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Arte Contemporanea 2 lezione

Lo studio dell’arte contemporanea: Elementi di Continuità e Discontinuità

metodologica con lo studio dell’arte del passato.

Elementi di Continuità metodologica:

1. Fondamentalmente, il principale elemento di continuità metodologica tra lo studio dell’arte

contemporanea e lo studio dell’arte dei secoli passati consiste nelle “questioni di fondo”,

ovvero «nell’identità dell’impegno, della qualità e della serietà di esercizio

storiografico» (Enrico Crispolti, Come studiare l’arte contemporanea, 1997) necessari per

affrontare l’arte di qualunque epoca.

Elementi di Discontinuità metodologica:

1. Nella storia dell’arte contemporanea c’è una contemporanea presenza di un Livello di

Ufficialità e di un Livello di ricerca d’Avanguardia che comporta dei problemi, ovvero alla

stessa data ci sono degli artisti che fanno una ricerca molto avanzata (avanguardista)

cercando di fatto di innovarsi rispetto alla tradizione nella quale sono immersi e contro cui

cercano di reagire e dall’altro lato invece c’è tutto un filone che non è inferiore per qualità,

ma cerca di fare una cosa diversa e cioè di mantenersi in una linea di ufficialità. Ci sono

ottimi pittori da ambedue le parti, ma semplicemente realizzano cose differenti, in qualche

modo è come se le 2 produzioni di ciascuno di questi due filoni non

siano paragonabili (come mele e pere sono tutti frutti però uno va

da una parte è uno dall’altra parte), non sono paragonabili perché

è differente la qualità, ma semplicemente lavorano su una linea

molto diversa (non si paragona Ettore Tito “La mia Rossa” 1888 a

Paul Gauguin “Il Cristo Giallo” 1889).

2. Articolazione in movimenti, gruppi, correnti e tendenze:

Per i secoli passati esistono le botteghe e le scuole, dove c’era un datore di lavoro e chi non

voleva lavorare come lui se ne doveva andare, al contrario dei Futuristi che si mettono insieme e

decidono che cosa fare.

Nella contemporaneità ci sono dei movimenti delle correnti e delle tendenze molte precise

esempio i Futuristi firmano un Manifesto si mettono tutti d’accordo su che cosa vuol dire essere

Futuristi, su che cosa deve fare l’artista per essere Futurista e di conseguenza si muovono lungo

questa strada.

3. Quantità delle opere di un artista:

Per scrivere un libro su Michelangelo prima bisognerebbe guardare tutte le sue opere dal vivo

sarebbe fattibile in quanto le opere sono 50, mentre per Picasso sarebbe impossibile in quanto

sono milioni e diventa oggettivamente difficile poterle vedere tutte. Ovviamente se si guardano

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4 opere su 50 di un artista si comprende di più il suo stile rispetto a un altro artista di cui si

guardano solo 4 opere su un milione, quindi per gli artisti contemporanei sarà più utile

conoscerli non nel dettaglio (come Michelangelo) bensì avere una visione e conoscenza più

panoramica (esempio Picasso ha vissuto molto e ha avuto diversi periodi non si può prendere

una solo opera per ogni periodo perché sarebbe troppo riduttivo), (esempio scegliere un solo

mio esame per i 3 anni di Accademia).

4. Problema della “falsificazione”: (in tutte le sue proprie ed improprie sfumature)

La “Falsificazione” riguarda solo l’arte contemporanea anche se ci verrebbe da dire che

esistono dei falsi di Leonardo Da Vinci.

Ci sono stati casi rarissimi di vere e proprie falsificazioni esempio il caso di Jan Vermeer, a un

certo punto nel ‘900 un pittore ha cominciato a realizzare in maniera estremante credibile dei

falsi Vermeer, ma è stato scoperto solo perché i pigmenti era del ‘900 e non potevano essere

stati utilizzati da Vermeer nel ‘600.

Ci sono sono dei casi, però, esempio il Falsario del Grechetto. In realtà quel modo di fare “Alla

maniera di …” era una cosa molto tipica tra il ‘600 e il ‘700 non era esattamente come la

falsificazione che intendiamo al giorno d’oggi, quindi per il passato non esiste il problema della

falsificazione, bensì il problema maggiore lo si ha in termini di Attribuzione (compro sul

mercato antiquato un’opera del ‘600 di cui non si ha uno storico a quel punto l’opera è autentica

non è un falso, l’unico problema è che non si sa di chi sia, chi la compra poi va da un’esperto e

quest’ultimo da dei pareri quindi delle attribuzioni ovviamente sulla base di considerazioni il

più accurate possibile).

