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Il neoclassicismo

La storia dell'arte contemporanea inizia nella seconda metà del 18° secolo, con il neoclassicismo, che è la logica conseguenza sulle arti del pensiero illuminista. Si avvertiva la necessità di un ritorno all'ordine dopo gli eccessi del barocco e del rococò; non a caso, il neoclassicismo guardava all'arte dell'antichità classica.

Pensieri sull'imitazione dell'arte

Teorico del neoclassicismo è Winckelmann che, con il saggio "greca" del 1755, sancisce i punti cardine degli artisti neoclassici. Parte dal presupposto che il buon gusto aveva avuto origine in Grecia e che tutte le volte che si era allontanato da quella terra aveva perduto qualcosa. La grandezza artistica era perciò propria dei greci; pertanto, l'unica via per divenire grandi e, se possibile, inimitabili, è l'imitazione degli antichi. Imitare significa ispirarsi a un modello che si cerca di eguagliare, mentre copiare non apporta nulla di nuovo.

Questo è indispensabile per raggiungere una "nobile semplicità e una quieta grandezza" sia nella posizione che nell’espressione. Più tranquilla è la posizione e l'espressione del corpo, più è in grado di esprimere il vero carattere dell'anima. Se è vero che è più facile riconoscere l'anima nelle passioni forti e violente, tuttavia essa è grande e nobile solo in uno stato di armonia e riposo. Dunque, l'artista dovrà sempre rappresentare il momento che precede o segue un’azione tragica, quando il tumulto delle passioni o non c'è ancora o si è già attenuato.

Dagli antichi, oltre alla bellezza dei corpi, si deve riprendere il contorno e il drappeggio (importanza per i contorni ben definiti e per il disegno).

Canova

Canova incarna alla perfezione i principi neoclassici di Winckelmann.

  • Teseo sul Minotauro: L'eroe, simbolo della vittoria della ragione sull’irrazionalità bestiale, è seduto sul corpo del mostro che ha ucciso (creando un gruppo scultoreo piramidale secondo la tradizione classica). Dopo la lotta, ogni passione è spenta, la rabbia e la furia del combattimento sono passate. Ora domina la tranquillità della posizione di riposo e dell’espressione calma-imperturbabile di Teseo che mostra la sua grande bellezza ideale, nuovamente in sintonia col corpo.
  • Amore e Psiche: La bellezza ideale derivante da un'idea di "bello" che l'artista si forma nella mente dopo aver constatato l'impossibilità di trovare un corpo perfetto in natura, è qui perfettamente raggiunta. Sono due corpi di marmo in grado di trasmettere tutta la morbidezza e la flessibilità della carne. Fermo nel marmo, è un attimo che rimane sospeso, cristallizzato nel tempo, la tensione dei corpi che non si stringono ma si sfiorano con sottile erotismo, contemplando ognuno il volto dell'altro, rapiti dalla reciproca bellezza. È l'attimo che precede il bacio. I rapporti fra i due corpi mutano continuamente girando attorno al gruppo scultoreo, mostrandosi in tutta la loro complessità.
  • Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria: La sepoltura si presenta come una piramide dall'ingresso oscuro, sottolineato per mezzo di uno spesso architrave e due stipiti leggermente inclinati. Sul vertice, un medaglione raffigurante la defunta è portato in volo dalla felicità celeste in forma di fanciulla. È una scena composta quasi teatralmente: la defunta è onorata dalla personificazione delle proprie virtù, la fortezza è resa dal leone accovacciato e malinconico sul quale si abbandona un genio alato, personificazione della tenerezza dello sposo. Nella mesta processione che procede verso l'ingresso oscuro della morte, la pietà è resa dalla giovane donna che guida un vecchio cieco. Più avanti, due fanciulle e una donna portante le ceneri sono legati fra loro da una ghirlanda di fiori e invitati a entrare passando sul tappeto che simboleggia il destino e unisce fisicamente l'interno (la morte) con l'esterno (la vita).

Jacques-Louis David

Particolarmente influenzato dalla scultura e dalla pittura romana, soprattutto da Raffaello.

