosaici dell’arco trionfale della basilica di S. Maria Maggiore, detto anche Arco di Efeso (al concilio di Efeso la Vergine Maria è riconosciuta come “Madre di Dio”) e sono narrate le storie dell’infanzia di Gesù. Le regole prospettiche sono abbandonate, i personaggi sono frontali; le indicazioni paesaggistiche sono scarse: appartiene ad una corrente plebea, che schematizza i racconti, che rende più facile la comprensione della storia dai fedeli di ogni classe sociale.

Arte a Ravenna: architettura e mosaici splendenti

Si hanno:

  • 1° periodo = periodo imperiale (fino al 476)
  • 2° periodo = periodo ostrogotico (fino al 540)
  • 3° periodo = periodo giustinianeo (fino al 540)

Periodo imperiale

Del periodo imperiale, una costruzione importante è il Mausoleo di Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio e reggente dell’Impero per il figlioletto Valentiniano III. La costruzione è a pianta irregolare, a croce greca, con volte a botte e una cupola al centro. All’esterno l’edificio è semplice e povero; unici motivi decorativi sono gli archetti ciechi; la cupola non è visibile all’esterno, perché circondata da una struttura di protezione e contenimento delle spinte, detto tiburio. L’interno invece è ricchissimo di decorazione, è coperto di mosaici e marmi preziosi. La cupola copre lo spazio centrale, con un mantello blu notte con stelle dorate, in modo concentrico, e al centro una croce gemmata. I simboli degli evangelisti sono ai quattro pennacchi, al di sotto della cupola, ci sono coppie di santi.

Il Battistero degli Ortodossi o Neoniano ha pianta ottagonale con absidi sui 4 lati ed è coperto da una calotta, nascosta da un tiburio. L’esterno è semplice e povero, di mattoni, con finestre centinate e archetti pensili. L’interno è ricchissimo, suddiviso in 3 parti: quelle inferiori hanno un doppio ordine di arcate, quella superiore occupa la cupola. Gli archi poggiano sui pulvini, al di sopra dei capitelli, con forma di tronco di piramide rovesciato. Le arcate che non portano alle nicchie, hanno parti di muro in opus sectile, di porfido e marmi preziosi; vi è un loggiato interno chiamato matroneo, riservato alle donne. La cupola è piena di mosaici, in due ordini, quello inferiore ha troni vuoti (etimasia) e altari con i libri dei Vangeli; nella fascia superiore ci sono gli apostoli, con piante di acanto.

Periodo ostrogotico

Del periodo ostrogotico, si ricorda il Battistero degli Ariani: la calotta ha una fascia con il Battesimo di Cristo, ma vi sono anche altri temi, gli apostoli hanno panneggi non molto tridimensionali, alberi di palma sostituiscono gli acanti. La basilica di Sant’ Apollinare Nuovo è stato eretto da Teodorico per il culto ariano della sua gente: è un edificio a 3 navate, non ha quadriportico, ha un solo nartece; la navata centrale ha come conclusione un abside semicilindrico e gli archi a tutto sesto sono sorretti da colonne con pulvino. I mosaici sono di epoche differenti, e di fasce diverse: in quella inferiore vi è il Palazzo di Teodorico, con la scritta Palatium sotto il timpano. Su alcune colonne vi sono tracce di figure non del tutto cancellate quando il mosaico viene condannato alla distruzione, e viene successivamente sostituito da tendaggi. Il Mausoleo di Teodorico viene eretto da lui stesso per ospitare le sue spoglie al momento della morte, ed è fatto in pietra bianca d’Istria. Ha un basamento a pianta decagonale (10 lati) con arcate cieche, ha un massiccio corpo (decagonale) e superiormente, un ambulacro. Sopra questo, un basso tamburo cilindrico, sorregge una grandissima cupola di un solo blocco di pietra. Elementi di gusto barbarico sono le decorazioni nella cornice sotto la calotta, disegni geometrici in successione con motivo detto a tenaglia.