Al contrario invece la falsificazione nell’arte contemporanea esiste, vengono create delle opere

false appunto per essere dei falsi. Qualche anno fa un signore aveva

ereditato da un parente alcune opere tra cui un’opera firmata da

Regina (in basso a destra sulla cornice), Regina ha realizzato opere

molto colorate a un certo punto della sua carriera, dall’altra parte non

esistono dipinti di quel genere e di quelle dimensioni che sono

abbastanza importanti. Guardando un progetto sicuramente realizzato

da Regina salta all’occhio che la firma non è identica, ma è molto

simile all’opera del signore; insieme al collezionista milanese di Regina

(che l’ha frequentata negli ultimi 20 anni della vita) hanno cercato di

capire se fosse un falso, il collezionista afferma che cose di quel genere non ne ha mai viste nel

suo studio però poi aggiunge che dopo la morte di Regina sono comparse delle opere molto

colorate (questo lo sostiene anche un famoso critico d’arte che dice di aver visto delle opere di

Regina con queste caratteristiche anche in occasione di collezioni di altri artisti). Dopo aver fatto

notare che alcune cose non quadravano, queste nuove aggiunge al catalogo di Regina non ci

sono più state, quindi per queste ragioni pare essere un falso. Il fattore importante, però, è che

se esistono persone che falsificano le opere di Regina che valgono un po’ di soldi, ma non così

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tanti, bisogna pensare ai falsi di Fontana (falsificazione apparentemente semplice) che invece

valgono tantissimo, si parla di cifre che girano attorno ai milioni di euro.

Questo nei secoli passati non esisteva perché avevano la questione dell’attribuzione in quanto

dovevano dare pareri senza aver dei documenti. Le attribuzioni sono una questione più da

modernista e vengono fatte il più precise possibili confrontando tutti gli elementi anche quelli

che apparentemente sembrano insignificanti.

Ci sono delle Sfumature proprie e improprie della falsificazione, esempio Mario Schifano fa

realizzare ad altri le sue opere e questo rientra in una logica precisa di una poetica e di una

scelta precisa, quindi in qualche modo un’opera di Schifano che viene realizzata manualmente

da qualcun altro non si può definire propriamente un falso perché è previsto dallo stesso

Schifano che ci sia l’intervento di qualcun altro, anche se non c’è la mano di Schifano, ma solo

la sua firma;

Altro esempio Giacomo Balla nel 1912 realizza la una serie di opere Compenetrazioni

iridescenti che sono una delle prime prove astratte che siano mai state realizzate, ma in

quell’anno nessuno guardava le sue opere e quelle poche opere che vende, le vende a prezzi

molto bassi al quanto ridicoli. Nel 1950 invece si inizia a guardare Balla come a uno dei pionieri

dell’arte astratta e ad esempio il Moma di New York compra delle opere e gli dedica una

mostra. A questo punto Balla realizza delle opere senza datarle, realizza delle Compenetrazioni

iridescenti senza mettere una data (cerca di farle alla maniera delle compenetrazioni iridescenti

del 1912) e non dice di averle fatte in quel periodo quindi le immette sul mercato facendo

credere che quelle siano le opere degli anni ’10. Se prima non gli davano tanti soldi, ora le

vende a quotazioni molto importanti quindi tecnicamente non è un falso perché la mano è di

Balla e sostanzialmente è un rifacimento retrodatato (è un’operazione per guadagnarci, non è

tecnicamente un falso).

La periodizzazione dell’arte contemporanea: alcune ipotesi

1. Hans Belting, “La fine della storia dell’arte” 1983. Un testo molto complesso, ma molto

importante.

Arte Premoderna: da Rinascimento e Barocco sino al Neoclassicismo e Romanticismo.

• Arte Moderna: per lui è “L’arte ottocentesca a partire dall’avanguardia impressionista e da altri

• analoghi movimenti“; all’interno di essa, l’autore individua un “moderno classico“ che a suo

avviso “riassume le più importanti correnti artistiche del nostro secolo, dal futurismo all’arte

degli anni ‘60“.

