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Età protogeometrica e geometrica (1000-700 AC)

Declino della cultura micenea e migrazioni di popoli

Declino del mondo miceneo: 1200-1100 AC. Distruzione palazzi di Micene, Tirinto e Pilos. Comparsa organizzazione palaziale verticistica, burocrazia nel Peloponneso complessa e uso della scrittura sillabica Lineare B. Scomparsa architettura in pietra, affreschi parietali delle residenze minoiche e micenee, oggetti raffinati ricavati da oro e avorio.

Cause: disastri naturali + dissolvimento interno. Tradizione epica e storica greca: spedizione contro Troia. Colloca nello stesso periodo, fine 1100, la vinta da Achei/Micenei. Conquista di Troia non è seguita da uno stanziamento greco stabile nella Troade.

Invasione improbabile il legame tra scomparsa del mondo miceneo e la cosiddetta dorica, datata da Tucidide nel 1104, esattamente 80 anni dopo Troia. I Dori sono dipinti come conquistatori, non distruttori; riempiono il vuoto lasciato dal declino miceneo.

Quadro più ampio: lo spostamento dei Dori da nord in Grecia fa parte di migrazioni di popoli, tra 1200 e 1100 interessa l'intero Oriente anatolico e siropalestinese. I testi egiziani parlano dei popoli del mare lungo le coste del Mediterraneo orientale.

Un altro fenomeno migratorio importante è la colonizzazione ionica, anche eolica e dorica, a metà del 1000: occupazione stabile, sistematica e probabilmente programmata delle coste occidentali dell'Asia Minore allo scopo di sfruttare territori per drenare risorse mancanti in patria.

Dal palazzo alla polis: cambiamenti significativi

  • Nascita della polis: l'acropoli, che nella cultura palaziale micenea era il centro del potere del re, rimane ma diventa centro politico e sacrale collegato strettamente con la città abitata e il territorio da cui vengono drenate le risorse.
  • Società oplitico-contadina: occupazione di aree diverse, vicino ai territori coltivabili, non più gerarchia verticistica palaziale, guidata dagli aristocratici che riprendono alcuni tratti tipici degli eroi/re dell'epica omerica: valore militare, importanza del pubblico riconoscimento, civiltà dell'onore.
  • Passaggio dal bronzo al ferro, forse accelerato dalla crisi dei rapporti col Vicino Oriente, da cui giungeva lo stagno per produrre il bronzo, determina trasformazioni economiche e socio-politiche: cambiano le aree di reperimento delle materie prime, quindi le linee di traffico commerciale; armi in ferro introdotte nella tattica militare.
  • Passaggio dall'inumazione alla cremazione.

Coppa di Nestore, tardo geometrico, seconda metà 700, originaria di Rodi ma rinvenuta a Pithecusa, Ischia: uno dei più antichi documenti di scrittura alfabetica greca. Iscrizione inneggia all'ambiente conviviale e allude all'eroe omerico Nestore: simbolo dei valori dell'élite aristocratica.

Ceramica protogeometrica e geometrica

Il termine “geometrico” indica lo stile delle decorazioni dipinte sui vasi prodotti in Grecia tra 1000 e 700 AC. Scansione cronologico-stilistica interna per le ceramiche: protogeometrico, geometrico antico, geometrico medio, geometrico tardo.

La ceramica più importante dal punto di vista culturale è la ceramica attica, esportata ovunque. Atene è la prima delle città greche che dopo il collasso miceneo guadagna un forte profilo culturale, espresso attraverso le ceramiche. Ha un suo posto anche la ceramica corinzia, esportata nel 700 soprattutto in Sicilia e Magna Grecia, a cui però manca la vivacità narrativa dei vasi attici.

Stile protogeometrico (1000-900)

Forme perlopiù legate alla conservazione di acqua e vino da consumare ai banchetti. Vasi meglio proporzionati e rifiniti con ripresa della linea ondulata micenea + elementi decorativi: larghe bande, semicerchi e cerchi concentrici definiti col compasso.

Gli elementi decorativi sono studiati in relazione alla forma del vaso e posti in punti di maggiore visibilità, spalla, diametro massimo; le parti di scarsa visibilità, collo e parte inferiore, vengono coperti di vernice nera.