  • Il giuramento degli Orazi: I tre fratelli Orazi (romani) affrontarono i tre fratelli Curiazi (albani) per risolvere in duello una contesa sorta fra Roma e Albalonga. I tre Curiazi morirono mentre uno solo degli Orazi si salvò, decretando la vittoria di Roma. Gli eroi, simbolo delle virtù civiche romane (un esempio che deve spingere all’emulazione), sono congelati nel momento supremo del giuramento, che precede l'azione. La scena si svolge nell’atrio di una casa romana e l’impianto prospettico è sottolineato dai riquadri del pavimento a lisca di pesce. Sullo sfondo, tre arcate incorniciano i personaggi divisi in tre gruppi: a destra, la madre degli Orazi che copre con il velo i due figli più piccoli, la figlia Camilla e la cognata Sabina; a sinistra, i tre fratelli allacciati in un abbraccio che indica la loro forza morale e l’unanimità d’intenti; al centro, il vecchio padre che leva in alto le spade, punto focale (di fuga) dell'intera composizione.
  • La morte di Marat: Il quadro rende onore a Marat, medico, repubblicano e martire della rivoluzione, assassinato nel suo bagno il 13 luglio 1793 dalla nobile Marie Corday D’Armont. È il momento successivo all’omicidio; l'evento violento non è mostrato e il volto dell’assassina viene condannato all'oblio. Non compaiono tutti quegli elementi, noti dalle cronache del tempo, che nella realtà caratterizzavano il luogo del delitto e che avrebbero fatto apparire la morte di Marat troppo simile a quella di un uomo comune. La carta da parati è sostituita da uno sfondo monocromo e oscuro, mancano la cartina della Francia e le pistole appese alle pareti. Il cesto che fungeva da tavolino è sostituito da una cassetta di legno, trasformata in una sorta di lapide. In una mano, Marat regge la penna d'oca e nell'altra il biglietto dell'assassina che chiedeva di essere ricevuta; a terra, il coltello sporco di sangue. Sembrano quasi strumenti della passione e non a caso l'immagine è costruita come una pietà o una deposizione di Cristo, per elevare la figura di Marat: la ferita aperta sul costato gronda ancora di sangue, la testa è riversa sulla spalla destra, il braccio destro è abbandonato lungo la sponda della vasca e il lenzuolo macchiato di rosso appare quasi un sudario.

Giuseppe Piermarini

A lui si deve il Teatro della Scala a Milano, che riflette bene la sua grammatica: quella della simmetria e degli ordini architettonici desunti dall'antichità.

Goya

Artista di transizione verso il Romanticismo.

  • Le fucilazioni del 3 maggio 1808: Rappresenta una grande novità: Goya porta sulla tela il dramma della rivoluzione antinapoleonica, vissuto in prima persona. Avvenimenti contemporanei sono per la prima volta riprodotti non in modo idealizzato. È una delle tante esecuzioni effettuate dalle truppe napoleoniche, collocate sulla destra, con abiti scuri e di spalle, in modo da non vedere l'espressione dei loro volti; sembrano quasi automi programmati per uccidere. A sinistra, ammassati come animali impauriti, i patrioti dai volti estremamente espressivi e circondati dai compagni che sono già stati fucilati e giacciono a terra immersi nel loro sangue; al centro si erge un uomo con la camicia bianca che leva le braccia al cielo come il Cristo in croce e sullo sfondo il profilo di una Madrid martoriata. La cupezza dei toni ha il duplice significato di rispecchiare sia i valori naturalistici dell’ambientazione notturna, sia quelli psicologici; la frammentarietà della pennellata (pennellate giustapposte di colore), i colori sporchi e terrosi, l’espressività dei personaggi, la volontà di cogliere e bloccare l'attimo, sono indizi di una tecnica pittorica che si sta già avviando verso il gusto romantico.

Il romanticismo

Di contro al Neoclassicismo, promotore di un ritorno all'ordine e alla razionalità, imitando i modelli classici, il Romanticismo esalta la fantasia, l'irrazionalità e la sensibilità personale. I sentimenti sono espressi in modo sempre più convulso e passionale; alle atmosfere neoclassiche chiare e definite si sostituiscono ambientazioni fosche, ricche di riferimenti simbolici, magici e misteriosi, in modo da promuovere il coinvolgimento emotivo. Ai soggetti mitologici fa capo la rappresentazione di una natura fortemente personificata che, in relazione ai sentimenti dell'artista, suscita grandi emozioni mostrandosi al contempo madre dolcissima o spietata matrigna. Di fronte alla sua grandiosità e immensità, l'uomo è piccolo e impotente, non può provare altro che il sentimento del sublime, una mescolanza di sensazioni che colmano l'animo di un orrore dilettevole, al contempo piacere e dolore. La passione e il turbamento, che i neoclassici non rappresentavano mai, preferendo a essi la pacata consapevolezza dell’attimo che precede l'azione o la serena distensione del momento che la segue, diventano per i romantici le due principali motivazioni artistiche.

