Archeologia e Storia dell’Arte Greca
Prof. Sperti
Giulia Cester
Distinzione fondamentale fra originale e copie romane
Quando studiamo l’arte greca ci troviamo di fronte a particolari monumenti originali
Monumenti, stele funerarie (produzione meno pregiata)
Grandi maestri
Ciò che sappiamo di loro deriva dalle copie romane (cfr. Winkelmann, 1764)
Lisippo autore di 1500 opere (con molti allievi), nessuna delle quali ci è giunta
originale
Policleto, crea il paradigma della virilità maschile
Crea il realismo della figura umana
Doriforo (= portatore di lancia da guerra), in bronzo, situata nel suo atelier
come monito
Lui stesso ci scrisse un trattato, molto tecnico, quasi matematico, sulla
figura umana
Di lui abbiamo perso tutti gli originali
Noto in almeno 65 – 70 copie
Abbiamo qualcosa solo di Fidia (caso molto isolato)
Di norma abbiamo perso quasi tutto
Già le fonti ci dicono come (trasporto in altri luoghi e le tracce si perdono)
La maggior parte delle nobilia opere sono andate perdute, ma sono note attraverso le loro
copie (industria che sorge dal 150 a.C.)
Quando Roma conquista la Grecia (interesse per la loro cultura)
146 a.C. creazione della provincia dell’Acaia, la Grecia diventa romana
Movimento culturale nostalgico dai greci stessi
Età Classica (480 – 323 a.C.)
Opere scritte da greci durante il periodo romano imperniati su questo
periodo vagheggiato
Periodo fortemente idealizzato (soprattutto la scultura)
Nasce il movimento del Classicismo, che vede lo sviluppo dell’arte
greca come una vita biologica, parabolica, antistorica
Concetto che riprenderà Plinio per descrivere l’atteggiamento dei
romani verso la Grecia (quando è una visione imposta a monte dai
greci stessi)
Nasce l’industria delle copie (per privati e monumenti pubblici)
Si sviluppa per quasi 4 secoli, fino al III sec d.C. in occidente, fino al
V in oriente (bizantini)
Problematica
Si credeva che le copie fossero riproduzioni fedeli
dell’originale
Invece si reinventava, modificava, creava, interpretava
Dalla metà del 1800, l’archeologia tedesca, detta filologica, mette in parallelo
sculture e fonti
Le prime identificazioni sono già dell’inizio del 1700
Es. Prassitele, Afrodite cnidia (marmo, uno dei primi, IV sec. a.C.)
CRONOLOGIA
Delle prime manifestazioni monumentali fino al primo ellenismo
600 a.C. – 31 a.C.
Influssi orientalizzanti 630 a.C.
ETA’ ARCAICA 600 – 480 a.C.
Nascita (molto discussa) del tempio greco in scala monumentale
Mai isolato
Architettura monumentale
Cfr. ricostruzione megaron miceneo
Scultura monumentale (dagli egizi)
Ordine dorico, ordine ionico
Primo arcaismo 600 – 570 a.C.
Formazione aspetti base
Monumentale (grandi templi ionici)
Medio arcaismo 570 – 530/520 a.C.
Primo grande sviluppo monumentale dell’architettura e scultura greca
Kouros/kouroi (= il ragazzo)
Giovane nudo e aitante con la gamba sinistra avanzata
Privo di attributi, quali collanine o acconciature
Gli egizi mantengono la figura uguale per secoli, i greci introducono la nudità, la
naturalezza e poi il movimento
Funzione
Votiva (offerta agli dei nei santuari)
Funeraria (segnacolo tombe maschili nelle necropoli)
Grandezza
Ridotta
Naturale
Ingrandita
Kore/korai (= la ragazza)
Giovane vestita con gamba alzata o stante
Con attributi (frutto o animale) come offerte
Tardo arcaismo 520 – 480 a.C.
Scomparsa kouroi e korai
ETA’ CLASSICA 480 – 323 a.C.
480 a.C. fine guerre persiane
323 a.C. morte Alessandro Magno
Periodo di stile severo 480 – 450 a.C.
447 a.C. attività di Pericle sul Partenone
Derivante da locuzione tedesca
Sculture con linee essenziali
Complesso di sculture di Zeus ad Olimpia
Doriforo di Policleto
Piena età classica 450 – 400 a.C.
429 a.C. morte di Pericle
Guerra del Peloponneso
Atene (Partenone, Pericle)
Periodo tardoclassico 400 – 323 a.C.