Stile geometrico antico (900-850)

Periodo di sviluppo rapido accompagnato dalla ripresa dei contatti col Vicino Oriente, ricomparsa graduale di oro e avorio. Ripresa delle forme precedenti ma meglio delineate le destinazioni: anfore per i corredi delle tombe femminili, raccolta dell'acqua; crateri per le tombe maschili, mescolare acqua e vino.

Persistono le ampie superfici in vernice nera ma scompaiono gradualmente le forme tracciate col compasso. Decorazione predilige fregi orizzontali sovrapposti ed elementi rettilinei e obliqui.

Stile geometrico medio (850-750)

Per la prima volta compaiono raffigurazioni di animali e uomini resi a silhouette e i vasi, specialmente quelli destinati alle tombe, assumono proporzioni monumentali.

La funzione è esprimere l'orgoglio del defunto e di evocarne l'appartenenza sociale: richiamo alla matrice oplitico-contadina o guerriera, valori etici.

Stile geometrico tardo (750-700)

Periodo in cui ad Atene c'è aumento demografico, crescita della ricchezza e dell'importazione di prodotti di lusso.

La decorazione geometrica si espande fino ad occupare tutta la superficie e si moltiplicano le scene raffigurate. Compaiono scene narrative ispirate agli eroi omerici: viene marcata la differenza tra uomini e donne tramite l'enfatizzazione di determinati elementi del corpo, donne con seni e tuniche lunghe; uomini nudi e forti con armi in mano.

Intorno al 760 inizia l'attività di produzione e decorazione di vasi funerari della bottega del Dipylon, nome della necropoli ateniese e della porta.

L'attività armonica del Dipylon non dura a lungo: graduale dissoluzione della ferrea adesione agli schemi geometrici. Alla fine del 700 l'esaurirsi dello stile geometrico in Attica procede di pari passo con indizi di declino sociale e culturale: le ceramiche si fanno influenzare dalla ceramica geometrica corinzia, che in questo periodo è creativa e competitiva.

Scultura microplastica

La storia della scultura greca inizia tradizionalmente con la microplastica, tripodi santuari e bronzetti per gli dei. Essenziale è la definizione dei santuari, sia locali come Atene e Samo sia panellenici come Delfi e Olimpia: a questi santuari sono destinati moltissimi oggetti votivi, diffusi già dall'800 ma moltiplicati dal 776, data di istituzione dei giochi olimpici.

  • Tripodi in bronzo, in origine utensili creati alla fine dell'epoca micenea per bollire le carni, diventano doni votivi per gli dei. Per le loro anse vengono create spesso statuette di bronzo.
  • Bronzetti animali, destinati alle anse dei tripodi o come elementi isolati: rappresentazioni di cavallini animali, status symbol aristocratico, o di animali sacrificali.
  • Bronzetti umani: non è chiaro se rappresentino il dio o il dedicante. I soggetti più frequenti sono aurighi, opliti, atleti e suonatori.

Nella prima metà del 700, struttura geometrica rigida costruita secondo principi frontali. Nella seconda metà del 700, nuova fluidità nelle forme: il volto non è più rigidamente frontale, nuova potenza espressiva e dinamicità; crisi della rigida concezione geometrica.

Prime forme di architettura

Strutture di età protogeometrica e geometrica costruite in materiali deperibili: fondazione in piccole pietre e ciottoli di fiume, alzati di mattoni crudi impastati con argilla e paglia ed essiccati al sole.

L'affinamento delle competenza riguarda l'incastro degli elementi lignei, piuttosto a cui si devono le caratteristiche meccaniche della struttura portante dell'edificio.

Edifici sacri: fin da subito si caratterizzano per grandezza, materiale durevole e pregiato, ricchezza ornamentale, mentre le abitazioni rispondono a criteri pratici.

Si evolvono due diverse concezioni a destinazione sacra: una dell'area dorica della Grecia continentale, l'altra dell'area ionica della Grecia orientale.

Area dorica

Il tempio in quanto casa della divinità ricalca nelle sue più antiche forme il modello della casa. Due tipologie planimetriche:

  • Megaròn miceneo: vano rettangolare allungato absidato; delimita lo spazio della divinità, fungendo da casa del dio e del suo agalma, immagine di culto, dove la comunità compie sacrifici e mangia in comune. Grande esempio è l'Heroon di Lefkandi, eretto forse come casa di un re locale e che poi ne diventa la sepoltura, alla funzione funebre si sovrappone quella di un culto eroico.
  • Oikos: forma templare più diffusa fino al VII secolo, ambiente quadrangolare di modeste dimensioni, adottato per templi più piccoli. Ha un eventuale vestibolo ad ante, una specie di tempio di villaggio, il naiskos.

