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Storia dell'architettura moderna

Corso tenuto dalla professoressa Renata Samperi – A.A. 2021-22

Appunti presi da Federica Moscatelli

Indice

  • Lezione 1 – Umanesimo e Rinascimento
  • Lezione 2 – Brunelleschi
  • Lezione 3 – Leon Battista Alberti
  • Lezione 4 – Italia nel Quattrocento – Parte I
  • Lezione 5 – Italia nel Quattrocento – Parte II
  • Lezione 6 – Italia nel Quattrocento – Parte III
  • Lezione 8 – Bramante
  • Conferenza del professor R. Dalla Negra – Brunelleschi
  • Lezione 9 – I maggiori architetti del Cinquecento
  • Lezione 10 – Peruzzi, Romano e Serlio
  • Lezione 11 – Michelangelo
  • Lezione 12 – Il Cinquecento
  • Conferenza del professor A. Ghisetti – Gli angoli di Ferrara
  • Lezione 13 – Palladio
  • Lezione 14 – Dalla Roma di Sisto V all’opera di Maderno e Bernini
  • Lezione 15 – Da Cortona e Borromini
  • Lezione 16 – Guarini, Juvarra e Vittone
  • Lezione 17 – Roma tra tardo Seicento e Settecento
  • Lezione 18 – Vanvitelli e Piranesi

Lezione 14 – 29 Aprile 2022 – Dalla Roma di Sisto V all’opera di Maderno e Bernini

Architettura del Cinquecento

Il rinnovamento urbano al tempo di Sisto V e le architetture di Domenico Fontana.

Architettura del Seicento e del Settecento

Carlo Maderno e Gianlorenzo Bernini.

Papa Sisto V

Gregorio XIII e Sisto V furono due committenti importanti di architettura che hanno lavorato dopo la controriforma. Con la controriforma ci sarà un rinnovamento relativo all’architettura religiosa e alla creazione di nuovi ordini religiosi. Vengono appunto realizzati molti edifici per accogliere questi nuovi ordini. Si tratta di architetture piuttosto semplici e sobrie, che usano un linguaggio legato alla funzionalità più che alla estetica. Queste architetture riflettono le esigenze del rinnovamento religioso portato dalla controriforma. In questo periodo vengono anche messe in atto operazioni importanti di rinnovamento urbano; questo verrà iniziato da Gregorio XIII e portato avanti da Sisto V.

Zona di Quirinale

Zona dove sorgono le principali ville cardinalizie. Dal punto di vista urbano, vengono aperte delle strade rettilinee e dritte per collegare alcuni punti importanti della città. Con l’espressione “piano sistino” si indica questo intervento urbano di apertura di nuove strade, tutte rettilinee. Le vie più importanti che vengono aperte sono:

  • Via San Felice, che collega Trinità dei Monti con Santa Maria Maggiore, detta anche Via Sistina.
  • Via Gregoriana, che collega Santa Maria Maggiore con San Giovanni in Laterano; collega due basiliche molto importanti.
  • Via Panisperna, che collega Santa Maria Maggiore con la colonna Traiana.
  • Via di San Giovanni, che collega San Giovanni in Laterano con il Colosseo; chiamato anche stradone di San Giovanni.

Domenico Fontana, architetto, ma non particolarmente inventivo, scrisse di queste nuove vie rettilinee che vennero costruite in questo periodo. Afferma che queste vie rettilinee andarono a sostituire strade curvilinee e intricate; egli vede di buon occhio queste strade, che rendono molto più agevole e più breve il percorso per raggiungere i punti focali della città (soprattutto chiese e basiliche; la basilica più importante all’epoca era la basilica di Santa Maria Maggiore).

Mostra dell’acqua felice

Posizionata sulla via Pia. In questa zona è molto importante il metodo di approvvigionamento idrico. Si tratta di una architettura che riprende il modello dell’arco di trionfo. Vediamo delle colonne incassate e un attico sovradimensionato che accoglie una iscrizione celebrativa dell’opera di Sisto V.

Santa Maria Maggiore

Nell’87 viene eretto l’obelisco con la funzione di segnale urbano. Verrà costruita anche la Cappella Sistina.

Sistemazione del Laterano

C’è il palazzo fatto da Fontana. C’è l’obelisco di San Pietro. Con Sisto V vengono edificate le facciate lungo la via Pia e lungo la piazza del Quirinale, dietro alle quali si nascondono bellissimi giardini. Questi interventi confermano la volontà di urbanizzazione di Sisto V.