Declino ateniese, ascesa macedone
ELLENISMO 323 – 31 a.C.
Primo ellenismo 323 – 230 a.C.
Grandi sovrani
Regni: tolemaico (Egitto), seleucide (Siria) e antigonico (Grecia) e regno di Pergamo
Fase propulsiva
Medio ellenismo 230 – 150 a.C.
Pergamo
Non ha avuto la stessa evoluzione continua come le altre capitali ellenistiche
(Antiochia, Alessandria)
Perché è stata abbandonata, invece le altre hanno avuto una continuità insediativa
Importanza assoluta del caso pergameno
Tardo ellenismo 150 – 31 a.C.
Conquista regni ellenistici
146 a.C. Grecia provincia romana
133 a.C. eredità del regno di Pergamo ai Romani
65 a.C. Pompeo conquista la Siria
31 a.C. battaglia di Azio, sconfitta Tolemaici
Ottaviano conquista l’Egitto
Roma
L’arte greca si evolve in base alla committente dei nuovi dominatori romani
Retrospettiva romana che elegge il periodo classico come periodo di massimo
splendore e qualità
Lisippo/Prassitele/Fidia/Policleto assunti come canoni, paradigmi
Nascita dell’industria delle copie (possiamo ricostruire gli originali)
Arte greca finalizzata a Roma
ETA’ ARCAICA
Iniziano le grandi manifestazioni architettoniche e scultoree monumentali
Es. acquedotto di Samo
Crisi agraria
Contrasto latifondisti aristocratici VS contadini, artigiani e mercanti
Aristocratici sono tradizionalisti
Sfruttamento terre
Mercanti
Innovazione, dinamicità, grande capacità di accumulare ricchezze
Nuove possibilità di commerci
Base per la nascita dei tiranni
Aristocratici sostenuti dai mercanti per favorire lo sviluppo
Comprendono le nuove dinamiche sociali
Città con fiorenti attività commerciali (soprattutto ceramiche)
Mileto: Trasibulo
Samo: Policrate
Atene: Pisistrato
Sono i committenti delle nuove opere artistiche
Importanza centrale della Ionia
Efeso, Mileto e Samo
Templi monumentali
Simbolo della ricchezza della società
Voluti fortemente dai tiranni (strumento di potere)
Diventano sede di boutique scultoree
Ex voto, funzione votiva
Statue cultuali (oggetti di culto)
Statue funerarie, in necropoli (separate dalle città dei vivi)
ARCHITETTURA
IL TEMPIO
Vitruvio, De Architectura
Dimora terrena del dio (ecco perché si sviluppa parallelamente alla casa)
Portici e Via Sacra
Nasce e si sviluppa parallelamente alla scultura
Statua colossale di Apollo nel tempio di Delo strettamente collegata al tempio
Il gigantismo è tipico dell’età arcaica
Statue colossali
Età arcaica: Apollo di Delo (kouros in marmot)
Età classica: Zeus olimpico (crisoelefantina)
Età ellenistica: Colosso di Rodi (bronzo)
Studiosi di ‘700-‘800 trovano somiglianze con i templi egizi
Non è così perché ci sono differenze strutturali
Heron = qualsiasi tempio dedicato ad un eroe
ORIGINE
Megaron
Palazzo reale del periodo miceneo
Cuore della reggia micenea, stanza del trono con focolare
centrale e tetto aperto a corona
Preceduto da un pronao con due colonne e vestibolo
Riutilizzato in età arcaica come tempio, dopo la
scomparsa dei micenei
Lefkandi
Medioevo ellenico
Influsso dall’architettura egizia
Edificio absidato in legno
Poi abbandonata per la tegola, più pesante
Su due piani
Preceduto da pronao
Pali di sostegno al tetto a frasche
Ritrovamento di sepolture
Ipotizzata funzione funeraria, poi smentita
Poi cambiamenti
Architettura modulare (si prende un’unità di misura e la si moltiplica)
Tetti fittili
Più pesanti, costringono la pianta rettangolare non absidata
Pietrificazione/litizzazione della struttura
Sostituzione graduale degli elementi lignei con la pietra
Bisogno di sopportare il maggior peso del tetto
DEFINIZIONE DEL TEMPIO
1. Pianta
2. Ordine
3. Numero colonne
PIANTA
Naos: cella, spazio esclusivo
Pronao: spazio porticato antistante al naos
Opistodomo: deposito coperto con funzione estetica
Peristasi: colonnato, circonda il naos
Orientamento a est
Canone: n:nx2+1 (dove n = numero colonne lato corto)
Tipi di tempio
In antis
Un pronao
2 pilastri quadrangolari (ante) come prolungamento murario
2 colonne tra le ante
2 gradini crepidine
Doppiamento in antis
Un pronao
Un opistodomo
2 pilastri quadrangolari (ante) come prolungamento murario
2 colonne tra le ante
Prostilo
Un pronao
4+ colonne
Anfiprostilo
Un pronao
Un opistodomo
4+ colonne
Periptero
Peristasi
Un pronao
Un opistodomo
Il naos è circondato da 6+ colonne
Distilo
E’ un periptero ma circondato da una doppia file di colonne
Pseudo periptero
Mezze colonne addossate alle pareti
Un pronao
Un opistodomo
6+ colonne
Diptero
Doppia peristasi
Un pronao
Un opistodomo
6+ colonne
Pseudo diptero
Peristasi (doppio intercolunnio)
Un pronao
Un opistodomo
6+ colonne
A tholos
Pianta circolare
Naos cilindrico
Monoptero
Pianta circolare
Senza naos
ORDINE DORICO
Primi esempi del VII sec. a.C.
