Concetti storici preliminari:
Ancien règime: sistema di distribuzione della ricchezza e del potere
consolidato dal feudalesimo alla nascita delle monarchie nazionali, sovvertito
dalla rivoluzione francese.
Capitalismo : si compie con la rivoluzione industriale ma è possibile
individuare degli eventi precursori nell’epoca rinascimentale: nascita delle
banche e dunque del concetto di patrimonio/capitale, primi semi della
maccanizzazione industiale (es. Cupola di Brunelleschi).
Illuminismo: culto della Dea Ragione, espressione ossimorica che sta ad
indicare quella corrente di pensiero sviluppatasi inizialmente in Francia nel
corso del XVIII secolo che ha piena fiducia nei “lumi” della ragione umana
( ingegno, pragmaticità rivoluzione industriale) e intende sovvertire l’ordine
costituito (prima di tutto quello imposto dalla Chiesa Cattolica. 1666 Newton
inizia i propri ragionamenti sulla forza di gravità; l’eco di questo evento non
rimane nei confini della comunità scientifica ma conduce al primato della
ragione, l’intera società (intellettuale) inizia ad idolatrare la ragione, a
divinizzarla, a considerare gli scienziati come profeti di questo nuovo culto (es.
William Blake rappresenta Newton come un Dio antico).
Era contemporanea: è possibile identificarne l’inizio nella seconda metà del
XVIII secolo in quanto è proprio in questo momento di profondi cambiamenti
(sconvolgimento dell’assetto politico –ancien règime-; industrializzazione,
mutato rapporto con la religione, nascita del senso di appartenenza nazionale)
nascono modi di essere e una sensibilità per l’appunto contemporanea, alla
quale dunque l’uomo di oggi è ancora in grado di relazionarsi direttamente,
che conosce e ritrova nel suo tempo.
Capitale: capitale 1867)
definito da Marx (ne Il come immane raccolta di
merce; per merce si intendono quegli oggetti il cui valore non corrisponde al
valore intrinseco, ma a quello sovrasensibile, al valore simbolico che esso
assume nella società. Nasce così nel XIX secolo il feticcio della merce: la merce
viene adorata, non più semplicemente desiderata, proprio in ragione del suo
valore simbolico, proprio come le effigi sacre.
La crisi dell’ordine dell’architettura (1750-1800)
La prima rivoluzione (28-2-2018)
La prima grande crisi si manifesta all’alba della rivoluzione industriale,
ancien règime
quando si compie definitivamente il passaggio tra e il
capitalismo
. I presupposti culturali della rivoluzione industriale sono costituiti
illuminista
dalla cultura , diffusa dalla rivoluzione francese, a seguito della
quale la nascente sociale borghese acquista il proprio ruolo all’interno del
tessuto sociale. Il processo storico dell’industrializzazione ha inizio con la
meccanizzazione dei processi produttivi agricoli aumento demografico che
unito alla capacità economica della borghesia di investire in macchine
industriali consente la concentrazione del lavoro e quindi la nascita
dell’industria.
Conseguenze in ambito architettonico:
Nascita dell’architettura industriale: edifici di quantità e non di
qualità; è chiara la difficoltà incontrata dagli architetti ottocenteschi di
trattare il tema, sia per quanto riguarda il trovare uno stile/un’estetica
che potesse rappresentare tali edifici sia a stare dietro allo velocità dello
sviluppo industriale (l’idea stessa di industria nasce con l’intento di
velocizzare i processi).
- Illustrazione di Pugin che ritrae le fabbriche mascherate da facciate
gotiche. Concetto della maschera si ritrova anche nel British Meuseum di
Smirke (1824-1846): non esiste la tipologia museo, quindi Smirke si rifà
all'immagine del tempio antico (sostituendo il culto classico al nascente
culto civile), ma le colonne sono solamente mascherate in pietra, sono in
realtà pilastri di ferro rivestiti.
- Schinkle visita l’Inghilterra e definisce le prime fabbriche (più di 400
costruite a Manchester nell’arco di 3 anni e già obsolete) come “edifici
senz’architettura”, “simboli di assoluta tristezza”.