Friedrich

Esponente del romanticismo sublime.

  • Viandante sul mare di nebbia: Esprime alla perfezione la poetica del sublime; mostra l'infinita grandezza della natura, uno straordinario paesaggio alpino all'alba con le cime dei monti che iniziano a emergere fra le medie, al cui cospetto l'uomo altro non è che un temporaneo viandante. Colto di spalle, in piedi sopra uno spuntone roccioso, guarda solitario lo spettacolo sublime della natura.

Turner

Il massimo esponente del romanticismo del sublime che si dedica alla rappresentazione di una natura con una forza distruttiva, emblematica e dirompente, che stordisce l’uomo, scatenando sentimenti di paura come di fascinazione, appunto sublimi. Il suo approdo artistico finale è il colore che, quasi svincolato da ogni riferimento naturalistico, si fa pura modulazione di luce.

  • L'incendio della camera dei lords e dei comuni: Rappresenta l’incendio al parlamento inglese avvenuto nel 1834 e al quale aveva assistito da una sponda, insieme ad altri passanti, raffigurata a un’estremità del quadro. Infatti tutta la scena è popolata dalla nube di fuoco e fumo che sale in cielo ed è talmente potente da modificare il colore stesso delle nuvole attorno, rese con pennellate pastose. Non si riconosce una prospettiva precisa, fattore che aumenta il senso di straniamento nello spettatore che, impaurito e al contempo affascinato dalla potenza devastante della natura, è incollato a tale visione. Il contrasto netto tra le cromie calde e fredde (accuratamente non mescolate) rende la sensazione ancora più energica e drammatica.

Constable

Constable è il massimo esponente del romanticismo paesaggistico; riproduce infatti i paesaggi bucolici della campagna inglese (cieli sconfinati, boschi e mulini saranno i principali soggetti) che si contrappongono alla realtà cittadina in cui prendono sempre più piede le nuove costruzioni e macchine, a seguito della rivoluzione industriale. Con lui, il paesaggio assume per la prima volta la dignità di un soggetto artistico autonomo, e soprattutto, come si può notare in Studio di nuvole a Cirro, sperimenta una tecnica pittorica del tutto nuova: il colore è steso con poche e veloci pennellate, senza ritocchi o ripensamenti, quasi a voler congelare sulla tela la fresca irripetibilità dell’attimo fuggente; a testimonianza di come l’opera sia stata realizzata dal vero, inaugurando così la pittura en plein air.

Gericault

  • La zattera della medusa: È un soggetto desunto da un fatto di cronaca che quasi preannuncia il Realismo. Mostra i pochi scampati al naufragio della fregata francese Medusa nel momento in cui avvistano in lontananza la nave che li porterà in salvo. Tra le onde cupe e minacciose, sotto un cielo plumbeo che comincia a rischiararsi, tutti gli uomini sono accalcati nell’unica porzione rimasta del relitto. Le funi che tengono l'albero che sorregge una vela di fortuna disegnano una piramide, mentre una seconda è formata dagli uomini legati fra loro dalle braccia che si toccano e culmina con il personaggio che sventola un panno bianco e rosso, al fine di farsi vedere dalla nave della salvezza all'orizzonte, un puntino sullo sfondo. I corpi sono modellati come fossero statue e colpiti dalla luce che dà loro solidità e realismo. In primo piano, i cadaveri sono testimonianza della lunga sofferenza patita e a sinistra un vecchio mantato di rosso e dal volto pensoso, che nella dignità è simile a un eroe omerico, sorregge un corpo nudo che si mostra in tutta la sua giovanile perfezione, quasi fosse un Dio dormiente, di cui solo il particolare dei calzini lo riporta a una dimensione umana.

Delacroix

Il maggiore dei pittori romantici francesi, fortemente influenzato da Constable, iniziò con attenzione a osservare i fenomeni della luce e del colore, diventando un pittore colorista per cui la vera realtà delle cose si mostra solo all'aperto, sotto la luce del sole. Di qui la "stupidità del lavoro in studio" che tende a rendere falso quel colore (parole che preannunciano l’impressionismo).