E’ il più antico
In continua sperimentazione
Diffuso in madre patria, la Grecia continentale
Modello: il tempio di Zeus ad Olimpia, esastilo
Nasce da influssi molto diversi
Struttura
Colonna = fusto + capitello
Fusto Inizialmente monolitico
Successivamente composto da rocchi sovrapposti fissati con un perno in
bronzo
Rastremato verso l’alto (imoscampo – base maggiore di sommoscampo –
collarino)
Presenza entasi (rigonfiamento per correzione ottica)
Scanalato (20+)
Spigoli vivi
Capitello
Echino
Catino circolare convesso
Gonfio in età arcaica
Rettilineo in età classica
Significa cuscino
Collarino (scanalature)
Abaco
Parallelepipedo molto basso, tavoletta rettangolare
Trabeazione
Architrave liscio
Blocchi monolitici lunghi quanto l’intercolunnio
Fregio
Metope: lastre quadrate o rettangolari a chiusura di spazi aperti,
originariamente lisce, poi decorate a bassorilievo e/o dipinte
Triglifi: sostituiscono tavolette di terracotta che proteggevano le travi
lignee, hanno 4 profonde scanalature verticali (2 centrali larghe il
doppio delle 2 laterali), con sotto regula (listello) con 4/6 guttae, con
motivi geometrici
Tenia: listello che divide architrave e fregio
Cornice/geison
Frontone
Acroteri, 3 per parte
Manca della base, quindi ha una serie di scalini
Teste di leoni
Correzioni ottiche
Entasi: rigonfiamento del fusto
Stilobate: leggermente convesso
Colonne inclinate verso l’interno o diagonali
Decorazioni
Metope/Fregio
Frontone
Acroteri (statue in terracotta policroma o in marmo di personaffi o animali
mitologici con funzione spesso apotropaica, poste sul tetto)
Origine: Tesoro di Atreo, Micene, 1500 – 1400 a.C.
Capitelli micenei
Tomba a Tholos circolare a pseudocupola
Non si regge da sola, ma è un restringimento della struttura
Corridoio/Dromos realizzato con la tecnica isodoma
Blocchi di dimensioni uguali
Porta tra dromos e tholos presenta colonne con capitelli simili a quelli dorici futuri,
già dotati di collarino, echino e abaco
In età arcaica il tempio è bianco (no pitture, ma marmo e calcare bianchi)
Poi verranno usati materiali meno pregiati, che verranno ricoperti da stucco, il
quale veniva poi dipinto e periodicamente ripristinato per l’usura
ORDINE IONICO
Quasi contemporaneo al dorico (VII secolo)
Isole Cicladi, Asia minore (coste e isole), ma anche in Attica (ma base diversa)
Elementi costanti
Ma subisce variazioni nel tempo (sperimentazioni decodificate nel VII secolo, ma
che continuano anche successivamente)
Vitruvio lo paragona ad una donna
Decorato e slanciato perché c’è un rapporto minore
Struttura
Crepidoma
Stilobate (parte dove appoggia la colonna)
Non formata dai canonici 3 gradini
Colonna
Base Attica: si sviluppa ad Atene e diventa tipica dell’ordine ionico
occidentale
Asiatica
Formata da blocchi messi uno sull’altro
Fusto diviso in scanalature molto profonde rispetto al dorico
Altrimenti sembra una fascia bianca senza profondità
Capitello
Molto decorato, volute
L’echino sembra uscito
Trabeazione
L’architrave di solito è articolato in 3 fasce
Fregio
Qui è continuo, una superficie unica con una rappresentazione più
complessa, non a singoli quadri separati da triglifi
Cornice ionica
Origine nelle Cicladi
Naxos: ricca di marmo molto rinomato e centro delle Cicladi
Egemonia dal punto di vista religioso con santuario di Delo ad Apollo
Prima età arcaica
Non ci sono abitazioni, perché è tutto sacro al dio
Era un porto franco
Capitello di Sangri
Villaggio
Capitello votivo, perché iscritto
Probabilmente sopra c’era una statua di animale/essere
fantastico/umano
Considerato il più antico (senza abaco)
Cc 620 a.C.