Crescita smisurata e repentina delle città (prime fra tutte quelle
inglesi) e nascita dei borghi operai: il centro della cultura capitalista
è proprio l’accumulazione, l’accrescimento del capitale, per cui esso non
può che tendere alla globalizzazione questo in unione al trasferimento
in città di ingenti masse
di popolazione rurale
per il lavoro in fabbrica
provoca una crescita
smisurata delle città.
Contrasts (1836):
Illustrazione dell’architetto
neogotico Pugin, stessa città
ritratta nel 1440 e quattro
secoli dopo: mostra come
essa sia crescita al di fuori dei
confini, ma soprattutto il
sostituirsi dei campanili con le
ciminiere delle fabbriche (la religione è sostituita da un nuovo potere:
l’industria mossa dalla classe borghese.)
GIOVANNI BATTISTA PIRANESI: architetto che, incapace di stare al passo
con le innovazioni dei processi produttivi dell’architettura, così come con i
cambiamenti sociali (completo cambiamento della committenza), diventa
architetto-disegnatore. Piranesi con le sue incisioni si fa interprete della crisi
architettonica di fine settecento ed è un personaggio cardine dello
sconvolgimento dei valori dell’architettura tradizionale:
Vedute di Roma (1748-1778), Le Magnificenze Romane (1751), Le
Antichità romane (1756): con queste opere fortemente realistiche,
Piranesi si fa portavoce di quella malinconia dell’antico, mossa da un
profondo senso di perdita, che molti artisti ed architetti provano a partire
dalla seconda metà del XVIII secolo ( neoclassico); particolare
attenzione è infatti posta sul disgregarsi, sul disfarsi delle rovine.
Santa Maria del Priorato (Roma): unica opera architettonica, ricca di
contraddizioni: la maestosità della facciata /dimensioni ridotte della
chiesa; l’altare è caratterizzato da un grande globo da una parte
adornato baroccamente e dall’altra completamente liscio, per esaltare la
forma pura.
Architetture e Prospettive (1743): prime opere “d’invenzione” dell’artista,
prospettive apparentemente perfette nascondono in realtà spazi
impossibili, irreali.
Carceri d’invenzione (1745 e 1760): Piranesi opera una progressiva
rottura dell’ordine e della forma, scardinando lo spazio prospettico,
deformando e torturando lo spazio fino a renderlo u-topico (anche il
tempo nelle Carceri è sconvolto, coesistono richiami all’epoca romana
con lo sviluppo delle macchine contemporanee all’artista u-cronia). In
queste tavole è esplicito il travaglio che l’architettura sta affrontando per
distaccarsi dal classicismo e da tutte le tradizioni spaziali e stilistiche
consolidate fino a quel momento; allo stesso tempo Piranesi presagisce la
deformazione dello spazio, il divenire confuso e tentacolare (le Carceri
ricordano le illusioni ottiche di Esher) che investirà di lì a poco le
metropoli europee.
l’illustratore G.Dorè nel 1860 dirà che il “labirinto tridimensionale” delle carceri
di Piranesi si è compiuto a Londra; raffigurando gli slums operai (quartieri nati
sregolatamente intorno alle fabbriche, unità abitative piccole, insalubri, tutte
uguali e sovraffollate) paragonerà i lavoratori, vittime della miseria urbana e
privati dei valori della vita rurale, ai prigionieri torturati di Piranesi.
Il Campo Marzio dell’Antica Roma (1762):
le forme storiche, assolutamente
decontestualizzate, sono affiancate da
Piranesi in una composizione serrata che,
piuttosto che richiamare le giaciture
romane, utilizza i processi di
accrescimento della città
contemporanea: serializzazione dei tipi,
riproposizione e affiancamento
meccanico degli stessi creano una città
razionale ma allo stesso tempo dal
complesso funzionamento.
Diverse maniere di adornare i
camini (1769): nel rappresentare
elementi di ornamento tratti da
panorami stilistici antichi in
contrapposizione con l’elemento
tecnologico del camino, compie un
prelievo dall’antichità unicamente formale, atteggiamento che presagisce
le correnti eclettiche e storiciste dell’Ottocento.
Estetica dei visionari
Altra reazione al cambiamento è quella degli architetti rivoluzionari (termine
che si riferisce al solo campo architettonico) o visionari dalla loro capacità di
andare oltre la realtà, interpretarla e trasfigurarla (già Piranesi può essere
considerato un predecessore); aspetto interessante è come tale atteggiamento
non sia frutto di un delirio, ma sia anzi fondato proprio sulla “dea ragione”
illuminista; la ragione è lo strumento e l’oggetto della loro immaginazione
fantastica.