  • La libertà che guida il popolo: Un quadro realizzato nel 1830 per ricordare ed esaltare la lotta per la libertà dei parigini che in quello stesso anno insorsero contro il governo liberticida di Polignac. Saltano all'occhio riferimenti alla zattera della Medusa di Gericault: nella composizione piramidale, nella disposizione dei due uomini in primo piano riversi, fino al particolare e realistico e macabro del calzino sfilato del popolano caduto. Però, alla perfezione anatomica che conferiva importanza a ciascuno dei personaggi della zattera, si sostituisce la massa indistinta del popolo, persone appartenenti a tutte le classi sociali e di tutte le età unite nella lotta comune, in modo che ciascuno poteva rivedersi fra la gente che aveva combattuto per il bene del proprio paese. Il fumo degli incendi e degli spari e la polvere sollevata lasciano immaginare l'esistenza di qualcosa anche lì dov'è impedito di vedere; le torri gemelle della cattedrale di Notre Dame sulla destra suggeriscono la collocazione geografica dell'avvenimento. Al centro si erge gloriosa la Libertà, una donna con il berretto frigio, la veste all'antica e a seno scoperto; un primo tentativo di proporre un nudo femminile in un'opera avente oggetto un episodio contemporaneo, ma comunque ancora filtrato attraverso rappresentazioni mitologiche (rif. Venere di Milo). Stringe nella destra il tricolore e nella sinistra un fucile, incitando il popolo a seguirla e avanzando verso l'osservatore, un chiaro modo per invitare chi guarda a partecipare. Ai suoi piedi un insorto, che non a caso porta abiti in cui si ripete il tricolore, la guarda come si guarda alla sola capace di restituire la dignità a una nazione.

Hayez

Cardine della sua pittura è la rappresentazione del vero, legato ai temi rappresentati (una realtà storica), unito alla concezione del bello (deve mettere in evidenza l'abilità dell'artista, virtuosismo), a una certa idealità, e dunque la realtà non è interpretata in maniera cruda; a ciò si aggiunge un contenuto serio, fatto di ideali e sentimenti elevati (funzione educativa).

  • Il bacio: Realizzato nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza che apriva le porte all’unità d'Italia. Il bacio dolce e furtivo che si stanno scambiando i due giovani in abiti medievali, è come l'addio del cospiratore o del volontario all’amata. Un'interpretazione suggerita dal volto coperto del giovane, dal piede sinistro appoggiato su uno scalino come se avesse fretta di fuggire, dal pugnale che fuoriesce dal mantello e preme contro un fianco della fanciulla e dall'ombra di una persona, sul muro a sinistra, che sembra guardarli di nascosto. La fanciulla è completamente abbandonata nell’abbraccio e come ritagliata tra il rosso delle calze e il bruno del mantello del giovane, è impreziosita dai riflessi lucenti della veste di seta, aderente al busto e gonfia di pieghe al di sotto; un chiaro esempio di virtuosismo.

Il realismo

Il 1848 è l'anno delle grandi sanguinose sommosse popolari; i realisti e i movimenti nascono proprio per rispondere a questa prepotente richiesta di vero e di quotidiano, una realtà documentata nel modo più distaccato possibile, senza filtri.

Courbet

È il capostipite del realismo pittorico francese, insegna che non ci possono essere scuole: ci sono soltanto pittori. L'arte non può essere appresa meccanicamente ma è tutta individuale e bisogna rifiutare ogni tipo di influenza e di compromissione con tutte le forme d'arte ufficiali, secondo il motto "fai quello che vedi, che senti, che vuoi".

  • Gli spaccapietre: Una prima novità riguarda l'aspetto formale: è qui rappresentato un piccolo fatto di vita quotidiana e i soggetti sono umili spaccapietre. La seconda novità riguarda l'occhio indagatore di Courbet, che scava impietosamente nella realtà mettendone a nudo ogni risvolto: le toppe sulla camicia e sui calzoni, il panciotto strappato e i calzini bucati. Sotto un cespuglio, una pentola, un cucchiaio e mezzo filone di pane sono il povero pasto dell'uomo. Anche la natura circostante è arida, come se riflettesse la stessa miseria dei lavoratori.
  • L'atelier del pittore: È un'allegoria reale: al centro dell'atelier, in realtà un umile granaio, Courbet rappresenta se stesso intento a dipingere un paesaggio. A sinistra, quelli che conducono un'esistenza banale come un bracconiere.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gine4600 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Tusini Gian Luca.
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