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Piece by piece

Piece by Piece (pezzo dopo pezzo) è una modalità di approccio all'architettura di Renzo Piano. Renzo Piano è noto a livello mondiale e senatore a vita in Italia. Un altro tipo di ruolo che un architetto può avere all'interno della nostra società. L'immagine rappresenta un frammento di un padiglione espositivo che è un modulo costituito da numerosi pezzi accuratamente disegnati. L'architettura parte da singoli pezzi costruttivi che montati insieme giungono a definire uno spazio architettonico.

Prima fase di attività professionale

Osservando il primo periodo della sua carriera, quando non era ancora famoso prima del 1970 con la costruzione del Centre Pompidou a Parigi, si ha il pretesto per osservare il lavoro di altri progettisti/architetti del '900. Il suo approccio all'architettura si costruisce attraverso l'incontro con diverse persone e contesti. Confronto con le utopie (Archigram e Superstudio, rapporto tra utopia e realtà; teoria e costruzione pratica).

Genova

Renzo Piano nasce a Genova, città caratterizzata dalla presenza di un mare e un porto. Ha un grande rapporto con la dimensione industriale; il suo pensiero viene influenzato dalla vita del porto, come luogo in cui accade un magico spettacolo teatrale, oggetti pesantissimi vengono sollevati nel cielo, come in una danza. Piano appartiene a una famiglia di costruttori edili. Il cantiere navale è presente fin dall'inizio della sua vita, è presente in maniera intrinseca, in maniera primaria nella sua produzione, come la dimensione della tecnica applicata alla nautica e al commercio portuale marittimo. Secondo Piano l'idea costruttiva è nulla, è vana, se non c'è anche la parte costruttiva, mentre la dimensione dell'architettura che riflette su se stessa e rimane teoria è un altro approccio all'architettura. La dimensione del cantiere, del fare, del capire come si monta, come si assembla è fondamentale per un architetto come Renzo Piano che nasce in una famiglia di costruttori. Ha uno studio a Vesima, che segue i terrazzamenti.

Renzo Piano Building Workshop

Il singolo elemento costruttivo, assemblato secondo un metodo industriale, crea lo spazio architettonico. Il suo studio ha una dimensione di una bottega, un team di lavoro. I suoi progetti vengono sviluppati a partire dal dettaglio, che assemblati vanno a fornire la forma definitiva dello spazio. Renzo Piano è il regista di questo workshop ma lavora in una dimensione collettiva. Spesso l'architettura viene identificata come il genio creativo del singolo, ma in Renzo Piano c'è la valorizzazione di una collaborazione tra professionisti architetti e ingegneri.

Gli incontri di Renzo Piano

  • Italo Calvino (1923-1985): Renzo Piano ha un incontro con Italo Calvino, grande intellettuale e scrittore. Calvino, dopo aver ottenuto la cattedra ad Harvard, tenne sei lezioni "Sei tracce per il nuovo millennio" a cui Piano si ispirò. La prima lezione che tenne trattava il tema della Leggerezza. L'obiettivo dell'architettura di Piano è un'idea di architettura montabile, flessibile, quasi effimera, che offre libertà ai suoi occupanti. Piano tenta di raggiungere una leggerezza all'interno dell'architettura.
  • Filippo Brunelleschi (1377-1446): Piano frequenta l'università di Firenze, dove incontra l'architettura di Brunelleschi, la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze (1400). Brunelleschi progettava anche le macchine attraverso cui costruire le sue architettura, sostiene quindi l'unione tra scienza e arte, l'architettura si fa attraverso l'unione di queste due prospettive. Anche Nervi lavora a Firenze. Piano a Firenze trova una conferma del pragmatismo ottenuto dal panorama genovese.
  • Franco Albini (1905-1977): Dopo l'esperienza fiorentina Piano si sposta a Milano alla fine degli anni '50, nel pieno del suo boom economico e vivacità culturale. A Milano incontra il professore Franco Albini, grande progettista che aderisce al razionalismo italiano, approccio industriale al progetto in maniera originale che affascinerà molto Renzo Piano. Da Albini Piano apprende la leggerezza, quella di cui parlava Calvino. Tema della leggerezza, della struttura, del giunto.

Albini, allestimento Sala della Duchessa, Palazzo Bianco, 1893

Rivoluzione della museografia in Italia. Albini fu, insieme a Carlo Scarpa, uno dei protagonisti di una rivoluzione del modo di allestire gli spazi espositivi negli anni '60-'70. Prima ambienti cupi con quadri anche posti a 4 metri di altezza, altezze non fruibili, tutte le opere della collezione in un'unica stanza poste ad altezze diverse. Albini progetta secondo un nuovo atteggiamento, si pensa a un nuovo modo di fruire gli spazi espositivi, con l'idea di selezionare alcune opere che secondo il curatore sono fondamentali e valorizzare al massimo queste singole opere. Lo spazio viene svuotato, reso più astratto (lezione delle avanguardie), vengono tolte le tappezzerie, tentativo di semplificare.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/08 Scienza delle costruzioni

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