Collegio Romano

Collegio dei gesuiti. I gesuiti nascono con la controriforma e diventeranno un ordine importantissimo. Si tratta di un edificio enorme, con linee sobrie e semplificate.

Domenico Fontana

Era l’architetto di Sisto V. Fontana è una figura un po' controversa e difficile da capire. Molti lo criticavano e lo consideravano un ingegnere, un demolitore, una persona non sensibile alle preesistenze. Tuttavia, egli ha delle peculiarità. Per capire Fontana è importante capire il contesto. Nasce nel 1543 in Lombardia e si trasferisce a Roma nel 1563, data importantissima.

Nel 1563 si chiude il Concilio di Trento e viene messa in atto la controriforma. Nel 1564 muore Michelangelo. Nasce Galileo. La controriforma si muove su due principi: il primo è la repressione della cultura e dell’elaborazione intellettuale (repressione di tutta la produzione intellettuale che andava contro i dettami della chiesa), il secondo è la mobilitazione al consenso. La controriforma voleva controllare la didattica, voleva controllare l’educazione dei giovani. L’educazione gesuita è fondamentale per capire il contesto di questo periodo.

Fontana investe su un cardinale Montalpe che voleva fare degli interventi nella zona di Santa Maria Maggiore. Il cardinale decide di costruire lì la propria villa ma gli mancavano i soldi e quindi Fontana gli farà un prestito. Fontana diventa così una sorta di imprenditore edile piuttosto che un architetto.

Obelisco Vaticano

Per mobilitare il consenso verrà trasportato l’obelisco vaticano. L’obelisco si trovava in una posizione decentrata e verrà spostato per collocarlo in una posizione migliore. Sulla sommità di questo obelisco c’erano le ceneri di Giulio Cesare. Spostamento difficilissimo; si diceva che se l’architetto che si sarebbe occupato dello spostamento avesse fatto cadere le ceneri sarebbe stato ucciso. Fontana si occuperà di questo spostamento.

San Giovanni in Laterano

Si tratta di una basilica cristiana che viene concessa per volontà imperiale e papale; da questo momento diventa la sede papale e del vescovo di Roma (papa = vescovo di Roma). Fontana si occuperà di un intervento in questa chiesa. Viene fatto un intervento di demolizione. Fontana demolisce in maniera discriminata o in maniera selezionata? Lui demolisce tutta la parte di storia della chiesa che doveva essere cancellata secondo la controriforma. Tutto ciò che i fedeli non dovevano sapere viene demolito. Viene conservato il battistero. Tutto quello che viene fatto da Sisto V aveva lo scopo di raccogliere il consenso dei fedeli. Noi dobbiamo considerare l’opera di Domenico Fontana non da un punto di vista qualitativo ma da un punto di vista quantitativo; egli nel giro di cinque anni realizza tante opere. È sbagliato dire che Fontana è un demolitore; lui demoliva ma non in modo indiscriminato, demoliva in maniera selezionata con lo scopo di “ripulire” la storia della chiesa. Un altro aspetto importante è che l’architettura di Fontana è un’architettura che deve essere vista da lontano. Alcune sue opere mostrano quasi delle incisioni piuttosto di elementi che sporgono o rientrano.

Carlo Maderno

Carlo Maderno è lombardo, ma va a Roma perché c’era lo zio Domenico Fontana.

Facciata di San Susanna – 1597-1603

Poco dopo la morte di Sisto V. Posizionata sulla Via Pia. Facciata disegnata da Carlo Maderno, nipote di Domenico Fontana. Vediamo un grande cambiamento in questa facciata che viene considerata da molti critici come prima facciata barocca.

Barocco

Il termine nasce con una accezione negativa che poi viene accettato dalla critica. Il modello di questa facciata è Santa Maria Novella: lo schema del disegno, la sovrapposizione dei due ordini architettonici, le volute richiamano tale modello. Come materiale viene usato il travertino (tipico delle architetture di Roma), che si discosta nettamente dalla bicromia di Santa Maria Novella. La parte centrale viene fatta sporgere grazie all’uso delle semiparaste. Questa facciata mostra una sorta di dinamismo che fa sì che la facciata possa essere letta come una graduale sporgenza delle parti che avanzano a mano a mano che si va verso il centro. La trabeazione sporge gradualmente, come anche gli ordini architettonici. Gradualmente la facciata diventa sempre più sporgente e questa gradualità si rispecchia anche nel rapporto tra i pieni e i vuoti. I lati sono più pieni e a mano a mano che ci si sposta verso il centro aumentano i vuoti.

