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APPUNTI DI STORIA DELL’ARTE ANTICA

Arte greca, arte romana: definizioni, problemi, prospettive

Ovvero tradizione dell’arte: greca, romana, medievale, moderna.

L’arte antica, va letta con le aspettative/esigenze del suo tempo, bisogna cogliere il

vero significato dell’immagine nel contesto in cui è stata prodotta.

Nel mondo antico l’arte è un sistema di comunicazione per immagini, dove si colgono

le modalità base che tutt’oggi nel mondo contemporaneo sono utilizzate nella

comunicazione visiva .

(pubblicità)

È un sistema che guardiamo in prospettiva , il quale ci permette di avere più

(da lontano)

consapevolezza delle nostre scelte.

Arte greca e romana: arte classica —> arte che abbraccia tutte le espressioni figurative

del mediterraneo antico; è una definizione vaga e vasta, è quindi importante

inquadrarla e capirla.

L’arte antica non è mai morta, è sempre stata ripresa e ha sempre influenzato l’arte,

anche quella moderna, tramite le rinascenze, fenomeno ricorrente in Europa, l’arte

classica viene recuperata per motivi ideologici e politici con lo scopo di “trasferire” al

presente il prestigio dell’antichità.

La prima rinascenza: Carlo Magno, Sacro Romano Impero, si servì di un’arte di chiara

ispirazione romana per dare una prova tangibile della sua “dipendenza” dall’impero

romano, nonostante la distanza cronologica.

Rinascenza carolingia un’architettura che ricerca

(Aquisgrana, Cappella Palatina, 795-805 d.C.),

i modelli dell’architettura romana della tarda antichità, ne consegue un uso di

materiali e forme simili (capitelli), tradizione romana acquisita tramite la testimonianza

delle immagini/riproduzioni.

Rinascimento è

(L.B.Alberti, S.M.Novella, 1456 circa; Masaccio, La Trinità, 1526-1428),

Firenze la culla cultura umanistica nuova (una frattura rispetto il Medioevo)

è innovativa perché vuole uguagliare e superare il modello classico,

per porre l’uomo al centro di tutto, una dignità che era stata tolta

all’uomo proprio nel Medioevo. Un mondo nuovo, indotto da quello

antico, alla razionalità, chiarezza, armonia, concetti base dell’arte

antica.

1

Palladio ne è un esempio, di arte Rinascimentale, l’uomo diviene misura

(Villa Capra, 1567)

di tutte le cose, parametro fisico e proporzionale, sul quale costruire il tutto, l’uomo al

centro di tutto, è la lavorazione formale più duratura dell’arte greca.

Neoclassicismo San Pietroburgo, capitale

(Piazza dello Stato Maggiore, 1819-1829)

della Russia, un mondo chiuso arretrato, che utilizza l’impero di romano

come modello, per accreditarsi ed ereditare il prestigio della Roma

imperiale, modello utilizzato anche a Washington, con il Campidoglio,

1793-1818, i giovanissimi USA usano un nome e delle forme ispirate a

quelle romane.

I due contesti politici hanno valori opposti, ed è possibile che entrambi

usino Roma come modello perché le stesse forme si presentano per letture

diverse: Roma era una democrazia prestigiosa, prima dell’impero, una

democrazia che sconfiggeva grandi nemici, come Annibale.

Seconda guerra mondiale, con le dittature nazista e fascista, le quali non possono fare

a meno del richiamo all’antico al fine di ottenere il consenso popolare, attraverso i

simboli di romani. Il fascismo era ricco di monumenti antichi nella sua capitale, Roma,

monumenti dalla presenza incombente che si prestano a essere la scenografia degli

eventi di epoca fascista.

Un uso meno scontato è quello tedesco, eppure il Reichstag, è dominato

dall’aquila romana, queste dittature si confrontano con l’arte classica, la

quale è un riferimento ideale che riaffiora a livello tematico e stilistico.

Questa persistenza, dell’arte antica, è possibile attraverso i secoli,

nonostante sia lontana da noi, perché offre un repertorio di modelli e stili

eccezionale, rappresentando l’enorme ricchezza che alimenta la cultura europea.

Con Ercole , 1301-1310 di Pisano e possibile confondere il classico con

(pulpito di Pisa)

l’umanistico. Dalla Madonna con bambino , 1446-1448, si nota il

(altare del Santo, Padova)

parallelismo con Fidia.

Nelle Logge Vaticane, Raffaello e aiuti, 1517-1518, son chiamate grottesche perché si

calò dalle rovine delle terme di Traiano nella Domus Aurea di Nerone, e osservò i

dipinti del pittore antico Fabullus, calandosi Raffaello ebbe l’impressione che siano

grotte, da qui il nome.