BOULLEE:
Riversa nel disegno la sua idea di architettura, assolutamente avulsa dalla
realtà e da ciò che può essere costruito, così come d’altra parte aveva già fatto
Piranesi.
Idea di architettura: teorizza l’assoluto primato dell’idea (vero elemento in
grado di segnare e distinguere l’architettura) sulla prassi: l’architettura
dev’essere prima di tutto pensata, definita come immagine, disegnata e solo
Architettura, un saggio sull’arte
infine (ed eventualmente costruita). In Boullèe
“Cos’è l’architettura? La definirò con Vitruvio l’arte del costruire?
inizia dicendo
Certamente no (…) Vitruvio prende l’effetto per la causa”. l’abate Laugier ad
Saggio sull’architettura
esempio pur non essendo architetto nel suo esprime
un’idea di architettura (o meglio sulle origini primordiali di quest’ultima: la
capanna primitiva, costituita da rami a formare travi e pilastri è l’essenziale
precursore ideologico dell’architettura razionalista ‘900esca).
Chiesa metropolitana:
Le architetture di Boullèe
sono costituite da geometrie
pure, senza luogo e senza
tempo (le sue opere non
sono pensate per la
borghesia del suo tempo,
ma per uomini eroici ed
eterni), ciò contribuisce a
fornire alle sue opere un
carattere trascendente e le
rende eternamente valide.
Cenotafio di Newton
(1784): con la
gigantesca sfera cava
Boullèe intende
certamente celebrare
il globo terrestre e la
scoperta della
gravitazione
universale; ma
predilige la forma
sferica anche quando
essa non si fa simbolo
di tali concetti in altre
opere: la sfera è un solido perfetto, in grado di creare l’armonia che
Boullèe ricerca nel suo universo, anche attraverso la regolarità e la
“Ecco il vantaggio ineguagliabile che tale forma consente: da
simmetria.
qualunque parte si posi lo sguardo (…) si percepisce solo una forma
continua, senza inizio né fine e più la si scruta più essa s’ingrandisce”.
Sedlmayr vede nella scelta di Boullèe e degli altri visionari di utilizzare
l’anti-architettonica forma della sfera come una dichiarata volontà di
abbandonare il piano reale e di operare una drastica astrazione sul corpo
concreto dell’architettura; operazione che da un lato anticipa le correnti
astrattiste dall’altro manifesta la profonda crisi degli architetti del tempo.
Sfere a rappresentazione del globo terreste saranno progettate anche per
l’Esposizione Universale del 1900 a Parigi.
L’universo di Boullèe, pur essendo astratto e gigantesco, è fortemente chiuso,
imprigionato dalle sue stesse regole Aldo Rossi definisce l’atteggiamento di
Boullèe razionalismo esaltato.
Biblioteca nazionale di Parigi: anche in questo progetto, nonostante il
rapporto diretto con la realtà, Boullèe introduce elementi simbolici e
visionari, come la grande sfera posta all’ingresso che rappresenta il
mondo: entrando nella biblioteca si attraversa la conoscenza del mondo.
“ ha prodotto più architettura di
Lo spazio interno che, secondo Luois Kahn,
tante opere costruite” è a sua volta carico di simboli: i libri (e quindi la
conoscenza) sono l’elemento fondante, costituiscono le pareti portanti che
Scuola di Atene
sorreggono la grande volta a botte (richiamo alla di Raffaello),
interrotta però dall’elemento più moderno del grande lucernario in vetro che
consente l’ingresso della luce naturale.
Porte della città: in queste opere, definite dallo stesso architetto
“immagini di potenza”, Boullèe adotta un simbolismo non privo di
contraddizioni, le porte non anno battenti ma sono armate. Boullèe
intende evocare gli antichi eroi semidivini, vuole che la sensazione di
potenza e forza sia data dalla presenza sovraumana e non dalle mura
stesse.
Boullèe propone un’alternativa architettonica che si discosta da quella
considerata l’architettura oggettiva (ordini architettonici) e inizia a proporre
una dimensione soggettiva dell’architettura.