Novità: non ci sono semicolonne addossate alla parete, ma vediamo colonne libere incassate nella parete. L’ordine non viene addossato. Per poter usare colonne libere vengono fatte delle cavità nella parete che andranno a ospitare la colonna.

Completamento della Basilica di San Pietro – 1603

Intervento fatto: demolizione delle navate di San Pietro e costruzione del corpo longitudinale e della facciata. Questo nuovo intervento verrà addossato al corpo centrico già realizzato su progetto di Michelangelo. Lateralmente alla facciata erano stati previsti due campanili che però poi non verranno completati e verranno “fusi” alla facciata. Facciata molto larga e con andamento orizzontale. Tuttavia, è così tanto orizzontale perché appunto non sono stati realizzati i due campanili che erano stati previsti nel progetto. Facciata c’è corrispondenza tra esterno e interno.

Palazzo Barberini – 1628-1633

Commissionato dalla famiglia del papa Urbano VIII. Viene commissionato dal cardinale Francesco Barberini. Realizzato lungo la strada felice. Viene iniziato da Maderno e poi completato da Bernini, dopo la morte di Maderno. Con entrambi collabora Borromini. Un altro collaboratore di questo cantiere fu Pietro Da Cortona, che lavora come pittore e affresca la grande volta della sala principale. Palazzo che viene addossato a palazzo Sforza già esistente che diventa una delle due ali del palazzo. Monumentale impianto a U, con due ali avanzate sui lati e una loggia a più livelli al centro. Riprende l’impianto triadico ma viene realizzato in scala monumentale. È interessante come questo impianto non ci inserisce nella quinta edilizia della strada, non segue un coordinamento con la strada, ma si collega di più al contesto circostante (un po' come avviene con villa Chigi). Si predilige quindi una visione di scorcio e una disposizione libera rispetto al piano stradale. L’impianto progettato in origine da Maderno era un impianto più simile a quello dei palazzi. Ma poi Bernini disegnerà un nuovo impianto, che probabilmente verrà visto da Maderno e da Borromini (prima della morte di Maderno). Lo spazio centrale coperto, posto tra le due ali, affiancato da dei corpi scala, era funzionale alla manovra dei cocchi.

Salone

Salone ovale collocato al piano terra e non al piano primo (novità).

Loggia

Colonne libere incassate. Sovrapposizione di tre ordini: dorico, ionico e corinzio. All’ultimo livello vengono usate delle paraste con contro paraste. Le finestre dell’ultimo livello sono più piccole rispetto alla bucatura e questo perché le strombature sono molto ampie. Tali finestre sono in realtà “finte” perché in parte sono murate all’interno, anche se fuori vediamo il vetro.

Bernini

Contesto e cenni biografici

Bernini è un artista universale: pittore, scultore e architetto. Paragonabile alla figura di Michelangelo anche se Michelangelo era una figura drammatica e solitaria, mentre Bernini era una figura brillante, spiritosa, di grande fascino, molto aperto e attivo. Bernini era molto bravo anche a fare caricature di personaggi famosi; la caricatura con pochi segni riesce a rappresentare una figura. Attraverso poche idee, Bernini riusciva a creare architetture performanti. Egli era solito associare la scultura all'architettura. All’inizio della sua attività, collabora con Borromini. Sono due artisti molto diversi ma complementari. Tuttavia, a un certo punto i due litigarono per motivi di soldi e romperanno la loro collaborazione. Bernini è un artista universale, molto attivo anche nella città. Borromini è solo un architetto (non un artista universale) e aveva un carattere difficile, chiuso, solitario. Bernini aveva delle grandi idee che grazie a Borromini diventavano più concrete e realizzabili. Bernini lavora sotto tre pontificati diversi: quello di Urbano VIII Barberini (1623-44), di Innocenzo X Pamphilj (1644-55) e infine di Alessandro VII Chigi (1655-67). Attività molto lunga.