2

Come nella Cappella Sistina e nel Giudizio Universale, 1536-1541, Michelangelo

trasforma la figura della Madonna, ispirandosi ad Afrodite accovacciata, ciò

250 a.C. circa,

dimostra la sua conoscenza molto approfondita della scultura classica.

Tiziano in Paolo III e i nipoti Farnese, 1546, trasforma la posa del Discobolo in un

inchino “leccato” del nipote di Paolo III. Tiziano “sbeffeggia” anche il Locoonte, Tardo

ellenismo, di Agesandro, Polidoro e Atenodoro con Le tre bertucce, metà del XVI

secolo.

Rembrandt: pittore fiammingo, olandese, che vive e muore nella città natale, visitava

solo Amsterdam, nella metà del 600 è ormai anziano ed in rovina, il suo stile è passato

e non ha committenze; tranne per un collezionista messinese, il cardinale Antonio Ruffo

gli chiese un busto di Aristotele. Dipinse un busto pensoso in penombra, vestito

esotico, attraversato dal bagliore della catena dorata, non ha nulla di classico, ma

questo suo Aristotele poggia la mano sulla riproduzione del Ritratto di Omero (Musei

Capitolini), Tardo ellenismo, il pittore ne è a conoscenza perché le riproduzioni dell’arte

antica viaggiavano in tutta Europa.

Winckelmann inventa la Storia dell’arte Antica come disciplina di studio e ricerca, ne

è il fondatore, chiamata da lui Archeologia. Egli conosce le lingue antiche, nel 1755

arriva a Roma e diviene protetto del nipote del papa, entra quindi in un ambiente

romano di alto rilievo. È quindi influenzato dalle opere che corniciano Roma, pubblica

un testo a Dresda (traduzione del titolo: Storia dell’arte degli antichi), un testo

fondamentale per direzionare la ricerca dei futuri studi, è ormai superato.

Nel ‘700 l’Arte Classica viene considerata un ammasso di opere a

carattere scultoreo, che affollavano le collezioni degli amatori, veniva

considerata un blocco unico, senza distinzioni di età, origine e fra

originale e copia (Marco Aurelio).

La comprensione di un opera è possibile grazie alla cronologia, la geniale intuizione di

Winckelmann è di unire la storia e l’arte, quindi introdurre il concetto di storia nello

studio delle antichità.

Winckelmann distribuisce su una parabola l’arte classica, per definire le suddivisioni di

stile come l’aspetto e le caratteristiche visive:

3 Stile Antico= le origini

• Stile Sublime= la perfezione

• Stile Bello= ma meno bello del sublime

• La Decadenza

Al giorno d’oggi, l’arte classica, viene suddivisa in: Arcaica, Tardo-classica, Classica e

Romana, non vi è più divisione per importanza.

Divisione di Winckelmann, è desunta principalmente da 2 fonti:

Storia delle Arti Antiche di Plino il Vecchio, un’enciclopedia dedicata alle arti, ricca di

• informazioni riguardanti vari artisti e le loro opere.

Viaggio in Grecia di Pausania, autore greco che scrive in età romana, viaggiando per

• le città greche, una sorta di prima guida turistica del mondo dove descrive

monumenti e nozioni. Questi testi furono letti da Winckelmann per ricavare concetti i

fondamentali della Scansione Cronologica.

I concetti comuni fra i 2 testi: la Storia dell’Arte è un susseguirsi di “scoperte”, i posteri

saranno migliori perché si baseranno su chi li ha preceduti, e faranno progredire l’arte

verso un crescente NATURALISMO, ovvero la riproduzione della realtà e della natura

come appare all’occhio umano, una progressione fino a un culmine dove non si può

tecnicamente andar oltre, dal quale poi si decade. La ricerca fondamentale dell’arte

greca è il “Problema Ottico”, essa non cerca l’idealizzazione, il suo traguardo è il

Naturalismo, riprodurre la realtà come appare all’occhio umano.

Senocrate di Atene e Apollodoro di Atene , le

(prima metà III a.C.) (seconda metà II a.C.)

cui fonti sono ormai perdute, dimostrano che i concetti fondamentali di Plinio e

Pausania sono in verità di epoca ellenistica (periodo di Senocrate e Apollodoro),

proprio in quest’epoca si crea un gruppo d’intellettuali che discutono di arte.