LEDOUX:
La città ideale di Chaux: In bilico tra realtà e irrealtà, differentemente
dall’opera di Boullèe quella di Ledoux è mossa da un impulso sociale e
L’architettura considerata nel suo rapporto con
utopico, nel suo saggio
l’arte, i costumi e la legislazione, la città ideale di Chaux
delinea (il cui
Fabbrica del Sale,
impianto è ripreso nella presso la foresta di Chaux -
architettura fortemente simbolica, casa del guardiano al centro di un
impianto emiciclico, brocche da cui sgorga acqua pietrificata, simbolo
della natura che diventa prodotto). Nella città di Chaux Ledoux propone
una società alternativa, disegna edifici per funzioni inesistenti nel mondo
reale, fortemente evocativi; si tratta infatti di architetture parlanti. La
forma di un’architettura è fortemente legata alla sua funzione, ma non
nel senso funzionalista/razionalista del termine, non sono pensate perché
la funzione che ospitano possa essere espletata al meglio al loro interno,
ma bensì perché essa sia chiara a partire dalla loro forma; in alcuni casi,
come in quello delle abitazioni, poste intorno al nucleo centrale di Chaux
e conformate a seconda del mestiere del loro proprietario (logica
illuminista che schematizza la personalità dell’individuo) si può cogliere
nell’architettura parlante come un’elevazione a potenza del
soggettivismo (oltre che del simbolismo) di Boullèe: se il cenotafio di
Newton richiama la forma del globo terrestre, la casa del guardiano delle
acque ricorda un tubo idraulico. Significat
Prigione di Aix-en-Provance: esempio di architettura parlante in un
progetto reale. Ledoux si rifà al modello palladiano della Rotonda, ma le
colonne piuttosto che sembrare il segno di un ingresso monumentale
richiamano delle sbarre; la piccolezza delle aperture vuole evocare
proprio l’idea di reclusione. Caselli daziali di Parigi
Variazione tipologica: Opere di Ledoux come e le
Guingette (taverne ai margini della città) introducono quel ragionamento
architettonico fondato sulla combinazione di elementi semplici, geometrici, di
variazione sul tipo che sarà poi alla base dell’opera di Durand. Ledoux fa
questo tipo di operazione per lo più per dimostrare la flessibilità del proprio
linguaggio e non al fine di creare una standardizzazione, le architetture
continuano ad essere parlanti (es. la Guingette progettata accanto alla Senna
presenta grandi vasche d’acqua).
DURAND:
Durand, allievo di Ledoux, nell’occuparsi della redazione dei manuali
d’architettura per le scuole politecniche si riallaccia agli studi sulle variazioni
tipologiche di Ledoux, privandoli però dell’afflato visionario. Durand propone un
metodo combinatorio di elementi (sia in pianta che in alzato) tratti
dall’architettura classica, fortemente razionalizzato, in cui la ragione diventa
ossessione e le geometrie pure di Ledoux e Boullèe ritornano ma legate
all’economia, anche se non ha una visione dell’architettura legata a quella
dell’abate Laugier, ovvero semplificante e volta a ridurre all’essenziale, ma
risente, come già detto, fortemente gli stilemi classici. Durand proprone un
abaco di possibilità rigido e imposto, che non si presta al genio creativo ma ad
una ragione calcolante.
nasce la speculazione sul tipo, soprattutto legata alle istituzioni (musei,
palazzi di governo) nelle città ottocentesche.
ragionamenti che possono essere letti come precursori della ricerca
combinatoria condotta dagli architetti razionalisti sull’existenzminimum.
La messa in scena del passato e l'urgenza del nuovo (1800-1914)
Spirito romantico ed identità nazionale (7/03/2018)
Nel XIX secolo ogni certezza, anche quella del primato della ragione abbandona
l'uomo, che con il romanticismo cerca di reagire al repentino cambiamento con
atteggiamenti non di rado contraddittori.
Faust di Goethe: l'uomo di scienza è alla ricerca di certezze anche nel
• mondo della fede; nell'introduzione “in principio era l'azione” →
parallelamente allo sviluppo sempre crescente della borghesia nelle
società europee nasce la volontà crescente dell'uomo di affermarsi
attraverso la propria azione e le proprie opere (es. anche Re Federico II
sente la necessità di affermare sé stesso al di là del proprio diritto di
nascita attraverso l'azione, scrive infatti l'anti-machiavelli, un saggio
critico sul Principe di
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