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Storia della radio e della tv

Perché studiare la tv?

  • Innovazione tecnologica, perché ci consente di capire i cambiamenti di prodotti e programmi nel corso degli anni.
  • Un’organizzazione di tipo produttivo e contenutistico del sistema televisivo.
  • Mercato, perché la TV si colloca in un meccanismo produttivo attraverso i consumatori, e ha bisogno di fare affidamento sul mercato e sulla pubblicità. Inoltre, c’è anche la concorrenza tra le emittenti.
  • Produzione e consumo, uniti all’organizzazione, alla tecnologia e al mercato.
  • Immaginario collettivo. La tv rappresenta la realtà attraverso la testualità e fa nascere l’immaginario collettivo, che adesso è molto più frazionato.

La nascita della tv è come la realizzazione di un sogno, che mette insieme le persone. Il sogno era quello di rappresentare la realtà, che doveva arrivare alla maggior parte delle persone possibili, in modo che l’esperienza della realtà diventa condivisione. La realtà viene vista da tante persone contemporaneamente e diventa domestica, perché entra nelle case delle persone. La tv come specchio sul mondo. Questo sogno si rifà a dei sogni onirici, dei racconti sul futuro, dell’800. All’inizio ovviamente era un sogno del futuro che non si sapeva se si potesse realizzare.

L’evento sportivo aiuta a sviluppare la tecnologia.

1954-1956: Nascita della tv in Italia

Carosello inizia per introdurre la pubblicità nel palinsesto anche perché è un momento di risollevamento economico. Erano dei veri e propri racconti e nel codino finale venivano detti i nomi dei prodotti. Tv dei ragazzi: era in un orario prestabilito. La programmazione tv era limitata e non sulle 24 ore, che raggiunge con l’avvento delle tv commerciali. Commerciali perché devono individuare i consumatori e vendergli dei prodotti, quindi si inizia a vendere agli inserzionisti pubblicitari, si inizia anche a fare molti più programmi.

Anni 80: diversi canali privati che poi vanno sotto Berlusconi.

Anni 90: Duopolio Rai e Mediaset grazie alla Legge Mammì. La tv nasce e si genera dentro a una cultura, quindi non è diseducativa.

Anni 30: l’Europa è alla ricerca della tv

In Germania, Francia e Inghilterra ci sono già delle trasmissioni. In Italia ancora solo esperimenti. Il tutto viene bloccato dalla II Guerra Mondiale.

Seconda guerra mondiale

Il mezzo di comunicazione che funziona di più è la radio, che aveva il compito di:

  • Alleggerire le tensioni con l’intrattenimento,
  • Servizio,
  • Propaganda,
  • Informazioni rispetto ai militari e alla guerra.

USA

L’evoluzione della Tv è sempre in ascesa, dal 1952 al 1956 si passa da un 4% al 48%, mentre nel 1960 si ha quasi il 90% di famiglie che hanno il televisore in casa. Si consolida negli anni 40. È un mezzo attraverso il quale si vendono cose, mentre in Europa nasce come servizio pubblico. Negli USA è una tv commerciale che invade anche l’America latina. Nel dopoguerra in Europa c’è un radicamento culturale nazionale. Negli anni 60 avviene in Asia e Africa e nel 70 in Sudafrica.

Europa

La tv diventa il simbolo della ricostruzione: benessere, unità nazionale, stabilizzazione geopolitica nel blocco occidentale. Ha un carattere pubblico.

Tv europea delle origini: Caratteri comuni

  • Servizio culturale (broadcasting: radio+tv)
  • Potere politico con funzione di controllo (ministero o autorità, perché nessun privato poteva farlo fino a metà anni 70, quando iniziano ad emergere delle entità private. Riforma: il controllo politico della tv, deve essere aperto anche a diverse voci e fazioni. Vengono aperti quindi nuovi canali. Lottizzazione della Rai, ogni partito ha praticamente in mano un canale: DC, RSI, RC). Questa funzione ha anche degli esiti positivi e non solo negativi.
  • Tv in bianco e nero. Il colore arriva prima in GB, Francia e Germania e poi in Italia, dove avvengono grandi scontri perché i colori non sono segno di sobrietà.
  • Programmazione a fasce orarie compatibili con i tempi sociali. La tv deve integrarsi con la società e non distrarre la vita e i doveri dei cittadini. La tv dei ragazzi è circoscritta a una determinata fascia oraria, che veniva chiamata pedagogica. È una programmazione verticale.
  • Palinsesto settimanale: appuntamenti festivi: palinsesto orizzontale, che veniva costruito attraverso appuntamenti ben precisi e riconosciuti, l’appuntamento veniva atteso come una festa. Era molto più importante il giorno che il genere. Condivisione dell’appuntamento perché lo spettatore aspettava con ansia il giorno.
  • Valutazione di “gradimento” con telefonate a casa per chiedere com’era la trasmissione qualitativamente parlando.
  • Visione familiare. Se è una festa, allora tutta la famiglia guardava il programma e siccome non ce n’erano tante di televisioni, ci si radunava nella case dei vicini che le avevano. Quindi le famiglie in qualche modo si allargavano.

Modello pubblico: tra politica e società

Controllo del governo che ovviamente ha effetti sul genere informativo. L’informazione è un genere che vede la necessità della selezione.

Informazione

  • Cultura, che ha carattere divulgativo, anche le trasmissioni che venivano trasmesse erano scelte per la cultura che davano: sceneggiati soprattutto. Qui poi entra in campo la censura soprattutto per quanto riguarda la satira e l’abbigliamento delle soubrette.
  • Stampa, preoccupazione verso il mercato pubblico, più mezzi ci sono più ovviamente il mercato si assottiglia. Si sente a rischio molto di più che con la radio.
  • Scuola, occhio particolare verso una funzione educativa, che insegna e viene visto come aspetto curioso di una tv arcaica, ma che non lo è proprio del tutto, perché c’è ancora adesso ma in maniera minore.

Italia: classificazione della storia della tv in diversi periodi

  1. 1954-1961: Tv delle origini
  2. 1961-1975: Paleotelevisione
  3. 1976-1990: Neotelevisione
  4. 1990-2000: Post-televisione
  5. 2000-oggi: Multi-televisione

Punto di partenza della tv è la diretta, ed è grazie a questa che si crea la memoria collettiva e anche la nostra storia. Negli ultimi 10 anni è più difficile avere una memoria collettiva perché i luoghi e i modi di fruizione sono diversi. “Sembrerebbe che ci sia ancora sullo sport la memoria collettiva, ma grazie ad una globalizzazione di regia, ma per il resto ci sono ancora fonti da cui si attinge, con una grande differenziazione di piattaforme di informazione” (Prof).

1. Tv delle origini

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cri_cavi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della radio e della tv e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Abbiezzi Paola.
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