Periodo giustinianeo

Del periodo giustinianeo si ricorda la Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli, cioè della Divina Sapienza. Costruita fra il 532 e il 537, ha pianta quadrata e preceduta da un grande nartece. L’interno è diviso in 3 navate, una piccola abside è di fronte all’ingresso della navata centrale; sopra le navate laterali invece vi è la galleria del matroneo che si affaccia sulla navata centrale. La copertura è a cupola emisferica con due semicupole ai lati. La cupola poggia, mediante pennacchi, su 4 pilastri giganti. La basilica di S. Vitale, edificata fra il 532 e il 547, a Ravenna, ha pianta ottagonale con quadriportico. All’esterno è semplice e povera, all’interno la copertura è a cupola emisferica con pennacchi sul tamburo. Gli ingressi sono 2, l’abside ha a destra il diaconicon, per la conservazione del pane e del vino consacrati, a sinistra la protesis, per la conservazione delle suppellettili per le funzioni liturgiche. I mosaici del presbiterio sono magnifici: i due pannelli con Giustiniano e la moglie Teodora si inseriscono nella tradizione del rilievo storico romano, perché i due stanno portando all’altare le offerte del pane e del vino (ma i regnanti non si recano mai a Ravenna). La prospettiva della porta con la tenda scostata è insolita; Teodora incede da destra ma le figure sono tutte frontali e Teodora stessa è avvolta come una gemma dentro una nicchia del catino a conchiglia.

Arte barbarica e arti minori

Il carattere è prevalentemente decorativo: la produzione artistica riguarda soprattutto la scultura in legno, l’oreficeria, la decorazione, che sono arti minori, ossia non pittura, non architettura e non scultura. Queste tre invece sono le arti maggiori. Caratteri specifici sono la policromia e la frantumazione delle superfici; i manufatti in metalli nobili (crocette, fibbie, fermagli, collane, armi, selle) sono tempestati di pietre preziose e smalti colati in alveoli.

I Longobardi

I Longobardi si convertono al cattolicesimo grazie alla regina Teodolinda, sposa in seconde nozze di re Agilulfo. Il Frontale di Agilulfo, forse guarnizione di un elmo, in bronzo dorato a sbalzo, rappresenta il re scortato da soldati, assiso in trono. Nell’Editto di re Rotari si menzionano i Magistri Commacìni: operanti con macchinari e impalcature, eredi delle conoscenze architettoniche romane. Una città importante per i Longobardi è Cividale in Friuli: qui l’Altare del duca Ratchis è formato da un unico blocco a forma di parallelepipedo, in pietra d’Istria; le 4 facciate sono a bassorilievo e in origine anche colorate. Il paliotto anteriore (drappo di stoffa ricamato) ha la Majestas Domini, a destra l’Adorazione dei Magi, a sinistra la Visita di Maria Vergine alla cugina Elisabetta (o Visitazione) e il fronte posteriore due croci. Dove c’è la Majestas Domini, tutt’intorno vi è un motivo ornamentale, al centro la figura del Cristo, frontale, con a fianco due angeli; è inserita in una mandorla, specie di aureola schiacciata che simboleggia la maestà e la gloria divina.

Il Tempietto di Santa Maria in Valle risale all’8° secolo, è un piccolo edificio a pianta rettangolare, diviso in 2 ambienti: il primo, l’aula per i fedeli, è quadrato e ha copertura a volta a crociera; il secondo, il presbiterio, è meno alto dell’altro, e tripartito. Ognuna tripartizione è a volta a botte con colonne. Al sud la conversione dei Longobardi ha luogo più tardi, verso la fine del 600: importante è la Chiesa di Santa Sofia a Benevento, ha pianta centrale; il perimetro ha una sovrapposizione di uno schema stellare, l’interno dell’edificio così ruota attorno ad un esagono centrale, i cui vertici sono occupati da colonne con capitelli e sopra, un tiburio cupolato. La basilica di S. Agnese fuori le mura presenta influssi bizantini, soprattutto nel matroneo; l’abside è rivestito da mosaici, al centro vi è S. Agnese, vestita come una imperatrice orientale, sopra una spada e una cortina in fiamme, simboli del suo martirio. Due papi le stanno ai fianchi, e sono di dimensioni pari a quella della santa, nella parte più alta tra nuvole rosse e fasce blu e azzurre con stelle, si protende la mano di Dio che tende verso la testa della santa.