Area ionica

Nell'area microasiatica si ha invece un recinto monumentalizzato che racchiude la statua di culto ma non ne costituisce la casa.

Pur in assenza di un coerente sviluppo architettonico, solo nel secolo successivo, fin dall'VIII secolo si afferma l'esigenza di delimitare un'area in cui la presenza del dio si espliciti concretamente tramite la statua di culto. In questo stesso periodo si formano le storiche aree santuariali greche come l'Heraion di Samo e l'Artemision di Efeso.

Case

Ambiente quadrangolare monovano, tipica casa di età geometrica, privo di divisioni strutturali interne e di estensione limitata. Le case aristocratiche sono più grandi e il loro modello planimetrico deriva dal megaron.

In entrambi casi la tecnica di costruzione poggia su muretti di piccoli ciottoli o pietre con alzati in mattoni crudi e pavimenti in battuto di terra. Unici arredi fissi sono banchine di pietra che fungono da focolare o piano di lavoro.

Due principali criteri di insediamento primitivo:

  • Case sparse senza orientamento preciso, adattandosi alle caratteristiche morfologiche del territorio, Emporio, a Chio.
  • Agglomerati di case a strettissimo contatto o disposte in file ordinate, Smirne.

Organizzazioni urbanistiche regolari erano possibili nelle aree coloniali, Megara Iblea in Sicilia, dove i coloni suddividevano il territorio in lotti uguali.

Gradualmente si diffondono più grandi case a pastas, in quanto si accostano più ambienti monovano collegati da un corridoio trasversale cinto da muro, pastas. Questa tipologia sopravvive fino all'età classica e si completa con un cortile all'aperto, recintato da muri.

Età orientalizzante (600)

Fenomeno di natura stilistica che ricopre il VII secolo. La cultura greca viene influenzata dall'arte orientale, che prima soggioga quella greca poi viene assimilata e rielaborata.

Nella lingua greca compaiono parole e mode orientali; la cultura figurativa greca assorbe storie di mostri, sirene, grigoni, centauri, chimere, sfingi, gorgoni, giganti, dei aggressivi ed eroi brutali.

Poco a poco i contenuti più violenti vengono limitati: scontro tra ordine figurativo greco e mostruosità orientale si esprime nelle narrazioni di lotte, Zeus vs Giganti, Perseo vs Gorgone, Teseo vs Minotauro, Odisseo vs Polifemo.

Cause

  • I contatti commerciali con l'Oriente avevano ripreso vigore già dall'800 ma progressivamente si intensificano fino ad indebolire e destrutturare il sistema geometrico greco.
  • L'accresciuto prestigio dei grandi santuari panellenici attira i ricchi doni dei re orientali.
  • La diaspora verso Occidente di famiglie orientali in fuga dalla pressione assira.

Contesto storico

Tra fine 700 e inizio 600 avviene la crisi dell'aristocrazia terriera. Si rafforzano nuovi ceti economici come artigiani, mercanti e marinai, quindi le aristocrazie sono costrette a forme di autocorrezione.

Dall'interno della classe oplitica emergono i legislatori, spesso mitostorici come Licurgo e Draconte. La scrittura diviene lo strumento attraverso cui si esercita un nuovo controllo sociale.

Altro esito della crisi aristocratica è la tirannide, sempre legata a una città fiorente dal punto di vista sociale e commerciale, Corinto, Sicione, Megara, Mileto, Efeso, Mitilene.

Si intensifica la colonizzazione greca, iniziata già nel 700, specialmente rivolta verso Italia meridionale e Sicilia.

Nascita della scultura monumentale

All'origine della scultura monumentale i Greci ponevano Dedalo di Creta, “Dedalo” = colui che ben modella. Compare in Omero come architetto e ideatore del labirinto di Minosse e delle ali artificiali per fuggire dall'isola insieme al figlio Icaro.

La ricerca filologica e archeologica ha concluso che Dedalo storicamente non è mai esistito ma rappresenta il prototipo di artista monumentale del VII secolo. I concetti di vocazione e creatività artistica sono sconosciuti alla mentalità greca: l'artista è un artigiano che si forma all'interno di un patrimonio di tradizioni tecniche e percorso di apprendistato in bottega e strettissimo legame tra artigiano e committenza/società.

