Estratto del documento

Storia dell'arte greca

Introduzione

Per parlare di archeologia e storia dell'arte è necessario introdurre due parametri: geografia e cronologia.

Geografia

Nel mondo greco non esisteva una nazione, esistevano i greci. La Grecia diventerà una nazione soltanto dopo la caduta dell'Impero Ottomano. Sotto ai Balcani si trovava la grande penisola della Grecia continentale, in particolare la regione del Peloponneso. Le regioni erano distretti culturali. Le polis erano città stato, composte dalla città e la chora, ossia il territorio circostante. Ogni città era autonoma, con la propria moneta, la propria chora e anche il proprio dialetto.

Vi era poi l'Asia Minore (o Ionia), che formava un altro mondo greco. Attualmente corrisponde alle coste occidentali della Turchia. In Asia Minore si trovavano città importanti come Troia, Pergamo, Efeso, Mileto e Cuma (eolica). Vi erano poi alcune isole, come le Cicladi, le isole Ionie, oppure Creta. Il mondo insulare va diviso da quello continentale, le isole infatti formano una realtà a sé stante.

  • Corfù
  • Lesbo
  • Salamina
  • Delo
  • Rodi

La Grecia continentale e quella insulare formavano la "piccola Grecia", distinta dalla Magna Grecia (Puglia, Calabria, Campania…) e dalla Sicilia. A questo punto si parla del fenomeno della colonizzazione. Con Megale Hellas si intendeva tutta la zona che andava da Cuma (la colonia più a nord del Mar Tirreno) a Taranto. I Greci si trovavano anche intorno al Ponto Eleusino, ma anche in Africa (ad esempio a Cirene, o in Libia).

I Greci definiscono gli indigeni "barbaros" (= chi balbetta). Con questo termine comprendono tutti quelli con altre lingue, ma anche altri dialetti rispetto a quello di Atene. Dall'VIII sec. in poi i Greci si spostano dalla Grecia continentale (Ionia) verso nord (Ponto Eleusino), verso sud (Africa), verso est e verso ovest. I motivi di questi spostamenti non si conoscono. Adria e Spina sono due città greche sulla foce del Po.

Molto marcata è la differenza fra centro e periferia. Distinguiamo anche fra arte greca e arte coloniale. L'arte greca è di tipo urbano, un esempio sono i bronzi di Riace (V sec.). L'arte coloniale invece è più provinciale, un esempio è l'efebo in bronzo dalla necropoli di Selinunte (470 a.C., Sicilia). Gli elementi che li differenziano sono le proporzioni, l'anatomia più abbozzata o più precisa, le dimensioni. Per questo si dà un giudizio qualitativo, basato sull'estetica: ciò che è più "bello" viene ricondotto al centro (Atene). Importante era la destinazione, che poteva essere per un privato o per una committenza pubblica. Possiamo seguire un percorso produttivo attraverso le botteghe, alcune realizzavano opere di alto livello artistico, altre medio e altre ancora basso.

Policentrismo

Il policentrismo è un sistema in cui esistono più centri, per cui ogni città va studiata per quello che è.

Quadro storico

Seguendo il parametro della cronologia, possiamo distinguere 7 grandi "momenti" all'interno del mondo greco:

  • Età del Bronzo: civiltà minoica e civiltà micenea (3500-1200 a.C.)
  • "Medioevo ellenico" o Dark Ages (dal 1200 fino all'800 a.C.)
  • Età del Ferro: età geometrica (IX-VIII sec. a.C.)
  • Età orientalizzante (VII sec. a.C.)
  • Età arcaica (VI sec. a.C.)
  • Età classica (V sec. a.C.)
  • Età ellenistica (IV-I sec. a.C., precisamente dal 1500 al 31 a.C.)

Vi era un'osmosi fra le varie civiltà.

Creta e il mondo minoico

Creta si trova al centro del Mediterraneo, ad oriente si trova il mondo fenicio, mentre a sud si trovano gli egizi, con la loro arte peculiare e antica. Il mondo dell'arte egizia è molto conservativo, ad esempio inventano la figura umana, ma la raffigurano sempre e solo di profilo. Il mito colloca a Creta una serie di episodi. Zeus nasce a Creta, sul monte Ida, vive un'infanzia difficile, viene nascosto per non essere divorato dal padre Crono. Famosa è poi la storia di Minosse, mitico re di Creta, figlio di Zeus e Europa. Zeus infatti si era trasformato in toro e aveva rapito Europa, dalla loro unione era nato Minosse, un semidio. Successivamente la moglie di Minosse, Pasifae, si invaghirà di un toro e così nascerà il minotauro. Tucidide in "Guerra del Peloponneso" racconta di Minosse, da cui deduciamo che dietro al racconto mitico ci fosse un alone di verità. La presa del corno o del braccio è uno schema iconografico matrimoniale.