Arte Contemporanea: inizia dagli anni ‘60 (sino alla “ ”). Per lui l’arte

• MORTE DELL’ARTE

contemporanea inizia con l’operazione come per es: Piero Manzoni: “Scultura

vivente” 1961; Ben Vautier: “Dio buttato a mare” operazioni che non hanno a che

vedere con ciò che era il concetto di tradizione. Con il termine “ ” non

MORTE DELL’ARTE

si intende dire che sia morta la possibilità di fruire di esperienze estetiche, con morte

dell’arte si intende la morte di quello che l’arte era stata fino ad un certo punto cioè 3

da sempre l’arte era stata un’attività intellettuale che però si condensava in un oggetto

(dipinto, scultura). Ad un certo punto succede, nell’arte del ‘900, che l’oggettualitá dell’opera

d’arte comincia a venire meno: esempio Ben Vautier: “Dio buttato a mare” l’Opera d’Arte

non è l’imballo con scritto Dio 80x100 bensì è l’Operazione/la Performance con cui l’artista

decide di buttare la scatola in mare; l’Opera d’Arte di Marina Abramovic non è lei stessa,

bensì la Performance (il processo con cui si fa questa operazione), alla fine della sua

performance non rimane nulla se non della documentazione come foto o video quindi a

questo punto arte intensa come attività intellettuale che produce artigianalmente un progetto

non c’è più. Nell’arte Concettuale si minimizzerà ciò che è l’oggetto di un opera d’arte e

addirittura si arriverà a considerare opera d’arte un testo scritto dove l’artista spiega il suo

pensiero di arte perché per l’arte concettuale non è importante l’oggetto finale, ma il pensiero

che sta dietro la realizzazione di questo oggetto. Nei casi più estremistici visto che interessa

solo l’idea che ci sta dietro l’opera d’arte intesa come manufatto può addirittura scomparire, in

quel caso l’arte come è sempre stata intesa ovvero come attività intellettuale che si riduceva

nella realizzazione di un oggetto non c’è più, quindi quando parla di “ ” non si

MORTE DELL’ARTE

intende dire che non ci possa essere la possibilità di fruire di un’esperienza estetica (io posso

guardare la performance Marina Abramovic e fruire di un’esperienza estetica, ma è evidente

che quello che fa Marina non è proprio arte in senso stretto, perché alla fine della sua

performance l’oggetto non c’è più). Esiste anche una nascita dell’arte. Ovviamente c’è una

contemporaneità più stretta rispetto al 1890 è passato del tempo e più ci si avvicina ai giorni

d’oggi più c’è una coerenza di sistema, di clima attorno; dall’altra parte ci sono le gallerie che

approfittano di questo per avere più profitto.

2. Giulio Carlo Argan, “L’Arte Moderna” 1970.

Arte Moderna: dal Neoclassicismo sino alla “Morte dell’arte”.

• Arte Contemporanea: all’interno dell’arte moderna, a partire dall’Impressionismo (e sino alla

• “Morte dell’Arte”). Perché per Argan l’arte contemporanea inizia a partire dall’Impressionismo?

Perché a suo avviso l’Impressionismo porta la questione più sul piano della forma che non

sul piano del contenuto, riporta tutto a una dimensione di visibilità di quel

che si vede e non di quel che si racconta. Con quest’opera Claude Monet,

“Regate ad Argenteuil” 1872, cerca di trascrivere sulla tela l’impressione

colorata che si stampa sulla retina del suo occhio nel momento in cui

rapidamente alza lo sguardo dalla tela verso l’orizzonte (verso quello

che sta dipingendo) e quindi ci sono delle macchie colorate che si

stampano sulla sua retina, Monet cerca di non darsi il tempo di riconoscere a che oggetti

corrispondono quelle macchie. Spiegazione: noi non vediamo con gli occhi, ma con il

cervello. Quando noi vediamo qualcosa il dato ottico che stampa sulla retina viene

immediatamente elaborato dal cervello, quindi noi vediamo delle macchie ed è il nostro

cervello subito ci dice a che cosa corrispondo queste macchie però Monet pensava che non

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fosse così è quindi cerca di interrompere questo flusso, cerca di dipingere ciò che si stampa

sulla retina (quindi le macchie colorate) senza dare tempo al cervello di elaborare questo dato.