Anche il Foro romano viene interessato dalla volontà di riusare le aule di età classica: la Chiesa di Santa Maria Antiqua viene ricavata da strutture d’ingresso alle dimore imperiali del colle Palatino. I mosaici presenti sono di vari tipi, per esempio una Madonna regina, un’Annunciazione, i Padri della Chiesa.

L’arte della rinascenza carolingia

Nel 789 Carlo Magno dà avvio alla costruzione della sua residenza ad Aquisgrana, con aula regia per le udienze, una cappella, bagni termali e stalle. La Cappella palatina è importante: ha pianta centrale, ricorda le basiliche di S. Lorenzo a Milano e S. Vitale a Ravenna; un deambulatorio su due livelli circonda lo spazio ottagonale coperto da cupola. Le volte formano un perimetro esterno a 16 lati, massicci archi a tutto sesto su pilastri collegano il centro con l’ambulacro; nella campata più alta fra le due torri scalari, c’è il trono imperiale. Le colonne in porfido rosso e le lastre di rivestimento in marmi preziosi sono state portate ad Aquisgrana prelevandole da Ravenna. I priori e i sovrani franchi pretendevano anche che le piante rispecchiassero quelle delle basiliche romane degli apostoli Pietro e Paolo: navate, transetto, esedra absidale e cripta. La cripta è importante: la sua origine è da ricercare nella Roma del 7° sec., i papi volevano traslare all’interno delle mura ecclesiastiche i corpi dei martiri. Quindi inizia un’esportazione di reliquie dalle catacombe verso il nord Europa cristianizzato e quindi viene adottata come ambiente protetto la cripta sotterranea.

La porta d’ingresso del Monastero di Lorsch in Renania mira ad emulare un arco di trionfo a tre fornici: al piano superiore vi è una sala di ricevimento (l’imperatore vi alloggiava quando rendeva visita all’abate), e si poteva accedere attraverso due semitorrette con scale. Al piano inferiore si hanno 4 colonne addossate al muro, nel secondo ordine una cornice che segna la struttura lignea germanica. Il prospetto di ingresso alle costruzioni sacre viene dotato di un organismo complesso chiamato westwerk (opera occidentale), ossia un vestibolo basso e oscuro, sormontato da una cappella affacciata sulla navata. Si accedeva mediante torri laterali angolari che separavano la facciata.

Milano: il maestro Vuolvinio e la chiesa di S. Ambrogio

L’oggetto più prezioso in ambito italiano è l’altare d’oro di S. Ambrogio a Milano: è un grande e prezioso reliquiario a forma di sarcofago che conteneva le spoglie di S. Ambrogio deposte accanto a quelle dei martiri Gervasio e Protasio e viene realizzato tra l’824 e l’859 sotto il vescovato di Angilberto II. L’autore è Vuolvinio, un monaco e orafo forse di origine germanica. Il grande altare di legno e rivestito di lamine d’oro, d’argento e d’argento dorato, separate da cornici in filigrana con gemme e smalti policromi. La parte anteriore è divisa in riquadri con storie della vita di Cristo, la narrazione va dal basso verso l’alto ed dall’esterno all’interno. La parte centrale ha la figura del Cristo in trono al centro di una grande croce sui cui bracci vi sono i simboli dei 4 evangelisti, mentre gli spazi agli angoli sono occupati dagli apostoli, in gruppi da 3. Nel fronte posteriore, vi è la storia di S. Ambrogio, con la parte centrale apribile, mediante 2 sportelli, che servivano a mostrare ai fedeli le reliquie dei santi. Su 4 tondi sono raffigurati gli arcangeli Michele e Gabriele, S. Ambrogio che incorona il vescovo Angilberto e S. Ambrogio che incorona Vuolvinio. Sui lati più corti vi è una croce in smalto e gemme. Le formelle di Vuolvinio sono isolate.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

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