Delos, Santuario di Apollo
Luogo identitario, santuario panellenico, monumentalizzato dalla
fine del VII secolo
Inizialmente l’isola era dedicata solamente al tempio e ai sacerdoti
Isola maledetta per i cristiani, quindi ben conservata
Canonizzazione dei due ordini molto precoce
TESTIMONIANZE DI ORDINE IONICO
TERRAZZA DEI LEONI, SANTUARIO DI
APOLLO A DELO
Delo, 600 – 590 a.C.
Statue di leoni collocate su un piedistallo (idea
della terrazza)
Lungo la Via Sacra, percorsa da pellegrini e
sacerdoti
Cfr. Via Sacra di Mileto
L’origine di decorare la via sacra con
animali è egizia, come anche la presenza di
un luogo sacro
Influenze dopo la fondazione di
base commerciale di Naukrat in Egitto nella metà del VII sec. a.C.
Marmo dei leoni da Naxos (commissione)
Uno è stato rubato dai Veneziani e ora all’Arsenale
OIKOS DEI NASSII, SANTUARIO DI APOLLO A DELO
VII sec. a.C.
Oikos (casa): edificio di funzione religiosa
Ospita i doni degli abitanti di Naxos
Cc 25 m di lunghezza
Gran parte in marmo (primo uso estensivo, anche
tegole)
Pianta rettangolare con ingresso e facciata tristila (3
colonne, caso rarissimo, la colonna centrale ostruisce
l’ingresso e costringe alla creazione di due navate)
Rivolto a ovest (verso il mare)
Prima testimonianza monumentale in stile ionico
Statua colossale secondo il modello del kouros
Reggeva una teca con arco, attributo di Apollo
Marmo (il più pregiato, quello di Paros, scavato “a lucerna” cioè a cunicoli nella cava)
…GEOGRAFIA…
Ionia, sviluppo lungo il fiume Meandro
Luogo di incontro fra diverse culture medio orientali e greche
L’architettura e la scultura riflettono la ricchezza culturale di provenienza
Centralità di Samo
Lydia, regno indipendente molto ricco, re Creuso
Detronizzato da Ciro il Grande
HERAION, SANTUARIO DI HERA III
Samo, 580 – 540/575 – 560 a.C.
L’origine monumentale è del VII secolo
Mal conservato
Via Sacra ricca di statue e iscrizioni, più fitte man mano che ci si avvicina al santuario
Fasi 1° tempio originario
2° Hekatompedon (100 piedi, cc 30 m, abbandonato nel 580 a.C.)
3° Hera III
4° Hera IV
Progettato da Rhoikos e Theodoros (fornitori, bronzisti, scultori, architetti)
Sono i primi architetti noti
Vengono usati oggetti appena inventati per costruire le colonne
Tornio e filo a piombo
Primo tempio colossale della Ionia
Tempio diptero (tra i più antichi), octastilo, ionico
105x52 m
Oltre 130 colonne di diverso diametro e disposizione (fino a 18x1,5 m)
Octastilo di fronte con intercolunni diversi (stretto all’angolo, largo al centro)
Le colonne diventano 10 sul retro
Intercolumnio variabile (caratteristica dell’arcaismo)
Numero delle scanalature non canonico
Diptero = 2 ali di colonne e una doppia fila anche all’interno del naos
Cella allineata alla terza e alla sesta colonna della fronte
Antico simulacro, forse ligneo, molto importante
Tutto il tempio era stuccato e dipinto
Altare monumentale di Rhoikos
Con scalinata attraverso la
quale il sacerdote accede alla
trapeza (tavola) per il sacrificio
La struttura rimane invariata
fino all’Ellenismo (Pergamo)
Prima del vero tempio infatti
esisteva solo l’altare sacrificale
Rialzato
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