Stile dedalico a Creta

Xoana = statue di culto, spesso idoli aniconici, di diversi materiali ma soprattutto intagliati nel legno, dea lignea di Samo con polos orientale in testa.

Sphyrelata = statue di grandi dimensioni ottenute martellando una lamina di bronzo e piegandola intorno a un nucleo di legno a cui la lamina viene inchiodata, tecnica orientale rapidamente rimpiazzata dalla fusione cava.

Xoana e sphyrelata precedono lo sviluppo del vero stile dedalico, che si definisce dalla metà del VII secolo. Elementi tipici: frontalità, sistema compositivo per volumi geometrici giustapposti rispetto a un asse centrale, dettagli incisi, pettinatura a parrucca, volto imperioso di forme triangolari.

Scultura orientalizzante cretese predilige la kore, figura femminile vestita in piedi o seduta. Nudità femminile assai rara nella Grecia arcaica si ritrova a Creta ma sconosciuto il kouros, figura maschile nuda in piedi.

Dama di Auxerre, forse proveniente da Creta, 640-630: statua femminile in pietra calcarea tenera. Forme solide e compatte, peplo aderente con cintura in vita, mantellina che ricorda gli sphyrelata di Dreros, capelli assomigliano a una parrucca orientale.

Corpo assemblato secondo il principio dell'addizione assiale e simmetrica delle masse, con rotondità plastica di seno e braccia contrasta sproporzioni di mani e piedi, grandi occhi ipnotici e larga bocca che sorride.

Stile dedalico nel Peloponneso

Secondo la tradizione letteraria gli allievi di Dedalo vanno a lavorare nel Peloponneso. Trovati dei rilievi in calcare del 640-630.

Testa di Hera rinvenuta nell'Heraion di Olimpia, inizio 500: testa colossale in pietra locale. Probabilmente doveva comporre il gruppo cultuale dell'antico tempio, seduta sul trono accanto ad uno Zeus in piedi. Potente solido geometrico, grandi occhi, naso largo, polos pesante con qualche ciocca fuori.

Kolossos e marmo nelle Cicladi

Nelle Cicladi del 600 si iniziano a sfruttare le cave di marmo, Nasso e Paro, quindi nascono botteghe di artigiani esperti nella lavorazione dei blocchi marmorei.

Influenza evidente dall'Egitto, dove già dal 600 i Greci sono presenti come mercanti e mercenari e vengono a contatto con la statuaria di dimensioni colossali.

Di origine egiziana è il kouros: figura maschile nuda in posizione eretta con braccia dritte o appena piegate lungo i fianchi, i pugni chiusi e una gamba leggermente avanzata, esprime possibilità di movimento, pettinatura a parrucca richiamante i canoni dedalici. Il kouros trova larga fortuna presso gli scultori cicladici che lo ripropongono in dimensioni colossali.

La parola greca kolossos non designa in origine statue gigantesche ma esprime qualcosa di eretto, immobile e piantato nel terreno. L'idea di xoana e spyrelata invece, in quanto idoli di culto, venivano spesso spostati a causa delle processioni. Le statue monumentali più antiche invece sono di solito commemorative, votive o funerarie anche se forse alcune in rari casi possono essere statue di culto.

Oreficerie, bronzi e avori

Influsso orientale si esprime anche nei manufatti di bronzo, terracotta e avorio: tripodi geometrici sostituiti da calderoni decorati con figure mostruose, grifoni, leoni, sfingi, sirene. I più fastosi, destinati ad essere doni votivi, raggiungono anche 2 m di altezza.

Placca bronzea dell'Heraion di Argo, metà 600: due donne il cui abbigliamento richiama Dama di Auxerre e Kore di Nikandre; una trafigge l'altra, si pensa che la scena rappresenti Clitemnestra che uccide Cassandra.

Suppellettili in argento e gioielli elaborati appartenenti a necropoli di Rodi: collana d'oro con raffigurazione della dea delle fiere dai tratti dedalici.

Decorazioni a rilievo dei grossi pithoi, contenitori di derrate alimentari, cicladici. Pithos di Mykonos con scene del sacco di Troia: sul collo c'è il cavallo di legno degli Achei, si intravedono i guerrieri nella pancia; sul diametro massimo scene di brutalità della guerra, donne che implorano pietà, guerrieri che uccidono bambini.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elib. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte greca e romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Verzar Monika.
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