Le statue antiche (Apollo “del Belvedere”, Leocare, copia romana da originale del 350

furono sottoposte ad un rigoroso criterio eccezionale quello della Sezione Aurea,

a.C.)

chiamata nel Medioevo Divina Proporzione. (Rapporto aureo= 1:1,618)

La sezione aurea venne applicata fino al Modulor di Le Courbusier, 1959-1955,

passando per Policleto di Doriforo, La nascita di Venere di Botticelli e Monna Lisa di

Leonardo.

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La storia dell’arte antica viene considerata, al giorno d’oggi, una disciplina umanistica

che studia le opere d’arte, ovvero le manifestazioni della cultura figurativa; viene

descritta nel 1970, da R. Bianchi Baldinelli (archeologo, che si occupa di arte antica)

come “scienza umana di impostazione diacronica che consiste nel definire le singole

opere nella loro storicità individuale e nel legarle con la storia della cultura, definendo

il rapporto dell’opera d’arte con il suo determinato “ambiente””.

Ad esempio, di Michelangelo possiamo contemplarne le opere e comprenderne il

significato, inserendo ciascuna nella sua storicità individuale e dunque “legarle” alla

cultura e al loro ambiente sociale. Possiamo, con facilità, inquadrarlo come personalità

artistica dando un senso alle sue opere, il significato che veniva loro attribuito quando

sono state realizzate, che oggi potrebbe essere diverso (ad esempio la Monna Lisa non

era importante quando è stata dipinta, ovviamente i significati, attuale e passato, sono

entrambi importanti e veri in ugual modo).

Al contrario, di Fidia, lo sculture di arte antica più grande, siamo a conoscenza solo di

poche nozioni: fu uno scultore di bronzo e marmo, celebre per le sue statue

criselefantine. Era ateniese, visse tra il 500a.C. circa e il 432 a.C. Apprese da Evenore la

pittura, da Egia e Agelada la scultura e la bronzistica. Lavorò ad Olimpia, e fu

sovrintendente ai lavori dell’acropoli di Atene e amico di Pericle.

Quindi la definizione di Bianchi Baldinelli non può essere applicata all’arte antica.

Le opere di Fidia, le più grandi sono perdute (Criselefantine in oro e avorio), e le

conosciamo tramite le riproduzioni. Le copie ci trasmettono l’iconografia, ma

sono state realizzate secoli dopo l’originale, quindi non possono riflettere lo stile

di Fidia.

Possediamo solo gli originali del Partenone, quest’ultimo realizzato in molti anni,

Fidia avrebbe dovuto scolpire troppe opere per un uomo solo, ha quindi

guidato i suoi allievi, che furono improntati del suo stie, ma non è detto che su

tutti gli originali abbia messo mano.

Per arte antica quindi il rapporto è diverso, non è corretto chiamarla arte antica, ma

Imitazione della Realtà (Mìmesis), definita così dagli antichi, concetto del Naturalismo;

ovvero l’esaltazione del potere allusivo dell’arte: “l’arte è superiore alla natura perché la

corregge”.

L’arte può giocare e illudere la realtà (Uva dipinta di Zeus e tenda iperrealista di

Parrasio), ma se la imita si allontana e tradisce la realtà ne diviene una copia, l’arte va

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incontro ad una radicale condanna filosofica (Platone): “L’arte è inferiore alla natura

perché la imita e la natura è già di per sé un’imitazione della verità (le idee)”.

I CRITERI di GIUDIZIO ARTISTICO:

• Verosimiglianza rispetto a quanto imitato;

• Symmetria: giusta misura dei rapporti proporzionali.

Servono a dettagliare le qualità formali ed espressive del dipinto, per sapere che cos’è

l’arte, il bello e cosa rende arte un’opera d’arte.

È un concetto diverso di arte, ma non vuol dire che la loro non sia arte.

La soluzione di Bruneau che nel 1975 scrive delle riflessioni sull’arte greca: negli anni

’70 vi fu una divergenza metodologica nelle università fra Archeologia (cultura materiale,

e Storia dell’Arte

scientificità) (prodotti di qualità e stile, genericità).

Difatti le fonti per lo studio della storia dell’arte greca erano suddivise in:

• Archeologiche: originali e copie

(anonimi, lacunosi o di provenienza ignota) (le quali non

possono uguagliare l’originale);

• Scritte: epigrafiche e

(attribuzioni come la base firmata di una scultura, senza la scultura)

letterarie (descrizioni e notizie che non potranno mai descrivere l’opera come dal vivo).

Inoltre si notava un netto scollamento tra nomi di artisti e opere:

• Artisti noti e opere perdute;

• Opere conservate di artisti ignoti

• Opere firmate da artisti non altrimenti noti.