Taurocatapsia

Il fenomeno della taurocatapsia (tauromachia) viene riportato su alcuni affreschi di periodo molto antico. Questo rituale consiste in un salto acrobatico sopra un toro. Convenzionalmente nella pittura le donne hanno carnagione bianca e gli uomini color mattone. Il toro non veniva ucciso. Questo affresco in particolare è stato ritrovato sopra un muro nel lato est del Palazzo di Cnosso, è datato tra il 1700-1400. Oggi si trova al museo archeologico di Heraklion. Sono presenti due donne e un uomo che salta sul dorso del toro.

Si può parlare di talassocrazia minoica: ciò comporta ampi commerci, attestati dagli oggetti ritrovati in archeologia. In un altro affresco molto antico vengono rappresentate delle navi. Si tratta di navi a vela, ossia navi commerciali, che hanno bisogno di spazio per il carico. Le altre navi sono triremi, in cui è possibile riconoscere i soldati. Distinguiamo già fra navi da guerra e navi di trasporto. Dietro al mito spesso si celano elementi di verità. Dall'amore fra Pasifae e un toro nasce il minotauro, un essere mostruoso con fattezze umane e volto di un toro. Nel mito compare anche Dedalo, padre di Icaro, che costruisce il labirinto per nascondere il minotauro. Dedalo è un architetto, ma anche uno scultore e un inventore. Il suo è un nome parlante: "daidallo" = modellare in greco. Il labirinto diventa un modello iconografico. Il sistema palaziale cretese riprende questo modello. La planimetria del palazzo è caratterizzata da una serie di ambienti disposti in maniera caotica intorno ad un cortile centrale.

Vi era una gerarchia di siti:

  • Palazzo (area funzionale)
  • Area urbana (area abitativa)
  • "Ville" nella chora (aspetti produttivi)

Cnosso

Cnosso viene scoperta da Sir Arthur Evans (1851-1941), non era un archeologo, ma semplicemente un appassionato. I restauri del palazzo di Cnosso crearono molte polemiche, in realtà ci si avvicinò moltissimo alla realtà del tempo. L'antichità era coloratissima: l'edilizia non era bianca, tutte le statue erano dipinte. Evans prese un tipo di colonne dal mondo miceneo e le sovrappose per creare un ambiente suggestivo. Questi ambienti erano affrescati. Erano molto simili agli affreschi trovati a Akrotiri, nell'isola di Thera (oggi Santorini). All'interno troviamo raffigurato anche un ambiente esterno, si tratta del primo trompe l'oeil della storia. Qui vengono trovate dei grandi "pithoi" (="doloi" in latino), ossia giare dove immagazzinare gli eccessi della produzione. Il fatto che ci fosse una sovrapproduzione permetteva alla gente di dedicarsi ad altre attività "inutili", come gli affreschi. In questa fase il commercio assume un ruolo molto importante. Abitudine delle ridistribuzione dei beni alla popolazione in momenti di necessità da parte del Palazzo, che era il centro dell'economia. Per tenere i conti nasce la scrittura. Due sono i tipi di scrittura: il geroglifico e il lineare A. Il geroglifico è la scrittura più antica e primitiva, molto complessa e con molti segni. I concetti vengono rappresentati per immagini, è dunque il più arcaico. Vi è poi il lineare A, ossia una scrittura sillabica.

Disco di Festo

Il disco di Festo è il primo esempio di scrittura geroglifica, ma forse si tratta di un falso. Per individuare l'età in cui l'argilla di un reperto è stata cotta, si può utilizzare la termoluminescenza. Attraverso questa tecnica che ci permette di stabilire la data di manifattura del reperto, è stato ipotizzato che si tratti di un falso. Sono state ritrovate alcune tavolette di argilla cruda con scritture in lingua lineare A, la quale non è ancora stata decifrata. Si sono salvate quando i palazzi sono andati bruciati e l'argilla è diventata cotta. Il nome lineare A deriva dal fatto che è una scrittura basata sull'uso di linee.