Baldacchino di San Pietro – 1624-33

Sceglie di non realizzare un apparato che entrava in opposizione con l’architettura esistente. Bernini decide di non realizzare un ciborio stabile e architettonico ma un baldacchino dove vediamo anche degli elementi in tessuto. Baldacchino oggetto effimero, non stabile, che poteva essere trasportato. Colonne tortili erano già presenti nell’iconostasi della basilica paleocristiana di San Pietro, davanti all’abside. Quindi tali colonne sono un richiamo alla antica basilica costantiniana. Le colonne tortili avranno grande successo anche in esempi successivi. Vediamo delle decorazioni con dei drappi decorati con delle api. Si tratta di un’architettura molto originale, molto diversa dall’architettura che lo circonda. Questa diversità gioca a favore di un buon inserimento. Decorazioni vegetali che si avvolgono attorno alle colonne tortili. Decorato con dei fastigi nella parte sommitale.

Borromini collaboratore di Bernini. Fa diversi disegni a matita del baldacchino.

Sedia della cattedra di San Pietro

Era la sedia papale, che enfatizzava il ruolo del papa e l’importanza della chiesa in questo periodo. Fusione della scultura e dell’architettura. Bernini usa moltissimo la luce che entra dall’esterno. La luce diventa un materiale. Sulla sommità della scultura che concretizzano la luce con raggi di luce scultorei.

Facciata di Santa Bibiana – 1624-26

Situata, oggi, in una posizione un po' infelice, vicino alla stazione. Facciata che corrisponde a un corpo di fabbrica che si addossa all’edificio esistente, con un portico inferiore e degli ambienti al livello superiore. Vediamo una intersezione di ordini che mostra una trabeazione che passa dietro all’ordine maggiore. Nella parte centrale emerge una edicola timpanata. Ordine ionico al livello sottostante, mentre al livello superiore c’è un ordine particolare che vede la fusione di vari elementi (ad esempio fusione del capitello con l’architrave della trabeazione). Associazione di paraste e semi paraste. Gioco di sporgenze e di stratificazione dei piani della parete.

Cappella Cornaro

All’interno della chiesa di Santa Maria della Vittoria. Statua della santa con l’angelo. Anche qui è fondamentale la luce; sia la luce concreta che viene rappresentata con dei raggi dorati sia la luce reale che proviene da una finestra laterale. C’è quindi una luce radente che è ottima per definire i volumi. Luce Bernina verrà usata questa espressione per indicare questa luce radente sarà tipica di Bernini. Timpano con curve. Lateralmente ci sono dei piccoli palchi da cui si affacciano dei personaggi che assistono alla scena e rappresentano i membri della famiglia Cornaro. La scultura di Bernini è una scultura molto naturale anche quando si associa all’architettura.

Fontana dei Fiumi – 1648-51

Rappresenta i 4 fiumi più importanti del pianeta: Danubio, Nilo, Gange e Rio della Plata. Composizione piuttosto ardita poiché sotto al peso dell’obelisco c’è il vuoto. Il Gange è personificato da un uomo con delle fattezze un po' orientali.

Piazza San Pietro – dal 1656

Commissionata sotto il pontificato di Alessandro VII (è il secondo dei tre pontificati durante i quali lavora Bernini). Personificazione del gesto dell’abbraccio, l’abbraccio che la chiesa concede al fedele. Questa è la giustificazione di questa forma ovale. Non è definito il rapporto geometrico tra lo spazio trapezoidale antistante la facciata e le due ali curve. È una piazza costituita interamente da un colonnato ionico; non è un’architettura costruita. Nel progetto era stato previsto anche un corpo di fabbrica che chiudeva lo spazio tra le due ali curve, ma non venne realizzato.

Soluzione d’angolo

Interessante è la soluzione d’angolo del colonnato che risolve le parti curve. Via Alessandrina via rettilinea che collegava San Pietro a Castel Sant’Angelo. Successivamente verranno demoliti gli edifici che affiancavano tale via per realizzare una nuova strada più ampia, ovvero Via della Conciliazione, che permetteva la vista di San Pietro già dal lungo Tevere. Con la costruzione di Via della Conciliazione cambia totalmente la visione che Bernini voleva dare alla piazza, non era più una piazza chiusa non visibile da lontano. Questa apertura della piazza, questa trasparenza del colonnato si confrontava con il contesto naturale che la circondava.

Palazzo di Montecitorio – 1650-55

Palazzo che presenta una facciata...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FediM181 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Samperi Renata.
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