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ILLUMINISMO (XVII)

NEOCLASSICISMO -> ROMANTICISMO

Si tratta di un periodo compreso tra la seconda metà del Settecento e l’Età Napoleonica. Il Neoclassicismo avviene prima del Romanticismo e sarà il suo principale avversario. L’epoca che lo precede è l’Illuminismo, secolo dei Lumi (XVII secolo), secolo nel quale emerge la borghesia e secolo in cui viene riordinato il sapere. L’Illuminismo è un periodo storico dominato dall’ottimismo che vede l’uomo finalmente padrone della scienza, delle conoscenze e di se stesso, tutto questo gli dà una nuova fiducia. Questo secolo è infatti il secolo delle Enciclopedie di Diderot e D’Alembert, in cui si prova a sistematizzare tutto il sapere. All’interno di questo pensiero non poteva mancare anche l’arte, la quale subì un processo di razionalizzazione e revisione, proprio in questa fase si forò quel preconcetto secondo il quale anche l’arte deve essere utile e deve educare il popolo al bello, a capire le proporzioni, ecc. attraverso le Enciclopedie si sa ci che anche l’arte diventa ormai, si studiano e codificano delle leggi immutabili che gli artisti devono rispettare se vogliono essere considerati tali. Il garante di questa razionalizzazione delle arti è l’Accademia, la quale venne istituita nel 1648, in Francia nel 1666 a Villa Medici, a Roma, venne aperta la succursale dell’Accademia di Francia, l’apertura di questa Accademia a Roma inaugurò il cosiddetto Grand Tour, viaggio che svolgevano gli artisti. Questo viaggio prevedeva delle tappe e dava una formazione culturale in cui il principale studio era l’antichità. Il desiderio di possedere pezzi antichi originari o calchi di riproduzioni di sculture classiche o ellenistiche fu una vera e propria febbre. Il Neoclassicismo guardava all’arte dell’antichità classica, in specie a quella della Grecia che si era potuta sviluppare grazie alla libertà di cui godevano poi polis. Il termine fu coniato alla fine dell’Ottocento con intento dispregiativo per indicare un’arte non originale, fredda e accademica. Tuttavia esso comunicava efficacemente il desiderio di ritorno all’antico e la volontà di dar vita a un nuovo classicismo, molto simile dai teorici e da numerosi artisti attivi tra la seconda metà del Settecento e l’Età Napoleonica. Un periodo in cui si fecero maggiormente sentire anche gli effetti degli scavi di Ercolano e Pompei. Il movimento neoclassico ebbe come sede privilegiata Roma, fonte inesauribile di ispirazione classica, e il suo massimo teorico fu il tedesco Johann Joachim Winckelmann, il quale nel 1755 aveva pubblicato a Dresda i “Pensieri sull’imitazione dell’arte Greca nella pittura e nella scultura”. In tale opera sono già presenti tutti i temi del pensiero neoclassico. Giunto a Roma in quello stesso 1755, aveva continuato il suo lavoro di bibliotecario presso il cardinale Domenico Passionei, ma già dal 1758 era al servizio del cardinale Alessandro Albani, uno dei maggiori collezionisti del tempo e fautore di un restauro integrativo dei reperti. La ricca biblioteca del cardinale fu per Winckelmann occasione di arricchimento culturale e momento di riflessione. Nei pensieri sull’ “Imitazione dell’arte Greca” che costituisce la prima e già compiuta teorizzazione del neoclassicismo, il Winckelmann parte dal presupposto che il buon gusto aveva avuto origine in Grecia e che tutte le volte che si era allontanato da quella terra aveva perduto qualcosa. La grandezza artistica era, perciò, propria dei Greci. Pertanto “L’unica via per divenire grandi è l’imitazione degli antichi “. L’imitazione è cosa diversa dalla copia. Imitare, infatti, vuol dire ispirarsi a un modello che si cerca di uguagliare, copiare invece è azione fortemente limitativa in quanto prevede la realizzazione di un’opera identica in ogni parte al modello, l’originale. Per la scultura Winckelmann consiglia di imitare l’Antinoo del Belvedere e l’Apollo del Belvedere. Winckelmann sostiene, inoltre, che “Più tranquilla è la posizione del corpo e più in grado di esprimere il vero carattere dell’anima “. Se è vero, perciò, che è più facile riconoscere l’anima nelle passioni forti e violente, tuttavia essa è grande nobile “Solo in stato d’armonia, cioè di riposo”. Una scultura neoclassica, allora, non dovrà mai mostrare intense passioni il verificarsi di un evento tragico mentre accade. l’artista dovrà sempre scegliere l’attimo successivo all’ardente traboccamento emotivo e rappresentare il momento che precede o segue un’azione tragica, quando il tumulto delle passioni o non c’è ancora o si è già attenuato. Poiché ancora poco si sapeva della pittura Greca, comunque, ciò che si conosceva dagli scavi di Ercolano, Pompei e Roma

Illuminismo (XVII)

Neoclassicismo → Romanticismo

Si tratta di un periodo compreso tra la seconda metà del Settecento e l'Età Napoleonica. Il Neoclassicismo avviene prima del Romanticismo e sarà il suo principale avversario. L'epoca che lo precede è l'Illuminismo, secolo dei Lumi (XVII secolo), secolo nel quale emerge la borghesia e secolo in cui viene riordinato il sapere. L'Illuminismo è un periodo storico dominato dall'ottimismo che vede l'uomo finalmente padrone della scienza, delle conoscenze e di se stesso, tutto questo gli dà una nuova fiducia. Questo secolo è infatti il secolo delle Enciclopedie di Diderot e D'Alembert, in cui si prova a sistematizzare tutto il sapere. All'interno di questo panorama non poteva mancare anche l'arte, la quale subì un processo di razionalizzazione e revisione, proprio in questa fase si forgiò quel preconcetto seco

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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