Sistema Matriarcale

Quello minoico era un sistema matriarcale. La donna era molto importante. Anche la religione aveva il suo fulcro nel culto della dea madre, di cui rimangono molte statuette. Era una società pacifica, dedita al commercio. In questa civiltà non erano presenti le mura (a differenza della civiltà micenea), né alcun elemento difensivo. Alla metà del XV sec. a.C. questa civiltà sembra scomparire. Si ipotizzava che proprio in questo periodo, nel 1450 a.C., circa avvenne l'eruzione del vulcano Thea-Santorini. Quest'eruzione avrebbe provocato anche un cambiato climatico oltre che un enorme tsunami (le ceneri sono state ritrovate in tutto il Mediterraneo). Nella leggenda da questo nacque la città di Atlantide. Il mondo minoico tuttavia non può essere scomparso completamente a causa di un disastro naturale, il quale non può essere così totalizzante. Ed infatti le analisi a carbonio14 e la dendrocronologia (analisi dei resti vegetali) hanno dimostrato che l'eruzione è avvenuta precedentemente, nel 1628 a.C. Eric H. Cline, nel libro "1177 a.C.", approfondisce il collasso della civiltà e afferma che ogni civiltà prima o poi si esaurisce, implode su se stessa. Il sistema palaziale infatti lentamente smise di funzionare e subentrò il sistema miceneo (CONCETTO DI PROCESSO).

Il mondo miceneo

Possiamo distinguere alcuni periodi:

  • Miceneo I: Tardo elladico antico (circa 1500 a.C.)
  • Miceneo II: Tardo elladico medio Bronzo medio (XVI-XV-XIV sec.)
  • Miceneo III: Tardo elladico avanzato Bronzo finale

Micene è un'antica città greca del Peloponneso, nell'Argolide, centro della civiltà micenea. Micene segna un cambiamento decisivo: questa città si arrocca. La civiltà micenea si basa su mura difensive, le mura segnano non solo la difesa, ma anche il limite tra la parte civilizzata e quella arcaica. Il circolo A era un complesso di tombe del 1600-1510 a.C. Si trovavano all'esterno generalmente, nelle altre civiltà, sia per motivi sanitari che simbolici (Necropoli = città dei morti). A Micene invece era all'interno delle mura. Forse si trattava di cenotafi (= tombe finte poste al centro della città, in genere del suo fondatore, per celebrarlo). In realtà, in una prima fase la città (acropoli) fosse più piccola. Originariamente le tombe erano all'esterno, poi con l'espandersi della città si scelse di inglobarle.

La porta dei leoni

All'entrata di Micene vi era la cosiddetta "porta dei leoni". Essa era una struttura trilitica. Tutto il mondo miceneo si basa su strutture trilitiche: due elementi verticali (che si trasformeranno nelle future colonne) e un elemento orizzontale (futura architrave), sopra vi era una struttura triangolare (futuro timpano) che serviva per scaricare il peso e convogliarlo sulle "colonne". Si tratta dello schema base dell'architettura greca. Questi blocchi sono tenuti insieme solo dal peso. L'architettura romana invece si baserà su altri elementi, ad esempio fu inventata la malta, che serviva ad incollare. I leoni sono simbolo di forza e regalità. Chi arrivava alla città, affaticato dalla salita, osservato dalle vedette sulle mura, trovava due leoni rampanti che lo osservavano. I due leoni erano disposti come araldi attorno a una colonna, essa rappresentava simbolicamente il palazzo (sineddoche, una parte per il tutto). Il messaggio che voleva essere trasmesso lo capiamo grazie alla collocazione: essa ci intimorisce.

Gli scavi di Schliemann

L'imprenditore H. Schliemann (1822-1890) intraprese degli scavi. Egli era convinto che Omero dicesse il vero e trovò i primi esempi monumentali del mondo greco a Micene. Vennero distinte due aree:

  • Circolo B: 1650-1570 a.C.
  • Circolo A: 1550-1500 a.C.

Schliemann trovò 6 tombe a fossa (inumazione dei morti) e all'interno di esse si celavano 15 kg di oro. Secondo Schliemann si trattava delle tombe di Agamennone e dei suoi compagni. Vennero trovate anche delle maschere d'oro che venivano appoggiate al volto dei defunti. In realtà la datazione di queste maschere risale alla metà del XVI sec. a.C., ossia circa 300 anni prima della guerra di Troia (1230-1194). Possiamo quindi escludere con certezza che non si tratti di Agamennone e del suo esercito. Queste lastre d'oro hanno un valore simbolico. L'oro infatti non si ossida, non cambia stato, è immutabile. È importante anche il colore giallo che rimanda al Sole (divinità della vita). Esse sono quindi un simbolo di vita eterna. La maschera inoltre ripete le forme del volto del defunto per l'eternità. La cosiddetta "maschera di Agamennone" è più definita delle altre, ha le orecchie e la barba. Forse si tratta di un falso. È fatta con un'altra tecnica, inoltre ha i baffi che erano una caratteristica tipica dell'800.