La macchia bianca è una vela e l’altra macchia invece è il riflesso, uno è un dato tangibile e uno

invece illusorio sono dunque diverse, ma se le tratto come macchie colorate che si stampano

sulla retina senza dare tempo al cervello di razionalizzare che uno è un oggetto vero (vela) e

uno è effimero (riflesso), in quanto macchie sono uguali, quindi Monet (e gli impressionisti)

scelgono di riportare tutto su un piano di visibilità e non gli interessa del contenuto di

quello che è raffigurato (non è un soggetto forte), bensì gli interessa intervenire in quel

momento e capire come dipingere, riportando sulla tela l’impressione colorata che si

stampa sulla retina.

Dunque secondo Argan l’Arte Contemporanea inizia qui, quando ci si incomincia a

preoccupare più della forma che del contenuto. Questa cosa è vera per l’arte contemporanea

(ma vale sempre), l’arte è sempre una questione di forma e non di contenuto, cioè non è che il

contenuto di un opera d’arte non sia importante (ovviamente per conoscere un opera d’arte

bisogna conoscere anche il contenuto, per conoscere Guernica bisogna rendersi conto che

Picasso la realizza perché racconta il massacro di una cittadina di poche persone durante la

guerra civile spagnola), però è altrettanto evidente che la differenza non la fa il contenuto

bensì la forma perché Picasso si indigna tanto quanto noi per questa vicenda, la differenza è

che lui indigna facendo il quadro “Guernica” perché è un grande artista, un’artista altrettanto

bravo, ma meno grande di lui non si può permettere di fare un opera così grande, ma è lo

stesso indignato proprio come lui e per questo si vede che è la forma che in arte fa la differenza.

Per rimanere nei manuali di Storia dell’Arte, si sostiene che l’arte contemporanea inizi si con

l’impressionismo, ma per una ragione completamente diversa in virtù della quale secondo

Argan inizia l’Arte Contemporanea con l’Impressionismo perché quest’ultimo comincia ad

inserire una prima componente di interpretazione personale all’interno dei discorsi sull’arte. Per

capire meglio: Monet cerca di trascrivere l’impressione colorata che si stampa sulla retina del

suo occhio (non funziona in realtà però lui riteneva che questo accadesse) senza dare tempo al

cervello di riconoscere che una determinata macchia raffigura un oggetto. Quello che cerca di

fare Monet è di trascrivere un’impressione non propriamente la verità/realtà di quel che vede,

ma l’impressione soggettiva che ha lui di realtà. Se uno è daltonico l’impressione colorata che

si stampa sulla retina è diversa da quella reale, nell’inserire questa dimensione di impressione

personale, l’impressionismo già sta aprendo a quell’interpretazione personale che diventa

possibile nell’arte del ‘900, esempio l’opera “La Gelata Bianca” 1873 di

Camille Pissarro raffigura la Brina mattutina su un campo arato, noi sabbiamo

che è bianca, nel dipinto invece ha colori vivaci blu, giallo, rosso, quindi ciò

che ha fatto Pissarro è stato di introdurre un elemento di interpretazione

personale di impressione sovrapponendolo al dato reale (così come appare

al nostro occhio), quindi nel fare questo ha aperto la strada ha 5

quell’interpretazione personale del dato naturale che sarà caratteristica per l’arte del ‘900

esempio all’Espressionismo (cercare di trascrivere la realtà secondo quello che io sento —>

esempio sono rabbioso e vedo delle curve la mi arrabbia le fa diventare aguzze e spigolose.

3. Enrico Crispolti, “Come studiare l’arte contemporanea” 1997.

Arte Contemporanea: da Simbolismo, Art Nouveau e Postimpressionismo (1885 ca.) ad oggi,

• con una cesura a partire dall’Informale (1945 ca.).

A suo avviso si parte da dopo l’Impressionismo, si arriva non alla Morte dell’Arte, ma si arriva

ad oggi (sicuramente non è d’accordo con il fatto che l’Opera d’Arte Oggettuale e le

performance di Marina Abramovic non sono esattamente la stessa cosa). Trova solo una Cesura

(un leggero cambiamento) però in una sostanziale continuità.

Perché l’arte contemporanea non parte con l’impressionismo come per Argan, ma parte con il

simbolismo?

Le ragioni sono differenti: “La visione dopo il Sermone” 1888 di Paul Gauguin si nota

sicuramente una diversità

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher meli.tulipano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di belle arti Santagiulia o del prof Sacchini Paolo.
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