È quindi impossibile fare storia dell’arte greca quando l’opera d’arte è un prodotto di

cultura e testimonianza economica e sociale.

In conclusione la storia dell’arte antica è analisi, della cultura figurativa, tecnologia e

sociologica, analisi della società che quella immagine ha creato.

Riflessioni sull’Arte Greca di Salvatore Settis:

Nel mondo antico non esisteva la Grecia unita, ma le Città-Stato autonome in guerra

fra loro, ciascuna con un sistema operativo per immagini e rifiuta la teoria

evoluzionistica e centrata su Atene (Atenodoro- Plinio- Winckelmann) è necessario

quindi un Modello Policentrico:

• Definire i concetti di CENTRO e PERIFERIA;

• Individuare i centri in chiave cronologica e geografica;

• Accostare le periferie interne (Beozia) ed esterne (Etruria);

6 • Definire il rapporto dinamico tra centro e periferia.

In sostanza costruire una storia dell’arte senza nomi, una griglia cronologica in cui gli

artisti anonimi possano trovare spazio accanto ai nomi consacrati dalla tradizione, ed

introduce al concetto di “Storia” quello di “Geografia”.

Riflessioni sull’Arte Romana, tentativi di definizione:

L’arte romana era considerata prima di Winckelmann, una degenerazione dell’arte

greca, idea che svilì l’arte romana, idea che perpetuò fino all’800, fino agli artisti della

scuola di Vienna che studiano l’arte medievale e rivalutano quella romana, madre della

medievale.

Il termine “Romano”, è un termine ambiguo, dal punto di vista Geografico (indica la

città di Roma entro le mura Serviane, ma può anche indicare tutto l’impero), e dal punto

di vista Cronologico (fase antica o l’arte della tarda antichità).

La Soluzione di Brendel: scrive il saggio “Le ineguaglianze del contemporaneo”:

Winckelmann non conosceva l’arte romana: nella slide 42 vi sono varie opere di stile

diverso, mescolato, con differenza stilistica o di categorie/generi, differenze presenti

anche nello stesso genere e monumento (Ara Pacis Augustae, 13-9 a.C.); tutto ciò è

possibile perché in arte romana ci sono 2 piloni, meglio definite nelle Teorie

Dualistiche.

Teorie dualistiche:

• Rodenwaldt (1940): nel fregio di figure umane sono presenti 2 stili opposti:

l’Arte Aulica e l’Arte Popolare, una doppia committenza: chi possiede una cultura

commissiona opere d’arte di sapore greco; chi non possiede cultura commissiona arte

popolare, grossolana e di efficace comunicazione, una componente italica della società

romana;

• Brendel (1953): la questione non dipende dalla cultura del committente, ma

dalla cultura del fruitore (dunque sposta l’attenzione), a chi deve “parlare” quell’opera,

Arte Pubblica e Arte Privata;

• Bianchi Bandinelli (1969): importante è il valore sociale, l’arte è

l’espressione della lotta di classe, come fra Patrizi e Plebei, quindi Arte Patrizia e Arte

Plebea (la “vera arte romana” è plebea).

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La teoria di Brendel prevale, perché integra il concetto fondamentale della

comunicazione per immagini ancora attuale, l’immagine deve trasmettere un

messaggio e quindi deve essere adatta al destinatario.

Hölscher: l’Arte Romana non poteva essere capita da Winckelmann, perché è arte

greca rielaborata dai romani e non va giudicata con gli stessi criteri dell’arte greca.

L’Arte Romana è difatti un Sistema Semantico che ricava i propri elementi formali

dall’Arte Greca, ma in età diverse, a seconda del messaggio che devono trasmettere.

I 4 diversi possibili approcci per l’Arte Aantica:

• Approccio estetico: prevalenza per la tradizione, Winckelmann, ma arricchito

da considerazioni stilistiche e iconografiche, confronto fra Atena Farnese e Minerva di

Breno;

• Approccio storicistico: leggere l’opera d’arte come un documento storico, il

motivo della scelta del soggetto diviene legata al momento storico, è un approccio

più strettamente archeologico, non valuta ne considera il valore estetico, ad esempio il

valore della Nike dei Messeni e dei Naupatti di Peonio di Mende, 425 a.C., ha un

significato politico, è dedicata alla vittoria dei Messeni e dei Naupatti contro gli

Spartani nel 425 a.C.;

• Approccio antropologico: se non vi sono fonti scritte, l’arte di

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher meli.tulipano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di belle arti Santagiulia o del prof Bonini Paolo.
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