I personaggi mitici protagonisti dell'opera di Omero erano gli Achei. Questi personaggi erano i re delle città micenee: Agamennone era il re di Micene, Menelao il re di Sparta. Esse erano indipendenti le une dalle altre, ma si unirono contro Troia.

Guerra di Troia (1250 a.C. circa)

Nel 1879 Schliemann trovò delle tombe, il cosiddetto "tesoro di Atreo" (la tomba del padre di Agamennone). Si tratta di tombe a tholos (= di forma circolare). Datazione: metà XVI sec. a.C. (300 anni prima della guerra di Troia). Vi era un lungo corridoio che dava accesso alla camera funeraria (DROMOS). La tecnica edilizia era incredibile: pseudocupola o ogiva. Quest'oggetto viene realizzato sovrapponendo pietre in maniera sfalsata. La terra grava sulla metà del blocco che non è coperto dal successivo: questo lo tiene fermo. Non c'è neanche bisogno di un puntello centrale (come avviene invece nelle tombe etrusche). L'architrave permette l'entrata.

Il Mégaron

Il mégaron era il palazzo, significa "grande edificio". Rispetto al palazzo cretese ci sono tre stanze. Non c'è un cortile aperto, le stanze sono assiali. Nel mégaron si trovava il signore (= "anax"). Entrando vi era un portichetto, un vestibolo dove si trovavano due colonne e un vano di attesa. Il percorso nei vari ambienti è liturgico: più si aspetta più la persona che si aspetta è importante. Ci sono poi tre porte da cui si passa al secondo ambiente, un'antisala. Si raggiunge infine il terzo ambiente, con un grande braciere tondo attorno al quale si trovano 4 colonne. Il tetto era aperto per permettere al fumo di uscire. Il signore amministrava il suo regno. Attorno al braciere si svolgeva la vita comunitaria. Non esistevano templi: tutto avveniva nel mégaron, anche l'aspetto religioso. Vi erano poi gli aedi, i quali permisero la trasmissione orale. Omero è un nome che la tradizione dà a una serie di racconti orali. Queste storie (Iliade e Odissea) verranno scritte successivamente, nell'VIII secolo. Vengono scritte in esametri e sono ricche di versi formulari perché ciò facilitava gli aedi che ripetevano i racconti a memoria.

Oltre a Micene c'erano altre città il cui elenco ci è dato dal libro II dell'Iliade (ogni città aveva le sue navi: esse vengono elencate nel catalogo delle navi). Una di queste è Tirinto. Solo una parte di Tirinto era costruita, l'altra si chiamava euchorion e si trattava di uno spazio vuoto funzionale. Le mura in alcuni punti erano spesse 10 metri, esse scompariranno con la pax romana e torneranno con l'arrivo dei barbari. Anche qui vi era il mégaron, il palazzo del va-na-ka (anax). Un'altra città è Pylos (= focolare). Il mégaron aveva un tetto aperto.

La scrittura nel mondo miceneo

La scrittura nel mondo miceneo è la lineare B. Quando gli edifici micenei sono stati distrutti, negli incendi il fuoco ha cotto le tavolette di argilla cruda che per questo si è conservata. La lineare B è un sistema di scrittura sillabica ed è stata decifrata. Risulta essere una forma arcaica della lingua greca, una sorta di protogreco. Quella micenea è una civiltà guerriera. Sono stati ritrovati elmi e corazze. Le battaglie sono visibili anche negli affreschi. Nasce una nuova produzione di ceramica. È una ceramica dipinta (pittura vascolare: si dipinge sui vasi, essi vengono cotti e per questo si conservano). La ceramica viene scoperta nel Neolitico, venivano prodotti contenitori, ma si trattava di ceramica grezza. Con la civiltà micenea essa diventa una ceramica fine, ben cotta, depurata e decorata.

La navigazione nell'Età del Bronzo

Relitto di Uluburun (Turchia)

Il relitto di Uluburun è un esempio notevole di scoperte archeologiche legate alla navigazione micenea. Le navi micenee erano cruciali per il commercio e il trasporto di beni preziosi attraverso il Mediterraneo.

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 145
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 1 Storia dell'arte greca - appunti Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 145.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'arte greca - appunti Pag. 91
1 su 145
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nobody_scuola_1990 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Lepore Giuseppe.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community